SOSPENSIONE DAL LAVORO: il green pass NON E’ APPLICABILE

Condividiamo un documento del dott Massimo Coppolino sull’inapplicabilità del Green Pass per la sospensione dal lavoro.

N.b.: il funzionario che firmerebbe il provvedimento di sospensione può essere querelato per danni morali…

Chiarimenti circa la Direttiva Ministeriale sulla Sospensione dal lavoro per i “Non Vaccinati” Voi non lo sapete, ma oltre che biologo, sono anche RSU ed un “vecchio sindacalista”; inoltre ho superato, senza prendere posto, due concorsi a dirigente ministeriale e sono un ex funzionario ministeriale. Per questo qui dico, sottoscrivo e confermo, assumendomi tutte le responsabilità di quanto scrivo: nessun lavoratore può essere sospeso, o spostato di ruolo, o può avere ridotto o tolto lo stipendio, se non per cause previste nel CCNl.

L’unica possibilità per il SOLO CAMBIO DI MANSIONE, è il riconoscimento, da parte di una apposita commissione, dopo una opportuna istruttoria (e non da parte del “medico competente”, figura che NON ESISTE NEL NOSTRO ORDINAMENTO), della “non idoneità al lavoro”. Nessun altro, neanche il Giudice del Lavoro, può intervenire in tal senso, figuriamoci il datore di lavoro o il Dirigente Scolastico!

La vaccinazione non rientra tra gli obblighi contrattuali, né può essere assimilata alla voce “responsabilità e sicurezza sul luogo di lavoro” prevista nella L.81/08, poichè questa fa riferimento a dispositivi, messa in sicurezza dell’edificio, controlli sui macchinari, etc., ma MAI SULLA SALUTE PERSONALE DEI DIPENDENTI!

Nessuno, ad esclusione di un magistrato nel pieno svolgimento delle sue funzioni giuridiche, può chiedervi di esporre un “green pass” o qualsiasi documento che attesti che siete vaccinati, poichè NESSUNO è autorizzato a chiedervi se siete vaccinati!

Il green pass è illegale come atto di verifica della idoneità all’impiego ed è paragonabile al “libretto di vaccinazione” che da sempre usiamo. Si è mai visto che uno venga licenziato perché non ha fatto uno dei vaccini obbligatori? E, allora, come può esserlo per non aver fatto un vaccino non  obbligatorio?

Ogni minaccia in tal senso da parte del datore di lavoro, del direttore, del dirigente scolastico, rientra nel reato previsto dall’art.692 del c.p., ovvero “estorsione”, reato punibile con la reclusione da 5 a 15 anni, perché solo la modifica del contratto di lavoro, dopo consultazione con tutti i sindacati di
base, potrebbe avere valore se la vaccinazione fosse inserita come “conditio sine qua non” per lavorare, ed, in ogni caso, questa non potrebbe 

avere valore retroattivo, poiché il vostro contratto di lavoro è stato stipulato quando valevano le condizioni previste dall’allora vigente CCNl, e nessun requisito può essere modificato con effetto retroattivo.

Se, quindi, vi minacciano in tal senso, voi fatevelo mettere per iscritto, andate ad una caserma dei CC o in Procura e DENUNCIATELI!

NESSUNO PUÒ OPPORSI E NON PRENDERE LA VOSTRA DENUNCIA! NEANCHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA! COSI’ COME, NESSUN MAGISTRATO PUO’ OPPORSI DI PROCEDERE CONTRO UN DATORE DI LAVORO CHE HA, PALESEMENTE, COMMESSO UN REATO DEL GENERE!

Il vostro datore di lavoro finirà diritto in galera, voi riotterrete il posto di lavoro e, inoltre, il datore di lavoro vi dovrà dare un congruo risarcimento danni. Voi, a tale proposito, aggiungete il “carico”: chiedete i danni morali e psicologici derivanti dal sopruso che vi è stato perpetrato, così caricherete anche di pesantezza la pena inflitta.

Dott. Massimo Coppolino

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

Dopo l’obbligo vaccinale ai sanitari…la testimonianza di un medico – “Io dal Niguarda di Milano a Lugano per poter lavorare in onesta’”

È lunghissimo, lo so, ma vale la pena leggerlo tutto. Se non riuscite, salvate il testo e fatelo con calma.

Mi chiamo S. R., ho 61 anni, sono laureato in Medicina e Chirurgia presso La Sapienza di Roma nel 1985, specialista in Medicina Interna e Allergologia e Immunologia Clinica. Gran parte della mia carriera si è svolta in ambito ospedaliero a Milano (Niguarda, San Raffaele, Sacco) e a Lugano.


Da circa 10 anni ho scelto l’attività libero-professionale e ho collaborato con diversi Centri Medici del nord Italia.
Ho lavorato anche in Francia, Germania e negli USA. Fino all’estate scorsa, circa 1 volta al mese visitavo anche ad Olbia. Da giugno, vista la conversione in legge del DL44 sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario, avendone la possibilità, lavoro stabilmente a Lugano.

Domanda: “Perché rifiuta la vaccinazione?”

Anzitutto tengo a precisare che io, come d’altra parte qualsiasi medico, sono assolutamente favorevole alla vaccinazione, pratica clinica che ha avuto origine oltre 1000 anni fa in estremo oriente e che si è poi evoluta, fino a costituire probabilmente lo step più importante della Storia della Medicina. Se lei mi chiede invece perché rifiuto “questa” vaccinazione, le motivazioni sono di diverso tipo.
Sotto un profilo clinico, è scritto su tutti i libri di testo universitari di Microbiologia (compreso il Fauci!) e di Malattie Infettive che non si vaccina mai nel corso di un’epidemia, per il rischio molto alto di creare mutazioni del virus (le famose varianti) che, pur essendo sempre casuali, sono in realtà iper-adattative e consentono al virus stesso di sopravvivere e replicarsi nonostante il vaccino. Questo fenomeno si chiama vaccino-resistenza, anch’esso ampiamente descritto nei trattati. Inoltre, non ha senso vaccinare contro un virus estremamente mutevole come un Coronavirus, a meno che non si abbia a disposizione un vaccino che venga via via aggiornato in modo da essere sempre competitivo nei confronti dell’evoluzione dell’agente infettivo: e invece noi abbiamo vaccini che sono quasi due anni più “vecchi” rispetto al virus attuale, e questo spiega la recrudescenza dell’infezione in Paesi con un’alta percentuale di vaccinazione, come Regno Unito, Islanda, Israele. In un primo momento si è cercato di giustificare questo fenomeno con l’inefficacia del vaccino, e mi riferisco specificatamente a quanto è accaduto in Cile col cinese Sinovac, e quindi il Cile si è dotato del Pfizer e Astra Zeneca. Risultato: terapie intensive quasi sature e numero di morti superiore al periodo pre-vaccinazione. A San Francisco hanno chiuso due ospedali perché il personale si era ammalato nonostante la piena vaccinazione con Pfizer, in alcuni ospedali del Massachusetts idem, con Moderna.
Un altro aspetto riguarda le fasi di sperimentazione.

In generale, un farmaco (ma anche un vaccino) deve essere sottoposto a varie fasi di studio:
1) la fase pre-clinica sugli animali, che serve sostanzialmente a stabilire l’eventuale tossicità della molecola su un organismo vivente complesso e poi alcuni parametri farmacocinetici: via di somministrazione preferenziale, assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione;
2) la fase 1, cioè quella sui volontari sani, che serve per accertare che i risultati ottenuti sull’animale siano confermati nell’uomo;
3) la fase 2, quella sui volontari “malati”, che serve per verificare l’efficacia terapeutica del farmaco, o preventiva del vaccino in soggetti esposti al contagio;
4) la fase 3, quella più importante. Qui gli studi sono multicentrici, cioè effettuati in diversi ospedali, e devono essere condotti in doppio cieco e controllati con placebo. In questa fase è obbligatorio acquisire il consenso informato, perché il paziente deve sapere che è sottoposto ad una sperimentazione clinica, e quindi potrebbe ricevere il farmaco attivo oppure il placebo, e né lui né il medico lo sa (ecco il significato di doppio cieco). La fase 3 deve durare 3-5 anni (e guarda caso i vaccini anti SARSCoV-2 sono in fase sperimentale fino al dicembre del 2023!);
5) la fase 4, o farmacovigilanza, quella cui vengono sottoposti i farmaci una volta immessi in commercio.

