Plasma iperimmune: una cura secolare che la “scienza” rinnega

a cura del dott. Marco Lehnus

La terapia con anticorpi provenienti da plasma di malati che hanno superato in precedenza la malattia, è pratica datata, le cui prime esperienze risalgono agli ultimi due decenni dell’800, allorquando Kitasato Shibasaburo e Emil Adolf Von Behring, scoprono che il siero di animali immunizzatisi dal tetano, contiene una sostanza (che oggi chiamiamo anticorpo) capace di inibire la tossina tetanica, impedendo così una nuova infezione. 

Nel 1891 Emil Adolf von Behring, fu in grado di somministrare ad un bambino malato di difterite (dal greco diphetera, membranae da qui il termine di malattia delle membrane), patologia causata dal Corynebacterium diphtheriae, il siero contenente anticorpianti-difterici, ottenendo la guarigione del bambino. Nel 1901, Behring fu insignito del Nobel per la medicina. Successivamente, anche la medicina parigina intraprese la cura della difterite con sieroterapia, ottenendo la riduzione dal 32% al  12% dei morti per difterite ove trattati con siero immune. Nella difterite laringea dei bambini, la sieroterapia  ridusse la letalità dall’ 86% al 49%.  A Torino, nel perHiv,saiodo 1888-1897 i risultati furono addirittura percentualmente migliori, riducendo i casi mortali dal 50% al 22%, grazie alla comprensione dell’importanza della precocità nel fare la diagnosi. Concetto mutuato dall’esperienza della scuola medica britannica.Nella prima guerra mondiale si sperimentò la sieroterapia contro il tetano, per i soldati al fronte, ma i risultati non furono particolarmente brillanti.  Si dovette aspettare il 1925, quando Léon Gaston Ramon, dell’Istituto Pasteur di Parigi, comprese l’importanza di privare del suo potere tossico la tossina tetanica, trasformandola in anatossina, attraverso la conversione con formolo al 4 x mille e come tale, inocularla senza arrecare danni alla salute dei soldati. Ma già nel 1918 la pandemia di spagnola, fu il momento per la grande verifica degli effetti della terapia con siero immune ed in tempi più vicini a noi, ricordiamo il suo impiego per curare gli immunodepressi da HIV negli anni ’90, come pure contro la Sars del 2002 e l’epidemia di ebola nel 2015, per la quale l’OMS, approvò l’utilizzo del plasma immune  per il controllo di questa drammatica patologia.

Plasma

Ed oggi?  Oggi, da cittadini e da medici, è sconcertante aver assistito alla negazione delle cure, al divieto di fare visita ai  malati  affetti da covid, suggerendo loro, al telefono, di assumere solo tachipirina (rivelatasi poi rimedio peggiore della malattia, oltre che potente tossico per il fegato, non più in grado di produrre il glutatione, importante anti-ossidante organico) restando in “vigile attesa”, spesso rivelatasi “tragica attesa” senza ritorno. Ma su questo, non mi dilungo per non riaprire una ferita tutt’altro che cicatrizzata. Perché è stato ostracizzato fin dall’inizio l’uso domiciliare della idrossiclorochina o della ivermectina? Non appena i medici si sono rifiutati di sottostare agli ordini criminali delle autorità sanitarie italiane, i pazienti iniziarono a guarire rapidamente e le morti a domicilio, come per incanto, non si verificarano più! Perché, dai referenti nazionali del ministero della salute, è stato impedito, di usare l’adenosina spray in un reparto di terapia intensiva di un importante ospedale del Suditalia, ove – fino a quel momento – tale farmaco, a detta degli operatori medici dei ranghi apicali, aveva fatto miracoli? La risposta ufficiale fu che “non vi era sufficiente sperimentazione per poter proseguire con il suo uso”! 

Plasma

E da ultimo, non certo per importanza, mi chiedo il perché per i malati gravi e gravissimi che giungevano all’osservazione del Prof. Giuseppe De Donno, dopo i suoi primi brillanti successi su 58 pazienti strappati a morte certa, non è stato più concesso di continuare con la sua geniale intuizione di utilizzare il plasma iperimmune di pazienti guariti da covid su pazienti in fase acuta dimalattia? Il Prof. De Donno è stato abbandonato dalla classe medica asservita al potere politico centrale. Il primo segnale del bieco boicottaggio giunse dall’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) e dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), allorquando questi due enti, affidarono la sperimentazione scientifica della sua scoperta ai medici della scuola di Pisa e non al suo reparto, al suo ospedale o a quello di Pavia, con il quale collaborava costantemente durante l’epidemia. Si preferì trasferire tale compito in regione Toscana, dove la Kedrion Biopharma (attorno agli 810 milioni di euro il fatturato 2019), è il colosso dei plasma-derivati, il cui amministratore delegato, Paolo Marcucci, è fratello del senatore Andrea Marcucci, capogruppo al senato del PD, il quale partito, combinazione (!), ha il controllo della regione Toscana. Proprio qui, l’ ISS, ha autorizzato la sperimentazione al plasma del prof. De Donno, con il mero intento di banalizzarlo per affossarlo, giacchè mai, neppure per un minuto, in regione si era smesso di parlare di vaccini. 

Plasma

De Donno viene quindi abbandonato ed umiliato, ma in febbraio 2021, giunge, dalla prestigiosa rivista americana la “Mayo Clinic proceedings” (che fa capo alla Mayo Foundation), il giusto riconoscimento, attraverso la pubblicazione dei risultati positivi ottenuti nella “grande mela” con tale metodica.  Ma in Italia, questo riconoscimento rappresenta solo un’insidia per coloro che, a vario titolo e per ragioni “oscure” sono “costretti” a parlare solo di vaccini. Al Professore, oggi certamente nel Regno dei Cieli, ma non per suo così precoce desiderio, rimane la soddisfazione che moltissimi altri centri clinici nel mondo stanno adottando le sue cure dal costo irrisorio, inferiore ai 100 euro, mentre BigPharma si appresta a mettere sul mercato analoghe cure a base di “anticorpi monoclonali” al prezzo venti volte superiore per ogni singola dose.  

Da ultimo, al di là delle brevi argomentazioni fin qui esposte, rimane particolarmente aperta e fino ad ora non dibattuta, o quantomeno, non sufficientemente dibattuta, la problematica relativa all’impiego di sacche di siero e di sangue, provenienti dai donatori.  Da quando è stato introdotto il primo dispositivo genico (arbitrariamente chiamato “vaccino”, ma privo delle più elementari caratteristiche per essere considerato tale) ad oggi,circa 2/3 della popolazione italiana, stando alle notizie ufficiali, ma forse meno, si è sottoposta all’inoculo.

