Green Pass: palestre, piscine e società sportive, non possono conservarne copia né registrare la data di scadenza

FONTE: Privacy.it

Intervento di Guido Scorza, Componente del Garante per la protezione dei dati personali
(CyberSecurity360, 3 settembre 2021)

Continuano a rimbalzare da una parte all’altra dell’Italia richieste da parte di palestre e centri sportivi ai loro abbonati e associati di trasmissione e consegna, assieme al certificato di sana e robusta costituzione, di copia del c.d. Green Pass con evidenziata la relativa data di scadenza.

La richiesta è sempre formulata come necessaria ai fini dell’iscrizione o, comunque, della frequentazione del centro.

VIETATO RICHIEDERE E CONSERVARE COPIA DEL GREEN PASS

In questo contesto vale, probabilmente, la pena ricordare che la disciplina sul Green Pass prevede che lo stesso debba – nei soli luoghi nei quali è necessario ai sensi di quanto previsto dalla legge – essere semplicemente esibito all’ingresso e debba essere letto dagli incaricati esclusivamente attraverso l’apposita App Verifica Covid-19 messa a punto dal Governo, app che consente al verificatore di accedere solo a un’informazione binaria: il titolare del documento ha o non ha un Green Pass valido senza alcun riferimento né alla condizione – vaccino, guarigione dal Covid19 o tampone – che ha portato al rilascio del Green Pass né alla data di scadenza del documento medesimo.

La richiesta, quale condizione per la frequentazione del centro sportivo o della palestra, di copia del documento e di indicazione della data di scadenza e la successiva conservazione di tali elementi, pertanto, rappresentano una violazione della vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali giacché il titolare del trattamento – palestra, centro sportivo o qualsiasi altro analogo soggetto – non ha titolo per acquisire la data di scadenza del Green Pass e conservare gli altri dati personali contenuti nel medesimo documento.

E’ UN TRATTAMENTO DI DATI NON NECESSARI

È evidente e comprensibile che la prassi che si sta andando diffondendo renderebbe più facile la vita ai gestori di palestre e centri sportivi e, forse, anche ad abbonati e associati ma, al tempo stesso, frustra gli obiettivi di bilanciamento tra privacy, tutela della salute e riapertura del Paese che si sono perseguiti con il Green Pass giacché mette in circolazione una quantità di dati personali superiori a quelli necessari e, soprattutto, ne determina la raccolta e la moltiplicazione in una serie di banche dati diversamente sicure.

Sotto tale profilo vale, infatti, la pena di ricordare che la scadenza del Green Pass è diversa a seconda della ragione all’origine della sua emissione con la conseguenza che conoscerla consente a chiunque di sapere se siamo vaccinati, se siamo stati contagiati o ci siamo semplicemente fatti un tampone mentre, come detto, nel suo utilizzo normale e legale il Green Pass è neutro rispetto a tali circostanze.

Tutto questo senza dire che il Green Pass certifica una circostanza dinamica con la conseguenza che chi ieri ha consegnato un certificato vaccinale valido fino a una certa data, in un momento successivo ma precedente alla scadenza potrebbe essere contagiato e il suo Green Pass perdere di validità.

SI RISCHIA DI TRATTARE ANCHE DATI INESATTI

A seguire strade diverse rispetto a quelle previste dalla legge si rischia, quindi, anche di trattare dati inesatti perché si considera in possesso di un Green Pass valido un soggetto che, magari, non lo è più.

Le regole, insomma, ci sono e la comodità non consente di derogarvi.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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15 OTTOBRE: CONTRO GREEN PASS E OBBLIGHI PROCLAMATO LO SCIOPERO GENERALE DELLA FISI(Federazione Italiana Sindacati Inter categoriali)

Nella giornata del 30 settembre 2021 si è riunita la segreteria generale della FISI. I segretari nazionali dei settori pubblici e privati della FISI (Bacco Pasquale, Giacomini Dario, Silvestri Ciro e Barone Walter) coadiuvati dal segretario generale Rolando Scotillo hanno deciso all’unanimità ed in maniera irrevocabile lo sciopero generale ad oltranza in difesa dell’ordine costituzionale, e di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.

Lo sciopero di ordine politico, così come comunicato al Governo della nazione, è irrevocabile ed interesserà dal 15 ottobre prossimo fino al 20 ottobre prossimo tutti i settori lavorativi in cui vi è l’obbligo vaccinale e l’obbligo di presentazione del certificato verde.

