AUDIO DI VINCENZO MANNELLO “GLI ITALIANI CONTRO L’ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA MA NON ALLA VALIDITÀ DELLA VACCINAZIONE”

18 ottobre 2021 – (di Vincenzo Mannello)

Gli italiani non si oppongono alla validità di vaccinazione, anzì respingono fermamente l’attacco alla democrazia ed alla libertà di un singolo Cittadino…

Queste le parole di Vincenzo Mannello, opinionista italiano, a Parstoday sulle proteste contro l’obbligatorietà del Green Pass.

Per ascoltare l’intervista cliccate qui sotto 👇

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

Parigi: via il Green pass il prima possibile

Anche in Francia le proteste contro il pass discriminatorio non cessano. In piazza più di 10.000 manifestanti, fa sapere il Ministero dell’interno transalpino.
«Il Green pass sarà revocato il prima possibile» annuncia il portavoce del governo francese.

Inoltre, Rai Televideo rende noto che a Bruxelles centinaia di persone hanno manifestato contro l’obbligo del Covid Safe Ticket –  il Green pass belga – adottato per ristoranti, palestre, discoteche, eventi al chiuso e all’aperto con oltre 200 persone, ma non per lavorare.

I contestatori: il pass è soltanto pressione su chi non intende vaccinarsi.

ATTENDIAMO LE DECISIONI ITALIANE. SE MACRON FARA’ MARCIA INDIETRO ANCHE IL COMPAGNO DI “FRATELLANZA”SARÀ COSTRETTO A FARLO…WORK IN PROGRESS……

Pandemia: NO alla strategia della tensione. “Sapere per Contenere”

18 ottobre 2021 – (di Pier Luigi Ciolli, coordinatore editoriale Nuove Direzioni)

Riceviamo e condividiamo il documento aggiornato sul SAPERE PER CONTENERE la pandemia e sul cosa il Governo deve tempestivamente attivare per contenere la pandemia rilanciando l’economia.

Firenze, 18 ottobre 2021
PANDEMIA
SAPERE PER CONTENERE
NO ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

In assenza di progetti chiari e fattibili, per non perdere la loro poltrona, alcuni politicanti cercano di mettere i cittadini in contrapposizione tra loro, attivando le vecchie ideologie dell’essere di sinistra, di centro oppure di destra, quindi, l’invito è quello di evitare le ideologie che non servono al Paese e che sono state sconfessate dalla storia ma di essere pragmatici.
Per fare un esempio concreto di come occorre comportarsi vale ricordare che, chi invade la sede di un sindacato e/o di una sede di rilevanza pubblica è un teppista e/o un provocatore e come tale deve essere indicato dai Media nonché perseguito dalle autorità.
Il Governo, come abbiamo ripetutamente chiesto, deve tempestivamente varare una legge che consenta alle Forze dell’Ordine di arrestare chi viola e/o occupi un edificio sia pubblico sia privato, portandolo rapidamente davanti a un giudice monocratico per la relativa condanna. Una legge indispensabile per perseguire anche chi occupa, come succede spesso, la casa di un anziano che viene ricoverato in ospedale e al suo ritorno non può rientrare in possesso della sua abitazione.
Pertanto, in occasione di atti di teppismo che, purtroppo sempre, accompagnano le manifestazioni, è doveroso condannare chiunque attizzi i cittadini a rispondere con manifestazioni e odi che erano alla base di vecchie ideologie.
Inoltre, è doveroso rammentare a tutti e, in particolare, chi attiva e partecipa alle manifestazioni che:
• non deve MAI offendere o colpire le Forze dell’Ordine perché sono in servizio pubblico per impedire avvicinamenti a zone definite protette;
• deve aver presente che la manifestazione ha successo anche se si scioglie davanti a uno schieramento delle Forze dell’Ordine perché può sempre riproporre in altra data, in altri luoghi oppure allestendo dei gazebo per mettersi a disposizione dei cittadini, informandoli e ascoltando le loro istanze e proposte;
• deve intervenire quando, chi le attacca le Forze dell’Ordine e/o incentiva a farlo, dev’essere isolato, fotografato e denunciato perché è un provocatore e/o un malato di mente o di protagonismo.
Riguardo ai dannosi effetti della strategia della tensione, ne abbiamo rilevati alcuni e, in particolare: o ci hanno rivolto l’accusa di essere “un organo di propaganda antigovernativa a prescindere.” Ovviamente, abbiamo tempestivamente risposto che molti di noi, che come associazione siamo politici perché interveniamo nel vivere civile ma siamo apartitici perché non ci schieriamo con alcuna forza politica ma acquisiamo informazioni, elaboriamo analisi, produciamo soluzioni, inviandole a Governo, parlamentari, autorità e Media, senza essere mai stati smentiti. Non solo, ma operiamo in modo trasparente perché i documenti prodotti li inseriamo sempre tempestivamente nel sito https://www.coordinamentocamperisti.it;
o ci hanno invitato a lasciar perdere il tema pandemia perché “la guerra contro la pandemia deve essere diretta da esperti in sanità”. Anche in questo caso gli abbiamo ricordato che detti esperti hanno studiato e si sono formati riguardo alla loro specifica attività sanitaria mentre, per creare un Piano di Difesa contro qualsiasi attacco (aggressioni armate, con i virus, con il dumping eccetera) servono esperti nell’organizzazione delle risorse esistenti e avere il potere di attivare tempestivamente detto Piano per una tempestiva difesa sia dei cittadini sia dell’economia.

COSA ABBIAMO FATTO E COSA STIAMO FACENDO

Dal gennaio 2020 abbiamo subito chiamato PANDEMIA l’attacco del Covid19 ma ci contestavano, scrivendoci che l’OMS dichiarava solo EPIDEMIA. Poi, l’OMS tardivamente dichiarava la PANDEMIA. Noi, da subito, essendo coscienti che eravamo in guerra e visto che la previsione ottimistica era di una
pandemia che avrebbe comportato oltre 200.000 morti, siamo tempestivamente intervenuti per analizzare i dati e produrre documenti, indispensabili per predisporre il Piano pandemico che sarà utile oggi e indispensabile domani allorquando saremo attaccati da altre pandemie, inviandoli al Governo di turno, a tutti i parlamentari, ai Media.

