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‘SETTEMBRE 2021’ Category

29/09/2021 – (di Redazione)

PALERMO – Covid, grave un infermiere vaccinato con doppia dose a Palermo.
La notizia è riportata in una nota dei sindacato Nursing Up, il sindacato infermieri guidato dal presidente Antonio De Palma.

Un infermiere di 43 anni” – si legge nel comunicato di Nursing Up -, “sottoposto alla prima dose già a gennaio, e coperto con la seconda nelle settimane successive al pari di tanti altri colleghi, riversa oggi in gravissime condizioni a causa del Covid. In queste ore, come riferiscono i nostri referenti sindacali, l’uomo, originario di Palermo, sarebbe in fin di vita per una gravissima forma di polmonite. È stato trasferito sabato scorso dalla Terapia intensiva dell’ospedale Cervello di Palermo, all’Istituto Mediterraneo trapianti per essere sottoposto a respirazione extracorporea (Ecmo), ultima possibilità per salvargli la vita. Come tanti colleghi, otto mesi fa aveva completato il ciclo vaccinale. Chiediamo a questo punto seri e dettagliati approfondimenti. E non accettiamo, in alcun modo, che tutto ciò finisca nel calderone, ‘timbrato’ come un fatto normale e sfortunato, che rientra nella della mera casistica di quel 5% di inefficacia del vaccino anti-covid”.
Ribadiamo – insiste De Palma – la nostra richiesta pubblica al Ministero della Salute, affinché delle motivazioni dei tanti contagi tra gli operatori sanitari sia data contezza attraverso studi ed approfondimenti specifici. Non riteniamo bastevoli meri e variegati pareri, ancorché meritevoli della massima attenzione quando resi da autorevoli personalità del mondo scientifico: i nostri infermieri chiedono posizioni ufficiali sostenute da evidenze scientifiche. Chiediamo di conoscere quali sono i livelli di copertura immunitaria del vaccino rispetto alla variante DELTA. Chi ci assicura che siano gli stessi della variante originaria ALFA? Siamo certi si tratti ancora del 95%, oppure l´efficacia si è ridotta? – chiede il sindacalista.

Governo e Regioni – continua il presidente del Nursing Up – si sono trincerate troppo spesso dietro quella piccola percentuale (circa il 5%) di persone che sarebbero refrattarie al vaccino, dimenticando che siamo alle prese con vite umane, prima ancora che con professionisti della sanità. Il contributo che abbiamo pagato, in termini di decessi e di contagi, noi infermieri italiani, è pesantissimo. E i dati INAIL ribadiscono in modo schiacciante che l´82% degli operatori che si sono infettati sono infermieri. Ma non è tutto, perchè al primo posto, per quanto riguarda la categoria di lavoratori che ha riportato negli ultimi mesi il maggior numero di vittime sul luogo si lavoro, ci siamo ancora noi”.

Intanto aumentano i focolai in ospedale – dice il sindacalista -. Sabato scorso al Cervello di Palermo è stato chiuso il reparto di Nefrologia e dialisi. Ci raccontano anche di un altro focolaio in una RSA laziale con numerosi operatori contagiati. Tutto questo non può lasciarci insensibili. Possono garantire, le Regioni e le aziende sanitarie ed ospedaliere, che in casi come questi l´infermiere sia tutelato da screening di massa e continuativi? A che punto è arrivata l´attività di misurazione del livello anticorpale degli operatori sanitari già vaccinati in ospedali come quello palermitano? Ci possono, soprattutto assicurare, che è stato fatto tutto il possibile, in termini di prevenzione, affinché il 43enne non si ammalasse? E´ forse solo un caso che si sono contagiati anche i suoi familiari tra cui il padre anziano? Non è giusto, non è opportuno, giustificare tutto con quel 5% di range di potenziale non efficacia del vaccino, troppo facile”.