La farmacovigilanza (o sorveglianza) può essere attiva o passiva: è attiva quando il medico visita periodicamente il paziente che ha ricevuto il farmaco e riporta eventuali effetti avversi, è passiva quando il paziente segnala al medico un evento avverso, il quale dovrebbe segnalarlo alle autorità sanitarie che dovrebbero prenderne atto. Si calcola che gli eventi avversi segnalati con sorveglianza attiva siano 100 volte maggiori di quelli segnalati con sorveglianza passiva. Questi vaccini sono sottoposti solo ed esclusivamente a sorveglianza passiva e, per esperienza diretta, quasi nessuno degli eventi avversi segnalati dai pazienti viene riportato! Infine, gli effetti a lungo termine: qui sta la criticità più importante. Noi (e Pfizer, Moderna, Astra Zeneca) non sappiamo assolutamente niente di quello che il vaccino potrebbe provocare tra 1, 2, 5 o 10 anni. Infatti, perché uno studio clinico sia attendibile, due sono i criteri fondamentali da rispettare: la numerosità del campione e la durata del tempo di osservazione. Uno studio che coinvolga 50 milioni di persone per 1 mese ci può dire solo che quel farmaco è sicuro in acuto, mentre uno studio su 1 persona seguita per 20 anni, non ci dà alcuna informazione poiché tutto può essere ricondotto a variabili individuali. Nel caso di questi vaccini la numerosità non supera i 70 mila soggetti (di fronte a 2.5 miliardi di vaccinazioni effettuate!), e il periodo di osservazione ad oggi non supera 1 anno. Ricordo che farmaci usati per oltre 40 anni come antiulcera (ranitidina, cimetidina), sono stati sospesi dal commercio in quanto nel 2018 si sono accorti che avevano un componente potenzialmente cancerogeno! Vorrei aggiungere un po’ della mia esperienza clinica: da sempre ho vaccinato le donne con la metà del dosaggio consigliato per l’uomo, e questo perché le donne hanno un sistema immunitario molto più efficiente, che purtroppo a volte tende ad esagerare provocando le malattie autoimmuni. E somministrando mezza dose di vaccino ottenevo un titolo anticorpale sovrapponibile a quello dei maschi. Con questi vaccini anti-Covid (più che anti-SARSCoV2) stessa dose per tutti, non si fa alcuna distinzione di età, peso corporeo, sesso, eppure basta aver studiato un po’ di immunologia!


Sotto un profilo extra-clinico, oltre al ridicolo furgoncino Algida che trasportava il vaccino da Bruxelles a Roma, ciò che più mi indispone sono gli obblighi alla vaccinazione per alcune categorie di lavoratori, Italia unico Paese in Europa (e forse da settembre la Francia), in aperta violazione di una decina di trattati internazionali, da Norimberga in poi, che vietano drasticamente la sperimentazione medica coatta sull’essere umano, e di alcune risoluzioni del Consiglio d’Europa, in particolare la 2361/2021. E l’obbligo indiretto, col famoso green pass, di sottoporre a vaccinazione i ragazzi, popolazione praticamente immune dal Covid è terrificante e va contro ogni logica, buonsenso e deontologia medica, dove si deve sempre valutare il rapporto rischio-beneficio. Infine, troppe liberatorie per le case farmaceutiche, scudi penali per i vaccinatori e, soprattutto, una vera e propria estorsione, o meglio doppia estorsione, da parte dello Stato nei confronti di alcuni cittadini, quali ad esempio i sanitari: se non ti vaccini perdi il lavoro (1° estorsione), ma per vaccinarti sei obbligato a firmare un consenso informato (2° estorsione) che è per definizione e per diritto internazionale è libero. Poi non sono nemmeno riusciti a scriverla bene, la legge: “misure di prevenzione del contagio da SARSCoV2”, è riportato in Gazzetta Ufficiale, quando nessuno dei vaccini disponibili ha questa indicazione. In pratica, se uno prendesse alla lettera sia la legge che la scheda tecnica dei vaccini, non è possibile ottemperare alla legge stessa. ABERRANTE!

Il recente decreto governativo prevede la sospensione dal lavoro e il taglio dello stipendio per chi rifiuterà la profilassi. Cosa ha intenzione di fare? Ritornerà nei ranghi? Farà causa?”

Subito dopo la conversione in legge del DL44 sull’obbligo vaccinale ai sanitari sono tornato a Lugano e ho fatto presente alla direzione che a causa del mio rifiuto alla vaccinazione probabilmente mi avrebbero sospeso dal mio ordine dei medici. Hanno letto la legge, mi hanno quasi riso in faccia, pacca sulle spalle, mi hanno rilasciato una licenza lavorativa di due anni (rinnovabile), e posso esercitare senza problemi in tutto il territorio svizzero. E se mai il mio ordine dei medici dovesse sanzionarmi o sospendermi per questo motivo (che non implica nessuna violazione del codice deontologico), gli svizzeri sono pronti a portare non solo il mio ordine dei medici ma tutta la FNOMCEO (Federazione nazionale ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) italiana, il vero braccio armato di questa deriva sanitaria, di fronte ai tribunali internazionali. E loro fanno in fretta e non scherzano, si sa, e non sono certo lenti come la magistratura italiana.


Quando questo incubo sarà finito se ho voglia tornerò in Italia.
Da un punto di vista legale, insieme a molti altri medici, siamo rappresentati da un pool di avvocati che ha inoltrato esposti e denunce presso diverse sedi a livello nazionale ed internazionale.
“In quanti la pensano come lei?”
Siamo in molti, più di quanto si pensi, anche se mi duole notare che troppi sanitari hanno ceduto. Le dirò che sono molto più determinati gli infermieri e gli OSS!


“Prevede pericoli per chi si è vaccinato? Ci saranno, come sostiene qualche no-vax, delle modifiche nel codice genetico?”

Sugli eventuali pericoli a lungo termine per i soggetti vaccinati non posso esprimermi, perché come ho già detto il tempo non è sufficiente per fare valutazioni obiettive. Certo è che se, faccio un’ipotesi, fra 5 anni, dovessimo osservare un significativo incremento di malattie autoimmuni o di sterilità nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati, allora il discorso cambierebbe…
Non penso che l’mRNA contenuto in Pfizer e Moderna sia in grado di modificare il nostro DNA che ha dei dispositivi di protezione molto efficienti. E’ vero anche che in Medicina molte cose che in passato erano considerate impossibili sono diventate improbabili poi probabili poi possibili ed infine certe…

Ritiene che i dati sulla pandemia per come ci sono stati raccontati contengano delle inesattezze? Se non addirittura delle falsificazioni? Ad esempio: non tutti i morti per Covid sono realmente deceduti per il virus?”

La faccio breve, qui non si tratta di inesattezze ma di vere e proprie falsificazioni, falsificazioni pianificate e coordinate su più livelli, non ultimo quello mediatico. Falsificazioni che partono dai tamponi PCR (con cicli di moltiplicazione che in Italia sono arrivati a 51 mentre il massimo accettabile era 24, da cui il 60% di falsi positivi) per arrivare al famoso quanto ridicolo indice Rt alle ospedalizzazioni ed alle morti: in pratica, tutta la filiera del Covid. Molte morti avvenute negli hospice, dove vengono ricoverati malati terminali, sono state attribuite al Covid, abbiamo circa 5 mila decessi in meno rispetto al 2019 per cancro polmonare in quanto sono stati attribuiti al Covid e tantissimi altri esempi. Infine due esperienze personali: una mia conoscente ha soccorso una signora anziana che mentre portava a spasso il cagnolino ha avuto un arresto cardiaco, è stata portata in ospedale dove poi è morta. Morta per Covid! Un collega marchigiano, insieme ad un amico, durante una battuta di pesca subacquea ha avuto un malore ed è annegato. Lo hanno ritrovato dopo due giorni, tampone positivo, morto per Covid, ovviamente. Se non fosse drammatico sarebbe ridicolo.
“Lei nega il virus o, perlomeno, la sua pericolosità? E crede alla “dittatura sanitaria”? E se sì ritiene che ci si debba ribellare?”
No, non nego affatto il virus, che è un semplice Coronavirus che nell’80% dei casi ci causa il raffreddore, ma a volte si arrabbia e causa malattie gravi come la SARS e la MERS, e non nego che il Covid (pur essendo in termini assoluti molto meno letale di SARS e MERS) abbia fatto tante vittime. Se però andiamo sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (non proprio antigovernativo!), vediamo che l’età media dei decessi per Covid è di 80 anni, e il 67% di questi aveva 3 o più patologie croniche preesistenti. Ricordo che l’aspettativa di vita media in Italia è di 81 anni…
Non so se il termine “dittatura sanitaria” sia appropriato, è certo che per colpa del Covid o grazie al Covid è stata fortemente limitata la libertà delle persone, sotto tutti i profili. Certamente il Covid è servito per far apparire normali cose grottesche come i banchi a rotelle, le mascherine cinesi o le primule per le vaccinazioni, oppure un generale pieno di medaglie che dice alla milanese “ghe pensi mi” perche gli altri non sanno far niente, quando nella Sanità pubblica ci sono dei manager estremamente più competenti ma completamente emarginati.
Non penso che in Italia vi sia possibilità di ribellarsi, perché tutto l’apparato politico-burocratico lo impedisce. E chi dovrebbe difendere i diritti costituzionali del cittadino, dai tribunali, alle Forze dell’Ordine (che, ricordo, hanno giurato fedeltà alla nazione e non a un governo, e hanno l’obbligo di disattendere qualsiasi ordine vada contro gli interessi del popolo italiano) fino al massimo garante della Costituzione non fanno assolutamente niente. Pertanto spero in un intervento sovranazionale, europeo, che già si è espresso ma che il Parlamento italiano vigliaccamente ignora. Per quello che mi riguarda, l’ufficio legale dell’ospedale di Lugano è pronto a portare in tribunale il mio ordine dei medici, senza perdere tempo. E il mio ordine dei medici, nella persona di chi eventualmente firmerà qualsiasi provvedimento disciplinare nei miei confronti, sa benissimo che verrà fatto a pezzi. E l’efficienza e la determinazione svizzera mi rassicura più di qualsiasi iniziativa italiana.

