AIFA: rischio di miocardite e pericardite

Il buio che ha pervaso il cervello di molti italiani, incapaci di far funzionare quella “strana” materia grigia che Madre Natura ci ha donato al momento della nostra nascita, non permette di capire che, il SIERO GENICO, e’ una pozione di sostanze sconosciute e pericolose, sperimentate sull’uomo senza deontologia. La stessa AIFA (agenzia italiana del farmaco) lo scrive sul suo sito ma, gli italici soldatini, nonostante i vari livelli di istruzione con relativi titoli sventolati al vento, NON LEGGONO, NON SI INFORMANO e si comportano come tanti YESMAN, inebetiti e rincretiniti da uno Stato ormai ridotto a “Repubblica delle Banane”.

L’AIFA, infatti, comunica gli aggiornamenti su alcuni punti emersi dalla valutazione del rischio di insorgenza di miocardite e pericardite dopo vaccinazione con vaccini a mRNA anti-COVID-19 Comirnaty e Spikevax.

ECCO COSA SCRIVE:

  • Dopo la vaccinazione con i Vaccini mRNA anti COVID-19 Comirnaty e Spikevax sono stati osservati casi molto rari di miocardite e pericardite
  • I casi si sono verificati principalmente nei 14 giorni successivi alla vaccinazionepiù spesso dopo la seconda dose e nei giovani di sesso maschile.
  • I dati a disposizione suggeriscono che il decorso della miocardite e pericardite dopo la vaccinazione non è diverso da quello della miocardite o della pericardite in generale.
  • Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite.
  • Gli operatori sanitari devono istruire i soggetti vaccinati a  rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni.

A seguito di quanto letto, riteniamo utile far notare l’importanza, per se stessi e per gli altri, e dunque il “dovere morale”, di segnalare, da parte dei vaccinati, eventuali reazioni avverse.

Per info ➡️ Come segnalare una sospetta reazione avversa

APRITE LA MENTE!

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Ricorso ad adiuvandum contro il Green Pass

I sottoscritti Avvocati: Roberto Zappia, Francesco Cinquemani, Laura Mana ed Eleonora Leoncini, uniti insieme per l’ultimo miglio di libertà, interverranno ad adiuvandum nell’azione promossa dagli Avv.ti Linda Corrias e Francesco Scifo per l’abolizione del Green Pass con udienza già fissata il 03.08.2021.
È l’ultima chance per tutti noi per veder riconosciute e mantenute le libertà costituzionali: per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.
Per aderire al ricorso mandare mail a: inforicorsoadiuvandum@gmail.com
Per coprire i costi si potrà effettuare una donazione libera (contributo suggerito min. €. 35,00).

AIUTIAMO GLI AVVOCATI A PORTSRE AVANTI UNA CAUSA FONDAMENTALE PER IL NOSTRO FUTURO

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Attenzione: il Green Pass non è obbligatorio

Per rispetto della Verità dobbiamo dirlo forte e chiaro! Il greenpass non è obbligatorio!

Quello attualmente in atto è soltanto del puro (e becero) terrorismo mediatico. È null’altro che il tentativo di far passare per vero ciò che non lo è. È solo manipolazione di massa. Propaganda in stile nazi-fascista. A supporto di ciò abbiamo il parere dei numerosi avvocati che ci supportano e dei canali di informazione realmente liberi.

Le affermazioni di Andrea Colombini:

Draghi ha firmato un DPCM per il Green Pass, non un decreto legge deliberato dalle Camere. Non è possibile istituire un obbligo di tale portata per DPCM e neanche per  decreto legge: la nostra Costituzione lo vieta! Lo prevede solo dopo la delibera di una legge approvata dalle due camere e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.E infatti, Il testo del DPCM di Draghi, per scritto non cita mai che è obbligatorio. Ma a parole si sta facendo credere che l’obbligo ci sia e che entri in vigore dal 5 agosto. Il green pass, quindi, non è obbligatorio, non è una legge e, allo stato attuale non ha nessun valore, come invece vogliono far credere. Si tratta invece  dell’ennesimo esperimento sociale, perché vogliono farvi preoccupare preventivamente sul fatto che non potrete fare nulla se non lo avete. Ovvio però che, se la gente lo accetta il suo uso verrà esteso sempre di più,  perché puntano alla “consuetudine”, dove non possono arrivare con la legge.

