Pandemia: NO alla strategia della tensione. “Sapere per Contenere”

18 ottobre 2021 – (di Pier Luigi Ciolli, coordinatore editoriale Nuove Direzioni)

Riceviamo e condividiamo il documento aggiornato sul SAPERE PER CONTENERE la pandemia e sul cosa il Governo deve tempestivamente attivare per contenere la pandemia rilanciando l’economia.

Firenze, 18 ottobre 2021
PANDEMIA
SAPERE PER CONTENERE
NO ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

In assenza di progetti chiari e fattibili, per non perdere la loro poltrona, alcuni politicanti cercano di mettere i cittadini in contrapposizione tra loro, attivando le vecchie ideologie dell’essere di sinistra, di centro oppure di destra, quindi, l’invito è quello di evitare le ideologie che non servono al Paese e che sono state sconfessate dalla storia ma di essere pragmatici.
Per fare un esempio concreto di come occorre comportarsi vale ricordare che, chi invade la sede di un sindacato e/o di una sede di rilevanza pubblica è un teppista e/o un provocatore e come tale deve essere indicato dai Media nonché perseguito dalle autorità.
Il Governo, come abbiamo ripetutamente chiesto, deve tempestivamente varare una legge che consenta alle Forze dell’Ordine di arrestare chi viola e/o occupi un edificio sia pubblico sia privato, portandolo rapidamente davanti a un giudice monocratico per la relativa condanna. Una legge indispensabile per perseguire anche chi occupa, come succede spesso, la casa di un anziano che viene ricoverato in ospedale e al suo ritorno non può rientrare in possesso della sua abitazione.
Pertanto, in occasione di atti di teppismo che, purtroppo sempre, accompagnano le manifestazioni, è doveroso condannare chiunque attizzi i cittadini a rispondere con manifestazioni e odi che erano alla base di vecchie ideologie.
Inoltre, è doveroso rammentare a tutti e, in particolare, chi attiva e partecipa alle manifestazioni che:
• non deve MAI offendere o colpire le Forze dell’Ordine perché sono in servizio pubblico per impedire avvicinamenti a zone definite protette;
• deve aver presente che la manifestazione ha successo anche se si scioglie davanti a uno schieramento delle Forze dell’Ordine perché può sempre riproporre in altra data, in altri luoghi oppure allestendo dei gazebo per mettersi a disposizione dei cittadini, informandoli e ascoltando le loro istanze e proposte;
• deve intervenire quando, chi le attacca le Forze dell’Ordine e/o incentiva a farlo, dev’essere isolato, fotografato e denunciato perché è un provocatore e/o un malato di mente o di protagonismo.
Riguardo ai dannosi effetti della strategia della tensione, ne abbiamo rilevati alcuni e, in particolare: o ci hanno rivolto l’accusa di essere “un organo di propaganda antigovernativa a prescindere.” Ovviamente, abbiamo tempestivamente risposto che molti di noi, che come associazione siamo politici perché interveniamo nel vivere civile ma siamo apartitici perché non ci schieriamo con alcuna forza politica ma acquisiamo informazioni, elaboriamo analisi, produciamo soluzioni, inviandole a Governo, parlamentari, autorità e Media, senza essere mai stati smentiti. Non solo, ma operiamo in modo trasparente perché i documenti prodotti li inseriamo sempre tempestivamente nel sito https://www.coordinamentocamperisti.it;
o ci hanno invitato a lasciar perdere il tema pandemia perché “la guerra contro la pandemia deve essere diretta da esperti in sanità”. Anche in questo caso gli abbiamo ricordato che detti esperti hanno studiato e si sono formati riguardo alla loro specifica attività sanitaria mentre, per creare un Piano di Difesa contro qualsiasi attacco (aggressioni armate, con i virus, con il dumping eccetera) servono esperti nell’organizzazione delle risorse esistenti e avere il potere di attivare tempestivamente detto Piano per una tempestiva difesa sia dei cittadini sia dell’economia.

COSA ABBIAMO FATTO E COSA STIAMO FACENDO

Dal gennaio 2020 abbiamo subito chiamato PANDEMIA l’attacco del Covid19 ma ci contestavano, scrivendoci che l’OMS dichiarava solo EPIDEMIA. Poi, l’OMS tardivamente dichiarava la PANDEMIA. Noi, da subito, essendo coscienti che eravamo in guerra e visto che la previsione ottimistica era di una
pandemia che avrebbe comportato oltre 200.000 morti, siamo tempestivamente intervenuti per analizzare i dati e produrre documenti, indispensabili per predisporre il Piano pandemico che sarà utile oggi e indispensabile domani allorquando saremo attaccati da altre pandemie, inviandoli al Governo di turno, a tutti i parlamentari, ai Media.

Analisi soluzioni per individuare, contenere il Covid19 (documenti mai sconfessati e via via confermati dai fatti occorsi dal gennaio 2020 a oggi e consultabili aprendo.

https://www.coordinamentocamperisti.it/cliccando su pandemia

Relazioni e istanze inviate al Governo, affinché provvedesse a:
1. varare una legge con la nomina di uno staff permanente che, di concerto con il Presidente del
Consiglio in carica, assuma il comando centrale e abbia l’autorità di ordinare e coordinare tutti i settori, compresi quelli militari e civili, assumendo il relativo personale affinché sia operativo H24. Dotare detto staff di risorse finanziarie, in modo che le spese connesse siano un investimento e non un costo, in modo da acquisire tutte le informazioni inerenti gli strumenti, i materiali e i tecnici, in modo da poterli utilizzare in modo ottimale al fine di individuare e contenere la pandemia, mettere le persone sane di poter lavorare;
2. attivare un’intelligence, cioè la raccolta, il mantenimento, l’analisi e la diffusione di notizie e dati dalla cui elaborazione vengono ricavate informazioni utili alla tutela della sicurezza nazionale e alla prevenzione di attività destabilizzanti di qualsiasi natura, consentendo la valutazione di tutti gli aspetti inerenti al tempestivo intervento;
3. approvare una norma per obbligare Comuni, Regioni e società partecipate a trasmettere immediatamente quali sono i dipendenti in servizio, aggiornando tempestivamente in caso di variazione. Obbligo essenziale perché, quale esempio, a oggi non ci è dato conoscere nemmeno i dati degli appartenenti alle Polizie Locali/Municipali dei 7.904 comuni;
4. emanare il Piano di Difesa Sanitaria Nazionale che, mantenendolo aggiornato, consentirà di essere sempre pronti a circoscrivere i danni di presenti e future epidemie, pandemie e bioterrorismi.
NESSUNA RISPOSTA, nemmeno da uno dei 1.000 parlamentari!

In sintesi, il mettere in circolazione una quantità eccessiva di pareri e di dati soggettivi e/o dar risalto a informazioni non vagliate con accuratezza,
omettere di pubblicare e/o segnalare i link sulle fonti e documenti.

L’INFODEMIA funziona, fa dimenticare al cittadino chi è stato smentito e/o non ha attivato
quanto indispensabile a individuare e contenere il Covid19. Non solo, induce il cittadino a non leggere le analisi e i documenti che non sono mai stati smentiti.

Un esempio concreto dell’utilizzo di detto sistema è il focalizzarsi solo sul SÌ VAX – NO VAX Infatti, sui giornali e nelle televisioni non trovano uguale spazio i cittadini che NON sono dei NO-VAX
ma che NON vogliono farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma. Cittadini che vanno dai pensionati ai medici, dagli appartenenti alle Forze dell’Ordine ai professionisti, ai lavoratori di tutti i settori, che si sono visti cancellare diritti costituzionali da uno stato di emergenza sanitaria quando la Costituzione Italiana non lo prevede. Inoltre, un temporale e limitato stato di emergenza che giustificherebbe un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che sono trascorsi tantissimi mesi dall’inizio della pandemia.