Un infermiere diabetico – conclude De Palma – che decide volontariamente di vaccinarsi, che agisce con professionalità e coscienza, dovrebbe sentirsi sicuro in merito al suo livello di protezione, soprattutto perchè la sua salute è già precaria. Ci dicano allora, numeri certi ed evidenze scientifiche alla mano, quanti infermieri oggi, vaccinati a inizio anno, si prendono cura dei pazienti in ospedale con un livello immunitario insufficiente a garantire la loro salute. Faccia chiarezza il Ministero della Salute sui tempi di efficacia del vaccino. La vita di un uomo, di un infermiere, non rappresenta una mera casistica” chiosa De Palma preoccupato.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Mentre il governo tira dritto per la sua strada, convinto che vaccinare tutta la popolazione con gli attuali farmaci a disposizione sia l’unica possibile soluzione all’emergenza Covid, ecco arrivare l’ennesima testimonianza di chi, costretto alla somministrazione, si è poi trovato a fare i conti con effetti indesiderati gravi. A parlare, a scanso di equivoci sull’attendibilità della testimonianza, è stato un politico che gli italiani conoscono bene, l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, che ha raccontato la sua esperienza.

Ai microfoni del programma Tagadà, in onda su La7, Castelli ha risposto infatti così alle domande della conduttrice Tiziana Panella: “Come andiamo? Purtroppo ho avuto dei problemi di salute dopo aver fatto il vaccino contro il Covid. Sono una vittima del vaccino, anche se non lo posso provare. Mi sono vaccinato a fine luglio, ho passato agosto e settembre con la febbre. Ho degli esami che dicono che sono ad altissimo rischio trombosi. Incrocio le dita e spero di uscirne”

Castelli ha poi parlato, con un po’ di ironia utile a sdrammatizzare, di un “paradosso”: “Mia moglie non si è vaccinata, ha fatto il Covid e sta benissimo. Da questo punto di vista dovrei essere oscurato da Telegram”. Poi Castelli è però tornato serio e ha spiegato più nel dettaglio le sue condizioni di salute: “Non sono un no vax, tant’è vero che mi sono vaccinato ma adesso ci penserei due volte”

Stavo bene prima del vaccino. Non ho mai avuto nulla. Adesso incrocio le dita, questo valore è molto elevato – è stata la conclusioe di un Castelli visibilmente preoccupato – Sono un dead man walking, faccio le corna”.

ATTENZIONE A NON LASCIARE CANALI “APERTI” SU TELEGRAM! A QUESTO PUNTO MEGLIO CREARNE DI CHIUSI CON INGRESSO SU INVITO. QUESTA CENSURA E’ STATA RESA POSSIBILE A CAUSA DEI NUMEROSI FACT CHECKER ISCRITTISI NEI CANALI SENZA FILTRO!

I canali Basta dittatura Basta dittatura chat sono stati chiusi da Telegram per «violazione dei termini di servizio». Utilizzati per propagandare posizioni no vax e no Green pass, da oggi non sono più visibili.

Sulle due pagine compare ora la scritta «questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i termini di servizio di Telegram», rende noto l’Adnkronos.

Quindi nessun social è immune da censura. Dopo Facebook, Twitter, Linkedin, – si aggiunge anche Telegram: il social che non doveva riservare restrizioni.

La libertà d’opinione e di pensiero è ormai, purtroppo, soltanto della falsa retorica scritta nella nostra Costituzione.

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La Procura ha aperto un fascicolo dopo le confessioni del faccendiere Piero Amara: tra le ipotesi di reato il traffico illecito d’influenze. Nel mirino l’ex collega dello studio Alpa, Luca Di Donna, per i ricchi incarichi dalle aziende di Stato con l’ex premier a Palazzo Chigi», scrive La Verità.

«È un’indagine segretissima quella che i pm di Roma stanno conducendo su Giuseppe Conte e i suoi uomini d’oro e che svela Panorama in edicola domani».

«In particolare ci si concentra su Luca Di Donna, ex collega dello studio Alpa, rampante avvocato con ottime entrature in politica e nell’intelligence, considerato l’eminenza grigia dell’ex premier. – si legge sul quotidiano di Belpietro – I magistrati stanno verificando modalità e tempi del suo ricchissimo portafoglio clienti che, durante gli anni di Giuseppe Conte alla guida del governo, gli ha consentito di quintuplicare il fatturato. In particolare, gli inquirenti si stanno concentrando sui sostanziosi incarichi di consulenza con aziende dello Stato. Tra le ipotesi di reato sul tavolo c’è il traffico illecito di influenze».