Analisi soluzioni per individuare, contenere il Covid19 (documenti mai sconfessati e via via confermati dai fatti occorsi dal gennaio 2020 a oggi e consultabili aprendo.

https://www.coordinamentocamperisti.it/cliccando su pandemia

Relazioni e istanze inviate al Governo, affinché provvedesse a:
1. varare una legge con la nomina di uno staff permanente che, di concerto con il Presidente del
Consiglio in carica, assuma il comando centrale e abbia l’autorità di ordinare e coordinare tutti i settori, compresi quelli militari e civili, assumendo il relativo personale affinché sia operativo H24. Dotare detto staff di risorse finanziarie, in modo che le spese connesse siano un investimento e non un costo, in modo da acquisire tutte le informazioni inerenti gli strumenti, i materiali e i tecnici, in modo da poterli utilizzare in modo ottimale al fine di individuare e contenere la pandemia, mettere le persone sane di poter lavorare;
2. attivare un’intelligence, cioè la raccolta, il mantenimento, l’analisi e la diffusione di notizie e dati dalla cui elaborazione vengono ricavate informazioni utili alla tutela della sicurezza nazionale e alla prevenzione di attività destabilizzanti di qualsiasi natura, consentendo la valutazione di tutti gli aspetti inerenti al tempestivo intervento;
3. approvare una norma per obbligare Comuni, Regioni e società partecipate a trasmettere immediatamente quali sono i dipendenti in servizio, aggiornando tempestivamente in caso di variazione. Obbligo essenziale perché, quale esempio, a oggi non ci è dato conoscere nemmeno i dati degli appartenenti alle Polizie Locali/Municipali dei 7.904 comuni;
4. emanare il Piano di Difesa Sanitaria Nazionale che, mantenendolo aggiornato, consentirà di essere sempre pronti a circoscrivere i danni di presenti e future epidemie, pandemie e bioterrorismi.
NESSUNA RISPOSTA, nemmeno da uno dei 1.000 parlamentari!

In sintesi, il mettere in circolazione una quantità eccessiva di pareri e di dati soggettivi e/o dar risalto a informazioni non vagliate con accuratezza,
omettere di pubblicare e/o segnalare i link sulle fonti e documenti.

L’INFODEMIA funziona, fa dimenticare al cittadino chi è stato smentito e/o non ha attivato
quanto indispensabile a individuare e contenere il Covid19. Non solo, induce il cittadino a non leggere le analisi e i documenti che non sono mai stati smentiti.

Un esempio concreto dell’utilizzo di detto sistema è il focalizzarsi solo sul SÌ VAX – NO VAX Infatti, sui giornali e nelle televisioni non trovano uguale spazio i cittadini che NON sono dei NO-VAX
ma che NON vogliono farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma. Cittadini che vanno dai pensionati ai medici, dagli appartenenti alle Forze dell’Ordine ai professionisti, ai lavoratori di tutti i settori, che si sono visti cancellare diritti costituzionali da uno stato di emergenza sanitaria quando la Costituzione Italiana non lo prevede. Inoltre, un temporale e limitato stato di emergenza che giustificherebbe un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che sono trascorsi tantissimi mesi dall’inizio della pandemia.

Per evitare confusioni, volute o casuali, occorre aver presente che l’infodemia in atto cerca convincere i cittadini a farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma (business miliardario che ha alla base contratti e dati grezzi secretati), attribuendogli l’appellativo positivo SÌ VAX e, allo stesso momento, creandogli un nemico, attribuendogli l’appellativo negativo di NO VAX. Non solo, omettendo di raccontare che:
• chi viene inserito nei SÌ VAX si è fatto inoculare i farmaci delle Big Pharma per motivi molto diversi: dalla paura alla opportunità di non perdere il lavoro, dalla necessità di non essere messi all’indice al voler fruire dei servizi pubblici e privati;
• chi è un NO VAX rifiuta di farsi inoculare tutti i vaccini;
• ci sono cittadini che si sono sempre fatti vaccinare ma, visto che detti farmaci non sono stati testati secondo in normali protocolli e i produttori non hanno fornito i dati grezzi ai revisori esterni indipendenti nonché attivano effetti dannosi collaterali che possono anche portare alla morte e/o invalidità senza attivare alcun risarcimento, non si fanno inoculare i farmaci delle Big Pharma.

L’infodemia quale sistema per impedire e/o rendere difficile al cittadino il farsi una propria opinione.

Un esempio concreto da rappresentare può essere il mio*. (*n.d.r.: di Pier Luigi Ciolli)