Lei ha studiato e lavorato anche all’estero. Pensa che ci siano differenze nella gestione dell’epidemia tra gli altri Paesi e il nostro?”


Senza dubbio ci sono grosse differenze. Anzitutto per quanto riguarda il conteggio delle vittime: in Germania è molto inferiore al nostro perchè il Covid per essere considerata causa di morte deve essere assolutamente determinante: cioè un soggetto sano che si ammala di Covid e muore, è morto per Covid, e anche un diabetico ben compensato che si ammala di Covid e muore, è morto per Covid. In Italia hanno conteggiato tutti, indiscriminatamente, anche i malati terminali per altre cause, ai quali sarebbe bastata una semplice indigestione per morire. Mi ricordo di aver letto il caso di un giovane agente della Guardia di Finanza, morto per Covid a 25 anni. Incuriosito, leggo a fondo l’articolo, e scopro che il ragazzo era in coma irreversibile, attaccato ad un respiratore da 3 anni, in quanto fu accidentalmente colpito da un proiettile mentre puliva la sua arma! E comunque, questa esagerazione italiana sui morti per Covid l’ha ammessa involontariamente il presidente dell’ISTAT, con tanto di filmato youtube.

Cosa direbbe a chi vuole vaccinarsi ed è assolutamente certo dell’importanza di questo gesto?”

Il compito del medico non è quello di convincere il paziente a fare o non fare una determinata scelta, questo rientra nei suoi diritti. Diverso è se qualcuno vuole essere informato, e allora io devo agire secondo scienza e coscienza, senza condizionamenti di alcun tipo. Se una persona mi chiedesse informazioni sui vaccini disponibili gli direi quello che ho sopra riportato: il vaccino non previene la trasmissione (il fatto che si dica che i vaccinati hanno una carica virale più bassa è una menzogna), quindi farlo per preservare gli altri non ha senso; il vaccino previene forme gravi di malattia, e quindi ha senso farlo se si è un soggetto a rischio, ma chiaramente a rischio, e in questo caso il vaccino va considerato come la mascherina, cioè un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI). Purtroppo, come ci insegna Israele, finiscono in terapia intensiva anche i vaccinati, e questo punto inizia a vacillare sempre più; se potrebbe avere conseguenze a lungo termine, e io questo proprio non lo so. Ma 35 anni di immunologia clinica mi insegnano che è meglio non scherzare col sistema immunitario, in specie quando questo è sollecitato artificialmente attraverso un mRNA e non un normale agente infettivo.
Inoltre informerei bene sulla possibilità delle terapie domiciliari precoci, cosa che i medici hanno sempre fatto, con risultati eccellenti. A questo proposito, ma questa è solo la mia esperienza, il Covid in pazienti non vaccinati risponde meglio alla polifarmacoterapia indicata dei pazienti col Covid Vaccinati.

Sardegna: il Sindaco di Olbia positivo dopo la vaccinazione. Chiude un locale: clienti col green pass ma positivi. Troppi i malori improvvisi

di Marzia MC Chiocchi

Continua la narrazione di chi, seppur vaccinato, si positivizza al COVID ma nega a se stesso e agli altri che e’ colpa del siero. Ormai gli immunizzati all’anestesia delle proprie capacità cognitive, sanno solo giustificare ogni scelta scellerata con un cliché verbale imparato da chi, ha saputo ben lavorare sulla comunicazione di massa per indottrinare e convogliare la riflessione in un unico sterile pensiero. Inutile nascondersi dietro un dito…I VACCINATI SONO CONTAGIOSI!!!!! E di storie che convalidano questa affermazione, adesso, ne potrei raccontare tante! Altre, saranno ben trasmesse dai diretti interessati, pronti a diffondere la propria testimonianza.

E in queste ore non sono mancate le dichiarazioni di personaggi del mondo dello spettacolo, di politici e di coloro che, appartenendo a altri mondi “ruffiani”, si muovono come canne al vento, veleggiando senza coerenza laddove la politica chiama.

Settimo Nizzi, sindaco di Olbia
  • Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, è risultato positivo al Covid-19. Lo ha annunciato attraverso uno comunicato stampa diffuso nel primo pomeriggio di ieri. Queste le sue parole…”Sono risultato positivo ma sto bene, sicuramente anche grazie al fatto di aver effettuato il vaccino mesi fa” e ha proseguito “Spero di poter tornare quanto prima alle normali attività”.
    Mi chiedo…ma un primo cittadino, per di più medico com’è Lui, può rilasciare dichiarazioni così sconcertanti, tese a negare l’evidenza di una positività da cui ben si comprende che il “vaccino” non immunizza perché ha ben altre finalità?Anche alcuni virologi asserviti al potere hanno dovuto ammettere tutto ciò’! Ma Nizzi, come altre maschere mosse a dovere dal “burattinaio”, regista di questo assurdo teatrino, non poteva esimersi dal seguire il protocollo comunicativo del Regime!!!


A conferma di quanto scritto sopra, i titolari del Beer Grills di Senorbi (Sud Sardegna)) hanno avvisato i loro clienti che domenica scorsa alcune persone, MUNITE DI GREEN PASS, hanno riportato sintomi riconducibili al COVID, risultando poi positive al tampone. ERANO TUTTE VACCINATE!!! Per questo tutto il personale e’ stato sottoposto al test rapido. Il fatto ha comportato la chiusura del locale per qualche giorno.

Quanto accaduto si va a sommare ai numerosi casi di persone risultate positive dopo la doppia vaccinazione.

«Abbiamo dovuto chiudere, e, a nostre spese” – hanno affermato i titolari del locale “- “ci siamo sottoposti al controllo perché l’Ats non ci ha ancora contattato”- I clienti, arrivati domenica scorsa, erano suddivisi in due tavoli da sei, distanziati secondo i protocolli anti Covid», hanno spiegato, – «Nonostante avessero tutti il green pass tra loro c’era qualche positivo e ci siamo dovuti fermare, per una questione di coscienza e di buon cuore. Anche noi siamo tutti vaccinati”-.


Da rilevare che, nel corso gli ultimi mesi, stiamo assistendo a un’insolita epidemia di “malori improvvisi” in soggetti sani che si sono sottoposti al vaccino anti-Covid. Se avessimo una vaccino-vigilanza funzionante, si potrebbe analizzare davvero se, a seguito di episodi post vaccino simili (ad esempio febbre alta, dolori, ecc.), si susseguissero una serie di episodi gravi con una frequenza più alta rispetto a quella attesa. 

Ripercorrendo le tappe di questa dittatura sanitaria nascente, nell’aprile 2021, il generale Figliuolo dichiarava – “Obiettivo 500.000 dosi al giorno. Abbiamo riadeguato il Piano, il target non cambia, quindi noi dobbiamo arrivare a 500mila dosi a fine di ogni mese”. Ma e’ notizia di ieri, che ne sono state fatte solo 123.000 con appena 56.000 prime dosi.

RESISTIAMO! la campagna vaccinale non sta andando come loro vorrebbero, nonostante obblighi e ricatti sui nostri diritti

NON E’ CONTESTABILE L’ATTESTAZIONE DI ESONERO O DIFFERIMENTO DELLA VACCINAZIONE RILASCIATA DAL MEDICO

La Redazione

Molte ASL, su indicazione del Ministero della Salute hanno istituto commissioni di valutazione dei contenuti degli attestati di differimento e/o esonero. Il pretesto è dato dall’espressione letterale della norma di riferimento, vale a dire l’art. 4 comma 2 della legge 76/2021 laddove  essa afferma che il medico di medicina generale attesta l’esonero o il differimento previa verifica di documentazione.

I meri attestati, sprovvisti di documentazione d’appoggio,vengono ritenuti insufficienti dalla ASL e conseguentemente viene fissata la data della vaccinazione o inviata la comunicazione di sospensione. Si tratta di un’interpretazione del tutto errata. La norma citata prevede che la verifica documentale delle patologie che determinano l’esonero o il differimento deve essere effettuata esclusivamente e preventivamente, dal medico di medicina generale. Egli è l’unico soggetto titolare della prerogativa di conoscere lo stato di salute del paziente e,quindi, autorizzato a prendere cognizione dei documenti.
Non è consentita da un lato alcuna visione di documenti sanitari da parte delle ASL, dall’altro è vietata qualsiasi interferenza nella valutazione discrezionale effettuata dal MMG. Non deve,conseguentemente, essere allegata alcuna documentazione all’ASL oltre all’attestato del MMG. L’attesto del MMG fa stato fino a querela di falso: atto che le ASL si badano bene dal proporre.

