Archive for the
‘POLITICA’ Category

17 Maggio 2022- Redazione – di Lorella P. Lucas (Irriducibile Giurista)

Ne sono rimasti cinque dei sei  che erano stati presentati e autorizzati dalla Corte Costituzionale. Il sesto è stato annulalto da una legge emanata dal parlamento. Le consultazioni in Parlamento però proseguono, e se dovessero metetersi d’accordo e approvare nuove leggi  i referendum a quel punto salterebbero.

Nell’attesa di capire come si comporterà il Parlamento se ci saranno o meno i cinque referendum, e come saranno posti i quesiti, cominciamo a parlarne. 

La cosa che impaurisce i parlamentari è il primo quesito:

QUESTITO N. 1) INCANDIDABILITA’ DOPO LA CONDANNA

Abroogazione della Legge Severino. La legge prevede che chi abbia subito sentenze passate in giudicato per gravi reati si dimetta da Parlamentare o altre cariche pubbliche e non possa più accedere ai pubblici uffici.

A QUESTA PRIMA DOMANDA CONSIGLIO DI VOTARE NO (OVVERO NO ALL’ABROGAZIONE), OPPURE NON VOTARE AFFATTO E NON FAR RAGGIUNGERE IL QUORUM , COSI’ CHE LA LEGGE RIMANGA ESATTAMENTE COM’è E IN VIGORE. 

QUESITO N. 2) CUSTODIA CAUTELARE DURANTE LE INDAGINI 

E’ un’arma di ricatto nelle mani dei giudici. Non si toglie la libertà sulla base di sospetti o congetture o durante le indagini non ancora concluse e prima di un regolare processo. .

A QUESTO REFERENDUM, IO CONSIGLIO DI VOTARE SI (OVVERO Sì ALL’ABROGAZIONE DELLA LEGGE). In questo modo il carcere non sarà più utilizzato dai PM e dai giudici come arma di ricatto e il carcere sarà comminato dopo il processo e la sentenza. 

QUESITO N. 3) SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

 Il magistrato non può essere oggi inquisitore e domani giudicante. Il ruolo va scelto subito all’inizio del percorso. Arma politica nelle mani dei magistrati che con colpi di scure ababttono i governi che non piacciono.

E’ da valutare come sarà posta la domanda referendaria, a  grosse linee però presumo che sarà posta la domanda se abrogare o meno  la legge attualmente in vigore, che non prevede la separaizone delle carriere. PERTANTO LA RISPOSTA AL QUESITO DOVREBBE ESSERE UN SI. Sì all’abrogazione.

QUESITO N. 4 E QUESITO N. 5 – Riguardano l’eleggibilità dei membri del CSM, numero firme e vaglio anche delgi avvocati.

Ritengo che non sia una riforma seria. 

La Riforma seria del CSM dovrebbe essere ben altra. Il mio consiglio è non ritirare le schede e non far raggiungere il quorum. 

**

Queste le prime impressioni. Ovviamente come scritto in introduzione staremo a vedere se i referendum si terranno, o se i parlamentari faranno di tutto per emanare leggi al riguardo e togliere ancora una volta la parola al popolo sovrano (solo sulla carta). 

AD OGNI MODO I REFERENDUM IMPORTANTI, QUELLI DA VOTARE ASSOLUTAMENTE SONO IL N. 1, IL N. 2  E IL N. 3.

Per  il 4 e il 5 consiglio di non ritirare la scheda relativa, oppure votare scheda bianca.

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

17 Maggio 2022 – Redazione – di Giacomo Amadori – La Verità 

Walter Ricciardi tende a nascondere i primi passi a Magistero e Lettere, dove vinse il concorso da ordinario davanti al suo mentore. Il comunicatore Sergio Iavicoli(indagato e imbarcato alla Salute) ha avuto una cattedra finanziata grazie al dipartimento Inail da lui diretto.

Il ministro della Salute Roberto Speranza lo ha nominato summo cum gaudio lo scorso agosto direttore generale per la comunicazione e i rapporti europei e internazionali con uno stipendio da oltre 200.000 euro. Stiamo parlando del professor Sergio Iavicoli, prelevato sino al 2024 dal suo posto di direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail.