Il DPCM, infatti, non cita in nessuna parte in modo esplicito l’obbligo, perché violerebbe palesemente gli art. 13 e 16 della Costituzione.. Così come chiunque lo richieda e lo ponga come obbligo allo stato attuale violerebbe i due articoli della Costituzione…”

(Fonte: https://t.me/andreacolombini )

Articolo di Maurizio Blondet:

Draghi ha firmato un DCPM per il Green Pass, NON  un decreto legge deliberato dalle Camere. Non potrebbero farlo per decreto legge. La Costituzione lo vieta. Il testo del DPCM non cita mai che è obbligatorio. Leggere la Gazzetta Ufficiale per conferma – e usciamo da questo ennesimo ingannoche lede altre norme costituzionali. Il Green Pass non è obbligatorio, come riportato nel regolamento (UE) 2021/953, non è una realtà come vogliono far credere ma l’ennesimo esperimento mediatico-sociale, perché vogliono farvi preoccupare preventivamente del fatto che non possiate fare nulla se non lo avete.

Il Green Pass nemmeno esiste.

Se la gente lo accetta il suo uso verrà esteso sempre di più, (come il vaccino) perché puntano alla “consuetudine”. In caso contrario decadrà fino a sparire, come l’app immuni. Inoltre prevede l’utilizzo attraverso un’app sul telefonino. Questo non è possibile per chi ha cellulari di vecchie generazione. Il che significa che è *volontario* e non obbligatorio. Difatti il DPCM viola gli artt. 13 e 16 della Costituzione. E il Governo ad ogni ricorso soccomberà come per tutti i DPCM precedenti, dichiarati incostituzionali con sentenza 20/12/2020.”

(Fonte: https://www.maurizioblondet.it/attenzione-alla-truffa-mediatica-del-green-pass/ )

Checchè se ne possa dire, resta il fatto incontrovertibile che sono tantissimi i cittadini che non ci stanno a vedere calpestati i loro sacrosanti diritti!

Emblematica in tal senso la manifestazione spontanea di ieri sera a Torino. 

Altre manifestazioni contro il Greenpass sono previste nei giorni a seguire. 
DICHIARAZIONE VIDEO 👇👇👇👇👇dell’ AVV. PAPPALARDO👇👇👇👇👇

Questo l’elenco (in continuo aggiornamento) di quelle previste soltanto per SABATO 24 LUGLIO 2021:

ROMA: PIAZZA DEL POPOLO, 17:30

GENOVA: PIAZZA DE FERRARI, 17:30

FIRENZE:

Piazza della Signoria, 17:30 

TORINO: PIAZZA CASTELLO, 17:30

MILANO: Piazza Fontana, 17:30

NAPOLI: PIAZZA DANTE, 17:30

BOLOGNA: Piazza Maggiore, 17:30

PADOVA: Piazza Duomo, 17:30

CAGLIARI: Piazza Garibaldi, 18:00

BERGAMO: Davanti la Procura, 17:30

CATANIA: Fontana dell’Elefante, 17:30

PALERMO: Piazza Castelnuovo

 (Palchetto della Musica), 17:30

REGGIO EMILIA: Piazza della Vittoria, 17:30

BIELLA: Piazza Martiri della Libertà, 17:00

PARMA: Piazza Garibaldi, 17:30

PESCARA: Piazza della Rinascita (Piazza Salotto), 17:30

VARESE: Piazza Monte Grappa, 17:30

OSTIA : VIALE MEDITERRANEO 85, dalle 15:00 alle 20:00

Pordenone (Friuli): 

piazza XX SETTEMBRE ore 17:30

Ravenna: Piazza del popolo, 17:30

Forlì: piazzale della Vittoria, 17:30

Lodi: Piazza della Vittoria, 17:30

Como: Piazza Cavour, 17:30

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Confronto TV tra Bassetti e Paragone. Il piccolo dittatore colpisce ancora

Parafrasando Martin Luther KingMatteo Bassetti, il 21 luglio su Rete 4 – rileva Paolo Battaglia La Terra Borgese– l’infettivologo del policlinico San Martino di Genova, esprime che la libertà di non vaccinarsi finisce dove inizia per gli altri il rischio di ammalarsi. Ancora: rivolgendosi al senatore Gianluigi Paragone, il medico gli suggerisce: “Lei studi e poi può parlare, è l’ultimo da cui posso imparare qualcosa”. Di contro, Gianluigi Paragone: “Vedo le sue foto, è pronto per fare l’Isola dei Famosi“. E ancora, Bassetti spiega agli italiani (in modo chiaro e comprensibile?): “Chi è contro il vaccino è contro lo Stato perché il vaccino è uno strumento contro le chiusure.

