RISCHIO ATTACCHI DI CUORE PRR PILOTI VACCINATI: NON DEVONO VOLARE! Medico US Air Force denuncia la tossicità dei vaccini

Inquietante Affidavit contro i Vaccini e il Pentagono
del tenente colonnello della 1a Brigata Aviazione di Fort Rucker

Fonte originale: GOSPA NEWS

Ho personalmente osservato la donna soldato più fisicamente in forma che ho visto in oltre 20 anni nell’esercito, passare dall’allenamento di atleta di livello collegiale per la scuola di ranger, all’essere fisicamente debilitato con problemi cardiaci, tumore al cervello ipofisario di nuova diagnosi, disfunzione tiroidea in poche settimane dalla vaccinazione».

Nel punto 36 della sua “denuncia” un ufficiale medico in servizio una base dell’US Air Force racconta la tragedia di alcuni militari che lei dovrebbe curare ma che sono stati danneggiati o uccisi dai vaccini per il Covid-19 sebbene fossero giovani e sanissimi come deve essere un soldato per poter pilotare un aereo militare capace di trasportare bombe e missili micidiali.

Il tenente colonnello Theresa Long, Medical Doctor (MPH, FS) sotto giuramento ha depositato una dichiarazione ufficiale avvalendosi della norma che consente ai testimoni di gravi reati di violare il loro vincolo alla segretezza, come lei stessa spiega.

Come ha precisato:

https://www.thedailybeast.com/the-bonkers-lawsuit-to-stop-the-pentagons-vaccine-mandate

secondo il gruppo, e richiede una sentenza dichiarativa che blocchi il requisito del vaccino, per conto dei sergenti Dan Robert (USA), Hollie Mulvihill ( USMC) e anti-vaccinisti all’interno dell’esercito. Lo sforzo legale deve affrontare ardue probabilità di ribaltare l’ordine del Segretario alla Difesa Lloyd Austin che ha imposto l’obbligo delle forze armate della vaccinazione COVID-19 per i membri del servizio attivo. “Abbiamo un [Codice uniforme di giustizia militare] che affronta davvero tutte le questioni nell’esercito e dà alla nostra leadership ciò di cui ha bisogno per essere in grado di far rispettare gli standard”, ha detto Austin in un’audizione al Senato martedì quando è stato interrogato sull’obbligo.

Faccio questo affidavit, in qualità di informatore ai sensi del Military Whistleblower Protection Act, Titolo 10 U.S.C. § 1034, a sostegno della citata MOZIONE come perizia a sostegno della stessa. Le perizie qui espresse sono mie e derivate dalle mie persone, esperienze professionali e educative contestualizzate, se del caso, da dati scientifici, pubblicazioni, trattati, opinioni, documenti, relazioni e altre informazioni pertinenti alla materia.

Della sua denuncia giurata abbiamo selezionato i passi essenziali poiché molti si soffermano ad analizzare le problematiche di rischio che deve prevenire un medico al servizio delle forze armate, ma il testo integrale tradotto in Italiano è leggibile nel PDF in fondo all’articolo.

Come riportato da vari media e dalla radio Speaker che l’ha intervistata dopo la sua “ingiunzione preliminare” ha lanciato anche un scioccante appello al Pentagono per raccomandare «che tutti i piloti vaccinati siano messi a terra a causa di possibili complicazioni cardiache derivanti dai vaccini COVID».

testo della sua dichiarazione è stato pubblicato in anteprima sul sito americano di contro-informazione DeepCature il 24 settembre da Patrick Byrne, ma è stato già ripreso dall’autorevole giornale online cattolico LifeSiteNews (già fonte di varie nostre inchieste) e da altri tra cui The Washington Standard. Pertanto, al momento, non dovrebbero esserci dubbi l sull’autenticità ed affidabilità del documento.

Theresa Long è abilitata «all’imbarco in Medicina aerospaziale di volo e idoneo all’abilitazione in Medicina del lavoro» e ora sta «servendo come chirurgo di brigata per la 1st Aviation Brigade Ft. Rucker, Alabama e sono responsabile della certificazione della salute, delle capacità mentali e fisiche e della prontezza per tutte le quasi 4.000 persone in stato di volo su questo luogo».