Ma anche per il futuro, saranno necessarie, a vario titolo, le trasfusioni di sangue, come pure di plasma.  Quest’ultimo, non solo per fornire tempestivamente una quantità anticorpale in caso di patologia da Sars-Cov-2 in fase acuta e complicata, ma anche per fornire albumina, in caso di una sua importante ed acutacarenza, come accade in seguito a shoch ipovolemico per importante perdita di liquidi – come ad esempio nei grandi ustionati –  e/o per fornire nell’immediato, la più importante proteina organica prodotta dal fegato ed il cui  effetto antinfiammatorio  impedisce la formazione della PCR (proteina C reattiva), ad effetto invece pro-infiammatorio, foriero di molti altri effetti negativi. Sorge ora il quesito seguente: chi ha scelto legittimamente e liberamente di non “vaccinarsi”, perchè non garantito dagli attuali“dipositivi” della BigPharma, ancora per molto tempo in fase disperimentazione sull’uomo, in caso di necessità acuta ad essere trattato con sangue o plasma di donatore, avrà il grosso problema di subire, seppure indirettamente, le conseguenze di una “vaccinazione”,  fino a quel momento evitata?

Rimanendo ai dati del ministero della salute, questi sembrerebbero indicare una popolazione di vaccinati attorno al 50 – 60% .  E poi?… Di certo, la scelta per il si o per il no al possibile trasferimento di proteina spike e di altri elementi disciolti nel materiale organico proveniente dai “vaccinati”, non potrà essere fatta dall’interessato (soprattutto se in coma) e perché non scritta preventivamente  su un cartellino sanitario! Di fatto potrà quindi porsi il dilemma se morire per danni biologici naturalmente indotti da eventi nefasti o la morte per complicanze vascolari (ictus, trombosi polmonari, renali, cerebrali etc. …) conseguenti allo pseudo “vaccino”. 

Da ultimo, su questo giornale online, di recente nascita ma che già molti lettori è riuscito a conquistare per la dovizia di argomenti attualissimi ed interessanti, scritti con grande impegno ed onestà professionale dal suo Direttore, dott. ssa Marzia Chiocchi e dai molti suoi collaboratori, desidero concludere con un ricordo del valoroso ed umile Prof. Giuseppe De Donno, Collega e Maestro di etica medica per tutti noi, che ha dimostrato di sfidare impavidamente illeciti e mostruosi interessi economici, fino alla perdita della sua stessa vita, pur di difendere, con le sue terapie, quella dei pazienti che il destino gli aveva affidato.

Che la sua fede al giuramento di Ippocrate, possa continuare ad essere, per la classe medica di oggi e del futuro, il grande esempio da mutuare, per non cadere in errori e tentazioni materiali, che nulla mai avranno di umano nei confronti della sofferenza di chi si affida alla scienza, quella vera, per trovare un po’ di ristoro alle proprie sofferenze.  Grazie caro e buon Professore…..

[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, fra cui anche Marzia Chiocchi di Mercurius5, e Monica Tomasello di Catania CreAttiva, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

Potete leggere questo articolo anche su👇

EPPURE SIAMO FATTI COSI’..

di Lucia Giuliano

In questo bailamme neo culturale e scientista, forse è meglio recuperare alcuni fondamentali concetti dell’immunologia, che sono rimasti sempre uguali nonostante le mode e le nuove tendenze. Si, perché il nostro bravissimo sistema immunocompetente continua a lavorare sempre alla stessa maniera, in barba a chi si è inventato una nuova scienza, fantasiosa e  forse pure avveniristica.

Cominciamo a discutere sul fatto che mamma natura ci ha donato alcuni efficaci sistemi di barriera, che farebbero impallidire le odiose transenne davanti alla bocca, messe lì solo a confinare i “ rivoluzionari disobbedienti” delle improbabili regole attuali.

La pelle: con il suo corredo di peli, film lipidico e batteri, costituisce da sempre il primo efficacissimo rimedio contro eventuali “ malintenzionati patogeni” che impunemente volessero venire a contatto con il nostro organismo.

I detergenti e i disinfettanti utilizzati a “fermare” il virus del covidelirio, risultano essere come un missile sparato su una comunità di indigeni nella foresta, per uccidere un leone. Il leone scappa, gli abitanti muoiono e della comunità non resta altro che un cumulo di macerie. Mai tanta stupida presunzione ha potuto determinare tanti inutili danni.

Ma andiamo avanti…forse qualcuno dimentica pure, come il naso distanziato opportunamente dal viso (e non  solo per mera estetica), è dotato di rudimentali ma efficacissimi mezzi di blocco: tra queste, le vibrisse e le secrezioni ricche in IgA secretorie (la famosa vernice delle mucose, cit. di reminescenze universitarie) prodotte dall’intestino, che va approviggionando pure mucose bronchiali, congiuntivali ecc. Le mucose con le loro secrezioni, imbrigliano moltissime particelle sospese nell’aria, che vengono  poi allontanate alla velocità di 15/16 Km orari da un “ vento endogeno“, attivato da un riflesso nervoso che è lo starnuto, seguito ovviamente da una buona e salutare “ soffiata di naso” dentro il kleenex. Simile meccanismo hanno la bocca e le cavità annesse con le loro secrezioni, ed i riflessi scatenanti come i colpi di tosse.

Oggi, purtoppo, questi rudimentali meccanismi che hanno servito efficacemente i loro proprietari, sono stati rottamati da un surrogato inutile e nocivo qual è il pezzo di carta o di stoffa stampigliato sul muso a mò di bavaglio, ed e’ curioso quanto divertente, vedere a passeggio persone imbavagliate che portano a spasso i loro cani senza museruola, mentre lo starnutire o il tossire in pubblico, può far rischiare da una semplice occhiataccia della ligia  signora di turno (talvolta anche armata di bastone), agli  arresti per procurata epidemia o attentato alla salute pubblica. Forse, le nuove proposte di legge in merito, dovrebbero proporre la stesura di un nuovo “Galateo in epoca Covid “ fino all’ estensione nel codice penale di crimini contro l’umanità.

La regolazione della temperatura, il cui innalzamento, è uno dei metodi più efficaci per “estinguere nel fuoco dell’inferno” la maggior parte dei microrganismi, è stata messa alle porte dalla tachipirina, perché per qualcuno è certamente meglio nascondere un sintomo senza controllare la malattia, e sperare senza agire. Ai miei tempi, quelli della vera medicina, si lasciava il paziente a febbricitare al fine di studiare la famosa “curva termica” caratteristica insieme ad altri sintomi e segni del corpo, per fare la diagnosi al paziente durante la prima visita, direttamente a letto. La manifestazione di un miglioramento della stessa era l’indice del buon funzionamento terapeutico. Oggi quello che noto in tante persone, è che la febbre fa più paura che essere rinchiusi nella gabbia del leone (cit. quello scappato prima), per non parlare poi del controllo di altri efficacissimi strumenti di difesa (di tortura per qualcuno) quali l’acidità gastrica (spesso disturbata dagli antiacidi), la quale dissolverebbe la maggior parte degli organismi ingeriti, oltre a garantire ovviamente le corrette funzioni digestive.