Ho 74 anni e ho lavorato nella sanità per oltre 30 anni, conoscendone tutti gli aspetti organizzativi. Sono stato e sono sempre a favore al vaccinarsi tanto che mi vaccinerò anche per la prossima influenza Ma non mi farò inoculare i farmaci delle Big Pharma perché:
1. farsi inoculare gli attuali “vaccini” NON immunizza dal Covid19. Dicono che, una volta
vaccinati, contrarlo comporterebbe effetti dannosi più lievi ma i dati oggettivi aggiornati per verificare tali dichiarazioni non esistono. Infatti, per comprendere sia l’andamento della pandemia sia la valenza di qualsiasi cura e farmaco serve che ci sia (lo abbiamo chiesto ripetutamente a Governo, Ministri e parlamentari) un DATABASE (per renderlo meglio comprensibile, lo chiameremo Archivio dove registrare tutti i contagiati, tutti i vaccinati, chi esegue un tampone e/o un test sierologico) con l’obbligo per tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale gli effetti collaterali che insorgono, i tipi di cura erogati eccetera. Registrazioni che non violano la privacy dei cittadini e che consentono di avere a disposizione dati aggiornati in tempo reale per far conoscere in modo oggettivo sia l’andamento della pandemia sia la valenza dei farmaci e/o di vaccini e/o delle cure. Esistono delle banche dati create da soggetti diversi (ce le hanno segnalate) ma una volta esaminate sono risultate tutte parziali, pertanto, chi ne trae conclusioni sono ipotesi e non certezze, tanto che dal gennaio 2020 a oggi, sia chi era ed è al Governo sia chi appare in televisione ha fatto dichiarazioni poi purtroppo smentite dalla realtà giornaliera.
2. preferisco rischiare di contrarre il Covid19 che rischiare di avere un effetto collaterale dannoso (ho 74 anni) che potrebbe anticipare il mio passaggio all’altra dimensione mentre il mio obbiettivo e il poter vivere con i miei pronipoti;
3. i produttori hanno cambiato ripetutamente posizioni riguardo al fatto che bastava una sola inoculazione e poi siamo arrivati a quattro e altre ne seguiranno e hanno cambiato ripetutamente le percentuali di efficacia del loro prodotto sia come “immunità” sia riguardo alle fasce di età alle quali potevano essere somministrati;
4. non si effettuano a cadenza di 15 giorni i controlli per verificare se, nonostante la vaccinazione, si contrae il Covid19, trasformandosi involontariamente in un portatori di pandemia. Non solo, da rilevare che, ancora una volta, i conti non tornano come dimostra l’articolo: 11 ottobre 2021 “Qualcosa non torna”. I sospetti di Crisanti sui numeri – ilGiornale.it
Oggi in Italia abbiamo 30-40 decessi al giorno per Covid, ma abbiamo un numero ridicolo di contagi, evidentemente c’è una discrepanza ingiustificabile”. Con queste parole, durante un’intervista a 24 Mattino su Radio 24, Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia Molecolare di Padova, ha lanciato una sorta di allarme sui conteggi che giornalmente vengono fatti in italia sui nuovi infetti da Covid. Secondo il microbiologo: “In tutti gli altri paesi d’Europa e del mondo c’è un rapporto di uno a mille rispetto ai numeri dei casi e dei decessi, quindi dovremmo avere anche noi un numero molto più grande di contagi e non si capisce questa situazione”. A dare i dati è lo stesso Crisanti: “In genere bisogna prendere il numero di decessi, dividerlo per due e moltiplicarlo per 1000, quindi avendo tra i 30 e 40 decessi avremmo tra i 15mila e i 20 mila contagiati in Italia”. Numeri impressionanti, molto lontani da quelli comunicati giornalmente dal Ministero della Salute. “La gente pensa: ‘abbiamo 1000 casi, è finito tutto’, invece non è finito tutto. Quello che conta è chi fa i tamponi, se noi nel computo mettiamo tutta la gente che si fa il tampone perché deve andare a lavorare, fa il tampone per lasciapassare sociale, è chiaro che le incidenze sono bassissime. Invece se i tamponi vengono usati, ad esempio per la sorveglianza nelle classi, il risultato è completamente diverso”.
Idee chiare anche per quanto riguarda il Green Pass definito come nelle precedenti interviste “un’anomalia” in quanto “la protezione del vaccino per quanto riguarda l’infezione dopo sei mesi, passa dal 95 al 40%. Quindi aver protratto la validità del vaccino da 6 mesi ad un anno non ha nulla di scientifico, ma è una misura per indurre la popolazione a vaccinarsi”.
Stessa idea sull’allungamento della validità del tampone rapido a 72 ore, ipotesi comunque scartata dal ministro della Salute Speranza: “Non c’è nulla che giustifichi misure di questo genere, perché una persona si può infettare il giorno dopo, oppure quando fai il tampone puoi essere ancora infetto a livelli bassi, e dopo tre giorni hai una carica pazzesca“.
5. essendo un maledetto fiorentino, non voglio passare da bischero partecipando il business delle Big Pharma che hanno mentito e occultato i dati grezzi che consentirebbero al cittadino di meglio poter scegliere se inoculare i loro farmaci o meno. Qualcuno ci ha scritto che ci sono archivi dove registrano i dati ma abbiamo effettuato i controlli e non sono archivi completi come abbiamo ripetutamente chiesto;
6. sono cosciente che posso contrarre il Covid19 e anche morire ma sono e sarò sereno perché ho fatto e sto facendo insieme ad altri (da solo non avrei potuto e non posso, acquisire informazioni-analizzarle-redigere documenti sempre completi e mai smentiti nonostante siano e sono inviati a tutte le autorità, compresi i membri del CTS e ISS, a tutti gli organi di informazione e tutti i parlamentari) tutto il possibile per far comprendere al Governo di turno e ai parlamentari che abbiamo inviato a rappresentarci, che nella guerra serve una strategia con alla base l’organizzazione. Gli abbiamo inviato dal gennaio 2020 analisi e soluzioni fattibili, per salvare più concittadini possibile dal Covid19 ma non le hanno messo in campo, rifugiandosi in una onerosa tattica che, cambiando ogni giorno, ha stressato e stressa i cittadini e l’economia nonché li rendi ridicoli come appare leggendo: 14 ottobre 2021, la disorganizzazione è evidenziata, infatti, Farsa green pass, col tampone scaduto si può lavorare.

https://www.nicolaporro.it/farsa-green-pass-col-tampone-scaduto-si-puo-lavorare/amp/

7. in caso di effetto collaterale dannoso non c’è alcun risarcimento visto che ti fanno firmare un consenso informato che esclude dalle responsabilità il produttore del farmaco e condivido l’articolo Green pass, esiste il diritto a non vaccinarsi: se così si perde la retribuzione, qualcosa non va – Il Fatto Quotidiano. 25 settembre 2021 – di Vincenzo Camaioni.
In uno Stato libertario e di diritto, i diritti si definiscono in negativo, ovvero: tutto ciò che non è vietato è consentito. Qualcuno potrà storcere il naso, ma esiste il diritto a non vaccinarsi, proprio perché non è (ancora) vietato. Quando poi l’esercizio di un diritto (che, per definizione, deve essere libero e non discriminatorio) comporta la privazione della retribuzione, c’è qualcosa che non va. Partendo da questo assunto, la strada è breve per l’assurdo del Green Pass 3.0.
Ascoltavo il direttore Mentana in uno dei suoi “100 secondi”, mentre parlava del Green Pass come “incentivo” alla vaccinazione. “Incentivo” sarebbe un qualcosa che si dà e non che toglie; quello si chiama “disincentivo”. E, come detto, il Green Pass rappresenta un disincentivo ad esercitare un diritto; un assurdo giuridico. Obiezione più comune: “si possono sempre fare i tamponi rapidi”. Quarantacinque euro a settimana (circa 180-200 euro al mese) a carico del singolo “dissidente” rappresentano sempre un costo per l’esercizio di un diritto (vedi premessa) che ci riporta ad un danno economico (limite all’esercizio di un diritto) equiparabile alla perdita della retribuzione. Molti obietteranno che è l’attuale emergenza sanitaria che impone tali misure. Le ragioni sono condivisibili e giuridicamente valide per introdurre un obbligo. Ma così non è (se vi pare…)! Perché non si impone l’obbligo vaccinale? A mio modesto avviso prolifererebbero delle responsabilità che la politica non vuole accollarsi: la prima politica pura (di consenso elettorale), la seconda di tipo strettamente patrimoniale (soldi). Con l’obbligo vaccinale, cioè, si configurerebbe una responsabilità di tipo patrimoniale (risarcimento dei danni) a carico dello Stato in tutti quei casi in cui si presentassero reazioni avverse alla vaccinazione. Reazioni che oggi rimangono silenti, in primis, per l’errata convinzione del cittadino che a nulla serva segnalare e, in secondo luogo, nell’inefficace catena comunicativa della farmacovigilanza che parte dai medici di base: basti verificare l’andamento delle segnalazioni in rapporto alle dosi somministrate che, a rigor di logica, dovrebbe essere pressoché costante, ma che invece inverte la tendenza tra l’inizio della campagna vaccinale (operatori sanitari) e le successive fasi (sino ad oggi). La politica vuole fare le nozze coi fichi secchi, “vaccinare tutto il mondo” (come dice Draghi) scaricando le responsabilità sul singolo con il “consenso informato”.

