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26 Febbraio 2022 – Redazione

«Il Green Pass ha l’unico senso di motivare le persone a vaccinarsi, per cui al momento non serve più a molto». Guido Rasi, immunologo, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata e consulente del generale Figliuolo per la campagna vaccinale, fa il punto sullo stato della pandemia nelle ultime settimane in un’intervista alla Stampa.

Per il professore  «il certificato può essere tolto a giugno». E la quarta dose non è necessaria: «Il richiamo di massa in questa situazione non ha senso». Insomma, parole ottimistiche che confermano la piena uscita dall’emergenza Covid. Lo riporta HuffPost.

Anche Matteo Bassetti, tre giorni fa, si e’ espresso allo stesso modo. Dal 31 marzo stop al Green Pass, “non ha senso mantenere questo strumento dopo la fine dello stato di emergenza, non ci sono motivazioni sanitarie. Se il certificato verde rimarrà in vigore sarà solo per una decisione politica. il Green pass ha avuto un ruolo fondamentale per favorire la vaccinazione. Un risultato ampiamente raggiunto, in quanto “dalla sua introduzione abbiamo guadagnato il 30% di vaccinati in 5 mesi. A fine marzo quindi avremo un 95% di popolazione vaccinata e, se si aggiunge la fetta di popolazione guarita dal virus, probabilmente possiamo affermare di aver raggiunto l’immunità di gregge”.

FINE DI UNA STORIA TRISTE

24 Febbraio 2022 – Redazione

Scandalo Rai, appalti truccati. Buste piene di contanti: 194mila € e Cartier. Una nuova inchiesta fa tremare i manager della Rai. Scoperte gare d’appalto truccate e un giro di mazzette e corruzione. L’indagine, – si legge su Repubblica- è nata tra le bancarelle del mercato ortofrutticolo di Milano e ha già portato all’arresto dell’ex capo della Direzione acquisti della Tv di Stato, Gianluca Ronchetti. A cui apparterrebbero le buste zeppe di contanti per oltre 194 mila euro e decine di anelli, bracciali, pepite d’oro e Cartier rinvenuti il 31 gennaio nella casa della madre, nascosti dentro i vasi del piccolo giardino all’Aurelio.

Scandalo Rai, sistema diffuso di irregolarità

Gli inquirenti – prosegue Repubblica – parlano di “un sistema diffuso di irregolarità attuate da dipendenti Rai per favorire l’aggiudicazione di appalti ad alcuni operatori del settore dei servizi di facchinaggio e manovalanza per gli allestimenti scenici nei centri di produzione di Milano e Roma», si legge nell’ordinanza.

Tra i vari regali spiccano: due Rolex Daytona, suite all’Hotel Yard di Milano in occasione della partita Roma-Inter, viaggi a Saint Tropez. Persino la chat di gruppo aveva un nome da B-movie: “Martedì…gnocchi”. “Dal 2014 al 2017 sono stati spesi sempre importi maggiori rispetto a quelli che la Rai ha investito per i medesimi servizi nel 2013”, scrivono gli inquirenti. 

Fonte: affaritaliani.it

01 Febbraio 2022 – Redazione

«Ho appena presentato un esposto alla Procura di Roma, contro il Ministero della Salute e l’Aifa», scrive l’europarlamentare Francesca Donato sul suo sito Internet.

«Durante la campagna vaccinale hanno ignorato le indicazioni dell’Agenzia europea del farmaco sulla natura dei vaccini e la necessità della prescrizione medica». Poi specifica: «L’agenzia europea del farmaco ha ribadito a più riprese che i vaccini sono stati autorizzati in via condizionata. Allo stato non è confermata né l’efficacia né la sicurezza di questi sieri».

«Nell’esposto ho precisato che l’Ema ha sempre sottolineato che le quattro sostanze attualmente sul mercato sono state autorizzate esclusivamente per la prevenzione della malattia Covid-19. Non sono ritenute efficaci per la prevenzione
dell’infezione con il virus Sars-CoV-2».

«Pertanto, – sottolinea l’europarlamentare – come l’esplosione incontrollata dei contagi dimostra» «la campagna vaccinale in Italia si regge su un grave falso ideologico secondo cui il vaccino previene l’infezione».

«Un falso che è stato messo nero su bianco dal governo e che è stato propagandato attraverso la comunicazione istituzionale inducendo la popolazione ‘vaccinata’ in una falsa sicurezza».