Ma quando finalmente il mostro ha eluso con effetto al cloroformio tutte le prime sorveglianze, al di là delle barricate si appalesano in seconda linea i primi servizi speciali di pattugliamento:

I macrofagi fanno parte dell’immunità cellulare aspecifica, e poiché il loro motto è “da qui non passa lo straniero” se si lasciassero semplicemente in pace a fagocitare i nostri piccoli nemici ce la potremmo cavare un po’ meglio e senza troppe “discussioni”..

Stessa cosa vale per le cellule “Natural Killer” (linfociti NK) , per i mastociti, i basofili, gli eosinofili,  le cellule dendritiche e i neutrofili.. che con meccanismi differenziati assolvono a questo ingrato compito miliardi di volte nel corso della nostra vita mentre oggi sonnecchiano immobili e distratti nelle loro garitte in compagnia dei buoni ed efficientissimi  fattori bioumorali quali interferone, lisozima e complemento.

Ma una volta superata la prima e la seconda linea, esisterebbero ancora due classi particolari di linfociti atti a riconoscere e neutralizzare una presenza nemica e cioè i linfociti B (produttori di anticorpi) ed i Linfociti T in qualità di regolatori e controllori del sistema immunitario.

E’ noto come la vaccinazione  abbia determinato un implemento della durata e della qualità della vita nell’uomo  e nelle altre specie animali, ma forse non tutti fanno caso al fatto che, tale metodica, è stata inflazionata negli anni, ed abusata per ingrossare i portafogli dei produttori di farmaco che hanno mille interessi, fuorchè la salute di noi tutti. Anzi, deve essere reso noto come numerose patologie siano state create “ad hoc” , al fine di determinare la necessità del farmaco. E non parlo solo di malattie virali, ma pure metaboliche, psichiatriche ecc..

Non essendo questa la sede di tale discussione, per la quale mi riservo l’eventuale stesura di un articolo mirato, lascerei  qui solo un input per una breve ed  autonoma  riflessione sulla precocità di inizio delle vaccinazioni (a soli due mesi di vita) e l’abnorme quantità di vaccini inoculati in un’unica dose di esavalente… (un minuto di silenzio).

Ricordo, inoltre, come non sia stato mai possibile creare un vaccino su virus ad RNA (infatti nulla è stato prodotto ad esempio per i noti HCV ed HIV). Tale difficoltà è dovuta sostanzialmente alla particolare mutagenicità di tali virus e per tali intendo i virus ad RNA  come nel caso del SARS-COV-2.

Ogni immissione di nuovo farmaco sul mercato, deve seguire mirabolanti peripezie di lunghi controlli per testarne l’efficacia e la tollerabilità, oltre che l’autorizzazione di un preposto comitato etico. Per un vaccino le cose si complicano ulteriomente.

Le fasi di studio sono così sostanzialmente suddivise:

Studi di Fase I: ove partecipano alcune decine  di volontari e che hanno lo scopo di confermare nell’uomo la sicurezza del preparato già  dimostrata nelle fasi preliminari della ricerca di base, nonché valutarne la tollerabilità ovvero misurarne la  frequenza e gravità degli effetti collaterali.

Studi di Fase II: partecipano centinaia di volontari, e lo  scopo è  di confermarne ulteriormente il profilo di sicurezza e tollerabilità del vaccino, oltre a dimostrarne l’immunogenicità, ossia  la sua capacità di indurre una valida risposta immunitaria.

Studi di Fase III: qui vi  partecipano migliaia di volontari. Quasi sempre questi studi  sono condotti in numerosi centri di ricerca (multicentrici) ed ancora una volta  hanno l’obiettivo di confermare definitivamente la sicurezza, la tollerabilità e l’immunogenicità del vaccino su una popolazione molto ampia di soggetti.

Le risposte degli studi di fase, una volta conclusi in maniera positiva, vanno ulteriormente acquisite e valutate da agenzie regolatorie preposte a livello nazionale (AIFA) ed internazionale ( es FDA)  affinchè il vaccino possa ottenere l’autorizzazione al suo utilizzo. Ma anche dopo la sua autorizzazione all’utilizzo, il nuovo vaccino, così come tutti i nuovi farmaci, viene tenuto sotto controllo per rilevare effetti collaterali e/o problemi eventualmente sfuggiti agli studi clinici precedenti, perché questi si possono manifestare molto raramente o anche nel lungo/lunghissimo termine, o solo in condizioni particolari. Dopo la commercializzazione del vaccino, è possibile valutare la sua efficacia sul campo (effectiveness) intesa come la capacità non solo di stimolare una buona risposta del nostro sistema immunitario ma di prevenire le malattie causate dal microrganismo contro il quale il vaccino induce la risposta.

Balza immediatamente agli occhi come, ogni fase a partire dalla seconda e le precedenti alla prima,  siano state acrobaticamente “saltate”  e come oggi ci troviamo, in nome di un volere opportunista,  all’interno di un preoccupante fenomeno sociale gestito da una politica perversa e in malafede, inducendo letteralmente una distorsione della realtà attraverso quella della governance operativa, dove le cure veramente efficaci, semplici,  innocue ed economiche, sono state bandite! Dove muore ogni contraddittorio con la scienza più sana ed i professionisti più competenti, a favore di una narrazione univoca premeditata ed attuata da menti diabolicamente geniali.

COS’E’ la BI-ACC (BIOIMPEDENZIOMETRIA-ANALISI COMPOSIZIONE CORPOREA)

di Marco Lehnus

La BI-ACC è un esame non invasivo, che viene condotto dal medico, mediante l’utilizzo di “elettrodi rilevatori” posti sulla cute del paziente (mano destra e piede destro), in grado di rilevare la capacita’ della nostra cute a trattenere il passaggio di una debolissima quantità di corrente. Una buona a trattenere (resistenza), è indice di un buon stato di salute.

E…se mettessimo le dita in una presa di corrente?

Non equivarrebbe ad eseguire una BI-ACC ! Innanzitutto perché la quantità di scarica elettrica subita, sarebbe eccessiva, oltre che pericolosa e secondariamente, perché ciò non fornirebbe alcun dato clinico !

Di contro, la BI-ACC fornisce un’ ampia quantità di dati, estremamente utili per comprendere  in quale situazione di eventuale alterata fisiologia il nostro corpo si trovi in quel momento.

