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‘APRILE 2022’ Category

1 Maggio 2022 – Redazione – AffariItsliani

Non si placa la bufera social, e non solo, su Alessandro Orsini, il docente universitario della Luiss criticato per le sue analisi in tv sulla guerra in Ucraina. Nella sua ultima partecipazione ad Accordi & Disaccordi, venerdì sera sul Nove, per spiegare perché l’ingresso di nuovi Paesi nella Nato rappresenterebbe a suo avviso un pericolo, il professore ha usato un paragone con la seconda guerra mondiale, affermando che Hitler non voleva certo scatenarla, ma che fu colpa degli accordi tipo “articolo 5” del patto della Nato. L’accordo di collaborazione con Eni per la realizzazione dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, affidato «dalla Luiss  al Professor Alessandro Orsini, è giunto a scadenza da circa due mesi e non sarà rinnovato. Per questa ragione, i canali di comunicazione dell’Osservatorio, incluso il sito internet ‘sicurezza internazionale’, da oggi non sono più attivi» ha comunicato l’ateneo in una nota.

In tv Orsini ha detto che «il primo settembre del ’39 la Germania invase la Polonia e poiché Inghilterra e Francia si erano alleate con la Polonia si creò un effetto domino, a cui Hitler non aveva interesse…». Come scrive il Corriere della Sera si tratta di «parole che, al di là delle smentite, devono aver costituito la goccia finale che ha fatto traboccare il vaso della pazienza del prestigioso ateneo intitolato a Guido Carli. Già il 4 marzo scorso, infatti, all’alba della guerra e del “fenomeno Orsini”, la Luiss aveva preso posizione, esprimendo «piena solidarietà al popolo ucraino» e invitando «chi ha responsabilità di centri di eccellenza come l’Osservatorio sulla Sicurezza internazionale», cioè proprio Orsini, ad «attenersi al rigore scientifico dei fatti, senza lasciar spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare la reputazione dell’ateneo».

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o30 Aprile 2022 – Redazione – Fonte: Ansa

Con 1.081 voti favorevoli, 169 contrari e 13 astenuti l’assemblea nazionale dell’Anm ha deliberato un giorno di sciopero dei magistrati italiani contro la riforma Cartabia dell’ordinamento giudiziario, approvata alla Camera e ora all’esame del Senato. Prevista anche la possibilità di ulteriori forme di protesta se non ci saranno aperture.

«Non scioperiamo per protestare, ma per essere ascoltati, non scioperiamo contro le riforme, ma per far comprendere, dal nostro punto di vista, di quali riforme della magistratura il Paese ha veramente bisogno. Per questa idea di Paese ci troviamo costretti a scioperare, per questa idea della Magistratura, che non è solo nostra, ma è quella contenuta nella nostra splendida Costituzione. Proponiamo, pertanto, all’assemblea di proclamare una giornata di astensione, delegando la G.E.C. ad individuare tempestivamente la data e le concrete modalità organizzative, tenendo conto dello sviluppo dei lavori parlamentari in corso», è detto nella mozione unitaria votata dall’Anm a Roma.

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30 Aprile 2022 – Redazione – Fonte: Nicola Porro

A L’Aria che tira Vladislav Maistrouk e Maria Giovanna Maglie non se le mandano a dire

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https://www.la7.it/laria-che-tira/video/durissimo-scontro-tra-maria-giovanna-maglie-e-vladislav-maistrouk-sei-pazzo-ringrazia-il-cielo-che-29-04-2022-436097

Lite di fuoco a L’Aria che Tira tra il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk e Maria Giovanna Maglie. Tema del contendere, come ovvio, la guerra in Ucraina. E per la precisione l’opportunità o meno di trattare con Vladimir Putin una pace, o una resa che dir si voglia, di Kiev. Combattere o fermare la guerra, perdendo però dei territori?

A iniziare le ostilità è il giornalista ucraino che apostrofa la collega Maglie con il titolo, poco accademico, di “propagandista italiana”. “Dicessero a Putin di smettere di sparare e non agli ucraini di smettere di chiedere armi”, attacca Maistrouk. Replica la Maglie: “Ci sono persone, caro amico ucraino, che hanno la capacità di rendere antipatiche le loro cause, anche quando sono le più importanti e le più nobili. E tu sei tra costoro, per il modo arrogante che hai di dire le cose”.

Il resto viene da sé. “Io non voglio essere simpatico a lei, non me ne frega niente”, dice il cronista ucraino. “Cosa credi che la gente voglia fare il negoziato senza Putin – replica Maglie – Che discorsi fai? È che chiaro che i negoziati si fanno con Putin”. Posizione che fa scattare le ire di Maistrouk: “Siete soltanto dei chiacchieroni! Quando vi viene chiesto cosa proponente, non dite mai niente di niente. Dite ‘vogliamo la pace’, ma noi ucraini siamo i primi a volere la pace perché siamo noi a morire. Sta parlando a vanvera signora”.