Del suo lunghissimo curriculum scriveremo dopo aver terminato il paragrafo 36 del suo documento che così prosegue: «Diversi medici militari hanno condiviso con me la loro esperienza diretta con un aumento significativo del numero di giovani soldati con emicrania, irregolarità mestruali, cancro, sospetta miocardite e segnalazione di sintomi cardiaci dopo la vaccinazione. Numerosi soldati e civili del Dipartimento della Difesa mi hanno raccontato di come erano malati, costretti a letto, debilitati e incapaci di lavorare per giorni o settimane dopo la vaccinazione. Di recente ho anche esaminato le cartelle cliniche di tre membri dell’equipaggio di volo, che presentavano tutti problemi di salute sistemica significativi e aggressivi»

Poi ecco la segnalazione più drammatica: «Oggi ho ricevuto notizia di un decesso e di due casi in terapia intensiva a Fort Hood; il defunto era un pilota dell’esercito che avrebbe potuto volare in quel momento. Tutti e tre gli eventi di embolia polmonare si sono verificati entro 48 ore dalla vaccinazione. Non posso attribuire questo risultato a nient’altro che ai vaccini Covid 19 come fonte di questi eventi. Ogni persona era in ottime condizioni fisiche prima dell’inoculazione e ciascuna ha subito l’evento entro 2 giorni dopo la vaccinazione. La correlazione di per sé non è uguale alla causalità, tuttavia, esistono modelli causali significativi che elevano la correlazione in una causa probabile; e l’onere di dimostrare il contrario ricade sulle autorità come CDC, FDA e produttori farmaceutici. Trovo che le malattie, gli infortuni e i decessi osservati siano l’effetto prossimo e causale delle vaccinazioni Covid 19».

Il suo ragionamento è logicamente ineccepibile anche alla luce delle rivelazioni del


LONG, UFFICIALE MEDICO ESPERTO DI DANNI CHIMICI E BIOLOGICI

«Sono competente a testimoniare sui fatti e sulle questioni qui esposti. Una copia fedele del mio curriculum vitae è allegata alla presente come Allegato A» scrive il tenente colonnello Theresa Long sintetizzando poi la sua lunga esperienza medica in campo militare.

«Dopo aver conseguito una laurea presso l’Università del Texas Austin, ho completato la mia laurea in medicina presso l’Università del Texas Health Science Center presso la Houston Medical School nel 2008. Ho lavorato come chirurgo sul campo per dieci anni e ho continuato a completare una residenza in Aerospace and Occupational Medicine presso la United States Army School of Aviation Medicine, Fort Rucker, AL. Ho un Master in Public Health e sono stato formato dal Combat Readiness Center di Ft. Rucker come addetto alla sicurezza aerea. Inoltre, mi sono formato nella gestione medica delle cause chimiche e biologiche a Fort Detrick e USAMIIRD».


Chi ha seguito con attenzione i reportage

Ecco perché le parole del medico in servizio presso l’Air Force americana assumono una rilevanza enorme soprattutto quando si sofferma ad analizzare le sostanze tossiche nei vaccini, già segnalate da altre righe riportate in precedenza.

Ma prima di elencarle fa due importantissime premesse a favore dell’immunità naturale e delle terapie mediche alternative alla vaccinazione che purtroppo sono state ignorate da molti governi, tra cui quello italiano chiamato in causa da centinaia di denunce per strage di stato.

POCHISSIMI RISCHI PER I MILITARI DALLA PANDEMIA”

«Prima dell’inizio della pandemia, ho ricevuto una formazione militare specializzata da medici di malattie infettive dell’esercito, della marina e dell’aeronautica sulle minacce emergenti di malattie infettive, formazione FEMA, formazione sulla preparazione alle emergenze, effetti medici delle radiazioni ionizzanti, OSHA, tossicologia aerospaziale, Epidemiologia, Biostatistica, ricerca medica e pianificazione delle catastrofi. Più recentemente ho lavorato come consulente medico e scientifico per una Brigata di addestramento aeronautico cercando di identificare strategie di mitigazione del rischio e analisi biostatistiche delle infezioni da SARS-Cov-2 (“Covid 19”) in soldati vaccinati e non vaccinati» spiega l’ufficiale medico militare Theresa Long nel suo affidavit