Sono in corso gli accertamenti preliminari, o per lo meno questo è il poco che trapela dalla Procura. – si legge ancora – Dove ammettono che il fascicolo esiste, ma che il problema è capire il modello. Tradotto: è vero che le dichiarazioni di Amara su Conte hanno innescato un procedimento, ma non è detto che il nome dell’ex capo del governo sia già stato o sarà iscritto sul registro degli indagati».

«Di certo le investigazioni si stanno concentrando su alcuni personaggi che ruotano intorno all’ex premier e utilizzano il suo nome per fare affari. Questi personaggi millantano oppure Conte è a conoscenza delle loro iniziative? Le indagini, coordinate dal procuratore Michele Prestipino e dall’aggiunto Paolo Ielo, dovranno chiarirlo. Secondo alcune fonti l’ipotesi di reato più accreditata al momento è il traffico illecito di influenze, ma non sono escluse contestazioni più gravi» fa sapere La Verità

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SENZA IL CANONE PROSSIMO ANNO LA RAI CHIUDERÀ  E LICENZIERÀ I GIORNALISTI CRIMINALI

I contribuenti titolari di un’utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che vogliono disdire l’abbonamento, in quanto non detengono più apparecchi televisivi in alcuna dimora (ad esempio perché li hanno ceduti), devono presentare la dichiarazione sostituiva di non detenzione compilando e inviando questo modello – pdf (Quadro A). La dichiarazione di non detenzione, per avere effetto per l’intero anno, deve essere presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio

Inviare a: Ufficio Canone TV – c.p.22 Torino – per plico raccomandato senza busta unitamente a copia di un valido documento di riconoscimento.

QUESTA 👇👇👇LA PAGINA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE CHE SPIEGA COME DISDIRE L’ABBONAMENTO RAI.👇👇👇👇👇

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni/canone-tv/dichiarazione-sostitutiva-canone-tv

Come fare un PLICO RACCOMANDATA per inviare IL documento per il BLOCCO DEL PAGAMENTO DEL CANONE TV: 

SEGUI IL VIDEO CLICCANDO SUL LINK👇

https://youtu.be/Kyc4RYiZYnY

Val la pena leggere l’analisi dei dati pubblicata da Il Tempo in merito al sorpasso che c’è stato in termini di contagi, ospedalizzazioni, terapie intensive – e purtroppo anche decessi – fra vaccinati con doppia dose e non vaccinati. “È accaduto per la fascia di età degli ultraottantenni per la prima volta con i dati mensili del bollettino di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità pubblicato sabato 25 settembre. Sopra gli 80 anni i contagi fra ciclo completo sono il 72,8% del totale, quelli fra i non vaccinati il 25%. Le ospedalizzazioni sono state 1.207 (61,3%) nei vaccinati completi contro le 714 (36,2%) dei non. I ricoveri in terapia intensiva sono stati 57 (55,3%) di vaccinati completi e 44 (42,7%) di non”.

Scrive Il Tempo: “E per la prima volta la prevalenza si è censita anche nei decessi: 364 (50,6%) fra i doppia dose e 338 (47%) fra i non. Ora sta iniziando ad accadere la stessa cosa nella fascia di età 60-79 anni. Già qui i contagi sono in superiori fra i vaccinati (55,8%) che fra i non (39,6%). Sono dati che inevitabilmente fanno rumore nelle fila di chi non si fida del vaccino, ma sono semplicemente la conseguenza matematica (lo chiamano il “paradosso”) di alte percentuali di vaccinazioni. Sopra gli 80 anni si sono vaccinati 4.177.484 italiani (91,6% del totale), e senza vaccino sono restati in tutto in 283.500 italiani”.

Siccome le due dosi hanno una copertura contro la variante Delta di circa il 90% (meno per il semplice contagio), è chiaro che il 10% che risulta non coperto pur avendo avuto i vaccini è come se non avesse mai visto una siringa, quindi ha le stesse possibilità di contagio, ospedalizzazioni, terapia intensiva ed evento letale dei non vaccinati. “Il 10% degli ultraottantenni vaccinati è fatto quindi di 417.748 persone, il 50% di più del numero dei non”. 

Quindi – conclude il quotidiano – è normale che più persone finiscano nei guai anche seri per il Covid in questo gruppo di vaccinati senza protezione che nel gruppo più esiguo di non. Ma è difficile da fare capire, anche perché finora la sola soluzione escogitata dal governo è stata negare questa possibilità,. che invece si è puntualmente verificata come avevamo previsto”.