L’esperto chiamato a rappresentare davanti al mondo il nostro ministero è un personaggio molto interessante. Ad aprile abbiamo raccontato che è indagato dalla Procura di Roma per falso ideologico. Il motivo? Il team da lui creato presso l’Inail ha dato un supporto decisivo, con i suoi pareri trasmessi al Cts, alla validazione delle
mascherine acquistate dal Commissario straordinario Domenico Arcuri. Tra i dpi «promossi» anche i 700 milioni ritenuti non conformi dalle indagini di due Procure.

La notizia aveva oscurato un momento estremamente positivo della carriera del cinquantasettenne romano Iavicoli. Infatti lo scorso 11 febbraio il consiglio del Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell’Università La Sapienza, in seduta ristrettissima, riservata solo ai docenti ordinari, aveva ufficializzato la sua chiamata a professore di ruolo di prima fascia.

necessario?

Peccato che, da allora, il docente, nonostante il bando per il posto vinto fosse stato dichiarato «necessario e urgente», non abbia ancora iniziato le lezioni. Il 27 febbraio scorso Iavicoli ha fatto istanza di «differimento della presa di servizio» prevista per l’1 marzo e la rettrice Antonella Polimeni ha risposto che «la richiesta può ritenersi accolta», «in considerazione dei motivi addotti».

Ma il modo in cui è diventato professore uno dei più stretti collaboratori di Speranza merita un approfondimento.

Il concorso da lui appena superato, già nel 2019 aveva attirato interrogazioni parlamentari, articoli di giornale e l’attenzione di Corte dei conti e dei carabinieri del Nas. Per capire il perché dobbiamo riavvolgere il nastro.

Il 14 giugno 2018 l’Inail propone alla Sapienza di stipulare una convenzione per finanziare una cattedra in medicina del lavoro nell’ateneo capitolino. In tutti i documenti relativi all’accordo il Dimeila di Iavicoli viene indicato come «lo specifico dipartimento» attraverso cui sarebbe stata effettuata la collaborazione. L’obiettivo ufficiale è «integrare le rispettive competenze didattiche, di ricerca e assistenziali nel campo della medicina del lavoro».

Principale risultato della convenzione è lo stanziamento da parte dell’Inail di circa 2 milioni di euro per finanziare una cattedra di professore di prima fascia di Medicina del lavoro, disciplina per cui Iavicoli ha l’abilitazione.

Ma la cosa che alcuni operatori del settore ritengono sorprendente è che alla gara possa partecipare il direttore del Dimeila, il dipartimento attraverso il quale è stata propiziata la nascita dell’insegnamento. Anche perché il dipartimento ha avuto un ruolo determinante nel finanziare (con fondi Inail, quindi pubblici) le ricerche di molti dei docenti candidati a far parte della commissione esaminatrice e anche dei responsabili dell’ateneo e della facoltà.

Addirittura una prima commissione è stata sciolta «per i rapporti di natura personale ed economica intrattenuti con l’Inail».

Il professore Serafino Ricci, al tempo direttore della Scuola di specializzazione in medicina del lavoro della Sapienza, è il primo a fare ricorso al Tar non appena scopre che nel bando si legge che il vincitore sarebbe stato chiamato a svolgere attività di ricerca «nell’ambito dell’epidemiologia delle malattie professionali, della valutazione del rischio dei lavoratori, con riferimento all’utilizzo dei biomarcatori e alla valutazione dello stress lavoro-correlato». Un ambito considerato da Ricci del tutto residuale rispetto a quel tipo di concorsi, ma quasi sovrapponibile al cv di Iavicoli. Insomma ci trovavamo di fronte, a detta del ricorrente, come ha sintetizzato Il Fatto quotidiano tre anni fa, a «un bando su misura coi fondi del candidato prof».

Inoltre il concorso prevedeva anche che «il vincitore della procedura» potesse «eventualmente svolgere l’attività assistenziale presso l’Inail», con cui era stata attivata la convenzione.

La collaborazione finalizzata all’inaugurazione della nuova cattedra inizialmente era stata attribuita a un’iniziativa fantasma del Consiglio della scuola di specializzazione di medicina del lavoro. Ma successivamente è passata sotto l’egida di un altro dipartimento, quello di Sanità pubblica e malattie infettive (Spmi) che sino a quel momento non si era mai occupato dei concorsi del settore della medicina del lavoro.

