Rientro a scuola in sicurezza: accordo Miur e sindacati. Ma c’è chi non ci sta…

di Monica Tomasello, CataniaCreAttiva.it)

Sottoscritto protocollo di sicurezza per il rientro a scuola

14 agosto Sindacati e ministero dell’Istruzione hanno sottoscritto un protocollo di sicurezza per il rientro a scuola.

Apro una piccola parentesi: ma perché questo fastidioso vizio di prendere decisioni importanti, e spesso deleterie o impopolari…, proprio mentre la maggior parte del popolo è “distratto” o “in vacanza”? Non è che magari è un po’ voluta questa cosa? Lo facevo anch’io da ragazzina… Se dovevo dare una brutta notizia ai miei genitori cercavo di farlo quando erano piacevolmente distratti da altro, in maniera da “ammortizzare” la cosa… Va be’, chiusa parentesi).

La Cisl Scuola sottolinea che si tratta di “un testo nel quale trovano significativo riscontro molte delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali”. Si prevede: la garanzia di una corsia preferenziale per la vaccinazione del personale scolastico, stabilendo accessi prioritari al fine di ampliare la platea dei vaccinati; di procedere in modo costante all’analisi e al monitoraggio dei dati epidemiologici un più fattivo raccordo tra ASL ed istituzioni scolastiche per il tracciamento dei contagi la predisposizione e l’attuazione del piano di screening della popolazione scolastica, previsto dal comma 9 dell’art. 1 del D.L. n. 111 del 2021, con particolare attenzione alla fascia di età 6 – 12 anni; una particolare attenzione alle esigenze poste dall’emergenza sanitaria nei Convitti e nei CPIA; un piano di intervento sui sistemi di aereazione delle aule; la possibilità, per le istituzioni scolastiche, mediante accordi con le Aziende sanitarie locali, di utilizzare una parte delle risorse stanziate, come lo scorso anno, per acquisti di beni e servizi, a copertura dei costi per l’eventuale effettuazione di tamponi diagnostici al personale scolastico.

Previsti anche (punto 6) la promozione di un sostegno psicologico e pedagogico educativo agli studenti anche in relazione alle criticità di carattere educativo determinatisi durante la pandemia tramite un Protocollo di Intesa tra Ministero dell’Istruzione e associazioni dei pedagogisti ed educatori; nmentre viene confermata (punto 7) la misura del distanziamento di un metro fra i banchi e di due metri tra cattedra e banchi.

In vista del percorso di conversione in legge del DL 111/2021, nel Protocollo si prevede l’apertura di uno specifico tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie al fine di individuare eventuali ipotesi emendative condivise. In particolare il ministero dell’Istruzione assume l’impegno di fornire, previa informativa alle organizzazioni sindacali, il necessario supporto in termini di indicazioni applicative alle istituzioni scolastiche e al personale, in primo luogo ai dirigenti scolastici in merito alla gestione del Green Pass. A tal fine sarà possibile, ove ve ne sia la effettiva necessità e nell’ambito delle risorse finanziarie da assegnare alle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art. 58, comma 4 ter del DL n. 73/2021, reclutare con contratti a tempo determinato anche unità aggiuntive di personale Ata per per supportare il dirigente scolastico negli adempimenti derivanti dall’applicazione della normativa anticovid.

Previsto infine l’avvio di un piano sperimentale di intervento per le istituzioni scolastiche nelle quali siano presenti classi particolarmente numerose; al riguardo è previsto lo stanziamento di apposite risorse finalizzate ad azioni mirate e specifiche (più docenti, più Ata, attenzione agli aspetti logistici e all’ampliamento dell’offerta formativa). (Fonte: Agi.it)

Ministero: «Nessun tampone gratis ai no vax»

Non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax». Lo precisa in una nota il Miur.

Altra parentesi. Hanno scritto proprio così: “ai cosiddetti no vax”… Scusate, ma da quando in qua il Miur si esprime come una vicina di casa pettegola? Non avrebbero fatto meglio a scrivere “al personale scolastico che non intende vaccinarsi”? Come può la massima autorità scolastica utilizzare termini denigratori o discriminatori come “no vax”? Ci sarebbe molto da dire a tal proposito… ma, per il momento, chiudo la mia parentesi).

Il Protocollo prevede, invece, una corsia preferenziale per il personale “no vax” (per continuare ad usare i loro stessi termini, che io a fare una corretta informazione ci tengo!) ai fini di una intensificazione della campagna vaccinale; e consente alle scuole, sulla base di un preventivo raccordo istituzionale con il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, di “effettuare tamponi diagnostici al personale mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate”.  

L’obiettivo è duplice – si legge nel comunicato -: continuare a contrastare la pandemia, soprattutto attraverso la vaccinazione, e dare supporto ai più fragili, ovvero a chi non può vaccinarsi per particolari motivazioni che saranno ulteriormente indicate negli accordi con le Aziende Sanitarie Locali, in raccordo con il Ministero della Salute. Il Ministero lavorerà, a valle del Protocollo, per fornire tutte le necessarie specifiche alle scuole». 