«I numeri della pandemia in Italia sono impietosi – aggiunge – con questo esposto chiedo alla magistratura di
fare luce su quella che non è più una campagna vaccinale ma un colossale imbroglio che ha come vittime i cittadini italiani».

30 Gennaio 2022 – Redazione

A Torino, 20 feriti, a Roma 14. Sono questi i numeri dei ragazzi che, esercitando un loro diritto fondamentale ”manifestare” sono stati caricati e manganellati dalle forze dell’ordine inviate da uno stato che sempre più repressivo e autoritario. Ai cortei di Roma del 23 Gennaio e a quelli di Torino di venerdi, i ragazzi, da due anni privati dei loro diritti e reclusi, hanno deciso di dare un forte segnale di resilienza, manifestando per la morte di Lorenzo Parelli, ragazzo ucciso, mentre si apprestava a lavorare in un’ azienda di Udine per completare l’ingiusta ed inutile “alternanza scuola lavoro”, dalla caduta improvvisa di una trave di ferro da un’impalcatura di 15 metri. Le proteste dei ragazzi erano quindi sacrosante, obbligatorie, e la reazione delle forze dell’ordine è stata fin da subito intransigente, come a voler stroncare sul nascere la manifestazione, non per le modalità in cui avveniva, ma proprio perché, nell’infelice epoca in cui viviamo, il diritto di protestare è sempre meno legittimo e contemplato. 

QUESTO IL VIDEO DELLA CARICA DELLA POLIZIA CONTRO GLI STUDENTI ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️

https://www.lastampa.it/torino/2022/01/28/video/torini_scontri_in_piazza_arbarello_durante_la_protesta_studentesca-2842838/

E’ curioso, a proposito dei 34 feriti di questa settimana, notare l’atteggiamento e la linea editoriale di alcuni media main stream. Fanpage, ad esempio, che con i servizi di Saverio Tommasi si è sempre schierato con fermezza dalla parte di manifestanti, come quelli del g8, non menziona i ragazzi contusi a Roma e dimezza il numero delle vittime di Torino. Questa narrazione che viene fatta non solo è incoerente e contrastante con la linea “giornalistica” seguita fino ad oggi, ma è il segnale che le azioni del governo sono diventate intoccabili: qualsiasi critica che verrebbe mossa al Draghikistan potrebbe decretare un biglietto per entrare nella blacklist dei no vax e degli eversori, anche se su argomenti totalmente diversi da quelli riguardanti il green pass e degli altri abomini fatti fino ad ora. Fanpage infatti scrive : “non ci sarebbero, per fortuna, feriti né tra gli studenti né tra i rappresentati delle forze dell’ordine, così come nessuno dei manifestanti sarebbe stato, al momento, fermato dalla polizia.” 

Non sono certo da meno i telegiornali e i giornali mainstream, ormai cantori monotoni dei nuovi sovrani così come lo sono stati di quelli ormai tramontati. Fra chi le definisce “ragazzate” e chi le commenta dicendo “hanno fatto bene i poliziotti!”, ciò che sconcerta è l’ormai diffusa intolleranza per il dissenso e per la protesta. In principio sono stati i cortei dei free vax lentamente soffocati con Daspo, cariche di celerini e “identificazioni a tappeto”. Ma ora la deriva passa a sopprimere altri dissensi e altre proteste in un contagio democratico che rischia di essere ben più pericoloso di quello del Covid. 