Cosa valuta la BI-ACC?

La Bi-ACC, fa un’analisi particolareggiata della composizione corporea, ovvero dei molti elementi che compongono e fanno funzionare in armonia   – ovvero in fisiologia –   il nostro organismo. La “composizione corporea “ ,  quando alterata in una o più delle sue componenti, determina inevitabilmente la comparsa dei cosiddetti MUS (Medically Unexplained Symptons)  ovvero  sintomi medicalmente non spiegabili,  di cui più sotto viene data una spiegazione di approfondimento.

Principali parametri esplorati dalla BI-ACC

– Il funzionamento della cellula e della sua membrana di rivestimento. La cellula è unita’ fondamentale del nostro sistema vivente!

– Lo spazio extracellulare (o matrice), estremamente importante in quanto rappresenta la “via di comunicazione di informazioni e di trasporto di sostanze” (ormoni, mediatori chimici, neurotrasmettitori, …) con la quale tutte le cellule del nostro organismo devono necessariamente avere a che fare. Non a caso, lo spazio extracellulare o matrice, viene anche chiamato “sostanza fondamentale”!

– La percentuale di acqua presente nelle cellule e quella presente nello spazio extracellulare.  Serve a comprendere se la persona in esame è disidratata e, di conseguenza infiammata (ricordiamo che l’infiammazione e’ la base di impianto di moltissime malattie, anche molto serie come i tumori)

-Il rapporto percentuale fra le masse, ovvero, fra la quantità di massa grassa e di massa magra (muscoli, ossa, cervello, cuore, rene, fegato, pancreas e matrice).  L’alterazione di questo rapporto, avvia nel tempo la comparsa di malattie.

La distribuzione degli elettroliti (sodio, potassio, magnesio, calcio…) dentro la cellula e al di fuori di essa (acqua intra ed extracellulare).

La quantità di proteine presenti nell’organismo e la densità del tessuto osseo (da molti conosciuta come Moc o densiometria ossea).

– Lo stato di energia in cui si trova il paziente in esame (in particolare esplorando il cosiddetto “asse dello stress” (rappresentato da:  ipotalamo-ipofisi-tiroide-surrene-testicoli/ovaie)

I molti parametri e le correlazioni che l’esame BI-ACC consente di approfondire ulteriormente, non trovano agevole spiegazione in questa brochure, pertanto si rimanda all’incontro con il medico!                                                      

Passiamo ora alla comprensione dei MUS che costituiscono un concetto di assoluta importanza, molto spesso non preso nella dovuta considerazione da medico e paziente, per mancanza delle specifiche conoscenze in questa materia da parte del medico e per esiguità dei sintomi avvertiti da parte del paziente.

MUS

Medically Unexplained Symptoms (Sintomi medimecalmente non spiegabili)

I sintomi di seguito elencati, sono l’espressione diretta e chiara dell’ avvenuta

ALTERAZIONE DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA

E’ sufficiente la presenza di un in elenco per poter già iniziare a parlare di alterazione della composizione corporea

Sintomi

SINTOMI VAGHI E ASPECIFICI (MUS)

  • Stanchezza o affaticamento persistente non ristorati dal sonno
  • Disturbi del tono dell’umore
  • Soffre da tempo di insonnia persistente o risvegli notturni
  • Soffre da tempo di sonnolenza durante la giornata
  • Si sente da tempo un soggetto ansioso
  • Si sente da tempo apatico
  • Soffre di attacchi di panico
  • Percepisce a riposo alterazioni del battito cardiaco (aritmie, tachicardie)
  • Ha notato da tempo modificazione dell’appetito (fame eccessiva o mancanza di appetito)
  • Soffre di attacchi di fame notturni
  • Acidità, dolori alla bocca dello stomaco, nausea o senso di pienezza dopo i pasti (soprattutto dopo ogni assunzione di cibo)
  • Stitichezza periodica
  • Colon irritabile e/o  alvo alterno
  • Mani e piedi spesso freddi
  • Si sveglia spesso di cattivo umore
  • Soffre di alterazione della sudorazione durante il sonno  
  • Prova di frequente un senso di colpa ingiustificato
  • Incontra difficoltà nel provare piacere in seguito a fatti positivi
  • Ha riscontrato una decisa perdita di peso negli ultimi mesi
  • Quando si sveglia al mattino percepisce assenza dello stimolo della fame    
  • Ha mai seguito diete restrittive

SINTOMI COGNITIVI

(per test ANS e PPG)

-Ha da tempo problemi di memoria

-Ha da tempo difficoltà a concentrarsi- Ha notato una scarsa capacità di giudizio

-Vede da tempo tutto negativo

-Ha pensieri che ricorrono costantemente

-E’ da tempo in uno stato di costante preoccupazione

SINTOMI FISICI

-Soffre da tempo di nausee o vertigini

-Ha da tempo dolori persistenti

-Ha raffreddori frequenti

SINTOMI EMOZIONALI

-Percepisce da tempo stati di irritabilità o irascibilità

-Percepisce da tempo stati di agitazione e/o incapacità a rilassarsi

-Si sente da tempo persona sopraffatta

-Percepisce da tempo uno stato di solitudine e/o isolamento

-Percepisce da tempo uno stato di malinconia e/o infelicità generale

SINTOMI COMPORTAMENTALI

-Dorme troppo o troppo poco

-Ha la tendenza ad isolarsi dagli altri

-Ha la tendenza a procrastinare o trascurare le proprie responsabilità

-Fa uso di sigarette, bevande o cibi per rilassarsi

-Ha sviluppato da tempo abitudini nervose (es. : mangiarsi le unghie o altro)

-Cosa fare in caso di SOVRAPPESO e/o presenza dei MUS: valutazione dietologica ?

approfondire il problema sotto il profilo neuro-endocrino con il medico esperto di nutrizionismo clinico,  in grado di eseguire la BI-ACC  (analisi della composizione corporea) ?

Gli elementi fin qui esposti, dovrebbero agevolare la comprensione sulla differenza che intercorre tra un approccio dietologico ad un dato problema e l’approccio allo stesso problema secondo la ricerca dell’alterata fisiologia neuro-endocrina, che ha dato origine a cascata alla comparsa di varie problematiche che disturbano la persona interessata. Il medico-nutrizionista attraverso l’analisi della Composizione Corporea, (Biacc), ricerca ed individua gli elementi che hanno causato l’alterazione della fisiologia portando l’organismo in patologia neuroendocrina con comparsa di molti segni e sintomi (MUS) specifici.