Allora: la frase di Martin Luther King è una frase ad effetto defraudata di ogni profondità concreta e raziocinativa: in che modo si può capire dove finisce la libertà dell’altro? dove comincia la mia? Ecco che il confine di riferimento è in un punto del cerchio, e pertanto non può risolversi. Dunque più che da parafrasi quella dell’infettivologo suona come parodia, soprattutto se l’aforisma è preso in prestito per argomenti di importanza sociale così rilevanti. Sociale, si badi bene, e sempre si tenga doverosamente a mente che anche la scienza e la medicina sono – come devono essere – al servizio della società, del prossimo e di noi stessi. 

La scienza medica, in cui io stesso ho tanta speranza e fiducia da sempre – continua Paolo Battaglia La Terra Borgese – non può divenire dogmatica come talune religioni, perché la ricerca umana non ha mai fine, punti di arrivo. Altrimenti staremmo qui negli ospedali e cliniche private del terzo millennio a praticare ancora il parto cesareo come prassi, l’asportazione delle tonsille ad ogni occasione, la lobotomia generalizzata, l’elettroshock, la mutilazione dell’appendicite o a prescrivere alcolici agli ammalati per farli digerire, solo per fare qualche esempio.

Non dimentichiamo che la Costituzione tutela prima l’individuo e poi la specie umana. La storia insegna che in nome della specie l’uomo può commettere ogni atrocità e sciocchezza. E in questo periodo di pandemia le incertezze e i paradossi sono stati tantissimi. 

Oltretutto, la disposizione della regola alla vita pratica palesa i suoi limiti, nessuno può sottrarsi dal fare comunque un danno al prossimo, come ad esempio accade quando si conquista un posto di lavoro ai – per così dire – danni di un altro che, non potendo sostenere la propria famiglia, commette l’ultimo gesto, inconsulto, risolvendo col suicidio. Dunque è auspicabile una maggiore umiltà e la libertà di scelta.

Rivolgendosi al senatore Gianluigi Paragone, il medico gli suggerisce: “Lei studi e poi può parlare, è l’ultimo da cui posso imparare qualcosa”. Sicché il medico farebbe tacere chiunque non abbia titoli di studio? Trovo che tali consigli possano essere notatamente antidemocratici, in particolar modo se proferiti da chi poi – ora ci arriviamo – parla di nemici dello stato (italiano [ndr]) che, vedi caso, è dotato di una Costituzione che in ambito politico – in nome della democrazia – garantisce libertà di candidatura. Ma forse il medico cercava abilmente una deminutio capitis mediatica da far pesare al suo interlocutore. Chi sa?

E contro Bassetti il Senatore Gianluigi Paragone: “Vedo le sue foto, è pronto per fare l’Isola dei Famosi“: beh, non si capisce: dobbiamo intendere che il senatore possiede anch’egli l’arma della deminutio capitis mediatica? e questa volta pure nei confronti di ogni partecipante passato, presente e futuro all’Isola dei Famosi e della trasmissione stessa? 

Chi è contro il vaccino è contro lo Stato perché il vaccino è uno strumento contro le chiusure. […]”. Pur volendo apprezzare l’eccletticità dell’uomo medico Bassetti che si presta alla politica, con spirito critico c’è da chiedergli: e perché? Se per entrare al bar ci vorrà un requisito attestato in un pass da esibire per accedervi, va da sé che chi ne è sprovvisto non passa! Dunque? dove sta il problema? vuol dire che tra stare al bar e stare non vaccinato quel chi ha scelto la seconda. Tutto qua. O deve diventare obbligatorio pure andare al bar?  Rileggo: “Chi è contro il vaccino è contro lo Stato perché il vaccino è uno strumento contro le chiusure. […]”: sì, la frase, lì per lì, colpisce così tanto da sfuggire a un’analisi razionale, quell’analisi razionale che salva dall’errore di ritenere la frase ciò che non è: vera, giusta e perfetta, positiva e logica.

Quindi può notarsi l’errore di generalizzazione: come fa il medico a sentenziare che il vaccino è uno strumento contro le chiusure? O, forse, siamo davanti alla arrogante volontà di patrocinare ad ogni costo le proprie parole dette, spesso base del successo dei falsi saggi.