Per evitare confusioni, volute o casuali, occorre aver presente che l’infodemia in atto cerca convincere i cittadini a farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma (business miliardario che ha alla base contratti e dati grezzi secretati), attribuendogli l’appellativo positivo SÌ VAX e, allo stesso momento, creandogli un nemico, attribuendogli l’appellativo negativo di NO VAX. Non solo, omettendo di raccontare che:
• chi viene inserito nei SÌ VAX si è fatto inoculare i farmaci delle Big Pharma per motivi molto diversi: dalla paura alla opportunità di non perdere il lavoro, dalla necessità di non essere messi all’indice al voler fruire dei servizi pubblici e privati;
• chi è un NO VAX rifiuta di farsi inoculare tutti i vaccini;
• ci sono cittadini che si sono sempre fatti vaccinare ma, visto che detti farmaci non sono stati testati secondo in normali protocolli e i produttori non hanno fornito i dati grezzi ai revisori esterni indipendenti nonché attivano effetti dannosi collaterali che possono anche portare alla morte e/o invalidità senza attivare alcun risarcimento, non si fanno inoculare i farmaci delle Big Pharma.

L’infodemia quale sistema per impedire e/o rendere difficile al cittadino il farsi una propria opinione.

Un esempio concreto da rappresentare può essere il mio*. (*n.d.r.: di Pier Luigi Ciolli)

Ho 74 anni e ho lavorato nella sanità per oltre 30 anni, conoscendone tutti gli aspetti organizzativi. Sono stato e sono sempre a favore al vaccinarsi tanto che mi vaccinerò anche per la prossima influenza Ma non mi farò inoculare i farmaci delle Big Pharma perché:
1. farsi inoculare gli attuali “vaccini” NON immunizza dal Covid19. Dicono che, una volta
vaccinati, contrarlo comporterebbe effetti dannosi più lievi ma i dati oggettivi aggiornati per verificare tali dichiarazioni non esistono. Infatti, per comprendere sia l’andamento della pandemia sia la valenza di qualsiasi cura e farmaco serve che ci sia (lo abbiamo chiesto ripetutamente a Governo, Ministri e parlamentari) un DATABASE (per renderlo meglio comprensibile, lo chiameremo Archivio dove registrare tutti i contagiati, tutti i vaccinati, chi esegue un tampone e/o un test sierologico) con l’obbligo per tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale gli effetti collaterali che insorgono, i tipi di cura erogati eccetera. Registrazioni che non violano la privacy dei cittadini e che consentono di avere a disposizione dati aggiornati in tempo reale per far conoscere in modo oggettivo sia l’andamento della pandemia sia la valenza dei farmaci e/o di vaccini e/o delle cure. Esistono delle banche dati create da soggetti diversi (ce le hanno segnalate) ma una volta esaminate sono risultate tutte parziali, pertanto, chi ne trae conclusioni sono ipotesi e non certezze, tanto che dal gennaio 2020 a oggi, sia chi era ed è al Governo sia chi appare in televisione ha fatto dichiarazioni poi purtroppo smentite dalla realtà giornaliera.
2. preferisco rischiare di contrarre il Covid19 che rischiare di avere un effetto collaterale dannoso (ho 74 anni) che potrebbe anticipare il mio passaggio all’altra dimensione mentre il mio obbiettivo e il poter vivere con i miei pronipoti;
3. i produttori hanno cambiato ripetutamente posizioni riguardo al fatto che bastava una sola inoculazione e poi siamo arrivati a quattro e altre ne seguiranno e hanno cambiato ripetutamente le percentuali di efficacia del loro prodotto sia come “immunità” sia riguardo alle fasce di età alle quali potevano essere somministrati;
4. non si effettuano a cadenza di 15 giorni i controlli per verificare se, nonostante la vaccinazione, si contrae il Covid19, trasformandosi involontariamente in un portatori di pandemia. Non solo, da rilevare che, ancora una volta, i conti non tornano come dimostra l’articolo: 11 ottobre 2021 “Qualcosa non torna”. I sospetti di Crisanti sui numeri – ilGiornale.it
Oggi in Italia abbiamo 30-40 decessi al giorno per Covid, ma abbiamo un numero ridicolo di contagi, evidentemente c’è una discrepanza ingiustificabile”. Con queste parole, durante un’intervista a 24 Mattino su Radio 24, Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia Molecolare di Padova, ha lanciato una sorta di allarme sui conteggi che giornalmente vengono fatti in italia sui nuovi infetti da Covid. Secondo il microbiologo: “In tutti gli altri paesi d’Europa e del mondo c’è un rapporto di uno a mille rispetto ai numeri dei casi e dei decessi, quindi dovremmo avere anche noi un numero molto più grande di contagi e non si capisce questa situazione”. A dare i dati è lo stesso Crisanti: “In genere bisogna prendere il numero di decessi, dividerlo per due e moltiplicarlo per 1000, quindi avendo tra i 30 e 40 decessi avremmo tra i 15mila e i 20 mila contagiati in Italia”. Numeri impressionanti, molto lontani da quelli comunicati giornalmente dal Ministero della Salute. “La gente pensa: ‘abbiamo 1000 casi, è finito tutto’, invece non è finito tutto. Quello che conta è chi fa i tamponi, se noi nel computo mettiamo tutta la gente che si fa il tampone perché deve andare a lavorare, fa il tampone per lasciapassare sociale, è chiaro che le incidenze sono bassissime. Invece se i tamponi vengono usati, ad esempio per la sorveglianza nelle classi, il risultato è completamente diverso”.
Idee chiare anche per quanto riguarda il Green Pass definito come nelle precedenti interviste “un’anomalia” in quanto “la protezione del vaccino per quanto riguarda l’infezione dopo sei mesi, passa dal 95 al 40%. Quindi aver protratto la validità del vaccino da 6 mesi ad un anno non ha nulla di scientifico, ma è una misura per indurre la popolazione a vaccinarsi”.
Stessa idea sull’allungamento della validità del tampone rapido a 72 ore, ipotesi comunque scartata dal ministro della Salute Speranza: “Non c’è nulla che giustifichi misure di questo genere, perché una persona si può infettare il giorno dopo, oppure quando fai il tampone puoi essere ancora infetto a livelli bassi, e dopo tre giorni hai una carica pazzesca“.
5. essendo un maledetto fiorentino, non voglio passare da bischero partecipando il business delle Big Pharma che hanno mentito e occultato i dati grezzi che consentirebbero al cittadino di meglio poter scegliere se inoculare i loro farmaci o meno. Qualcuno ci ha scritto che ci sono archivi dove registrano i dati ma abbiamo effettuato i controlli e non sono archivi completi come abbiamo ripetutamente chiesto;
6. sono cosciente che posso contrarre il Covid19 e anche morire ma sono e sarò sereno perché ho fatto e sto facendo insieme ad altri (da solo non avrei potuto e non posso, acquisire informazioni-analizzarle-redigere documenti sempre completi e mai smentiti nonostante siano e sono inviati a tutte le autorità, compresi i membri del CTS e ISS, a tutti gli organi di informazione e tutti i parlamentari) tutto il possibile per far comprendere al Governo di turno e ai parlamentari che abbiamo inviato a rappresentarci, che nella guerra serve una strategia con alla base l’organizzazione. Gli abbiamo inviato dal gennaio 2020 analisi e soluzioni fattibili, per salvare più concittadini possibile dal Covid19 ma non le hanno messo in campo, rifugiandosi in una onerosa tattica che, cambiando ogni giorno, ha stressato e stressa i cittadini e l’economia nonché li rendi ridicoli come appare leggendo: 14 ottobre 2021, la disorganizzazione è evidenziata, infatti, Farsa green pass, col tampone scaduto si può lavorare.

https://www.nicolaporro.it/farsa-green-pass-col-tampone-scaduto-si-puo-lavorare/amp/