L’ approccio della dietologia, soffre un po’ della sua oramai lunga vita, vissuta sotto ogni forma di dieta e privazione ed ancora prevalentemente circoscritto al problema del sovrappeso come tale, anche quando correlato a malattie già in atto quali ipertensione, malattie cardiache, vascolari e metaboliche.

Elementi comuni di valutazione per il medico dietologo e per il medico nutrizionista sono la visita medica, gli esami del sangue, eventuali accertamenti cardiologici, unitamente ad alcuni dati antropometrici (peso, altezza, sesso, massa magra, massa grassa e acqua totale) del soggetto in esame.

La valutazione del medico nutrizionista, partendo da alcuni dei punti di cui sopra, si avvale, come detto, dell’ analisi della composizione corporea (BI-ACC), imprescindibile per allargare il proprio orizzonte di informazioni concernenti :

-la cellula

-la condizione della membrana cellulare (che avvolge la cellula)

-l’ambiente extracellulare

-le masse (magra e grassa)

-l’acqua intra ed extracellulare

-lo stato dell’ asse dello stress (asse ipotalamo-ipofisi-tiroide-gonadi-surrene), noto anche come asse HPA

Sono questi gli elementi che, in caso di alterazione nella loro composizione e conseguente funzione, daranno l’ inevitabile avvio alla comparsa di sintomi (MUS), sopra evidenziati.

COME SI CURANO I SINTOMI?

Individuati i MUS, questi non si curano con i farmaci, come abitualmente accadrebbe con la medicina classica. L’unica cura è rappresentata dal à ripristino della composizione corporea, attraverso l’assunzione, di cibi adatti al nostro organismo, nel rispetto cronologico dei nostri ritmi biologici. In associazione al cibo, possono essere consigliati integratori di elettroliti e albumina.

Di quali elementi tenere conto nella scelta del cibo? Due sono gli elementi fondamentali di cui occuparsi:

-riferimento alle fasi di attività del sistema nervoso autonomo (SIMPATICO E PARASIMPATICO), ovvero i nostri ritmi cronobiologici

-Assunzione di cibo adatto all’ora nella quale è attivo il simpatico o il parasimpatico.

-Il protrarsi di errori concernenti l’assunzione di cibi non adatti al ritmo biologico “simpatico/ parasimpatico”, come pure la scarsa assunzione di acqua giornaliera e la riduzione delle ore di sonno serale e notturno,  sono gli elementi di fondo per l’ alterazione della composizione corporea con successiva ed inevitabile comparsa dei MUS.

E dopo aver preso atto, seppur in breve sintesi, degli aspetti dei quali la medicina classica ufficiale non tiene conto e non dice, si può concludere che :

nell’ inscindibile binomio mente-corpo dell’essere umano, l’analisi della composizione corporea (BI-ACC), si inserisce nel contesto della ricerca delle molteplici ragioni che determinano la perdita dello stato di fisiologia neuro-endocrina, che vede nella infiammazione il “primum movens” e nei conseguenti MUS, quei segnali chiari che, se trascurati (ahime’ ancora troppo spesso), diverranno la porta diretta d’accesso alle patologie conclamate!

-Alterazione composizione corporea

-Infiammazione

-Mus

-Malattia…

                                                             

LA DERIVA SANITARIA

di Lucia Giuliano

Appena sentito alla radio che il Comitato Tecnico Scientifico sta ridiscutendo i parametri per determinare i colori delle regioni.
Praticamente, con l’arrivo della bella stagione, il virus fisiologicamente tende ad affievolirsi, lo abbiamo visto l’anno scorso, di conseguenza per riuscire a mantenere lo stato di emergenza e continuare a limitare diritti e libertà dei cittadini, cambiano di nuovo i parametri di valutazione, non si guarderà piu infatti all’indice RT d’ora in avanti, poiche è destinato a scendere drasticamente con l’estate in arrivo, ora si deciderà in base alla percentuale di va**inati nella regione e al numero di persone ricoverate.
Lo capite o no ancora?
Ogni volta che non hanno più i numeri per tenerci chiusi, cambiano i parametri.

Ripercorriamo le fasi della “pandemia” e i vari cambi di parametri di valutazione⬇️

Allora, all’inizio la scusa per adottare restrizioni e reprimere diritti e libertà dei cittadini era il fatto che le terapie intensive erano sovraffollate e bisognava contenere il contagio per permettere che si calmasse l’emergenza ospedaliera. (anche se ancora ad oggi non c’è nessuna prova scientifica, nessuno studio, che attesti la validità dei lockdown, del distanziamento e dell’uso delle mascherine per limitare la diffusione del virus)
Poi è arrivata l’estate, e come accade dall’alba dei tempi, con il caldo, il sole e la bella stagione, il co**d come qualsiasi altra influenza virale è andato indebolendosi, facendo svuotare di fatto gli ospedali, e nonostante l’aumento esponenziale del numero di tamponi giornalieri per trovare positivi, siamo riusciti a passare un’estate quasi normale. A quel punto non avendo più pretesti per continuare a reprimere il popolo e di fatto archiviare la democrazia, il CTS (Comitato tecnico scientifico) ha cambiato i criteri di valutazione, poiché a Luglio c’erano 3 persone in Italia in terapia intensiva, da settembre infatti non importava piu se le terapie intensive fossero piene o meno, per far riprendere le restrizioni si è introdotto un indice RT al di sopra del quale automaticamente queste scattavano.
Prima di Natale peró i contagi erano talmente bassi che si rischiava di passare un Natale normale, l’Italia era tutta zona gialla, a quel punto per riportarci agli arresti domiciliari si è deciso che bisognava cambiare nuovamente questi criteri, e si è abbassato l’indice RT, così facendo ci siamo fatti un bel 40 giorni segregati in casa.
A Febbraio, dopo essere tornati in zona gialla per 2 settimane e aver riassaporato un po di semi libertà, siccome l’indice RT non è più sufficientemente, per rimetterci gabbia, cambiano di nuovo i criteri di valutazione della situazione, a quel punto non importava se l’indice RT è sotto la soglia limite, bisognava anche valutare le varianti “pericolosissime” del virus e così da una settimana all’altra mezza Italia è tornata arancione, LOCKDOWN!
Ora cambiano di nuovo per avere la scusa di mantenere le restrizioni anche d’estate.
Praticamente è dall’aprile del 2020 che gli ospedali non sono più in emergenza, le terapie intensive sono state addirittura meno affollate degli scorsi inverni, dati alla mano, ma nonostante questo, dopo un anno siamo ancora qui a parlare di coprifuoco e limitazioni di libertà!
Chi non vede queste palesi evidenze, deve avere qualche problema cognitivo. Forse sarebbe il caso di iniziare a svegliarsi e rendersi conto che questa “emergenza” è strumentalizzata e funzionale ad un cambio totale e permanente di modello sociale.

