La gelateria che non chiede il green pass: “Ci hanno multati, noi non discriminiamo” 

28 Gennaio 2022 – Redazione

La gelateria Baroncini in via Celso a Firenze si oppone al Green pass e diventa subito un caso. I soci titolari, Daniela Baroncini e Marco Ruocco, chiedono solo ai clienti il “rispetto delle norme vigenti per l’ingresso con la mascherina e il distanziamento e collaborazione”. Spiegano che la mancata richiesta di controllo del certificato verde è nel rispetto delle leggi sul rispetto della norma sulla privacy, e anche perché il locale non esercita attività di ristorazione. Marco Ruocco dice: “Noi non vogliamo discriminare nessuno. Sia chiaro, sono vaccinato con ciclo completo, ho scelto di farlo, qui lo siamo tutti. Non ho nulla contro i vaccini, non sono un No Vax e non voglio passare da tale. Ho sempre rispettato le normative. Ma siamo arrivati a un punto in cui le persone non sono libere di scegliere e sono discriminate”. 

La storica Gelateria Baroncini, nata nel 1946, ha conservato l’aspetto di una latteria d’altri tempi, con specchi, banchi e rifiniture in marmo verde chiaro. È un locale molto frequentato. Dentro c’è un’intera famiglia, mamma papà e quattro bambini, che è arrivata dall’Isolotto per supportare l’iniziativa della gelateria. Mentre il titolare parla con noi, la cliente gli fa i complimenti e aggiunge: ‘Sono un’insegnante di matematica e scienze. Dal 15 dicembre scorso, quando è entrato in vigore l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ho rinunciato a insegnare – racconta la cliente, che aggiunge di aver fatto, fino ad allora, la maestra in un istituto comprensivo all’Isolotto-. Sono laureata in biologia, io e la mia famiglia abbiamo avuto di recente il Covid, ci siamo curati in casa. Anche la nonna, che era vaccinata, si è ammalata con noi, ora sta bene. Farò un altro lavoro, dopo 17 anni di insegnamento, non ci sto a queste regole’”. 

Dal 20 gennaio nella gelateria c’è un viavai di clienti, “vecchi e nuovi, che appoggiano la scelta di Marco Ruocco, che già è incappato nella prima sanzione per non aver controllato il Green Pass delle persone presenti nel locale. ‘Ieri mattina, due giorni dopo l’affissione del cartello, che sta facendo il giro dei social, sono entrati due agenti della polizia municipale in borghese e mi hanno fatto una multa da 400 euro. La contesterò. Continueremo ad andare avanti per la nostra strada. E anche se dovessero chiuderci, grazie ai nostri legali alla fine riapriremo. Resto convinto della scelta fatta – dice-. Sto ricevendo parecchi attestati di stima e ieri sono venuti a comprare il gelato qui per solidarietà’”.

CARI RISTORATORI, BARISTI E IMPRESE. FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA. LA COLPA È SOLO E SOLTANTO VOSTRA PER CONTINUARE AD ACCETTARE COERCIZIONI INACCETTABILI

22 Gennaio 2022 – Redazione Co.Te.Li

Pubblichiamo il commento di Marcello Pamio, sintetico, sincero e diretto

Emergenza, clientela in calo, perdita di posti di lavoro, siete allo stremo?  Era tutto ampiamente previsto per cui non date ora la colpa al Covid! Se di colpe dobbiamo parlare allora mettetevi il cilicio sulla coscia e battetevi il petto ripetendo a voce alta con me: MEA CULPA, MEA GRANDISSIMA CULPA! Siete voi che avete accettato e appoggiato le normative (politiche e non sanitarie) dello stato totalitario. Siete voi che rifiutate chi non ha il marchio nazista. Per questo collaborazionismo volevate non pagare pegno? Mettetevi il cuore in pace perché il conto arriva per tutti e il vostro sarà molto salato.