7. in caso di effetto collaterale dannoso non c’è alcun risarcimento visto che ti fanno firmare un consenso informato che esclude dalle responsabilità il produttore del farmaco e condivido l’articolo Green pass, esiste il diritto a non vaccinarsi: se così si perde la retribuzione, qualcosa non va – Il Fatto Quotidiano. 25 settembre 2021 – di Vincenzo Camaioni.
In uno Stato libertario e di diritto, i diritti si definiscono in negativo, ovvero: tutto ciò che non è vietato è consentito. Qualcuno potrà storcere il naso, ma esiste il diritto a non vaccinarsi, proprio perché non è (ancora) vietato. Quando poi l’esercizio di un diritto (che, per definizione, deve essere libero e non discriminatorio) comporta la privazione della retribuzione, c’è qualcosa che non va. Partendo da questo assunto, la strada è breve per l’assurdo del Green Pass 3.0.
Ascoltavo il direttore Mentana in uno dei suoi “100 secondi”, mentre parlava del Green Pass come “incentivo” alla vaccinazione. “Incentivo” sarebbe un qualcosa che si dà e non che toglie; quello si chiama “disincentivo”. E, come detto, il Green Pass rappresenta un disincentivo ad esercitare un diritto; un assurdo giuridico. Obiezione più comune: “si possono sempre fare i tamponi rapidi”. Quarantacinque euro a settimana (circa 180-200 euro al mese) a carico del singolo “dissidente” rappresentano sempre un costo per l’esercizio di un diritto (vedi premessa) che ci riporta ad un danno economico (limite all’esercizio di un diritto) equiparabile alla perdita della retribuzione. Molti obietteranno che è l’attuale emergenza sanitaria che impone tali misure. Le ragioni sono condivisibili e giuridicamente valide per introdurre un obbligo. Ma così non è (se vi pare…)! Perché non si impone l’obbligo vaccinale? A mio modesto avviso prolifererebbero delle responsabilità che la politica non vuole accollarsi: la prima politica pura (di consenso elettorale), la seconda di tipo strettamente patrimoniale (soldi). Con l’obbligo vaccinale, cioè, si configurerebbe una responsabilità di tipo patrimoniale (risarcimento dei danni) a carico dello Stato in tutti quei casi in cui si presentassero reazioni avverse alla vaccinazione. Reazioni che oggi rimangono silenti, in primis, per l’errata convinzione del cittadino che a nulla serva segnalare e, in secondo luogo, nell’inefficace catena comunicativa della farmacovigilanza che parte dai medici di base: basti verificare l’andamento delle segnalazioni in rapporto alle dosi somministrate che, a rigor di logica, dovrebbe essere pressoché costante, ma che invece inverte la tendenza tra l’inizio della campagna vaccinale (operatori sanitari) e le successive fasi (sino ad oggi). La politica vuole fare le nozze coi fichi secchi, “vaccinare tutto il mondo” (come dice Draghi) scaricando le responsabilità sul singolo con il “consenso informato”.

Entra in azione affinché non siano morti invano gli oltre 131.000 morti e gli oltre 1.000 che muoiono ogni mese a causa del Covid19; uccisi soprattutto da chi non aveva predisposto il Piano di Difesa Pandemica e dalla impreparazione di chi è pagato o stato da noi eletto per gestire la nazione e la sicurezza di noi cittadini.
Chiedi al Governo di intervenire tempestivamente per:
1. allestire tempestivamente un archivio informatizzato con l’obbligo a tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale i dati dei contagiati, dei vaccinati, di chi esegue un tampone e/o un test sierologico, di chi viene ricoverate le cure che riceve, gli effetti collaterali dannosi che insorgono eccetera… in modo da consentire a tutti di valutare l’andamento della pandemia e gli effetti dei vaccini e dei provvedimenti limitativi nel contenerla;
2. evitare di emanare leggi che blocchino la circolazione dei veicoli, in particolare le autocaravan, perché nello spostarsi dentro un veicolo NON si contribuisce a diffondere la pandemia. Infatti, contribuisce a diffondere l’epidemia solo il comportamento che abbiamo con le persone, con i luoghi e con le merci;
3. detassare i beni e servizi, eliminando in particolare l’IVA che arriva al micidiale 22% che incentiva il lavoro a nero, facendo pagare al cittadino e alle imprese solo le imposte sui guadagni come avviene ogni anno;
4. sospendere l’esazione dell’IVA e di ogni tassa sulla vendita di beni e servizi, sostenendo così i cittadini dall’impennata dei prezzi e consentendo alle imprese una migliore competitività sui mercati. Ricordiamo che le TASSE colpiscono erroneamente il cittadino e le imprese a prescindere dalla loro capacità contributiva mentre le IMPOSTE sono il giusto contributo, prelevato in percentuale sui loro guadagni;
5. far adottare per il ritiro della spesa il sistema “GUIDAeRITIRA” per coloro che possono ritirare autonomamente la spesa (ciò consente: ai clienti di ordinare e pagare online, provvedendo con il proprio veicolo al ritiro; ai supermercati di ottimizzare il personale che può essere destinato in parte al confezionamento e alla consegna anziché alle operazioni di cassa e di riservare il servizio di consegna a domicilio agli anziani e ai portatori di disabilità; di ridurre notevolmente le code e i contatti tra persone e quindi il rischio di contagio);
6. approvare una legge per sanificare le merci in distribuzione perché il Covid19, resistendo per giorni sulle superfici, le trasforma in portatrici di pandemia;
7. obbligare l’ISTAT a fornire dati giornalieri sui vivi e i morti complessivi che ricevono dai Comuni, inserendoli nella tavola demo istat.it – vista per singola area – Bilancio demografico anno 2020 e 2021. Si tratta di un dato essenziale per comprendere sia l’andamento della pandemia sia le incidenze in tutti i settori dei provvedimenti emanati;
8. far eseguire tempestivi controlli sugli Ospedali di Eccellenza per la Ricerca e Assistenza perché, grazie al lavoro di alcuni giornalisti (vedi:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/ospedali-come-marchio-eccellenza-irccs-puo-ingannare-paziente-mappa/5e8a0186-57ec-11ea-a2d7-f1bec9902bd3-va.shtml

abbiamo letto che in Italia il Ministero della Salute ha assegnato nel tempo il riconoscimento Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) a 51 ospedali tra pubblici e privati ma in detto articolo si evidenzia anche che abbiamo disperso milioni di euro, visto che: almeno 17 hanno una produttività scientifica irrilevante e un’attività clinica scarsa, altrettanti non ricevono nessun finanziamento Ue e 4 non hanno pazienti reclutati in sperimentazioni cliniche. Pertanto, poiché la lotta contro le epidemie, pandemie e bioterrorismo ha come baluardo strategico proprio gli ospedali di eccellenza per la ricerca e l’assistenza, il Governo deve intervenire tempestivamente per stabilire gli standard minimi e dirottare i finanziamenti alle strutture veramente operative tipo lo Spallanzani di Roma, i cui ricercatori sono riusciti a isolare il Coronavirus, e il Sacco di Milano, dov’è stato isolato il ceppo italiano.
9. non rinnovare alla scadenza lo stato di emergenza sanitaria che cancella i diritti costituzionali, perché un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che saranno trascorsi oltre 24 mesi dall’inizio della pandemia;
10. non utilizzare il voto di fiducia, riportando il Parlamento alla sua vitale funzione. Il ricorso alla fiducia deve avvenire in situazioni eccezionali perché preclude gli emendamenti e l’unica possibilità di intervento si riduce al dibattito in aula.

13 ottobre 2021, ecco le sintesi estratte da Il ritorno della questione di fiducia – Openpolis. L’avvento del governo Draghi era stato valutato positivamente da molti analisti e anche da una parte degli addetti ai lavori. Tra gli effetti positivi dell’arrivo a Palazzo Chigi dell’ex presidente della banca centrale europea in molti avevano auspicato anche il ritorno a una maggiore dialettica con il parlamento. Sotto questo aspetto Draghi si era impegnato a rinunciare allo strumento del decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) privilegiando quello del decreto legge. Ciò proprio con l’obiettivo di garantire un maggiore potere di intervento a deputati e senatori. In questo quadro si inserisce però anche un altro aspetto, quello delle questioni di fiducia. Come noto infatti il governo può legare il proprio destino all’approvazione di un provvedimento. In circa 8 mesi l’attuale esecutivo ha fatto ricorso allo strumento in 20 occasioni. Tale dato pone il governo Draghi al secondo posto per numero medio di questioni di fiducia poste al mese a partire dal momento del suo ingresso in carica, superato solo dall’esecutivo guidato da Mario Monti.