Questo dipartimento era diretto da Paolo Villari, allievo di Antonio Boccia, capostipite della scuola napoletana di igiene che ha prodotto una nidiata di professori che in Italia rappresentano un punto di riferimento in questa disciplina. Tra di loro figura anche un altro favorito di Speranza, cioè Gualtiero Walter Ricciardi, sessantatreenne napoletano, nominato nel 2020 consigliere del ministro per l’emergenza Covid-19. E anche la sua carriera universitaria merita un focus.

vita da gualtiero

Infatti se l’assegnazione della cattedra al «comunicatore» di Speranza è molto discussa, Ricciardi ha avuto un cursus honorum accademico che ricorda quello di Giuseppe Conte, promosso ordinario da una commissione presieduta dal suo mentore, il giurista Guido Alpa. Stiamo parlando dei tempi in cui mister Lockdown era combattuto tra la carriera universitaria e quella di attore.

La sua scalata alla cattedra non inizia in una facoltà di Medicina, ma a Magistero e non a Roma, ma nel piccolo Ateneo di Cassino. Un’informazione che non troviamo nel suo curriculum sul sito dell’Istituto superiore di sanità. Nel 1990, vince il concorso per un posto di ricercatore di Igiene. Nel 1992 diventa professore associato, sempre a Magistero, che nel tre anni dopo si trasforma nella Facoltà di lettere e filosofia.

La svolta arriva nel novembre del 1999 quando, quarantenne, vince il concorso per un posto di professore ordinario di Igiene, sempre a Lettere. Entra in ruolo a dicembre.

Un bel regalo di Natale per un medico che in pochi anni ha fatto una carriera folgorante tra professori e studenti di materie umanistiche.

Certo, secondo le nostre fonti, per un ricercatore e/o professore (medico) di Igiene insegnare in una Facoltà di Magistero e/o di Lettere e filosofia non era esattamente il massimo del prestigio accademico. Ma questo sarebbe il meno. Conviene concentrarsi su come sia stato gestito il concorso da professore ordinario.

Membro interno e presidente della commissione dell’Università di Cassino viene nominato uno dei maestri di Ricciardi, il già citato Boccia, all’epoca professore presso l’Università La Sapienza. Il luminare, pur avendo cofirmato diversi lavori scientifici con il candidato Ricciardi, peraltro presentati per la selezione, non ritenne di doversi astenere dalla valutazione. Nonostante, in parte, fosse un giudizio sulle sue stesse pubblicazioni. Ricciardi aveva presentato anche altri lavori firmati insieme con altri due membri della commissione: Umberto Del Prete e Francesco Saverio Schioppa.

Vinto il concorso, l’1 novembre 2002 viene chiamato (con il ruolo di ordinario conquistato a Cassino) dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove diventa direttore dell’Istituto di igiene della facoltà di Medicina e chirurgia.

cambio di nome

I suoi biografi (non autorizzati) ritengono che sia da quel momento che il docente avrebbe iniziato a farsi chiamare esclusivamente Walter (come l’allora sindaco di Roma, Veltroni) e non più Gualtiero.
Qualcuno fa notare che nell’istituto guidato da Ricciardi ha vinto il concorso da ricercatore di Igiene Giuseppe La Torre con il quale Walter-Gualtiero aveva fatto e avrebbe continuato a effettuare lavori scientifici. La Torre, anche allievo di Villari, è stato recentemente promosso ordinario di medicina del lavoro al fianco di Iavicolinel dipartimento di Igiene della Sapienza.

Nel 2017 Ricciardi, ormai presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha fatto finanziare dalla multinazionale Merck Sharp & Dohme (un caso che ricorda un po’ quello dell’Inail) un posto di professore ordinario di Igiene nel suo Istituto, cattedra conquistata da Teresa Boccia, figlia di Antonio. Cioè il presidente della commissione che aveva promosso Walter-Gualtiero a Cassino.

Nessuna dubita dei titoli e dei meriti dei vincitori, ma questa storia insegna che gli allievi della scuola del professor Bocciamarciano come un sol uomo.

E che per molti di loro il ministero è un traguardo non troppo ambizioso.

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

14 Maggio 2022 – Redazione

Mi chiamo Giovanna e ho 34 anni. Sono sempre stata una persona sana, senza nessun particolare problema di salute. Mi sono sottoposta alla seconda dose di vaccino il 21/07/2021 e da lì è iniziato un calvario che dura ancora oggi dopo 10 mesi: gravi problemi intestinali, fortissima astenia che mi impediva anche solo di alzarmi dal letto, malessere generale, sensazione di svenimento, il mio corpo bruciava da dentro come se qualcuno mi avesse dato fuoco, dispnea e dolore toracico. Con il passare delle settimane si sono aggiunti tonfi e vibrazioni costanti al cuore, tachicardia, palpitazioni, sbalzi nei battiti da improvvisamente molto alti a molto bassi, forti sudorazioni notturne. Oltre a tutto ciò in questi lunghi 10 mesi ho dovuto provare anche forte sensazione di calore e bruciore alla testa, alle volte avevo l’impressione che mi appoggiassero qualcosa di bollente addosso anche nel resto del corpo. Così il Comitato Ascoltami.