Fonte: miur.gov.it )

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-ministero-nessun-tampone-gratis-ai-no-vax-prevista-intensificazione-della-campagna-vaccinale

E dato che solo da un democratico confronto ci si può fare una opinione (esattamente all’opposto di quanto continua ad avvenire nel main stream…), riporto, e con questo concludo, anche quanto espresso in merito a tutta questa “faccenda” dal maestro e scrittore Pietro De Angelis in un suo post su Facebook.Ma c’è chi non ci sta…

Pietro De Angelis: “Apriremo scuole nei boschi e biblioteche nei prati”

14 agosto 2021 –

Apriremo scuole nei boschi e biblioteche nei prati. Guarderemo insieme l’alba e il tramonto tenendoci per mano. Respiremo liberi l’aria di vetta, pura e tagliente. Leggeremo libri e inventeremo fiabe. Faremo giortondi cantando nel vento. Non domerete mai il nostro spirito, non ingabbierete mai la nostra libertà. Perché noi abbiamo qualcosa che voi non avete, e non avrete mai. Noi sappiamo ancora incantarci di fronte alla bellezza struggente della vita. Sappiamo camminare piano, per non fare rumore. Rimanere fermi, per non disturbare. Costruire con le mani immerse nella terra e gli occhi rivolti al cielo. Il nostro unico dio è lo stupore. Sappiamo trovare l’infinito riflesso in una pozzanghera. Siamo figli della luce, fratelli degli animali, piccole luci nella notte. Non ci avrete mai. Vi guizzeremo via dalle mani, come tanti pesciolini ribelli. Voi non avete idea, perché non avete immaginazione. Noi sappiamo accendere lo sguardo di un’altra creatura, portare amore dove c’era solo abbandono, e gioia dove c’era solo tristezza, e unione dove c’era solo vuoto e separazione. Voi non avete idea. Eppure vi dico, le nuvole giocano anche per voi nel cielo. E l’acqua si getta giù per rapide e cascate, anche per voi. Per voi, è anche il volo pazzo degli uccelli e il ronzio estatico delle api. Provate a fare una cosa, volete? Provate a osservare un uccellino mentre fabbrica il suo nido; la pazienza, la fatica, la sofferenza, la perfezione. Guardate tutto, dall’inizio alla fine, e poi ditemi: voi sapreste farlo? Sapreste costruire una simile meraviglia di ingegneria dove prima non c’era niente? Che diritto avete, allora, voi sulla vita? Voi non avete idea. Dovete tornare a edificare castelli di sabbia in riva al mare e tentare di difenderli scavando fossati; solo allora, potrete tornare a fare leggi e a governare gli uomini. Avete avuto maestri sbagliati – il denaro, il potere, la fama.

Gli unici maestri che possono insegnarvi qualcosa sono i bambini e gli animali. Andate a scuola da loro, e imparerete tutto ciò che c’è da sapere. Vi auguro quello che auguro a tutti coloro che si sono distaccati dalla terra, che l’hanno rinnegata; vi auguro di tornare a sentire, prima di capire. Sentire con tutto il vostro corpo, senza bisogno di alcun pensiero, di alcuna ragione. Di respirare e sentire. Semplicemente, sentire. La violenza cieca e ottusa che dimostrate mi sgomenta, ma non mi terrorizza; è parte del mistero, dell’incanto, della bellezza che mi contiene e mi sovrasta. Ho seppellito un piccolo fratello scoiattolo, pochi giorni fa nel bosco, e dopo anche una piccola sorella talpa; li ho deposti nell’erba, all’ombra. Voi avete mai seppellito un animaletto nel bosco? Fatelo, e poi, solo dopo averlo fatto, tornate a governare gli uomini. Altrimenti, non avrete mai idea di che cos’è la vita, di quanto sia sacra e inviolabile e assoluta. E non avrete mai idea del potere immenso che risiede nelle mani di chi quella vita ama e onora. Non ci avrete mai.

Potete vessarci, umiliarci, derubarci. Noi saremo sempre da un’altra parte rispetto a dove voi pensate di trovarci.


Apriremo scuole nei boschi e biblioteche nei prati. Sopravviveremo come tanti invisibili semi sotto la neve, e quando ci avrete dimenticati sbocceremo, e la nostra primavera improvvisa sarà la fine del vostro interminabile inverno.

Apriremo scuole nei boschi e biblioteche nei prati. Sopravviveremo come tanti invisibili semi sotto la neve, e quando ci avrete dimenticati sbocceremo, e la nostra primavera improvvisa sarà la fine del vostro interminabile inverno.

Pietro De Angelis – docente scrittore

Tra i sui libri::

https://www.libraccio.it/libro/9788832900989/pietro-de-angelis/scuola-a-scuola-contro-didattica-a-distanza.html

I bambini non imparano mai per qualcosa, per apprendere qualcosa; i bambini imparano sempre per qualcuno, per far felice qualcuno.”

Un breve estratto de “La scuola a scuola – Contro la didattica a distanza”, Castelvecchi editore.

CLICCA QUI  per ascoltare:

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione(Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

I paradossi del Green Pass racchiusi in questo scritto di Noam Comsky

di AGATA IACONO, Sociologa, antropologa, giornalista certificata Wrep Blockchain)

Il famigerato Green Pass, che di fatto ha reso obbligatoria la vaccinazione di massa in Italia senza che le autorità italiane abbiano il coraggio di dichiararlo apertamente per paura di doverne poi rispondere penalmente, non ha nessun valore di controllo dell’epidemia. Il test più  mportante, infatti, è stato realizzato in Olanda ed è fallito miseramente (1000 infettati)

È uno strumento di controllo e discriminazione, nonché il modo per far fallire definitivamente le piccole e medie imprese che vivono di turismo, di ristorazione, di spettacolo, di sport, di cultura e “intrattenimento”.