Cit. Weltanschauung italia

LA MEDICINA TRADITA

di Lucia Giuliano

Mai e poi mai avrei immaginato, fino ad un anno e mezzo fa, ciò che saremmo diventati oggi.

Come persona dotata di buona razionalità, nessuna delle mie più fervide fantasie avrebbero potuto prendere il posto del mio senso critico nonostante, già da tempo, avessi annusato “qualcosa nell’aria”…

Sono laureata in Medicina e Chirurgia e in Scienze Tecnologiche Alimentari. Ho dato, con il massimo dei voti, materie come Microbiologia, Genetica Medica, e sono Specialista in Reumatologia.. Ho conseguito tre Master Universitari, e numerosi altri titoli ancora, che mi hanno formata con una visione olistica dell’uomo e del suo equilibrio. Una vita passata sui libri lavorando sodo tra i reparti di medicina generale, oncologia, pneumologia, medicina d’urgenza e pronto soccorso. Sul territorio in guardia medica, come medico di famiglia ed in emergenza territoriale, e cinque anni in psichiatria alla direzione di una struttura per disabili psichici. Eppure, nulla di tutta questa esperienza professionale, oggi, vale  più del parere di un laureato in Scienze Politiche, di un avvocato e di un economista, che prendono in maniera delirante le redini di una nazione, già da tempo svilita, per consegnarla in pasto ad un mostro, creato sovvertendo tutte le leggi della medicina e della scienza in generale. E cosa ben più grave, lo stesso popolo che ai bar, per le strade, davanti alla tv, malediva il continuo ladrocinio di un’incapace classe dirigente politica,  oggi, si consegna spontaneamente alla gogna del mainstream e della propaganda dittatoriale, le cui fila sono mosse dalla stessa classe politica, la cui regia appartiene ai più elevati livelli di massoneria.

Così, la “ bravissima dottoressa”, tanto ben considerata e ben voluta, come altri colleghi certamente più valorosi e competenti (ed è questo che è veramente pazzesco e raccapricciante), viene trasformata dalla società che la circonda in una pazza visionaria,  le cui medaglie al valore, guadagnate durante una vita onestamente dedicata alla medicina, vengono sostituite dalle moderne  etichette di “ complottista, no vax, no mask, negazionista e quant’altro, per mano di un popolo incattivito, sicuramente stanco ma più ignavo che ignorante, incapace di argomentare.

Detto questo, potrei adesso parlare all’infinito delle numerose pazzie pseudo-scientifiche dalle quali siamo continuamente bersagliati, che hanno portato alla totale disgregazione della società, dell’economia, ed allo sconquasso delle più basilari leggi della medicina. Ma andiamo per ordine. Ad oggi, versiamo in uno stato definito di “pandemia”, sebbene non sia mai stato dichiarato neppure dall’OMS.

Da subito, o quasi ( perché prima occorreva favorire la diffusione del virus, provocare i primi morti,  l’angoscia nel popolo, poi distruggere i cadaveri ecc), il problema pandemico è stato affrontato con mezzi già discutibili ai più bassi livelli di prevenzione…le mascherine!

Per chi non lo sapesse, la mascherina più efficace e non comunemente in commercio è la N95, i cui pori non scendono sotto i 300 nanometri; le mascherine chirurgiche hanno pori di 700 nm e le FFP2 stanno a metà strada. Il virus SARS COV 2 ha dimensioni  che oscillano intorno i 140 nm . Le tanto decantate Spike, non superano i 20 nm. Bene, provate ad immaginare come tale virus possa essere fermato da “buchi” ben più grandi delle sue stesse dimensioni. Eppure, ancora oggi, si pretende il loro utilizzo, sebbene gli effetti collaterali da un impiego sconsiderato superino di gran lunga gli ipotetici benefici. Ma la cosa che fa più specie, è che a fronte di tutto ciò, dobbiamo considerare come le stesse mascherine si trovino spesso abbandonate ovunque, oppure, indossate e reindossate sino a vederle nere o macchiate di caffè sui volti, e come, la maggior parte delle persone non ragioni sul fatto che, se tale virus fosse veramente così contagioso ed aggressivo, basterebbe solo questo comportamento a fare estinguere il genere umano!

Vogliamo parlare del distanziamento sociale?

Sebbene teoricamente utile in tempi di epidemia, è certo che non avevamo bisogno di tanta rigidita’, imposizioni, in quanto il distanziamento, e’ comportamento comune tra le persone anche solo raffreddate. Sarebbe bastato regolarizzare in modo migliore le indicazioni e, il popolo, avrebbe mostrato davvero tanto senso civico, come ha fatto sin dall’inizio di tutto, e avrebbe, certamente, capito lo stesso. Invece, tale strumento di difesa istintivo e naturale, è stato inflazionato,  con l’unico scopo di determinare tra le persone diffidenza, anaffettività ed addirittura ostilità, sfociata talvolta in episodi di violenza. Ogni conseguenza è stata tesa a determinare il crollo dell’umana relazione, e cosi, a valle, di un effetto domino anche per il capitolare di un’ economia già zoppicante.  In paesi più evoluti, cito la Svezia solo come esempio, il distanziamento sociale è stato applicato solo per anziani e fragili, che sono stati invitati a vivere nelle  periferie delle città e in mezzo ai boschi, consigliati, nel limite delle possibilità, a svolgere attività all’aria aperta  per il tempo necessario.  Le classi sociali sane, invece, seppur con qualche limitazione per lo più legata al buon senso, hanno svolto le loro nomali attività, favorendo, come da secoli la medicina conosce, la cosiddetta “immunita’ di gregge”, con notevole depotenziamento dell’aggressività del virus.

La COVID 19, certamente, può essere una patologia estremamente pericolosa per l’uomo, ma non sarebbe stata così diffusibile nè tantomeno mortale, se si fossero adottati tutti i criteri scientifici e del buon senso atti ad impedirne i contagi. Si sarebbe dovuto favorire il rinforzo delle difese immunitarie con campagne di educazione di  vita all’aria aperta, movimento, attività sportiva, sana alimentazione, buonumore. L’uomo, per fortuna,  possiede già  i propri meccanismi di difesa contro le malattie da microrganismi, ragione per la quale, scrive la sua storia e non si è estinto insieme ai dinosauri. Infatti le prime vie aeree, con le loro secrezioni, gli epiteli, le IgA secretorie, ed il corredo di mezzi meccanici (es. le vibrisse nel naso, la tosse, gli starnuti) , riescono molto meglio di una mascherina, a gestire l’ingresso di virus e batteri. Ma  tali meccanismi sono stati pure tutti boicottati dall’utilizzo, fuori  logica, di un uso indiscriminato e ossessivo di disinfettanti personali ed ambientali. Persino starnutire o tossire sono atti resi quasi criminosi  o almeno  imbarazzanti.