Occorre opporre immediatamente  all’ASL,e con diffida di contestazione di responsabilità diretta del titolare procedimento, l’abuso di potere che compie attuando un simile comportamento. La celerità è essenziale.

Qualora qualcuno si trovasse nella situazione di dover far fronte ad un attacco di questo tipo è bene che si rivolga ad un legale. In linea di principio sarebbe possibile dettare una lettera standard da inviare all’Asl, ma poiché ogni attestazione di esonero o di differimento presenta delle specifiche peculiarità appare opportuna un’assistenza personalizzata. Io collaboro con l’avv. Mauro Sandri che è contattabile all’indirizzo: avv.maurosandri@gmail.com

Vo’, paese simbolo del Covid. Il 32% rifiuta il vaccino: «Stufi di fare da cavie»

FONTE: Il Corriere del Veneto – 23 Luglio 2021

C’è il 32,5% di non vaccinati , una delle percentuali più alte in Veneto: Il sindaco: «Non è il paese che conosco». Il medico di base: «Dei miei colleghi si sono rifiutati di vaccinare».
Nausea da Covid. Assuefazione da cure con qualche episodio di rigetto. E qui poi, nel paese che più ha patito, quello che per primo ha avuto l’infezione e che per primo ne è uscito (per ora, passibili di rientro lo siamo tutti). Qui il sindaco Giuliano Martini, farmacista, non ci si raccapezza proprio: «Non è il paese che conosco, non quello del senso civico che so». Sessantadue persone su cento, una percentuale di vaccinati tra le è più basse in Veneto che mette il paese dei colli Euganei in cima alla classifica dei renitenti alla dose, gli altri viaggiano tra il 70 e il 75%. Per l’esattezza 32,5% di non vaccinati (968 persone) su un totale di 2.975 abitanti compresi i neonati e gli imberbi, solo per questo le cifre del sindaco sono leggermente migliori. Una situazione opposta rispetto ad esempio a Medicina (Bologna), tra i paesi più colpiti e a lungo zona rossa, dove i cittadini hanno risposto in massa alla campagna vaccinale.

Il sindaco farmacista: «Non è il paese che conosco»

Ogni settimana, nella sua farmacia, il primo cittadino tampona una cinquantina di persone, una decina le immunizza. È uno che, insomma, conosce i suoi «polli». Eppure stenta a crederci. Vo’, paese monosillabico, avaro di parole fin dal nome, in questo caso ellittico ed allusivo anche nelle vaccinazioni. Quindi inquietante. Giri per la piazza e hanno tutti con la mascherina, di Crisanti parlano come un amico di famiglia, qui il presidente della Repubblica se lo ricordano come il papà che l’anno scorso è venuto a inaugurare l’anno scolastico. Telecamere, primi piani tivù, il primo morto, le attenzioni di un esercito di infettivologi, biologi, statistici, e psicologi anche a studiare i possibili effetti di un isolamento sociale militarizzato. Sotto i fari della ribalta un anno intero, sotto quello del microscopio ancora adesso.

L’edicolante: «I numeri non tornano»

Il giornalaio, uomo avezzo alle notizie, legge e tira su il naso. Lui, ai tempi della blindatura, era quello andava a prendere i quotidiani sul confine, al posto di blocco dei carabinieri, lì trovava i volontari che glieli dava gratis. «Sfido che andavano via tutti. Le notizie si vendono, specie quando non costano niente, ma questa che noi siamo i somari del Covid mi pare esagerata. C’è qualcosa che non va in questi numeri». Cosa e dove non dice, ma il modo in cui lo tace parla da solo: è come se dopo 18 mesi in cui ha visto non solo i fatti ma anche la loro costruzione, le troupe televisive in azione, le dirette e gli inviati lavorare, avesse fatto uno stage completo sull’industria dell’informazione. Insomma ragiona come uno che è stato nel retrobottega di un ristorante cinese e ha dei dubbi.

Tra scetticismo e realtà

Al bar – quello in piazza che tenne aperto in violazione delle prime chiusure, quello del primo morto, Adriano Trevisan, che ci giocava a carte – un avventore di mezza età si presenta: «Sono uno degli 88 asintomatici. Ai tempi del coprifuoco giravo e per quanto girassi e conducessi una vita normale, mia suocera di 80 anni col tumore non l’ho infettata, né ho infettato mia figlia, né nessun altro». Chiude il giornale e cala l’asso: «Lo sa che qui, nel 2019, abbiamo avuto più morti che nel 2020 in pieno Covid? E allora, cosa dobbiamo pensare? Questa dei contagi non la accetto. Ho un ristorante io, che faccio? Prima del menù chiedo ai clienti di mostrarmi il telefonino con il green pass? Ho anche parenti in Brasile, li ho sentiti ieri, non è l’inferno che raccontano qui, là il Covid è una malattia come un’altra che fa il suo corso».

Il medico di base: «Un mio collega non li ha voluti fare»

Scettico, un po’ Bolsonaro, ma due dosi se le è fatte anche lui. Non è un renitente, è solo uno stufo. Tra l’altro uno che deve essere andato a farsele dal dottor Carlo Peruzzi, medico di base da qualche giorno che si gode la meritata pensione, e anche uno dei tre in esercizio a Vo’ fino a ieri. «Ne ho fatte di iniezioni. C’erano quelli che le volevano e quelli che no, come c’erano medici che le facevano e medici che non le volevano fare. Un mio collega si è rifiutato di farle. È una libera scelta. Ha abbattuto lui il tasso di vaccinati qui a Vo’? Non credo: i vaccini non sono stati fatti anche altrove, a Baone, a Lozzo. Ora sembra che Vo’ sia l’unica che deve vergognarsi, ma non è così. Forse si è stufata un pochino, forse si sono dimenticati troppo presto delle conseguenze».

«Non è un paese di antivaccinisti»

Dimenticanza, rimozione, stanchezza, la Usl di competenza ha promesso un’indagine approfondita e c’è da giurare che qualche spiegazione dovrà darla anche il medico no vax che tuttora esercita a Vo’ e non risulta abbia cambiato idea. «Questo non è un paese di pazzerelli – garantisce il sindaco – qui non mi risultano terrapiattisti o gente che crede nelle strisce chimiche, sebbene qualcuno che mi ha accusato di essere un agente segreto delle big-pharma ci sia. Io ci ho fatto una risata. Lei non ha idea della fatica che si fa a convincere la gente a vaccinarsi, bisogna conquistarsi la fiducia, entrare in confidenza, mostrare che tu te lo sei fatto. Poi ci sono i no no no con cui non puoi ragionare, quelli che ti dicono no io non sono una cavia, quelli che temono per le future generazioni».

[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione(Co.Te.L.In.), di cui fa parte anche Catania CreAttiva, e che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, fra cui Mercurius5 ed “Il Re è Nudo” , supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma “Il non vaccinato un pericolo per gli altri? È un messaggio sbagliato”

All’ombra della minaccia della nuova variante Delta matura l’ipotesi dell’obbligo del nuovo green passispirato al restrittivo modello francese. Alla luce di un processo di colpevolizzazione dei non vaccinati, dubbi rimangono sulla capacità del vaccino di impedire la diffusione dell’infezione. Efficace la vaccinazione per la prevenzione della malattia delle fasce più a rischio, rimane il pericolo per i vaccinati di essere infettati e d’infettare. A confermare l’inconsistenza delle basi del green pass il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi intervistato in esclusiva da Fabio Duranti.

Lontano da logiche ideologiche e da visioni faziose, Antonio Magi conferma l’insussistenza di una divisione manichea tra vaccinati e non vaccinati. Il vaccino assume carattere di protezione individuale per limitare, in particolare per pazienti a rischio, possibili conseguenze patologiche gravi ma non per evitare il pericolo contagio dell’infezione. Ne emerge un quadro lontano dalla narrazione mainstream in cui torna centrale il rapporto “umanistico” tra paziente e medico, con un ruolo significativo dell’anamnesi medica basata sulla fiducia e non sulla coercizione. Una nuova “alleanza” lontana da imposizioni di protocollo e automatismi tecnologici

Antonio Magi: “Essendo vaccinato posso essere positivo

Assolutamente, il vaccino non protegge dal poter essere un “contagiante”. Sia il vaccinato che il non vaccinato lo sono. Qual è il problema? Trovandosi alcuni soggetti a rischio, il vaccinato che non è protetto – perché non sa se in quel momento è portatore – può essere parte infettate. Essendo vaccinato posso essere positivo. Far passare il messaggio che il non vaccinato è un pericolo pubblico per gli altri no! È un pericolo per se stesso, può prendere la malattia in tutte le sue fasi e può anche finire in terapia intensiva”.

