Archive for the
‘SOCIETÀ’ Category

08 Aprile 2022 – Redazione

In molte città italiane sarebbe dovuto andare in scena l’iconico “Lago dei cigni”, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo. Sarebbe, perché il corpo di ballo ucraino ha cancellato lo spettacolo dopo che gli artisti sono stati contattati dalla National Opera of Ukraine e dal ministero della Cultura ucraino che hanno intimato loro di fermarsi. Il motivo? Il compositore dell’opera è il russo Petr Cajkovskij.

Lo spettacolo era a scopo benefico – Una decisione, secondo quanto si legge, presa dopo i gravi fatti occorsi a Bucha, Hostomel e Mariupol. Lo spettacolo, che era tra l’altro a scopo benefico con l’intento di devolvere l’intero incasso a sostegno del popolo ucraino, sarà sostituito con “Giselle”, balletto classico-romantico in due atti del 1841.
I Comuni hanno fatto sapere di accettare “a malincuore” una simile decisione: “I preziosi contributi degli sponsor avevano permesso, in molte località, di organizzare l’evento a scopo benefico e di devolvere l’intero incasso a sostegno del popolo ucraino. Molti i Teatri che dovranno rimborsare i biglietti già acquistati. tgcom24.mediaset.it

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

07 Aprile 2022 – Redazione

COMUNICATO STAMPA PAS PRONATURA

La sottoscritta associazione eco-culturale “Pan Assoverdi Salvanatura”, riconosciuta, dal 1995, “ente di volontariato”, ai sensi della legge statale 266/1991, L.R. Campania 9/1993, premesso che, nel rispetto del pluralismo democratico, ha sempre nutrito – in passato – sentimenti di stima, ammirazione, simpatia per l’anziano ed esperto giornalista friulano Tony Capuozzo, 73 anni – già inviato di guerra nelle isole Falkland, nella ex Jugoslavia, in Somalia, Afghanistan, ecc. – significa quanto segue.

CONSIDERATO che le gratuite e surreali dichiarazioni (sulla falsariga dei comunicati del Cremino) rese, dall’ex vicedirettore del TG5 – nella serata del 4 aprile 2022, alla trasmissione televisiva, di Rete 4, “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro – tese ad ingenerare dubbi sulla strage di Bucha, compiuta dai soldati russi in Ucraina, benché corroborata dall’UE, dai funzionari del Trib. Penale dell’Aja, da decine di testimoni oculari, dai mass media di tutto il mondo e da immagini satellitari, pubblicate dal “New York Times”, hanno provocato l’indignazione dei propri soci e di larghi strati dell’opinione pubblica sull’isola d’Ischia.

RILEVATO che, undici anni fa, il sig. Capuozzo vinse il “Premio Ischia di Giornalismo 2011” (già assegnato a Peter Arnett, Paolo Mieli, Mario Orfeo, Giovanni Floris, Paolo Graldi, Giovanna Botteri, Diego Bianchi, Franca Leosini, ecc.).  Un trofeo destinato a professionisti prestigiosi, i quali hanno sempre onorato i valori deontologici “al servizio della verità oggettiva, della corretta informazione, del progresso civico e socio-culturale della collettività”.

VISTO che le ripetute affermazioni (non verificate, come nel caso dell’eccidio del teatro di Mariupol) di cui sopra – duramente stigmatizzate, in “real time”, dall’ex deputato Daniele Capezzone, anch’egli ospite del programma di Rete4 – creano imbarazzo e sconcerto per la categoria dei giornalisti (se gli ucraini fossero in grado di falsificare immagini così icastiche, meriterebbero il premio Oscar per gli effetti speciali!) e costituiscono un messaggio devastante per le giovani generazioni, che vedevano in Capuozzo “un modello di riferimento di alta credibilità” la revoca del “Premio Ischia”, conferito – nel giugno 2011 – al sig. Tony Capuozzo, come “inviato speciale”, poiché gli orientamenti palesati dal giornalista-scrittore il 4-4-22 contrastano coi principi a cui il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Valentino, s’ispira.

Ischia, 6 aprile 2022

POTETEa SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

06 Aprile 2022 – Redazione

PUBBLICHIAMO QUESTO ARTICOLO PER METTERE IN EVIDENZA IL PROCESSO DI BOLLITURA E REGRESSIONE COGNITIVA A CUI, IN QUESTI DUE ANNI, SONO ANDATI INCONTRO MOLTI CERVELLI.
SENZA SOTTOVALUTARE IL FATTO CHE, TANTI DI QUESTI, SONO ANCORA PAGATI PER DIRE E SCRIVERE VALANGHE DI MINCHIATE! E LI CHIAMANO SCIENZIATI!