Il giornalista ucraino, tra le altre cose, ricorda anche una collega morta sotto le bombe russe. Ma ormai a tenere banco è la diatriba con la Maglie. “Non voglio esprimermi riguardo alla signora”, dice Maistrouk. “È meglio che tu non ti esprima. – replica Maglie – Ringrazia il cielo che sei lontano, perché due schiaffoni non te li levava nessuno. Ma fammi il piacere, imbecille”.

Il tentativo di dialogare a quel punto è tramontato del tutto, tra accuse reciproche e toni ormai alle stelle (anche da un punto di vista strettamente acustico). Infervorato con l’interlocutrice, a un tratto Maistrouk ha dato l’impressione di volersi trattenere. “Non voglio esprimermi riguardo alla signora…“, ha annotato. E la Maglie, implacabile: “È meglio che tu non ti esprima. Ringrazia il cielo che sei lontano, perché due schiaffoni non te li levava nessuno. Ma fammi il piacere, imbecille!“. E quando Maistrouk critica Myrta Merlino per aver invitato due “propagandisti italiani” in studio, ovvero Maglie e Borgonovo, la giornalista conclude stizzita: “Tu sei pazzo, non stai bene”.

 

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30 Aprile 2022 – Redazione

“I giudici amministrativi abruzzesi, con ordinanza cautelare pubblicata in data 28/4/2022, hanno riconosciuto il diritto di una operatrice sanitaria sospesa dal servizio perchè la non aderente alla campagna di cd. “vaccinazione” anti-Covid a ricevere un assegno alimentare pari alla metà del suo normale trattamento retributivo.

L’ordinanza del TAR Abruzzo si segnala per avere aderito ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 4-ter del decreto-legge n. 44/2021:⤵️

secondo i giudici abruzzesi, al fine di riconoscere l’esigenza di ogni lavoratore sospeso a conservare una fonte minima di sostentamento, non c’è finanche bisogno di attendere la declaratoria di incostituzionalità delle norme sull’obbligo vaccinale”.

Avv. Giuseppe Angiuli

ACLICCA SUL LINK PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELL’ORDINANZA  ⤵️
https://www.eventiavversinews.it/wp-content/uploads/2022/04/TAR-Abruzzo_28_4_2022infermieri_assegno_alimentare.pdf

 

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29 Aprile 2022 – Redazione

ANCORA UNA VOLTA ORNELLA MARIANI FORNI HA RICEVUTO LA VISITA DELLA DIGOS NELLA SUA CASA DI BENEVENTO DOVE RISIEDE, PER UNA PERQUISIZIONE, RECAPITANDOLE ANCHE LA DENUNCIA PER VILIPENDIO NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI. TUTTO È RICONDUCIBILE AL SUO PERCORSO DI IMPEGNO SOCIALE, PORTATO AVANTI IN QUESTI DUE ANNI DI PANDELIRIO.

QUESTO È CIÒ’ CHE HA SCRITTO. AL TERMINE DEL QUALE POSTEREMO IL SUO VIDEO.

Cari amici, vi comunico che stamattina ho ricevuto la visita della DIGOS. Hanno atteso l’arrivo del mio avvocato e dopo aver perquisito la mia casa, non avendo trovato nulla di compromettente, hanno ritenuto di denunciarmi per VILIPENDIO DELLE ISTITUZIONI. Naturalmente la cosa non mi intimidisce, sono solo indispettita perchè mi hanno fatto perdere degli appuntamenti che avevo in programma. In cambio sporgerò denuncia a mia volta per VILIPENDIO DEL POPOLO ITALIANO. E’ stata una mattina movimentata, ma mi ha stimolato la circolazione. Un abbraccio a tutti e mi raccomando, comprate il libro in uscita che devo aiutare molta gente in difficoltà. Questi non hanno ancora compreso con chi hanno a che fare. Se ne accorgeranno molto presto. Buona giornata a tutti.

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https://t.me/OrnellaMarianixItalia/1003

 

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia MC Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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30 Aprile 2022 – Redazione – Fonte: Grandeinganno

NEGLI ANNI ’60 FURONO VACCINATE 1 MILIONE DI PERSONE PER POI SCOPRIRE DI AVER CREATO UNA NUOVA MALATTIA QUELLA DEL “MORBILLO ATIPICO” CHE COLPISCE SOLO LE PERSONE VACCINATE.