Il problema è la corretta comunicazione medico-paziente. Se scopro che uno dei due bara l’alleanza si rompe e c’è la diffidenza. Per vaccinarsi non ci vuole la diffidenza. Non ci vuole un messaggio di scontro ma un messaggio di convincimento. Questo si ha con una informazione trasparente. Purtroppo però è stato un momento particolare. È difficile trovare un buon medico comunicatore, molto spesso non sa comunicare, l’empatia è fondamentale. Meglio dire ‘non so nulla’ piuttosto che dare un proprio parere facendola passare per una evidenza scientifica. L’evidenza scientifica si ha nel tempo.

Sono dell’idea che la tipologia del vaccino non può essere scelta della politica. Purtroppo molti eventi avversi compaiono anche 15 giorni dopo. Il medico conosce il propri pazienti e si riducono i fattori di rischio. Bisogna sapere se un paziente ha un rischio trombosi e bisogna seguirlo anche dopo il vaccino. Diamo al medico, visitando il paziente, di decidere quale vaccino. Questa alleanza porta alla fiducia reciproca e ad arrivare alla copertura vaccinale“.

Vogliamo sfatare il fatto che la persona non vaccinata è un pericolo per la persona vaccinata e per gli altri, soprattutto per le categorie a rischio. Purtroppo alcuni divulgatori fanno credere che la persona non vaccinata possa essere un pericolo, inducendo una sorta di guerra interna fra chi si vaccina e chi non si vaccina. Vogliamo precisare cioè che la persona non vaccinata dal punto di vista di un’eventuale trasmissione è uguale a quella vaccinata, cioè semplicemente quella vaccinata non contrae la malattia.

Alcuni organi d’informazione e alcuni giornalisti vogliono alimentare uno scontro che noi stigmatizziamo in tutti modi. Chiediamo alle istituzioni di fermare questo messaggio errato. Se cessasse questo scontro, le persone più a rischio e anche i cittadini italiani di fronte ad un’informazione corretta potrebbero essere più tesi a vaccinarsi perché sanno cosa sta accadendo. Creare fazioni significa dividere e creare ideologie, questo noi lo vogliamo evitare con questa informazione e con le trasmissioni che facciamo“.

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Agostino sei nei nostri cuori

di Fabio d’Angelo

Arrivano notizie sull’accaduto che riguardano il Signor Agostino. Si tratta di un signore di 67 anni titolare di una ditta privata, il quale si ammala di polmonite che sembra non essere da SarsCov2 e che successivamente viene appurata tale. Gli amici del signor Agostino allertano il loro avvocato, il quale dialoga con il primario dell’Utir dell’ospedale Cervello di Palermo, chiedendo se si possa far entrare un medico di parte. Il  Primario acconsente, il medico dialoga con il primario, il quale è anche contento del fatto che qualcuno esterno possa vedere quale sia la situazione del paziente. Inizialmente si mettono d’accordo affinché il medico di parte possa entrare bardato con i dispositivi di sicurezza, ma successivamente ciò non basta e viene chiesto se fosse stato vaccinato e se in possesso di green pass. Il risultato di tutto ciò è che il medico esterno, il giorno 12 luglio, non è stato fatto entrare in reparto poiché non in possesso del lasciapassare di mussoliniana memoria e tutti, amici, avvocato e medico sono stati tenuti al di fuori del reparto, negando anche l’uscita temporanea del signor Agostino. La cosa che preoccupava non poco gli astanti era il fatto che, Agostino, il giorno 10 luglio esprimesse chiaramente la volontà di uscire dall’ospedale e rifiutasse la terapia. Alle proteste legittime degli amici veniva risposto, “non può uscire perché ha una saturazione a 60”, ma contemporaneamente il paziente era stato tenuto per 24 ore senza terapia, rispettando la stessa sua volontà. Sembra assurdo ed in forte contrasto che una persona, che ha una saturazione a 60, venga tenuta senza terapia ed in attesa di uscita, che ovviamente non è avvenuta, probabilmente e forse, a causa di una aggravamento delle condizioni dello stesso signor Agostino. Da quel momento si susseguono una serie di dichiarazioni scritte del paziente che in un primo momento accetta le cure, ma rifiuta l’intubazione, fino ad arrivare all’epiloogo che termina con la probabile firma da parte della figlia per il permesso all’intubazione. Viene  per questo motivo trasferito in terapia intensiva e da quel momento la nostra fonte non sa nulla della sua sorte. 

Da una ricerca dettagliata nella rete web risulta che il Primario del reparto, attore dei fatti raccontati, debba essere il dott. Giuseppe Arcoleo. Medico, allora di reparto, che nel 2014 viene trovato in fragranza di reato per frode e peculato e condannato con rito abbreviato, chiesto dallo stesso per ammissione di colpa e quindi condannato alla pena detentiva di 2 anni e 4 mesi. https://www.palermotoday.it/cronaca/condanne-truffa-peculato-ospedale-cervello.html.Ma quel che è più strabiliante è che l’onorevole dell’A.R.S.  del M5S Angela Raffa, a marzo del 2020 si accorge che il medico condannato per frode e peculato non solo non è stato sospeso o licenziato dal servizio, ma addirittura è stato premiato con la nomina di Primario di reparto. https://vivicentro.it/ultime-notizie/direttore-al-reparto-covid-19-seppure-condannato/.

Fonte: Canale TELEGRAM “Il Re e’ Nudo”

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Vergognaaaaa! Agostino intubato

Abbiamo verificato questa notizia che avevamo trovato nelle chat. Avendo parlato direttamente con il medico interessato dalla famiglia, che sta seguendo la vicenda, Vi possiamo assicurare che è tutto vero e per questo vi riportiamo tutto integralmente.

I medici che hanno fatto questo abuso saranno portati alla sbarra. Forse che l’ospedale Cervello avrebbe perso 2.000,00 euro al giorno?

Preghiamo per Agostino.

Il nostro amico Agostino da una settimana e’ segregato all’Ospedale Cervello UTIR 3 piano. Ha già dichiarato, firmando, di rifiutare le cure ospedaliere e di volere essere dimesso per accedere alle cure domiciliari a casa propria, secondo lui più efficaci, manlevando l’ospedale da ogni responsabilità e rispettando la quarantena. Dopo l’ intimazione dell’avvocato a dimetterlo entro le ore 12 di sabato 10 luglio, Agostino vestito, con l’ambulanza pronta ad aspettarlo, è stato trattenuto, adducendo la scusa che aveva la saturazione a 60. Lo hanno rimesso a letto ed Agostino ha fatto la foto all’apparecchiatura che lo monitorava da dove risultava che la sua reale saturazione era 96, in seguito, accortisi che lui inviava le foto del monitor sulle chat, hanno girato il monitor in modo che non potesse più fotografarlo. Dopo vari tentativi, con l’intervento di medici esterni che non venivano nemmeno fatti entrare e dopo esserci rivolti anche ai NAS, che non sono intervenuti, dopo proteste varie, oggi 14/07, nonostante la sua ferma volontà e gli accorati messaggi che scriveva con lucidità, lo hanno portato in rianimazione ed intubato. Con crudele prepotenza, lo stanno uccidendo. Stanno stravolgendo tutti i diritti dell’essere umano. Quello che è successo ad Agostino, che ricoverato con una normale bronchite (con tampone negativo), in ospedale gli riscontrano un tampone positivo e non gli è stato più permesso di uscire. Quello che sta succedendo a lui sarà già successo a tantissime persone e potrebbe succedere anche ad ognuno di noi. Agostino deve essere il nostro simbolo per i diritto ad autodeterminare il proprio modo di curarsi. Dobbiamo unirci e reagire, perché se no, quando sarà il nostro turno, saremo SOLI.

Gianfranco”.

Fonte: Canale Telegram “Il Re è Nudo” – Redattore Fabio D’Angelo)

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Prioni e i cosidetti “vaccini”. Armi biologiche?

di Marco Lehnus (medico)

Un gruppo di malattie degenerative del sistema nervoso centrale, è noto con il termine di malattia da prioni.

Si tratta, fortunatamente, di encefalopatie rare, che colpiscono sia l’essere umano, sia il mondo animale e specificamente i mammiferi.

I prioni, sono forme alterate della proteina prionica  (PrP), particolarmente presente nel nostro cervello, ma presente anche in altre strutture del nostro organismo.

La mutazione, per  ragioni non ancora perfettamente chiarite, della forma spaziale della PrP, vengono trasmesse geneticamente, come carattere autosomico dominante.  Ovvero, un genitore portatore di questa mutazione, ha il 50% delle probabilità di trasmettere il gene modificato della proteina prionica ai figli, conducendo in patologia irreversibile l’organo colpito.

Nel cervello, organo particolarmente ricco di PrP, l’accumulo dei  prioni a livello dei neuroni (le cellule del sistema nervoso), crea delle microcavità, che conferiscono al tessuto cerebrale un aspetto simile a quello di una spugna (donde il nome di malattia spongiforme) .