Entra in azione affinché non siano morti invano gli oltre 131.000 morti e gli oltre 1.000 che muoiono ogni mese a causa del Covid19; uccisi soprattutto da chi non aveva predisposto il Piano di Difesa Pandemica e dalla impreparazione di chi è pagato o stato da noi eletto per gestire la nazione e la sicurezza di noi cittadini.
Chiedi al Governo di intervenire tempestivamente per:
1. allestire tempestivamente un archivio informatizzato con l’obbligo a tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale i dati dei contagiati, dei vaccinati, di chi esegue un tampone e/o un test sierologico, di chi viene ricoverate le cure che riceve, gli effetti collaterali dannosi che insorgono eccetera… in modo da consentire a tutti di valutare l’andamento della pandemia e gli effetti dei vaccini e dei provvedimenti limitativi nel contenerla;
2. evitare di emanare leggi che blocchino la circolazione dei veicoli, in particolare le autocaravan, perché nello spostarsi dentro un veicolo NON si contribuisce a diffondere la pandemia. Infatti, contribuisce a diffondere l’epidemia solo il comportamento che abbiamo con le persone, con i luoghi e con le merci;
3. detassare i beni e servizi, eliminando in particolare l’IVA che arriva al micidiale 22% che incentiva il lavoro a nero, facendo pagare al cittadino e alle imprese solo le imposte sui guadagni come avviene ogni anno;
4. sospendere l’esazione dell’IVA e di ogni tassa sulla vendita di beni e servizi, sostenendo così i cittadini dall’impennata dei prezzi e consentendo alle imprese una migliore competitività sui mercati. Ricordiamo che le TASSE colpiscono erroneamente il cittadino e le imprese a prescindere dalla loro capacità contributiva mentre le IMPOSTE sono il giusto contributo, prelevato in percentuale sui loro guadagni;
5. far adottare per il ritiro della spesa il sistema “GUIDAeRITIRA” per coloro che possono ritirare autonomamente la spesa (ciò consente: ai clienti di ordinare e pagare online, provvedendo con il proprio veicolo al ritiro; ai supermercati di ottimizzare il personale che può essere destinato in parte al confezionamento e alla consegna anziché alle operazioni di cassa e di riservare il servizio di consegna a domicilio agli anziani e ai portatori di disabilità; di ridurre notevolmente le code e i contatti tra persone e quindi il rischio di contagio);
6. approvare una legge per sanificare le merci in distribuzione perché il Covid19, resistendo per giorni sulle superfici, le trasforma in portatrici di pandemia;
7. obbligare l’ISTAT a fornire dati giornalieri sui vivi e i morti complessivi che ricevono dai Comuni, inserendoli nella tavola demo istat.it – vista per singola area – Bilancio demografico anno 2020 e 2021. Si tratta di un dato essenziale per comprendere sia l’andamento della pandemia sia le incidenze in tutti i settori dei provvedimenti emanati;
8. far eseguire tempestivi controlli sugli Ospedali di Eccellenza per la Ricerca e Assistenza perché, grazie al lavoro di alcuni giornalisti (vedi:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/ospedali-come-marchio-eccellenza-irccs-puo-ingannare-paziente-mappa/5e8a0186-57ec-11ea-a2d7-f1bec9902bd3-va.shtml

abbiamo letto che in Italia il Ministero della Salute ha assegnato nel tempo il riconoscimento Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) a 51 ospedali tra pubblici e privati ma in detto articolo si evidenzia anche che abbiamo disperso milioni di euro, visto che: almeno 17 hanno una produttività scientifica irrilevante e un’attività clinica scarsa, altrettanti non ricevono nessun finanziamento Ue e 4 non hanno pazienti reclutati in sperimentazioni cliniche. Pertanto, poiché la lotta contro le epidemie, pandemie e bioterrorismo ha come baluardo strategico proprio gli ospedali di eccellenza per la ricerca e l’assistenza, il Governo deve intervenire tempestivamente per stabilire gli standard minimi e dirottare i finanziamenti alle strutture veramente operative tipo lo Spallanzani di Roma, i cui ricercatori sono riusciti a isolare il Coronavirus, e il Sacco di Milano, dov’è stato isolato il ceppo italiano.
9. non rinnovare alla scadenza lo stato di emergenza sanitaria che cancella i diritti costituzionali, perché un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che saranno trascorsi oltre 24 mesi dall’inizio della pandemia;
10. non utilizzare il voto di fiducia, riportando il Parlamento alla sua vitale funzione. Il ricorso alla fiducia deve avvenire in situazioni eccezionali perché preclude gli emendamenti e l’unica possibilità di intervento si riduce al dibattito in aula.