RIPORTIAMO TESTUALMENTE LE DICHIARAZIONI DI GIORGETTI!!! A VOI I COMMENTI!!!

Non può sopportare un anno di campagna elettorale permanente”. Di Lega “ne esiste una sola, fatevene una ragione”.

Quante Leghe? Ne esiste “una sola, fatevene una ragione”. Risponde così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in un’intervista a La Stampa, per il quale non ci sono due linee, “al massimo sensibilità diverse”. “Amando le metafore calcistiche direi che in una squadra c’è chi è chiamato a fare gol e chi è chiamato a difendere. Io per esempio ho sempre amato Pirlo. Qualcuno deve segnare, qualcuno deve fare gli assist”, sostiene il numero due della Lega.

Capitolo Draghi. Perché “la vera discriminante politica per i prossimi sette anni è che cosa fa Draghi. Va al Quirinale? Va avanti col Governo? E se va avanti con chi lo fa?”, si interroga il ministro, il quale se fosse per lui “vorrei che rimanesse lì per tutta la vita” ma “il punto è che non può” perché “appena arriveranno delle scelte politicamente sensibili la coalizione si spaccherà. A gennaio mancherà un anno alle elezioni e Draghi non può sopportare un anno di campagna elettorale permanente” anche perché “da gennaio la musica sarà diversa. I partiti smetteranno di coprirlo e si concentreranno sugli elettori”.

Mario Draghi

La conclusione, per Giorgetti, è che “l’interesse del Paese è che Draghi vada subito al Quirinale, che si facciano subito le elezioni e che governi chi le vince”. Nello scenario B, Draghi resta al suo posto e Mattarella che fa? “Mattarella resta solo se tutti i partiti lo votano. E la Meloni ha già detto che non lo voterà”, ribatte Giorgetti. Ma Salvini lo voterebbe? “Penso di no”, per cui il bis si fa “complicato”.

Sorprendono le parole di Giorgetti sulle amministrative a Roma. L’esito “dipende da quanto Calenda riesce a intercettare il voto in uscita dalla destra. Nei quartieri del centro penso che sarà un flusso significativo. Ma non so come ragionino le periferie. Se Calenda va al ballottaggio con Gualtieri ha buone possibilità di vincere. E, al netto delle esuberanze, mi pare che abbia le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come Roma”. Ma se al ballottaggio ci vanno Gualtieri e Michetti, “vince Gualtieri”, risponde lapidario. Poca fiducia nel candidato di centrodestra, insomma, per la Capitale “il candidato giusto sarebbe stato Bertolaso”.

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FONTE: IMOLA OGGI

Vladimir Bukovsky è uno scrittore, neurofisiatra e attivista dissidente russo che ha trascorso 12 anni nelle prigioni psichiatriche russe e nei campi di lavoro, per aver difeso i diritti umani durante gli anni ’60 e gli anni ’70. Il suo ultimo periodo di prigionia risale al 1971. Arrivò in occidente nel 1976 e oggi vive a Cambridge. Ha sperimentato sulla sua pelle un sistema che egli considera sinistramente simile a quello che oggi ci viene imposto con l’Unione Europea. Ecco il video, che ho tradotto e sottotitolato per voi, nel quale esprime pensieri pesanti come macigni, che dovrebbero scuotere anche le coscienze più sopite.

E’ veramente un enigma per me capire perché, dopo avere appena seppellito un mostro, l’Unione Sovietica, ne stiamo costruendo un altro notevolmente simile: l’Unione Europea. Esattamente, cos’è l’Unione Europea? Forse, esaminando la sua versione sovietica, possiamo trovare la risposta. L’Unione Sovietica era governata da quindici persone non elette che si attribuivano incarichi l’un l’altro e che non erano tenuti a rispondere a nessuno. L’Unione Europea è governata da due dozzine di persone non elette, che si attribuiscono incarichi l’un l’altro, si incontrano in segreto, non devono rispondere a nessuno e che non possiamo rimuovere.