Attento a come parli, potresti trasmettere il Covid più facilmente. L’assurda ricerca arriva dall’Irlanda, dove l’“Irish Journal of Medical Science” ha pubblicato uno studio scientifico secondo il quale la fonetica diversa delle lingue parlate nel mondo avrebbe un effetto sulla trasmissione del virus.

Secondo questa ricerca, dal risultato sorprendente, la ricorrenza della consonante occlusiva “p”, che prevede una rapida emissione di flusso d’aria dalla bocca di chi la pronuncia, sarebbe associata al «numero di riproduzione di base del virus».

Nello studio viene analizzato in particolar modo il comportamento di 4 consonanti (b,d,p,t). E, si legge, “ci sono prove recenti” che rispetto ad altre lettere pronunciate, possano causare una maggiore emissione di goccioline.

Gli scienziati sottolineano però che si tratta di consonanti di uso molto comune nelle lingue di tutto il mondo e la cui frequenza varia  dal 60 all’80%. I risultati della ricerca hanno mostrato che la frequenza di “occorrenza” delle consonanti b,d,t non ha alcuna correlazione con il numero di riproduzione di base del virus. È stata osservata invece una piccola correlazione per quanto riguarda la consonante “p”.

Ciò “potrebbe suggerire” si legge tra le conclusioni, “che le lingue che utilizzano la consonante “p” con più frequenza abbiano una maggiore possibilità di trasmettere il virus”. Ma questo potrebbe non essere vero per tutte le lingue.

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️
https://t.me/mercurius5giornale

 

 

05 Aprile 2022 – Redazione- Avv. Fusillo

1. A chi si applica l’obbligo di vaccinazione?

Il nuovo obbligo introdotto dal decreto-legge 1/2022 si applica a tutti coloro che abbiano già compiuto 50 anni di età o che li compiranno entro il 15 giugno 2022 e che siano residenti nel territorio della repubblica italiana indipendentemente dalla loro cittadinanza. Chi può, quindi, al fine di sottrarsi all’obbligo è opportuno che sposti la residenza in un paese estero (vedi strategia A).

 

2. Da quando si applica l’obbligo?

L’obbligo di avviare la vaccinazione con il primo ciclo decorre dal 1° febbraio 2022. Dal 15 febbraio 2022, al fine di accedere al luogo di lavoro gli ultracinquantenni residenti in Italia devono possedere il c.d. super green pass (certificato verde Covid-19 rafforzato) e, pertanto, essere nelle seguenti alternative condizioni:
– avere completato il ciclo primario di vaccinazione o, scaduto il termine di efficacia del primo ciclo, avere effettuato anche la dose di richiamo (terza dose o booster),
– essere guariti dalla malattia Covid-19,
– avere un’esenzione dal vaccino attestata dal medico di base (MMG medico di medicina generale) oppure dal medico vaccinatore.
L’obbligo dura fino al 15 giugno 2022.

3. Come possono comportarsi gli ultracinquantenni?

Strategia A: Residenza all’estero

Al fine di sottrarsi all’obbligo è opportuno che chi può sposti la residenza in un paese estero. Lo spostamento della residenza in un paese dell’Unione Europea è solitamente molto facile. L’importante è iscriversi anche all’AIRE (anagrafe italiani residenti all’estero). Le istruzioni per farlo si trovano solitamente sul sito del Consolato italiano competente per il luogo dove ci si è trasferiti.
La residenza anagrafica non ha nulla a che vedere con quella fiscale. Si può, ad esempio, essere residenti all’estero ma lavorare e pagare le imposte in Italia. Solo che in questo caso, non essendo soggetti all’obbligo di cui all’art. 4 quater del decreto-legge 44/2021 non ci sarà bisogno, per l’accesso ai luoghi di lavoro, di esibire il cosiddetto super green pass poiché questo è necessario, secondo le disposizioni dell’art. 4 quinquies del decreto-legge 44/2021 solo per chi sia obbligato a vaccinarsi ai sensi dell’art. 4 quater e, quindi, solo ai residenti.
Questo non vale per le categorie che hanno l’obbligo di vaccinazione (es. insegnanti, militari, sanitari) e non permette di aggirare altri obblighi, come ad esempio per il viggio in treno o aereo.
Questa strategia può essere attuata anche dopo essere stati sospesi: ottenuta la residenza all’estero saremo automaticamente reintegrati a lavoro.