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LA NOTIZIA

Ristoranti, bar e imprese food&wine (ancora) in allarme. La quarta ondata della pandemia con l’assedio della variante Omicron e tutti le sue  conseguenze sta dando l’ennesimo colpo a un settore che stava tentando di recuperare e che confidava di farlo ancor di più nelle feste di Natale. Così non è stato. I contagi hanno ripreso ad aumentare e, anche se con il vaccino il quadro non è di certo lo stesso dello scorso anno, la preoccupazione continua ad esserci fra i tavoli e i banconi dei locali di tutta Italia. Dalle colazioni ai pranzi, dalle trattorie agli stellati tutti lanciano il loro Sos rilanciato qualche giorno fa in piazza a Roma. E ribadito dalla Fipe-Confcommercio che va dritta al punto: “Se il governo non prorogherà la cassa Covid (scaduta lo scorso 31 dicembre, ndr) saranno a rischio altri 50 mila posti di lavoro per ristoranti e bar”. La richiesta della Federazione pubblici esercizi è quella di allungare il provvedimento di altre 13 settimane almeno “soprattutto per quelle attività che continuano a subire le conseguenze delle restrizioni e dell’incertezza della curva dei contagi”. I dati indicati a supporto di questa richiesta sono definiti “impietosi”: “Nel 2020 i consumi nella ristorazione sono calati del 37,4%, pari a 32 miliardi di euro rispetto al 20219. A questi si aggiunge il 28% dei consumi perduti nel 2021 rispetto all’anno pre pandemia: altri 24 miliardi, per un totale di 56 miliardi di euro in meno spesi da famiglie e turisti, italiani e stranieri, all’interno dei pubblici esercizi. Il risultato è che 45mila imprese sono scomparse in meno di due anni, 300mila lavoratori hanno perduto il proprio impiego, determinando una perdita di competenze essenziali e professionali difficilmente recuperabile, e altre centinaia di migliaia di realtà oberate dai debiti per far fronte alla crisi”. “Tutto  questo – puntualizza Roberto Calugi, direttore generale di Fipe – impone di considerare la ristorazione e i pubblici esercizi alla stregua di altri settori dell’offerta turistica italiana. Discoteche, locali presenti in particolare nei centri storici delle città d’arte, aziende di catering e banqueting, mense, ristorazione commerciale negli aeroporti e negli snodi turistici e centri deputati al gioco sono in profondo rosso.  Il mese di dicembre ha vanificato gli sforzi e l’ottimismo dell’estate e ci ritroviamo immersi in un’emergenza senza fine. Nessuno chiede aiuti a pioggia: se il problema sono le risorse si selezioni  l’accesso alla Cassa Integrazione, alle moratorie e agli altri incentivi sulla base della reale perdita di fatturato”.

CARI RISTORATORI, VOI E IL VOSTRO CARROZZONE AVETE POTENTEMENTE ROTTO! SAPETE COSA DOVRESTE FARE PER FAR TERMINARE TUTTO IN 48? DIRE NO, DISOBBEDIRE E MANDARE A QUEL PAESE IL MANIPOLO DI BASTARDI CRIMINALI CHE GOVERNANO……ANCHE SE, BIG BEN, STA PER DIRE STOP!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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Pensioni: taglio dell’assegno fino al 3% per il covid. Ecco su chi ricadranno le conseguenze

26 Dicembre 2021 – di Chiara Compagnucci (Business Online) – Redazione Co.Te.Li

In arrivo un doloroso taglio delle pensioni fino al 3%, risultato del crollo del Prodotto interno lordo. Ecco costa sta succedendo.

La crisi economica subita nelle scorse settimane e quella stimata per i prossimi mesi, saranno solo un assaggio delle conseguenze del coronavirus in Italia.

L’impatto del virus sarà più devastante di quel che potrebbe adesso sembrare e finirà per coinvolgere addirittura le pensioni.

In poche parole gli assegni previdenziali saranno più bassi, e non ci riferiamo a quelli che saranno erogati tra 10 o 20 anni perché, già nel 2022, il Covid-19 presenterà il suo conto.