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Tagadà, “via il green pass”. Così per Matteo Bassetti può arrivare la svolta sul Covid

Un lento ritorno al passato e all’epoca pre-Covid. Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive al Policlinico San Matteo di Genova, è convinto che a breve ci potrà essere un ulteriore cambio di marcia nella gestione della pandemia, soprattutto grazie ai vaccini. L’infettivologo è ospite della puntata del 29 settembre di Tagadà, programma di La7 condotto da Tiziana Panella, ed è qui che espone le sue tesi: “Nel momento in cui avremo il 90% di vaccinati o di persone immuni bisogna togliere le restrizioni, compreso il green pass. E bisogna tornare alla vita di prima. Se riapriremo tutto, lo faremo grazie ai vaccini e al green pass, che è uno strumento eccezionale di convincimento a vaccinarsi. Agli italiani abbiamo dato una speranza di sopravvivenza grazie al vaccino. Il regalo più grande che lo stato italiano ci ha fatto è la possibilità per tutti di vaccinarsi dove hanno voluto, come hanno voluto, con il vaccino voluto. Più di quello che è stato fatto, è difficile fare. Mi sento orgoglioso di far parte di un simile sistema sanitario nazionale. Quando poi ti scontri con l’ideologia, l’opera di convincimento non può nulla”.

Bassetti non perde occasione di sparare a zero contro quella fetta di esponenti della politica che hanno tenuto il piede in due staffe, senza una posizione chiara sulla vaccinazione e contro i no-vax: “C’è stata speculazione politica sui vaccini e questa speculazione non ci sarebbe dovuta essere, si doveva dire tutti quanti che il vaccino era il modo per uscire dalla pandemia dopo un anno e mezzo di chiusure e restrizioni. Aver confuso green pass e vaccino è stata un’operazione che non ha giovato alla campagna vaccinale. Io sono molto contento dei risultati della campagna, si va oltre ogni più rosea aspettativa, gli italiani hanno dimostrato di essere più avanti e più intelligenti di quello che pensano i partiti politici. A fine ottobre arriveremo con il 90% di persone coperte, tra vaccinati e coloro che hanno avuto l’infezione, ci sarà quindi solo un 10% che non vuole il vaccino, una percentuale che ci possiamo permettere. La campagna vaccinale è stata eccezionale ed è stata fatta bene, dispiace che – il professore analizza con questa metafora la situazione – i benefici arrivino su tutti, come quelli che non pagano le tasse e beneficiano dei servizi pagati grazie a chi le paga. 

Panico in diretta a la 7. Un medico definisce inutile la vaccinazione

Panico su La7 durante la trasmissione “L’aria che tira” di Myrta Merlino.
Il dott. Claudio Giorlandino, direttore sanitario Altamedica, dice la sua riguardo ai vaccini.

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“Covid, alte cariche virali nei vaccinati” Studio Spallanzani: “Non c’è immunità”

FONTE: Il Sussidiario.net (Alessandro Nidi)

L’istituto Spallanzani di Roma ha pubblicato uno studio che sottolinea come sia possibile riscontrare elevate cariche virali anche nei soggetti vaccinati.

I ricercatori dell’istituto Spallanzani di Roma, in base agli esiti di uno studio finanziato dal Ministero della Salute, hanno raccolto nuove informazioni sulla lotta contro il Coronavirus, asserendo che il risultato da loro raggiunto dovrebbe essere considerato con attenzione per la salute pubblica, sottolineando l’importanza di una corretta comunicazione, perché il vaccino non conferisce l’immunità sterilizzante.

In buona sostanza, gli studiosi raccomandano “l’adesione continua alle misure di prevenzione della salute pubblica per gli individui vaccinati fino a quando non sarà raggiunta un’adeguata copertura vaccinale della popolazione o in presenza di individui vulnerabili suscettibili”. Questo perché i dati riscontrati mostrano che gli individui vaccinati che si infettano dopo la vaccinazione, sebbene rappresentino una piccola percentuale della popolazione vaccinata (lo 0,3%), possono portare elevate cariche virali nel tratto respiratorio superiore, anche se infettati molto tempo dopo la seconda dose, cioè quando avrebbe dovuto essere sviluppata l’immunità correlata al vaccino.