 

Strategia B: Ignorare l’obbligo di vaccinazione

La prima possibilità per tutti gli ultracinquantenni è semplicemente quella di ignorare l’obbligo di vaccinazione. Tutti coloro che non abbiano un lavoro dipendente o autonomo che richieda l’uso del super green pass possono semplicemente disinteressarsi dell’obbligo di vaccinazione e l’unico rischio che avranno è quello della multa di 100 euro. I titolari di partita IVA che lavorino per conto proprio (artigiani, professionisti che non rientrino tra le categorie che hanno un obbligo di vaccinazione, titolari di negozi, esercizi commerciali, ambulanti ecc.) non hanno l’obbligo di essere muniti del green pass (in qualsiasi versione) per accedere al luogo di lavoro di cui sono titolari e, quindi, che abbiano compiuto o meno i cinquanta anni, possono continuare a lavorare senza ostacoli. Questo purtroppo non vale per pure essendo autonomo (ad es. a partita IVA) lavora presso la sede del suo datore di lavoro.
Le eventuali sanzioni amministrative irrogate ai titolari di attività sono illegittime e potranno essere contestate prima in sede prefettizia mediante l’invio di osservazioni e poi, se il prefetto dovesse confermare la sanzione, mediante impugnazione dell’ordinanza-ingiunzione del Prefetto dinanzi al Giudice di Pace.

Vi ricordiamo, inoltre, che il datore di lavoro non è obbligato a sospendere i propri dipendenti: è libero di scegliere di non farlo, ma spesso non lo sa! Un’altra valida strategia è quella di parlarci e spiegarglielo, sia a priori, sia dopo aver applicato la strategia C. Per informazioni sul non-obbligo di sospendere vi rimandiamo al Vademecum per datori di lavoro.

 

Strategia C: creare difficoltà al centro vaccinale

L’obbligo vaccinale introdotto dal governo per gli ultracinquantenni riguarda dei farmaci soggetti a monitoraggio addizionale (c.d. “farmaci sperimentali”). Prima di recarsi al centro vaccinale è utile scrivere alla farmacia o al centro vaccinale la lettera con la richiesta di informazioni e chiarimenti che è allegata qui accompagnata dal consenso informato allegato qui.
N.B.: la lettera va mandata con raccomandata a/r o pec.

A questo punto, qualche giorno dopo aver inviato la lettera oppure il giorno dell’appuntamento nel caso in cui si sia preso un appuntamento a data fissa è opportuno andare presso la farmacia o il centro vaccinale. Non è necessario essere accompagnati da un avvocato. È utile andare con un accompagnatore che potrà fare da testimone. In ogni caso è bene registrare quanto accade presso il centro vaccinale, anche di nascosto tenendo un registratore vocale (va bene anche quello dei telefoni cellulari) acceso in tasca o in borsa. Ovviamente le registrazioni servono per la difesa in giudizio e non potranno essere divulgate.
Occorre portare con sé la copia della lettera di richiesta di informazioni con il consenso informato unitamente alla prova della spedizione a mezzo pec o raccomandata. A questo punto è opportuno chiedere al vaccinatore di procedere all’anamnesi (cioè alle richieste al paziente circa le sue condizioni cliniche e di salute). È ovvio che chiunque abbia una storia di allergie ai farmaci, shock anafilattico, intolleranze o reazioni avverse ai farmaci, chiunque abbia fatto altri vaccini (ad esempio l’antitetanica) in tempi recenti, chiunque sia in cura con farmaci, con particolare riferimento al cortisone, deve fare presenti queste circostanze al vaccinatore, anche se non sono state ritenute idonee per un’esenzione dal medico di medicina generale.
Una volta completata l’anamnesi occorre chiedere al medico vaccinatore anzitutto che risponda ai quesiti già inviati con la richiesta di consenso informato e comunque che consegni al paziente una prescrizione (ricetta medica). Normalmente nei centri vaccinali o nelle farmacie i medici di rifiutano di consegnare la ricetta medica. Ciò è illegittimo perché la prescrizione medica è richiesta dalle determine AIFA di autorizzazione all’immissione condizionata in commercio dei vaccini contro la malattia Covid-19 (prescrizione RRL – ricetta ripetibile limitativa). Sarà opportuno avere con sé le stampe delle determine AIFA e far notare al vaccinatore che su tutte all’ultima pagina è previsto: “Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (RRL) da utilizzare esclusivamente presso le strutture identificate sulla base dei piani vaccinali o di specifiche strategie messe a punto dalle Regioni.”
Ad esempio, tutti coloro che abbiano un’assicurazione sulla vita o contro gli infortuni potranno sottolineare che senza prescrizione, in caso di danno, avrebbero grandi difficoltà ad ottenere gli indennizzi per cui la ricetta medica è necessaria anche per questo.