PUBBLICHIAMO L’ELENCO DELLE CATEGORIE👇👇👇👇👇


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VACCINO COVID. PERCHÉ I MEDIA ITALIANI HANNO NASCOSTO IL VENERDÌ NERO DI BIG PHARMA?

FONTE: Alberto Contri ( Sussidiario.net)

Negli Usa c’è stato un duro braccio di ferro sui vaccini tra lobby farmaceutiche e agenzie federali taciuto dai media nostrani, puntualmente allineati.

Se gettiamo lo sguardo di là dall’oceano, scopriamo che in questi ultimi giorni sul fronte dei vaccini stanno accadendo cose piuttosto interessanti. 

Mentre in Italia giornalisti, conduttori tv, virologi, ministri, politici sembrano diventati tutti rappresentanti di un’unica azienda farmaceutica, negli Stati Uniti si stanno raccogliendo venti che potrebbero alimentare un tifone. Ho letto questo post sul social network Linkedin: “È un segnale: una brezza da ovest può diventare una tempesta se si incontra con correnti del nord”.

A COSA SI RIFERISCE?

Al “VENERDI NERO” (il 17 scorso, per i superstiziosi) che ha sconvolto le aspettative di Biden e di Big Pharma. Per rispondere alla richiesta del presidente americano di fare una terza dose di vaccino a tutta la popolazione, la Fda ha convocato la Commissione consultiva, come da prassi per decisioni così importanti. A differenza delle misteriose riunioni delle istituzioni sanitarie italiane, la riunione era pubblica.

IN SINTESI COSA E’ SUCCESSO?

Che durante il dibattito sono emersi molti elementi in grado di avallare l’ipotesi che l’aumento degli effetti indesiderati sia dose-dipendente: per cui un soggetto esposto a ulteriori inoculazioni rispetto alle due previste, può vedere aumentare significativamente gli effetti collaterali. Sicché alla fine, dopo ore di accesa discussione, la Commissione ha votato “no” alla richiesta di Biden con 16 voti contro 2, consentendo la terza dose solo agli ultra 65enni e agli individui ad alto rischio di contrarre l’infezione. Scatenando il panico nelle istituzioni, per il diniego a dare seguito alle richieste di Biden, mentre la bocciatura ha provocato cali in borsa delle aziende coinvolte, ma non così forti come si poteva immaginare, semplicemente perché i contratti di vendita era già stati firmati da tempo.


Ma la pressione di Big Pharma non ha mollato, e venerdì 24, fatto davvero inconsueto, il Cdc, l’agenzia federale gemella della Fda, ne ha sovvertito le decisioni con uno stratagemma: ha deciso che potranno ricevere la terza dose le persone sopra i 18 anni a rischio di infettarsi per motivi di lavoro. Il che significa tutti coloro che sono a contatto con il pubblico o con i clienti; quindi quasi tutta la popolazione che lavora. 

Mentre si svolge il braccio di ferro tra lobby e agenzie federali, la comunità scientifica seria ha preso in grande considerazione le affermazioni di alcuni esperti convocati. Durante l’udienza della Commissione consultiva, il prof. Steve Kirsch, direttore del Covid-19 Early Treatment Fund, ha affermato che le iniezioni stanno uccidendo più persone di quante ne stiano salvando: “Oggi concentrerò le mie osservazioni sull’elefante nella stanza che nessuno vuole vedere: parliamo sempre di vite salvate e di efficacia dei vaccini perché abbiamo voluto credere che i vaccini fossero completamente sicuri, e questo non è vero per niente … il Vaers (il sistema di rilevazione passiva di effetti collaterali, nda) mostra che gli attacchi di cuore si sono verificati 71 volte più spesso a seguito di questi vaccini rispetto a qualsiasi altro vaccino. Più in generale possiamo dire che abbiamo ucciso due persone per salvare una vita”.

