9 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li – Fonte: Il Giornale.it

In prima pagina del Financial Times finisce l’analisi sul futuro inquilino del Quirinale: Draghi viene visto come una minaccia per la futura stabilità politica dell’Italia

La corsa al Quirinale si arricchisce dell’analisi del Financial Times secondo la quale Mario Draghi al Colle rappresenterebbe una minaccia per la stabilità politica italiana. “Il dilemma dell’Italia mentre Mario Draghi emerge come favorito per la presidenza – si legge nella prima pagina del quotidiano britannico – La prospettiva che l’ex capo della Bce si faccia da parte come primo ministro fa rischiare il ritorno dell’instabilità politica.”

Mario Draghi

Il giornale sottolinea infatti come quella che appare l’ipotesi più probabile al momento, sia altresì quella meno sostenibile nel lungo termine. Draghi al momento rappresenta il perno della politica italiana, il decisore ultimo ma anche perno insostituibile dell’attuale equilibrio. La sua nomina a Capo dello Stato rischia di far precipitare tutto questo nell’incertezza del vuoto di potere. Scrive dunque il quotidiano: “La prospettiva che Mario Draghi si dimetta da Primo Ministro italiano per assumere il ruolo di presidente minaccia di far piombare il paese nell’instabilità politica proprio mentre il governo intraprende ambiziose riforme strutturali e un piano di ripresa dal coronavirus sostenuto da quasi 200 miliardi di euro di fondi UE.”

Ma, sottolinea il Financial Times, l’Italia alla fine dei conti dovrà rinunciare a Draghi, volente o nolente. “Alla fine i partiti dovranno assumere la gestione del piano Next Generation EU, che hanno votato in parlamento.” Infine: “Anche se Draghi resta Presidente del Consiglio, è solo per un altro anno, non per sempre.”

Mario Draghi con Sergio Mattarella

Sempre più distanza fra Draghi e i partiti

Intanto si accentua la distanza fra Mario Draghi e i partiti. Gli ultimi non hanno ben capito cosa vuole fare il primo. Neanche i fedelissimi, fra cui Renato Brunetta, hanno una minima idea di quali saranno le prossime mosse dell’ex numero uno della BCE. Intervenendo ad un convegno organizzato da Magna Carta, la fondazione di Gaetano Quagliariello, l’attuale ministro per la pubblica amministrazione ha parlato di “una sorta di separatezza tra l’azione di governo, e la rappresentazione che ne danno gli stessi partiti di governo”. Questo sta comportando un crescente nervosismo da parte di Draghi per alcune mosse dei partiti, che non gli stanno certamente rendendo la vita più facile. Da ultima, l’incredibile numero di emendamenti presentati in sede di discussione della Legge di bilancio. Oltre seimila proposte di modifica che rischiano di rallentare enormemente l’iter legislativo. E così monta l’insoddisfazione di Supermario che nel frattempo respinge tutte le domande in merito al Quirinale. Nessuno sa quale sarà la sua prossima mossa. Anche Draghi, come il Financial Times, sa che la sua nomina rischia di sparigliare tutte le carte in tavola. Nelle ultime ore si è fatto un gran parlare delle possibilità di Marta Cartabia, attuale Ministra per la giustizia, che ancora non ha rispedito gli scenari ai rispettivi mittenti.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed aavvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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