IL SINDACATO DI POLIZIA CONTRO IL GOVERNO, DICE “NO ALL’ OBBLIGO VACCINALE”. BEN SVEGLIATI…MEGLIO TARDI CHE MAI…

24 Novembre 2021-di Marzia MC Chiocchi – Redazione Co.Te.Li – grafica Monica Tomasello

ALLA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO BASTO’ IL BACIO DEL PRINCIPE AZZURRO PER SVEGLIARSI, GESTO ALQUANTO PIACEVOLE, STIMOLANTE E DI GRAN BENEFICIO; AL CORPO DI POLIZIA, INVECE, È STATO NECESSARIO ASPETTARE CHE, DA ANGELI PROTETTORI DEGLI ORGANI GOVERNATIVI, E CASTIGATORI DEL POPOLO CHE NON RISPETTAVA LE IMPOSIZIONI DI CONTE PRIMA, E DI DRAGHI ADESSO, VENISSERO DECLASSATI A PLEBE, A CUI SONO RICHIESTE UBBIDIENZA E ATTI SACRIFICALI, TRA I QUALI, ACCETTARE SENZA PROFERIR PAROLA, L’OBBLIGO VACCINALE PREVISTO.

E COSÌ, DOPO AVER SPESO IL RUOLO DI GIUSTIZIERI DELLA NOTTE, ECCOLI DALL’ALTRA PARTE DELLA BARRICATA, A DOVER DIRE NO, IN SENSO ASSOLUTO, AD UNA COERCIZIONE ANTICOSTITUZIONALE.
MA DOVEVAMO ARRIVARE FINO A QUESTO PUNTO PER CAPIRE L’APPRODO SCELTO DAL GOVERNO FILO MASSONICO? BENVENUTI TRA NOI, CARI POLIZIOTTI! PENSAVATE DI ESSERE I PREDILETTI E UNTI DAL SIGNORE, SOLO PERCHÉ INGUAINATI IN UNA DIVISA? NO…PROPRIO NO! AI NOSTRI POLITICANTI LE PERSONE NON INTERESSANO, QUANTO INVECE AMANO DIVERTIRSI NEL FAR CREDERE COSE CHE POI SMENTIRANNO! PENSAVATE DI ESSERE RISARMIATI DA QUALSIASI OBBLIGO?



ADESSO AVANTI CON LE BARRICATE, COMINCIATE A STARE DALLA PARTE DEL POPOLO E AIUTATECI A LIBERARE QUESTO MERAVIGLIOSO PAESE DALLA DITTATURA DOLCE…PURTROPPO IN CRESCENDO FERALE!

ECCO COSA STA ACCADENDO ⤵️⤵️⤵️

In queste ore il governo Draghi sta per varare una nuova stretta verso i non vaccinati, con l’introduzione di un Super Green pass pensato per rompere ogni resistenza residua degli italiani. I sindacati di polizia hanno ribadito ancora una volta il loro no alle imposizioni a danno degli agenti. Con una lettera indirizzata al premier Mario Draghi, ai ministri Lamorgese, e Speranza e ai dipartimenti di pubblica sicurezza del ministero degli Interni, la Cosap (Coordinamento sindacale appartenenti alla polizia) ha sottolineato la propria contrarietà “all’obbligo vaccinale in generale e in particolare per la categoria che si fregia di rappresentare, gli operatori della Polizia di Stato”.

Draghi -Lamorgese


Nel mirino della Cosap, le ultime indicazioni sulla terza dose, che il governo punta a rendere obbligatoria per alcune specifiche categorie, accompagnate da studi che dimostrerebbero quanto sia fondamentale procedere il prima possibile a una nuova somministrazione. “Accade però che, leggendo i dati dell’ultimo Report esteso dell’ISS (Istituto superiore di sanità)” pubblicato il 7 novembre “emerge un dato di diverso tenore. In esso si evidenzia come vi siano stati 424 casi di persone non vaccinate ricoverate in terapia intensiva, dunque il 64% del totale. La restante percentuale è composta da persone che hanno già iniziato la profilassi vaccinale, avendo fatto almeno una dose. Anche a voler considerare solo i vaccinati con doppia o tripla dose (booster), essi rappresentano comunque il 33,8% dei casi”.


Sottolineando poi come la situazione delle terapie intensive nelle strutture ospedaliere italiane sia ancora buona, Cosap si è schierata a favore “della libertà di scelta se vaccinarsi o meno e tale diritto può concretamente essere esercitato solo se le informazioni vengono correttamente fornite, illustrando i vantaggi e gli eventuali svantaggi della vaccinazione diversificati per le diverse casistiche”.
RISPOSTE CHE NON SARANNO MAI EVASE!!!