STUDIO SPALLANZANI SUI VACCINATI: L’ESEMPIO DELL’ARCIVESCOVO DI CATANIA

Mons. Salvatore Gristina

Il monito lanciato dagli studiosi dello Spallanzani, pertanto, non può essere ignorato. D’altro canto, era noto a tutti già da tempo come il fatto di avere completato il ciclo vaccinale non garantisse un’automatica immunità al virus. Un esempio, in tal senso, giunge direttamente dall’esperienza del presidente della Conferenza episcopale siciliana, l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina, ammalatosi di Covid-19nonostante le due vaccinazione.

Ad annunciarlo è stato lo stesso alto prelato, il quale ha affermato che il vaccino salva la vita e aiuta a lenire gli effetti del Coronavirus, specificando poi di essere stato curato con gli anticorpi monoclonali: “I dottori mi hanno detto che sono utili e il trattamento ha funzionato”. Il nocciolo della questione, ora, sembra dunque riguardare prevalentemente le terapie per guarire gli ammalati, in quanto l’inoculazione del preparato anti-Covid non azzera le possibilità di infettarsi e, di fronte a una simile eventualità, occorre farsi trovare pronti e agire con tempestività. Concludiamo con un quesito di Maurizio Belpietro, direttore de “La Verità”, che si domanda: “Ma dopo la pubblicazione della ricerca dello Spallanzani, qualcuno al Ministero cambierà idea sul Green Pass e sui monoclonali o continuerà sulla stessa linea, cioè sulla pelle degli italiani?”.

Vaccino Covid: IL MINISTRO SPERANZA DICHIARA: “TERZA DOSE NON SCONTATA PER I GIOVANI SANI” il sacro siero non è più indispensabile

Dopo anziani, Rsa, sanitari e fragili la terza dose di vaccino contro il Covid verrà estesa ad altre fasce di popolazione. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Festival della città 2021 promosso dalla Lega delle autonomie locali, rispondendo alla domanda su un possibile allargamento del richiamo.

Ma secondo il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, per «i soggetti sani e giovani è tutto fuorché scontato che si debba andare verso una terza dose». Intanto a più del 6% è già stata somministrata una terza inoculazione di richiamo.

Sull’estensione della terza dose a tutti «ci affideremo come sempre alla nostre autorità scientifiche, io penso che verrà un po’ alla volta allargata in altri ambiti ma ci guiderà la nostra la comunità scientifica come sempre abbiamo fatto. C’è anche una interlocuzione costante con altre autorità scientifiche nel mondo. Valuteremo se sarà indispensabile un allargamento, ma voglio dire che non ci sono problemi di approvvigionamento delle dosi», ha detto.

Locatelli (Cts): «Terza dose per giovani sani non è scontata»

Secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid, «la terza dose per i soggetti sani e giovani non è assolutamente scontata». Prima di estendere il ‘booster’ a tutti, ha spiegato Locatelli, «occorre dare copertura nei Paesi dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa

Bolognetti censurato da Radio Radicale, passa dallo sciopero della fame al digiuno. “NON HO VOLUTO ALLINEARMI”. Italia in grave emergenza democratica

(di Monica Tomasello)

30/09/2021 – Sono già sette giorni che Maurizio Bolognetti (giornalista, Segretario di Radicali Lucani, Consigliere Generale del Partito Radicale,  Già consigliere nazionale dei Club Pannella, Già Membro della Presidenza del Prntt) ha messo in atto una sua personale azione di “protesta” non violenta volta alla denuncia dell’attuale emergenza democratica (più che sanitaria) in Italia e, dalla mezzanotte di ieri, è passato dallosciopero della fame al digiuno a sola acqua. Tutto ciò nonostante il parere assolutamente negativo del medico che già alla visita di 4 giorni fa sconsigliava vivamente Bolognetti di proseguire con tale sua azione di protesta.

Che i media “di regime” non avrebbero dato voce a tale sua azione non violenta ce lo si aspettava…, ma che persino Radio Radicale si chiudesse in un “vigliacco” silenzio… beh, questo forse no.

Mi state chiedendo perché non mi occuperò più di Covid per Radio Radicale? Provo a spiegarvelo.” 