Dopo mesi di esami e visite inconcludenti, pagate tutte privatamente, un medico molto attento e disponibile ha ipotizzato una reazione sistemica immunologica post vaccinale con interessamento neurologico periferico. Ad oggi la terapia provata non ha avuto molto effetto, presento ancora gli stessi sintomi che si alleviano e poi riacutizzano ancora più forti di prima. Tutto questo ha stravolto la mia vita, devo convivere con una nuova quotidianità fatta di tanto malessere e rinunce per cose che non riesco più a fare, con il costante dubbio che la situazione non possa mai più tornare come prima. Che pena dobbiamo scontare per avere come unica colpa l’essersi fidati di chi ci ha assicurato non sarebbe successo nulla? Perché non dobbiamo esistere e parlare di quello che ci sta accadendo? Perché dobbiamo essere messi all’angolo? Non siamo forse anche noi persone che come tutti meritano attenzioni e cure?

POTETE SEGUIRCI SNCGE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

 

 

14 Maggio 2022 – Redazione

Lo ha detto davvero, Raffaele Donini assessore alla sanità della regione Emilia Romagna ha affermato : “Insieme al Governo bisognerà studiare il modo di «piazzare» le scorte di vaccini anti-Covid non utilizzati «prima che scadano»”.

Raffaele Donini, assessore alla Sanità e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, in Fiera a Bologna a margine dell’inaugurazione di Cosmofarma 2022 ha dichiarato: “Le scorte ci sono anche in ragione della somministrazione della quarta dose, che è in corso, peraltro l’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia come numero di vaccinazioni,anche se non si stanno vaccinando in tantissimi”. Ecco il problema. D’altro canto hanno già prorogato la scadenza dei vaccini proprio per aggirare l’ostacolo, Pfizer ha infatti già ottenuto dall’ente regolatorio la proroga della scadenza del proprio vaccino a 12 mesi.Se non avesse ottenuto questa proroga molte fiale (circa 400mila) sarebbero state da buttare via questa primavera.

I rapporti di Airfinity e dell’Associazione dei produttori farmaceutici parlano di 2,4 miliardi di dosi ferme nei frigoriferi. Le somministrazioni nel mondo intanto raggiungono il minimo. E nemmeno l’Africa riesce a utilizzare fiale che spesso arrivano a ridosso della scadenza e devono essere scartate.

Per non parlare del famoso Novavax ( era quello destinato i no vax -LOL-), da febbraio in Italia ne sono arrivati un milione di dosi: 36mila quelle somministrate, nove mesi la sua durata. Se a gennaio nel nostro paese sono state fatte 4,6 milioni di iniezioni, tra il 4 e il 10 aprile eravamo a 176mila.

Ma Donini ha la soluzione :”Queste scorte, in accordo col governo, dovranno essere collocate in qualche modo nella migliore condizione prima che scadano. O impegnate nelle regioni che hanno numeri inferiori o in Paesi, come è già stato fatto in passato, in cui la vaccinazione non è certo al livello dell’Italia”.

Per quanto riguarda invece il prossimo autunno, aggiunge l’assessore: “Attendiamo la fornitura, immagino da settembre-ottobre, dei nuovi vaccini che possono essere più attagliati anche alle nuove varianti. Poi saranno il governo, il Ministero, l’Istituto superiore di sanità e la comunità scientifica nel suo complesso a dirci se questa vaccinazione andrà estesa a tutti, come quella precedente, o se dovremo concentrarci sulle persone più vulnerabili o su quelle da una certa età in su”, conclude magistralmente Donini.