13 ottobre 2021, ecco le sintesi estratte da Il ritorno della questione di fiducia – Openpolis. L’avvento del governo Draghi era stato valutato positivamente da molti analisti e anche da una parte degli addetti ai lavori. Tra gli effetti positivi dell’arrivo a Palazzo Chigi dell’ex presidente della banca centrale europea in molti avevano auspicato anche il ritorno a una maggiore dialettica con il parlamento. Sotto questo aspetto Draghi si era impegnato a rinunciare allo strumento del decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) privilegiando quello del decreto legge. Ciò proprio con l’obiettivo di garantire un maggiore potere di intervento a deputati e senatori. In questo quadro si inserisce però anche un altro aspetto, quello delle questioni di fiducia. Come noto infatti il governo può legare il proprio destino all’approvazione di un provvedimento. In circa 8 mesi l’attuale esecutivo ha fatto ricorso allo strumento in 20 occasioni. Tale dato pone il governo Draghi al secondo posto per numero medio di questioni di fiducia poste al mese a partire dal momento del suo ingresso in carica, superato solo dall’esecutivo guidato da Mario Monti.

Non ti far rubare la speranza di cambiare,
entra in azione con il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà.
La pandemia continua: rilancia il documento a quanti hai in rubrica mail, perché anche uno solo può fare la differenza.
A leggervi, Pier Luigi Ciolli

Qui è possibile scaricare l’intero documento👇

https://cataniacreattiva.it/wp-content/uploads/2021/10/000-pandemia-2021-10-18.pdf

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IL NUOVO PANDELIRIO SU CARESTIE, FAME NEL MONDO E POVERTÀ E L’IPOCRISIA DEI GRANDI DELLA TERRA

di Marzia MC Chiocchi

Chi ha avuto il buon senso di leggere ciò che il Nuovo Ordine Mondiale ha scritto sulla ben nota Agenda 30 per divulgare i suoi progetti criminali contro l’umanità, sa che, archiviato il pandelirio, passerà al tema “emergenza climatica e fame nel mondo”, di cui i Tg hanno cominciato a parlare da 10 giorni a questa parte. Tutto e’ iniziato con la rediviva Greta e il suo fan club di ragazzi in preda ad ipnosi da Green Deal che, con slogan malamente urlati come tanti tarantolati, hanno sfilato per due o tre giorni fino a sparire nuovamente. Dopo aver svolto il loro compitino, le marionette da carillon, sono infatti rientrate nella loro scatola magica, pronte ad essere caricate per recitare, ancora una volta a soggetto, quando i Potenti lo riterranno opportuno. E così tra vuoti bla, bla, bla di una bimbetta manovrata dai poteri forti, e i mantra degli invertebrati politici, ecco il tentativo di generare il secondo pandemonio…QUELLO DEL CLIMA CHE, CON I SUOI CAMBIAMENTI…UDITE UDITE…SAREBBE LA SOLA CAUSA DI CARESTIE, FAME NEL MONDO, ALTA PERCENTUALE DI MORTALITÀ INFANTILE E POVERTA’

MA CREDETE VERAMENTE CHE QUESTA SIA LA VERA E UNICA CAUSA?

Vorrei soffermarmi su alcune considerazioni, sulle quali mi piacerebbe che si aprisse un dibattito, per far capire a chi non ricorda, che PARTE DEI POPOLI CHE VIVONO AI MARGINI DELLA SOCIETÀ MONDIALE, SONO SOGGIOGATI E IMPOVERITI DALLE MULTINAZIONALI, CHE HANNO FATTO ACCORDI CON I LORO POLITICI E DITTATORI, IN CAMBIO DI MANODOPERA A BASSO COSTO E SFRUTTAMENTO DI RISORSE E MATERIE PRIME DEL TERRITORIO. Da due giorni TV e giornali stanno trattando la nuova emergenza con estrema ipocrisia, facendo leva su quelle persone che non rifletteranno con la loro testa e crederanno a tutto quello che sarà detto dai media assoldati, perché venga trasmessa e fatta permeare, un’unica e sola versione dei fatti. La preghiera e’ di non incorrere nello stesso errore della narrazione da COVID, che ha reso poltiglia la materia grigia di molte…anzi…troppe persone!!!

Che l’Occidente basi la sua economia sul consumismo e’ un dato di fatto, che là dove c’e’ abbondanza ci sia spreco e’ un altro dato di fatto, e infine, che l’obesità sia una malattia dei paesi ricchi e’ un’altra certezza, ma che vogliano farci credere che la povertà del Terzo Mondo, sia colpa e danno determinato SOLO dai nostri comportamenti alimentari scellerati e dallo spreco senza giudizio, SIAMO IN MOLTI AD ESSERE IN PERFETTO DISACCORDO!

FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO?

L’AFRICA perde ogni anno quasi 90 miliardi di dollari (75,8 miliardi di euro): soldi che, invece di essere spesi per l’istruzione, i servizi sanitari o l’economia in generale, finiscono per ingrossare i profitti delle multinazionali o conti correnti nei paradisi fiscali. Un’emorragia di capitali che, secondo la denuncia contenuta in un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sull’economia e lo sviluppo (Unctad), è pari alla somma degli investimenti diretti esteri e degli aiuti allo sviluppo che ogni anno arrivano nel continente.

Flussi finanziari delle multinazionali in Africa

La cifra comprende flussi finanziari di diversa provenienza.
Si va dalle fatture falsate, all’evasione ed elusione fiscale, fino alla corruzione e ai proventi dei traffici illeciti dalla droga agli esseri umani, dalle materie prime alle specie protette».
A riassumere così la situazione per OSSERVATORIO DIRITTI è Rahul Mehrotra, ricercatore al Graduate Institute di Ginevra, parte di un consorzio di università impegnate nel progetto “Ridurre i flussi finanziari illeciti dai paesi ricchi di risorse”, finanziato dalla Cooperazione Svizzera e dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.

Esempi tipici di questo fenomeno sono la dichiarazione di un valore più basso delle merci per pagare meno imposte sull’esportazione, ma anche il trasfer pricing, la pratica attraverso le quali le multinazionali con sede in stati dalla fiscalità “benevola” concedono prestiti o vendono beni e servizi alle proprie filiali che operano negli altri paesi. Saldare quel debito o pagare quei beni e servizi significa assottigliare i profitti e quindi l’imponibile per le tasse richieste dai governi locali.

Sfuttamento risorse minerarie in Africa sotto accusa

Nel suo rapporto, l’Unctad evidenzia come 40 miliardi di dollari (33,6 miliardi di euro), circa il 45% del totale dei flussi finanziari illeciti dall’Africa, siano riconducibili al commercio di materie prime, soprattutto di oro. I canali seguiti per defraudare gli stati produttori delle entrate legate al metallo prezioso sono sostanzialmente due: la sottofatturazione delle quantità esportate e il contrabbando.