Ora, si tratta indubbiamente di affermazioni molto gravi, che però circolano già da tempo nella comunità scientifica non solo americana. Con una sola differenza rispetto all’Italia: una simile presa di posizione negli States viene discussa, e i suoi sostenitori invitati a partecipare alla Commissione consultiva dell’Fda. Da noi i medici che osano esporsi pubblicamente con dubbi sui vaccini molto meno gravi di questi, vengono sospesi o addirittura radiati. Mentre i medici delle terapie domiciliari stanno aspettando da un anno di essere ricevuti dal ministro Speranza, che ha fatto ricorso al Consiglio di Stato per far confermare il suo assurdo protocollo “Paracetamolo e vigile attesa”, unanimemente stroncato dalla letteratura scientifica internazionale, dai medici sul campo, e in Italia messo fortemente in dubbio anche dal prof. Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico dell’Istituto Mario Negri. A proposito del Mario Negri, con un commento che ha fatto molto rumore, il suo presidente, il prof. Silvio Garattini, in una trasmissione televisiva ha dichiarato che al momento l’unico vantaggio della terza dose è per i fatturati delle aziende farmaceutiche.

Tornando alla riunione della Commissione consultiva della Fda, l’immunologa e biologa Jessica Rose ha osservato che, sulla base dei dati Vaers, “i rischi del vaccino superano i benefici nei giovani, e in particolare nei bambini, a causa di un aumento di mille volte delle reazioni avverse all’iniezione nel 2021 rispetto agli ultimi decenni. C’è un aumento di oltre il 1000% nel numero totale di eventi avversi per il 2021 (nei bambini per i vaccini nel loro complesso) e il 2021 non è ancora finito”, ha detto Rose.

Chi avesse voglia e tempo, e conosce bene l’inglese, può guardarsi l’intera registrazione di 8 ore dell’evento

Personalmente suggerirei in primis al ministro della Salute, ai vertici del Cts, ai giornalisti scientifici e a quelli generalisti che scrivono di virus senza adeguato background, ai virologi televisivi e ai conduttori di talk show così fermamente convinti dell’efficacia e sicurezza di questi vaccini, a guardarsi almeno tre volte di fila questo video. Perché ci impongono da mesi l’ascolto del loro disco rotto, che contiene delle vere e proprie falsità: “questi vaccini non sono più sperimentali perché sono già stati sperimentati su due miliardi e mezzo di persone. E sono efficaci e sicuri”. Ma se vengono “sperimentati” significa che sono sperimentali: o no? I documenti ufficiali parlano di autorizzazione condizionata fino alla fine della sperimentazione sul campo prevista per il 2023. Come si può affermare che non sono sperimentali?

Sulla sicurezza, vedi sopra. Sull’efficacia, la stessa Pfizer ha dichiarato che essa già dopo 4-6 mesi può diminuire fortemente, fino a quasi scomparire dopo 7 o 8 mesi, mentre il green pass dura 12 mesi; ma allora, come la mettiamo? Ad un certo punto diventa una licenza di infettare? Senza dimenticare che oramai è accertato che i vaccinati possono anch’essi ammalarsi e contagiare. 

In particolare, i vertici delle istituzioni della salute dovrebbero mandare a memoria l’appello del dott. Robert Malone, lo scienziato che ha rivestito un ruolo chiave nella scoperta e nella realizzazione dei farmaci a Rna messaggero: “I medici sono sempre più scoraggiati dall’impegnarsi in un discorso professionale aperto e nello scambio di idee su malattie nuove ed emergenti, non solo mettendo in pericolo l’essenza della professione medica, ma soprattutto, più tragicamente, le vite dei pazienti. I medici e le persone di coscienza di tutto il mondo devono agire con una sola voce per fermare il comportamento autoritario diretto verso la professione medica”.

Naturalmente di tutto questo in Italia i media non ci hanno fatto sapere quasi nulla, o al massimo qualche mezza verità, che è pure peggio. Il che dimostra che nel Belpaese vige un clima sempre più asfissiante, in quanto a una sorta di dogmatismo scientifico spinto più che altro dal marketing dei produttori, si aggiunge il dogmatismo mediatico favorito dai diffusi investimenti in pubbliche relazioni (è un eufemismo) messi in campo sempre dagli stessi produttori. Altro grave problema che riguarda gli onnipresenti virologi è che nessuno chiede mai loro di dichiarare eventuali conflitti di interesse, cosa che un tempo si faceva abitualmente. 

Il fondo lo si tocca poi con i cosiddetti siti di debunking, che guarda caso molto raramente entrano nel merito, preferendo concentrarsi sulla delegittimazione di chi sostiene tesi ritenute “pericolose”. Nel caso di Kirsch, uno di questi siti si è dilungato nel sostenere che non è affatto un membro dell’Fda. È vero, ma che importanza ha? È stato invitato a presentare le sue tesi alla Commissione consultiva dell’Fda. Pare poco? 