Ma non solo.

È uno strumento potenzialmente pericoloso perché attribuisce una falsa sicurezza in contesti dove il contagio si diffonde velocemente anche tra vaccinati, come fiere, eventi pubblici con alta affluenza, trasporti.

Genera, inoltre, conflitto di interessi tra chi è costretto a scegliere se vietare accesso alle proprie attività e la necessità di sopravvivere, trasformando di fatto gli esercenti in controllori di Stato sotto ricatto.

Il famigerato Green Pass è anche uno strumento discriminatorio: viola palesemente la Costituzione ma poiché di fatto lo Stato ha privatizzato il suo uso, senza assumersi la responsabilità di rendere obbligatorio un siero sperimentale per sfuggire ai ricorsi, la guerra sarà tra poveri.

Il conflitto sociale ed economico così si sposta sulle categorie “vaccinato e non vaccinato”, laddove il primo percepirà se stesso come un privilegiato e potrà scaricare la sua frustrazione, il suo disagio socioeconomico sul non vaccinato,  discriminandolo e isolandolo, in una sorta di stratificazione funzionale al sistema.

Nessuno, infatti, può essere di fatto esonerato dalla somministrazione della terapia sperimentale per ottenere il passaporto sanitario.

Le sole persone che ufficialmente possono essere esonerate dal vaccino sono per l’Aifa e il Ministero della Salute:

“Chi non tollera il principio attivo del vaccino o i suoi eccipienti”.

Nessuno potrà sottrarsi.

Punto.

Ciò significa che nessuno può sapere se non tollera il vaccino prima di farlo.

Non esistono analisi predittive, anche se, in camera caritatis, immunologi e virologi anche di strutture pubbliche consigliano ad esempio agli utenti in carico che assumono farmaci antivirali di non rischiare che la terapia salvavita venga annullata da altra tecnologia mRNA.

Inoltre, la campagna vaccinale di massa in Italia sta andando a gonfie vele. Adesioni tra le più elevate al mondo.

Il problema, quindi, è l’esitazione vaccinale?

Certamente no.

Più del 50% di vaccinati con entrambe le dosi sono ricoverati per covid in Israele, uno dei fondamentali paesi cavia che ha avuto il tempo di elaborare le conseguenze a più lungo termine.

Le varianti sono colpa dei non vaccinati?

Sembra che proprio la vaccinazione di massa, senza alcuna selezione, stia sviluppando le maggiori mutazioni, d’altronde il virus vuole sopravvivere, si adatta e si vuole riprodurre, com’è sua natura.

Dunque, perché questa insistenza?

Avrete notato che #greenpass è un nome generico e non è stato scelto un nome specifico come vaccination Passport o pass sanitaire? Perchè?

il fine è molto più ampio e si chiama European Digital Identity Framework.

L’obiettivo è creare un’identità europea digitale comune che possa avere attributi omologanti, (oltre alla vaccinazione con i sieri autorizzati da Ema non osiamo prefigurare ulteriori caratteristiche obbligatorie per ottenere il diritto di esistere…).

Con il green pass vaccinale si “educa” la popolazione all’accettazione del principio secondo cui la fruizione di servizi pubblici anche essenziali è subordinata ad una condotta (oggi vaccino).

La condotta resta formalmente una scelta individuale, non più un diritto sociale e costituzionale garantito, che comporta una reazione stigmatizzante ed inabilitante.

Quindi non è più libera scelta.

Questo stigma oggi è rappresentato dal vaccino, ma domani potrebbe essere costituito da qualsiasi caratteristica: non più la razza e il genere sessuale, però, che sembrano diventati schizofrenicamente invece i soli limiti-paravento da sbandierare e per cui è lecito e giusto rivendicare il diritto a respirare.

Risultato: i cittadini, come rane bollite, assumono il paradigma secondo cui la vita sociale è subordinata all’accettazione di regole imposte.

Il sistema costituzionale è stato di fatto svuotato dall’interno introducendo il concetto di “social credit”.

Il Governo Draghi ha reso obbligatorio il green pass per i ristoranti e i bar al chiuso, per gli spettacoli e le palestre, per i congressi, le fiere, i convegni politici e culturali (ma i parlamentari non sono sottoposti a green pass, come sottolinea il presidente della Camera Fico), persino per i parchi tematici o di divertimento per i bambini, negando anche la possibilità di espletare un concorso dopo una vita di studio.

Ma, alla conferenza stampa di Mario Draghi per l’introduzione del green pass, non è stato possibile accedere col green pass.

I colleghi giornalisti, infatti, anche se vaccinati con le due dosi, sono stati costretti a effettuare il tampone e presentarne l’esito negativo.

La dimostrazione plateale dell’assoluta inutilità del Green pass è rappresentata magistralmente dall’iperbolico paradosso del divieto a chi è fornito di green pass di accedere in sala stampa senza tampone negativo.

Che problema dovrebbero avere i politici e i giornalisti ipervaccinati rispetto al contatto con chi ancora non lo è? “Il green pass non è un arbitrio”, tuona Draghi, cercando di mettere le mani avanti, “serve per tenere aperte le attività economiche”.