Fin qui, ciò che concerne la mutazione genetica della PrP, in grado di dare origine a diverse forme di malattia da prioni .

Le forme acquisite di malattia da prioni, vanno dalle cosiddette forme iatrogene (ovvero indotte dal medico in seguito a somministrazione di farmaci biologici di tipo ormonale contaminati, come pure in seguito all’utilizzo accidentale di sangue trasfusionale contaminato), alle forme conseguenti all’utilizzo di carne bovina, affetta dall’ encefalopatia spongiforme bovina o “morbo della mucca pazza”, il cui primo caso avvenne in Inghilterra nel 1986, in un allevamento dello Hampshire, ove il consueto processo chimico legato all’uso di solventi per eliminare l’eccesso di grassi delle carni da trasformare in farine, venne  sostituito con un processo di “pressione”, che però non riuscì ad inattivare i prioni presenti in esse. 

Quali aree vanno ad occupare i prioni nel corpo umano?

Per comprenderlo, possiamo “visualizzare” la struttura di una cellula, anche senza ricorrere ad una sua immagine e partiamo quindi dalla:

CASA

immaginiamo pertanto un prato di 1500 – 2000 mq. (non certo un’estensione enorme) ed in esso costruiamo una casetta  unifamiliare per  quattro o cinque persone, all’interno della quale c’è tutta la ricchezza in termini di nucleo familiare  e di oggetti, tutti indispensabili e delicatissimi , fondamentali  per l’economia e la sopravvivenza complessiva della casa. Dimenticavo la mansarda, preziosissimo luogo, ove la presenza di libri, dvd musicali e film, nonché oggettistica legata agli hobby, caratterizzano l’essenza specifica dei proprietari della nostra magione.  Ora, recintiamo il tutto con un muretto di protezione con due aperture, una per il cancelletto che conduce alla casa ed una per il cancello più grande che dia accesso al garage.  Nel giardino, mettiamo qua e là piante e piantine, sassi ornamentali, come pure luci e molte altre cose, che chiamiamo semplicemente oggetti.  Facile la visualizzazione complessiva, vero?

Ora, passiamo alla:

CELLULA

Ora, trasliamo quanto immaginato sopra, per immaginare invece la cellula. In essa, il prato lo chiameremo citoplasma, la casa diviene ora il nucleo (che contiene  la maggior parte della “ricchezza”, ovvero il patrimonio genetico dell’individuo. Gli acidi nucleici qui presenti, ovvero il DNA e l’RNA, esprimono sotto forma di produzione di proteine, l’informazione genetica specifica di ogni individuo.

Immaginiamo una collana con le sue perle: ogni singola perla è un aminoacido. L’unione di due aminoacidi forma una proteina semplice, mentre più aminoacidi uniti assieme, formano  una proteina complessa.

Gli acidi nucleici sono certamente proteine, oltretutto complesse, ove – nel caso del DNA associato a proteine specifiche, chiamate istoni – si va a costituire la cromatina, ovvero la materia della quali sono fatti i cromosomi.  L’RNA messaggero (mRNA) del quale si parla a dismisura nell’ultimo anno e mezzo, è l’elemento che porta informazioni genetiche specifiche di ognuno di noi ai siti (i ribosomi) per la sintesi proteica durante la trascrizione del DNA.

All’interno del nucleo, è contenuto il nucleolo (la mansarda…) nel quale vi è abbondanza di Rna ribosomiale (r-RNA) sintetizzato a partire da un filamento di DNA. L’ r-RNA formatosi in questa sede, si ripiega su se stesso, si lega alle proteine ribosomiali presenti per costituire il ribosoma che abbandonerà il nucleolo e, attraversando il nucleo, giungerà nel citoplasma per diventare unità funzionale per la produzione di proteine. Ribosoma, mitocondri, apparato di Golgi e molto altro ancora, saranno le “piantine” e gli “oggetti” del nostro giardino che abbiamo chiamato citoplasma. Ci siamo?

Ora, da ultimo, costruiamo il muro di cinta del giardino per la protezione della casa, che chiamiamo in questo caso membrana cellulare. Essa, consente l’ingresso e l’uscita (come per la casa il cancello e il portone), solo ad elementi selezionati e provenienti dal metabolismo alimentare in ingresso e dei rifiuti in uscita.

Da ultimo, non dimentichiamo che vicino alla nostra casa, vi sono altre case e che per raggiungerle, sarà necessario percorrere uno spazio chiamato strada, mentre l’analogo spazio fra una cellula e l’altra è lo spazio intercellulare.

Riuscite a vedere il tutto legato nella similitudine descritta? Se si, procediamo senza oramai più difficoltà!

Ora, possiamo quindi tornare ai nostri prioni 

Come dicevamo, sono forme alterate della PrP (la proteina prionica).

I prioni, vanno ad accumularsi nel sistema nervoso, proprio nello spazio intercellulare, fra una cellula nervosa (neurone) e l’altra, ove formano placche di aggregazione che determineranno nel tempo la degenerazione del tessuto nervoso stesso.

Ciò che accade ad esempio nella Sindrome di Creutzfeldt – Jacob, più nota come “malattia della mucca pazza”, è esattamente questo!

Il vaccino, come gli studi di microbiologia insegnano agli studenti del 2°anno di medicina, è un farmaco ottenuto da un elemento biologico – il virus –  ucciso oppure reso attenuato o avirulento, che dovrà poi essere iniettato dopo opportuni ulteriori passaggi di laboratorio, nel corpo umano.

Ora, dopo questa ampia ma necessaria premessa, abbiamo gli elementi per capire le ragioni per le quali un “dispositivo genico” ingannevolmente chiamato vaccino, possa determinare danni seri ed irreversibili anche – ma non solo – ad uno dei tessuti più importanti che costituiscono il nostro corpo: il tessuto nervoso.

A tal proposito, riassumo brevemente gli studi condotti nel 2020 dal prof. Richard Fleming medico con PhD, nei quali si evidenzia la presenza di aree (domini) simili a prioni nella proteina spike del Sars-Cov-2

Il Sars -Cov -2, appartiene al genere dei beta-coronavirus (β-CoV), genere rivelatosi essere l’unico ad essere caratterizzato da una elevatissima affinità – da 10 a 20 volte maggiore – per i recettori degli ACE2,  naturalmente presenti sulle membrane cellulari delle cellule polmonari (dove viene prodotto l’ACE, ovvero l’enzima di conversione dell’angiotensina), ma anche sulle membrane cellulari del cuore, delle arterie dei reni e dell’apparato intestinale, i quali recettori, oltre a mantenere controllata la pressione del sangue, funzionano, purtroppo, anche come porte d’ingresso (siti di aggancio) per alcuni tipi coronavirus.

È stato scoperto che i vaccini causano una serie di eventi avversi cronici a sviluppo tardivo.

Ed alcuni eventi avversi come il diabete di tipo 1 (insulinodipendente), potrebbero non verificarsi fino a 3-4 anni dopo la somministrazione di un vaccino [1].

Nell’esempio del diabete di tipo 1, la frequenza dei casi di eventi avversi conseguenti alla malattia diabetica, può superare la frequenza dei casi di malattie infettive gravi, che il vaccino è stato progettato per prevenirle.

Dato che il diabete di tipo 1 è solo una delle tante malattie immunomediate potenzialmente causate dai vaccini, gli eventi avversi cronici tardivi rappresentano un serio problema di salute pubblica.

Vaccini a base di RNA :  rischio di indurre eventi avversi specifici.

Uno di questi potenziali eventi avversi sono le malattie a base di prioni, causate dall’attivazione di proteine ​​intrinseche per formare prioni. È stata pubblicata una vasta conoscenza su una classe di proteine ​​leganti l’RNA che hanno dimostrato di concorrere all’insorgenza di una serie di malattie neurologiche tra cui il morbo di Alzheimer e la SLA (sclerosi laterale amiotrofica).

Il vaccino COVID-19 a base di RNA Pfizer, è stato approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) degli Stati Uniti, con un’autorizzazione all’ uso di emergenza senza dati sulla sicurezza a lungo termine!

A causa delle preoccupazioni sulla sicurezza di questo vaccino, è stato condotto uno studio per determinare se il vaccino potesse potenzialmente indurre una malattia a base di prioni.

L’ analisi del vaccino Pfizer contro il COVID – 19, ha identificato due potenziali fattori di rischio di indurre la malattia da prioni nell’uomo. La struttura sequenziale di RNA nel vaccino, contiene delle sequenze che si ritiene inducano il TDP-43 ed il FUS (sono geni che codificano per una proteina legante l’RNA) a formare aggregazioni basate su prioni, portando allo sviluppo di comuni malattie neurodegenerative.