Non ti far rubare la speranza di cambiare,
entra in azione con il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà.
La pandemia continua: rilancia il documento a quanti hai in rubrica mail, perché anche uno solo può fare la differenza.
A leggervi, Pier Luigi Ciolli

Qui è possibile scaricare l’intero documento👇

https://cataniacreattiva.it/wp-content/uploads/2021/10/000-pandemia-2021-10-18.pdf

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Il pensiero di Massimo Cacciari. Il punto di non ritorno sul cambiamento in atto

È un punto di non ritorno credo. Quello che vedo intorno a me è difficile persino da descrivere per quanto sia angosciante e al contempo ignorato dai più.

A prescindere da quello che uno possa pensare su una data questione, al di là delle proprie scelte personali, esistono dei fatti oggettivi che non possono essere ignorati e vanno analizzati lucidamente.

Non si vedeva da decenni uno stato che era in grado di far sparire nel silenzio decine di migliaia di persone che protestano. A prescindere da quello che sostengono quelle persone, il fatto che si siano ignorate queste manifestazioni (mentre venivano trasmessi servizi su tg nazionali con persino inviati sul posto per raccontare di sgomberi di rave non autorizzati) dovrebbe fare venire un brivido nella schiena a chiunque.

Viviamo in uno stato che ha deciso di applicare un ricatto paragonabile solo a certe leggi fasciste e questo lo dicono anche filosofi e politologi come Agamben.

Questo ricatto, di fatto, viola leggi e trattati che hanno molto più valore legalmente parlando, e discrimina di fatto milioni di persone sulla base di una scelta legale e permessa, sulla carta, dallo stato stesso.

Circa il 20% dei lavoratori italiani non vuole il green pass. Il venti per cento.

Dopo mesi di manifestazioni, centinaia di migliaia di persone scese in piazza pacificamente e inascoltate, diritti erosi, ricatti, adesso si sono accesi i riflettori. Adesso che si è usata violenza. 


È un copione che conosciamo, Cossiga Docet. Un copione che ancora funziona evidentemente: infiltrare i movimenti per politicizzarli e avere una scusa per reprimerli.

L’assalto alla sede della CGIL è da manuale. Quello che non è da manuale è vedere che a 20 anni dal G8 c’è ancora chi ci casca.

Il discorso di Landini all’indomani di questo fatto è da copione: un inno alla resistenza, all’antifascismo, alla difesa dei diritti del lavoro. Gli stessi principi che avrebbero dovuto far muovere i sindacati per proteggere i lavoratori da quello che sta accadendo, ma finora non pervenuti. 

L’appello alla mobilitazione generale dopo questo evento è la ciliegina su una torta di escrementi. 

La risposta generosa e partecipata a questo appello da parte di chi non ha mosso paglia contro quello che sta succedendo, invece, è il sintomo finale di una metastasi in corso da tempo. Il suo auspicare a una riforma generale del lavoro dopo questo specifico fatto è da brividi, per chi sa leggere tra le righe.

Proclami da una parte e violenza dall’altra, tutto purché il copione silenzi quello che succede nelle piazze, le ragioni dei manifestanti e le manganellate prese da giovani, vecchi, mamme.

Ma, anche volendo fare gli ingenui e senza considerare la palese infiltrazione delle manifestazioni pacifiche (sforzandoci parecchio), la destra fa solo quello che sa fare da sempre: cavalcare il malcontento di gente esausta e lasciata sola da organizzazioni governative e non, comprese più colpevolmente quelle di sinistra e per la difesa dei diritti. Ma cavalcare non significa rappresentare e quindi associare le piazze ai fascisti, anche in questo caso, sarebbe per usare un eufemismo, ingenuo e miope.

Il vero attacco alle sedi dei sindacati non è quello studiato a tavolino da quattro fascisti che rappresentano lo 0,01% del paese, ma quello che sta avvenendo da molto tempo, globale, massivo che ha spogliati i sindacati dei loro ruoli e in maniera molto più subdola rispetto a quello che è successo ieri, ma come al solito ci si sveglia solo quando si è attaccati da fascisti che si dicono apertamente fascisti, senza nessuna valutazione sociale sul perché e in quale contesto si sia arrivati a questo, anche perché questo vorrebbe dire fare un’autocritica che le varie organizzazioni “di sinistra” non possono permettersi. E quindi ora è il momento della retorica e di slogan antifascisti, di difesa del lavoro e dei diritti.

Quando invece, nel silenzio censorio dei media, ci sono decine di migliaia di persone in piazza contro un fascismo mascherato da democrazia che erode i diritti e attacca il lavoro discriminando circa il 20% dei lavoratori, non si fa volare una mosca, anzi. 

Questo è solo pericoloso e vile collaborazionismo. Non solo, è una fotografia perfetta di come i fascismi, così come successe in passato, possano subdolamente emergere sulle onde di applausi e mobilitazioni di certi apparati che si proclamano antifascisti.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Bolognetti: il gran consiglio del settantennio, lo squadrismo di regime, la fame di democrazia, l’attentato contro i diritti politici del cittadino.

12 ottobre 2021
(Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani (in sciopero della fame dalle ore 22.00 del 23 settembre)

Immagino che anche oggi stia proseguendo la farisaica indignazione del fascismo degli antifascisti. Il Gran Consiglio del settantennio, questo sinedrio di ipocriti che ha assassinato la Costituzione e la democrazia, è tutto mobilitato e come un sol uomo invoca “ORDINE”.

A lor signori dico: non provate a conculcare i diritti previsti dall’art. 17 della Costituzione.
Lo dico in primis a quel Presidente della Repubblica che, a quanto pare, ha rinunciato al ruolo di garante per vestire i panni dell’arbitro. Di quale contesa lascio a voi giudicarlo.

Mentre a reti unificate gli scribi di regime si strappano le vesti per un assalto annunciato, le ragioni della nonviolenzavengono inghiottite dal silenzio.
Non mi stupisco, sono pur sempre dei “democratici”. Democratici che non vedono il topo de “La peste”, che passeggia indisturbato nei palazzi del potere. Non vedono il disfacimento sociale, politico, economico e delle istituzioni della Repubblica.

No, non citerò di nuovo Tacito e Calgaco, ma di certo continuerò a nutrire la fame di democrazia, diritti umani e verità. Una fame necessaria, verrebbe da dire.

C’è una ignobile narrazione di regime, che da mesi racconta a 60 milioni di italiani che dissenso equivale a terrorismo. Si rievocano frasi e parole impolverate: “La strategia della tensione”, “la linea della fermezza”.
Quale tensione e quale fermezza, verrebbe da chiedergli.
Non posso che prendere atto che da mesi prosegue l’imperterrita, arrogante, violenta, tracotante opera squadristica dei media di regime. Sì, ho chiesto le dimissioni della Lamorgese, ma ho emesso sostanzialmente silenzio.

Cos’è fascismo? In queste ore, inevitabilmente, la mia memoria torna alle parole contenute nella quarta di copertina di un libro che mi è caro, “Verso il regime” (Laterza, 1960):

I regimi oggi avanzano a passi felpati […] non ripudiano la legge, la violano in silenzio. Nella loro fase potenziale lasciano funzionare alcuni istituti democratici, ma li vanno svuotando di ogni forza e di ogni linfa vitale con l’isolarli e privarli delle necessarie articolazioni”.

Possiamo escludere nuove forme di totalitarismo? La mia risposta è no, non possiamo. Se ci guardassimo intorno con attenzione, ci accorgeremmo che certe distopie sono fin troppo presenti.
Oggi i regimi in linea di massima non sfasciano teste; le manganellate piovono attraverso l’etere, accompagnate da robuste dosi di olio di ricino. L’ordigno vociferante del ventennio, le piazze Venezia mediatiche compiono egregiamente l’opera che fu dei nazisti quando nel 1933 bruciavano libri.
La “lupara bianca”, intanto, ha fatto sparire le ragioni che da 19 giorni mi hanno indotto a riprendere l’azione nonviolenta sospesa il 14 luglio.