In Italia, sappiamo come le persone siano state tutte isolate dentro casa, favorendo l’iperalimentazione e la sedentarietà, la depressione, la rabbia, la stanchezza e pertanto l’abbassamento delle difese immunitarie e l’innalzamento dell’indice di intolleranza nei confronti dell’altro. E’ stato registrato un incremento del numero di suicidi e di tentati suicidi addirittura tra i giovani, sempre più demotivati e frustrati e accecati da ore passate in DAD. I malati di COVID abbandonati a se stessi, con “vigile attesa e tachipirina”, si sono trasformati in decine di migliaia di morti che dovranno pesare sulla coscienza dei fautori di questo genocidio, ovvero, le classi dirigenti della politica, della sanità e delle forze dell’ordine, nonché di tutte le persone che hanno accettato tutto questo a testa bassa, desiderando addirittura  le frustate, a dorso nudo, in “nome di un bene superiore” ahimè inesistente. Mi viene da pensare che, se fosse sceso di nuovo Gesù Cristo sulla terra, nessuno gli avrebbe creduto, mentre un Governo più in malafede che idiota, ha preso letteralmente posto nella testa di moltissimi Italiani, riempendola di bugie, peraltro e per molti versi, alquanto fantasiose.

Considerate queste e moltissime altre cose, la ragione e l’intelligenza di base, mi portano  a pensare che sarebbe bastato potenziare l’assistenza domiciliare, permettendo ai medici di base  e le USCA di fare il loro dovere, ovvero, visitare i malati e prescrivere loro i giusti rimedi, prendendosi  carico di tutti gli aspetti legati alla prevenzione della trasmessibilità del virus. Forse, i posti nelle intensive, avrebbero dovuto essere potenziati; e dico forse, non a caso, perché, probabilmente, tutto cio’ non sarebbe stato necessario se avessimo lavorato bene. La gestione scellerata della sanità, sin dai primi accorpamenti e riduzione di posti letto con la Legge 5, ha preparato il terreno al collasso, già evidente durante la stagione influenzale e reso insostenibile dalla velocità della diffusione di un’epidemia troppo spesso ingigantita dai numerosissimi test farlocchi, tesi a dimostrare, con effetti speciali, la presenza di un virus mai sequenziato perche’ impossibile da sequenziare”.  Le decine di migliaia di morti non sono bastate a bloccare la pandemenza sociale, in quanto, il peso del giogo dell’angoscia, non ha permesso a molti di sollevare il capo e di vedere che oltre le proprie scarpe esiste il sole.  Ma l’onda anomala si spinge ancora più nell’entroterra, portando con gli obblighi vaccinali e i passaporti sanitari (conquistati come fossero il lasciapassare che sancisce il diritto di vivere) solo spettrale desolazione, fatta di sacrifici di gente normale e oggi resi macerie galleggianti in un mega pantano politico, mentre i corpi di milioni di persone già giacciono sul fondo, immersi dal fango che li ha uccisi e che continuerà ad uccidere nell’ignoranza della diabolica intelligenza di chi ha pianificato questo olocausto.            

IN SCIENZA E COSCIENZA

di Marzia MC Chiocchi

E’ una delle tante storie di medici di scienza e coscienza, di cui abbiamo letto e sentito parlare in questi ultimi mesi. Il protagonista della vicenda che andremo a raccontare e’ il dott. Ennio Caggiano, medico di base della provincia di Venezia. Della sua lunga esperienza professionale ha molto da rivelare, non solo per le mille storie di vita quotidiana vissute seguendo i suoi pazienti, ma anche per i numerosi attacchi subiti da alcuni colleghi, non proprio in linea con il suo operato, sempre teso a proteggere i propri assistiti. Tralasciando, però,  il passato, arriviamo al 2020 anno nefasto e infausto per i motivi che ben conosciamo. Caggiano, uomo dallo spiccato senso dell’umorismo e dell’ironia, nelle pagine dei social, così come nel suo ambulatorio, non ha mai nascosto la voglia di prendere in giro alcune scelte del sistema sanitario, pubblicando e appendendo vignette e frasi ironiche come forma di denuncia. Così, sopratutto in quest’ ultimo anno, sono state varie le visite di ispezione dei cosidetti “verificatori “, alias ambasciatori del potere costituito pronti ad attaccare il malcapitato medico, reo, questa l’accusa, di aver utilizzato metodi poco professionali all’interno di una struttura pubblica ( ambulatorio ), per esprimere il proprio dissenso.

Così, è arrivato il 5° richiamo della sua carriera. Dagli altri ne è uscito sempre abbastanza bene, non perché i “controllori” ritenessero che avesse ragione, ma più che altro perché, considerandolo una persona scomoda, punirlo, avrebbe peggiorato la situazione sollevando un polverone che a loro, in quel momento, non avrebbe portato beneficio.  Poche settimane fa, invece, l’ultimo procedimento a suo carico, ha visto applicare, per tre mesi, la riduzione dello stipendio del 10%, come avviso di ciò che potrebbe accadere nell’immediato futuro: sospensione dello stipendio e risoluzione del contratto.

Perche’ proprio adesso una punizione cosi estrema?

Perché probabilmente gli ispettori amano “ vincere facile”, come recita un famoso spot pubblicitario, e solo adesso hanno trovato terreno fertile per attaccare duramente, sostenuti da una politica che trova nutrimento nel terrore, che il governo sta seminando a piene mani. I pazienti del dott. Caggiano, per questo, oltre ad avere espresso tutta la loro solidarietà, si sono detti preoccupati, perché se il loro medico non potrà più esercitare, se ne vedranno assegnare uno, che qualcun altro avrà scelto per loro.