E chiama praticamente “assassini” i non vaccinati, affermando che sono portatori di morte. Tutto quello che si sta per scatenare in Italia, la guerra tra poveri permanenti mentre generali e banchieri brinderanno per i prossimi decenni è sintetizzata alla perfezione dal grande filosofo e linguista nord-americano Noam Chomsky con questa nota frase:

Il modo più intelligente per mantenere le persone passive e obbedienti è limitare rigorosamente lo spettro di opinioni accettabili, ma consentire un dibattito molto vivace all’interno di tale spettro – incoraggiando persino le opinioni più critiche e dissidenti. Ciò dà alle persone la sensazione che ci sia il libero pensiero in corso, mentre per tutto il tempo i presupposti del sistema vengono rinforzati dai limiti posti nel campo del dibattito.”

(di Agata Iacono)

Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, fra cui anche Marzia Chiocchi di Mercurius5, e Monica Tomasello di Catania CreAttiva, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale.

INVECCHIARE IN SALUTE: UNA SCELTA ALCALINA

di Carlo Makhloufi Donelli

Capitolo 1
Come invecchiamo

Abbiamo scoperto che man mano che invecchiamo diminuisce la presenza di bicarbonati nel nostro sangue. I bicarbonati sono sostanze tampone che il nostro corpo utilizza per cercare di mantenere il sangue ad un pH lievemente alcalino (7,365) neutralizzando le sostanze acide presenti nel corpo.
 
Gli effetti di questa diminuzione si osservano generalmente a partire dai 45 anni di età, con la comparsa dei primi sintomi di dolori, diabete, artrite, ipertensione, osteoporosi od altre patologie ancor più gravi come il cancro, e da quel momento proseguono diventando sempre più evidenti, poiché le nostre cellule producono continuamente residui acidi in forma liquida e gassosa e la minore disponibilità di bicarbonati  ne impedisce la completa neutralizzazione; a tal punto l’organismo deve difendersi convertendo tali residui in acidi solidi, ovvero colesterolo, acido urico, acidi grassi, fosfati, solfati, urati ecc. ed è facile comprendere che ciò favorisce la comparsa di calcoli, artrite, artrosi e tante altre patologie importanti che tendiamo a legare all’incedere dell’età ma che dovremmo invece legare all’aumento della acidificazione dell’organismo.
 
Dicevamo che il corpo cerca di mantenere lievemente alcalino il pH del sangue, e per far ciò l’organismo usa il calcio, prelevandolo dall’interno delle arterie, dai denti e dalle ossa. Facendo questo produce dei danni che associamo all’aumentare dell’età ma ci permette di sopravvivere. É interessante notare che le cellule sane sono normalmente neutre o leggermente alcaline mentre le cellule cancerose sono normalmente acide. Il cancro in effetti non può svilupparsi in un ambiente alcalino, e la minore disponibilità di bicarbonati che possano neutralizzare la acidificazione organica è una delle cause della formazione di processi cancerosi. Con questo non intendiamo dire che una alimentazione di tipo alcalino potrebbe curare il cancro od altre patologie derivanti dal processo di acidificazione  ma certamente potrebbe aiutare a prevenirle.
 
Se comprendiamo questo passaggio è inevitabile domandarsi “come posso realizzare una corretta prevenzione aiutando il mio corpo nella sua battaglia contro l’acidificazione?” e le prime risposte saranno quelle che quasi tutti conoscono: “ponendo attenzione alla dieta e facendo esercizio fisico”. Ma è sufficiente?
 
Capitolo 2
I CIBI
 
Alcuni di noi prestano molta attenzione alla propria dieta ma sono certo che se ponessi loro la domanda “cosa c’è negli alimenti” mi guarderebbero in modo strano e non avrei risposta.
 
Il nostro cibo è composto quasi interamente (98%) di carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. Questi elementi sono quelli che, bruciando grazie alla presenza di ossigeno, possono produrre l’energia che ci permette la vita. Purtroppo tale combustione metabolica produce residui acidi quali l’acido lattico, il colesterolo, gli acidi grassi, l’acido carbonico, gli acidi urici, nitrossidi, ammoniaca ed altri. Il restante 2% di componenti del cibo è fatto di minerali alcalini e minerali acidi quali il sodio, il calcio, il potassio, il magnesio, il ferro, lo zolfo, il cloro, lo iodio tanti altri; quindi tendiamo a definire un determinato alimento alcalino o acido in base alla sua composizione minerale predominante, non considerando che il 98% dei suoi componenti nel nostro organismo produrrà inevitabilmente residui acidi.
 
Ignorare questo fatto può indurci a scegliere di instaurare una dieta “alcalina”, ed a questo punto è facile comprendere che non ci darà alcun vantaggio e cji produrrà, per contro, degli squilibri nutrizionali, poiché il nostro corpo può, ed anzi deve, mangiare tutto ciò che la natura ci mette a disposizione, anche se con la necessaria moderazione.
 
La scienza dietetica è tremendamente complessa, tal ché è difficile trovare due dietologi assolutamente d’accordo tra loro e ciò a causa di alcuni presupposti non completamente corretti od universali, ma soprattutto a causa del fatto che nessuna dieta aggiunge bicarbonati al sangue, e neppure se ingerissimo direttamente bicarbonato di sodio riusciremmo a raggiungere tale obiettivo, dato che l’acido cloridrico contenuto nello stomaco lo scinderebbe in acqua, sale e biossido di carbonio, e l’effetto sarebbe identico a quello prodotto dall’assunzione di acido carbonico e sale.
 