6 Novembre 2021 – Marzia MC Chiocchi e Redazione Co.Te.Li

SI SONO COMPORTATI E LO STANNO FACENDO TUTT’ORA COME TANTI ARRUOLATI NELL’ESERCITO DELLA SALVEZZA, O COME CONTEMPORANEI TEMPLARI IN DIFESA DI UN IMPROBABILE SANTO GRAAL (😱 HAINOI) CHIAMATO VACCINO. MA SPENDENDOMI IN UNA SPIEGAZIONE AULICA, MI SONO RESA CONTO DI AVER LORO TRIBUTATO COTANTO RUOLO QUANDO, CON PROSAISMO, LI AVREI POTUTI DEFINIRE SEMPLICEMENTE “MARCHETTARI”. EH SI…COLORO CHE RAGGIUNGONO L’OLIMPO DEL “EI FU” TUBO CATODICO (TV E TUTTO QUANTO FA SPETTACOLO), SONO I VIP CHE, LASCIANDOSI AVVOLGERE DALLA LUCCICANTE POLVERE DI STELLE, CREDENDO IN UN’ ASSOLUTA ONNIPOTENZA, ACCETTANO IL RUOLO DI PONTIFICATORI/TRICI AD LIBITUM, PER PROMUOVERE CAUSE IN CUI NEPPURE LORO CREDONO. MA QUI ARRIVA IL BELLO!!! PUR SAPENDO CHE QUELLO CHE DIRANNO SUI VACCINI SARANNO BUGIE, SI PRESTANO AL GIOCO PER NON PERDERE BENEFICI, SOLDI E PRIVILEGI, INDUSTRIANDOSI, AL CONTEMPO, NEL CERCARE MEDICI CONSENZIENTI, PER EVITARE L’INOCULAZIONE MA OTTENERE L’AGOGNATO GREEN PASS! CARI IPOCRITI MORALISTI, PERBENISTI E FIGLI DI BUONA DONNA, IO NON CE L’HO TANTO CON VOI, QUANTO CON I CRETINI SENZA CERVELLO CHE VI ASCOLTANO E VI SEGUONO, ALZANDO LE PERCENTUALI AUDITEL DEI PROGRAMMI TV, PENSANDO CHE IL VOSTRO SIA IL “VERBO”. IL GIOCO È STATO SCOPERTO, E LEZIONI DA VOI PARVENU SENZA SCRUPOLI NE’ DIGNITÀ, ALMENO NOI, PERSONE INTELLIGENTI, NON NE ACCETTEREMO!

NOI NON CI CUREREMO DI VOI, MA VI GUARDEREMO CON DISPREZZO, ANDANDO OLTRE!l

E ADESSO LA NOTIZIA!

A Roma le forze dell’ordine hanno scoperto un giro di finti green pass che sarebbero stati messi in circolazione dal medico Alessandro Aveni. L’inchiesta ha avuto un grande eco mediatico anche e sopratutto perché ha, tra gli indagati, lo showman Pippo Franco.

Stando a quanto riferito dalle agenzie di stampa più importanti, a giocare un ruolo fondamentale in questo giro di finti green pass ci sarebbe anche Antonio De Luca, professionista molto noto a Roma per essere il medico di diversi personaggi famosi.
Da Cecchi Gori a Virginia Raggi, da Valeria Marini a Vittorio Sgarbi, sono molti i volti della tv e non solo che sono in cura dal dottor Antonio De Luca. Una clientela esclusiva che gli ha permesso di entrare in ambienti soffisticati della Roma bene. Celebri sono poi le sue feste così come è pubblico il fatto che lo scorso mese Antonio De Luca abbia ricevuto in Senato il Leone D’Oro alla carriera.

Per quanto riguarda Alessandro Aveni, invece, questo avrebbe rilasciato 150 Green Pass pur avendo a disposizione soltanto 20 dosi di vaccino. Era stato lui a somministrare a Pippo Franco una finta dose immortalata anche in una foto finita sui social nella quale il presentatore tv scriveva “scettico ma vaccinato”. L’attore romano è infatti uno dei pazienti del medico di base indagato dai Nas con l’accusa di aver dato ai suoi pazienti green pass falsi. Il professionista avrebbe inserito nel sistema informatico della Regione circa un centinaio di attestazioni irregolari, basate su esenzioni non dovute o su vaccini mai somministrati. Gli inquirenti stanno di fatto indagando su rete molto più vasta di certificati verdi non regolari.

Al centro dell’inchiesta appare anche lo studio del suddetto medico, una sorta di centrale di produzione di documenti falsi. Questi ultimi sarebbero stati rilasciati attraverso alcuni mediatori a vip, imprenditori, sportivi e in generale a persone legate alla ROMA bene.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

LA LOTTA SI STA FACENDO SEMPRE PIÙ SERRATA SU VARI FRONTI. Era ora, diciamo noi! E’ bastato che qualcuno si svegliasse per dar vita ad un’alzata sociale di scudi EFFETTO DOMINO. L’ho sempre detto e ripetuto…basta che una sola persona o realtà prenda forza e coraggio, per far sì che tutto si muova e cambi. E dal 22 settembre tutto ciò sta accadendo. Ripercorrete gli eventi e vedete…

Ieri a Roma due Tavoli di vertenze molto calde ed emblematiche di quello che sta accadendo in Italia. NAPOLI E ANCONA UNITE NELLA LOTTA. Vivono un comune destino, le multinazionali ormai spadroneggiano in Italia a causa di un potere politico non solo pavido ma anche complice di chi usa, spreme fino all’osso i lavoratori e poi se ne sbarazza delocalizzando o chiudendo le aziende da un giorno all’altro.