Sindrome del morbillo atipico: si verifica solo in persone che hanno ricevuto vaccino inattivato (ucciso) dal morbillo (KMV), non più disponibili dal 1968, e sono successivamente esposti a virus del morbillo di tipo selvaggio. Circa 600 000 – 900 000 persone hanno ricevuto KMV negli Stati Uniti dal 1963 al 1967. KMV sensibilizza il destinatario agli antigeni del virus del morbillo senza fornire un’adeguata protezione. L’infezione successiva con il virus del morbillo porta a segni di poliserositismi di ipersensibilità. La malattia è caratterizzata da febbre, polmonite, effusioni pleuriche ed edema. L’eruzione è generalmente maculopapolare o petecchiale, ma può avere componenti orticariali, purpuri o vescicolari. L’eruzione partirebbe dai polsi o dalle caviglie.

Il vaccino contro il morbillo fu introdotto negli Stati Uniti nel 1963. Una prima inoculazione del VACCINO, chiamata KMV, introdusse un virus del morbillo inattivato morto nel corpo. Proprio come altri vaccini, è stato progettato per stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi contro il morbillo, proteggendoli in tal modo dalla malattia. Tuttavia, il vaccino contro il virus morto KMV si è rivelato inefficace in alcuni casi e potrebbe provocare morbillo atipico, una malattia caratterizzata da febbre, polmonite, gonfiore e “acqua sui polmoni”. Questo vaccino è stato sostituito nel 1968 con un’altra vaccinazione che ha introdotto il morbillo vivo nel corpo. Pertanto, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) affermano che le persone che sono state vaccinate prima del 1968 con vaccino contro il morbillo inattivato (KMV) o vaccino contro il morbillo di tipo sconosciuto dovrebbero essere rivaccinate con almeno una dose di vaccino vivo contro il morbillo. Secondo il CDC “questa raccomandazione ha lo scopo di proteggere coloro che potrebbero aver ricevuto il vaccino contro il morbillo ucciso, che era disponibile nel 1963-1967 e non era efficace”.

Vale anche la pena ricordare che non è necessaria una vaccinazione se sei nato prima del 1957 poiché si presume che il tuo sistema immunitario sia entrato in contatto con il virus e tu abbia acquisito l’immunità. Come altro punto secondario, queste informazioni sono rilevanti solo per le persone negli Stati Uniti negli anni ’60. Diverse agenzie sanitarie in tutto il mondo hanno pratiche diverse, tuttavia, in generale, i vaccini contro il virus del morbillo inattivato e del KMV non sono stati ampiamente utilizzati in tutto il mondo.

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Manuale MSD
Versione per i professionisti

La fonte attendibile per eccellenza per le informazioni sanitarie

La sindrome del morbillo atipico è una complicanza che si è manifestata di solito in soggetti vaccinati con i vecchi vaccini a base di virus del morbillo ucciso, che non sono più utilizzati dal 1968. Questi vecchi vaccini hanno modificato l’espressione della malattia in alcuni pazienti non completamente protetti e successivamente infetti da morbillo wild type. Le manifestazioni del morbillo si sono sviluppate più rapidamente e il significativo coinvolgimento polmonare era più comune. Il morbillo atipico è importante soprattutto perché i pazienti (ora di 50 anni e più) nati mentre questo vaccino era in uso possono riportare una storia sia di vaccinazione che di morbillo.

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39 Aprile 2022 -Redazione

Multa annullata per un ristoratore di Lavagna, sanzionato dopo esser stato trovato a servire i clienti dopo le 18 durante il lockdown del 2021. Dopo quella fascia oraria avrebbe infatti dovuto chiudere: per questo era stato multato di 400 euro. Ma il giudice di pace di Chiavari che ha preso in mano la pratica ha deciso di annullare la sanzione.

In quel periodo  anche in zona gialla era vietato a bar e ristoranti fare servizio dopo le 18, orario a partire dal quale era vietato anche l’asporto. I militari avevano invece accertato che l’attività di del ristorante di Lavagna non era sospesa, con clienti intenti a consumare la cena poco prima delle 20.

“La previsione di fasce orarie nelle quali lo svolgimento dell’attività non era consentita – scrive il giudice Cristina Grassone del Secolo XIX -, avrebbe dovuto essere supportata dalla specifica indicazione delle ragioni tecniche che facevano ritenere un incremento del rischio di diffusione del contagio nell’esercizio delle attività nelle fasce orarie in cui operava il divieto”.

Il titolare, difeso dall’avvocato Marco Mori, aveva ricevuto una multa da 400 euro: la sanzione era stata impugnata e nei giorni scorsi è arrivata la sentenza. Le ragioni tecniche non sono contenute né “nel Dcpm del 14 gennaio 2021 – scrive ancora il giudice – né nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico della seduta del 12 gennaio”. La sentenza del giudice di pace chiavarese, la prima nel territorio del Tigullio, potrebbe incoraggiare adesso i ricorsi dei ristoratori che sono stati sanzionati nei mesi difficili delle restrizioni e delle chiusure. I fatti risalgono al gennaio 2021. Il ristoratore tiene aperto il locale anche oltre l’orario previsto dal decreto del Governo. Per questo riceverà più multe, così come verrà multato per la questione del Green pass.