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di Massimo Coppolino

“Incrociando i dati provenienti dalle diverse fonti, si può evincere, dall’ultimo rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità che i decessi per CoViD tra i vaccinati sono molto di meno che tra i non vaccinati (0,36% contro 0,7%). Sarebbe tutto perfetto, se non ci fossero anche le morti legate direttamente ai vaccini, di cui, però, stranamente non si parla. Basta, quindi, prendere il 5° rapporto AIFA sui decessi da vaccino, e ci si rende conto di una sconcertante realtà: l’AIFA sapeva che sarebbero morte persone in seguito alla vaccinazione, ma ne prevedeva circa il doppio di quelle, poi, registrate , il che è considerato un “successo”. Ma, se andiamo a verificare le percentuali, ci rendiamo conto che, tra i vaccinati, in conseguenza degli effetti collaterali dei vaccini, la mortalità dopo la 1^ dose è dello 0,5%, mentre dopo la 2^ dose è dello 0,3%. Quindi, mediamente, si muore di più per gli effetti collaterali del vaccino di quanto lo stesso vaccino protegga dalla CoViD!

Per porre ai ripari, è necessario analizzare le cause dei decessi è questo avviene grazie alle autopsie, che non si devono limitare ad una analisi “di base”, ma estendersi a controlli di fisiopatologia e di analisi biochimica dei tessuti, onde trovare le “cause delle cause” e questo non può prescindere da una anamnesi del paziente deceduto che valuti i fattori di rischio preesistenti per lo sviluppo diuna data patologia. Ad esempio, un tizio accanito fumatore, obeso, con scarsissima attività fisica, colesterolo alto e iperteso, ha una probabilità elevata di sviluppare un infarto in qualsiasi momento, mentre un tipo atletico, in forma, non fumatore, senza patologie coronariche, cardiache, con difetti nella circolazione sanguigna, ha una probabilità di svilupare un infarto improvviso pari a zero. Orbene: tutti e due si vaccinano con vaccino anti covid-19, lo stesso vaccino e muoiono nel breve periodo.

Sarà difficile, se non attraverso esami specialistici atti a trovare tracce di proteina Spike o di RNA virale nei tessuti danneggiati, dmostrare le cause reali di morte del primo soggetto, mentre, essendo la causa prevista tra gli effetti collaterali non essendoci altri fattori di rischio, la correlazione è immediata! Non tengo neanche conto dei ridicoli tentativi di sminuire le morti per vaccini attribuendole, in questo periodo estivo, ai “colpi di calore”, per un motivo semplice: si descrivono morti improvvise, quasi istantanee, mentre il colpo di calore si manifesta con febbre, tremori, palpitazioni e porta al decesso solo se non vengono presi i dovuti provvedimenti medici, un processo, quindi, lungo, con sintomi evidenti, non immediato e asintomatico. E’, quindi, chiaro che la narrazione di questi eventi (e sono tantissimi) è non solo un non senso scientifico, ma una mistificazione della realtà, una disinformazione indegna, mirata a nascondere i reali pericoli dei vaccini.

Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma “Il non vaccinato un pericolo per gli altri? È un messaggio sbagliato”

All’ombra della minaccia della nuova variante Delta matura l’ipotesi dell’obbligo del nuovo green passispirato al restrittivo modello francese. Alla luce di un processo di colpevolizzazione dei non vaccinati, dubbi rimangono sulla capacità del vaccino di impedire la diffusione dell’infezione. Efficace la vaccinazione per la prevenzione della malattia delle fasce più a rischio, rimane il pericolo per i vaccinati di essere infettati e d’infettare. A confermare l’inconsistenza delle basi del green pass il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi intervistato in esclusiva da Fabio Duranti.

Lontano da logiche ideologiche e da visioni faziose, Antonio Magi conferma l’insussistenza di una divisione manichea tra vaccinati e non vaccinati. Il vaccino assume carattere di protezione individuale per limitare, in particolare per pazienti a rischio, possibili conseguenze patologiche gravi ma non per evitare il pericolo contagio dell’infezione. Ne emerge un quadro lontano dalla narrazione mainstream in cui torna centrale il rapporto “umanistico” tra paziente e medico, con un ruolo significativo dell’anamnesi medica basata sulla fiducia e non sulla coercizione. Una nuova “alleanza” lontana da imposizioni di protocollo e automatismi tecnologici

Antonio Magi: “Essendo vaccinato posso essere positivo

Assolutamente, il vaccino non protegge dal poter essere un “contagiante”. Sia il vaccinato che il non vaccinato lo sono. Qual è il problema? Trovandosi alcuni soggetti a rischio, il vaccinato che non è protetto – perché non sa se in quel momento è portatore – può essere parte infettate. Essendo vaccinato posso essere positivo. Far passare il messaggio che il non vaccinato è un pericolo pubblico per gli altri no! È un pericolo per se stesso, può prendere la malattia in tutte le sue fasi e può anche finire in terapia intensiva”.