Non è un problema di aziende in crisi, sono piattaforme industriali sane ma che una gestione finanziaria e speculativa porta ad una chiusura per aumentare ulteriormente i profitti.

A Roma, davanti al Mise, sono andati 150 lavoratori dell’Elica di Ancora, che rischiano di perdere il lavoro perché la direzione aziendale ha deciso la delocalizzazione in Polonia. Da 7 mesi organizzano scioperi e proteste, ma hanno avvertito che se oggi non ci saranno novità decisive per il loro futuro occupazionale “il livello di scontro si alzerà tantissimo. Non accettiamo che il lavoro vada in Polonia.”

Da Napoli sono arrivati in presidio al Mise anche 300 lavoratori della Whirlpool di Napoli da anni ormai in lotta contro la chiusura decisa dai vertici aziendali, nonostante quella partenopea fosse un’azienda in attivo.

Il futuro degli operai napoletani, purtroppo, dipendono dalle decisioni del Consiglio dei Ministri e dalla sentenza sui loro licenziamenti. Una cosa è certa, anche a Napoli non molleranno.

Lunedì 25 ottobre ci sarà un nuovo round, e i sindacati vogliono sapere per quella data “tempi e modi” con cui agirà il governo per il rilancio del sito, illustrazione del piano industriale compresa. “Abbiamo lavorato con il Mise” per trovare una soluzione, ha detto Orlando al tavolo con i sindacati, e come prima cosa per “capire le disponibilità di Whirlpool di accompagnare questo percorso”. 
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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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12 Ottobre 2021

di Marzia MC Chiocchi

Quando ho deciso di recarmi insieme ad altri colleghi alla manifestazione del 9 ottobre in Piazza del Popolo a Roma, sapevo che sarebbe potuto accadere qualcosa che avrebbe “tentato” di sporcare ciò di meraviglioso e’ apparso davanti ai nostri occhi all’uscita della metropolitana…un fiume di gente come da tanti anni non avevamo più visto. Giovani e anziani uniti nell’unica e imprescindibile volontà di difendere la libertà e la democrazia di un Paese, a pochi passi dal baratro e dalla dittatura. Vedere quella piazza immensa e piena di italiani provenienti da ogni parte d’Italia mi ha fatto emozionare. Il Tricolore era ovunque, sbandierato e avvolto, come un mantello, sulle spalle delle persone sopratutto giovani, E’ stata questa l’immagine realmente patriottica che ha fatto comprendere quanto gli italiani consapevoli e risvegliati, abbiano capito l’importanza del momento storico e di quanto l’unione di un popolo sia determinante per il cambiamento! E’ stato anche motivo di maggiore orgoglio, considerando il fatto che, negli ultimi decenni, la Bandiera Tricolore veniva esposta o sventolata, solo in occasione di eventi sportivi e sopratutto calcistici. Adesso no! Ha ripreso il suo posto, quello che riassume i naturali DIRITTI DELL’UOMO, le aspirazioni di tutte le genti, la volontà di chi crede nella propria nazione volta al progresso, con leggi adeguate, senza divisioni, stessi doveri e stessi privilegi. A far da cornice ai migliaia presenti, l’INNO di MAMELI intonato con una coralità così partecipe da far venire i brividi!
Chi non ha trovato posto nella piazza ha riempito la scalinata che porta al Pincio e su su fino al Belvedere! Negare tutta questa “bellezza”, organizzata dal popolo civile, e’ solo da ipocriti! Ciò che e’ accaduto altrove fa parte di un’altra sceneggiatura, di cui i responsabili dovranno rispondere in altre sedi. Ma, a lanciare un messaggio di resilienza sono stati più i comuni cittadini partecipanti, che coloro che si sono avvicendati sul palco a urlare più che parlare, per la cui ragione si e’ capito poco o nulla di ciò che dicevano. Alcuni presidenti di comitati nati in questi mesi, che avrebbero dovuto mettere in campo azioni definite “epocali”, hanno cercato, senza ottenerla, visibilità’! Ma il carisma, la capacità di comunicare non si compra, si affina possedendola dalla nascita. E la vera e unica certezza e’ che gli intenti per cui eravamo lì erano ben chiari a tutti! E questo ci rincuora. La giornata del 9 ottobre, ha infatti dimostrato che non esistono più’ veri e propri leader che muovono le masse, ma sono le masse stesse a muoversi spontaneamente, mosse da quello spirito di sopravvivenza che nasce quando sentono un pericolo imminente! La gente, unita dalla voglia di libertà’, non ha avuto bisogno di comunicarsi strategie, ma, seguendo un filo invisibile, si e’ spostata compatta fino ad organizzare un sit in spontaneo in Piazzale Flaminio, punto di raccordo di una delle strade più transitate del centro, Via del Muro Torto sotto Villa Borghese. Un’azione che non ha sconvolto neppure gli automobilisti romani, notoriamente impazienti, che non hanno protestato, aspettando la fine della dimostrazione. Solo a sera abbiamo appreso di ciò che era accaduto un chilometro più avanti in Corso d’Italia alla sede della CGIL, fatto sul quale si sono sprecate le immagini che, anche ad un irriducibile negazionista, non possono passare inosservate. Troppi i lati oscuri su questo attacco, evidenziati da immagini che ritraggono possibili infiltrati nella manifestazione. Tra questi, un membro della Polizia di Stato. E poi, i moltissimi video e foto transitati su internet e i social che dimostrano che qualcosa di strano c’è stato! Ormai di questo Stato non ci fidiamo più’! E pur di andare contro il popolo, venderebbe la mamma, perché l’anima l’ha già liquidata da tempo! Calci e pugni contro un uomo indifeso mentre altri colleghi lo tenevano a terra, in centro idranti contro manifestanti pacifici! Per ora diciamo…vergognatevi, poi…il giorno della resa dei conti con il popolo e la vostra coscienza, arriverà’!