Citando poi uno studio dell’università di Newcastle secondo il quale “i guariti da Covid potrebbero essere danneggiati da un’eventuale vaccinazione: su 972 operatori sanitari che avevano contratto il virus, quelli che si sono successivamente sottoposti all’inoculazione hanno visto “aumentare i rischi di eventi avversi”.

In conclusione, “non si può tacere che allo stato attuale, valutando i numeri, cioè i ricoveri e l’occupazione delle terapie intensive, non appare assolutamente logica una normativa, di natura emergenziale, che imponga a determinate categorie l’obbligo vaccinale”.

Il sindacato Cosap si è detto contrario a tale scenario e ha diffidato il governo “dal prevedere per decreto l’obbligatorietà per i poliziotti che liberamente hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale. Altresì diffida dal porre in essere qualsivoglia provvedimento (ad es. sospensione dal servizio, cambio di mansione, blocco stipendiale…) che interessi il personale che si sottragga al paventato obbligo vaccinale”.

Fonte: Il Paragone

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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IL MINISTRO LAMORGESE E LE INNUMEREVOLI MESCHINITÀ. SENZA VERGOGNA HA AFFERMATO “LA MIA PAGA È BASSA”…

11 Novembre 2021 – di Marzia MC Chiocchi e Redazione Co.Te.Li – Foto di copertina Monica Tomasello

QUANDO LA MATTINA MI ALZO, SPERO SEMPRE, COME MOLTI DI VOI, CHE QUELLO VISSUTO FINO AD ORA SIA STATO UN BRUTTO SOGNO. MA LA REALTÀ MI RIPORTA CON I PIEDI PER TERRA, E L’UNICO RICORDO ONIRICO BENEFICO, CHE ACCOLGO DURANTE LE MIE GIORNATE, È RIPENSARE A QUEI POLITICI CHE NEGLI ANNI ‘70/80, SEPPUR CON LUCI ED OMBRE (MA CHI A QUEI LIVELLI NON NE HA) GOVERNAVANO PENSANDO, SI, AI LORO INTERESSI, MA SENZA PROVOCARE E INCATTIVIRE IL POPOLO CHE, AVEVANO BEN CAPITO, ERA MEGLIO TENERE DALLA PROPRIA PARTE. INVECE QUESTI OMINICCHI E DONNICIUOLE DA TRE SOLDI CHE CI RITROVIAMO OGGI TRA I PIEDI, MIRACOLATI DALL’IDIOZIA POLITICA POST TANGENTOPOLI, STANNO INZOZZANDO PARLAMENTO E SOCIETÀ, AFFRONTANDO LA POLITICA COME SE FOSSE UN GIOCO DA TAVOLO TIPO “RISIKO”. MA QUEL CHE E’ PEGGIO E’ CHE QUESTI SONO IMPENITENTI ARROGANTI E ANALFABETI COSTITUZIONALI, E TRA LORO, IL PRIMO PREMIO SE LO AGGIUDICA LUCIANA LAMORGESE, MINISTRO DEL CIARPAME E DELLA STRAFOTTENZA, DELL’INCAPACITÀ DI PENSIERO E DI PAROLA. E DOPO LA GAFFE SULLA TENUTA ONDULATORIA DI UNA CAMIONETTA DELLA POLIZIA ECCO L’ENNESIMA SORTITA SUL PROPRIO STIPENDIO.
MALA TEMPORA CURRUNT!!!

ECCO LA NOTIZIA👇👇👇👇👇- FONTE: Il Giornale.it

Tutti dobbiamo fare squadra, io sono sempre pronta a dare una mano e ci metto tutta la mia professionalità, conquistata in tanti anni di servizio, che niente e nessuno può togliermi”. La ministra dell’Interno, nonché ex prefetto, Luciana Lamorgese – intervenendo all’Assemblea nazionale dell’Anci in corso alla Fiera di Parma – risponde indirettamente alle critiche e alle polemiche sollevate da alcune parti politiche fino al punto di chiederne le dimissioni dal Viminale.