Uno potrebbe dire che l’Unione Europea ha un Parlamento eletto. Beh, anche l’Unione Sovietica aveva una specie di Parlamento, il Soviet Supremo, che si limitava a timbrare le decisioni del Politburo più o meno come fa oggi il Parlamento dell’Unione Europea, dove i tempi di parola nella plenaria sono limitati all’interno di ciascun gruppo e spesso ammontano a un solo minuto per oratore. Nell’Unione Europea ci sono centinaia di migliaia di euroburocrati con altissimi stipendi, con i loro staff, i loro servitori, i loro bonus, i loro privilegi, la loro immunità a vita dai procedimenti penali, che semplicemente ruotano da una posizione all’altra, non importa quali siano i loro risultati o i loro insuccessi. Non è esattamente come nel regime sovietico?

Vladimir Bukovsky

L’Unione Sovietica è stata creata attraverso una coercizione e in molti casi con l’occupazione militare. L’Unione Europea è stata creata, a dire il vero, senza l’uso della forza militare, ma grazie alla coercizione e alla prepotenza economica.

Per continuare ad esistere, l’Unione Sovietica si espanse sempre di più. Quando smise di espandersi, iniziò a collassare e io sospetto che lo stesso sia vero per l’Unione Europea.

A noi venne detto che l’obiettivo dell’Unione Sovietica era quello di creare una nuova entità storica, il popolo sovietico, e che dovevamo dimenticare le nostre nazionalità, le nostre tradizioni etniche e le nostre usanze. La stessa cosa sembra accadere con l’Unione Europea, dal momento che non vogliono che voi siate inglesi o francesi: vogliono che voi siate tutti appartenenti a una nuova fattispecie storica, gli europei, per sopprimere tutti i vostri sentimenti nazionali e vivere come una comunità multinazionale.

Dopo 73 anni, questo sistema nell’Unione Sovietica ha condotto a più conflitti etnici che in qualunque altra parte del mondo. Nell’Unione Sovietica uno dei grandi obiettivi era la distruzione dello stato nazione e questo è esattamente ciò che osservo in Europa oggi. Bruxelles vuole assorbire gli stati nazione in modo che cessino di esistere.

La corruzione, nell’Unione Sovietica, si propagava dall’alto verso il basso e così accade nell’Unione Europea. La stessa attività di corruzione endemica che noi abbiamo visto nella vecchia Unione Sovietica sta prosperando nell’Unione Europea. Coloro che si oppongono o che lo evidenziano vengono messi a tacere o allontanati. Non è cambiato niente.

Nell’Unione Sovietica avevamo i Gulag. Io penso che abbiamo un Gulag anche nell’Unione Europea: un Gulag intellettuale chiamato “politically correct“. Quando chiunque cerca di esprimersi su questioni relative alla razza o alla differenziazione di genere, o se le sue opinioni differiscono da quelle approvate, viene ostracizzato. Questo è l’inizio del Gulag, l’inizio della perdita della libertà.

Nell’Unione Sovietica ci hanno detto che avevamo bisogno di uno stato federale per evitare le guerre. Nell’Unione Europea vi stanno dicendo esattamente la stessa cosa. In breve, la stessa ideologia sorregge entrambi i sistemi.

L’Unione Europea non è nient’altro che il vecchio modello sovietico presentato in vesti occidentali. Ma ancora, come per l’Unione Sovietica, l’Unione Europea ha dentro di sé i germi della sua fine. Sfortunatamente, quando collasserà – e lo farà – lascerà dietro di sé una distruzione di massa e noi ci troveremo con enormi problemi economici ed etnici.

La vecchia Unione Sovietica era incapace di riformarsi. Così è per l’Unione Europea. Ma c’è un’alternativa all’essere governati da quelle due dozzine di auto-incaricati funzionari di Bruxelles: si chiama “indipendenza“. Non siete costretti ad accettare quello che hanno pianificato per voi. Dopo tutto, nessuno vi ha mai chiesto se volevate esserne parte.

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La donna è scossa per l’accaduto, ha pubblicato due foto che mostrano il figlio ricoverato in un letto d’ospedale: tanti i messaggi di solidarietà

Un giovane di Torino ha accusato una paralisi facciale e agli arti dopo il vaccino anti-Covid. E’ quanto si apprende da un post diventato virale (oltre 7mila condivisioni su Facebook) pubblicato dalla madre, Giuliana Cericola.