Capitolo 3
L’ESERCIZIO FISICO
 
Chi pone attenzione alla propria alimentazione spesso la associa ad una adeguata attività fisica, che certamente ci aiuta a bruciare calorie ed eliminare tossicità, permettendoci inoltre di ottenere un corpo armonioso e forte. Ma, come per il cibo, anche l’attività fisica va affrontata con la giusta moderazione. Le credenze di coloro i quali si spingono ai propri limiti o ritengono che se non si prova dolore l’esercizio non serve a niente sono errate e dannose.
 
Un eccesso di attività fisica in realtà si traduce in un eccesso di produzione di acido lattico,  che è responsabile della sensazione di stanchezza ed esaurimento muscolare nonché di dolori ed in alcuni individui anche di attacchi d’asma.
 
Quando sottoponiamo la muscolatura ad un superlavoro bruciamo le nostre riserve di energia e produciamo rifiuti acidi così velocemente  che il sangue non riesce ad eliminarli del tutto, e questo favorisce il prodursi di accumuli di materiale acido che inizialmente vanno ad ostruire i vasi più piccoli, i capillari, contribuendo a rendere meno efficiente la capacità di smaltimento di tali scorie che si accumulano contaminando l’organismo. I muscoli si riscaldano mentre la circolazione periferica rallenta, quindi si raffreddano e percepiamo dolore.
 
È scientificamente provato che gli atleti che utilizzano l’acqua ionizzata alcalina difficilmente soffrono di crampi e sviluppano una maggiore resistenza.
 
Inoltre dobbiamo tenere presente che durante l’attività fisica, soprattutto se intensa, la pressione sanguigna può alzarsi. Se nell’organismo vi sono depositi di materiale acido questi possono essere messi in circolazione diffondendo in tutto il corpo il loro pH acido o addirittura ostruendo dei vasi sanguigni con le ben note conseguenze. Un pH dei liquidi organici maggiormente alcalino aiuta a prevenire che ciò accada.
 
È interessante notare che nessun esercizio fisico aggiunge bicarbonati al flusso sanguigno.
 
Capitolo 4
MA PERCHÉ PERDIAMO BICARBONATI?
 
Abbiamo appena visto ciò che accade durante l’attività fisica, e se ci rendiamo conto che questo fenomeno si verifica ogni giorno per tutta la vita sappiamo già la risposta. Ma vediamo cosa accade da un punto di vista più scientifico.
 
Il nostro corpo utilizza i c.d. tamponi alcalini ed i tamponi acidi per mantenere un pH adeguato. Il bicarbonato (HCO3-), solitamente unito ai minerali alcalini (KHCO3, NaHCO3, Ca (HCO3) o Mg (HCO3)2,  è un tampone alcalino mentre l’acido carbonico (H2CO3), che è una combinazione di acqua (H2O) e biossido di carbonio (CO2), è un tampone acido.
 
Il sangue abbiamo detto che deve mantenere un pH rigorosamente neutro (7,365 ottimale).
 
Quando l’idrossido di sodio (NaOH), che è alcalino, entra nel sangue si attiva il tampone acido per abbassare il pH troppo elevato:
 
NaOH + H2CO3 = NAHCO3 + H2O
ovvero bicarbonato di sodio e acqua
 
Viceversa, quando l’acido cloridrico (HCl), che è acido, entra nel flusso sanguigno, si attiva il tampone alcalino per alzarne il pH:
 
HCl + NaHCO3 =  NaCl + H2CO3
ovvero cloruro di sodio e acido carbonico
 
I tamponi acidi producono una reazione alcalina e quelli alcalini una reazione acida. La loro reazione dipende dagli elementi acidi o alcalini che entrano nel sangue.
 
Nel tempo gli elementi acidi si accumulano all’interno del flusso sanguigno. Il sangue cercherà di eliminarli completamente espellendo la CO2 proveniente da H2CO3 ed utilizzando i reni. Ma ce la farà senza che gli diamo un aiuto?
 
Il nostro attuale stile di vita, fatto di diete inadeguate, di un ambiente inquinato, di attività stressanti perché svolte in una società sempre più competitiva è in grado di creare grandi quantità di sostanze acide che ci inquinano pesantemente. Basti pensare al devastante consumo di bibite carbonate, acqua compresa, e tale consumo è in costante aumento. Il nostro corpo fa sempre più fatica ad eliminare l’anidride carbonica e noi ce la reimmettiamo bevendola. È un comportamento tipicamente umano, e se così non fosse nessuno fumerebbe.
 
Buona parte del nostro processo di invecchiamento, o perlomeno della sua qualità, è determinato dalla presenza, o mancanza, di sostanze alcaline nel nostro organismo, e le diete e l’attività fisica non bastano a mantenerle.
 
Capitolo 5
COSA FARE?
 
La soluzione è semplice come bere un bicchier d’acqua. Anzi, è proprio bere un bicchiere d’acqua! Ma non un’acqua qualsiasi, bensì un’acqua con precise caratteristiche ed un adeguato pH alcalino.
 