Piazza del Popolo 9 Ottobre 2021

PRESENTI E ASSENTI

In queste ore di forte risveglio per il nostro Paese, non ho potuto fare a meno di meditare sugli accadimenti dell’anno e mezzo appena trascorso. Tolti i tre mesi di chiusura dell’Italia (non uso volutamente la parola inglese per rigetto, e per significato diverso rispetto all’utilizzo che ne e’ stato fatto) in cui la situazione del tutto nuova ha prodotto un effetto anestetico in molte persone, la massiccia presenza di avvocati, magistrati e giuristi al seguito, di cui in alcuni casi, non conoscevamo neppure l’esistenza, ci ha fatto sperare in una difesa a catenaccio dei nostri diritti. Proclami, video quotidiani sui social in qualità di motivatori e paladini della Giustizia, a volte con successo altre no, ci hanno fatto sperare riponendo, in loro, estrema fiducia. Ma così non e’ stato! Che non siano riusciti a far valere leggi del codice civile e penale per colpa di un progetto massonico più grande di loro, che sovverte qualsiasi diritto e buona causa, non lo mettiamo in dubbio, ma che da due mesi a questa parte, ALCUNI DI LORO siano spariti dalla circolazione senza proferir parola ci lascia non stupiti ma a dir poco perplessi! E così, il popolo a rischio, ha deciso di fare da se’, auto convocandosi nelle piazze di tutta Italia , per far sentire la propria voce! Cari avvocati…che dire? Alcuni di voi, sono stati avvistati più che sulle piazze italiane, su quelle svizzere o di confine a lottare contro il green pass! Mi domando… ma gli italiani vi fanno schifo? Qualche post qua e là, ma niente di più! E se li chiami per necessità evidente, visto il bilico in cui stiamo camminando, non rispondono più, ne’ a messaggi, ne’ a mail e figurarsi alle telefonate! Però…se devono essere intervistati da conduttori/giornalisti di fama, si fanno trovare! Cosa non si fa per un po’ di celebrità’!!! Altri avvocati stanno emergendo adesso sui social, in maniera sempre più’ evidente, ma anche in questo caso si lasciano trovare solo da chi vogliono loro! Tengo a precisare che, ciò che dico, non e’ frutto di opinione ma di CONSTATAZIONE VERIFICATA E PROVATA, SENZA VOLER FARE DI OGNI ERBA UN FASCIO! CHE SIA CHIARO! Mi pongo una domanda: non e’ che ad alcuni di questi e’ stato concesso qualche privilegio per non agire più come prima? Perché rilassarsi così, fa pensare!