Uno studio condotto nell’ambito del progetto Curbing IFFS ha rivelato che tra il 2012 e il 2017 il valore dell’oro importato in Svizzera da Sudafrica, Mongolia e Burkina Faso è stato sottovalutato di almeno 21,7 miliardi di franchi svizzeri (circa 20 miliardi di euro). Una cifra che potrebbe celare un trasferimento illecito di fondi, anche se, sottolinea Mehrotra, «la mancanza di statistiche affidabili sulle transazioni rende difficile determinare se le discrepanze celino davvero un illecito e quale sia la sua entità».

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E’ l’Africa ad attrarre da sempre la maggior parte degli investimenti, occupando quasi 30 milioni di ettari, di cui ben il 64% per colture non alimentari. Anche l’Italia con alcune grandi imprese agroindustriali ed energetiche ha investito su un milione e 100 mila ettari con 30 contratti in 13 paesi. La maggior parte si trovano in Romania e Africa (Gabon, Liberia, Etiopia, Senegal). Buona parte degli investimenti italiani riguardano la produzione di legname e fibre (circa 65%) e di biocarburanti Esiste una fascia di Paesi che il rapporto definisce ‘grigi’, contemporaneamente investitori e target. Come la Cina, che ha investito con 137 contratti per una superficie di 2 milioni e 900 mila ettari in oltre 30 paesi nel mondo, mentre è oggetto di 16 contratti di acquisizione e affitto per oltre 400 mila ettari. O l’India, oggetto di acquisizioni di terre con 13 contratti per 54 mila ettari ma, contemporaneamente, le sue imprese stanno investendo con 56 contratti per oltre 2 milioni di ettari in oltre 20 Stati.
Tutto cio’ che ho cercato di riassumere in questo articolo e’ convalidato dalla mia lunga esperienza in alcuni paesi africani, e non certo per villeggiatura e ne’al seguito di ONG, spesso realtà di apparato mangiasoldi. Ho conosciuto, invece associazioni libere da legami politici e partitici, capaci di realizzare per i popoli bisognosi progetti meravigliosi e concreti, senza necessità di mantenere strutture gerarchiche, che assorbono gran parte dei contributi, per mantenere dirigenti e lusso all’interno delle sedi centrali operative. Provate ad entrare nella sede della FAO a Roma e poi ditemi se tutto ciò che alberga all’interno, non trasudi ostentazione di un benessere che nulla ha a che fare con i poveri di cui si occupano!

Alla luce dei fatti, a noi popolo che lavora, vive e lotta, non sia fatta della morale spicciola! Cari PRIVILEGIATI ONOREVOLI, SENATORI E PORTABORSE DA 4 SOLDI DEI GRANDI UOMINI DELLA COSIDETTA “FRATELLANZA” (DEI MIEI STIVALI) MASSONICA, prendetevi le vostre enormi e stratosferiche responsabilità’, attori di malefatte coscienti e volute affinché le vostre tasche siano sempre ricolme di danaro. Comodo dare la colpa a noi gente del popolo! Che l’Africa e altri luoghi di estrema indigenza vivano nell’eterna urgenza di aiuto, vi fa comodo! Siete voi corrotti e farabutti mercanti di morte e dolore, ad aver voluto tutto questo! Per fortuna siamo in molti a sapere e comprendere, e faremo di tutto perché l’eco della Verità vinca sulla sporca menzogna, con cui amate fare proseliti tra gli inetti e i babbei che ancora vi credono! E la Chiesa di oggi, e specifico di oggi, nella quale molti non si riconoscono più’ dovrebbe denunciare i crimini massonici, anziché’ andarci a braccetto! Viva gli uomini di Dio che si occupano di ossigenare le anime degli afflitti, e condanna per coloro che, nella scala gerarchica ecclesiastica, sanno parlare solo di politica e economia!
VERGOGNATEVI! Alla prossima puntata!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

15 Ottobre 2021: l’Italia dice no al green pass. il riepilogo, in un VIDEO, delle principali manifestazioni di protesta

16/10/2021 (di Monica Tomasello)

Una breve raccolta di video dalle principali manifestazioni tenutasi in Italia, a partire dalla capofila Trieste, venerdì 15 ottobre 2021, per dire NO al GREEN PASS.

A futura memoria. Perchè non si dica che c’erano “i soliti 4 gatti”….

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Il governo Draghi taglia 6 miliardi alla sanità. Ma non dovevano arrivare i soldi del Recovery Fund per rilanciare il SSN?!

FONTE: l’Indipendente (Raffaele de Luca)

Il governo Draghi è pronto ad indebolire ulteriormente la sanità con quasi 6 miliardi di tagli: è quanto emerge dalla Nadef, la Nota di Aggiornamento del Def (Documento di Economia e Finanza) che è stata recentemente approvata dal Parlamento con una risoluzione di maggioranza. In tal senso, se da un lato il documento della maggioranza prevede che il Governo si impegni a consolidare la crescita del Pil e ad utilizzare le risorse di bilancio anche per la sanità, dall’altro leggendo la Nadef si nota che in questi anni (tra il 2022 ed il 2023) si andrà a danneggiare ulteriormente il sistema sanitario con una diminuzione della spesa prevista per quest’ultimo.

Dopo aver accresciuto le spese sanitarie di 6 miliardi nel 2021, con una spesa prevista di 129 miliardi, per il 2022 la cifra indicata è di 125 miliardi, mentre nel 2023 si prevede di sborsare 123 miliardi. In pratica, la spesa diminuirà di 4 miliardi l’anno prossimo e di altri 2 miliardi fra due anni: ciò significa che nell’arco di 2 anni saranno messi a disposizione della sanità 6 miliardi in meno. A poco servirà il leggero aumento di spesa messo in conto per il 2024, anno in cui si prevede di spendere 124 miliardi.