La proteina spike, codificata dal vaccino, si lega all’ ACE-2, un enzima che contiene molecole di zinco [8]. Il legame della proteina spike all’ACE2, ha il potenziale per rilasciare la molecola di zinco, uno ione che fa sì che TDP-43 assuma la sua trasformazione patologica del prione.

Negli ultimi due decenni alcuni scienziati si sono preoccupati che i prioni potessero essere usati come armi biologiche. Più di recente c’è stata la preoccupazione che le molecole intracellulari ubiquitarie potessero essere attivate per causare malattie da prioni, tra cui il morbo di Alzheimer, la SLA e altre malattie neurodegenerative.

L’attuale analisi indica che il vaccino COVID-19 a base di RNA di Pfizer contiene molte sequenze di RNA che hanno dimostrato di avere un’elevata affinità per TDP-43 o FUS e hanno il potenziale per indurre malattie neurologiche degenerative croniche. TDP-43 è un altro meccanismo che porta alla formazione di aggregazioni simili all’amiloide (proteina anomala presente in molti organi del corpo in grado di determinare gravi patologie. Nel cervello è responsabile del morbo di Alzheimer).  

Nella relazione di cui al sito citato nei riferimenti bibliografici, si legge ancora che:

“…l’interazione è abbastanza preoccupante data la convinzione che il virus che causa COVID-19, SARS-CoV-2, sia un’arma biologica [10,11] ed è possibile che la proteina virale del picco possa essere stata progettata per causare la malattia da prioni.

Un’altra preoccupazione correlata è che il vaccino Pfizer utilizza un unico nucleoside di RNA 1-metil-3′-pseudouridilile (Ψ). Secondo i documenti informativi della FDA, questo nucleoside è stato scelto per ridurre l’attivazione del sistema immunitario innato [12]…”.

Prosegue la relazione:

“ …se avessero ragione coloro che sostengono che il COVID-19 sia effettivamente un’arma biologica, allora potrebbe essere rilasciato un secondo virus potenzialmente più pericoloso, che lega la proteina spike trovata sulle cellule ospiti dei destinatari del vaccino. I dati non sono disponibili al pubblico, alfine di  fornire informazioni riguardo a :

quanto tempo dopo l’RNA del vaccino viene tradotto nell’individuo vaccinato

 per quanto tempo, dopo la traduzione, la proteina spike sarà presente nelle cellule del ricevente.

Infine, altri che lavorano nel campo hanno pubblicato ulteriore supporto che i vaccini COVID-19 potrebbero potenzialmente indurre la malattia da prioni. Gli autori [18] hanno trovato sequenze correlate ai prioni nella proteina spike COVID-19 che non sono state trovate nei coronavirus correlati. Altri [19] hanno riportato un caso di malattia da prioni, malattia di Creutzfeldt-Jakob, che si è verificata inizialmente in un uomo con COVID-19.

Molti hanno lanciato l’allarme che l’attuale epidemia di COVID-19 sia in realtà il risultato di un attacco con armi biologiche rilasciato in parte da individui nel governo degli Stati Uniti [10,11]. Una tale teoria non è inverosimile dato che l’attacco all’antrace del 2001 negli Stati Uniti ha avuto origine a Fort Detrick, una struttura di armi biologiche dell’esercito statunitense.

Poiché l’indagine dell’FBI sull’antrace è stata chiusa contro il parere dell’agente principale dell’FBI,  nel caso ci sono probabilmente cospiratori che lavorano ancora nel governo degli Stati Uniti. In uno scenario del genere, l’obiettivo principale di fermare un attacco con armi biologiche deve essere quello di arrestare i cospiratori o gli attacchi non cesseranno mai.

Approvare un vaccino, utilizzando la nuova tecnologia dell’RNA senza test approfonditi è estremamente pericoloso. Il vaccino potrebbe essere un’arma biologica e anche più pericoloso dell’infezione originale”.

Riferimenti bibliografici:

https://www.evolutamente.it/vaccini-mrna-per-covid-19-e-rischio-di-malattia-da-prioni/  alla fine della quale sono riportati i riferimenti bibliografici che hanno reso possibile all’autore stilare la relazione di seguito.

Classen JB, Classen DC. Clustering of cases of insulin dependent diabetes (IDDM) occurring three years after Hemophilus influenza B (HiB) immunization support causal relationship between immunization and IDDM. Autoimmunity. 2002; 35: 247-253.

King OD, Gitler AD, Shorter J. The tip of the iceberg: RNA-binding proteins with prion-like domains in neurodegenerative disease. Brain Res. 2012; 1462: 61-80.

WHO, International Non Proprietary Names Program: 11889. 9/2020.

Kapeli K, Pratt GA, Vu AQ, et al. Distinct and shared functions of ALS-associated proteins TDP-43, FUS and TAF15 revealed by multisystem analyses. Nature Communications. 2016; 7: 12143.

Kuo P, Chiang C, Wang Y, et al. The crystal structure of TDP-43 RRM1-DNA complex reveals the specific recognition for UG- and TG-rich nucleic acids. Nucleic Acids Research. 2014; 42: 4712-4722.

Tollervey JR, Curk T, Rogelj B, et al. Characterizing the RNA targets and position-dependent splicing regulation by TDP-43; implications for neurodegenerative diseases. Nat Neurosci. 2011; 14: 452-458.

Imperatore JA, McAninch DS, Valdez-Sinon AN, et al. FUS recognizes G quadruplex structures within neuronal mRNAs. Frontiers in Molecular Biosciences. 2020; 7: 6.

Shang J, Ye G, Shi K, et al. Structural basis of receptor recognition by SARS-CoV-2. Nature. 2020; 581: 221-225.

Garnier C, Devred F, Byrne D, et al. Zinc binding to RNA recognition motif of TDP-43 induces the formation of amyloid-like aggregates. Sci Rep. 2017; 7: 6812.

Classen JB. COVID-19, MMR vaccine, and bioweapons. Diabetes & its Complications.2020; 4: 1-8.

Classen JB. Evidence supporting the hypothesis that the 2019 epidemic of E-vaping acute lung injury (EVALI) was caused in part by COVID-19. Diabetes & Complications. 2020; 4: 1-2.

Pfizer-Biotech: COVID-19 Vaccine (BNT162, PF-07302048), Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee Briefing Document. Meeting Date: 10 December 2020.

Roundtree IA, Evans ME, Pan, et al. Dynamic RNA modifications in gene expression regulation. Cell. 2017; 169: 1187-1200.

Classen JB. Review of Vaccine Induced Immune Overload and the Resulting Epidemics of Type 1 Diabetes and Metabolic Syndrome, Emphasis on Explaining the Recent accelerations in the Risk of Prediabetes and other Immune Mediated Diseases. J Mol Genet Med. 2014; S1: 025.

Amiral J. Can COVID-19 Induce an autoimmune disease associated with long- lasting symptoms and delayed complications? Ann Clin Immunol Microbiol. 2020; 2: 1014.

Wang EY, Mao T, Klein J, et al. Diverse functional autoantibodies in patients with COVID-19. medRxiv preprint. 2020.

Lyons-Weiler J. Pathogenic priming likely contributes to serious and critical illness and mortality in COVID-19 via autoimmunity. Journal of Translational Autoimmunity. 2020; 3: 100051.

Tetz G, Tetz V. SARS-CoV-2 prion-like domains in spike proteins enable higher affinity to ACE2. Preprint. 2020.

Young MJ, O’Hare M, Matiello M, et al. Creutzfeldt-Jakob disease in a man with COVID-19: SARS-CoV-2-accelerated neuro degeneration? Brain, Behavior, and Immunity. 2020; 89: 601-603               

Grafene: sempre più presente nella nostra vita

di Marco Lehnus

La sua scoperta, è attribuita nel 2004 agli scienziati sovietici Andrej Gejm ed al suo discepolo Kostantin Novoselov, che nel 2010 vinsero il premio Nobel per la fisica. Essi cercarono di ottenere delle strutture molto sottile dalla grafite, con l’intento di confrontarne le proprietà con quelle dei nanotubuli di carbonio, entità peraltro già conosciute da tempo. Con metodo dalla semplicità quasi sconcertante, frapposero delle scaglie di grafite tra due nastri di scotch, ottenendo, nella fase della loro separazione, frammenti sempre più sottili di grafite, via via che si andava ripetendo la metodica ed al termine della quale veniva aggiunto, a supporto, uno strato di silicio. Riuscirono cosi a realizzare fogli estremamente sottili di grafene, dello spessore di un solo atomo di carbonio, dei quali iniziarono a studiarne le proprietà elettriche.

Il grafene, è il materiale più sottile al mondo, che pare essere destinato a stravolgere il futuro di moltissimi settori della vita umana, ivi compresa, per le sue stupefacenti proprietà e conseguenti potenziali applicazioni, quello nella ricerca ed applicazione medica. A questo proposito è interessante rilevare la dichiarazione fatta nel 2016 dagli scienziati dell’Università di Manchester, con la quale affermano di aver scoperto che l’ossido di grafene, può sconfiggere il cancro.

