Se il fine giustifica i mezzi, che cosa giustifica il fine?

La politica estera italiana dimostra ancora una volta la propria congenita debolezza, tentando di imporre un punto di vista, ma sempre sottomesso al volere di chi è più forte…

di Roberto Roggero

L’aforisma del ben noto Nicolò Machiavelli, pur vecchio di secoli, si dimostra sempre attuale e adattabile a molte situazioni. Si dovrebbe però corredare con una ulteriore affermazione: dovrebbe esserci qualcosa che giustifica il fine…

Una delle numerose situazioni a cui si adatta il principio politico è essere il rapporto fra diplomazia italiana, europea e internazionale, con riferimento a esigenze particolari e casi singoli, che comunque non possono essere considerati a sé stanti, in quanto anelli di una catena, che si influenzano a vicenda, e non sempre con esiti positivi.

Ciò che riguarda più direttamente il sistema Italia è certo l’area del Mediterraneo, con attori che sono ovviamente tutti i Paesi che vi si affacciano, o che abbiano con tale area rapporti di qualche tipo, in prevalenza commerciali. E’ ovvio che a seconda dell’importanza commerciale (e politica), ogni Paese ha un proprio approccio e linea programmatica da seguire.

Nonostante gli innumerevoli esempi della storia millenaria, che ha confermato più volte il ruolo egemonico dell’Italia in questo scacchiere, in virtù della posizione geopolitica, il suo peso però non è mai stato quello che dovrebbe essere. Le ragioni di questo fallimento annunciato sono molteplici, alcune prevedibili, e rimane il fatto che vi siano interessi monotematici addirittura banali, e comunque anacronistici.

Il meccanismo che dovrebbe migliorare gli obiettivi di una nazione come l’Italia, nell’area internazionale non cambiano, ma neppure ingranano. A questo punto un dubbio: la causa di questo malfunzionamento non sarà mica da cercare nei meccanismi, nemmeno tanto oscuri, di una linea politica comoda e accomodante, o comunque inscindibilmente legata ai soliti interessi commerciali a breve scadenza? Un giro di parole che, in sintesi, si riduce a tre costanti fin troppo scontate: petrolio, energia, commercio, non necessariamente in quest’ordine. Si può andare anche oltre, e ridurre le varianti a due: economia politica e politica economica, che non sono la stessa cosa.

L’ambiguità politica, le convenienze derivanti da taciti accordi e le inevitabili conseguenze, anche di modesto valore, sono specialità tutta italiana; peccato che oggi la guerra commerciale si combatte con altri metodi, cifre e volumi. Sarà per questo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è andato in Libia a incontrare il presidente turco Recep Erdogan, tutelandosi, pochi giorni prima, per ben apparire agli occhi della comunità internazionale, con una telefonata a sostegno di quegli “inderogabili diritti umani” che a Erdogan fanno venire la febbre solo a parlarne.

Nei corridoi di Palazzo Chigi, il colloquio Draghi-Erdogan è stato definito “articolato”, termine squisitamente politichese, senza approfondire i dettagli che hanno avuto come fulcro i rapporti fra Turchia e Unione Europea, il Mediterraneo (orientale e non solo), la Libia, le sfide globali e le priorità della presidenza italiana del G20.

Il premier italiano ha espresso preoccupazione per il rispetto dei diritti umani in Turchia, sistematicamente calpestati in periodiche escalation di violenza ai danni di qualsiasi forma di opposizione.

Nel corso della telefonata sono stati discussi anche rapporti bilaterali e relazioni multilaterali che, tradotto dal politichese, significa: come, dove e soprattutto quanto, lasciando nel dimenticatoio ogni forma di protesta, fra cui quella degli europarlamentari di Bruxelles di fronte all’ambasciata turca per chiedere all’Unione un drastico interventi contro le repressioni ordinate da Erdogan.

E’ ben noto che il sultano di Ankara, come alcuni altri leader (fra cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu) non si fa problemi nel fare carta straccia di ogni Risoluzione delle Nazioni Unite o dichiarazione ufficiale di qualsivoglia organismo internazionale, che vada contro i propri interessi, e su questa linea infatti, è molto probabile, se non certo, che anche la telefonata di Draghi finisca nel cestino, o peggio. Quel che è peggio, però, è che lo stesso Mario Draghi sapeva benissimo che il suo appello ai diritti umani non avrebbe trovato alcuna accoglienza nelle stanze del potere di Ankara. Il tutto si è ridotto a una “comunicazione come da protocollo” che, nella maggior parte dei casi, sono semplicemente ridicole, oltre che completamente inutili. Come inutile è la polemica sorta sul fatto che la presidente della Commissione Europea sia rimasta in piedi ad attendere che Erdogan salutasse il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, prima di essere accolta a sua volta. E’ stato solo un messaggio, sottile e diretto. Come significativo è il fatto che siano stato i vertici dell’UE a chiedere udienza a Erdogan, e a recarsi ad Ankara per discutere la gestione dei flussi migratori.

Da non trascurare il fatto che la UE ha già stanziato oltre otto miliardi di euro a beneficio della Turchia in questo campo, e che non siano stati fatti commenti su questioni altrettanto e più fondamentali, come i giacimenti di gas naturale, il commercio dai punti di sbocco al Mediterraneo da Paesi assolutisti come l’Azerbaijan, che la Turchia sostiene militarmente ed economicamente contro Armenia e Nagorno-Karabakh. E senza rispolverare questioni antiche, e tuttavia non risolte, come il riconoscimento del genocidio armeno.

A questo punto, si apre un’altra questione decisamente spinosa provocata dalle ben poco edificanti iniziative di certi parlamentari italiani in visita a Baku (capitale dell’ Azerbaijan) e ai fantasiosi quanto risibili proclami personali in aula parlamentale (ogni riferimento alla senatrice Urania Papatheu è puramente voluto). Il tutto per elemosinare qualche piccola fetta della torta caucasica.

Mario Draghi, Ursula von der Leyen, Charles Michel, e altri alti rappresentanti del mondo cosiddetto “democratico”, si sono quindi messi in fila come bravi alunni in attesa della merenda, distribuita dal severo signor maestro Erdogan, senza dare il giusto valore al fatto che alla Turchia non conviene più, come qualche anno fa, avvicinarsi se non entrare a far parte dell’Unione Europea, soprattutto se si considera l’evoluzione degli ultimi mesi e l’accordo Russia-Turchia (in Siria rivali a sostegno reciproco). Un accordo che si gioca soprattutto in Caucaso, con l’Italia che sta cercando di raccogliere qualche vantaggio, magari barattando una cooperazione di altra natura in Libia, dove la Turchia sta cercando a sua volta di garantirsi determinati volumi di forniture.

Nonostante le proteste, Draghi si è recato all’incontro di Tripoli, senza badare più di tanto alla violazione dei diritti umani in Turchia. In Libia, non a caso, Draghi ha incontrato anche Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, il nuovo premier riconosciuto, ma è difficile credere che anche in questo caso, il presidente del Consiglio italiano non sia stato informato sulla situazione dei diritti umani nel Paese nordafricano. Non è certo una colpa di Mohammed Dbeibeh se in Libia in diritti umani sono calpestati, poiché solo dal 15 marzo scorso è stato nominato primo ministro, dopo la drammatica guerra che ha visto su fronti opposti Khalifa Haftar e Fayez Al-Serraj, e per decisione di una Commissione Internazionale sostenuta dalla missione ONU in Libia (USMIL), per altro al centro di polemiche per sospetti brogli e compravendita di voti per mettere lo stesso Dbeibeh alla guida di un organismo che porti il Paese alle elezioni fissate il 21 dicembre 2021. Poco importa se la famiglia Dbeibeh, di Misurata, è intimamente legata a quella di Saif Al-Salam Al-Gheddafi, secondogenito dell’ex rais.

Senza sapere chi sarà la prossima massima autorità della Libia, o se lo stesso Dbeibeh possa essere confermato (cosa che i più danno come ben poco probabile), i governi che hanno interessi nel Paese nordafricano (Italia in primis) devono muoversi in anticipo, per garantirsi la continuità dei contratti miliardari legati alle ricchezze locali.

L’ipocrisia della diplomazia italiana è confermata poi dal fatto che il Memorandum of Understanding, formato dall’ex premier Paolo Gentiloni e dallo stesso Al-Serraj, pur profondamente criticato, è ancora in vigore, nonostante i cambiamenti avvenuti in Libia, dove ancora oggi vi sono presenze militari russe, turche, jihadiste, siriane, e le varie fazioni tribali, sullo sfondo degli enormi interessi legati all’estrazione, raffinazione e commercio del petrolio. Il rischio, sempre più reale, è che l’attuale premier libico non sia confermato alla guida del Paese, e quando avverrà, la fetta maggiore della torta nordafricana sarà quella russo-turca. L’Europa non può permettersi questo lusso.

A questo punto, riuscirà il presidente del Consiglio Mario Draghi a portare avanti quel ruolo di apripista dell’Europa, e a controbattere le mosse dell’asse Russo-Turco? Il tutto considerando anche l’arma che Erdogan ha l’opportunità di sfruttare politicamente, ovvero le migliaia di sfollati ammassati ai confini meridionali della Turchia, ai quali Erdogan potrebbe aprire le porte verso l’Europa.

Non curante di tutto questo, il presidente turco continua a sorvolare sui mutamenti sociali a livello internazionale, mentre soffoca quelli interni che non siano allineati al sogno di restaurazione dell’impero ottomano e, a tale scopo, ha approfittato di situazioni di crisi, come quella in Siria, per espandere il proprio potere. Il quadro d’insieme è quindi decisamente desolante, perché mostra come la “Ragion di Stato” sia sempre in primo piano, rispetto a tutte le altre priorità. A questo punto, se il fine giustifica i mezzi, che cosa giustifica il fine?7

VACCINI CON PLACEBO? SEMBRA DI SI

di Fabio d’Angelo

I vaccini sono in sperimentazione clinica?

Sembra di si, ma non solo, risulterebbe che Astrazeneca sia con placebo, a doppio cieco ed a singolo con Pfizer, Moderna e Janssen. Tutte le case produttrici avrebbero l’obbligo di presentare la relazione finale fra fine 2022, fine 2023 ed inizio 2024. Queste cose sono scritte nelle determine di approvazione delle sperimentazioni cliniche, rilasciate all’AIFA. Si tratta, rispettivamente, delle determine n.154 del 23 dicembre 2020 per Pfizer (C4591001), N.1 del 07 gennaio 2021 per Moderna (mRNA-1273-P301), n.18 del 31 gennaio 2021 per Astrazeneca e n. 49 del 27 aprile 2021 per Janssen (VAC31518COV3001).

Il prospetto della tabella di scadenze di presentazione e degli step clinici ed il fatto che si tratterebbe di sperimentazioni cliniche randomizzato con uso placebo in cieco per osservatore, sono trascritti sic et simpliciter, anche nelle schede tecniche dei medicinali autorizzati. L’unica eccezione e’ la scheda tecnica di Astrazeneca che menziona, solamente, il numero della sperimentazione autorizzata. Per Astrazeneca, quindi, si e’ proceduto ad una ricerca sul codice di autorizzazione n. D8110C00001, da cui e’ emerso un provvedimento di adesione del sant’Orsola di Bologna a quello studio clinico. Nel provvedimento dell’ospedale bolognese, si e’ rilevato che si tratterebbe di una sperimentazione di fase III multicentrico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo in adulti.

Allora i vaccini sono in sperimentazione e clinica?

Da quanto si legge nelle determine autorizzative e nelle relative schede tecniche sembrerebbe, quindi, che questi medicinali, siano realmente in sperimentazione e clinica randomizzato. Pertanto, alcune questioni si pongono alla nostra attenzione e riflessione. Perche’ l’AIFA nelle determine chiama medicinali, cio’ che da altre parti del sito chiama vaccini? Poi, se e’ vero che siamo in sperimentazione, perche’ la popolazione italiana  non e’ stata adeguatamente ed opportunamente informata di stare partecipando a trial clinici, attraverso comunicazioni ufficiali ed attraverso il co senso informato di ogni singolo cittadino, che ha partecipato? Si possono tenere allo scuro gli italiani su delle informazioni cosi importanti, specie se meta’ di essi sono stati forse trattati con placebo?

In conclusione si può dire che

Molti dubbi nascono, poiche’ effettivamente i segnali sono contrastanti. Infatti da un lato dovremmo essere in presenza di sperimentazioni cliniche, come si evince dai documenti ufficiali. Mentre dall’altro, tutto cio’ viene presentato come una campagna di immunizzazione di massa. La questione resta aperta.

NELLE PROSSIME ORE, PROVVEDEREMO A PUBBLICARE LE DETERMINE UFFICIALI IN FORMATO PDF, PER UN AGEVOLE ED EVENTUALE ARBITRARIA LETTURA.

L’ACQUA:FONTE DI SALUTE

di Carlo Makhloufi Donelli

L’acqua sostiene tutte le forme di vita, inclusa la vita umana. I cinesi, per scrivere la parola ” mare”, usano un ideogramma che consiste di tre parti: acqua, uomo e madre. In altre parole, per loro il mare è la madre dell’umanità.

Nonostante che l’acqua sia ovunque intorno a noi, è una delle sostanze più misteriose di questo pianeta; gli scienziati continuano scoprire dei fatti straordinari che riguardano l’acqua.

Per esempio, molte sostanze sono più leggere nel loro stato gassoso, più pesanti allo stato liquido ed assolutamente più pesanti nella forma solida. Per contro, l’acqua è più leggera nella sua forma solida che in quella liquida, e questa è la ragione per la quale il ghiaccio galleggia nell’acqua. È interessante notare che se l’acqua non avesse questa misteriosa proprietà, laghi e fiumi congelerebbero dal fondo verso la superficie durante i freddi inverni glaciali, uccidendo tutti gli esseri viventi al loro interno. Questo ci permette di apprezzare l’attenzione del Creatore nel preservare la vita, poiché l’acqua non solo ci sostiene ma si preoccupa anche di proteggerci.

Più del 70% del nostro peso corporeo è acqua; ciò significa che una persona, che mediamente pesa 70 kg., contiene quasi 50 litri d’acqua. È molto importante avere la giusta comprensione di cosa sia l’acqua e quindi bere il giusto quantitativo di acqua del tipo adeguato.

L’acqua è un potente solvente che trasporta molti ingredienti invisibili: minerali, ossigeno, nutrienti, prodotti di scarto, contaminanti, ecc. L’acqua di mare è salata poiché, nel corso di milioni di anni, ha disciolto minerali e sali dalle montagne trasportandoli giù fino agli oceani. Dentro al corpo umano il sangue (che al 90% è acqua) circola ovunque nel corpo, distribuendo nutrienti ed ossigeno e raccogliendo rifiuti biologici ed anidride carbonica, che poi trasporta fino agli organi emuntori. Se l’acqua non fosse un potente solvente non potrebbe realizzare tali funzioni.

La molecola d’acqua è H2O, ovvero due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno legati insieme. La forma della molecola d’acqua ricorda molto la faccia di Topolino; la testa è l’ossigeno e le orecchie l’idrogeno. Poiché l’ossigeno è elettricamente negativo mentre l’idrogeno è positivo la molecola d’acqua è elettricamente polarizzata, e per tale ragione non può esistere una molecola d’acqua indipendente, essa deve necessariamente combinarsi con altre molecole d’acqua per formare una struttura a 5 o 6 facce chiamata “cluster acqueo”. A basse temperature tali strutture sono normalmente esagonali, ed è questa la ragione per la quale i fiocchi di neve hanno tale forma.

In acqua distillata ed a temperatura ambiente una molecola d’acqua ogni dieci milioni è ionizzata, ed in tale condizione è suddivisa in ioni idrogeno H+ e ioni idrossido OH-. L’acqua è “neutra” quando in essa il numero di ioni idrogeno è uguale al numero di ioni idrossido. Tale numero è 10-7 volte l’intero numero delle molecole d’acqua contenute al suo interno (chiamiamo tale numero N) e definiamo tale condizione dicendo che in tal caso l’acqua ha un pH 7.

L’acqua acida ha più ioni idrogeno che ioni idrossido. Per esempio, il numero di ioni idrogeno di un’acqua avente pH 4 è 10-4 volte N, e quello degli ioni idrossido è 10-10 volte N. La legge della natura dice che gli esponenti devono sommare a 14 (4+10). Il numero di ioni idrogeno in un’acqua alcalina avente pH 9 è 10-9 volte N, mentre quello degli ioni idrossido è 10-5 volte N. È interessante notare che 10-5 è 10.000 volte più grande di 10-9, e comunque anche in questo caso 5+9 fa 14. Poiché gli esponenti debbono sommare a 14, il pH 7 è considerato neutro. Dato che il valore del pOH è 14 meno il valore del pH, tale valore non viene misurato o menzionato, poiché è noto nel momento in cui si conosce il valore del pH, e questa è la ragione per la quale esistono i pH-metri ma non i pOH-metri.

Poiché l’acqua alcalina ha un maggior numero di molecole OH- che H+, c’è un maggior quantitativo di atomi di ossigeno nell’acqua alcalina che nell’acqua neutra, e questa è la ragione per la quale l’acqua alcalina viene talvolta definita acqua di ossigeno. Di contro l’acqua acida è un’acqua povera di ossigeno. È interessante notare, anche se matematicamente banale, che vi sono approssimativamente 1025 molecole di H2O in un bicchiere contenente circa 300 cc. di acqua. Se quell’acqua ha un pH 10 conterrà circa 1021 ioni idrossido OH- e 1015 ioni idrogeno H+. Il numero degli ioni idrogeno è un milionesimo di quello degli ioni idrossido, il che è trascurabile. È tale rilevante ammontare di ioni idrossido che neutralizza gli ioni idrogeno acidi nel nostro organismo, al fine di ridurre l’accumulo di rifiuti acidi nel nostro corpo permettendoci di rallentare il processo di invecchiamento.

L’acqua è ciò che di più strano v’è nell’Universo: da quando mi occupo di ricerca scientifica ho trovato più di 60 anomalie fisiche che questo straordinario elemento dimostra di possedere:

Le anomalie dell’acqua

Anomalie di fase

L’acqua ha un punto di fusione stranamente alto.

L’acqua ha un punto di bollitura stranamente alto.

L’acqua “ solida” si presenta in una varietà di cristalli stabili e metastabili e di strutture amorfe molto più vasta di qualunque altro elemento.

La conduttività termica del ghiaccio si riduce all’aumentare della pressione.

La struttura dell’acqua “ liquida” cambia a pressioni elevate.

L’acqua “super-raffreddata” presenta due fasi ed un secondo punto critico a circa -91°C.

L’acqua “liquida” si “super-raffredda” facilmente ma solidifica con difficoltà.

L’acqua “liquida” esiste anche a temperature estremamente basse e ghiaccia riscaldandola.8

L’acqua “liquida” può essere facilmente “super-riscaldata”.

L’acqua calda ghiaccia più velocemente dell’acqua fredda (effetto Mpemba).

L’acqua calda vibra più a lungo dell’acqua fredda.

Anomalie di densita’

La densità del ghiaccio aumenta con il calore (fino ai 70K)

L’acqua si restringe fondendosi.

La pressione riduce il punto di fusione del ghiaccio.

L’acqua “liquida” ha una densità elevata che aumenta con il calore (fino a 3.984°C.)

La superficie dell’acqua è più densa dell’interno.

La pressione riduce la temperatura alla quale l’acqua raggiunge la massima densità.

C’è un limite minimo alla densità dell’acqua superfredda (fino a -48°C.)

L’acqua ha un basso coefficiente di espansione termica.

L’espansione termica dell’acqua si riduce incrementando (ovvero assumendo valori negativi) a basse temperature.

L’espansione termica dell’acqua aumenta all’aumentare della pressione.

Nell’acqua il numero delle molecole limitrofe aumenta durante il processo di fusione. Per meglio comprendere, ogni molecola d’acqua in ghiaccio esagonale dispone di quattro molecole limitrofe. Durante il processo di fusione il collassamento parziale dei legami idrogeno permette ad altre molecole non legate di avvicinarsi aumentando di fatto tale numero. Tutti gli altri elementi nella medesima condizione fanno l’esatto contrario.

Nell’acqua il numero delle molecole limitrofe aumenta all’aumentare della temperatura.

L’acqua presenta una capacità di compressione stranamente bassa.

La sua comprimibilità scende all’aumentare delle temperature (fino a 46.5°C.)

L’acqua presenta un massimo nel rapporto comprimibilità-temperatura.

Nell’acqua la velocità del suono aumenta con l’aumentare della temperatura (fino a 74°C.)

In acqua la velocità del suono presenta comunque un limite minimo (in aperto oceano lo si riscontra a circa 1.000 m. di profondità)

L’acqua presenta una seconda anomalia rispetto alla propagazione del suono, chiamata “suono veloce”. In presenza di determinate alte frequenze l’acqua si comporta come un solido vetroso più che un elemento liquido ed il suono si propaga ad una velocità prossima al doppio del normale.

Il tempo di raggiungimento dell’equilibrio degli spins (NMR spin-lattice) è breve a basse temperature.

I valori di risonanza NMR aumentano raggiungendo il massimo in acqua “superfredda”.

L’indice di rifrazione in acqua presenta il suo valore massimo appena sotto 0°C.

La variazione di volume dell’acqua nel passaggio da forma liquida a gassosa è enorme.

Anomalie materiali

Nessuna soluzione acquosa è “ideale”, ovvero non influenzata dal soluto.

D2O e T2O differiscono significativamente da H2O nelle loro proprietà fisiche.

H2O e D2O in forma liquida differiscono significativamente nei loro comportamenti di fase.

L’energia cinetica degli atomi di idrogeno dell’acqua aumenta a basse temperature.

In acqua i soluti ne variano le proprietà quali densità e viscosità.

In acqua la solubilità dei gas non-polari decresce con il diminuire della temperatura fino al minimo, per poi ricominciare ad aumentare.

La costante dielettrica dell’acqua è alta.

La costante dielettrica dell’acqua presenta una temperatura massima.

In acqua la motilità dei protoni e degli ioni idrossido è anomalmente veloce in un campo elettrico.

La conduttività elettrica dell’acqua raggiunge il massimo a circa 230°C.

In acqua le costanti di acidità degli acidi deboli si presentano a temperature minime.

In acqua la diffrazione dei raggi X presenta una struttura estremamente dettagliata.

In presenza di alta pressione le molecole d’acqua si allontanano le une dalle altre all’aumentare della stessa.

Anomalie termodinamiche

La capacità di fusione dell’acqua raggiunge il suo massimo alla temperatura di -17°C.

L’acqua liquida ha una capacità di riscaldamento specifica pari a più del doppio di quella del ghiaccio o del vapore.

La capacità di riscaldamento specifica dell’acqua è stranamente alta.

La capacità di riscaldamento specifica dell’acqua è minima a 36° C.

La capacità di riscaldamento specifica dell’acqua è massima a -45° C.

L’acqua ha una elevata temperatura di vaporizzazione.

L’acqua ha una elevata temperatura di sublimazione.

L’acqua ha una elevata entropia di vaporizzazione.

La conduttività termica dell’acqua è alta e raggiunge il suo massimo a circa 130° C.

Anomalie fisiche

L’acqua ha una viscosità stranamente alta

La sua viscosità aumenta al decrescere della temperatura.

Ma si riduce con la pressione al di sotto dei 33°C.

La diffusione diminuisce al diminuire della temperatura, ma a basse temperature aumenta all’aumentare di densità e pressione.

La diffusività termica raggiunge il valore massimo ad una pressione di 0.8 GPa (Gigapascal = 8.000 bar = 7895 atm). L’acqua ha una tensione superficiale estremamente alta. E sono certo che altre aspettano di essere scoperte, così come sono certo che dopo aver letto questo articolo guarderete l’acqua con maggior rispetto, soprattutto considerando il fatto che siete fatti per la maggior parte di acqua.

INVECCHIARE IN SALUTE: UNA SCELTA ALCALINA

di Carlo Makhloufi Donelli

Capitolo 1
Come invecchiamo

Abbiamo scoperto che man mano che invecchiamo diminuisce la presenza di bicarbonati nel nostro sangue. I bicarbonati sono sostanze tampone che il nostro corpo utilizza per cercare di mantenere il sangue ad un pH lievemente alcalino (7,365) neutralizzando le sostanze acide presenti nel corpo.
 
Gli effetti di questa diminuzione si osservano generalmente a partire dai 45 anni di età, con la comparsa dei primi sintomi di dolori, diabete, artrite, ipertensione, osteoporosi od altre patologie ancor più gravi come il cancro, e da quel momento proseguono diventando sempre più evidenti, poiché le nostre cellule producono continuamente residui acidi in forma liquida e gassosa e la minore disponibilità di bicarbonati  ne impedisce la completa neutralizzazione; a tal punto l’organismo deve difendersi convertendo tali residui in acidi solidi, ovvero colesterolo, acido urico, acidi grassi, fosfati, solfati, urati ecc. ed è facile comprendere che ciò favorisce la comparsa di calcoli, artrite, artrosi e tante altre patologie importanti che tendiamo a legare all’incedere dell’età ma che dovremmo invece legare all’aumento della acidificazione dell’organismo.
 
Dicevamo che il corpo cerca di mantenere lievemente alcalino il pH del sangue, e per far ciò l’organismo usa il calcio, prelevandolo dall’interno delle arterie, dai denti e dalle ossa. Facendo questo produce dei danni che associamo all’aumentare dell’età ma ci permette di sopravvivere. É interessante notare che le cellule sane sono normalmente neutre o leggermente alcaline mentre le cellule cancerose sono normalmente acide. Il cancro in effetti non può svilupparsi in un ambiente alcalino, e la minore disponibilità di bicarbonati che possano neutralizzare la acidificazione organica è una delle cause della formazione di processi cancerosi. Con questo non intendiamo dire che una alimentazione di tipo alcalino potrebbe curare il cancro od altre patologie derivanti dal processo di acidificazione  ma certamente potrebbe aiutare a prevenirle.
 
Se comprendiamo questo passaggio è inevitabile domandarsi “come posso realizzare una corretta prevenzione aiutando il mio corpo nella sua battaglia contro l’acidificazione?” e le prime risposte saranno quelle che quasi tutti conoscono: “ponendo attenzione alla dieta e facendo esercizio fisico”. Ma è sufficiente?
 
Capitolo 2
I CIBI
 
Alcuni di noi prestano molta attenzione alla propria dieta ma sono certo che se ponessi loro la domanda “cosa c’è negli alimenti” mi guarderebbero in modo strano e non avrei risposta.
 
Il nostro cibo è composto quasi interamente (98%) di carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. Questi elementi sono quelli che, bruciando grazie alla presenza di ossigeno, possono produrre l’energia che ci permette la vita. Purtroppo tale combustione metabolica produce residui acidi quali l’acido lattico, il colesterolo, gli acidi grassi, l’acido carbonico, gli acidi urici, nitrossidi, ammoniaca ed altri. Il restante 2% di componenti del cibo è fatto di minerali alcalini e minerali acidi quali il sodio, il calcio, il potassio, il magnesio, il ferro, lo zolfo, il cloro, lo iodio tanti altri; quindi tendiamo a definire un determinato alimento alcalino o acido in base alla sua composizione minerale predominante, non considerando che il 98% dei suoi componenti nel nostro organismo produrrà inevitabilmente residui acidi.
 
Ignorare questo fatto può indurci a scegliere di instaurare una dieta “alcalina”, ed a questo punto è facile comprendere che non ci darà alcun vantaggio e cji produrrà, per contro, degli squilibri nutrizionali, poiché il nostro corpo può, ed anzi deve, mangiare tutto ciò che la natura ci mette a disposizione, anche se con la necessaria moderazione.
 
La scienza dietetica è tremendamente complessa, tal ché è difficile trovare due dietologi assolutamente d’accordo tra loro e ciò a causa di alcuni presupposti non completamente corretti od universali, ma soprattutto a causa del fatto che nessuna dieta aggiunge bicarbonati al sangue, e neppure se ingerissimo direttamente bicarbonato di sodio riusciremmo a raggiungere tale obiettivo, dato che l’acido cloridrico contenuto nello stomaco lo scinderebbe in acqua, sale e biossido di carbonio, e l’effetto sarebbe identico a quello prodotto dall’assunzione di acido carbonico e sale.
 
Capitolo 3
L’ESERCIZIO FISICO
 
Chi pone attenzione alla propria alimentazione spesso la associa ad una adeguata attività fisica, che certamente ci aiuta a bruciare calorie ed eliminare tossicità, permettendoci inoltre di ottenere un corpo armonioso e forte. Ma, come per il cibo, anche l’attività fisica va affrontata con la giusta moderazione. Le credenze di coloro i quali si spingono ai propri limiti o ritengono che se non si prova dolore l’esercizio non serve a niente sono errate e dannose.
 
Un eccesso di attività fisica in realtà si traduce in un eccesso di produzione di acido lattico,  che è responsabile della sensazione di stanchezza ed esaurimento muscolare nonché di dolori ed in alcuni individui anche di attacchi d’asma.
 
Quando sottoponiamo la muscolatura ad un superlavoro bruciamo le nostre riserve di energia e produciamo rifiuti acidi così velocemente  che il sangue non riesce ad eliminarli del tutto, e questo favorisce il prodursi di accumuli di materiale acido che inizialmente vanno ad ostruire i vasi più piccoli, i capillari, contribuendo a rendere meno efficiente la capacità di smaltimento di tali scorie che si accumulano contaminando l’organismo. I muscoli si riscaldano mentre la circolazione periferica rallenta, quindi si raffreddano e percepiamo dolore.
 
È scientificamente provato che gli atleti che utilizzano l’acqua ionizzata alcalina difficilmente soffrono di crampi e sviluppano una maggiore resistenza.
 
Inoltre dobbiamo tenere presente che durante l’attività fisica, soprattutto se intensa, la pressione sanguigna può alzarsi. Se nell’organismo vi sono depositi di materiale acido questi possono essere messi in circolazione diffondendo in tutto il corpo il loro pH acido o addirittura ostruendo dei vasi sanguigni con le ben note conseguenze. Un pH dei liquidi organici maggiormente alcalino aiuta a prevenire che ciò accada.
 
È interessante notare che nessun esercizio fisico aggiunge bicarbonati al flusso sanguigno.
 
Capitolo 4
MA PERCHÉ PERDIAMO BICARBONATI?
 
Abbiamo appena visto ciò che accade durante l’attività fisica, e se ci rendiamo conto che questo fenomeno si verifica ogni giorno per tutta la vita sappiamo già la risposta. Ma vediamo cosa accade da un punto di vista più scientifico.
 
Il nostro corpo utilizza i c.d. tamponi alcalini ed i tamponi acidi per mantenere un pH adeguato. Il bicarbonato (HCO3-), solitamente unito ai minerali alcalini (KHCO3, NaHCO3, Ca (HCO3) o Mg (HCO3)2,  è un tampone alcalino mentre l’acido carbonico (H2CO3), che è una combinazione di acqua (H2O) e biossido di carbonio (CO2), è un tampone acido.
 
Il sangue abbiamo detto che deve mantenere un pH rigorosamente neutro (7,365 ottimale).
 
Quando l’idrossido di sodio (NaOH), che è alcalino, entra nel sangue si attiva il tampone acido per abbassare il pH troppo elevato:
 
NaOH + H2CO3 = NAHCO3 + H2O
ovvero bicarbonato di sodio e acqua
 
Viceversa, quando l’acido cloridrico (HCl), che è acido, entra nel flusso sanguigno, si attiva il tampone alcalino per alzarne il pH:
 
HCl + NaHCO3 =  NaCl + H2CO3
ovvero cloruro di sodio e acido carbonico
 
I tamponi acidi producono una reazione alcalina e quelli alcalini una reazione acida. La loro reazione dipende dagli elementi acidi o alcalini che entrano nel sangue.
 
Nel tempo gli elementi acidi si accumulano all’interno del flusso sanguigno. Il sangue cercherà di eliminarli completamente espellendo la CO2 proveniente da H2CO3 ed utilizzando i reni. Ma ce la farà senza che gli diamo un aiuto?
 
Il nostro attuale stile di vita, fatto di diete inadeguate, di un ambiente inquinato, di attività stressanti perché svolte in una società sempre più competitiva è in grado di creare grandi quantità di sostanze acide che ci inquinano pesantemente. Basti pensare al devastante consumo di bibite carbonate, acqua compresa, e tale consumo è in costante aumento. Il nostro corpo fa sempre più fatica ad eliminare l’anidride carbonica e noi ce la reimmettiamo bevendola. È un comportamento tipicamente umano, e se così non fosse nessuno fumerebbe.
 
Buona parte del nostro processo di invecchiamento, o perlomeno della sua qualità, è determinato dalla presenza, o mancanza, di sostanze alcaline nel nostro organismo, e le diete e l’attività fisica non bastano a mantenerle.
 
Capitolo 5
COSA FARE?
 
La soluzione è semplice come bere un bicchier d’acqua. Anzi, è proprio bere un bicchiere d’acqua! Ma non un’acqua qualsiasi, bensì un’acqua con precise caratteristiche ed un adeguato pH alcalino.
 
Gli ionizzatori d’acqua vengono prodotti in Giappone e Corea del Sud da più di mezzo secolo ed è da più di mezzo secolo che giapponesi e coreani bevono acqua alcalina ionizzata. Nonostante gli innumerevoli studi scientifici realizzati in quei Paesi su questo tipo di acqua il mondo occidentale continua ad ignorarne i benefici.
 
Ovviamente le industrie farmaceutiche non vedono di buon occhio la possibilità di prevenire alcune patologie attraverso l’acqua, dato che questo non fa loro guadagnare denaro.
 
Fortunatamente alcuni terapeuti, in particolar modo quelli olistici quali naturopati e omeopati per esempio, ma anche alcuni medici generici cominciano ad apprezzare e riconoscere le qualità di quest’acqua speciale. Tuttavia costoro hanno una straordinaria preparazione medica ma che non gli consente di comprendere le funzioni chimiche delle sostanze alcaline all’interno del nostro organismo, e credono addirittura che gli acidi contenuti nello stomaco possono distruggere l’alcalinità.
 
Bevendo acqua alcalina con un elevato pH, all’interno dello stomaco il pH si alza in misura tale da indurre lo stomaco a introdursi acido cloridrico.
 
Il processo chimico grazie al quale si ottiene l’acido cloridrico è:
 
H2O + CO2 + NaCl = HCl + NaHCO3
ovvero acido cloridrico più bicarbonato di sodio
 
L’acido cloridrico va nello stomaco e il bicarbonato dove va? Nel sangue!
 
La prima legge della termodinamica afferma che nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Quindi lo stomaco nel momento in cui produce sostanze acide contemporaneamente produce anche sostanze alcaline.
 
Se beviamo tanta acqua alcalina produciamo tanto acido cloridrico quindi avremo tanti bicarbonati nel sangue; più è alto il pH dell’acqua più acido cloridrico e bicarbonati verranno prodotti.
 
Nel mondo esistono numerosi produttori di ionizzatori di acqua alcalina, che ovviamente dichiarano che le loro macchine sono le migliori perché raggiungono un ORP più elevato (potenziale di ossidoriduzione) oppure perché realizzano strutture molecolari di minore dimensione oppure perché dispongono di elettrodi con un maggior numero di piastre,  ma in realtà la caratteristica fondamentale è quella di essere in grado di raggiungere un pH molto elevato.
 
Molti sintomi rappresentano malattie che il mondo medico non è ancora riuscito a comprendere da dove arrivino. Sono pressoché certo che la acidificazione dell’organismo sia la principale causa di tali patologie. Ciò nonostante, non mi ritengo autorizzato a consigliare l’uso dell’acqua alcalina ionizzata in forza di ricerca scientifica comprovante, e non sono ancora riuscito a convincere nessun medico e nessuna università a compiere tale ricerca. Dispongo soltanto di alcuni risultati ottenuti dai ricercatori giapponesi coreani e russi non che della mia personale e diretta esperienza.
 
Mi rendo anche conto che alcune persone,  che hanno mente aperta e positiva e buon senso, stanno avvalendosi di queste indicazioni mentre altre stanno sprecando la loro vita e la loro salute aspettando i risultati dei test clinici e questo mi dispiace.
 
Capitolo 6
ALTRE INFORMAZIONI CORRELATE
 
6.1 INQUINAMENTO
 
Il nostro organismo è composto da circa 67 trilioni di cellule che mediamente vivono per circa 3 settimane,  dopodiché il codice genetico in esse contenuto (DNA) si divide in due metà, ognuna delle quali va la ricerca di proteine ed enzimi per duplicarsi ed in tal modo una cellula si suddivide in altre due cellule identiche.
 
Dato che praticamente pressoché tutte le cellule si duplicano noi dovremmo aumentare la nostra massa di 67 trilioni di cellule ogni 3 settimane. Ma siccome noi continuiamo ad avere 67 trilioni di cellule evidentemente la metà delle nuove nate viene eliminata mentre l’altra rimane e prende il loro posto.
 
Quali rimangono e quali vengono eliminate? Secondo la prima elementare legge di natura sopravvive il più forte, quindi saranno quelle più forti e sane che rimangono mentre le cellule deboli, malate, inquinate, infette o morte verranno eliminate. Questo è il modo che la natura ha escogitato in milioni di anni per difenderci dalle aggressioni di un mondo sempre più contaminante.
 
Poiché metà dei 67 trilioni di cellule che compongono il nostro organismo vengono eliminate ogni 3 settimane, possiamo agevolmente calcolare che ogni secondo perdiamo quasi 40 milioni di cellule senza nemmeno accorgercene. Ognuna di queste cellule, che pesa circa un miliardesimo di grammo, si trasforma in un rifiuto acido dello stesso peso che deve essere neutralizzato immediatamente. Per fare ciò è necessario disporre di un adeguato tampone alcalino e se ne disporremo in misura sufficiente manterremo una condizione di buona salute, in caso contrario con il tempo ci ammaleremo.
 
6.2 IL SISTEMA IMMUNITARIO
 
Ovviamente le malattie infettive non sono causate dall’ambiente acido, ma è Sl’ambiente acido che ne favorisce l’attecchimento.
 
Quando agenti estranei invadono il nostro organismo inizia una vera e propria battaglia, poiché quest’ultimo utilizza i globuli bianchi per combattere gli intrusi ed eliminarli. Per fare ciò i globuli bianchi eliminano le cellule contaminate ed infette che si trasformano in residui acidi. E siamo daccapo.
 
6.3 IL CICLO DELLA VITA: LA GRAVIDANZA
 
Quando una donna rimane incinta perde una quantità infinita di minerali alcalini cedendoli al feto. Il feto rimane nella placenta per nove mesi e durante questo periodo riceve i nutrienti attraverso il cordone ombelicale.
 
Il feto metabolizza tali nutrienti per crescere e sviluppare la propria struttura, e facendo questo produce rifiuti acidi. Ma i vasi sanguigni del feto non sono collegati a quelli della madre, quindi il feto non può espellere i rifiuti acidi attraverso le urine materne. Deve eliminarli riversandoli nella placenta dove rimarranno fino alla rottura delle acque. Per evitare che il feto debba viver9e in un ambiente tremendamente inquinato da sé stesso la madre, nella prima parte della gravidanza, riversa nella placenta una grande quantità di materiale alcalino rendendo se stessa acida. La scienza medica giapponese ritiene che questa sia la causa delle nausee mattutine.
 
Quindi la gravidanza potrebbe essere la principale causa della successiva osteoporosi, patologia tipicamente femminile. Probabilmente donne che disponessero di un adeguato quantitativo di materiale alcalino non proverebbero nausee mattutine e non predisporrebbero il proprio organismo a soffrire di osteoporosi.
 
Capitolo 7
CONCLUSIONI
 
Appena cominciamo a perdere bicarbonati nel sangue, cioè verso i 45 anni, cominciamo fisiologicamente ad invecchiare.
 
Considerato il diretto rapporto di causa ed effetto mi sento sufficientemente convinto del fatto che per rallentare il processo di invecchiamento e migliorarne la qualità potrebbe essere utile integrare con sostanze alcaline nel corso dell’intera vita.
 
Purtroppo la nostra salute e qualità di vita è influenzata non solo dall’ambiente che ci circonda ma anche da pesantissimi interessi economici.
 
Talune industrie che producono molto denaro e dovrebbero occuparsi del nostro benessere in realtà non hanno interesse a mantenerci in buona salute perché se stiamo bene noi stanno male loro.
 
La diffusione della conoscenza, anche grazie ad internet, ci presenta quotidianamente ogni tipo di informazioni, alcune corrette, altre completamente sbagliate.
 
Per comprendere cosa possa essere corretto ed avere un senso e cosa invece no, è necessario disporre di saggezza e la saggezza è una qualità che attribuiamo a Dio.
 
Possa Dio illuminarvi e darvi la saggezza necessaria a comprendere ed usare le informazioni che ho umilmente esposto a vostro beneficio.

I VACCINATI NON POTRANNO VOLARE?

di Tiziana de Felice

Le compagnie aeree hanno lavorato diligentemente con i governi e il team internazionale della dittatura della corona per promuovere il passaporto delle vaccinazioni con lo slogan “no jab, no fly”. E questo ha funzionato, perché i buoni cittadini timorosi e creduloni, si sono lasciati presto abusare come cavie “solo per andare in vacanza”. Si potrebbe dire un metodo collaudato con bastone e carota.. ma c’è stato un intoppo….


Le compagnie aeree stanno attualmente discutendo i clienti vaccinati e il rischio a grandezza naturale che hanno di coaguli di sangue, a causa del siero di m-RNA sperimentale. La politica ha detto che le persone con un aumentato rischio di coagulazione e del sangue, dovrebbero volare solo sotto stretta supervisione. Si raccomanda che queste persone,preferibilmente, non volino a meno che non si tratti di una situazione pericolosa per la vita.


Ad una certa altitudine hai un rischio maggiore di complicazioni, ictus, trombosi o infarto se ne sei (più) sensibile. Ora abbiamo informazioni che confermano che chiunque riceva l’iniezione (indipendentemente dalla marca) ha problemi di coagulazione e sanguinamento come una delle reazioni principali. Queste risposte sono tutte simili alle restrizioni esistenti in quest’area.
Le compagnie aeree stanno ora discutendo la loro responsabilità e cosa fare con i vaccinati, poiché non sono autorizzati a volare in quanto questo è un rischio per la salute. Queste discussioni sono appena iniziate, ma sembra che a chiunque sia vaccinato, non dovrebbe essere permesso di volare. D’altra parte, i non vaccinati possono entrare tranquillamente.


Le compagnie aeree, quindi, si sentono molto in causa da questo stato di cose. Il loro mercato per i voli d’affari e di vacanza si sta riducendo notevolmente con questo evento. Questa grande perdita – dopo le debacle del blocco – è stata creata da qualcun altro. Quella persona è anche responsabile della violazione dei diritti umani, della violazione del codice di Norimberga e della distruzione dell’economia.


Se le compagnie aeree vogliono sopravvivere, dovranno intraprendere un’azione legale contro coloro che glielo hanno imposto. Ciò significa che nomineranno persone e organizzazioni e le riterranno responsabili dell’enorme danno che è stato e sarà causato dalle loro azioni

Tanto perchè vi togliate alcune illusioni….

ZITTI E BUONI

Parabola canora di una società allo stremo

di Luca Scavone

Per molti di noi tanti sballottamenti in questi 14 mesi. Non citerò statistiche di sorta: contra factum non valet argumentum. Che tutto per noi, da marzo 2020, sia cambiato è palese anche al bullone dei bus stracolmi.

Scrivo questa sorta di resoconto personale, ma non troppo, a seguito della vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest, con il loro ‘Zitti e Buoni’. Mi hanno ispirato, per così dire.

Quello che ho vissuto in questo biennio è stato un andirivieni di varia umanità e vario imbarbarimento, come specializzazione necessaria (menomale!), nel mio lavoro.

In piena pandemia son passato da un sipario semiaperto – con un bella gavetta precedente e da prospettarsi ancora – sul piccolo schermo, per giungere alla vita del cameriere poliglotta, ex studioso di Canto Lirico cantante per gli avventori stranieri, nella Roma ‘semi-ristretta’ dell’estate del 2020.

I miei Trent’anni vissuti tra il periglio delle onde di qualcosa più grande di me.

Adesso, nondimeno, dei ventenni hanno dato voce a quanto sento di dire a chi ancora vuol ostinarsi a far orecchie da mercante: ‘zitti e buoni’.

Qui, nella vita comune di chi in 14 mesi si è reinventato 3 volte, minimo (!), non c’è spazio per rivendicazioni inutili, bensì di costruzione senza parole vane al vento.

Il fatto che abbiano vinto quattro ragazzi con un rock in pieno stile di cinquant’anni addietro mi fa sperare.

C’è voglia di vero, al di là delle parole inutili dei sempre soliti discorsi mal riflessi, sia giornalistici, sia musicali, sia economici.

Io adesso sono un copy per una azienda di mobilieri. Pre-pandemia ero blogger e facevo capolino in TV. Pochi mesi a seguito del mio compleanno, eccomi in casa, come tutti, senza smartworking e stipendio assicurato (con annesse lamentele per il troppo lavoro agile da remoto – magari l’avessi avuto io! ).

La mia dignità e le mie belle speranze, uguali a quelle di tutti i miei coetanei, sparite, evacuate come qualcosa di nocivo, senza un barlume di progettualità, che è necessaria, voglio sottolineare, anche in tempo di crisi e ‘guerra’.

Non sto lamentandomi. Si lamenta virilmente chi, con la voce, ha vinto Sanremo 2021 prima e l’Eurovision poi: ‘Zitti e Buoni’. A noi, poveri ‘popolani’ (vittime, a detta di alcuni, di populismo), volevan dirlo da tutto l’etere; loro, i Måneskin, l’han detto, a nome dell’interezza del popolo non populista, a tutto l’antico continente, che propinava quel ‘taci’ men che lirico.

Adesso le nostre vite riprendono corso, ma questioni affiorano ancor più pulsanti nella mia voglia di logicità sui fatti, i quali,  con loro fenomenologia,‘si danno’ crudi all’intelletto di chi li vuol vedere. Alcune cose forse avrebbero dovuto essere lette dapprincipio diversamente?

Il periglio poteva essere meno procelloso. Evito la parola affettata e dico scarno: le metodologie e le scelte tenute sono state le più logiche e inerenti ai fatti?

La sofferenza di chi ha dovuto barcamenarsi tra sussidi e mancanza di lavoro, come anche lontananza dagli affetti, potevano evitarsi?questioniamoci

La questione è aperta e questo articolo non vuol dire altro che ciò: questioniamoci. Davvero. Con rigor di intelletto e doverosa logicità. ‘Zitti e buoni’: che parlino i fatti e la loro insita logicità, senza orpelli argomentativi inutili e devianti.

Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno dovuto cambiar vita o ancora non riescono a uscire dall’impasse di questi 14 mesi.

‘Contra factum non valet argumentum’

DELLE CURE E DELLE PENE

di Tiziana De Felice

Correva l’anno 1986 e in un aprile luminoso sposai un “ uomo” a cui giurai di essere fedele, nella buona e nella cattiva sorte e, come recita il copione, finché morte ci separasse. Si chiamava IPPOCRATE . Da quel giorno, come in ogni matrimonio che si rispetti ci son state crisi, conflitti e  riappacificazioni ma oggi, dopo 35 anni, mi sento di poter dire che il sodalizio è più che mai forte e indissolubile.

In questo periodo terribile, più che mai, ho dovuto attingere a questo giuramento e a tutto quel che comporta, per non lasciarmi travolgere dal mare in tempesta dei vari protocolli e delle direttive ministeriali, che mi avrebbero obbligato ad una infedeltà imperdonabile.

Il malefico COVID19 di cui è stato detto tutto e il suo contrario, mi (ci) aveva messo, al suo esordio fra la popolazione, in una situazione di iniziale sbandamento, perché nessuno di noi sanitari riusciva a capirne la potenziale patogeneticità e come si comportasse dentro all’organismo.

Le famose autopsie negate o comunque fortemente sconsigliate ( e già qui eravamo in una nebulosa di difficile comprensione, perché quando mai si era evitato di eseguire autopsie in una patologia sconosciuta? ), neanche con Ebola e dopo Chernobyl erano state bypassate, quando davvero i poveri deceduti, avrebbero potuto creare guai ai medici. Quindi, come fare a capire che cosa stesse realmente succedendo? L’ipotesi iniziale più accreditata, ancorchè non documentata, era stata quella della POLMONITE INTERSTIZIALE che, in un fiato, portava ad un aggravamento irreversibile e al decesso, passando attraverso la famigerata “intubazione” gli sfortunati pazienti.

A tanti di noi questa cosa non tornava, vuoi per l’eccessiva rapidità dell’evoluzione, vuoi per l’apparente inutilità delle buone pratiche rianimatorie (per noi anestesisti, collegare un paz ad un Ventilatore automatico ha sempre voluto dire salvare vite). Come mai tutto questo non accadeva? Qualche voce autorevole si era già levata per dissentire da una diagnosi che appariva quantomeno parziale e non esplicativa, tipo quella del prof Spagnolo, eccellenza della cardiochirurgia italiana ed esperto di Embolia polmonare. Infatti dopo che queste sono state eseguite, è venuto fuori che non di polmoniti si trattasse, bensì di Microtromboembolie polmonari che vanificavano il supporto ventilatorio impedendo, in ogni caso, il passaggio ed il trasporto di ossigeno ad altri organi nobili, ed in tutto il circolo sanguigno.

Sembrava l’uovo di Colombo. Anche se eravamo già a maggio inoltrato e si erano contati fin troppi morti, l’avere chiara una diagnosi portava come logica conseguenza, avere una terapia giusta da poter applicare. Niente da fare. Dal Ministero della Salute nonché dall’ISS e dall’Aifa, sue degne ancelle, continuava ad essere emanato un protocollo surreale. Il famigerato TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA“. Ma vigile attesa di che? Del fatale aggravarsi di poveri pazienti abbandonati al domicilio con un farmaco inutile e con medici latitanti, stretti fra la paura del contagio e le direttive ministeriali. A tanti di noi questa cosa non piaceva, e abbiamo cominciato a batterci perché ci fosse riconosciuto il diritto- dovere di curare i pazienti, come avevamo sempre fatto in scienza e coscienza, basandoci sui sintomi, piuttosto che su un’ ipotesi diagnostica limitata e limitante, spesso fuorviante come quella del “tampone”.

E’ cominciata così una guerra senza esclusione di colpi fra chi, ci voleva impedire di usare farmaci che ogni medico con un minimo di esperienza clinica conosce ed usa da anni, colleghi che pavidi delle conseguenze medico-legali si sono adattati, e uno zoccolo duro di chi ha continuato ad operare come aveva sempre fatto, durante gli anni “normali”.

Sono stati demonizzati farmaci come l’ Idrossiclorochina, adducendo e ventilando rischi cardiovascolari mortali con il famoso letale allungamento del Q-T, dimenticando, (volutamente?), la grandissima quantità di persone che ne fanno uso per decenni in tutto il mondo, per patologie di carattere reumatologico, senza incorrere in nessun evento avverso e ignorando (volutamente?) che il rischio di tale molecola è legato indissolubilmente  al dosaggio e al tempo relativo (in base a tale dosaggio per fenomeni di accumulo).

E’ stato demonizzato il Cortisone (poi riabilitato nel luglio 2020 dall’Università di Oxford) altro presidio usato (ed anche abusato) da sempre per le patologie più disparate (Reumatologiche e Broncopolmonari). Continuavano a succedere cose strane a cui una larga fetta di medici si è apertamente ribellata per riacquisire il senso della propria professione. In buona sostanza, ora avevamo chiaro tutto il meccanismo patogenetico, di conseguenza sapevamo come muoverci, e l’abbiam fatto.  Mi sono ritrovata, pur non essendo un MMG, a curare persone un po’ in tutto il territorio, che mi hanno contattata nei modi più impensati. All’inizio amici, parenti, poi amici di parenti, poi perfetti sconosciuti che sui social e per altre vie chiedevano aiuto sentendosi abbandonati. Quindi, un po’ di persona o con anamnesi, e informazioni raccolte via web, sono riuscita ad evitare, credo, almeno una cinquantina di ricoveri impropri (ed io sono solo un granello di questa moltitudine di bravi colleghi). E’ bastato bandire l’inutile “Paracetamolo” (che oltre a non essere un antinfiammatorio, abbatte le riserve di Glutatione, nostro prezioso alleato come antiossidante) e iniziare  a somministrare nei casi più semplici o, in persone giovani e fondamentalmente sane, dei logici antinfiammatori (anti COX 1 e anti COX 2 come l’Aspirina, il Nimesulide, il Celecoxib), l’Idrossiclorochina appunto (riabilitata ma sub judice nel novembre 2020) l’Azitromicina (un antibiotico  della classe dei Macrolidi che rende più difficile l’ingresso del virus  nelle cellule dell’epitelio polmonare) ed in casi più gravi o in pazienti con comorbilità importanti, l’Eparina e/o il Cortisone.

Va da sé che tutto questo “parco” farmaci, debba essere assunto e somministrato sotto la sorveglianza di un sanitario, disincentivando assolutamente il fai-da-te. Ma in questo modo, abbiamo messo insieme un’ampia casistica di pazienti che sono stati curati benissimo presso il proprio domicilio, senza o con pochissimi eventi avversi, occorsi solo a coloro che presentavano grossi fattori di rischio preesistenti(oncologici in primis). Tutto cio’, senza impattare in alcun modo sul nostro boccheggiante SSN. Ci siamo resi conto che, alla fine, questa “entità” impalpabile e malefica altro non provocava, per il 98%, una patologia molto simile alle influenze degli anni passati (anche loro gravate di un consistente numero di morti) e che ben trattata al suo esordio, portava a guarigione la quasi totalità dei pazienti. Parole d’ordine quindi: TERAPIA PRECOCE E SINTOMATICA (da sostituire all’altra), e gli ospedali si svuotano. Ultimo ma non ultimo per importanza, un argomento a cui è stata data (colpevolmente) una scarsissima attenzione, trattato come la Cenerentola della medicina, laddove avrebbe dovuto essere il Principe di questo brutto dramma: LA VALORIZZAZIONE DEL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO che, oltre ad essere validissimo nel proteggerci da una innumerevole schiera di microorganismi, ci mette in condizioni di reagire con prontezza in caso di attacco eventuale. E LUI, non pretende molto per offrire i suoi servigi. Uno stile di vita ad hoc, alimentazione sana, movimento, armonia intorno a noi, pensieri positivi e consapevoli. C’est suffice.

COS’E’ la BI-ACC (BIOIMPEDENZIOMETRIA-ANALISI COMPOSIZIONE CORPOREA)

di Marco Lehnus

La BI-ACC è un esame non invasivo, che viene condotto dal medico, mediante l’utilizzo di “elettrodi rilevatori” posti sulla cute del paziente (mano destra e piede destro), in grado di rilevare la capacita’ della nostra cute a trattenere il passaggio di una debolissima quantità di corrente. Una buona a trattenere (resistenza), è indice di un buon stato di salute.

E…se mettessimo le dita in una presa di corrente?

Non equivarrebbe ad eseguire una BI-ACC ! Innanzitutto perché la quantità di scarica elettrica subita, sarebbe eccessiva, oltre che pericolosa e secondariamente, perché ciò non fornirebbe alcun dato clinico !

Di contro, la BI-ACC fornisce un’ ampia quantità di dati, estremamente utili per comprendere  in quale situazione di eventuale alterata fisiologia il nostro corpo si trovi in quel momento.

Cosa valuta la BI-ACC?

La Bi-ACC, fa un’analisi particolareggiata della composizione corporea, ovvero dei molti elementi che compongono e fanno funzionare in armonia   – ovvero in fisiologia –   il nostro organismo. La “composizione corporea “ ,  quando alterata in una o più delle sue componenti, determina inevitabilmente la comparsa dei cosiddetti MUS (Medically Unexplained Symptons)  ovvero  sintomi medicalmente non spiegabili,  di cui più sotto viene data una spiegazione di approfondimento.

Principali parametri esplorati dalla BI-ACC

– Il funzionamento della cellula e della sua membrana di rivestimento. La cellula è unita’ fondamentale del nostro sistema vivente!

– Lo spazio extracellulare (o matrice), estremamente importante in quanto rappresenta la “via di comunicazione di informazioni e di trasporto di sostanze” (ormoni, mediatori chimici, neurotrasmettitori, …) con la quale tutte le cellule del nostro organismo devono necessariamente avere a che fare. Non a caso, lo spazio extracellulare o matrice, viene anche chiamato “sostanza fondamentale”!

– La percentuale di acqua presente nelle cellule e quella presente nello spazio extracellulare.  Serve a comprendere se la persona in esame è disidratata e, di conseguenza infiammata (ricordiamo che l’infiammazione e’ la base di impianto di moltissime malattie, anche molto serie come i tumori)

-Il rapporto percentuale fra le masse, ovvero, fra la quantità di massa grassa e di massa magra (muscoli, ossa, cervello, cuore, rene, fegato, pancreas e matrice).  L’alterazione di questo rapporto, avvia nel tempo la comparsa di malattie.

La distribuzione degli elettroliti (sodio, potassio, magnesio, calcio…) dentro la cellula e al di fuori di essa (acqua intra ed extracellulare).

La quantità di proteine presenti nell’organismo e la densità del tessuto osseo (da molti conosciuta come Moc o densiometria ossea).

– Lo stato di energia in cui si trova il paziente in esame (in particolare esplorando il cosiddetto “asse dello stress” (rappresentato da:  ipotalamo-ipofisi-tiroide-surrene-testicoli/ovaie)

I molti parametri e le correlazioni che l’esame BI-ACC consente di approfondire ulteriormente, non trovano agevole spiegazione in questa brochure, pertanto si rimanda all’incontro con il medico!                                                      

Passiamo ora alla comprensione dei MUS che costituiscono un concetto di assoluta importanza, molto spesso non preso nella dovuta considerazione da medico e paziente, per mancanza delle specifiche conoscenze in questa materia da parte del medico e per esiguità dei sintomi avvertiti da parte del paziente.

MUS

Medically Unexplained Symptoms (Sintomi medimecalmente non spiegabili)

I sintomi di seguito elencati, sono l’espressione diretta e chiara dell’ avvenuta

ALTERAZIONE DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA

E’ sufficiente la presenza di un in elenco per poter già iniziare a parlare di alterazione della composizione corporea

Sintomi

SINTOMI VAGHI E ASPECIFICI (MUS)

  • Stanchezza o affaticamento persistente non ristorati dal sonno
  • Disturbi del tono dell’umore
  • Soffre da tempo di insonnia persistente o risvegli notturni
  • Soffre da tempo di sonnolenza durante la giornata
  • Si sente da tempo un soggetto ansioso
  • Si sente da tempo apatico
  • Soffre di attacchi di panico
  • Percepisce a riposo alterazioni del battito cardiaco (aritmie, tachicardie)
  • Ha notato da tempo modificazione dell’appetito (fame eccessiva o mancanza di appetito)
  • Soffre di attacchi di fame notturni
  • Acidità, dolori alla bocca dello stomaco, nausea o senso di pienezza dopo i pasti (soprattutto dopo ogni assunzione di cibo)
  • Stitichezza periodica
  • Colon irritabile e/o  alvo alterno
  • Mani e piedi spesso freddi
  • Si sveglia spesso di cattivo umore
  • Soffre di alterazione della sudorazione durante il sonno  
  • Prova di frequente un senso di colpa ingiustificato
  • Incontra difficoltà nel provare piacere in seguito a fatti positivi
  • Ha riscontrato una decisa perdita di peso negli ultimi mesi
  • Quando si sveglia al mattino percepisce assenza dello stimolo della fame    
  • Ha mai seguito diete restrittive

SINTOMI COGNITIVI

(per test ANS e PPG)

-Ha da tempo problemi di memoria

-Ha da tempo difficoltà a concentrarsi- Ha notato una scarsa capacità di giudizio

-Vede da tempo tutto negativo

-Ha pensieri che ricorrono costantemente

-E’ da tempo in uno stato di costante preoccupazione

SINTOMI FISICI

-Soffre da tempo di nausee o vertigini

-Ha da tempo dolori persistenti

-Ha raffreddori frequenti

SINTOMI EMOZIONALI

-Percepisce da tempo stati di irritabilità o irascibilità

-Percepisce da tempo stati di agitazione e/o incapacità a rilassarsi

-Si sente da tempo persona sopraffatta

-Percepisce da tempo uno stato di solitudine e/o isolamento

-Percepisce da tempo uno stato di malinconia e/o infelicità generale

SINTOMI COMPORTAMENTALI

-Dorme troppo o troppo poco

-Ha la tendenza ad isolarsi dagli altri

-Ha la tendenza a procrastinare o trascurare le proprie responsabilità

-Fa uso di sigarette, bevande o cibi per rilassarsi

-Ha sviluppato da tempo abitudini nervose (es. : mangiarsi le unghie o altro)

-Cosa fare in caso di SOVRAPPESO e/o presenza dei MUS: valutazione dietologica ?

approfondire il problema sotto il profilo neuro-endocrino con il medico esperto di nutrizionismo clinico,  in grado di eseguire la BI-ACC  (analisi della composizione corporea) ?

Gli elementi fin qui esposti, dovrebbero agevolare la comprensione sulla differenza che intercorre tra un approccio dietologico ad un dato problema e l’approccio allo stesso problema secondo la ricerca dell’alterata fisiologia neuro-endocrina, che ha dato origine a cascata alla comparsa di varie problematiche che disturbano la persona interessata. Il medico-nutrizionista attraverso l’analisi della Composizione Corporea, (Biacc), ricerca ed individua gli elementi che hanno causato l’alterazione della fisiologia portando l’organismo in patologia neuroendocrina con comparsa di molti segni e sintomi (MUS) specifici.

L’ approccio della dietologia, soffre un po’ della sua oramai lunga vita, vissuta sotto ogni forma di dieta e privazione ed ancora prevalentemente circoscritto al problema del sovrappeso come tale, anche quando correlato a malattie già in atto quali ipertensione, malattie cardiache, vascolari e metaboliche.

Elementi comuni di valutazione per il medico dietologo e per il medico nutrizionista sono la visita medica, gli esami del sangue, eventuali accertamenti cardiologici, unitamente ad alcuni dati antropometrici (peso, altezza, sesso, massa magra, massa grassa e acqua totale) del soggetto in esame.

La valutazione del medico nutrizionista, partendo da alcuni dei punti di cui sopra, si avvale, come detto, dell’ analisi della composizione corporea (BI-ACC), imprescindibile per allargare il proprio orizzonte di informazioni concernenti :

-la cellula

-la condizione della membrana cellulare (che avvolge la cellula)

-l’ambiente extracellulare

-le masse (magra e grassa)

-l’acqua intra ed extracellulare

-lo stato dell’ asse dello stress (asse ipotalamo-ipofisi-tiroide-gonadi-surrene), noto anche come asse HPA

Sono questi gli elementi che, in caso di alterazione nella loro composizione e conseguente funzione, daranno l’ inevitabile avvio alla comparsa di sintomi (MUS), sopra evidenziati.

COME SI CURANO I SINTOMI?

Individuati i MUS, questi non si curano con i farmaci, come abitualmente accadrebbe con la medicina classica. L’unica cura è rappresentata dal à ripristino della composizione corporea, attraverso l’assunzione, di cibi adatti al nostro organismo, nel rispetto cronologico dei nostri ritmi biologici. In associazione al cibo, possono essere consigliati integratori di elettroliti e albumina.

Di quali elementi tenere conto nella scelta del cibo? Due sono gli elementi fondamentali di cui occuparsi:

-riferimento alle fasi di attività del sistema nervoso autonomo (SIMPATICO E PARASIMPATICO), ovvero i nostri ritmi cronobiologici

-Assunzione di cibo adatto all’ora nella quale è attivo il simpatico o il parasimpatico.

-Il protrarsi di errori concernenti l’assunzione di cibi non adatti al ritmo biologico “simpatico/ parasimpatico”, come pure la scarsa assunzione di acqua giornaliera e la riduzione delle ore di sonno serale e notturno,  sono gli elementi di fondo per l’ alterazione della composizione corporea con successiva ed inevitabile comparsa dei MUS.

E dopo aver preso atto, seppur in breve sintesi, degli aspetti dei quali la medicina classica ufficiale non tiene conto e non dice, si può concludere che :

nell’ inscindibile binomio mente-corpo dell’essere umano, l’analisi della composizione corporea (BI-ACC), si inserisce nel contesto della ricerca delle molteplici ragioni che determinano la perdita dello stato di fisiologia neuro-endocrina, che vede nella infiammazione il “primum movens” e nei conseguenti MUS, quei segnali chiari che, se trascurati (ahime’ ancora troppo spesso), diverranno la porta diretta d’accesso alle patologie conclamate!

-Alterazione composizione corporea

-Infiammazione

-Mus

-Malattia…

                                                             

La Fisica Quantistica moderna ed il campo della coscienza

di Carlo Makhloufi Donelli

​La fisica quantistica moderna (la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica), la neuroimmunologia (la scienza che studia contemporaneamente i due apparati nervoso ed immunitario per valutarne le reciproche interazioni, in condizioni normali e patologiche. Il sistema nervoso infatti parla al sistema immunitario tramite il sistema endocrino; il sistema immunitario comunica col sistema nervoso attraverso le molecole infiammatorie) e la biologia molecolare (la branca della biologia che studia gli esseri viventi a livello dei meccanismi molecolari alla base della loro fisiologia, concentrandosi in particolare sulle interazioni tra le macromolecole, ovvero proteine e acidi nucleici [DNA e RNA]) dicono che siamo noi che creiamo la nostra realtà, e quindi abbiamo una grande responsabilità verso il mondo in cui viviamo, dato che dipende da noi il modo in cui lo percepiamo ed il modo in cui il mondo si comporta verso di noi.

In effetti tale affermazione è un ottimo modo di descrivere e comprendere la meccanica delle nostre interazioni, ma in ultima analisi per una comprensione ancor più approfondita si dovrebbe prendere in esame la fisica della coscienza (la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino).

Oggi è lecito porsi questa domanda: cos’è la coscienza? Da dove viene, qual è la sua origine, quali sono i limiti del potenziale umano? Personalmente ritengo che disponiamo del sufficiente materiale necessario per rispondere a queste domande, anche se le risposte da un punto di vista epistemologico fatalmente non potranno avere un preciso consenso totale da parte della c.d. comunità scientifica.

Ma con la tecnologia all’avanguardia, con la scoperta del campo unificato, ovvero il cosiddetto campo della superstringa, siamo in grado di capire che la vita è fondamentalmente basata sull’unità. Il campo unificato riunisce le 4 forze fondamentali, la forza nucleare debole, la forza nucleare forte, l’elettromagnetismo e la gravità, ed è al suo interno che si creano le basi dell’esistenza, ed al suo interno noi non siamo più entità individuali ma punti focali di intelligenza collettiva.

Alla base della diversità della vita c’è unità.

Alla base, tu ed io non siamo più due, ma siamo uno. E questa unità, nelle fondamenta di mente e materia, è la coscienza, una coscienza universale. La coscienza non è creata dal cervello, non è semplicemente il risultato di reazioni molecolari e processi chimici nel cervello, ma è il nucleo essenziale della natura, quello che chiamiamo campo unificato.

Ora che abbiamo questa comprensione fondamentale di quello che è la coscienza, possiamo meglio comprendere la relazione mente-corpo. Possiamo vedere come la coscienza permea la nostra fisiologia (lo studio scientifico delle funzioni vitali degli organismi viventi, animali e vegetali, in condizioni normali) ed è quindi grazie alla coscienza che noi sperimentiamo la nostra realtà con i nostri sensi. A questo punto è forse più semplice comprendere i meccanismi che permettono di collegare la neurologia alla fisica quantistica, e questi meccanismi possono spiegare il campo unificato.

So che già molta gente ne ha sentito parlare, e dice che è bello, che tutto è uno, che è una figata! Ma, al di là di questo aspetto romantico ed anche un poco “new age” della concezione dell’uno, diamo una spiegazione tecnica di cos’è il campo unificato …

Il progresso nella nostra comprensione dell’universo attraverso la fisica, negli ultimi  anni, ci ha suggerito, e permesso, di esplorare livelli sempre più profondi delle leggi naturali, dal macroscopico al microscopico, dal livello molecolare, atomico, nucleare fino al livello subnucleare dell’universo più prossimo, quello che ci circonda, e stiamo iniziando ad esplorare i cosiddetti livelli della scala elettro-debole, della scala della grande unificazione e della super unificazione, e stiamo ipotizzando con ragionevole fondatezza che il nucleo fondamentale dell’universo è questo singolo campo universale di intelligenze che racchiude unificandole la gravità con l’elettromagnetismo, la luce con la radioattività, ed il tutto con le forze nucleari  forti e deboli.

Cosi stiamo comprendendo che tutte le forze della natura ivi incluse le cosiddette particelle della natura, quark, protoni, neutroni, sono in realtà onde diverse dello stesso oceano di esistenza, chiamato campo unificato o campo della superstringa (la stringa è una struttura sub-atomica ipotetica, principale oggetto di studio della teoria delle stringhe in fisica teorica; una stringa è un oggetto con una sola estensione spaziale, a differenza di una particella elementare che è zero dimensionale o puntiforme. La scala di lunghezza caratteristica delle stringhe è dell’ordine della lunghezza di Planck, cioè la scala a cui gli effetti della gravità quantistica si ritiene diventino significativi, ovvero un valore prossimo a 10 elevato alla -35), e quindi da un punto di vista posto a tale dimensione le diversità sono soltanto i molteplici aspetti dell’uno.

Dal punto di vista matematico c’è molta complessità, ma stiamo comunque andando nella direzione della visione di Einstein, il quale ha dedicato metà della propria vita alla ricerca del campo unificato. Ora, nel contesto della superstringa, ciò è stato realizzato.

La teoria del campo unificato basata sulla superstringa identifica un singolo campo universale di intelligenza, un oceano di esistenza, posto alla base del tutto, fattor comune di mente e materia.

Tutte le cosiddette particelle dell’universo e le diverse forze, quindi tutto ciò che conosciamo dell’universo, è semplicemente un’onda di questo oceano di esistenza. Questo è il campo unificato e tale campo è immateriale e quindi, in ultima analisi, è un campo di coscienza.

Tutte le nostre coscienze separate esistono in virtù del fatto che la mia coscienza e la tua coscienza alla fine sono la stessa cosa. Ogni cosa nell’universo, e quindi pianeti, alberi, animali, persone, non è altro che una porzione del tutto. Siamo tutti onde di vibrazione di questo campo unificato fondamentale della superstringa. Noi determiniamo la nostra coscienza attraverso il filtro del nostro sistema nervoso, ma la coscienza in sé stessa, la nostra soggettività, il “Sé”, quello è universale.

Conoscere il Sé, attraverso l’esperienza, è chiamato illuminazione, e così è stato chiamato in ogni epoca.

Sto affermando che continuando a scavare nella realtà fisica, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, stiamo arrivando al campo unificato dove non troviamo materia ma pura intelligenza, e capisco che può suonare strano, dato che ciò non fa parte dei nostri abituali condizionamenti.

Chiunque sia cresciuto in un mondo scientifico è infatti abituato all’idea che noi viviamo in un universo materiale, un universo inerte, fatto di materia prevalentemente morta. Se pensiamo al pianeta che ci ospita ci rendiamo conto che la vita, quale noi la intendiamo, è presente in una relativamente sottile pellicola superficiale, mentre la gran parte di ciò che si suppone sia presente all’interno della massa terrestre è materia apparentemente inerte e ciò che è al di fuori di essa, nello spazio infinito, si ritiene che sia vuoto. Per questo motivo è intuitivamente difficile comprendere che non viviamo in un universo morto, ed accettare l’idea che l’universo nella sua interezza è un organismo cosciente.

Nella meccanica quantistica, perfino a livello molecolare, per non parlare dei livelli atomico, nucleare e subnucleare, l’idea di particella è sostituita dall’idea di funzione d’onda. Ma cosa è una funzione d’onda? Tecnicamente è un vettore in uno spazio lineare, ma cosa è un vettore in uno spazio lineare? Di cosa è fatto? Qual è la sostanza che costituisce il campo unificato? Una funzione d’onda, ovvero un vettore nello spazio lineare, è composta dalla stessa sostanza di cui sono fatti i pensieri, perché è da questi che trae origine e forza. Il che ci porta a capire che noi viviamo veramente in un universo di pensieri, un universo concettuale.

La meccanica quantistica non è altro che un dispiegamento di potenzialità; il fatto è che più si va in profondità nella struttura della legge naturale, meno l’universo è materiale, e diviene meno inerte, meno morto, più vivo e cosciente. E quanto più ci si avvicina alle fondamenta dell’universo, quindi al campo unificato o campo della superstringa, tanto più ci si rende conto che quello è semplicemente un campo di pura essenza, pura intelligenza. Intelligenza, perché questa è la sorgente di tutte le leggi di natura. Tutte le forze e le particelle fondamentali, tutte le leggi che governano la vita ad ogni livello dell’universo, hanno la propria sorgente unificata nel campo unificato. Ciò rende il campo unificato il campo di intelligenza più concentrato in natura. Intelligenza non materiale, dinamica e autocosciente, e queste sono le proprietà del campo unificato.

Ma tutto questo lo stiamo scoprendo per la prima volta noi? No, non esattamente, dato che già i Vedici sapevano queste cose circa 4000 anni fa. E quindi come si è persa questa conoscenza?

Le tecniche per sperimentare la pura coscienza, la conoscenza illimitata, possono essere facilmente perse, non perché siano complicate o difficili, ma perché sono molto sottili, e per trascendere e sperimentare la consapevolezza illimitata la coscienza deve acquietarsi completamente, e se cerchi di fare tale esperienza non ci riuscirai mai, perché provarci comporta uno sforzo e lo sforzo mantiene la consapevolezza attiva, impedendo alla comprensione di espandersi. A puro scopo esemplificativo basti pensare ai Monaci Shaolin, ed alla vita che conducono per giungere a livelli di abilità e coscienza per noi inimmaginabili.

L’esperienza della pura coscienza trascende qualsiasi religione o filosofia, è tanto scientifica quanto religiosa. In fondo è soltanto una modalità di funzionamento del cervello, associata alla massima espressione della comprensione, ed è l’esperienza diretta e soggettiva del campo unificato di tutte le leggi di natura scoperte dalla scienza. È religione? Forse, ma è anche scienza, pertanto non ci sarebbe ragione per escluderla dall’istruzione scolastica, e se non lo faremo otterremo gli stessi risultati a noi ben noti, con una bassissima percentuale di sviluppo generazionale del potenziale mentale ed ulteriori generazioni che conosceranno guerre, terrorismo, crudeltà, e continuerà così finché non verrà sperimentata l’unità fondamentale della vita ed il cervello sarà propriamente sviluppato.

Mentre scrivo questa nota penso al principio di indeterminazione di Heisenberg il quale, corroborato nella realtà sociale dall’Effetto Hawthorne, dice banalmente che l’osservatore influisce sull’osservato e mi chiedo quanto, e cosa, sto trasmettendo a Te che mi stai leggendo e quindi osservi i pensieri che sto esprimendo incapsulandoli nelle mie parole. Anche se entra in azione la dimensione tempo, dato che siamo asincroni (io sto scrivendo nel Tuo passato, Tu mi leggerai nel mio futuro) ciò è in parte vero, ma solo in parte, perché ad un livello di prospettiva più profondo, infatti, l’osservatore non può più esistere come separato dall’oggetto osservato.

Oggi la realtà della vita è unità totale, il campo unificato che unisce osservatore ed oggetto osservato in una totalità indivisibile. Scientificamente, la chiamiamo teoria della misurazione quantica, ed è l’inseparabilità ultima di osservatore e oggetto dell’osservazione. Nel linguaggio della scienza e della coscienza la chiamiamo l’unità del conoscitore e dell’oggetto della conoscenza in una struttura indivisibile di conoscenza pura, l’esperienza del proprio sé, dell’Ātman.

E cosa è il sé? Il sé, la coscienza, la nostra stessa soggettività, è quell’aspetto della nostra vita che non è mai cambiato. Per quanto sia intangibile e difficile da toccare, è un aspetto della nostra esperienza che è con noi dall’infanzia. Per quanto i nostri amici siano cambiati, così come i nostri pensieri ed i nostri corpi (di solito in peggio), quella cosa che dà continuità alla nostra esperienza è la nostra coscienza, la nostra soggettività, l’Ātman, il Sé, e il nostro Sé, in ultima analisi, è lo stesso per me e per te, ed è questo campo unificato che l’odierna scienza sta riscoprendo che è essenzialmente il creatore dell’universo.

Comunque, esistono infinite verità diverse e parallele, perché l’universo è strutturato in una gerarchia di livelli; il livello atomico ha la sua verità, il mondo nucleare ha una sua verità, completamente diversa ma coesistente. Entrambe sono valide e coerenti con sé stesse, quindi esiste la verità della diversità, in cui l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione sono due entità separate, e c’è la verità più profonda dell’unità, dove non c’è separazione tra l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione. Quindi possiamo parlare di vita ad ogni livello, ogni livello è valido ma in questa era scientifica il livello più profondo è quello dell’unità.

Nel momento in cui Tu riesci a concepire Te e me come uno, non perdi la coscienza del fatto che siamo anche separati. Acquisisci l’informazione che la diversità è data da livelli diversi. A livello fisico, Tu ed io siamo separati, Tu hai un aspetto diverso dal mio, ma ad un livello più profondo noi abbiamo un’origine comune, ed è il campo unificato, scientificamente provato per essere l’origine di Te, di me, degli atomi che ci compongono e delle stelle che li hanno prodotti dal big bang in poi, la sorgente della forza di gravità, dell’elettromagnetismo, la sorgente dei quark e dei leptoni. Tutto nell’universo ha un’origine comune, quindi se guardiamo al livello più profondo possibile in ultima analisi scopriamo un universo unificato, di cui Tu sei un’onda, io sono un’onda, siamo soltanto frequenze vibrazionali diverse, le frequenze naturali di riverberazione di questo campo unificato.

L’intero universo è una sinfonia. Le varie armoniche, le fondamentali, le armonie di un oceano universale di coscienza in movimento.

E tutto questo avviene alla scala di Plank, quella piccola scala, dieci milioni di milioni di volte più piccola del nucleo atomico, dove tutte le forze si uniscono, dove tutte le particelle si uniscono, dove Tu ed io siamo una sola realtà, dove la distanza e la causalità non esistono più. È una totalità unificata e indivisibile, l’unità della coscienza, il campo unificato delle leggi naturali.

EURABIA

di Antonino Trunfio

  • Università di Al Romàh, 12 aprile 2051
  • Lezione di Storia Moderna

Titolo: sparizione di una civiltà titolo

Scrisse così il filosofo spagnolo G.A.Nicolàs: Chi ignora le lezioni della Storia, e’ condannato a ripeterle”. Ho scelto questa citazione per iniziare questa lezione, perché proprio grazie a quanti vissero e prosperarono nella plurimillenaria civiltà precedente, ignorando le lezioni della loro stessa Storia, che oggi noi li abbiamo sostituiti e scacciati dalla nostra penisola El-Hital.

Vi parlerò quindi delle circostanze, degli eventi, dei protagonisti, ma soprattutto delle ideologie, che hanno portato all’autodistruzione la civiltà precedente, lasciando il posto alla nostra gloriosa civiltà con le sue arcaiche tradizioni e costumi.

Finalmente oggi la religione è lo Stato, e lo stato è la religione.

Nella civiltà precedente, quella che alcuni storici, per fortuna ormai spariti pure loro, amavano chiamare civiltà “giudaico cristiana”, dovete sapere che non era così.

Infatti, limitandoci al periodo che va dal 1945 al 2021, la civiltà italica impegnò i primi 25 30 anni per rinascere dalle macerie della guerra, e godere persino di uno sviluppo strabiliante, che ne fece la quarta potenza industriale del mondo. In quel trentennio, in effetti la gente era libera di lavorare, intraprendere, inventare, costruire, assumere, arricchirsi, fare famiglia e figli, aspirare a fare le vacanze, coltivare i propri hobbies, viaggiare. E per religione la gente non aveva lo stato ma Dio.

Sempre i soliti storici di quel tempo, denominarono ” boom economico” quel periodo. Quasi un nefasto presagio di quello che da lì a qualche decennio sarebbe stato un boom nel senso di disastro.

Le cronache di quegli anni non indicano un momento preciso, in cui dal boom economico la direzione di marcia fu invertita verso il boom, e basta. Alcuni lo fanno risalire al 2001 col passaggio dalla lira all’euro; altri al 1971 col divorzio tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro; altri, ancora più indietro fino al 1957, anno di istituzione della CEE, che sarebbe poi diventato il mostro UE. Non ultimi e non a torto, ci sono pure quelli che la sparizione della civiltà italica, la fanno risalire al 1861 anno di consacrazione del rito dei riti nazionali: l’unità di Italia. Guerra di invasione, saccheggi, orrori spacciati dalla propaganda prima monarco-fascista, poi repubblicana, per sollevazione popolare da Palermo a Torino, che mai fu. Ma siccome questo è un corso di Storia Moderna, limitiamoci al periodo più recente, quello repubblicano.

Dovete sapere che boom economico e tracollo finale, ebbero inizio quando a guerra terminata, impiccato il duce e i suoi gerarchi a Piazzale Loreto, indisturbate proseguivano le sanguinarie scorrerie dei partigiani, a caccia dei fascisti e dei loro fiancheggiatori o presunti tali (2013 “Il Sangue di vinti” G.Pansa).

Partigiani e no, che tra pseudo cattolici di un’epoca, ancorché velatamente, post-cristiana alla De Gasperi, e bolscevichi di varia gradazione dai Togliatti agli Amendola, dai Nenni ai Pertini si ritrovarono a spartirsi le spoglie di un paese devastato – nihil sub sole novi – dal socialista precedente, Benito Mussolini.

Per la spartizione concordata devono dirottare il paese dalla Monarchia alla Repubblica. Ricorrono a uno dei loro cavalli di troia preferiti, il referendum popolare, i cui esiti ufficiali sono noti (54,3 per la repubblica contro un 45,7 favorevoli alla monarchia – con un 11% di astenuti sul totale degli aventi diritto), meno noti e mai completamente chiariti restano gli esiti ufficiosi, che i brogli elettorali di quel referendum oscurarono per sempre. Era in fondo, solo l’inizio del paese dei misteri.

Inaugurata la gloriosa era repubblicana, serviva ammansire le masse con una costituzione che fosse la più bella del mondo. In effetti il 1.1.1948 venne approvata una raccolta di auliche declamazioni e giulive esortazioni, giusto 100 anni dopo lo Statuto Albertino del 1848.

139 articoli in tutto, all’apparenza innocui e persino ispirativi, dove già alligna il gene del totalitarismo democratico, quello che per perpetuarsi, si fonda sul – uno vince e l’altro perde; uno è comunista l’altro democristiano; uno è lavoratore e l’altro datore di lavoro, uno è povero e l’altro è ricco; uno è credente e l’altro resta ateo, uno è del nord e l’altro è un terrone. In fondo una riedizione multivariata dei più famosi Guelfi e Ghibellini di otto secoli prima.

E così di elezioni in elezioni, di referendum in referendum, di governo in governo, quei 139 articoli vengono declinati in diluvi ininterrotti di leggi per ogni ambito dell’universo mondo. Col risultato che ad affermarsi anziché lo stato di diritto è solo il diritto dello stato, cioè dei suoi burocrati e peones.

Eppure ” Corruptissima res pubblica plurimae leges” Corruptissima res pubblica plurimae leges” (Annales, Libro III, 27), l’ammonimento di Tacito risale a ventuno secoli prima. Ma niente da fare, la legiferazione prolifica di pari passo con l’estendersi e l’aggravarsi della corruzione ad ogni livello.

Così anno dopo anno, la già moribonda repubblica italiana riusciva persino a posizionarsi tra i paesi peggiori del mondo, per corruzione pubblica, libertà di informazione, giustizia, libertà economica, e altro ancora.

E di anni ne sono passati 76, dal 1945 al 2021. Anni d’oro pochi, di piombo alcuni, di sangue e miseria tutti gli altri. Si è visto di tutto: dal terrorismo rosso e nero alle stragi di stato; dalla loggia P2 al sequestro Moro; dalle emergenze sismiche a quelle della mafia; da tangentopoli agli scandali della magistratura; dagli appalti pubblici truccati alle lenzuola d’oro; dai ponti crollati ai banchi a rotelle; dalle ondate dei diseredati in ingresso, alle ondate di cervelli in uscita, accompagnate da tutti coloro che potendo si allontanarono dal manicomio di Mameli.  

A chi decideva o era costretto in quegli anni a restare, erano tuttavia concesse due possibilità: vivere del proprio o vivere sulle spalle altrui. Gli economisti di regime e i fenomeni della politica dell’epoca in effetti avevano stabilito, per legge sia chiaro, che quelli che avevano scelto di vivere del proprio potevano essere allegramente depredati del 60, 70 % dei frutti del proprio lavoro.

Con lo strabiliante risultato che aspirare al parassitaggio divenne la prospettiva più allettante per la maggior parte degli italiani.

Un vero successo misurato dalla lunghezza di certe code: quelle dei mendicanti di sussidi e provvidenze, quelle degli aspiranti a una pensione di invalidità o reddito di sudditanza; quelle soprattutto alle mense della Caritas.

A onor del vero, bisogna ricordare che un posto pubblico a vita, al catasto o all’Inps, non si negava ai meno sfortunati.

E così le crescenti masse di questuanti ridotti a utili idioti non potevano che assecondare ancora di più il loro benefattore supremo: lo stato. E giù tutti a gran voce da ogni angolo della penisola: meno male che c’è lo stato!!! Senza lo stato chissà che miseria e che anarchia!!!

Ma siccome la realtà non si piega alla stupidità delle masse, tanto meno asseconda la saccenza dei potenti, al minimo segnale di fallimento dello stato e dei suoi mirabolanti interventi, si levava alto nei cieli della penisola “biancorossoeverdone” un grido unanime: “ci vuole una legge”.

Basti ricordare che era stata creata un’apposita commissione parlamentare di inchiesta, chiamata “Vuoti legislativi”.

Commissione tra le più instancabili e meritorie della storia repubblicana. In grado di intercettare con modi leciti quali inchieste, indagini, sondaggi, e modi meno leciti quali delazione, bustarelle, qualsiasi centimetro di vita individuale o collettiva, ancora libero da regolamentazioni statalizie.

Di sondaggio in sondaggio, di delazione in delazione, non passava giorno che la commissione parlamentare “Vuoti legislativi” non avesse il soggetto per un nuovo decreto, decretino, leggina.

  • Troppi schiamazzi al centro della città? subito pronto il titolo per il decreto “il silenzio è d’oro”;
  • Disoccupazione al limite e ordine pubblico a rischio? nessun problema. Pronto il titolo per un altro decreto: “resta a casa”
  • Reddito di cittadinanza insufficiente? Subito pronto il “porta pazienza”
  • Troppi incidenti sul lavoro? “Fermiamo il lavoro” già alle camere
  • Troppi incidenti domestici? decreto “Sfratto in un click”. Un solo articolo dal testo lapidario: vietato rimanere o rientrare a casa.
  • Troppi incidenti stradali di minorenni? camere già a lavoro al decreto “Basta minorenni”
  • Troppi terremoti, alluvioni, frane? Dissesto idrogeologico al limite? licenziato d’urgenza l’apposita legge “Una baracca è per tutti”
  • Troppo inquinamento? Ma che problema c’è? “Basta ossigeno” anche questo un solo articolo: si considera inquinamento solo un tasso di ossigeno pari a zero.

Dei 945 mandarini del parlamento nazionalpopolare, tutti agiatamente incollati agli scranni dei palazzi della città un tempo chiamata Roma, le fonti storiche non ci riferiscono di nessuno tra loro che abbia osato opporsi allo scempio, e magari chiedendo la parola abbia eventualmente detto: esimio presidente, onorevoli colleghi, basta con ste cagate!! non vi sembra giunta l’ora di finirla? Mai, nessuna traccia.

E via con un nuovo numero della Gazzetta Ufficiale, l’ultimo dei quotidiani ancora in edicola, ma distribuito non a caso dalle panetterie, visto che le leggi venivano sfornate come sfilatini.

Nulla più era rimasto che non fosse stato regolamentato e quindi tassato. Ma che importa? si dicevano tra loro gli italiani, eroicamente intortati dalla stampa di regime e dai media sussidiati: lo stato siamo noi; lo stato ci difende; lo stato pensa a tutto; come faremmo senza lo stato?

Ormai vittime sacrificali della loro stessa stolida fede nel dio stato, catene alle caviglie e ai polsi, mancava loro l’ultimo anello: quello della mente.

Serviva uno scafandro, una cella senza sbarre, un gel mummificante, come fare? Ci pensa la “Vuoti Legislativi” col suo colpo di genio: COVID19

Quale miglior alleato per spiegare 75 anni di devastazioni politiche, 69 inconcludenti governi, 1250 annunci di riforme mai effettuate?

Quale più verosimile giustificazione per i 2 mila e 600 miliardi di debito pubblico e una tassazione tipo sovietico? Quale più alta prova di missione umanitaria per un tasso di natalità finito sottozero? e quale scusa migliore per giustificare10 milioni di poveri, 21 milioni di pensionati, 10 milioni di sussidiati a vita, 8 milioni di disoccupati, un’economia definitivamente liquefatta?

COVID19: il mantra dei mantra, il totem dei totem.

Scese il sipario su quella che era ormai una landa desolata, popolata da milioni di zombies, dove alcuni per tornare al lavoro manifestavano contro coloro, che per vivere non avevano mai avuto bisogno di lavorare, ma solo necessità di difendersi coi mercenari pagati giusto da coloro che manifestavano.

Alla dabbenaggine di quegli zombies, alla codardia e alle ignobili ideologie dei loro beniamini della politica, dobbiamo oggi il fatto di essere in questa aula di questa rinata nazione ribattezzata El-Hital con capitale Al Romàh, ricostruita città eterna, dove alte svettano le torri della nostra civiltà al posto dei campanili del passato.

Se non ci sono domande la lezione termina qui