Il problema è la corretta comunicazione medico-paziente. Se scopro che uno dei due bara l’alleanza si rompe e c’è la diffidenza. Per vaccinarsi non ci vuole la diffidenza. Non ci vuole un messaggio di scontro ma un messaggio di convincimento. Questo si ha con una informazione trasparente. Purtroppo però è stato un momento particolare. È difficile trovare un buon medico comunicatore, molto spesso non sa comunicare, l’empatia è fondamentale. Meglio dire ‘non so nulla’ piuttosto che dare un proprio parere facendola passare per una evidenza scientifica. L’evidenza scientifica si ha nel tempo.

Sono dell’idea che la tipologia del vaccino non può essere scelta della politica. Purtroppo molti eventi avversi compaiono anche 15 giorni dopo. Il medico conosce il propri pazienti e si riducono i fattori di rischio. Bisogna sapere se un paziente ha un rischio trombosi e bisogna seguirlo anche dopo il vaccino. Diamo al medico, visitando il paziente, di decidere quale vaccino. Questa alleanza porta alla fiducia reciproca e ad arrivare alla copertura vaccinale“.

Vogliamo sfatare il fatto che la persona non vaccinata è un pericolo per la persona vaccinata e per gli altri, soprattutto per le categorie a rischio. Purtroppo alcuni divulgatori fanno credere che la persona non vaccinata possa essere un pericolo, inducendo una sorta di guerra interna fra chi si vaccina e chi non si vaccina. Vogliamo precisare cioè che la persona non vaccinata dal punto di vista di un’eventuale trasmissione è uguale a quella vaccinata, cioè semplicemente quella vaccinata non contrae la malattia.

Alcuni organi d’informazione e alcuni giornalisti vogliono alimentare uno scontro che noi stigmatizziamo in tutti modi. Chiediamo alle istituzioni di fermare questo messaggio errato. Se cessasse questo scontro, le persone più a rischio e anche i cittadini italiani di fronte ad un’informazione corretta potrebbero essere più tesi a vaccinarsi perché sanno cosa sta accadendo. Creare fazioni significa dividere e creare ideologie, questo noi lo vogliamo evitare con questa informazione e con le trasmissioni che facciamo“.

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Appuntamento a prestissimo in tribunale dott. Bassetti

(COMUNICATO DELL’AVV. SANDRI)
Se sono vere le notizie giornalistiche, che del resto non risultano smentite, il dr. Bassetti ha dichiarato che l’asserita “variante delta” del covid 19 , a suo dire particolarmente terribile, e che dovrebbe colpire il nostro Paese nei prossimi mesi, si dovrebbe addebitare ai non vaccinati. Non siamo di fronte al solito “pizzino” allarmistico, ad uso televisivo, di qualche medicunzolo ipocondriaco ebbro di fasulla notorietà, ma ad una dichiarazione di taglio medico-scientifico rilasciata dal primario di una dei più importanti ospedali italiani. Egli perviene ad additare milioni di singoli individui quali possibili portatori e diffusori del virus covid 19. Una simile dichiarazione determina danni morali di entità enorme ed è,soprattutto, propedeutica al salto di qualità repressivo che si intende porre in essere: emarginare brutalmente chi vuole rifiutare l’intossicazione da sostanze ignote. Non può essere ignorata,ma anzi, deve essere sfruttata. E’ necessario che il dr. Bassetti sia portato a provare in Tribunale quanto segue: che esista una variante DELTA, che questa sia contagiosa, che venga diffusa dai non vaccinati, perché, fino ad ora essa si è propagata, a dire delle voci narranti, negli Stati a maggior vaccinazione come Israele e Regno Unito. Questa causa vedrà quali primi firmatari le personalità più di spicco del mondo medico-scientifico con cui collaboro, ma è importante una partecipazione corale perché ciascuno di noi ha la possibilità di far accertare, finalmente, l’intera ascientificità della narrativa colpevolista. Il contributo alla causa è,in questo caso, su mera base volontaria ed è possibile anche aderire gratuitamente. Per adesioni scrivere a popolo.governo@gmail.com (Avv. SANDRI).