Potremmo fare lo stesso discorso per QUEI MEDICI (ANCHE IN QUESTO CASO NON TUTTI) che si sono defilati prima dal giuramento di Ippocrate, e poi dalla loro coscienza (sempre che ne abbiano mai avuta una). All’indomani della notizia che il governo stava lavorando per l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per tutto il personale sanitario, non abbiamo assistito a forme consistenti di protesta, ma piuttosto tanta omologazione dei molti, ai protocolli ministeriali per la cura del COVID-19 (la famosa vigile attesa), sapendo benissimo che avrebbero solo peggiorato la situazione! I medici, quelli con la M maiuscola, hanno combattuto in solitudine, aiutando e guarendo chi ha scelto di curarsi a casa, sapendo che sarebbero andati sotto processo per mano dei loro stessi colleghi, oltre che dell’Ordine dei Medici. Così, la mancanza di lotta compatta di un settore, per paura di sospensioni o radiazioni, ha fatto sì che da un obbligo si passasse all’altro, fino a che il POPOLO ha deciso di fare barriera, facendo parte per se stesso. Plauso ai medici di Vera Scienza che non hanno mai abbandonato il campo di battaglia nonostante richiami e sospensioni. Sono coloro che non hanno mai cambiato atteggiamento e continuano a consigliare i loro pazienti, anche se non possono più visitarli ne’ prescrivere ricette. Gli altri, i codardi, si trincerano dietro il regime bulgaro, negando correlazioni tra vaccini ed eventi avversi, e non rilasciando le certificazioni di esenzione previste dalla legge, per chi non può’ iniettarsi il siero sperimentale. Questi ultimi sono i venduti, assoldati dalle case farmaceutiche, che per mesi e mesi hanno fatto da cassa di risonanza alle vaccinazioni.

In ultimo, non posso non rilevare l’assenza alla manifestazione dei camionisti, che per giorni attraverso il loro canale TELEGRAM, avevano raccontato, con meraviglia, la loro nuova forma di protesta on the road, rallentando il traffico autostradale per non far arrivare a destinazione, in tempi calcolati, le merci! Li aspettavamo nell’URBE ma…neppure un cartello a rappresentarli! NO COMMENT!

FINE PRIMA PARTE. LA SECONDA E ULTIMA FRA DUE GIORNI

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La Redazione

Finalmente e’ arrivata la notizia che da tanti mesi attendevamo. Il Comitato Nazionale Gli Angeli per la Salvezza presieduto da Cisco Orlando, dopo attento e certificato lavoro di indagine del Prof. Pier Francesco Belli, che ha impiegato mesi di meticolosa ricerca, ha presentato un esposto in varie procure d’Italia, che accerterebbe, attraverso un’ analisi chiara e puntuale di norme e fatti, responsabilità e colpevoli delle morti (poi classificate erroneamente “morti per covid”) da febbraio 2020 ad oggi.
Nell’articolato testo viene esaminato in modo rigoroso e totalmente documentato la violazione sistematica di norme nazionali e sovranazionali da parte di WHO, UNIONE EUROPEA, e ITALIA.
In particolare si analizza come, dal lato del nostro stato nazionale, con una circolare del Ministero della salute del febbraio 2020 siano state consegnate a tutti i medici del territorio delle check list, il rispetto delle quali imponeva che tutta la sintomatologia respiratoria stagionale dovesse improvvisamente cambiare nome ed essere considerata “Caso sospetto COVID 19”.
Per effetto di tale imposizione diagnostica dettata dall’alto, attribuendo al Covid 19 una genesi virale del virus sconosciuto, ne conseguiva l’indisponibilità di cure/terapie efficaci ed i pazienti giungevano in ospedale in condizioni critiche dove veniva riconfermato l’errore diagnostico ed i pazienti indirizzati verso terapie antivirali, ventilazione meccanica.
In altre parole, larga parte dei decessi (per non dire tutti) si sarebbero potuti evitare ma questo articolato esposto spiega ragioni mediche e giuridiche che hanno stravolto un sistema sanitario già largamente compromesso in favore di logiche di potere e, una volta per tutte, ribalta il tema del negazionismo perché, date le prove schiaccianti contenute in questo testo, si dimostra che ad essere negazionisti sono le istituzioni, gli organi di stampa e il main stream che a fronte di una pura narrazione mai provata dai fatti (il testo dimostra in modo conclamato e con argomentazione scientifica che la pandemia è stata solo narrata ma mai riscontrata) che negano l’evidenza che il Covid 19 nulla è se non una narrazione, appunto, creata ad arte ed imposta con norme illegittime per imporre un nuovo ordine socio economico senza alcun fondamento tecnico o scientifico alla base. Il tutto per arrivare quindi ad una imposizione vaccinale di quella che in realtà altro non è che una terapia genica sperimentale già peraltro condannata dal codice di Norimberga in tempi non sospetti ed oggi artatamente riportata alla ribalta (senza in verità essere mai cessata) con l’uso bieco e strumentale del cd “uso compassionevole”. Asserendo infatti che il vaccino rappresenta l’unica soluzione possibile era necessario individuare una strategia per poterlo somministrare quando ancora in caso di sperimentazione e ciò è stato fatto attraverso l’uso compassionevole. Peraltro la forzatura della vaccinazione di massa oltre a non trovare alcun fondamento dal punto di vista clinico/epidemiologico non è nemmeno sostenibile dal punto di vista normativo laddove peraltro tutte le giurisdizioni sovranazionali e nazionali da sempre hanno legiferato ribadendo il principio di volontarietà della partecipazione alle sperimentazioni che per nessun motivo può essere coercizzata.
Dati quindi i risvolti eclatanti provati tanto in punto di fatto quanto in punto di diritto dallo studio su cui fondano gli esposti presentati a varie procure (tra cui, oltre a quella da noi giunte, quelle di Palermo, Bologna, Roma, Reggio Calabria e Cosenza) questa redazione si ripromette di seguire gli sviluppi della vicenda da vicino per fornire ai cittadini una lettura finalmente chiara e non partigiana di ciò che davvero c’è dietro alla narrazione di una pandemia mai avvenuta.