La donna è scossa per l’accaduto, ha pubblicato due foto che mostrano il figlio ricoverato in un letto d’ospedale. La vicenda ha colpito l’attenzione dell’opinione pubblica, in quanto gli studi della comunità scientifica si stanno concentrando sulla vaccinazione dei bambini. Toccherà ai medici stabilire se la reazione avversa sia stata provocata dalla somministrazione del siero, come si presume dal messaggio della giovane donna. Di seguito il suo post:

“Giusto ieri parlavo di senso civico e responsabilità nei confronti dei miei figli…
Ho sempre messo la faccia e quando le cose non vanno come dovrebbero ancor di più.. Ho fatto questa scelta per lui essendo minorenne, a pieno carico di responsabilità..
Per tutelarlo.. ma forse ho sbagliato..
Nelle ore tra le più brutte passate nella mia vita oggi ho messo in discussione tutto quanto..
Vedere tuo figlio star male per una tua scelta sbagliata è terribile.. Parestesie facciali e arti superiori.. Stato confusionale.. Dismetria.. Valori della coagulazione impazziti…
A oggi non so’, più cosa sia giusto o sbagliato… Dove sia il bene e dove il male..
Una cosa è certa.. Tornassi indietro a ieri quella firma non la metterei più”.

(Fonte: strettoweb.com)

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di Augusto Sinagra 

PAGHERANNO TUTTO, MA PROPRIO TUTTO

Le notizie di oggi, tanto per funestare pure la domenica, sono che il Prof. Giulio Tarro che è un virologo vero, ha dichiarato che il Prof. Giuseppe De Donno “dava fastidio perché la terapia del plasma è validissima” e che Giuseppe De Donno da marzo a maggio 2020 ha curato una infinità di ammalati portandoli a guarigione.
Chi legge pone l’accento logico sul fatto che la terapia del plasma porta a guarigione.
L’accento logico, viceversa, deve cadere sul “dava fastidio” e con questo porsi due domande: a chi dava fastidio? E se si è impedita una terapia conducente a guarigione per avere un maggior numero di Morti, perché questo è stato fatto?

La dichiarazione del Prof. Giulio Tarro consolida fortemente i dubbi sul “suicidio”prontamente certificato come verità unica e assoluta, da parte di chi era preposto a far luce sul tragico evento.
La dichiarazione del Prof. Giulio Tarro sottintende una consapevole e preordinata intenzione pluriomicidiaria.

E quello che è sconcertante è che le Procure della Repubblica competenti si occupano di altro: Specificatamente, del Poliziotto che a Roma sparò all’africano per impedire che egli commettesse omicidi, come poi è avvenuto, e di quel somalo che ha accoltellato quattro donne e un bambino piccolo.
Se in quella circostanza un Agente di PS o un Carabiniere gli avesse sparato, non per uccidere ma per fermarlo, sarebbe stato anch’esso indagato. Ed è ovvio, poiché il somalo aveva reagito ad un “evento imprevisto” cioè la richiesta del biglietto di viaggio da parte del controllore, e poi la sua reazione sarebbe stata un tantinello esagerata. Così funziona la giustizia.

La seconda notizia è che, come era scontato, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza necessariamente su richiesta della fortunosa Ministro dell’Interno Lamorgese Luciana, ha prontamente aperto un procedimento disciplinare nei confronti della Vice Questore Dott.ssa Nunzia Alessandra Schilirò che ha preso la parola in occasione della manifestazione di ieri a Roma a Piazza San Giovanni.

Il sistema ha paura

Nunzia Alessandra Schiliro’

Il sistema evidentemente ha paura. E persegue chi denuncia ogni illegalità e prevaricazione commessa in danno di diritti e libertà costituzionali non negoziabili.
Se qualcuno conosce la Dott.ssa Nunzia Alessandra Schilirò, le faccia sapere che sarebbe un privilegio per me e per i Colleghi del mio Studio difenderla gratuitamente.

Augusto Sinagra

Pagheranno tutto

Funzionari di tale integrità morale sono il futuro di questa disgraziata Nazione.
Ho idea che il momento si avvicini e chi deve pagare pagherà amaramente.

AUGUSTO SINAGRA – Professore ordinario di diritto delle Comunità europee presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Avvocato patrocinante davanti alle Magistrature Superiori, in ITALIA ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a STRASBURGO

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