Matteo Bassetti, quando la scienza sposa la dittatura

di Marzia MC Chiocchi

Durante il processo di Norimberga i 24 più importanti capi nazisti, catturati o allora ancora in vita, sottoposti a pressanti interrogatori, seppero solo giustificare i loro crimini contro l’Umanità rispondendo, laconicamente, “Abbiamo solo eseguito gli ordini”. Da quando ho raggiunto l’età della ragione, non è stato difficile capire, ad esempio, che è ladro chi ruba e chi regge il sacco e così, anche per i gerarchi del Terzo Reich, non ci poteva essere giustificazione per i crimini di cui si erano macchiati. In quegli anni l’Europa era al centro di una guerra mondiale in cui le armi, le bombe, i rastrellamenti della popolazione ebraica, dei “diversi” e i campi di concentramento, davano il senso concreto di cio’ che stava accadendo. OGGI NO! Un dì ci siamo svegliati e i nostri governi ci hanno comunicato che eravamo sotto scacco di un virus nuovo, proveniente da un Paese lontano, che avrebbe mietuto molte vittime. La storia dell’ultimo anno e mezzo, con le sue verità e le sue innumerevoli bugie ci ha portato fino a qui, nella consapevolezza di un Piano programmato da tempo, per buona parte della popolazione, e nella creduloneria dei più, dormienti di un sonno profondo, profeti di una nuova religione: il “bigottismo scientifico“, il cui motto e’: credere, credere, credere incondizionatamente, ad una congrega di massoni senza Dio, o per meglio dire contro Dio. E così ci siamo imbattuti in virologi di lungo corso, ma anche parvenu, testimonial di quel pensiero dispotico e totalitarista che speravamo dissolto come polvere al vento. E invece quel pulviscolo, un po’ luciferino e un po’ hitleriano (che poi sono la stessa cosa), è caduto nuovamente sulla Terra, nello strenuo tentativo di imporre nuove forme di dittatura aggiornate e rieditate, sottoforma di filantropia sanitaria, nel forzare la mano verso un SIERO GENICO SPERIMENTALE, a tutela di una salute pubblica di cui non interessa affatto ai politicanti da 4 soldi che ci ritroviamo sul groppone, e ai Baroni della medicina di nuova concezione mass@nica. Tra questi ultimi i surrogati del dott. Menghele, tra i quali eccelle per attività e solerzia Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Trattasi del piu’ indigesto e agguerrito tra i virologi! Forse per i numerosi contratti firmati con le più importanti aziende farmaceutiche? Il fascistello, che trascorre più tempo in TV che in corsia, non manca di regalarci perle di saggezza quotidiane, infarcite di nazifascismo, che pubblichiamo a seguire:

Classi con studenti e docenti vaccinati. I non vaccinati in Dad. La politica dovrà fare una riflessione”. Questo lo ha dichiarato a L’aria che tira – Estate evidenziando l’importanza di procedere con la campagna di vaccinazione in vista del nuovo anno scolastico. “Io ho 2 figli, uno di 12 e uno di 16 anni: li ho vaccinati senza alcun dubbio. I ragazzi hanno il diritto di tornare a scuola in presenza e sicura, con docenti e studenti vaccinati. Ragioneremo a settembre, vedremo quale è la circolazione del virus e quanti sono i ragazzi vaccinati: la politica dovrà prendere una decisione”, dice.

Avrà vaccinato i suoi figli col Placebo, con l’acqua fisiologica o con cos’altro? Il povero Ippocrate si rivolterà nella tomba, mentre consigliamo a piccolo despota, di rileggere, studiare e fare propria la Storia, per capire che sponsorizzare le dittature non ha mai portato bene. Ma l’essere umano, adulato dal canto delle Sirene, come accadde a Ulisse nell’Odissea, e’ da sempre caduto nella trappola del delirio di onnipotenza e dell’immortalità’! Un film cult di fine anni novanta “L’Avvocato del diavolo” lo insegna. La bestia e’ sempre in agguato, sotto mentite spoglie, pronta a stuzzicare la preda senza Dio dei Cieli, ma seguace del Dio denaro.
e così il Matteo delirante continua:

“Faremo classi con studenti e docenti vaccinati, oppure in presenza ci saranno i vaccinati e in Dad i non vaccinati: è una riflessione che deve fare la politica. L’obbligo di vaccinazione rimane l’extrema ratio, Serve un’attività di moral suasion, dobbiamo dire alle persone che l’unico modo per combattere il virus è il vaccino. Credo sia giusto che nelle classi in presenza ci sia il più alto numero di vaccinati. Se ci riusciamo, bene”, aggiunge.” Altrimenti la scelta spetta al ministro dell’Istruzione. Ci accontentiamo di classi con 3 studenti vaccinati su 4 e ai non vaccinati mettiamo la mascherina? Oppure, se c’è alta circolazione del virus, è bene che i non vaccinati seguano le lezioni a distanza? Io da medico spero di vedere classi con il 100% di vaccinati. Come arrivarci? Spetta alla politica decidere. Resto basito quando sento che ci sono 200mila docenti non vaccinati. Sono basito da questo atteggiamento, non mi aspettavo così tanta avversione nei confronti dei vaccini”, afferma ancora.

E adesso rinfreschiamo la memoria sui suoi legami e accordi con le più importanti industrie farmaceutiche e affini.

BASSETTI SAREBBE NEL COMITATO CONSULTIVO DELLE LOBBIES CHE PRODUCONO VACCINI. E’ il medico più ricercato dal mainstream. Risulta membro del Global advisory board and International delle seguenti industrie: Pfizer, MSD, Astellas, Angelini, Aventis, Tetraphase, Bayer, Paratek, The Medicine Company, Achaogen, Cidara, Menarini e Nabriva. Quindi collabora con i produttori di farmaci e vaccini! E’ lecito che un medico avente simili conflitti di interesse con le industrie farmaceutiche venga interpellato sui vaccini? Fatevi una domanda e datevi una risposta, a meno che non vi abbiano ottenebrato la parte frontale della vostra testa. E a questo punto…tutto e’ possibile!

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA

( Dante Alighieri)

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Agostino sei nei nostri cuori

di Fabio d’Angelo

Arrivano notizie sull’accaduto che riguardano il Signor Agostino. Si tratta di un signore di 67 anni titolare di una ditta privata, il quale si ammala di polmonite che sembra non essere da SarsCov2 e che successivamente viene appurata tale. Gli amici del signor Agostino allertano il loro avvocato, il quale dialoga con il primario dell’Utir dell’ospedale Cervello di Palermo, chiedendo se si possa far entrare un medico di parte. Il  Primario acconsente, il medico dialoga con il primario, il quale è anche contento del fatto che qualcuno esterno possa vedere quale sia la situazione del paziente. Inizialmente si mettono d’accordo affinché il medico di parte possa entrare bardato con i dispositivi di sicurezza, ma successivamente ciò non basta e viene chiesto se fosse stato vaccinato e se in possesso di green pass. Il risultato di tutto ciò è che il medico esterno, il giorno 12 luglio, non è stato fatto entrare in reparto poiché non in possesso del lasciapassare di mussoliniana memoria e tutti, amici, avvocato e medico sono stati tenuti al di fuori del reparto, negando anche l’uscita temporanea del signor Agostino. La cosa che preoccupava non poco gli astanti era il fatto che, Agostino, il giorno 10 luglio esprimesse chiaramente la volontà di uscire dall’ospedale e rifiutasse la terapia. Alle proteste legittime degli amici veniva risposto, “non può uscire perché ha una saturazione a 60”, ma contemporaneamente il paziente era stato tenuto per 24 ore senza terapia, rispettando la stessa sua volontà. Sembra assurdo ed in forte contrasto che una persona, che ha una saturazione a 60, venga tenuta senza terapia ed in attesa di uscita, che ovviamente non è avvenuta, probabilmente e forse, a causa di una aggravamento delle condizioni dello stesso signor Agostino. Da quel momento si susseguono una serie di dichiarazioni scritte del paziente che in un primo momento accetta le cure, ma rifiuta l’intubazione, fino ad arrivare all’epiloogo che termina con la probabile firma da parte della figlia per il permesso all’intubazione. Viene  per questo motivo trasferito in terapia intensiva e da quel momento la nostra fonte non sa nulla della sua sorte. 

Da una ricerca dettagliata nella rete web risulta che il Primario del reparto, attore dei fatti raccontati, debba essere il dott. Giuseppe Arcoleo. Medico, allora di reparto, che nel 2014 viene trovato in fragranza di reato per frode e peculato e condannato con rito abbreviato, chiesto dallo stesso per ammissione di colpa e quindi condannato alla pena detentiva di 2 anni e 4 mesi. https://www.palermotoday.it/cronaca/condanne-truffa-peculato-ospedale-cervello.html.Ma quel che è più strabiliante è che l’onorevole dell’A.R.S.  del M5S Angela Raffa, a marzo del 2020 si accorge che il medico condannato per frode e peculato non solo non è stato sospeso o licenziato dal servizio, ma addirittura è stato premiato con la nomina di Primario di reparto. https://vivicentro.it/ultime-notizie/direttore-al-reparto-covid-19-seppure-condannato/.