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L’ITALIA S’E’ DESTA

12 Ottobre 2021

di Marzia MC Chiocchi

Quando ho deciso di recarmi insieme ad altri colleghi alla manifestazione del 9 ottobre in Piazza del Popolo a Roma, sapevo che sarebbe potuto accadere qualcosa che avrebbe “tentato” di sporcare ciò di meraviglioso e’ apparso davanti ai nostri occhi all’uscita della metropolitana…un fiume di gente come da tanti anni non avevamo più visto. Giovani e anziani uniti nell’unica e imprescindibile volontà di difendere la libertà e la democrazia di un Paese, a pochi passi dal baratro e dalla dittatura. Vedere quella piazza immensa e piena di italiani provenienti da ogni parte d’Italia mi ha fatto emozionare. Il Tricolore era ovunque, sbandierato e avvolto, come un mantello, sulle spalle delle persone sopratutto giovani, E’ stata questa l’immagine realmente patriottica che ha fatto comprendere quanto gli italiani consapevoli e risvegliati, abbiano capito l’importanza del momento storico e di quanto l’unione di un popolo sia determinante per il cambiamento! E’ stato anche motivo di maggiore orgoglio, considerando il fatto che, negli ultimi decenni, la Bandiera Tricolore veniva esposta o sventolata, solo in occasione di eventi sportivi e sopratutto calcistici. Adesso no! Ha ripreso il suo posto, quello che riassume i naturali DIRITTI DELL’UOMO, le aspirazioni di tutte le genti, la volontà di chi crede nella propria nazione volta al progresso, con leggi adeguate, senza divisioni, stessi doveri e stessi privilegi. A far da cornice ai migliaia presenti, l’INNO di MAMELI intonato con una coralità così partecipe da far venire i brividi!
Chi non ha trovato posto nella piazza ha riempito la scalinata che porta al Pincio e su su fino al Belvedere! Negare tutta questa “bellezza”, organizzata dal popolo civile, e’ solo da ipocriti! Ciò che e’ accaduto altrove fa parte di un’altra sceneggiatura, di cui i responsabili dovranno rispondere in altre sedi. Ma, a lanciare un messaggio di resilienza sono stati più i comuni cittadini partecipanti, che coloro che si sono avvicendati sul palco a urlare più che parlare, per la cui ragione si e’ capito poco o nulla di ciò che dicevano. Alcuni presidenti di comitati nati in questi mesi, che avrebbero dovuto mettere in campo azioni definite “epocali”, hanno cercato, senza ottenerla, visibilità’! Ma il carisma, la capacità di comunicare non si compra, si affina possedendola dalla nascita. E la vera e unica certezza e’ che gli intenti per cui eravamo lì erano ben chiari a tutti! E questo ci rincuora. La giornata del 9 ottobre, ha infatti dimostrato che non esistono più’ veri e propri leader che muovono le masse, ma sono le masse stesse a muoversi spontaneamente, mosse da quello spirito di sopravvivenza che nasce quando sentono un pericolo imminente! La gente, unita dalla voglia di libertà’, non ha avuto bisogno di comunicarsi strategie, ma, seguendo un filo invisibile, si e’ spostata compatta fino ad organizzare un sit in spontaneo in Piazzale Flaminio, punto di raccordo di una delle strade più transitate del centro, Via del Muro Torto sotto Villa Borghese. Un’azione che non ha sconvolto neppure gli automobilisti romani, notoriamente impazienti, che non hanno protestato, aspettando la fine della dimostrazione. Solo a sera abbiamo appreso di ciò che era accaduto un chilometro più avanti in Corso d’Italia alla sede della CGIL, fatto sul quale si sono sprecate le immagini che, anche ad un irriducibile negazionista, non possono passare inosservate. Troppi i lati oscuri su questo attacco, evidenziati da immagini che ritraggono possibili infiltrati nella manifestazione. Tra questi, un membro della Polizia di Stato. E poi, i moltissimi video e foto transitati su internet e i social che dimostrano che qualcosa di strano c’è stato! Ormai di questo Stato non ci fidiamo più’! E pur di andare contro il popolo, venderebbe la mamma, perché l’anima l’ha già liquidata da tempo! Calci e pugni contro un uomo indifeso mentre altri colleghi lo tenevano a terra, in centro idranti contro manifestanti pacifici! Per ora diciamo…vergognatevi, poi…il giorno della resa dei conti con il popolo e la vostra coscienza, arriverà’!

Piazza del Popolo 9 Ottobre 2021

PRESENTI E ASSENTI

In queste ore di forte risveglio per il nostro Paese, non ho potuto fare a meno di meditare sugli accadimenti dell’anno e mezzo appena trascorso. Tolti i tre mesi di chiusura dell’Italia (non uso volutamente la parola inglese per rigetto, e per significato diverso rispetto all’utilizzo che ne e’ stato fatto) in cui la situazione del tutto nuova ha prodotto un effetto anestetico in molte persone, la massiccia presenza di avvocati, magistrati e giuristi al seguito, di cui in alcuni casi, non conoscevamo neppure l’esistenza, ci ha fatto sperare in una difesa a catenaccio dei nostri diritti. Proclami, video quotidiani sui social in qualità di motivatori e paladini della Giustizia, a volte con successo altre no, ci hanno fatto sperare riponendo, in loro, estrema fiducia. Ma così non e’ stato! Che non siano riusciti a far valere leggi del codice civile e penale per colpa di un progetto massonico più grande di loro, che sovverte qualsiasi diritto e buona causa, non lo mettiamo in dubbio, ma che da due mesi a questa parte, ALCUNI DI LORO siano spariti dalla circolazione senza proferir parola ci lascia non stupiti ma a dir poco perplessi! E così, il popolo a rischio, ha deciso di fare da se’, auto convocandosi nelle piazze di tutta Italia , per far sentire la propria voce! Cari avvocati…che dire? Alcuni di voi, sono stati avvistati più che sulle piazze italiane, su quelle svizzere o di confine a lottare contro il green pass! Mi domando… ma gli italiani vi fanno schifo? Qualche post qua e là, ma niente di più! E se li chiami per necessità evidente, visto il bilico in cui stiamo camminando, non rispondono più, ne’ a messaggi, ne’ a mail e figurarsi alle telefonate! Però…se devono essere intervistati da conduttori/giornalisti di fama, si fanno trovare! Cosa non si fa per un po’ di celebrità’!!! Altri avvocati stanno emergendo adesso sui social, in maniera sempre più’ evidente, ma anche in questo caso si lasciano trovare solo da chi vogliono loro! Tengo a precisare che, ciò che dico, non e’ frutto di opinione ma di CONSTATAZIONE VERIFICATA E PROVATA, SENZA VOLER FARE DI OGNI ERBA UN FASCIO! CHE SIA CHIARO! Mi pongo una domanda: non e’ che ad alcuni di questi e’ stato concesso qualche privilegio per non agire più come prima? Perché rilassarsi così, fa pensare!

Potremmo fare lo stesso discorso per QUEI MEDICI (ANCHE IN QUESTO CASO NON TUTTI) che si sono defilati prima dal giuramento di Ippocrate, e poi dalla loro coscienza (sempre che ne abbiano mai avuta una). All’indomani della notizia che il governo stava lavorando per l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per tutto il personale sanitario, non abbiamo assistito a forme consistenti di protesta, ma piuttosto tanta omologazione dei molti, ai protocolli ministeriali per la cura del COVID-19 (la famosa vigile attesa), sapendo benissimo che avrebbero solo peggiorato la situazione! I medici, quelli con la M maiuscola, hanno combattuto in solitudine, aiutando e guarendo chi ha scelto di curarsi a casa, sapendo che sarebbero andati sotto processo per mano dei loro stessi colleghi, oltre che dell’Ordine dei Medici. Così, la mancanza di lotta compatta di un settore, per paura di sospensioni o radiazioni, ha fatto sì che da un obbligo si passasse all’altro, fino a che il POPOLO ha deciso di fare barriera, facendo parte per se stesso. Plauso ai medici di Vera Scienza che non hanno mai abbandonato il campo di battaglia nonostante richiami e sospensioni. Sono coloro che non hanno mai cambiato atteggiamento e continuano a consigliare i loro pazienti, anche se non possono più visitarli ne’ prescrivere ricette. Gli altri, i codardi, si trincerano dietro il regime bulgaro, negando correlazioni tra vaccini ed eventi avversi, e non rilasciando le certificazioni di esenzione previste dalla legge, per chi non può’ iniettarsi il siero sperimentale. Questi ultimi sono i venduti, assoldati dalle case farmaceutiche, che per mesi e mesi hanno fatto da cassa di risonanza alle vaccinazioni.