Gli ionizzatori d’acqua vengono prodotti in Giappone e Corea del Sud da più di mezzo secolo ed è da più di mezzo secolo che giapponesi e coreani bevono acqua alcalina ionizzata. Nonostante gli innumerevoli studi scientifici realizzati in quei Paesi su questo tipo di acqua il mondo occidentale continua ad ignorarne i benefici.
 
Ovviamente le industrie farmaceutiche non vedono di buon occhio la possibilità di prevenire alcune patologie attraverso l’acqua, dato che questo non fa loro guadagnare denaro.
 
Fortunatamente alcuni terapeuti, in particolar modo quelli olistici quali naturopati e omeopati per esempio, ma anche alcuni medici generici cominciano ad apprezzare e riconoscere le qualità di quest’acqua speciale. Tuttavia costoro hanno una straordinaria preparazione medica ma che non gli consente di comprendere le funzioni chimiche delle sostanze alcaline all’interno del nostro organismo, e credono addirittura che gli acidi contenuti nello stomaco possono distruggere l’alcalinità.
 
Bevendo acqua alcalina con un elevato pH, all’interno dello stomaco il pH si alza in misura tale da indurre lo stomaco a introdursi acido cloridrico.
 
Il processo chimico grazie al quale si ottiene l’acido cloridrico è:
 
H2O + CO2 + NaCl = HCl + NaHCO3
ovvero acido cloridrico più bicarbonato di sodio
 
L’acido cloridrico va nello stomaco e il bicarbonato dove va? Nel sangue!
 
La prima legge della termodinamica afferma che nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Quindi lo stomaco nel momento in cui produce sostanze acide contemporaneamente produce anche sostanze alcaline.
 
Se beviamo tanta acqua alcalina produciamo tanto acido cloridrico quindi avremo tanti bicarbonati nel sangue; più è alto il pH dell’acqua più acido cloridrico e bicarbonati verranno prodotti.
 
Nel mondo esistono numerosi produttori di ionizzatori di acqua alcalina, che ovviamente dichiarano che le loro macchine sono le migliori perché raggiungono un ORP più elevato (potenziale di ossidoriduzione) oppure perché realizzano strutture molecolari di minore dimensione oppure perché dispongono di elettrodi con un maggior numero di piastre,  ma in realtà la caratteristica fondamentale è quella di essere in grado di raggiungere un pH molto elevato.
 
Molti sintomi rappresentano malattie che il mondo medico non è ancora riuscito a comprendere da dove arrivino. Sono pressoché certo che la acidificazione dell’organismo sia la principale causa di tali patologie. Ciò nonostante, non mi ritengo autorizzato a consigliare l’uso dell’acqua alcalina ionizzata in forza di ricerca scientifica comprovante, e non sono ancora riuscito a convincere nessun medico e nessuna università a compiere tale ricerca. Dispongo soltanto di alcuni risultati ottenuti dai ricercatori giapponesi coreani e russi non che della mia personale e diretta esperienza.
 
Mi rendo anche conto che alcune persone,  che hanno mente aperta e positiva e buon senso, stanno avvalendosi di queste indicazioni mentre altre stanno sprecando la loro vita e la loro salute aspettando i risultati dei test clinici e questo mi dispiace.
 
Capitolo 6
ALTRE INFORMAZIONI CORRELATE
 
6.1 INQUINAMENTO
 
Il nostro organismo è composto da circa 67 trilioni di cellule che mediamente vivono per circa 3 settimane,  dopodiché il codice genetico in esse contenuto (DNA) si divide in due metà, ognuna delle quali va la ricerca di proteine ed enzimi per duplicarsi ed in tal modo una cellula si suddivide in altre due cellule identiche.
 
Dato che praticamente pressoché tutte le cellule si duplicano noi dovremmo aumentare la nostra massa di 67 trilioni di cellule ogni 3 settimane. Ma siccome noi continuiamo ad avere 67 trilioni di cellule evidentemente la metà delle nuove nate viene eliminata mentre l’altra rimane e prende il loro posto.
 
Quali rimangono e quali vengono eliminate? Secondo la prima elementare legge di natura sopravvive il più forte, quindi saranno quelle più forti e sane che rimangono mentre le cellule deboli, malate, inquinate, infette o morte verranno eliminate. Questo è il modo che la natura ha escogitato in milioni di anni per difenderci dalle aggressioni di un mondo sempre più contaminante.
 
Poiché metà dei 67 trilioni di cellule che compongono il nostro organismo vengono eliminate ogni 3 settimane, possiamo agevolmente calcolare che ogni secondo perdiamo quasi 40 milioni di cellule senza nemmeno accorgercene. Ognuna di queste cellule, che pesa circa un miliardesimo di grammo, si trasforma in un rifiuto acido dello stesso peso che deve essere neutralizzato immediatamente. Per fare ciò è necessario disporre di un adeguato tampone alcalino e se ne disporremo in misura sufficiente manterremo una condizione di buona salute, in caso contrario con il tempo ci ammaleremo.
 
6.2 IL SISTEMA IMMUNITARIO
 
Ovviamente le malattie infettive non sono causate dall’ambiente acido, ma è Sl’ambiente acido che ne favorisce l’attecchimento.
 
Quando agenti estranei invadono il nostro organismo inizia una vera e propria battaglia, poiché quest’ultimo utilizza i globuli bianchi per combattere gli intrusi ed eliminarli. Per fare ciò i globuli bianchi eliminano le cellule contaminate ed infette che si trasformano in residui acidi. E siamo daccapo.
 