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

05 Maggio 2022 – Redazione

 

UN GIORGIO GABER TARGATO ANNI ‘70 CHE AVEVA GIÀ CAPITO TUTTO NELLA SUA STREPITOSA LUNGIMIRANZA. IN QUESTO SKETCH TELEVISIVO UN’ ANALISI PUNGENTE DEL PIANETA AMERICA E DELLE SUE CONTRADDIZIONI ⤵️

https://youtu.be/fblWxEfclyQ

A noi ci hanno insegnato tutti gli americani

Se non c’erano gli americani, a quest’ora noi eravamo europei

Vecchi, pesanti, sempre pensierosi

Con gli abiti grigi e i taxi ancora neri

Non c’è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli americani, e generosi

Gli americani non prendono mai, dànno, dànno

Non c’è popolo più buono degli americani

I tedeschi sono cattivi

È per questo che le guerre gli vengono male

Ma non stanno mai fermi, ci riprovano

Ci hanno il diavolo che li spinge: dai, dai

Intanto dio fa il tifo per gli americani

E secondo me ci influisce

Non è mica uno scalmanato qualsiasi, dio, ci influisce

E il diavolo si incazza. Stupido, prende sempre i cavalli cattivi

Già, ma non può tenere per gli americani

Per loro le guerre sono una missione

Non le hanno mai fatte per prendere, per dare

C’è sempre un premio per chi perde la guerra

Quasi, quasi conviene:

“Congratulazioni, lei ha perso ancora!…” E giù camion di caffè

A loro gli basta regalare

Una volta gli invasori si prendevano tutto del popolo vinto

Donne, religione, scienza, cultura

Loro, no

Non sono capaci

Uno vince la guerra, conquista l’Europa e trova lì una lampada Liberty

Che fa? Il saccheggio è ammesso, la fa sua, no

Civilizzano loro, è una passione

E te ne mettono lì una al quarzo: tutto bianco

E l’Europa, con le sue lucine colorate

I suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i valzer

E poi luce, e neon, e colori, e vita

E poi ponti, autostrade, grattacieli, aerei, chewin gum

Non c’è popolo più stupido degli americani

Strangers in the night

Exchanging glances, wond’ring in the night

What were the chances, we’d be-

La cultura non li ha mai intaccati

Volutamente. Sì

Perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura

Vecchia, elaborata, contorta

Certo, più semplicità, più immediatezza

Loro creano così. Come cagare

A whop bopa-a-lu a whomp bam boo

Tutti-frutti, oh Rudy

Tutti-frutti, oh Rudy

Non c’è popolo più creativo degli americani

Ogni anno ti buttano lì un film, bello, bellissimo

Ma guai se manca un po’ di superficialità necessaria

Sotto sotto c’è sempre un po’ il western

Anche nei manicomi riescono a metterci gli Indiani

È questa è coerenza

Gli americani hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi

Chiarissime, non per teoria, per esperienza

I buoni sono loro

E ti regalano une scatole di sigari, cassette di whisky

Navi, sapone, libertà, computer, abiti usati squali

A me l’America non mi fa niente bene

Troppa libertà, bisogna che glielo dica al dottore

A me l’America mi fa venir voglia di un dittatore

Sì, di un dittatore. Almeno si vede, si riconosce

Non ho mai visto qualcosa che sgretola l’individuo come quella libertà lì

Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro

Come sono geniali gli americani

Te la mettono lì, la libertà è alla portata di tutti, come la chitarra

Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà

 

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

06 Maggio 2022 – Redazione

COMUNICATO

LA NUOVA NORIMBERGA INIZIA ORA!
DEPOSITATA ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE LA DENUNCIA ITALIANA
PER
CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ E VIOLAZIONE DEL CODICE DI NORIMBERGA.

Il 5 maggio 2022, l’associazione Umanità e Ragione ha depositato,
presso l’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale,
l’esposto per crimini contro l’umanità e violazione del Codice di Norimberga redatto nell’interesse dei cittadini italiani.

108 pagine di ricostruzione storica degli abusi subiti dagli italiani dal 2020 ad oggi.
2mila adesioni di privati cittadini.
5 cartoni per 110 kg di documenti probatori.
5 mesi di studio, raccolta dati e redazione.
N-mila ore di lavoro donate alla causa.
Oltre 20 professionisti volontari.

Umanità e Ragione

 

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

05 Maggio 2022 – Redazione

Fate molta attenzione al prelievo bancomat. L’esecutivo infatti sta studiando nuove misure per mettere un freno all’evasione fiscale e di fatto sono finite nel mirino del Fisco le abitudini degli italiani legate ai pagamenti e all’uso dei contanti, si legge su Libero Quotidiano. Come è noto da giugno debutta la stretta sui Pos: i commercianti infatti non potranno più rifiutarsi di accettare il pagamento con carta. Chi non rispetterà questo nuovo obbligo, rischia la multa. Ma come dicevamo, fate attenzione all’uso del bancomat, soprattutto in fase di prelievo all’atm o allo sportello. Una delle operazioni più comuni per milioni di italiani dunque può finire nel mirino del Fisco. L’Agenzia delle Entrate, come riporta LaNotizia, sta concentrando tutti i suoi controlli sull’uso della carta collegata al conto corrente.