In ultimo, non posso non rilevare l’assenza alla manifestazione dei camionisti, che per giorni attraverso il loro canale TELEGRAM, avevano raccontato, con meraviglia, la loro nuova forma di protesta on the road, rallentando il traffico autostradale per non far arrivare a destinazione, in tempi calcolati, le merci! Li aspettavamo nell’URBE ma…neppure un cartello a rappresentarli! NO COMMENT!

FINE PRIMA PARTE. LA SECONDA E ULTIMA FRA DUE GIORNI

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ATTACCO ALLA SEDE DELLA CGIL: CI SONO MOLTE ALTRE FORME DI VIOLENZA DI CUI IPOCRITAMENTE NON PARLIAMO PIU’

10/10/2021 – (Fonte: social post di Enrico Montesano)

Calma! A bocce ferme ne parlerò, non voglio fare il commentatore a caldo del giorno dopo, bisogna stemperare, riflettere e poi analizzare con serenità. Ho ricevuto questo messaggio che condivido e divulgo anche su FB, è in rete da ieri sulla mia pagina TELEGRAM.

CONDANNO OGNI FORMA DI VIOLENZA!

Condanno la violenza che circa sessanta milioni di italiani subiscono, giorno dopo giorno, per mano di quelle poche persone che occupano i banchi di Governo.

Condanno la violenza di chi ha riformato la giustizia per salvare ladri e corrotti.

Condanno la violenza di chi ha deregolamentato le valutazioni di impatto ambientale al fine di permettere la devastazione dei nostri territori in nome del profitto per pochi.

Condanno la violenza di chi ha azzerato le gare d’appalto e liberalizzato affidamenti diretti e subappalti, per avere le mani libere nel favorire amici e affiliati.

Condanno la violenza di chi ha commissariato le istituzioni democratiche con macchinose e costosissime cabine di regia tecnocratiche che decidono tutto al di sopra dei cittadini e dei loro rappresentanti.

Condanno la violenza di chi protegge la famiglia Benetton anziché le vittime del crollo del Ponte Morandi.

Condanno la violenza di chi si appresta a regalare MPS agli amici degli amici.

Condanno la violenza di chi riempie di milioni l’Ilva di Taranto per continuare a esalare veleno.

Condanno la violenza di chi sta spacciando per “transizione ecologica” la peggiore conservazione di filiere vecchie sporche e inquinanti.

Condanno la violenza di chi in questi anni ha azzerato lo stato sociale chiudendo ospedali, privatizzando la scuola, tagliando le pensioni, sopprimendo treni e tagliando risorse per i disabili, tutto in nome del rigore dei conti, e ora non fa nulla per invertire la rotta.

Condanno la violenza di chi gestisce il potere con arroganza, schiacciando sistematicamente il Parlamento e abbattendo ogni procedura democratica.

Condanno la violenza di chi precarizza una generazione di lavoratori liberalizzando i licenziamenti e togliendogli ogni tutela.

Condanno la violenza di chi sta privando i ragazzini di una vita sociale, impedendogli persino di andare in pizzeria.

Condanno la violenza di chi sta impedendo a migliaia di studenti di entrare nelle aule universitarie.

Condanno la violenza di chi sta volutamente boicottando l’uso dei tamponi rendendoli dolorosi, costosi e scomodi, anziché incentivarli per tenere sotto controllo la catena dei contagi.

Condanno la violenza di chi sta attaccando persino il diritto al lavoro, fondamento della nostra Repubblica, subordinandolo al possesso di un lasciapassare di governo, con delle misure che non hanno alcun fondamento scientifico e che nessun altro Paese al mondo si sogna di introdurre.

E POI SÌ! CONDANNO ANCHE LA VIOLENZA DI POCHE DECINE DI SOBILLATORI CHE HANNO ASSALTATO LA SEDE DELLA CGIL PERCHÈ CON LA LORO AZIONE (cui prodest?) HANNO PERMESSO AGLI ARTEFICI DELLE VIOLENZE DI CUI SOPRA DI DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA DALLE LORO MALEFATTE E DI DIRE IPOCRITAMENTE CHE ANCHE LORO “CONDANNANO OGNI FORMA DI VIOLENZA.

Enrico Montesano

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Vaccini – M.BOLOGNETTI: “Rocco Papaleo, l’emblema dell’italico conformismo e di questo clima da caserma di regime”

(di Maurizio Bolognetti)


Quasi quasi lo preferivo quando prendeva soldi per fare la pubblicità all’Eni e alla Total. 

Rocco Papaleo è l’emblema dell’italico conformismo, della peggior forma di conformismo: il conformismo degli anticonformisti. A questo punto, potrebbero fargli presentare anche il prossimo Sanremo.

Lui che ha iniziato con una serie tv ambientata in caserma, è davvero il perfetto emblema di questo clima da caserma di regime. Una “caserma” popolata da caporali, generali eversivi, virologi veline.

Il signor Papaleo dovrebbe però spiegarci in base a quali evidenze affema che i non vaccini, autorizzati in emergenza e a condizioni, siano l’unica strada da battere, a maggior ragione se parliamo di adolescenti/minori (30 morti in due anni nella classe d’età 0-19 anni). No, caro Papaleo, per ciò che concerne i minori i rischi sono certissimamente superiori ai benefici.

Locandina di uno degli ultimi congressi della Società Italiana di Pediatria

Da 18 mesi sto provando a condividere conoscenza e ad onorare il diritto alla conoscenza. Prendo atto che prosegue ininterrotto l’attentato contro i diritti politici del cittadino. Io che non sto certo facendo una battaglia contro chi si vaccina e non nutro pregiudizi, dovrò valutare se riprendere l’azione nonviolenta sospesa il 14 luglio. 

Non mollo, non intendo mollare. Avverto l’urgenza di difendere democrazia, libertà, diritti umani (il diritto alla conoscenza lo è), Costituzione.

Il clima è davvero torrido e soffocante e non parlo di “Lucifero”.

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L’antefatto 

(di Redazione)

Lo scorso 8 agosto il lucano Rocco Papaleo è stato insignito del Premio Heraclea ed in quell’occasione ha voluto lanciare, tramite video, un messaggio in merito ai vaccini.


Non sono uno scienziato”- dice Papaleo – “e non ho l’autorevolezza per dire quello che sto per dire” (è meno male che almeno di questo ne è consapevole…) – “però io mi sono vaccinato e mi sento di invitare tutti a farlo, specialmente i giovani.
Capisco che a volte l’informazione sia stata incompleta e abbia potuto generare dubbi sulla questione, ma la comunità è allineata sulla questione del vaccino e sull’importanza di farlo, perché per il momento è l’unica vera barriera che possiamo ergere di fronte a questo enorme problema”. 

Ne se proprio così sicuro Rocco? …

Monica Tomasello

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STORIA DELLA DOMINAZIONE DI MASSA

di Marzia MC Chiocchi

Era gia’ tutto previsto. Gli “Illuminati” sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e coloro che, alcuni decenni dopo, avrebbero saputo ben interpretare la storia del 1900, non potevano non tener conto che, le scorie della follia umana alimentata da uomini immondi e malati di mente, colpevoli dello sterminio di milioni di uomini nei campi di concentramento, sarebbero ricadute sulla terra sottoforma di eventi nefasti. E cosi, nel 2020, anno non scelto a caso, secondo calcoli chirurgici ben precisi, si diffonde una “pandemia” dai contorni inquietanti non solo per i risvolti sanitari, ma sopratutto per la gestione di una politica volutamente negletta e deplorevole, uniformata e globalizzata in un unico progetto…dominare i popoli insinuando la paura, fino allo stremo tentativo di anestetizzare le menti pensanti. Cio’ che sta accadendo, tolta la parte di innegabile verita’, e’ a dir poco paradossale. Con modi e strategie, apparentemente  meno violenti, ma in realta’ sempre molto invasivi, si sta ripresentando una forma di dittatura che pensavamo superata. La sua rinascita dalle proprie ceneri si sta manifestando con un parterre di azioni adeguate ai tempi senza, pero’, cambiare nella sostanza. Lo scopo, ha alla base il tentativo di togliere la liberta’ con raffinata strategia, in nome di un’attenzione e di un bene che, raramente e per brevissimi periodi di lucidita’, i politici poltronari hanno manifestato nei confronti dei loro popoli.