Così scrive Bolognetti, che continua dicendo: “Qualcuno chieda al direttore di Radio Radicale perché ha censurato tutte le interviste che ho fatto a Garavelli, Donzelli, Bellavite, Gentilini.  Chiedetegliperché in sei giorni non hanno detto una parola sull’azione nonviolenta in corso.
Chiedetegli perché hanno censurato sit-in e manifestazioni.
Chiedetegli dei miei interventi censurati in rassegna stampa.
Chiedetegli dei redazionali fantasma.
Chiedetegli della lettera a Mattarella.
Chiedetegli della lettera indirizzata al Ministro Lamorgese.
Lo ammetto, sono colpevole, non ho voluto allinearmi e me la stanno facendo pagare.
Ma lo fanno da vigliacchi e in maniera subdola. Posso garantirvi che quel che fanno è anche peggio di un benservito.”

GUARDA IL VIDEO👇

Volete sapere perchè mi impediscono di parlare su Radio Radicale? Perchè il signor direttore Alessio Falconio mi ha messo al bando? Perchè il castello di puttanateche abbiamo assecondato, che hanno assecondato gli scienziati Coscioni e il Prntt, la Bonino e tutti gli altri , sta crollando.

Dallo Spallanzani che dice che il vaccino non conferisce l’immunità sterilizzante e che occorre concentrarsi sulle cure, alla Pfizer che sta sperimentando un farmaco a base di invermectina, passando per lo studio che mette sotto accusa l’uso del paracetamolo e quindi conferma la strage prodotta dalla vigile attesa- tachipirina.

E allora questi che fanno? Anzichè precipitarsi a chiamarmi fanno i mazzieri e gli squadristi e mi cancellano e arrivano al punto di cancellare l’azione nonviolenta in corso. Vergogna!!!” Maurizio Bolognetti

Questo il suo Twitter di ieri:

Qui la sua lettera al Presidente Mattarella👇 

Per chi volesse sottoscriverla👇

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VACCINI: YOU TUBE RIMUOVE 130 MILA VIDEO. BANNATI GLI ACCOUNT DI MERCOLA E ROBERT F. KENNEDY Jr

(di Monica Tomasello)

29/09/2021 – La notizia, da fonte ANSA, è di poche ore fa: Youtube mette al bando qualsiasi contenuto osi mettere in discussione i vaccini, arrivando anche a cancellare persino gli account di diversi attivisti come Joseph Mercola e Robert F. Kennedy Jr, nipote di Jfk.

Lo ha annunciato la stessa piattaforma, spiegando che rimuoverà qualsiasi video contenente affermazioni che i vaccini non riducono la trasmissione o la contrazione della malattia, o che causano l’autismo, il cancro e l’infertilità. 

YouTube ha affermato inoltre che il divieto di “disinformazione” – (n.d.r.: o forse sarebbe meglio dire “informazione non allineata”?) – sul vaccino contro il Covid-19, introdotto lo scorso anno, ha già visto finora la rimozione di 130.000 video.

YouTube segue Telegram

Censura sempre più dura dunque, questa volta da parte del colosso del web, e che segue a ruota quanto avvenuto appena ieri con la decisione di Telegram di chiudere i canali ‘Basta dittatura’ e ‘Basta dittatura chat’ per “violazione dei termini di servizio”

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Santa Lucia di Piave, il consiglio comunale approva delibera contro il Green pass: “È un ricatto nei confronti delle persone”

nella foto il Sindaco Riccardo Szumski

Il Green pass è una misura sanitaria esclusiva o ha altre finalità? Questo è stato il tema principale discusso ieri sera in consiglio comunale a Santa Lucia di Piave.

Dopo che la comunità ha visto allestito il gazebo annunciato a fine della scorsa settimana che permetterà al sindaco Riccardo Szumski di lavorare all’aperto senza Green pass a partire dal 15 ottobre (che è stato prestato, dunque non verrà pagato dai cittadini così come il plateatico, dato che viene utilizzato per espletare le mansioni di sindaco), lo stesso Szumski ha portato in sede consiliare una proposta di delibera contro il Green pass basata su un testo elaborato con il professor Daniele Trabucco, noto costituzionalista.