Questo nanomateriale, neutralizzerebbe le cellule staminali tumorali, non risultando tossico per le cellue sane. Se i fatti confermeranno queste evidenze, è probabile che chemio e radioterapia potranno, almeno in parte, essere accantonate o ridimensionate, giacché il loro effetto, per quanto utile nella distruzione delle cellule neoplastiche, risulta però nefasto anche per le cellule adulte sane e per le cellule staminali (le cosiddette cellule totipotenti, pronte ad evolversi in una delle varie linee cellulari (muscolari, ossee, cardiache, polmonari, epatiche…) del nostro organismo.

Gli iniziali tentativi di ricavare dalla grafite il grafene, la cui struttura è bidimensionale, risalgono al 19° secolo e l’intento attuale è di essere utilizzato, quest’ultimo, per creare oggetti tridimensionali, sapendo che nello allo spessore di un millimetro di grafite, sono contenuti tre milioni di strati di grafene, ognuno dei quali ha lo spessore di un atomo di carbonio. La struttura chimica del grafene, appare quindi come 1 foglio di atomi di C (carbonio) disposti in forma di “reticolo esagonale simmetrico”.  Per meglio comprendere il rapporto tra grafene e grafite, possiamo immaginare quest’ultima come un libro, nel quale ogni singola pagina sia costituita dal grafene, con il particolare che, pur essendo la pagina parte del libro, essa presenta proprietà molto diverse dal libro intero!  

Perche’ assottigliare la grafite per ottenere il grafene?

Perché ciò costringe gli elettroni a muoversi lungo il piano di questi “fogli”, il reticolo esagonale simmetrico, la cui struttura influenza il comportamento degli elettroni stessi, facendoli divenire equivalenti a particelle prive di massa, simili, quindi, a neutrini (particelle subatomiche elementari di massa quasi irrilevante) ma, a differenza di questi, elettricamente carichi. Il “percorso forzato” all’interno del reticolo, fornisce agli elettroni stessi, una elevata mobilità che conferisce loro la caratteristica di particelle “balistiche”, ovvero di proiettili non deviabili e capaci di viaggiare su distanze microscopiche elevate.

Le proprietà del grafene, sono quelle di un materiale ultraleggero, flessibile e tra le cento e le duecento volte più resistente dell’acciaio, risultando  inoltre, essere un ottimo conduttore di calore e corrente. Quasi trasparente ed impenetrabile anche da un solo atomo di elio (gas nobile), si lascia però attraversare dalle molecole d’acqua, risultando, peraltro, un ottimo filtro per la depurazione di acque reflue e acqua di mare, dalla quale ricavare acqua potabile. All’umanità sono stati necessari circa centossessanta anni per ricavare il grafene dalla grafite, ora molto resta ancora per poterlo impiegare su vasta scala industriale.

Le sue caratteristiche lo vedono già impiegato per le batterie delle auto elettriche e degli smartphone, con tempi di ricarica estremamente veloci, ma anche nella costruzione di veicoli, quali automobili ed aerei più leggeri e più resistenti.

Nel settore medico?

Nel campo medico, si attendono le sue future applicazioni, trattandosi di nanotecnologie con le quali sviluppare sensori intelligenti ed ultrasensibili capaci, una volta introdotti nell’organismo per via subdermica od intravascolare, di monitorare le varie attività di tessuti e degli organi  – fra i quali il cervello – raggiungendoli, al fine anche del recapito diretto di un eventuale principio farmacologicamente attivo per la cura di una specifica affezione.

Ma, allo stato attuale, la realtà potrebbe essere meno edificante e rassicurante, rispetto alla narrazione fin qui fatta, poiché da vari studi recenti condotti in Spagna ed in altri Paesi, sembra che  l’ ossido di grafene  sia contenuto nelle mascherine chirurgiche, che il mondo intero, obbligatoriamente, si trova costretto ad utilizzare dall’inizio dell’era covid. Inoltre, le stesse fonti universitarie pubbliche spagnole, dichiarano che con la microscopia elettronica e la spettroscopia, nei tamponi utilizzati per la PCR (reazione a catena per la polimerasi) e nei test antigenici, siano presenti nanoparticelle di ossido di grafene. Allo stesso modo, tutte le varianti dei “dispositivi genici” della BigPharma inoculati fino ad oggi alle popolazioni del pianeta, conterrebbero una stessa considerevole quantità di ossido di grafene. Non ne sarebbero stati esenti nemmeno i vaccini antinfluenzali degli anni precedenti, nei quali l’ossido di grafene sarebbe stato utilizzato come adiuvante, come pure i nuovi vaccini anti-inflenza comune ed i cosiddetti “nuovi vaccini” anti-covid intranasali.

Da studi medici qualificati e certificati, sembra che i tristemente noti effetti trombotici in corso di patologia acuta da covid, si debbano ascrivere all’ossido di grafene per il suo elevato effetto coagulativo sul sangue. Allo stesso tempo, l’ossido di grafene risulterebbe immuno-soppressore in conseguenza agli effetti di scompenso sullo squilibrio ossidativo, indotto da questo tossico, in termini di carenza di riserve di glutatione, il cui stoccaggio è a livello epatico.

Un carico maggiore di ossido di grafene somministrato, determinerebbe il collasso del sistema immunitario con inevitabile  “tempesta citochinica”, proprio come accade nella malattia conclamata attorno al 4° / 5° giorno, qualora – rispetto al consumato mantra della “tachipirina e vigile attesa”, responsabile di innumerevoli morti per omicidio di stato –  non venga instaurata una adeguata e tempestiva terapia delle fasi iniziali con presidi farmacologici, quali idrossiclorochina o ivermectina associate ad altre variabili terapeutiche, quali aspirina, azitromicina (od altri antibiotici specici) ed eparine a basso peso molecolare.

L’osservazione clinica ed il riscontro autoptico, confermerebbero come l’ossido di grafene, sia responsabile del quadro di polmonite interstiziale bilaterale. Sintomi legati alla sua presenza nel corpo sono il sapore metallico in bocca e la perdita parziale o totale del gusto (ipogeusia o ageusia) e dell’olfatto (iposmia o anosmia) seppur generalmente temporanee. Gli stessi sintomi si possono iniziare ad avvertire intorno alla fine della prima settimana di malattia da covid 19 conclamata. Per inalazione, l’ossido di grafene, provoca infiammazione delle mucose delle prime vie respiratorie ed anche in questo caso ageusia ed anosmia.

Sono oramai acclarati gli effetti magnetici cutanei, conseguenti alla proprietà elettromagnetica dell’ ossido di grafene, che è stato inequivocabilmente obiettivato su milioni di persone, nelle ore immediatamente successive all’inoculazione del dispositivo genico e che ora trova una concreta  risposta al “curioso fenomeno” dopo l’identificazione del tipo di tossico presente nello pseudo vaccino.  

A completare il quadro iniziale delle acquisizioni di queste ultime ore, vi sarebbe l’acquisizione che questo tossico, sia il presunto Sars-Cov-2 dal quale avrebbe preso l’avvio della malattia nota come Covid – 19 .  Notizia, a mio parere, ancora nebulosa che necessita di conferme che dovrebbero provenire da più laboratori di ricerca universitaria, per poter godere di credito.

Se ciò dovesse essere confermato, prenderebbe consistenza maggiore quel sospetto che da oltre un anno aleggia nel mondo scientifico emarginato, delegittimato e deriso, circa il non ancora dimostrato isolamento del virus che, qualora identificato ed isolato, avrebbe consentito la preparazione di un vero vaccino secondo i canoni classici, riconducibili agli insegnamenti della microbiologia (materia del 2° anno del corso di laurea in medicina e chirurgia).   Le mie reminiscenze di quegli studi, mi confermano che la preparazione di un vaccino, avviene partendo dall’isolamento del virus, per procedere poi ad una delle seguenti successive fasi: fase di uccisione o attenuazione del suo potere virulento o alla predisposizione della sua totale avirulenza.

Al termine di dette fasi, sarà possibile predisporre la fase finale, ovvero la preparazione del vaccino purificato, da inoculare in via preventiva alla popolazione esposta al contagio, qualora non già protetta naturalmente per aver contratto l’affezione in modo sintomatico od asintomatico, che ne abbia conseguentemente stimolato le difese attraverso la produzione di anticorpi specifici.

Da ultimo, è interessante ricordare che esiste una banda di frequenza elettronica specifica, in funzione della quale il grafene, come moltissimi altri materiali, viene sollecitato ad ossidarsi molto rapidamente, andando così a rompere quell’equilibrio nell’organismo, che consente la produzione e l’accumulo, a livello epatico, delle riserve di glutatione, il più potente e rappresentato anti-ossidante del nostro organismo.  Sembra oramai evidente che la banda di frequenza in grado di scatenare questo effetto negativo sul rapporto ossido di grafene / glutatione, venga emessa con le nuove larghezze di banda di trasmissione della tecnologia wireless 5G.   Ad maiora!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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