6.3 IL CICLO DELLA VITA: LA GRAVIDANZA
 
Quando una donna rimane incinta perde una quantità infinita di minerali alcalini cedendoli al feto. Il feto rimane nella placenta per nove mesi e durante questo periodo riceve i nutrienti attraverso il cordone ombelicale.
 
Il feto metabolizza tali nutrienti per crescere e sviluppare la propria struttura, e facendo questo produce rifiuti acidi. Ma i vasi sanguigni del feto non sono collegati a quelli della madre, quindi il feto non può espellere i rifiuti acidi attraverso le urine materne. Deve eliminarli riversandoli nella placenta dove rimarranno fino alla rottura delle acque. Per evitare che il feto debba viver9e in un ambiente tremendamente inquinato da sé stesso la madre, nella prima parte della gravidanza, riversa nella placenta una grande quantità di materiale alcalino rendendo se stessa acida. La scienza medica giapponese ritiene che questa sia la causa delle nausee mattutine.
 
Quindi la gravidanza potrebbe essere la principale causa della successiva osteoporosi, patologia tipicamente femminile. Probabilmente donne che disponessero di un adeguato quantitativo di materiale alcalino non proverebbero nausee mattutine e non predisporrebbero il proprio organismo a soffrire di osteoporosi.
 
Capitolo 7
CONCLUSIONI
 
Appena cominciamo a perdere bicarbonati nel sangue, cioè verso i 45 anni, cominciamo fisiologicamente ad invecchiare.
 
Considerato il diretto rapporto di causa ed effetto mi sento sufficientemente convinto del fatto che per rallentare il processo di invecchiamento e migliorarne la qualità potrebbe essere utile integrare con sostanze alcaline nel corso dell’intera vita.
 
Purtroppo la nostra salute e qualità di vita è influenzata non solo dall’ambiente che ci circonda ma anche da pesantissimi interessi economici.
 
Talune industrie che producono molto denaro e dovrebbero occuparsi del nostro benessere in realtà non hanno interesse a mantenerci in buona salute perché se stiamo bene noi stanno male loro.
 
La diffusione della conoscenza, anche grazie ad internet, ci presenta quotidianamente ogni tipo di informazioni, alcune corrette, altre completamente sbagliate.
 
Per comprendere cosa possa essere corretto ed avere un senso e cosa invece no, è necessario disporre di saggezza e la saggezza è una qualità che attribuiamo a Dio.
 
Possa Dio illuminarvi e darvi la saggezza necessaria a comprendere ed usare le informazioni che ho umilmente esposto a vostro beneficio.

DELLE CURE E DELLE PENE

di Tiziana De Felice

Correva l’anno 1986 e in un aprile luminoso sposai un “ uomo” a cui giurai di essere fedele, nella buona e nella cattiva sorte e, come recita il copione, finché morte ci separasse. Si chiamava IPPOCRATE . Da quel giorno, come in ogni matrimonio che si rispetti ci son state crisi, conflitti e  riappacificazioni ma oggi, dopo 35 anni, mi sento di poter dire che il sodalizio è più che mai forte e indissolubile.

In questo periodo terribile, più che mai, ho dovuto attingere a questo giuramento e a tutto quel che comporta, per non lasciarmi travolgere dal mare in tempesta dei vari protocolli e delle direttive ministeriali, che mi avrebbero obbligato ad una infedeltà imperdonabile.

Il malefico COVID19 di cui è stato detto tutto e il suo contrario, mi (ci) aveva messo, al suo esordio fra la popolazione, in una situazione di iniziale sbandamento, perché nessuno di noi sanitari riusciva a capirne la potenziale patogeneticità e come si comportasse dentro all’organismo.

Le famose autopsie negate o comunque fortemente sconsigliate ( e già qui eravamo in una nebulosa di difficile comprensione, perché quando mai si era evitato di eseguire autopsie in una patologia sconosciuta? ), neanche con Ebola e dopo Chernobyl erano state bypassate, quando davvero i poveri deceduti, avrebbero potuto creare guai ai medici. Quindi, come fare a capire che cosa stesse realmente succedendo? L’ipotesi iniziale più accreditata, ancorchè non documentata, era stata quella della POLMONITE INTERSTIZIALE che, in un fiato, portava ad un aggravamento irreversibile e al decesso, passando attraverso la famigerata “intubazione” gli sfortunati pazienti.

A tanti di noi questa cosa non tornava, vuoi per l’eccessiva rapidità dell’evoluzione, vuoi per l’apparente inutilità delle buone pratiche rianimatorie (per noi anestesisti, collegare un paz ad un Ventilatore automatico ha sempre voluto dire salvare vite). Come mai tutto questo non accadeva? Qualche voce autorevole si era già levata per dissentire da una diagnosi che appariva quantomeno parziale e non esplicativa, tipo quella del prof Spagnolo, eccellenza della cardiochirurgia italiana ed esperto di Embolia polmonare. Infatti dopo che queste sono state eseguite, è venuto fuori che non di polmoniti si trattasse, bensì di Microtromboembolie polmonari che vanificavano il supporto ventilatorio impedendo, in ogni caso, il passaggio ed il trasporto di ossigeno ad altri organi nobili, ed in tutto il circolo sanguigno.