Per addentrarci nell’argomento partiamo da lontano. L’UE, esattamente 20 anni fa, ha portato a compimento “IL PROGETTO” di una classe oligarchica, assetata di denaro e potere, priva di qualsiasi fondamento etico e morale, avvolta nel mantello della piu’ astuta massoneria, da sempre a caccia di soluzioni di estrema misantropia sopratutto nei confronti della classe media. Inizialmente lo ha fatto in maniera indolore, instillando nella societa’ europea, con strumenti e strategie che il poeta latino Giovenale avrebbe definito PANEM E CIRCENSES, quel veleno chiamato globalizzazione che, goccia dopo goccia, ha portato buona parte delle masse ad una confusione cerebrale quasi irreversibile. Ma la Storia che ha decretato il declino della coscienza critica, comincia molto, ma molto tempo prima.

Sul finire del 1800, a modificare radicalmente e per sempre l’assetto socio-economico dell’Occidente e’ la Rivoluzione Industriale, che determina la nascita di agglomerati urbani di case popolari, intorno alle fabbriche, alle prime ferrovie, e alle officine, dove le masse cominciano a vivere abbrutite da condizioni sempre più disagiate e da uno stile di vita ai limiti della sopravvivenza, formando quelle che oggi definiamo “periferie urbane”. Questi cambiamenti pongono le basi per lo sviluppo della societa’ di massa, modificando costumi, cultura, organizzazione politica, rapporti individuali, sociali e internazionali. L’ antropologo francese Gustave Le Bon analizza questo terremoto collettivo e, nel 1895, scrive una dei trattati di analisi sociale piu’ importanti ed influenti al mondo “Psicologia delle folle”, studiato e preso in esame da personaggi come Hitler, Roosevelt, Lenin e da Mussolini. Il testo, rappresenta l’analisi universalmente riconosciuta come piu’ autorevole ed esauriente dei comportamenti delle masse e dei meccanismi psicologici che le rendono prevedibili e, quindi, manipolabili. La crescita esponenziale della coscienza di massa all’indomani della rivoluzione industriale creo’ scompiglio tra le elites, i politici e gli intellettuali, preoccupati che la nuova societa’ potesse rappresentare un serio pericolo per i loro piani strategici, in seguito alle prime rivendicazioni per lo scarso salario, le troppe ore di lavoro e la assente tutela sanitaria. Le Bon definisce la massa una folla dedita all’azione piuttosto che al ragionamento, che rivendica diritti mettendo in discussione i privilegi e gli status dei potenti. La guida della societa’ occidentale, da parte delle aristocrazie, stava per essere minata da quella folla definita da Le Bon, incivile, capace solo di distruggere e generare caos, per la conquista dei diritti e dell’uguaglianza. Le Bon, prefigura il più ampio concetto di massa e si concentra sugli strumenti utili e indispensabili per la sua manipolazione, fornendo ai totalitarismi del XX secolo un’importante serbatoio di idee.

I SEGUACI DI LE BON

Furono molti i leader politici che apprezzarono le idee di Le Bon, ed in particolare i capi nazisti e fascisti tra cui Hitler e Mussolini, che dichiararono di aver letto piu’ volte il saggio del sociologo francese. Ma scopriremo, e per alcuni non sarà una sorpresa, che ancora oggi il vademecum (come lo definisco io), e’ un evergreen sulle librerie e scrivanie dei piu’ importanti esponenti politici. L’epoca di fine 1800 stava costituendo uno dei momenti di piu’ grande trasformazione del pensiero umano, dovuta alla creazione di condizioni sociali dettate dallo sviluppo industriale e dalla nascita della classe operaia. Le Bon aveva capito che da quel momento le elites e gli uomini di potere avrebbero dovuto fare i conti e rapportarsi con una nuova realta’ “La potenza delle folle”. Partendo dall’approccio delle patologie mentali, Le Bon utilizzo’ i concetti di contagio e suggestione per spiegare i meccanismi che portano la folla alla reazione emotiva e istintuale, sentimenti che, d’altro canto, rappresentano anche predisposizioni umane.

GLI STRALCI DEL TESTO

Dal punto di vista psicologico l’espressione folla assume un significato di agglomerato umano con caratteri nuovi rispetto a quelli di cui si compongono i singoli individui. La personalita’ singola e cosciente si annulla, proiettando i sentimenti e le idee verso una stessa direzione e forma pensiero”.

Ha origine l’anima collettiva, passeggera ma con caratteri precisi che costituiscono la folla psicologica, racchiusa in un solo essere e sottomessa all’unita’ mentale delle folle. Ma il leader politico potra’ avere il controllo assoluto se fa leva sull’approccio del contagio mentale, con la promozione di atteggiamenti, pensieri e orientamenti da ricollegare ai fenomeni di ordine ipnotico. Cosi facendo, all’interno della folla scatta un meccanismo che sacrifica i valori personali in favore del collettivo, per mancanza di coraggio non sentendosi protetto dalla massa. (Es: Io non vorrei, ma lo fanno tutti! Non posso andare contro gli altri! Poi rimarrei isolato! Lo faccio e basta!).

Tutto questo e’ da ricondurre a fenomeni di ordine ipnotico. Con il saggio di Le Bon del 1895, le generazioni future compresero come i governi e i potenti della terra avevano e avrebbero manipolato le masse a loro piacimento, facendo capitolare in uno stato ipnotico i piu deboli. Cosi, gli uomini sono in trappola, paralizzano il loro cervello, diventando schiavi di tutte le attivita’ indotte dall’ipnotizzatore. Essi,non sono piu’ se stessi, diventano automi, incapaci e impotenti.

Ecco altri stralci significativi e inquietanti, del saggio di Le Bon.

“ Gli uomini di Stato chiamati a difendere una causa politica qualunque, gli industriali che diffondono i loro prodotti con annunci, conoscono il valore dell’affermazione. Quest’ultima non acquista reale influenza se non a condizione di essere costantemente ripetuta e il piu possibile negli stessi termini. La cosa affermata riesce a stabilirsi nelle anime a tal punto da essere accettata come una verita’ dimostrata. La cosa ripetuta finisce per attecchire in quelle ragioni profonde dell’inconscio in cui si elaborano i motivi delle nostre azioni. Dopo qualche tempo, dimenticando chi sia stato l’autore dell’affermazione ripetuta, finiamo per credervi.

Quando un’affermazione viene ripetuta si forma una corrente di opinione e, il potente meccanismo del contagio, interviene intenso quanto quello dei microbi. Molte idee, infatti, si propagano per mezzo del contagio e non del ragionamento. Dinanzi al potere del contagio l’interesse personale viene distrutto.

“Nella folla il tono emotivo e’ accentuato dai suggerimenti dei leaders, dall’uso di simboli verbali e non solo, dai gesti eccitati dei membri della folla e da altre circostanze dell’occasione. Sulla base di queste caratteristiche emotive la folla e’ facilmente guidabile”.

Lenin  Stalin, Hitler e Mussolini lessero meticolosamente l’opera di Le Bon, e, l’uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura, e’ ispirato direttamente ai suoi studi. Mussolini fu fervido ammiratore dell’opera dello psicologo francese, e i discorsi pronunciati da certi dittatori, hanno costruito un’intima comunione con la folla, evocando immagi i seducenti.

“Il moderno dittatore deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come incarnazione di colui che e’ capace di realizzarle, quando, in realta’, non sara’ vero. Cio’ che conta non e’ riuscire a realizzare, quanto far credere che sia possibile ( Es: col vaccino si risolve tutto). L’immaginazione popolare e’ sempre stata alla base della potenza degli uomini di Stato e dei trascinatori di folle”

Le Bon non compare spesso nelle piccole e grandi enciclopedie, ma sugli scaffali degli uomini potenti si. Se analizziamo i discorsi di molti illustri politici dal 1900 ad oggi, capiamo quanto siano influenzati dalle sue teorie psicologiche.