Nello specifico nel documento si legge che «nel biennio 2022-2023 la spesa sanitaria a legislazione vigente calerà del -2,3 per cento medio annuo per via dei minori oneri connessi alla gestione dell’emergenza epidemiologica» e che «a fine periodo è prevista una crescita limitata, dello 0,7 per cento, ed il ritorno ad un livello del 6,1 per cento del PIL». Insomma, con l’emergenza pandemica che presumibilmente volgerà al termine caleranno i fondi previsti per la sanità. Il governo italiano, dunque, dimostra di aver scelto di non comprendere la lezione fornita dalla pandemia, che il sistema sanitario nazionale, proprio a causa dei tagli effettuati negli ultimi 10 anni, non è stato in grado di fronteggiare senza trascurare altre patologie.

In tal senso, come sottolineato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), bisogna tornare a «investire ed a promuovere la lotta contro il cancro» poiché in Italia la situazione risulta molto difficile per gli oltre 3 milioni di persone che hanno un tumore: si stima che nel 2020, rispetto al 2019, le nuove diagnosi di tumore sono diminuite dell’11%, i nuovi trattamenti farmacologici si sono ridotti del 13% e gli interventi chirurgici del 18%. Per quanto riguarda gli screening, poi, il Presidente Eletto Aiom Saverio Cinieri ha dichiarato che «lo scorso anno abbiamo avuto oltre due milioni e mezzo di esami di screening in meno rispetto al 2019». Inoltre il Presidente Nazionale Aiom, Giordano Beretta, ha dal canto suo affermato che il numero di decessi che si registrano annualmente per le patologie oncologiche (180mila) «potrebbe aumentare anche per colpa del Covid-19 e delle sue conseguenze nefaste sull’intero sistema sanitario nazionale». Anche per questo, dunque, Beretta ha chiesto «un intervento delle istituzioni per continuare a poter erogare i livelli d’assistenza precedenti all’avvento del Covid-19».

Ancor più netto Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Annao Assomed (sindacato dei medici ospedalieri), recentemente ha parlato delle pessime condizioni in cui versa la sanità italiana concentrandosi in particolare sui dipendenti pubblici, i quali «sono schiacciati da una macchina che esige troppo e non li ascolta» e che, con l’inizio della pandemia, ha prodotto sofferenze ancora maggiori per i medici. Sono infatti «aumentati carichi di lavoro, complessità assistenziale, stress fisico e psichico», motivo per cui «i medici fuggono dagli ospedali». Proprio per questo, dunque, Palermo crede sia ora di cambiare e di «assumere personale, riconoscere ai medici e ai dirigenti sanitari un ruolo decisionale nella governance delle aziende e valorizzare economicamente le professioni».

Il governo Draghi, però, si muove in direzione opposta, la medesima dei tagli alla sanità pubblica che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni. Per ora nessuna presa di posizione dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che non più di tre mesi fa ancora parlava del Recovery Fund come della grande occasione per «rilanciare il Servizio sanitario nazionale» e per «chiudere per sempre la stagione dei tagli alla sanità».

I portuali di Trieste marceranno su Roma. Ultimatum al Governo: “Via Green Pass o blocchiamo l’Italia”

Se il 30 ottobre non otteniamo il ritiro del green pass bloccheremo tutta l’Italia. Lo annuncia Stefano Puzzer, leader del CLPT (Coordinamento lavoratori portuali Trieste). “Abbiamo parlato con un rappresentante di governo, andremo alla Camera e Senato e con noi vigili del fuoco, sanitari e giornalisti. Non andrò a lavorare fin quando non lo ritireranno”, ha aggiunto. “Userò il mio tempo per raccogliere le denunce dei lavoratori chiamati a lavorare, ma senza green pass”.

A Trieste si sta scrivendo la storia. Blocco del porto contro l’obbligo del passaporto sanitario per lavorare prosegue ad oltranza. Incontenibile entusiasmo dei lavoratori del porto e dei numerosi cittadini arrivati da tutta Italia: “La gente come noi non molla mai!” e “We are the champions!”, intonano in coro. Al momento gli unici che stanno facendo vera opposizione al Governo delle restrizioni“. È quanto scrive oggi Radio Genova sul suo profilo Twitter.

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TRIESTE: TROUPE CACCIATA DALLA MANIFESTAZIONE AL GRIDO DI “BUFFONI RACCONTATE LA VERITÀ “

15/10/2021 (di Redazione)

“Troupe della televisione di Stato (RAI) cacciata dal porto di Trieste. Hanno appositamente posizionato la telecamera verso un punto morto lasciandosi alle spalle la marea umana: “Dite la verità! Terroristi!”. Questa è la prova che in televisione raccontano solo quello che vogliono loro!“. È quanto constata quest’oggi Radio Genova sul profilo Twitter.

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USB: IL GREEN PASS, UN PASTICCIO

venerdì, 15 ottobre 2021 (Comunicato di USB)

Il Green Pass non ha nulla a che fare con la salute pubblica e la sicurezza nei luoghi di lavoro e al contenimento della pandemia ma è uno strumento di costrizione sociale di coloro che non vogliono vaccinarsi, che sono pericolosi più che altro per sé stessi e per i profitti delle attività economiche.

Ormai è chiaro a tutti come l’obbligo del Green Pass in tutti luoghi di lavoro sia uno strumento arbitrario per spingere i cittadini e i lavoratori a vaccinarsi. Obiettivo, questo, che si sarebbe dovuto perseguire attraverso l’obbligatorietà del vaccino, un’informazione non ambigua e di convincimento culturale.

Il Green Pass non ha nulla a che fare con la salute pubblica e la sicurezza nei luoghi di lavoro e al contenimento della pandemia ma è uno strumento di costrizione sociale di coloro che non vogliono vaccinarsi, che sono pericolosi più che altro per sé stessi e per i profitti delle attività economiche.

L’insana introduzione dell’obbligo del “Green Pass” per poter accedere ai luoghi di lavoro da parte del Governo Draghi & co, lasciando “facoltativo” il vaccino, è stata una scelta che abbiamo criticato fin dall’inizio, proprio perché sostituiva una misura sanitaria facilmente spiegabile, al contrario di un documento burocratico di nessuna rilevanza ai fini di combattere il contagio.


La scelta del Green Pass è una furbata utile solo a creare strumenti coercitivi a disposizione delle imprese contro i lavoratori, da un lato lasciati “liberi di vaccinarsi” ma dall’altra discriminati in base alla scelta, brandendo la minaccia di sospensione dal lavoro e dallo stipendio come esplicitamente contenuto nel decreto governativo.