Mala tempora currunt. Perché il dogmatismo scientifico e mediatico ha convinto pure presidenti del Consiglio e della Repubblica a fare affermazioni talmente improponibili da essere imbarazzanti, oltre che a firmare decreti come quello che adotta o estende il green pass che non hanno decenti basi scientifiche. Nessuno si stupisce del fatto che la certificazione verde, oltre a Francia e Italia, non sia stata introdotta in nessun altro paese civile.

Intanto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche, le vaccinazioni hanno di fatto cominciato a rallentare (lo dimostra il traguardo da raggiungere spostato sempre più avanti), probabilmente perché la gente comincia a rendersi conto che i vaccini “leaky” (imperfetti) come li ha definiti il presidente della Fondazione Hume, il sociologo Luca Ricolfi, rendono impossibile il raggiungimento di quell’immunità di gregge che sir Andrew Pollard (Head of Oxford Vaccine Group) ritiene semplicemente “un mito”. 

Mito con cui virologi, conduttori e giornalisti ci hanno riempito i tubi da molto tempo, come se fosse l’unica meta da raggiungere ad ogni costo.

Ogni giorno sempre più autorevoli personalità del mondo scientifico internazionale esprimono dubbi sia su efficacia e sicurezza, sia sull’interpretazione delle statistiche sui morti. Qualche giorno fa Norman Fenton, matematico britannico, professore di gestione delle informazioni sui rischi presso la Queen Mary, Università di Londra, e, Martin Neil, docente in Informatica e Statistica presso la stessa Università, hanno affermato che i dati del governo del Regno Unito non supportano le affermazioni fatte riguardo all’efficacia e alla sicurezza del vaccino. E che facendo e rifacendo i calcoli, il tasso di mortalità risulta attualmente più alto tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, come sta succedendo anche in Israele.   

C’è anche il fatto che sempre più medici, sia pure sottovoce, parlano di crescenti effetti collaterali non ufficialmente dichiarati per il troppo lavoro burocratico ad essi correlato e per una assai sgradevole “moral dissuasion”.

In tutta questa faccenda, è sempre più vero ciò che disse l’eroe di Chernobyl Valerij Alekseevič Legasov: “Ogni volta che si dice una menzogna, si contrae un debito con la verità. Prima o poi quel debito va saldato”.

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Covid, EMA: tromboembolia venosa effetto collaterale del vaccino Johnson&Johnson

di Filomena Fotia – MeteoWeb.eu

L’EMA ha concluso che esiste un possibile collegamento a rari casi di tromboembolia venosa (Tev) con il vaccino anti-Covid Johnson&Johnson

Il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concluso che esiste un possibile collegamento tra rari casi di tromboembolia venosa (TEV) ed il vaccino anti-Covid Johnson&Johnson.


LA TEV è una condizione in cui si forma un coagulo di sangue in una vena profonda, solitamente in una gamba, un braccio o un inguine, e può raggiungere i polmoni causando un blocco dell’afflusso di sangue, con possibili conseguenze potenzialmente letali.
Il problema di sicurezza è distinto dall’effetto collaterale molto raro della trombosi con sindrome da trombocitopenia (Tts) (cioè coaguli di sangue con piastrine basse).

La Tev è stata inclusa nel piano di gestione del rischio per il vaccino Johnson&Johnson come un problema di sicurezza da indagare, sulla base di una percentuale più elevata di casi di Tev osservati all’interno del gruppo vaccinato rispetto al gruppo placebo nell’ampio studio clinico che è stato utilizzato per autorizzare questo vaccino.

La questione è stata tenuta sotto stretto controllo.
Il comitato ha riesaminato nuove prove dallo studio sopra descritto, nonché nuove prove da un altro ampio studio clinico, ed ha concluso che esiste una ragionevole possibilità che rari casi di Tev siano collegati alla vaccinazione con il vaccino Johnson&Johnson.
Il comitato raccomanda pertanto di elencare la Tev come un raro effetto collaterale del vaccino Johnson&Johnson nelle informazioni sul prodotto, insieme a un avvertimento per sensibilizzare gli operatori sanitari e le persone che assumono il vaccino, in particolare coloro che potrebbero avere un aumentato rischio di Tev.