Fonte: Canale TELEGRAM “Il Re e’ Nudo”

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Macron il capocordata europeo per il vaccino obbligatorio? Ecco i suoi legami con Pfizer e Nestle’

La Redazione

L’attuale presidente Macron è noto recentemente per aver introdotto un obbligo vaccinale oggettivo per i lavoratori nella sanità e assistenza, e surrettizio per tutti gli altri, attraverso divieti draconiani di entrare nei luoghi pubblici. Questo ha portato a proteste in Francia, anche di massa, che vedremo a cosa porteranno, si legge su “Scenari Economici“.

Lo sapete che, agli inizi della sua carriera economica e politica, Macron ebbe dei contatti stretti e fruttuosi con una delle maggiori aziende produttrici di vaccini cioè Pfizer.  Per narrarvelo ci rifacciamo ad un articolo del 2017 che presentava il ruolo del futuro presidente fra Rotschild, Nestlé e Pfizer.

Prima di entrare nei Rothschild, il giovane Macron, divenuto ispettore finanziario dopo aver completato la Scuola nazionale di amministrazione (ENA), venne assunto nel 2007 dall’economista Jacques Attali per entrare a far parte della Commissione per la liberazione della crescita francese. È stato appena creato dal presidente eletto, Nicolas Sarkozy, per suggerire possibili vie di riforma dell’economia. 

Nel suo lavoro di vice segretario conosce personaggi importanti come , l’amministratore delegato di Axa (assicurazioni) Claude Bébéar, il capo di Areva (nucleare) Anne Lauvergeon, ma anche Peter Brabeck, allora amministratore delegato (CEO) di Nestlé.

I due uomini “continuano a vedersi una volta che il rapporto è stato reso pubblico”, osserva Marc Endeweld nel suo libro “L’ambiguo Monsieur Macron”. Tra loro si instaura un rapporto di fiducia, al punto che l’austriaco propone a Emmanuel Macron di entrare a far parte della dirigenza francese di Nestlé». Macron però rifiuta, perché ha altri obiettivi. L’anno successivo, Macron entra a far parte di un’altra commissione, sul futuro delle professioni legali, dove incontra Hans Peter Frick, direttore dei servizi legali di Nestlé.

Nel frattempo, l’ambizioso giovane funzionario Macron è diventato banchiere e non in un posto a caso, ma dai Rothschild, che negli anni 50 avevano avuto come impiegato il futuro presidente Georges Pompidou, e aveva stretti rapporti d’affari con Nicolas Sarkozy prima della sua elezione. Diremmo un luogo di lavoro fortunato.

Assunto come manager, Emmanuel Macron è diventato nel dicembre 2010 il più giovane socio amministratore della potentissima banca d’affari. Ciò non gli impedisce di consigliare il candidato socialista François Hollande quando si imbarca nella campagna presidenziale.

Proseguiamo.  All’inizio del 2012, il colosso farmaceutico americano Pfizer ha messo in vendita la sua divisione di nutrizione infantile. Nestlé si candida, così come l’americano Mead Johnson e il francese Danone. Il gruppo svizzero si rivolge a Rothschild & Cie per gestire la trattativa. Un successo per Macron: Nestlé non era mai stata cliente Rothschild.

I concorrenti diretti di Rothschild, Lazard, sta invece seguendo la Danone, favorita nella corsa. Però Macron ha un contatto diretto con il CEO di Nestlé, Brabeck e lo incontra spesso direttamente. Ad aprile Danone ha presentato una domanda più ricca degli altri a Pfizer e sta per vincere. A questo punto Macron convince Nestlé ad aumentare la propria offerta, convincendo anche il Consiglio di Amministrazione svizzero. Alla fine il colosso svizzero vince offrendo la Pfizer la ricca cifra di 11,9 miliardi di dollari, e a Macron arriva un premio di un milione di euro. Però anche Pfizer non si lamenta del lavoro di Macron, perché porta a casa una cifra che non avrebbe mai pensato d’incassare e sicuramente sarà stata molto grata al giovane che, probabilmente non a casa, inizia la pensare seriamente alla politica proprio dopo quest’affare.

FONTE: ANSA

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