È nelle pieghe dei prelievi e soprattutto nella frequenza delle operazioni che potrebbe celarsi l’evasione fiscale o il riciclaggio. Sotto la lente delle Entrate infatti finiscono tutti i contribuenti che fanno troppi prelievi, oppure, al contrario coloro che fanno pochi prelievi. E questo tipo di operazioni danno il via a una serie di controlli e di accertamenti che possono portare all’apertura di un contenzioso proprio con il Fisco. Uno degli strumenti più usati per controllare i prelievi è la “super anagrafe dei conti correnti“. Questo tipo di strumento di fatto è l’arma in più del Fisco per monitorare tutti gli spostamenti di liquidità degli italiani. E negli ultimi tempi il governo ha dato poteri speciali al Fisco proprio per controllare i pagamenti, i versamenti e i prelievi.

Dunque fate attenzione quando usate troppo spesso il bancomat: un flusso continuo di prelievi potrebbe insospettire il Fisco, scrive Libero. Se si prelevano più di 10.000 euro nell’arco di 30 giorni, anche se con operazioni diverse, l’addetto allo sportello ha il compito di chiedere al cliente l’uso che intende fare della liquidità e poi segnalarlo alla direzione della banca. A questo punto la direzione valuterà se allertare la Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria. Da qui in poi scatta il controllo accurato del Fisco. E l’esito delle verifiche è del tutto imprevedibile…

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

 

06 Maggio 2022 – Redazione – di Valeria Casolaro –L’Indipendente

Continua la mobilitazione dei cittadini toscani contro la costruzione della base militare nei loro territori. La struttura non verrà infatti costruita a Coltano, ma da qualche altra parte in Toscana sì. Questo avrebbe decretato il Governo e ribadito nell’incontro svoltosi nella giornata del 4 maggio nella Caserma Baldissera di Firenze, secondo quanto riferito dal Movimento No Base, che ha organizzato un sit-in di protesta di fronte all’edificio. In questo modo i cittadini intendono ribadire un secco “no” ad un’opera a loro parere non necessaria e che comporterebbe lo spreco di un quantitativo ingente di risorse, utili a porre rimedio ad altri tipi di emergenze.

Nella mattinata del 4 maggio presso la Casema Baldissera di Firenze si è svolto un vertice tra ministero della Difesa, Carabinieri, Regione, Ente Parco San Rossore e Comune di Pisa. Se infatti da un lato la mobilitazione civile dei giorni scorsi ha portato il Governo a fare marcia indietro sulla propria decisione di costruire una base militare all’interno dell’area protetta di San Rossore, dall’altro rimarrebbe confermato l’investimento da 190 milioni per realizzare la struttura (con le procedure semplificate previste), seppure in un luogo diverso della Toscana. Per questo motivo il Movimento No Base, che si oppone fermamente alla realizzazione dell’opera, ha organizzato un sit-in di protesta di fronte alla Caserma mentre all’interno le Istituzioni discutevano il da farsi.

La società civile ha infatti deciso di opporsi attivamente alle imposizioni del Governo. Quando la notizia della costruzione della base militare è stata resa pubblica, è immediatamente e spontaneamente nata una “forte mobilitazione che sta mettendo insieme agricoltor* e allevator*, cittadini e cittadine, movimenti di lavoratrici e lavoratori, organizzazioni politiche, associazioni e movimenti pacifisti, antimilitaristi, femministi, ambientalisti, comitati di quartiere, sindacati, collettivi studenteschi”. In pochissimi giorni sono state raccolte oltre 100 mila firme per dire di no alla devastazione nel parco di San Rossore. Ciò di cui il Governo si deve occupare con urgenza, denuncia il Movimento No Base, è ben altro: l’emergenza abitativa, la formazione, la sanità, il lavoro, le politiche a tutela del territorio e dell’ambiente.