“la mia paga da ministro dell’Interno è bassa”

Raccogliendo le lamentele dei sindaci per il loro onorario troppo misero rispetto alle responsabilità che vengono affidate ai primi cittadini, Lamorgese osserva che “anche la mia busta paga da ministro dell’Interno è bassa”, aggiungendo sempre con un riferimento implicito alle accuse politiche ricevute: “Qualcuno chiede che io mi guadagni lo stipendio che ricevo: ebbene, forse dopo aver visto la mia busta paga non lo direbbe più…”

La Lamorgese si lamenta del suo stipendio da ministro? Ma dimentica un paio di cose. Qualcuno chiede che io mi guadagni lo stipendio che ricevo: ebbene, forse dopo aver visto la mia busta paga non lo direbbe più…”. Luciana Lamorgese lancia il guanto di sfida della povertà. Anche se sembra suonare più come una inconscia ammissione di colpevolezza, come a dire: per quel poco che prendo, vi lamentate pure? Un modo insolito di rispondere alle critiche, quelle ormai costanti provenienti dalla Lega e da Fratelli d’Italia soprattutto, sul suo operato da titolare del Viminale.

Un modo impervio per dimostrare di essere una sorta di icona della spending review. Ma speriamo che non sia questo il vero intento del ministro. Tuttavia, per provare a tirarle su il morale😂😂😂le ricordiamo le parole che lei stessa ha pronunciato prima della consueta stretta di mano con il Presidente della Repubblica: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. NON SI GIURA SU UN IBAN!!!E per quanto 4500 euro netti al mese (mah!) possano essere anche una cifra esigua per il compito che si trova ad affrontare un ministero dell’Interno, la spinta non deve venire dal portafoglio ma da qualcosa di ben più nobile. Ci piace pensare che ci sarebbero persone disposte ad assumere la sua carica anche per molto meno. E siamo certi che lei stessa prima di giurare sulla Carta fosse ben consapevole delle cifre che avrebbe contemplato la sua busta puga. Insomma, esimio ministro, con l’auspicio che la sua sia stata solo un’uscita di carreggiata e che il suo lavoro sia animato dallo spirito di servizio per cui in molti la apprezzano (ma chi?!😂) le auguriamo buon lavoro, sperando che il cedolino non alberghi più nella sua mente.

POVERA ITALIA!!!

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Trieste, la telefonata di Lamorgese che avrebbe dato il via libera alle violenze sui manifestanti

FONTE: Il Paragone

Una giornata che passerà alla storia, quella che ha visto il popolo No Green Pass scioperare in tutta Italia contro le imposizioni di un governo che, unico in Europa, ha scelto di vincolare addirittura il diritto al lavoro al possesso del certificato verde. Una protesta che ha segnato l’Italia da Nord a Sud, raccogliendo adesioni e paralizzando il Paese. E che ha visto finire sul banco degli imputati il Viminale, che ha scelto di ricorrere alla forza per stroncare le proteste, diventate piano piano sempre più rumorose, con i manifestanti che pian piano si erano fatti migliaia. E con la ministra Luciana Lamorgese principale indiziata per la gestione, pessima, degli interventi.

Stando a quanto rivelato da Repubblica, infatti, sarebbe stata proprio Lamorgese a decidere di far sgomberare a tutti i costi il porto di Trieste, dove i manifestanti, armati soltanto di striscioni e megafoni, si limitavano a intonare il coro “libertà, libertà” di fronte agli agenti in divisa antisommossa. Sotto pressione dopo le recenti polemiche che l’hanno vista protagonista, la titolare degli Interni avrebbe dato una direttiva molto chiara al prefetto di Trieste Valerio Valenti: “Il varco 4 del porto va liberato a tutti i costi”. La fermezza che la ministra non aveva mai mostrato in passato, vedi la gestione dell’emergenza migranti, ha fatto di colpo capolino, abbattandosi su migliaia di persone assolutamente pacifiche.

Sempre secondo Repubblica, Lamorgese si sarebbe anche scontrata con altri esponenti dello stesso Viminale, contrari alla linea dettata dalla ministra e convinti che, in una giornata in cui Trieste era tra l’altro chiamata al voto, l’uso della forza fosse assolutamente da evitare. Anche perché i manifestanti tutto sembravano fuorché intenzionati a ricorrere ad azioni di forza. Niente da fare: la titolare degli Interni alla fine avrebbe deciso di dare comunque l’ordine, scatenando il parapiglia che ha poi occupato le prime pagine di tutti i giornali.

Idranti contro persone a terra, inermi. Poliziotti che trascinano di peso i lavoratori. Un lancio di fumogeni control a folla che ha finito addirittura per coinvolgere una scuola media triestina, avvolta dalla nebbia artificiale creata dalle forze dell’ordine. Scene che hanno indignato gli italiani, attoniti di fronte a tanta violenza ingiustificata. E dalle quali Lamorgese, a danno ormai fatto, ha tentato poi repentinamente di prendere le distanze: “Non c’è stato nessun ordine del Viminale”. Secondo Repubblica, soltanto un tentativo di scaricare altrove le proprie responsabilità.

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