Sembrava l’uovo di Colombo. Anche se eravamo già a maggio inoltrato e si erano contati fin troppi morti, l’avere chiara una diagnosi portava come logica conseguenza, avere una terapia giusta da poter applicare. Niente da fare. Dal Ministero della Salute nonché dall’ISS e dall’Aifa, sue degne ancelle, continuava ad essere emanato un protocollo surreale. Il famigerato TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA“. Ma vigile attesa di che? Del fatale aggravarsi di poveri pazienti abbandonati al domicilio con un farmaco inutile e con medici latitanti, stretti fra la paura del contagio e le direttive ministeriali. A tanti di noi questa cosa non piaceva, e abbiamo cominciato a batterci perché ci fosse riconosciuto il diritto- dovere di curare i pazienti, come avevamo sempre fatto in scienza e coscienza, basandoci sui sintomi, piuttosto che su un’ ipotesi diagnostica limitata e limitante, spesso fuorviante come quella del “tampone”.

E’ cominciata così una guerra senza esclusione di colpi fra chi, ci voleva impedire di usare farmaci che ogni medico con un minimo di esperienza clinica conosce ed usa da anni, colleghi che pavidi delle conseguenze medico-legali si sono adattati, e uno zoccolo duro di chi ha continuato ad operare come aveva sempre fatto, durante gli anni “normali”.

Sono stati demonizzati farmaci come l’ Idrossiclorochina, adducendo e ventilando rischi cardiovascolari mortali con il famoso letale allungamento del Q-T, dimenticando, (volutamente?), la grandissima quantità di persone che ne fanno uso per decenni in tutto il mondo, per patologie di carattere reumatologico, senza incorrere in nessun evento avverso e ignorando (volutamente?) che il rischio di tale molecola è legato indissolubilmente  al dosaggio e al tempo relativo (in base a tale dosaggio per fenomeni di accumulo).

E’ stato demonizzato il Cortisone (poi riabilitato nel luglio 2020 dall’Università di Oxford) altro presidio usato (ed anche abusato) da sempre per le patologie più disparate (Reumatologiche e Broncopolmonari). Continuavano a succedere cose strane a cui una larga fetta di medici si è apertamente ribellata per riacquisire il senso della propria professione. In buona sostanza, ora avevamo chiaro tutto il meccanismo patogenetico, di conseguenza sapevamo come muoverci, e l’abbiam fatto.  Mi sono ritrovata, pur non essendo un MMG, a curare persone un po’ in tutto il territorio, che mi hanno contattata nei modi più impensati. All’inizio amici, parenti, poi amici di parenti, poi perfetti sconosciuti che sui social e per altre vie chiedevano aiuto sentendosi abbandonati. Quindi, un po’ di persona o con anamnesi, e informazioni raccolte via web, sono riuscita ad evitare, credo, almeno una cinquantina di ricoveri impropri (ed io sono solo un granello di questa moltitudine di bravi colleghi). E’ bastato bandire l’inutile “Paracetamolo” (che oltre a non essere un antinfiammatorio, abbatte le riserve di Glutatione, nostro prezioso alleato come antiossidante) e iniziare  a somministrare nei casi più semplici o, in persone giovani e fondamentalmente sane, dei logici antinfiammatori (anti COX 1 e anti COX 2 come l’Aspirina, il Nimesulide, il Celecoxib), l’Idrossiclorochina appunto (riabilitata ma sub judice nel novembre 2020) l’Azitromicina (un antibiotico  della classe dei Macrolidi che rende più difficile l’ingresso del virus  nelle cellule dell’epitelio polmonare) ed in casi più gravi o in pazienti con comorbilità importanti, l’Eparina e/o il Cortisone.

Va da sé che tutto questo “parco” farmaci, debba essere assunto e somministrato sotto la sorveglianza di un sanitario, disincentivando assolutamente il fai-da-te. Ma in questo modo, abbiamo messo insieme un’ampia casistica di pazienti che sono stati curati benissimo presso il proprio domicilio, senza o con pochissimi eventi avversi, occorsi solo a coloro che presentavano grossi fattori di rischio preesistenti(oncologici in primis). Tutto cio’, senza impattare in alcun modo sul nostro boccheggiante SSN. Ci siamo resi conto che, alla fine, questa “entità” impalpabile e malefica altro non provocava, per il 98%, una patologia molto simile alle influenze degli anni passati (anche loro gravate di un consistente numero di morti) e che ben trattata al suo esordio, portava a guarigione la quasi totalità dei pazienti. Parole d’ordine quindi: TERAPIA PRECOCE E SINTOMATICA (da sostituire all’altra), e gli ospedali si svuotano. Ultimo ma non ultimo per importanza, un argomento a cui è stata data (colpevolmente) una scarsissima attenzione, trattato come la Cenerentola della medicina, laddove avrebbe dovuto essere il Principe di questo brutto dramma: LA VALORIZZAZIONE DEL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO che, oltre ad essere validissimo nel proteggerci da una innumerevole schiera di microorganismi, ci mette in condizioni di reagire con prontezza in caso di attacco eventuale. E LUI, non pretende molto per offrire i suoi servigi. Uno stile di vita ad hoc, alimentazione sana, movimento, armonia intorno a noi, pensieri positivi e consapevoli. C’est suffice.