“Non so se qualcuno si è reso conto che c’è una guerra e che quindi non possiamo ragionare come se tutto fosse come prima” aveva dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Regione Giani. Tuttavia non può non suscitare qualche perplessità il fatto che la costruzione della base sia stata pensata e approvata ben prima dello scoppio del conflitto in Ucraina.
POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

05 Maggio 2022 – Redazione – Fonte: Sole24ore

Ancora fibrillazioni nella maggioranza di governo: il premier da Strasburgo attacca il Superbonus, l’ex premier contesta l’invio di armi all’Ucraina

«Il nostro governo fa del clima e della transizione i suoi pilastri più importanti. Ma non siamo d’accordo su tutto, sul bonus del 110% non lo siamo». Così in sintesi Mario Draghi nel suo intervento di replica alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. L’affondo contro la misura simbolo del M5s e dell’ex premier Giuseppe Conte è durissimo: «Il costo degli investimenti necessari per attuare le ristrutturazioni è più che triplicato, perché il 110% di per sé toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo». Non è certo la prima volta che il premier esprime i suoi dubbi sulla «bandiera» del M5s, ma non era mai stato così tranchant.

La frattura con gli M5S

E per di più in un consesso alto come il Parlamento europeo. Ma non è un caso che le parole di Draghi arrivino dopo lo strappo di lunedì sera in Consiglio dei ministri con i Cinquestelle, che al momento del voto hanno abbandonato la riunione. La ragione è nota: l’inserimento della norma sugli inceneritori che dà di fatto il via libera alla realizzazione del termovalorizzatore a Roma, come deciso dal sindaco dem Roberto Gualtieri. Giuseppe Conte parla esplicitamente di «ricatto» e di «scorrettezza gravissima» mentre il Garante Beppe Grillo tuona contro «i competenti del nulla, i competenti degli inceneritori e della spazzatura».

La posizione di Conte sulle armi all’Ucraina

A peggiorare ulteriormente i rapporti è anche (se non soprattutto) la posizione di Conte sulla guerra in Ucraina e in particolare sulle armi, con quella insistente richiesta al premier di presentarsi in Aula a breve, prima del viaggio in Usa da Joe Biden fissato per il 10 maggio, e formalizzata dal capogruppo alla Camera Davide Crippa proprio mentre Draghi parlava a Strasburgo. Richiesta sulla quale si ricostruisce subito il vecchio asse gialloverde: Salvini coglie la palla al balzo per far sapere che anche lui vuole il premier in Parlamento per riferire su «quali armi stiamo inviando» e «a chi vanno». Il leader della Lega arriva a rimpiangere Donald Trump: «Con lui abbiamo vissuto anni di pace. Guarda caso, quando tornano al governo i democratici tornano i venti di guerra». Non proprio un viatico al vis a vische attende Draghi con il presidente Usa Biden. Da Palazzo Chigi silenzio totale. Nessuna risposta alla richiesta di Conte e Salvini, che viene letta probabilmente come pretestuosa. Quello che aveva da dire il premier, sia sulla linea da tenere a sostegno dell’Ucraina sia sul superbonus, lo ha esplicitato nell’intervento davanti al Parlamento Ue.

La partita del Dl Taglia-prezzi

Ritorsione o meno, le parole di Draghi contro il superbonus sono uno schiaffo in pieno viso per i 5 Stelle, che da settimane spingono per rafforzare lo strumento, per esempio estendendo la cedibilità dei crediti d’imposta per favorire gli investimenti verdi delle imprese. Anche tramite emendamenti al decreto Taglia-prezzi ora in discussione in Senato: uno di questi, ossia la proroga dal 30 giugno al 30 settembre del termine riservato alle case unifamiliari per raggiungere la soglia del 30% dei lavori, è stato accolto dal governo nel decreto Aiuti appena varato paradossalmente senza il voto del M5s. Dovrebbe essere in arrivo anche la modifica che consentirà la cessione dei crediti anticipata dalla banca al correntista, senza più attendere il quarto passaggio, e in caso contrario il M5s la riproporrà come emendamento al Dl Aiuti che inizierà il suo percorso alla Camera. Altro punto su cui il M5s insiste è poi la cessione frazionata del credito in modo da rendere possibile la partecipazione di più acquirenti. Da qui la dura nota con cui si giudica «irricevibile la perentorietà con cui il premier si è scagliato contro il superbonus al 110%» e si ricorda come la misura «ha contribuito in maniera decisiva a quel +6,6% del Pil di cui ha giovato in primis proprio il premier» e che «ha portato commissari europei come Timmermans e Simson ad evidenziarne la portata innovativa».