Roma, 16 Luglio 2021

Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.Li), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, supportati da un team di medici e avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verita sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale.

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di Luca Scavone

Roma. Campidoglio. Ore 18.00. Camera ardente di Raffaella Carrà.
Ebbene sì Raffa, oggi hai fatto tanto silenzioso RUMORE.
Il rumore, rispettoso e un po’ melanconico, di chi è cresciuto con il tuo equilibrato varietà, con il tuo pacato far televisione e intrattenimento, con la tua musica fragorosamente vera e dolcemente scatenata.
Oggi, appena aperta la camera al pubblico, almeno mille persone stavan già in attesa di entrare.
Chi portava fiori gialli, dal colore amato da Raffaella; chi ascoltava, a musica sommessa, le sue hit, rubando il sorriso di tutti; nonne con nipoti e figlie, riconoscenti ad una artista italiana di un’Italia che non c’è più; anche tanti latino-americani, i quali, via social e skype, ‘compartivano’ il momento ai familiari lontani e in patria.

Tra i tanti in fila, intervisto Paola, che, in lacrime, dice: ‘vorrei dire grazie a Raffaella, da parte di tutte le donne italiane, perché ci ha fatto capire il valore del corpo femminile e come usarlo, con eleganza e senza mai volgarità’.
Più avanti un uomo annuisce, col piglio di chi ha vissuto i controversi e scintillanti anni 70, e chiosa: ‘Raffaella è anche donna precorritrice dei tempi. Nel 1963 prese parte ad un film controverso sulla resistenza italiana, ‘Il terrorista’. Quasi un prodromo del disincanto del ’68’.
Attendo, insieme agli altri fan, guardandomi intorno: tutti gli altri blogger, corrispondenti e giornalisti, si assiepano sulla fila, quasi a strappare un briciolo di continuazione di spettacolo. Tanti i ricordi: Raffaella era una di famiglia.
Molti ventenni e trentenni attendono silenziosamente rumorosi: ricordano tutti Carramba, la fragorosa risata della Raffa, il suo inarcare le spalle quasi a far plastica la polvere di stelle, la stessa che le aveva donato la regia di Falqui.
Mario Coco, un mio coetaneo, comico e cineasta indie, amante della televisione ben fatta, ricorda che, abitando accanto casa sua per un periodo, aveva potuto tenere una conoscenza con lei cordiale e sincera. Ricorda di un suo invito e della sua delicatezza nello scriversi con uno scambio epistolare. Mario fa anche memoria con dolcezza di una sua chiamata, per scusarsi del non presenziare ad una sua prima a teatro. Modi di fare di un’artista vera.
Mentre sento e vedo tutto questo attorno a me, non posso non fare caso a una cosa, piccola e importantissima allo stesso tempo.
Il leit motiv di questi giorni di saluto a Raffaella sono le scale.
Quelle del Campidoglio, dislocate all’ingresso, ad inzio fila, e protratte, numerose, per giungere all’entrata della camera.
Quelle antistanti la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, in cui si celebreranno le esequie venerdì prossimo.
Scale: le medesime che la Carrà ha dovuto scendere, salendole prima dal dietro le quinte, per fare degno ingresso in palcoscenico.
L’ultima entrata scenica.
L’ultimo palcoscenico: l’ultimo sorriso donato al suo pubblico.
Dal Campidoglio e da una Roma torrida, pari all’entroterra della tanto amata Spagna di Raffaella, è tutto.
Con in cuffia ‘Fatalità’ chiudo l’articolo e vi auguro una vita che sappia di varietà.
Grazie Raffaella.