Per comprendere come si formano le generazioni, occorre sapere come e’ stato preparato il terreno. L’insegnamento dato ai ragazzi permette di prevedere quale sara’ il destino di quel Paese, e l’educazione delle generazioni di oggi giustifica le piu’ avvilenti previsioni. Studi portati avanti con un’avvilente e malfunzionante DAD, esami di maturita’ senza uno scritto, esami universitari on line, con generosi suggerimenti da parte di chi, nascosto dallo schermo, che inquadra solo l’esaminato, L’anima delle folle migliora o si altera con l’educazione. E’ dunque necessario vedere come l’ha forgiata l’imbonitore di turno, e come la massa degli indifferenti e dei neutrali possa diventare un immenso esercito di malcontenti, pronto a seguire tutte le suggestioni dei retori.

Le Bon, quando ha scritto il trattato, non immaginava le drammatiche conseguenze di due guerre mondiali, ne’ a fine 1900, l’inquietante risorgere (politico e religioso) dei popoli medio orientali.

Frasi celebri

“Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si da al popolo l’illusione di essere sovrano” ( Mussolini )

“ Al popolo non resta che un monosillabo per affermare ed obbedire. La sovranita’ gli viene lasciata solo quando e’ innocua o e’ reputata tale! Nei momenti di ordinaria amministrazione” ( Mussolini in “Preludio al Machiavelli” 1924).

“ Laddove manchi il consenso c’e’ la forza. Per tutti i provvedimenti anche i piu’ duri che il governo prendera’, i cittadini avranno dinanzi a loro questo dilemma: o accettare per alto spirito di patriottismo o subirli”  ( Mussolini in risposta al ministro delle finanze 1923 )

“La disciplina deve essere accettata. Quando non lo e’ deve essere imposta” ( Mussolini 1922 )

Un altro saggista di fine ottocento fu Edward Louis Bernays, nipote di Sigmud Freud.  E’ considerato uno dei padri delle pubbliche relazioni di cui, nei primi del 1900, teorizzo’ le principali regole fondanti, combinando le idee di Gustare Le Bon con le teorie psicologiche dello zio. Bernays fu uno dei primi a commercializzare i metodi per utilizzare il subconscio, al fine di manipolare l’opinione pubblica. Con Bernays nasce la figura dello Spin Doctor esperto in comunicazione, consulente di leaders politici, di partiti e personaggi pubblici, gestendone l’immagine. Le sue dottrine sono state seguite, ad esempio, da Barack Obama.

Cosi Bernays scrive nel suo saggio “ L’ingegneria del consenso” (1928)

“Se capisci i meccanismi e le logiche che regolano il compotamento di un gruppo, puoi controllare e irreggimentare le masse a tuo piacimento e a loro insaputa”

Le idee di Bernays cambiarono il vecchio concetto che prevedeva:

Politica-Industria-Finanza = soddisfazione dei Bisogni 

                        In

Manipolazione dell’opinione pubblica – creazione di bisogni

Politica-Industria-Finanza = Controllo

Cinema e TV, in tutto questo processo evolutivo, hanno un potere enorme (esteso  anche a tutta l’industria dell’intrattenimento, di cui fanno parte i moderni videogiochi). Così come la musica, utilizzata in qualita’ di strumento psicologico di persuasione delle masse. In molti degli ultimi congressi PD, ad inizio e fine lavori, e’ stata utilizzata la canzone “People have the Power” di Patti Smith. Una scelta di ipocrito coraggio, se pensiamo che sono proprio i politicanti che oggi costituiscono i due rami del Parlamento, a non ascoltare i reali bisogni del popolo, applicando leggi che mettono gli uni contro gli altri. DIVIDE ET IMPERA annuncia un motto latino con cui si vuol evidenziare che la divisione, la rivalita’, e la discordia tra la gente, aiuta solo chi vuole comandare. Quando guardiamo la TV, non ci sintonizziamo per sapere cosa succede (perche’ in generale succedono sempre le stesse cose), ma per passare del tempo in compagnia del personaggio di turno. Fu Eisenstein, regista tra i piu’ influenti del cinema di inizio secolo scorso, a sostenere che gli elementi di una singola ripresa possono essere pensati in modo matematico, al fine di produrre uno shock emozionale. Ed e’ indubbio come il cinema e la TV, abbiano modificato profondamente la cultura, la percezione e la struttura mentale di miliardi di individui, trovandosi in una visione della realta’ che non e’ paragonabile a quella di chi ha vissuto senza essere esposto all’incantesimo delle immagini. E mentre un film dura 2/3 ore, la TV, continua per ore la sua opera di “rincoglionimento” (passatemi il termine) delle masse.

Ancora Bernays 

Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della societa’ costituiscono un governo invisibile che e’ il vero potere che controlla”

“ Siamo governati, le nostre menti plasmate, i nostri gusti formati, le nostre idee quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere come societa’ che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le fasi della nostra vita, sia in ambito politico, negli affari o nella nostra condotta sociale e morale, siamo dominati da un piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili, che controllano la mente delle persone! Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese”.

Ben poche femministe sanno che il diritto al fumo fino ad allora (anni 20/30), riservato agli uomini, non fu esteso affatto in seguito ad una ribellione spontanea delle donne, ma fu il risultato di un’operazione mediatica su larga scala, concepita e orchestrata dalla American Tobacco Company” su progetto di Bernays.

Sempre in quegli anni, Bernays lavoro’ con l’AMA ( Associazione Medici Americani ) per produrre ricerche scientifiche che attestassero che il fumo non era nocivo. Inoltre, per favorire i produttori di pancetta, promosse una campagna pubblicitaria con la quale si invitava a consumare la colazione con uova e bacon, come piatto ottimale per iniziare la giornata. Che poi fosse vero o meno poco importava.

Tanti sono stati gli intellettuali che hanno analizzato la potenza della comunicazione. In Italia ne ricordiamo uno tra i primi: Pier Paolo Pasolini, critico lungimirante nei confronti della TV il cui potere ipnotico futuro, sulla scelta delle masse, si sarebbe rivelato con pedanteria sopratutto negli anni ‘80, dove la percezione del bene diffuso, del rampantismo arrivista dei ceti sociali emergenti, e della Moda, decreto’ il nuovo boom economico dopo quello degli anni ‘60, il cui simbolo fu lo slogan la Milano da bere della famosa campagna pubblicitaria per l’amaro Ramazzotti, ideata da Marco Mignani nel 1985.

Pasolini scrisse che, nessun centralismo politico era riuscito a fare cio’ che avrebbe saputo realizzare, negli anni a venire, la societa’ dei consumi. Sarebbe riuscita nel suo intento, rimodellando i modelli culturali, accelerando il processo grazie alla comunicazione televisiva. Attraverso la TV il Paese Italia, con la diffusione in contemporanea delle immagini, ha conosciuto culture, realta’, tradizioni territoriali (da Nord a Sud ), fino ad allora sconosciute. All’inizio fu un mezzo per certi aspetti positivo. Colmava anche quelle distanze infrastrutturali che, nel corso degli anni ’60, iniziarono ad essere ridotte, grazie all’opera più imponente costruita nel dopoguerra: l’ Autostrada del Sole. Ma la TV e’ stata molto più incisiva, iniziando quell’opera di omologazione che, nel corso dei decenni successivi, avrebbe distrutto ogni autenticita’ e concretezza, con benestare dei troppi, prostrati verso la moderna industrializzazione con totale e stupido compiacimento. Il sistema economico aveva compreso che non poteva piu’accontentarsi di un essere umano che consuma, pretendendo che non ci fosse altra ideologia che quella del consumo. La precedente ideologia voluta e imposta dal potere era stata la religione che, con il cattolicesimo, rappresentava l’unico fenomeno che omologava gli italiani. L’adeguarsi al modello TV consumistico, avrebbe impedito, negli anni a venire e fino ai giorni nostri, l’atrofizzazione del cervello e il conseguente appiattimento delle facolta’ mentali e morali, impedendo all’essere umano di evolversi.