È scontro su La7 tra Sgarbi e il virologo Pregliasco. Ad accendere la miccia tra i due sono le cure domiciliari contro il Covid. A rappresentanza di una grande fetta di medici che hanno aderito al protocollo domiciliare c’è Andrea Stramezzi, impegnato nella lotta al coronavirus. A prenderne le difese è Vittorio Sgarbi: “Stramezzi così come altri, che sono colleghi di Pregliasco, siccome non hanno accettato la dottrina del Dio vaccino li avete trattati come delle merde!”. Ma non è così dai”, prova a rispondere il virologo. “Come no? – ribatte il critico d’arte Lo stai facendo tu con lui, gli hai detto 4 volte demenziale“. “Ne sono totalmente convinto infatti!”, ribadisce Pregliasco. 


Sempre Pregliasco: “È un testimonial negativo perché dice queste cose quando è un collega medico”. Il politico gli punta il dito contro:Eh ma anche tu sei negativo perché tu hai distribuito come tutti in televisione la paura per una malattia che è di gran lunga meno importante del cancro”. “Era necessaria, ci voleva (la paura, nda), era una malattia pericolosa”, si giustifica Pregliasco. Sgarbi prosegue:Non hai detto non fumate! Lo Stato ha tenuto aperto le tabaccherie e ha proibito di andare in bicicletta all’inizio”. 
Sgarbi: “Draghi mi ha detto: a noi non interessa il Green Pass come uno strumento che abbia una oggettiva necessità, ci serve per convincere le persone. Mi ha dichiarato il ricatto. Chi lavora nel marketing sa che se un prodotto funziona, si vende da solo, non ha alcuna necessità di essere “spinto” a livello commerciale. Viceversa, se un prodotto è scadente, o peggio, è nocivo, viene pubblicizzato in ogni dove con molta enfasi, usando mille tecniche di vendita. A X quale delle due categorie apparterranno i sieri genici?

QUI SOTTO IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI SGARBI👇👇👇

https://www.la7.it/nonelarena/video/vittorio-sgarbi-a-non-e-larena-draghi-mi-ha-dichiarato-il-ricatto-del-green-pass-29-09-2021-399796

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MAI VISTI COSÌ TANTI MALORI E PROBLEMI AL CUORE IN UNA SOLA CORSA SPORTIVA! UNA NOVE COLLI CICLISTICA DA DEBACLE

La cinquantesima edizione della Nove Colli dell’era Covid, la prima tenutasi a settembre, è stata un successo in termini di partecipazione, ben oltre le aspettative. Non solo per il pubblico ma anche per gli iscritti: 9013 quelli che si sono presentati allo start per l’importante gran fondo di ciclismo che si snoda tra l’entroterra di Cesena e la Valmarecchia, sulle salite dove si allenava Marco Pantani.

Cadute, malori, ricoveri

Ci sono stati tanti partecipanti che, tagliato il traguardo, sono stati colti da malori o mancamenti. Una quindicina circa coloro che sono stati visitati al pronto soccorso dell’ospedale di Cesena. 

E’ stata infatti un’edizione che ha dato gran da fare al personale sanitario per una serie di incidenti e feriti, uno anche particolarmente grave, per il quale si è alzato in volo l’elisoccorso del Suem 118. Si tratta di un ciclista toscano di 51 anni, residente a Follonica, trasferito al Bufalini di Cesena con importanti lesioni alla colonna vertebrale, e per questo ricoverato in terapia intensiva. Dalle prime informazioni sarebbe arrivato in uno stato di paraplegia in ospedale e per lui, al momento, la prognosi è riservata: gli accertamenti e le valutazioni degli specialisti di traumatologia sono infatti ancora in corso. Sempre domenica mattina altri due partecipanti under 50 hanno avuto bisogno dei paramedici in seguito a brutte cadute, uno finito contro il guardrail in un tratto in discesa: il primo ha riportato un trauma cranico, l’altro a livello toracico. Ulteriore caso quello di un ciclista francese colto da malore in cima al Barbotto, sulla strada che collega Mercato Saraceno a Perticara, con una pendenza del diciotto per cento. Persi i sensi, forse per un attacco di cuore, è stato portato al Bufalini per le cure del caso.

CURIOSITÀ’: ERANO VACCINATI??? CHISSÀ SE LO SAPREMO MAI!