in coda alla camera ardente in Campidoglio

Parabola canora di una società allo stremo

di Luca Scavone

Per molti di noi tanti sballottamenti in questi 14 mesi. Non citerò statistiche di sorta: contra factum non valet argumentum. Che tutto per noi, da marzo 2020, sia cambiato è palese anche al bullone dei bus stracolmi.

Scrivo questa sorta di resoconto personale, ma non troppo, a seguito della vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest, con il loro ‘Zitti e Buoni’. Mi hanno ispirato, per così dire.

Quello che ho vissuto in questo biennio è stato un andirivieni di varia umanità e vario imbarbarimento, come specializzazione necessaria (menomale!), nel mio lavoro.

In piena pandemia son passato da un sipario semiaperto – con un bella gavetta precedente e da prospettarsi ancora – sul piccolo schermo, per giungere alla vita del cameriere poliglotta, ex studioso di Canto Lirico cantante per gli avventori stranieri, nella Roma ‘semi-ristretta’ dell’estate del 2020.

I miei Trent’anni vissuti tra il periglio delle onde di qualcosa più grande di me.

Adesso, nondimeno, dei ventenni hanno dato voce a quanto sento di dire a chi ancora vuol ostinarsi a far orecchie da mercante: ‘zitti e buoni’.

Qui, nella vita comune di chi in 14 mesi si è reinventato 3 volte, minimo (!), non c’è spazio per rivendicazioni inutili, bensì di costruzione senza parole vane al vento.

Il fatto che abbiano vinto quattro ragazzi con un rock in pieno stile di cinquant’anni addietro mi fa sperare.

C’è voglia di vero, al di là delle parole inutili dei sempre soliti discorsi mal riflessi, sia giornalistici, sia musicali, sia economici.

Io adesso sono un copy per una azienda di mobilieri. Pre-pandemia ero blogger e facevo capolino in TV. Pochi mesi a seguito del mio compleanno, eccomi in casa, come tutti, senza smartworking e stipendio assicurato (con annesse lamentele per il troppo lavoro agile da remoto – magari l’avessi avuto io! ).

La mia dignità e le mie belle speranze, uguali a quelle di tutti i miei coetanei, sparite, evacuate come qualcosa di nocivo, senza un barlume di progettualità, che è necessaria, voglio sottolineare, anche in tempo di crisi e ‘guerra’.

Non sto lamentandomi. Si lamenta virilmente chi, con la voce, ha vinto Sanremo 2021 prima e l’Eurovision poi: ‘Zitti e Buoni’. A noi, poveri ‘popolani’ (vittime, a detta di alcuni, di populismo), volevan dirlo da tutto l’etere; loro, i Måneskin, l’han detto, a nome dell’interezza del popolo non populista, a tutto l’antico continente, che propinava quel ‘taci’ men che lirico.

Adesso le nostre vite riprendono corso, ma questioni affiorano ancor più pulsanti nella mia voglia di logicità sui fatti, i quali,  con loro fenomenologia,‘si danno’ crudi all’intelletto di chi li vuol vedere. Alcune cose forse avrebbero dovuto essere lette dapprincipio diversamente?

Il periglio poteva essere meno procelloso. Evito la parola affettata e dico scarno: le metodologie e le scelte tenute sono state le più logiche e inerenti ai fatti?

La sofferenza di chi ha dovuto barcamenarsi tra sussidi e mancanza di lavoro, come anche lontananza dagli affetti, potevano evitarsi?questioniamoci

La questione è aperta e questo articolo non vuol dire altro che ciò: questioniamoci. Davvero. Con rigor di intelletto e doverosa logicità. ‘Zitti e buoni’: che parlino i fatti e la loro insita logicità, senza orpelli argomentativi inutili e devianti.

Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno dovuto cambiar vita o ancora non riescono a uscire dall’impasse di questi 14 mesi.

‘Contra factum non valet argumentum’