“Il Green pass è una questione che abbiamo pensato di valutare in quest’aula come elemento di presunto contrasto al contagio, anche se è palese una serie di violazioni di norme costituzionali e di diritti naturali delle persone” ha detto Szumski. E poi, leggendo il preambolo: “Il Green pass è da considerarsi un ricatto nei confronti delle persone, con argomentazioni sanitarie ormai di dubbia certezza”.

In seguito si è sviluppato un dialogo tra i consiglieri: Alessio Barro, della lista di minoranza Vivere bene a Santa Lucia, ha osservato una grande disparità, spesso fomentata da atteggiamenti ostili, tra chi è pro e chi è contro il vaccino: “Il governo dovrebbe renderlo obbligatorio se è certo della sua efficacia, così si eliminano tutte le differenze tra pubblico e privato”.

Anche il consigliere Luca Castellaz ha espresso un’opinione negativa rispetto al Green pass: “Quali altre nazioni hanno adottato questa misura amena? Questo è un tema estremamente divisivo e certamente ogni posizione è legittima, ma anche chi è contrario al Green pass dovrebbe venire ascoltato e rispettato”.

Castellaz ha ribadito che l’istituzione del Green pass non è un ritorno alla normalità ma è una “nuova normalità”, che si riflette negativamente sulla comunità.

Maria Paola Bornia (Cambiare Santa Lucia) invece ha chiesto al sindaco cosa sia cambiato nella sua opinione sul vaccino: “Ricordo che a suo tempo aveva detto che l’avrebbe fatto, ma che stava aspettando un vaccino diverso da quelli che stavano somministrando al momento”.

Szumski ha risposto di non essersi ancora vaccinato per motivi personali: “Ho avuto un problema di salute importante qualche anno fa e questi vaccini hanno delle controindicazioni quindi sulla mia pelle non lo farò mai, non aggiungo neanche lo 0,1 percento di possibilità di ripetere quello che mi è successo”.

“Sia chiaro –  continua – io non dico che il vaccino non sia una soluzione, non dico che non c’è il virus, ma dico che il vaccino ha delle incognite, e io sulla mia pelle non lo sperimento visto che nessuno ci assicura che non ci succederà assolutamente niente, tant’è che firmiamo apposta un’autorizzazione”.

Al termine del dibattito, nel quale i consiglieri si sono chiesti se il Green pass sia una limitazione della libertà non giustificata e se sia solo un elemento sanitario o abbia un fine politico per costringere la gente a prendere delle decisioni, la delibera del testo elaborato con Trabucco è stata approvata con due voti contrari e nessuna astensione. 

Intanto, sui social in molti supportano il sindaco considerandolo un vero e proprio esempio, altrettanti considerano la presa di posizione personale di Szumski un abuso di potere nei confronti della comunità.

I DATI dell’ ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ. IL COVID UCCIDE ANCHE I VACCINATI: IN UN MESE 509 DECESSI!!!

A livello percentuale è molto più probabile morire a causa del Covid se non si è vaccinati, ma gli ultimi dati del bollettino di sorveglianza dell’Iss pubblicato 4 giorni fa (25 settembre) certificano come si possa morire anche dopo una doppia dose di vaccino. Non solo, a livello assoluto, negli ultimi 30 giorni tra gli ultraottantenni sono morte più persone vaccinate (364) che persone non vaccinate (338). Numeri che si spiegano, come detto, col fatto che oggi ben il 91,6% della popolazione over 80 ì vaccinata.

Per essere ancor più chiari: se il 100% della popolazione fosse vaccinata ovviamente morirebbero di Covid solo persone vaccinate. Ma il punto fondamentale è rappresentato dal fatto che il vaccino, pur preservando in parte dalle conseguenze gravi del virus, non è uno scudo totale – come alcuni possono pensare – dalle ospedalizzazione o dai decessi. Insomma, ancora una volta va ripetuto: il vaccino non immunizza. Per questo è necessario mantenere sempre la regola del distanziamento e indossare la mascherina.

IL COVID UCCIDE ANCHE I VACCINATI

Complessivamente, come si evince dalla tabella nell’ultimo mese in Italia sono morte 509 persone vaccinate con ciclo completo (2+16+127+364) e 877 persone non vaccinate.