Al centro vaccinale si rifiuteranno di rilasciare informazioni o documenti ma insisteranno affinché il paziente sottoscriva il modulo di consenso. A questo punto si può scrivere a mano sotto al modulo di consenso, sopra allo spazio per la firma quanto segue: “Non presto il consenso al trattamento che mi viene imposto obbligatoriamente e sotto la minaccia di perdere il lavoro e di essere multato. Faccio presente di non essermi recato presso il centro vaccinale di mia spontanea volontà ma perché vittima di un’estorsione che mi riservo di denunciare in sede penale.”
A questo punto occorre chiedere alla farmacia o al centro vaccinale di rilasciare una dichiarazione scritta del seguente tenore:
“Il sottoscritto [indicare il nome del medico] dichiara di non poter rilasciare la prescrizione medica del vaccino [indicare il nome del vaccino] per il/la signor/a [indicare il nome del paziente] e di non poter rispondere alle richieste di cui al modulo di consenso informato inviato a mezzo pec.]”
Se ci sarà un rifiuto di sottoscrivere il documento risulterà dalla registrazione e comunque ne prenderà nota il testimone.
In ogni caso è essenziale chiedere ed annotare il nome e cognome delle persone con le quali si parlerà (medico vaccinatore, farmacista, infermiere ecc.). Non possono rifiutarsi di fornire il nome.

In caso di totale chiusura dei medici del centro vaccinale al rilascio di qualsiasi tipo di dichiarazione scritta è possibile chiedere l’intervento delle forze dell’ordine (polizia o carabinieri) affinché un pubblico ufficiale verbalizzi quanto accade al centro vaccinale e cioè: – identifichi tutte le persone, ivi compreso il medico vaccinatore, – verbalizzi che non viene data risposta alle domande fatte al centro vaccinale (potrete lasciare alle forze dell’ordine una copia della pec o della raccomandata inviata perché sia allegata al verbale), – verbalizzi che non viene rilasciata una prescrizione medica.

Tutto ciò che c’è da fare e da sapere è descritto in questo video.
Presentarsi avendo stampato ed a disposizione:
1- Il consenso informato predisposto dallo Studio Fusillo
2- Le 5 determine AIFA che prevedono la prescrizione medica dei vaccini (si trova scritto all’ultimo punto dell’ultima pagina): PfizerAstrazenecaModernaJ & JNovavax

Sono possibili 2 esiti distinti:

1. Il medico vaccinatore non ritiene di assumersi la responsabilità di effettuare la vaccinazione e rilascia un certificato di differimento o esenzione della vaccinazione. Con questo certificato si ottiene il Super Green Pass e non si è più soggetti all’obbligo vaccinale fino alla scadenza del certificato.

2.  Il medico vaccinatore non rilascia nulla, ma noi abbiamo la registrazione o/e il verbale delle forze dell’ordine.

Che fare se il medico vaccinatore, preso atto delle mie condizioni cliniche mi prescrive degli esami o dice che devo essere vaccinato/a in ambiente protetto (ospedale con struttura di rianimazione in caso di shock anafilattico)?
Il certificato del medico che prescrive ulteriori analisi è un certificato di differimento del vaccino. Il certificato esenta chi lo ha dall’obbligo di vaccinarsi sino al completamento delle analisi.
In caso di indicazione di effettuare il vaccino in ambiente protetto occorre ripetere tutta la sequenza già utilizzata per il centro vaccinale e, quindi, inviare la richiesta di consenso informato e rivolgere al medico vaccinatore nell’ambiente protetto le stesse cose chieste presso il centro vaccinale.

 

    4. A cosa serve la strategia attuata presso il centro vaccinale?

Lo scopo della strategia presso il centro vaccinale è quello di ottenere un documento dal quale risulterà che la vaccinazione non è stata possibile perché mancano le informazioni e la prescrizione medica. Questo documento potrà essere utilizzato quando il datore di lavoro vorrà sospendere il lavoratore ultracinquantenne per mancata vaccinazione. Pertanto, dopo l’accesso al centro vaccinale e prima del 15 febbraio 2022 è opportuno che i lavoratori ultracinquantenni inviino ai loro datori di lavoro la lettera allegata qui.

    5. Posso chiedere un assegno alimentare durante la sospensione?

Solo i pubblici dipendenti possono chiedere l’assegno alimentare ai sensi dell’art. 82 del Testo Unico n. 3/1957. Questa regola non vale per l’impiego privato. Il modello di lettera per chiedere l’assegno alimentare è allegata qui.

6. Come funziona il procedimento sanzionatorio (multa dei 100 euro)?

Per prima cosa guarda il video specificatamente  dedicato a questo tema.
La nuova norma prevede una multa di 100 euro per gli ultracinquantenni che non si vaccineranno. Si tratta di una multa, cioè di una sanzione amministrativa. Non ha natura penale, non va sul casellario o su alcun registro.
L’Agenzia delle Entrate verifica tramite la banca dati della tessera sanitaria chi è vaccinato e chi no. Ricordiamo a tutti, quindi, di oscurare il fascicolo sanitario elettronico. È una difesa in più che potrà essere utilizzata perché l’accesso illegittimo alle banche dati potrebbe essere denunciato come violazione dei diritti alla privacy anche se la norma prevede che l’Agenzia delle Entrate abbia diritto ad accedere alla banca dati. Ci sono, però, dei profili di illegittimità dell’accesso in base alla normativa dell’Unione Europea in materia di protezione dei dati personali (GDPR).
L’Agenzia delle Entrate invierà una comunicazione a tutti coloro che risulteranno non vaccinati invitandoli a comunicare entro dieci giorni alla Azienda Sanitaria di appartenenza e all’Agenzia delle Entrate le ragioni per la mancata vaccinazione. Un modello di risposta è disponibile qui. (versione documento aggiornata al 5 Aprile 2022)
A questo punto l’Agenzia delle Entrate ha 180 giorni per trasmettere agli ultracinquantenni renitenti all’obbligo di vaccinazione un avviso di addebito (analogo ad una cartella esattoriale) con l’irrogazione della multa prevista di 100 euro. Contro l’avviso è possibile ricorrere al Giudice di Pace della città di residenza entro trenta giorni dalla ricezione dell’avviso. Trattandosi di una sanzione di valore inferiore ad euro 1.100 non è necessaria la difesa tecnica di un avvocato e sarà possibile difendersi da soli. Pubblicheremo degli schemi di ricorso al Giudice di pace quando arriveranno le prime multe.

03 Aprile 2022 – Redazione – Fonte: Byoblu

Nella Capitale è iniziata la sperimentazione del progetto che incentiva i comportamenti sostenibili dei cosiddetti city user.

Si chiama Citizen Wallet, tradotto il “portafoglio del cittadino” ed è una piattaforma di premialità che incentiva i comportamenti virtuosi messi in atto dagli abitanti di Roma. Comportamenti volti a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della Città, in linea con gli obiettivi dell’Agenda europea 2030.

Il sistema consente al cittadino virtuoso di ottenere punti che saranno in seguito convertiti in premi offerti da Roma Capitale e dai suoi partner, Società Partecipate e privati con cui sono stati sottoscritti degli accordi.

Al momento, nella piattaforma di tipo sperimentale, vengono richieste due tipologie di comportamenti virtuosi che consentono ai cittadini di guadagnare punti. E sono: la compilazione del questionario sui servizi online di Roma Capitale e l’utilizzo del servizio tap&go di ATAC, ovvero l’acquisto dei biglietti per la mobilità esclusivamente online.

Nella pagina principale del servizio, ciascun cittadino potrà visualizzare il saldo punti, il dettaglio delle transazioni, il riscatto dei premi. Insomma l’iniziativa viene infiocchettata e presentata all’utente come il miglior modo di vivere la città, in maniera virtuosa ed ecosostenibile. “Smart” come piace dire oggi.

Ma da questo come da altri simili progetti emerge la necessità sempre più palese da parte delle istituzioni di controllare i comportamenti dei cittadini.

Incentivando sempre più l’utilizzo dei servizi online, oltre alla necessaria adesione al progetto “Citizen Wallet” da Casa Digitale del Cittadino – MyRhome, il city user deve necessariamente iscriversi e fornire il consenso all’utilizzo del servizio tap&go anche sul sito di ATAC.

Si tratta di un primo passo verso un esperimento che può ben presto espandersi e diventare la normalità. E così banalmente acquistare un biglietti cartaceo non sarà più possibile e non darà diritto a nessun punto o premio in palio. Aggiungerà, per caso, l’utente che oserà farlo in una lista nera?

Nel comune di Fidenza esiste la patente a punti per chi vive nelle case popolari. Se si posiziona sul pianerottolo, o lungo le scale, vasi per fiori e piante che potrebbero essere d’intralcio al passaggio o costituire un disagio a causa dell’innaffiamento o la caduta del terriccio, all’inquilino verrano tolti 20 punti25 punti in meno e 50 euro di multa se invece si dà alloggio a persone estranee al nucleo familiare senza preavvisare il Comune. 10 punti in meno se si decide di utilizzare una griglia nel proprio balcone. E cosa succede una volta che il nucleo familiare esaurisce i punti? Decade il suo diritto all’alloggio.

È lecito allora porsi qualche domanda e capire verso quale mondo ci stiamo dirigendo. In Cina dove vige il cosiddetto credito sociale, ai cittadini disobbedienti è stato impedito l’acquisto di voli aerei.

LEGGI ANCHE ⤵️
https://www.mercurius5.it/2022/03/31/bologna-come-la-cina-card-con-i-punti-digitali-per-il-cittadino-virtuoso/

 

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️

https://t.me/mercurius5giornale

 

31 Marzo 2022 – Redazione – Fonte: SOLE24 ORE

FUORI SERVIZIO TUTTI I SITI E I SERVIZI TELEMATICI DI ENTRATE, RISCOSSIONE, DOGANE E FINANZE. NON RAGGIUNGIBILE ANCHE L’INDIRIZZO TELEMATICO DELLA RAGIONERIA.

Fisco in tilt ma non solo. Si blocca anche il portale per il rilascio del green pass. Oscurati tutti i siti dell’amministrazione finanziaria. I portali con cui cittadini, imprese e professionisti interagiscono con il fisco italiano sono fuori servizio dalle prime ore del pomeriggio di mercoledì 30 marzo.

A bucare la rete sarebbe stato un corto circuito in Sogei. Il partner tecnologico dell’amministrazione finanziaria con un tweet (e poi con un comunicato) ha fatto sapere di «non essere sottoposta ad alcun attacco cyber e che i servizi sono momentaneamente non disponibili per problemi tecnici». Una spiegazione con cui Sogei allontana lo spettro di un malware, anche alla luce dei momenti di tensione in corso sul fronte della cybersecurity. Ma intanto sono diventati inaccessibili tutti i servizi gestiti dal partner tecnologico, compresa la piattaforma che consente di scaricare il green pass.

Problema ai circuiti elettrici

A creare il ptroblema sarebbe stato un malfunzionamento dei circuiti elettrici che ha coinvolto i dispositivi che assicurano la connettività verso l’esterno dei servizi e dei portali gestiti da Sogei.

Le Entrate: non interessati i dati sensibili

L’agenzia delle Entrate con un tweet ha precisato subito che il blackout subito da Sogei e che ha oscurato i siti dell’amministrazione finanziaria «non ha in alcun modo interessato la sicurezza di dati sensibili».

L’Agenzia così come gli utenti non possono che attendere la soluzione del partner tecnologico Sogei.

Il nodo delle scadenze

Il blocco sembra avvantaggiare i debitori che sperano in un prolungamento del corto circuito che possa ritardare l’invio delle cartelle. Non si può dire lo stesso, invece, dei professionisti alle prese con gli adempimenti e le scadenze, in alcuni casi anche delicate come la presentazione di ricorsi o appelli (anche se poi la giustizia tributaria riconosce i periodi di blocco per rimettere nei termini).

Bloccato anche il sito della Ragioneria

Bloccato anche il sito della Ragioneria generale dello Stato: anche questo uno snodo particolarmente delicato se si pensa al lavoro in corso dei tecnici sul Def e sulla delega fiscale.

POTETE SEGUIRCI ANCHE SU TELEGRAM ⤵️

https://t.me/mercurius5giornale

________________________________
[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia MC Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

PUOI LEGGERE ANCHE SU 👇

https://cataniacreattiva.it/fisco-e-green-pass-in-tilt-bloccati-i-portali-ma-sogei-nega-lattacco-hacker/