La sentenza depositata nei giorni scorsi, si riferisce ad uno dei verbali presi dal ristoratore. Il giudice Cristina Grassone scrive ancora nella sentenza: “nel caso che ci occupa, la limitazione dell’orario di svolgimento dell’attività di ristorazione determinava la compressione di un diritto costituzionalmente garantito, quale quello del libero esercizio dell’attività economica”. In conclusione, il giudice di pace, ha sottolineato “l’illegittimità del Dcpm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui individua la misura violata senza esplicitare i presupposti di fatto, nonché le ragioni tecnico scientifiche, poste a fondamento della misura restrittiva”.

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29 Aprile 2022 – Redazione – Fonte: Adnkronos

I decreti legge con cui l’Italia ha deciso di fornire armi all’Ucraina “sono illegittimi perché violano gli articoli 11 e 78 della nostra Costituzione, e pertanto saranno impugnati dal Codacons al Tar del Lazio”. Lo afferma l’associazione dei consumatori che, dopo il via libera al decreto firmato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, insieme a Luigi Di Maio (Esteri) e Daniele Franco (Economia) sta preparando un ricorso al Tar volto a bloccare i provvedimenti del Governo.

“La fornitura di armi offensive all’Ucraina implica in qualche modo la partecipazione dell’Italia al conflitto bellico in atto, in piena violazione dell’art 78 della Costituzione che prevede che lo stato di guerra debba essere deliberato con legge formale del Parlamento -spiega il Codacons- Violato anche l’art. 11 Cost. in base al quale l’Italia ripudia la guerra anche come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Armi all’Ucraina, lista secretata

Non solo. “La segretezza imposta sul tipo di armi da destinare all’Ucraina impedisce di distinguere tra ‘armi di offesa’ e ‘armi di difesa’, circostanza che porta alla violazione delle disposizioni che prevedono la delibera del Parlamento sulle operazioni di guerra da parte dello Stato Italiano”, sottolinea l’associazione.

Con tale ricorso “il Codacons intende sollevare dinanzi al Tar questione di legittimità costituzionale di tutti gli atti emanati dal governo e relativi alla fornitura di armi all’Ucraina -afferma il presidente Carlo Rienzi- Provvedimenti adottati dall’esecutivo in pieno contrasto con la volontà degli italiani, considerato che tutti i sondaggi e le ricerche fino ad oggi pubblicate hanno registrato la netta contrarietà dei cittadini all’invio di armi all’estero”.

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29 Aprile 2023 – Redazione

A cosa è legato il recente allarme di epatiti acute, di origini ancora ufficialmente sconosciuste, che stanno colpendo i bambini in tutto il mondo? Un interrogativo che continua ad agitare la comunità scientifica e al quale ha tentato di rispondere Matteo Bassetti, primario della clinica delle Malattie infettive del San Martino di Genova: secondo l’esperto, un ruolo in questa faccenda potrebbe averlo giocato il lockdown imposto in molti Paesi contro il Covid.

Intervistato dal Giorno, Bassetti ha infatti spiegato: “Il virus potrebbe avere colpito questi bimbi in una fase successiva, perché ha trovato un sistema immunitario non in grado di difenderli. Esiste anche l’ipotesi che siano pazienti predisposti. Continuare a vivere con le restrizioni pone dei vantaggi, ma anche molti svantaggi”.

“Se dopo 3 anni di mascherina e senza aver fatto il vaccino prendiamo l’influenza, è possibile che ci siano complicanze maggiori – ha aggiunto Bassetti – Il sistema immunitario è disabituato a riconoscere il virus. Nei bimbi le conseguenze sono peggiori, perché il sistema è vergine”. La situazione, comunque, non sarebbe preoccupante: “I numeri non sono allarmanti, le epatiti di origini sconosciuta anche gravi ci sono sempre state e ci saranno sempre. La diffusione è sempre stata mondiale, ma nella stragrande maggioranza dei casi le patologie si autolimitano. Non terrorizziamo la gente”.

E’ importante però, secondo l’infettivologo, far sì che i bambini tornino alla vita pre-Covid: “Se non vai a scuola, usi sempre la mascherina e fai il lockdown, hai il vantaggio di non prendere il Covid, ma non fai fare ginnastica al sistema immunitario. Su 350 milioni di abitanti, con 70 milioni d bambini, 40 casi non mi pare una situazione preoccupante. Con ciò non dico che non si debba fare un’indagine epidemiologica. Facciamo squadra, non terrorismo”.

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