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DAL COVID A…CON LA SCUSA DEL CLIMA, STANNO ORGANIZZANDO UN “EMERGENZA SENZA FINE”…

di Marzia MC Chiocchi

Come i numerosi risvegliati si staranno già rendendo conto, i nostri Massoni di Regime, non avendo ottenuto i risultati sperati dalla PANDEMIA da COVID, si stanno già preparando a quella di tipo ECONOMICO/ AMBIENTALE, accelerando improvvisamente sulla loro tabella di marcia chiamata AGENDA 2030. E visto che, il Vaso di Pandora si e’ rotto e sta uscendo tutto il marcio su sieri, effetti collaterali o eventi avversi da inoculazione, i giornalisti fino a ieri allineati, (“cari colleghi serpenti devoti”), stanno cercando di ripulire la loro immagine per tenersi ben saldo il ruolo nelle varie redazioni, una volta che tutto questo Circo Barnum sarà finito, e qualcuno potrebbe pure perdere il posto di lavoro, come accaduto al termine di ogni dittatura! Bastasse solo questo! I servi del Potere dovranno prendersi le loro responsabilità’! Volenti o nolenti la Storia ci insegna questo!

Di buono c’è che, per paura o per risveglio di coscienza, FINALMENTE vediamo invitare nelle varie TX, chi ha sempre avuto un’idea completamente diversa su questo anno e mezzo, e i Cavalli di Razza espressione di Vera Cultura, stanno parlando vox populi, facendo emergere CONOSCENZA e CORAGGIO, che fino ad un mese fa sarebbe stato loro, impossibile esprimere!

A seguire riporto un commento, asciutto e incisivo, della mia Amica Fraterna Marilena Messina, talvolta firma di questo giornale, che ha ben evidenziato alcuni aspetti su cui dovremo lavorare, anzi tempo, per non rimanerne travolti, senza esclusione di colpi come accaduto con Il COVID. In poche parole…NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE FOLGORATI DA ALTRI FULMINI A CIEL SERENO..

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Ci stanno già abituando alla prossima emergenza creata ad arte…quella climatica. DRAGHI “ Dobbiamo essere disposti oggi a pagare l’alto prezzo e a sacrificarci per il nostro futuro…”

Ricordo la Fornero e Monti quando parlavano di sacrifici, lacrime e sangue, per il nostro bene! Insomma, una vera decrescita felice, per giustificare gli aumenti di gas e luce del 40%…e per portarci al nuovo Green Deal ( scomodando pure Roosevelt per citazione). Un’altra presa per i fondelli del Nuovo Ordine Mondiale, di cui e’ ritornata a farsi paladina Greta ( NAUSEA ALLO STATO PURO). Non avessimo capito di chi è figlia!

Marilena Messina

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Concludo rilevando che si comincia a parlare ufficialmente di GRANDE RESET come se fosse acqua fresca, presentandolo ( essendo stato già abbondantemente sputtanato) come PROGETTO ALTERNATIVO. POSSIAMO RIDERE…???!!! Mi piace comunque postare l’intervento di Carlo Freccero su RETE 4, omologo di quello di ieri sera sulla 7 a Piazza Pulita.

CLICCA SUL LINK PER VEDERE👇

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/staseraitalia/il-grande-reset-di-carlo-freccero_F310754501128C02

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Confcommercio: spesa hotel, bar, ristoranti -34 mld a fine anno

La spesa per alberghi, bar e ristoranti, alla fine del 2021, sarà ancora inferiore di circa 34 miliardi di euro rispetto al 2019″. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, all’assemblea della confederazione, aggiungendo che “nei primi sei mesi di quest’anno, le presenze complessive sono ancora inferiori di 115 milioni sempre rispetto al 2019 e, di queste, 77 milioni sono assenze di turisti stranieri”.

Nella sua relazione Sangalli ha anche affrontato il tema del lavoro dumping sociale. La soluzione per combattere il “dumping sociale non è il salario minimo per legge” ma “è il contratto collettivo nazionale: quello stipulato da parti realmente rappresentative – che garantisce retribuzioni adeguate e un moderno sistema di welfare sanitario e previdenziale”, ha detto il presidente di Confcommercio, sottolineando che i contratti restano un formidabile strumento di tutela e di promozione, non solo del lavoro, ma in generale delle persone e delle loro competenze”. 

    Circa la riforma fiscale, Sangalli suggerisce un Codice Tributario Unico e la reintroduzione dell’Iri. Infine, “i tempi siano maturi per il superamento dell’IRAP”, ha concluso il presidente di Confcommercio. 
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