La spiegazione dell’Iss
‘Negli ultimi 30 giorni, si rileva come il 25% delle diagnosi di SARS-COV-2, il 36,2% delle ospedalizzazioni, il 42,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 47% dei decessi negli over 80 siano avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino – si legge nel report dell’Istituto superiore di Sanità -.

Si evidenzia che, nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica il cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi.

Per esempio, nella fascia di età 80+, dove la copertura vaccinale è superiore al 90%, si osserva che il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo è pari a 1.207 e mentre nei non vaccinati è più basso, pari a 714. Tuttavia, calcolando a partire da questi dati il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni, si riscontra come questo per i non vaccinati sia circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (251,8 vs 28,9 ricoveri per 100.000 abitanti).

Analizzando allo stesso modo il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben undici volte più basso dei non vaccinati (1,4 vs 15,5 per 100.000 abitanti) mentre il tasso di decesso è quattordici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo (119,2 vs 8,7 per 100.000 abitanti)’. 

Vaticano: Green pass obbligatorio dal 1 ottobre. Anche la Santa Sede punta sul ricatto

di Marzia MC Chiocchi

UNA CHIESA VERGOGNOSA, di cui il PADRETERNO non ha proprio bisogno. Un Papa ancor più discutibile che, come ha scritto nei giorni scorsi l’ ex vaticanista ALDO MARIA VALLI, di cui ABBIAMO PUBBLICATO UN ARTICOLO NEI GIORNI SCORSI e che riportiamo a fine commento, parla più di vaccini che di salvezza delle Anime. Aggiungo solo, oltre al ribrezzo per l’oscurantismo della FEDE che sta vivendo in questo momento la CHIESA, che non mancherà molto ad un nuovo Scisma o a una frattura insanabile all’interno della Stessa! COME RECITA UN VECCHIO ADAGIO: CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA. Povero San Francesco, di cui il Papa, porta indegnamente il suo nome!

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FONTE: Il Giornale d’Italia

Tutti i lavoratori senza certificazione saranno considerati «assenti ingiustificati» e non percepiranno lo stipendio

Beati quelli con il Green pass, che potranno lavorare: la certificazione verde sfonda in Vaticano, e diventa obbligatoria dal 1 ottobre. Una brutta notizia per chi poteva scappare al ricatto del vaccino obbligatorio o dei tamponi eterni. Una scelta che arriva ancora prima dell’ultimatum del presidente del Consiglio Mario Draghi, che invece parte dal prossimo 15 ottobre.

I lavoratori sprovvisti di Green pass in Vaticano rischiano sanzioni e l’allontanamento dal posto di lavoro. Questa misura sarà valida, in maniera indistinta, per personale in organico e collaboratori esterni, nonché a qualunque soggetto che svolga attività presso una struttura sotto la giurisdizione della Santa Sede. Un campanello che suona in anticipo per quei lavoratori italiani che aspettano l’arrivo del fatidico 15 ottobre, e che invece dovranno anticipare di due settimane la presentazione della certificazione verde.

Chi non si presenterà a lavoro per motivi legati alla mancanza della certificazione verde sarà considerato un “assente ingiustificato”. Nel decreto, firmato dal sottosegretario Parolin, si legge: “Il personale sprovvisto di Green pass potrà, in alternativa, esibire una certificazione di negatività al virus Sars-Cov-2, rilasciata in Italia a fronte di un test molecolare o antigenico rapido, con la frequenza indicata dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.” E precisa che, come lo Stato Italiano, non intende muoversi sui prezzi dei tamponi, infatti: “Gli oneri relativi al test non sono a carico dell’Ente”. È previsto, inoltre, il fermo dello stipendio, fatta eccezione delle “ritenute previdenziali ed assistenziali, nonché l’assegno al nucleo familiare”.

Almeno la libertà di culto, per il momento, sembra salva. Forse per non perdere l’appeal di sede della Cristianità, il Green pass non verrà richiesto per i fedeli che entrano in chiesa o assistono alle funzioni religiose. Nel frattempo, Papa Francesco giustifica così la decisione di imporre il Green pass secondo le regole dello Stato italiano: “Perché è necessario assicurare la salute e il benessere della Comunità di lavoro nel rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni suo membro”.

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