Il dott. Caggiano, al momento in cui il lettore scorrera’ questo articolo, si troverà davanti al Collegio Arbitrale dove illustri giustizieri, decideranno la sua possibile radiazione dall’Albo dell’Ordine dei Medici per eccesso di libera espressione, comunicazione e per aver abusato del diritto di parola e satira. Nel frattempo, poi, si è  permesso di affrontare,  con i suoi pazienti, l’argomento “vaccini“, tema divenuto ormai dogma, su cui non si puo’ e non si deve assolutamente discutere. Ma occorre puntualizzare che, le idee del dott. Caggiano sono sempre state critiche, spesso ironiche, a volte polemiche, discutibili, ma mai in assoluto contrarie. Un esempio per tutti: in una vignetta ha scritto. ..il vaccino rende liberi…attirandosi l’accusa di farsi gioco dell’olocausto ( in riferimento alla frase che campeggiava sul cancello d’ingresso di Auschwitz…il lavoro rende liberi…). Ma il senso di ciò che ha scritto, indubbiamente e cinicamente crudo, era quello di prendere in giro quella forma di comunicazione, inizialmente velata, per cui farsi il vaccino ti rende libero,  permettendoti di circolare senza impedimenti (vedi pass). Caggiano, infatti, ha spiegato che i vaccini non si dovrebbero fare per amore di qualcuno (il prossimo), ma per  consapevolezza, nella piena libertà di scelta. E queste parole lo hanno isolato dai colleghi, lasciandolo solo, in compagnia dei propri pazienti e di qualche giornale e TV che ancora gli danno spazio (non il mainstream).Il Collegio Arbitrale ( il plotone d’esecuzione dell’età contemporanea, come lo definisco io), non fa paura al dott. Caggiano, che ritiene di doversi difendere dal niente, cosciente  che esprimere il proprio pensiero non sia un reato (Art. 21 della Costituzione Italiana, testo che i nostri politicanti hanno deciso di riporre in qualche scaffale di un fornito rigattiere).

Caggiano spiega come il caos della classe medica, derivi da una strategica decisione presa molti anni fa dallo Stato italiano con il blocco dei contratti, con la nascita del PATTO AZIENDALE, che ha posto il medico di base o di famiglia in una condizione di ambiguità, non essendo piu’ un libero professionista né un dipendente. Lavora su un accordo manageriale nel quale sono elencati i suoi compiti che, se rispettati, non gli arrecheranno alcun fastidio.  Nel testo sono previsti una serie di accordi, grazie ai quali, il medico, può  guadagnare di più. Es: (prescrivendo una visita specialistica ad un paziente, deve indicare la motivazione, per la quale ricevera’ un compenso  extra, dal momento che lo dirigerà verso uno specialista). Ma secondo Caggiano, la motivazione, dovrebbe far parte della coscienza deontologica,  per la quale, come accadeva molti anni fa, non si percepiva ( in quel caso) una lira in più. La sua scelta libera e personale non è stata presa bene dai suoi colleghi, che lo hanno criticato e attaccato per non volersi allineare al “ Sistema “. Cosi, anziché pensare alle proprie decisioni in merito, i medici del Sistema lo hanno messo  in difficoltà, segnalandolo alla dirigenza sanitaria territoriale.

Con l’introduzione del patto aziendale sono entrati in gioco anche nuovi percorsi come: la medicina in rete, che dà la  possibilita’ di controllare dal web la scheda anamnestica del paziente, laddove il proprio medico di famiglia non sia presente e occorra usufruire della professionalità di un sostituto. Le medicine integrate e di gruppo, con ambulatori collocati, di frequente, a fianco o nello stesso palazzo in cui trovano sede le farmacie, dove lavorano più medici, e nascono maggiori collaborazioni. Fungendo da poliambulatorio, la struttura, spesso, si avvale di una segretaria che, svolgendo il ruolo di filtro, ha notevolmente allentato il rapporto diretto e fiduciario tra paziente e medico, privando sempre di più  la famiglia di una risposta veloce, in caso di emergenza.

E’ certo che la storia del dott. Ennio Caggiano non è isolata, e come lui, altri validissimi medici, si trovano nelle sue stesse condizioni e stanno vivendo momenti di estrema difficoltà, perche’ si pongono domande su cosa sia giusto e sbagliato,  non accettando che, ad esempio, un siero sperimentale, definito in maniera volutamente erronea, “ vaccino”, sia inoculato facendo firmare fogli di consenso a chi si sottopone alla sperimentazione, senza che ne sia fino in fondo consapevole. Così le persone, per paura o per ritorsioni sul posto di lavoro, abbandonano la difesa dei propri diritti e si lasciano convincere della bontà ed efficacia della “ fiala magica” , subendo i conseguenti effetti collaterali, a volte leggeri, a volte gravi. Sono tante, purtroppo, le persone che, dopo l’inoculazione stanno male, in qualche caso ricoverate sotto flebo, senza trovare il coraggio di raccontare l’accaduto, per timore o anche perché ignare dell’esistenza di associazioni che, da anni, affrontano la difesa di persone che portano su se stesse, i segni degli eventi avversi anche della malasanita’.

Come il dott. Caggiano stesso ha affermato “Se avessi aderito al Patto Aziendale, tradendo il Giuramento di Ippocrate, i miei pazienti, e lavorando in un poliambulatorio, oggi il mio compenso mensile sarebbe di €.3000,00 in più. Capite perche’ tutti i medici stanno zitti?”

Tra le associazioni che sono da tempo in prima linea per la difesa dei diritti umani in tema sanitario, voglio ricordare,  in particolare, la CORVELVA ( che da oltre 25 anni opera per la liberta’ di scelta delle vaccinazioni) con sede a Vicenza, e la COMILVA (associazione dalle stesse finalità, con sede in varie regioni italiane). Chi avesse bisogno di consigli può rivolgersi direttamente a loro.

La situazione, come dichiara il dott. Caggiano, è peggiorata lo scorso anno con il Covid, a causa del quale, sono stati sospesi gli screening per le diagnosi precoci di malattie che, se affrontate con tempestività, avrebbero potuto arrecare minori costi per i pazienti, in  termini di denaro e spesso di vite perdute. Con il Covid e’ stata fermata la prevenzione, non si e’ mai parlato di adeguata alimentazione, di rafforzamento delle difese immunitarie, di adottare uno stile di vita sano, che comporti una dieta ricca di frutta e verdura, senza fumo ed eccessi di sostanze alcoliche. E ancor peggio, e’ stato precluso l’esercizio fisico. Tutto ciò che poteva rappresentare beneficio per il corpo e la mente ( e qui e’ la giornalista che scrive) e’ stato eliminato, a partire dalla chiusura ( siamo arrivati al traguardo dei 7 mesi ) delle palestre e ancor peggio delle piscine, che con il quantitativo di cloro presente, a detta degli esperti, non avrebbe creato problematiche di alcun genere. Ma il “Piano” doveva inglobare ogni malefatta pur di creare tensione e disagio. Si contano e si conteranno ancor di più  nel prossimo futuro coloro che, nella difficoltà cognitiva sempre più incalzante, per antidepressivi, ansiolitici e porcherie simili assunte, per tamponare attacchi di ansia, depressioni e sbalzi umorali,  cammineranno, si sposteranno e viaggeranno come automi.

Per concludere, non resta che aspettare l’esito del colloquio che il dott. Caggiano ha affrontato davanti al Collegio Arbitrale della sua ASL, pronti a seguire gli sviluppi di questa antidemocratica vicenda, assurda, paradossale e priva di logica.