 

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

5 Maggio 2022 – Redazione – La Verità

«Anche i giornaloni cominciano a interrogarsi sulle ragioni del piglio marziale adottato da Mario Draghi da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Il Financial Times ha scritto che la svolta impressa dal presidente del Consiglio ha messo fine all’amicizia di lungo corso tra Mosca e Roma, segnando uno dei più grandi cambiamenti di politica estera in Europa degli ultimi anni». Così inizia l’editoriale di Maurizio Belpietro oggi su La Verità.

«La Stampa a ruota ha annotato che negli ambienti politici e ministeriali circola con sempre maggior frequenza l’ipotesi che il premier stia meditando di pilotare una crisi di governo prima della fine della legislatura, mandando il Paese alle elezioni nel prossimo autunno».

Draghi nuovo segretario della NATO?
«A dire il vero del nuovo approccio di Draghi siamo stati i primi a parlare – ricorda Belpietro – accennando al fatto che l’ex governatore della Banca centrale europea non vede l’ora di lasciare la poltrona di Palazzo Chigi per guadagnare quella di segretario generale della Nato. Per questo avrebbe alzato i toni e indossato la divisa, adottando un portamento militaresco. Il suo intervento dell’altro ieri a Strasburgo sembra confermarlo, dato che il premier ha parlato di esercito europeo e di come riorganizzare l’Alleanza atlantica, argomenti che fino a pochi mesi fa non erano certo nelle sue corde».

Lega e M5S fanno i “pacifisti”
Il direttore de La Verità sospetta «che il capo del governo voglia abbreviare la sua esperienza politica alla guida di una maggioranza multicolore concorrono anche altri fattori. Tra questi la voglia di rimettere mano al bonus del 110 per cento, fiore all’occhiello di quel fine economista che risponde al nome di Giuseppe Conte. Se Draghi vuole far cascare il castello delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edili, rischiando di far cadere anche l’esecutivo, non è certo un caso. L’uomo sa benissimo che il governo è in equilibrio su una corda sottile che rischia di spezzarsi. I 5 stelle hanno sposato la linea pacifista di chi non intende inviare armi all’Ucraina e in Parlamento sono pronti a fare barricate. Aprire un altro fronte, sul bonus, dunque, può solo aggravare la precarietà della maggioranza, dato che anche la Lega su armi e agevolazioni edilizie condivide gran parte delle perplessità grilline».

Anticipato il Documento di economia e finanza
«Ma ad accentuare il sospetto che l’ex governatore prepari le condizioni per un addio c’è anche un altro elemento. – scrive Belpietro – Curiosamente il premier ha anticipato la preparazione del Documento di economia e finanza, ovvero del bilancio preventivo, un atto che di solito è predisposto da settembre in poi, per essere approvato in autunno. Quest’anno Draghivuole invece anticipare le scadenze, quasi avesse fretta di fare i compiti per poi avere le mani libere. Da sempre il principale scoglio di una campagna elettorale a ottobre è la manovra di fine anno: il Paese non può essere lasciato senza un aggiustamento di bilancio e privo di un documento di previsione economica. Ma se il tutto viene anticipato a prima delle vacanze estive il problema è risolto. Eliminato l’ostacolo, la crisi di governo non è più argomento tabù e nemmeno le elezioni».

Pronta la “Grossa Fregatura”
«Sarà un caso, ma all’improvviso Enrico Letta si è messo a parlare di legge elettorale, quasi che con la guerra alle porte e una recessione alle viste questo sia l’argomento più importante. A chi interessa il sistema con cui si nominano gli onorevoli? Ovvio, a chi si prepara a una campagna elettorale e pensa a quale sia il mezzo migliore per assicurarsi anche in futuro la guida del Paese». Detto ciò, – conclude il direttore della Verità – mentre Draghi non vede l’ora di voltare le spalle a Palazzo Chigi per occuparsi d’altro e soprattutto non avere a che fare con una maggioranza ballerina, nel Pd puntano a un meccanismo proporzionale con soglia di sbarramento alta. Obiettivo, falciare tutti i cespugli, per rendere determinante, con Camere che avranno 300 onorevoli in meno, l’accordo fra grandi partiti. Insomma, Enrico Lettastudia da premier ed è alla ricerca del modo per organizzare in Parlamento un’altra grande ammucchiata, ovvero un’alleanza fra Partito democratico, centristi, qualche pezzo leghista e forse anche qualche altro gruppo. In Germania la chiamano Grosse Koalition, da noi si traduce in grossa fregatura».

 

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale