Comunicato Stampa Associazione Partite IVA

COMUNICATO STAMPA dell’Associazione Nazionale Partite Iva:

Ci lasciano perplessi le dichiarazioni che arrivano dal Viminale, la cui linea, come apprendiamo, sembra essere di non vietare i raduni, imponendo tuttavia delle regole severe e soprattutto pesanti sanzioni.

Come riportano alcune fonti di informazione, inerenti le indicazioni date dal Ministro Lamorgese , le manifestazioni dovranno essere “statiche”.

La strategia del Viminale vorrebbe andare nella direzione di “dimostrare che non c’è alcuna dittatura sanitaria, ma nemmeno la libertà di muoversi senza precauzioni”.

Sono proprio certe precauzioni, che hanno messo in ginocchio il comparto delle partite IVA, che abbiamo già visto in altre situazioni non essere rispettate da chiunque, si-vax, no-vax, pro-vax , in pratica tutte le categorie e non solo quelle categorie che oggi scendono in piazza a reclamare dei precisi diritti.

Una serie di controsensi, da parte del Ministro, dal momento che prima ha parlato di “manifestazioni inaccettabili che indignano“, poi ha evidenziato che le manifestazioni di sabato “non erano autorizzate“. Dichiarazioni di dubbia interpretazione che potrebbero lasciare intravedere altro.

Così la decisione della Questura di Roma che ha dato notizia della scelta di spostare il sit-in da Montecitorio in accordo con la Prefettura, dopo aver analizzato la questione in sede di Comitato di ordine e sicurezza pubblica, a Piazza del Popolo.

“Non è prevedibile ipotizzare il numero di partecipanti che potrebbe aderire all’iniziativa che potrebbe essere superiore a quello indicato dai promotori in quanto la stessa è stata ampiamente pubblicizzata anche sui canali social, non solo dai diretti organizzatori“.

La risposta a Sangalli di Confcommercio, che dice No alle manifestazioni anti-pass come quella organizzata l’ altro ieri a Roma, sì ai vaccini e al ricorso massiccio al certificato verde per uscire dall’emergenza e azzerare i fattori di rischio che minacciano la ripresa dell’economia. «Solo profilassi e certificato ci faranno uscire dal tunnel», è formulata direttamente dal Presidente delle Partite IVA, Angelo Di Stefano.

“Caro Sangalli, anziché criticare le nostre manifestazioni ed iniziative si incominci a chiedere perché sono nate associazioni come ” Le partite iva “, ci avete lasciato da soli a chiedere di lasciarci vivere.”

E conclude: “A volte a tacere si fa più bella figura”.

Desideriamo ricordare che questa organizzazione è apartitica e rappresenta le migliaia di Partite IVA che hanno subito pesanti perdite, ed in troppi casi la chiusura delle attività, negli ultimi due anni.

Le nostre proteste diventano quindi legittime, dal momento che il Governo ci ha abbandonati.

Ufficio Stampa Associazione Nazionale Partite I.V.A.

Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione(Co.Te.L.I.), di cui fa parte anche Catania CreAttiva, e che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, fra cui Mercurius5, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale

Tremano centinaia di Procure per l’esposto contro i colpevoli delle morti per COVID

La Redazione

Finalmente e’ arrivata la notizia che da tanti mesi attendevamo. Il Comitato Nazionale Gli Angeli per la Salvezza presieduto da Cisco Orlando, dopo attento e certificato lavoro di indagine del Prof. Pier Francesco Belli, che ha impiegato mesi di meticolosa ricerca, ha presentato un esposto in varie procure d’Italia, che accerterebbe, attraverso un’ analisi chiara e puntuale di norme e fatti, responsabilità e colpevoli delle morti (poi classificate erroneamente “morti per covid”) da febbraio 2020 ad oggi.
Nell’articolato testo viene esaminato in modo rigoroso e totalmente documentato la violazione sistematica di norme nazionali e sovranazionali da parte di WHO, UNIONE EUROPEA, e ITALIA.
In particolare si analizza come, dal lato del nostro stato nazionale, con una circolare del Ministero della salute del febbraio 2020 siano state consegnate a tutti i medici del territorio delle check list, il rispetto delle quali imponeva che tutta la sintomatologia respiratoria stagionale dovesse improvvisamente cambiare nome ed essere considerata “Caso sospetto COVID 19”.
Per effetto di tale imposizione diagnostica dettata dall’alto, attribuendo al Covid 19 una genesi virale del virus sconosciuto, ne conseguiva l’indisponibilità di cure/terapie efficaci ed i pazienti giungevano in ospedale in condizioni critiche dove veniva riconfermato l’errore diagnostico ed i pazienti indirizzati verso terapie antivirali, ventilazione meccanica.
In altre parole, larga parte dei decessi (per non dire tutti) si sarebbero potuti evitare ma questo articolato esposto spiega ragioni mediche e giuridiche che hanno stravolto un sistema sanitario già largamente compromesso in favore di logiche di potere e, una volta per tutte, ribalta il tema del negazionismo perché, date le prove schiaccianti contenute in questo testo, si dimostra che ad essere negazionisti sono le istituzioni, gli organi di stampa e il main stream che a fronte di una pura narrazione mai provata dai fatti (il testo dimostra in modo conclamato e con argomentazione scientifica che la pandemia è stata solo narrata ma mai riscontrata) che negano l’evidenza che il Covid 19 nulla è se non una narrazione, appunto, creata ad arte ed imposta con norme illegittime per imporre un nuovo ordine socio economico senza alcun fondamento tecnico o scientifico alla base. Il tutto per arrivare quindi ad una imposizione vaccinale di quella che in realtà altro non è che una terapia genica sperimentale già peraltro condannata dal codice di Norimberga in tempi non sospetti ed oggi artatamente riportata alla ribalta (senza in verità essere mai cessata) con l’uso bieco e strumentale del cd “uso compassionevole”. Asserendo infatti che il vaccino rappresenta l’unica soluzione possibile era necessario individuare una strategia per poterlo somministrare quando ancora in caso di sperimentazione e ciò è stato fatto attraverso l’uso compassionevole. Peraltro la forzatura della vaccinazione di massa oltre a non trovare alcun fondamento dal punto di vista clinico/epidemiologico non è nemmeno sostenibile dal punto di vista normativo laddove peraltro tutte le giurisdizioni sovranazionali e nazionali da sempre hanno legiferato ribadendo il principio di volontarietà della partecipazione alle sperimentazioni che per nessun motivo può essere coercizzata.
Dati quindi i risvolti eclatanti provati tanto in punto di fatto quanto in punto di diritto dallo studio su cui fondano gli esposti presentati a varie procure (tra cui, oltre a quella da noi giunte, quelle di Palermo, Bologna, Roma, Reggio Calabria e Cosenza) questa redazione si ripromette di seguire gli sviluppi della vicenda da vicino per fornire ai cittadini una lettura finalmente chiara e non partigiana di ciò che davvero c’è dietro alla narrazione di una pandemia mai avvenuta.

Roma, 16 Luglio 2021

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