Per noi di USB il vaccino è fondamentale per il contenimento del virus insieme all’utilizzo delle mascherine, del distanziamento e del tracciamento e per questo è necessario che sia reso disponibile a tutti, liberando i vaccini dal monopolio di Big Pharma, consentendo le vaccinazioni nei paesi poveri e bloccando lo sviluppo delle varianti alimentate dalle diseguaglianze economiche. Perché le varianti non hanno confini geografici


La diatriba sul Green Pass è stata strumentalmente utilizzata come arma di distrazione e divisione di massa, nonché egemonizzata dai fascisti, per diventare “terreno di lotta politica” in piena campagna elettorale, distogliendo e oscurando l’attenzione sulle politiche di questo Governo che si sta traducendo in centinaia di migliaia di licenziamenti, in delocalizzazioni aziendali, nella continua precarizzazione del lavoro attraverso la diffusione dei contratti atipici e le esternalizzazioni attraverso la pratica di appalti e sub-appalti che negano i principali diritti a lavoratrici e lavoratori.

Inoltre, non essendo previsto per legge l’obbligo vaccinale, la richiesta in alternativa di un tampone ogni 48 ore a totale carico dei lavoratori paradossalmente implica che gli stessi debbano pagare per andare al lavoro, in contrasto con l’art 15 comma 2 del Dlgs 81/08, secondo il quale le misure relative alla sicurezza non devono comportare nessun onere finanziario per i lavoratori.

LA SALUTE E LA SICUREZZA DEVONO ESSERE A CARICO DEI DATORI DI LAVORO

Nei luoghi di lavoro i costi della sicurezza non possono ricadere sui lavoratori, devono essere affrontati dalle aziende, come la quarantena per COVID deve essere considerata alla stregua della malattia e quindi retribuita.

Allegati👇

https://telecomunicazioni.usb.it/fileadmin/archivio/telecomunicazioni/2021.10.15_il_pasticcio_del_Green_Pass.pdf

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Il pensiero di Massimo Cacciari. Il punto di non ritorno sul cambiamento in atto

È un punto di non ritorno credo. Quello che vedo intorno a me è difficile persino da descrivere per quanto sia angosciante e al contempo ignorato dai più.

A prescindere da quello che uno possa pensare su una data questione, al di là delle proprie scelte personali, esistono dei fatti oggettivi che non possono essere ignorati e vanno analizzati lucidamente.

Non si vedeva da decenni uno stato che era in grado di far sparire nel silenzio decine di migliaia di persone che protestano. A prescindere da quello che sostengono quelle persone, il fatto che si siano ignorate queste manifestazioni (mentre venivano trasmessi servizi su tg nazionali con persino inviati sul posto per raccontare di sgomberi di rave non autorizzati) dovrebbe fare venire un brivido nella schiena a chiunque.

Viviamo in uno stato che ha deciso di applicare un ricatto paragonabile solo a certe leggi fasciste e questo lo dicono anche filosofi e politologi come Agamben.

Questo ricatto, di fatto, viola leggi e trattati che hanno molto più valore legalmente parlando, e discrimina di fatto milioni di persone sulla base di una scelta legale e permessa, sulla carta, dallo stato stesso.

Circa il 20% dei lavoratori italiani non vuole il green pass. Il venti per cento.

Dopo mesi di manifestazioni, centinaia di migliaia di persone scese in piazza pacificamente e inascoltate, diritti erosi, ricatti, adesso si sono accesi i riflettori. Adesso che si è usata violenza. 


È un copione che conosciamo, Cossiga Docet. Un copione che ancora funziona evidentemente: infiltrare i movimenti per politicizzarli e avere una scusa per reprimerli.

L’assalto alla sede della CGIL è da manuale. Quello che non è da manuale è vedere che a 20 anni dal G8 c’è ancora chi ci casca.

Il discorso di Landini all’indomani di questo fatto è da copione: un inno alla resistenza, all’antifascismo, alla difesa dei diritti del lavoro. Gli stessi principi che avrebbero dovuto far muovere i sindacati per proteggere i lavoratori da quello che sta accadendo, ma finora non pervenuti. 

L’appello alla mobilitazione generale dopo questo evento è la ciliegina su una torta di escrementi. 

La risposta generosa e partecipata a questo appello da parte di chi non ha mosso paglia contro quello che sta succedendo, invece, è il sintomo finale di una metastasi in corso da tempo. Il suo auspicare a una riforma generale del lavoro dopo questo specifico fatto è da brividi, per chi sa leggere tra le righe.

Proclami da una parte e violenza dall’altra, tutto purché il copione silenzi quello che succede nelle piazze, le ragioni dei manifestanti e le manganellate prese da giovani, vecchi, mamme.

Ma, anche volendo fare gli ingenui e senza considerare la palese infiltrazione delle manifestazioni pacifiche (sforzandoci parecchio), la destra fa solo quello che sa fare da sempre: cavalcare il malcontento di gente esausta e lasciata sola da organizzazioni governative e non, comprese più colpevolmente quelle di sinistra e per la difesa dei diritti. Ma cavalcare non significa rappresentare e quindi associare le piazze ai fascisti, anche in questo caso, sarebbe per usare un eufemismo, ingenuo e miope.

Il vero attacco alle sedi dei sindacati non è quello studiato a tavolino da quattro fascisti che rappresentano lo 0,01% del paese, ma quello che sta avvenendo da molto tempo, globale, massivo che ha spogliati i sindacati dei loro ruoli e in maniera molto più subdola rispetto a quello che è successo ieri, ma come al solito ci si sveglia solo quando si è attaccati da fascisti che si dicono apertamente fascisti, senza nessuna valutazione sociale sul perché e in quale contesto si sia arrivati a questo, anche perché questo vorrebbe dire fare un’autocritica che le varie organizzazioni “di sinistra” non possono permettersi. E quindi ora è il momento della retorica e di slogan antifascisti, di difesa del lavoro e dei diritti.

Quando invece, nel silenzio censorio dei media, ci sono decine di migliaia di persone in piazza contro un fascismo mascherato da democrazia che erode i diritti e attacca il lavoro discriminando circa il 20% dei lavoratori, non si fa volare una mosca, anzi. 

Questo è solo pericoloso e vile collaborazionismo. Non solo, è una fotografia perfetta di come i fascismi, così come successe in passato, possano subdolamente emergere sulle onde di applausi e mobilitazioni di certi apparati che si proclamano antifascisti.

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