Associato al nuovo sistema di calcolo delle pensioni, adesso basato esclusivamente sui contributi effettivamente versati (il cosiddetto metodo contributivo) e non più tenendo conto della media dell’importo degli stipendi negli ultimi anni (metodo retributivo), la riduzione del Pil ha effetti devastanti sulla rivalutazione del montante contributivo.

Per intenderci, si tratta di quella componente che incide nella determinazione della cifra finale dell’assegno previdenziale. Vediamo cosa sta succedendo.

Pensioni più basse del 3% per il covid

Per quale motivo l’importo delle pensioni è così strettamente legato all’andamento del Pil in Italia? Le ragioni sono particolarmente complesse e vanno ricondotte al metodi di calcolo degli assegni e all’introduzione del montante contributivo.

In sintesi, dal 1996 si applica il sistema di calcolo contributivo e non più il vantaggioso retributivo che porta con sé la rivalutazione del montante versato sulla base di un coefficiente calcolato ogni anno dall’Inps sull’andamento del Prodotto interno lordo nei 5 anni precedenti.

Se il Pil aumenta, cresce il montante accumulato, ma se cala ne risente in negativo e di conseguenza l’importo dell’assegno previdenziale diventa più basso. La novità è appunto il calo del coefficiente perché è appena la seconda volta dal 1996 che si verifica questa congiuntura.

Fino a questo momento è stato sempre positivo tranne una sola volta in cui però il governo dell’epoca era intervenuto per congelare l’applicazione della variazione e dunque la riduzione del montante.

Chi e quando subirà taglio dell’assegno

A subire le conseguenze della riduzione del Pil in questo periodo di coronavirus saranno coloro che andranno in pensione tra il 2022 e il 2023. La riduzione dell’importo potrebbe arrivare fino al 3% rispetto a quanto avrebbero percepito senza coronavirus.

Per capire quanto cambierà nella pratica l’assegno di pensione facciamo riferimento all’esempio proposto dal quotidiano il Messaggero.

Una persona nata nel 1956 che ha cominciato a lavorare nel 1980 e va in pensione nel 2023 a 67 anni, perde il 2,7% sulla parte contributiva della pensione e l’1,7% dell’importo complessivo della pensione lorda, calcolata con il sistema misto ovvero con il retributivo fino al 1996 e con il contributivo da quel momento in poi.

QUESTO È QUANTO ACCADRÀ SE NON COMINCEREMO A DIRE QUALCHE SANO E DECISO NO!!! E QUESTA SAREBBE UN’ECONOMIA IN SALUTE? CHISSÀ QUANDO CERTE TESTOLINE (ZUCCHE VUOTE) COMINCERANNO A RIFLETTERE! GESÙ BAMBINO AIUTACI TU!!!

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ECONOMIA A PICCO. Terrorismo da Omicron: 8 milioni di italiani hanno disdetto le prenotazioni per Natale e Capodanno.

20 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li

CARI ILLUSI E OTTUSISSIMI ALBERGATORI, RISTORATORI E AFFINI, VOI CHE AVETE APPLAUDITO L’INTRODUZIONE DEL GREEN PASS COME LA SOLUZIONE AL VIRUS! MAI PIÙ GRANDE E STUPIDO ERRORE FU FATTO. IL GOVERNO, CONSAPEVOLE DEI CONTRACCOLPI CHE AVREBBE AVUTO SULL’ITALICA ECONOMIA, LO HA IMPOSTO PER CONTRIBUIRE AL FALLIMENTO, COME DA ISTRUZIONI RICEVUTO DAL WORLD ECONOMIC FORUM (ORDINE MONDIALE). VI SIETE ACCORTI CHE CI STANNO PRENDENDO IN GIRO? CI STANNO CONSIDERANDO COSÌ TANTO CRETINI CHE, PURE LA VON DER LEYEN, PARTECIPANDO AD INCONTRO CON GLI STUDENTI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO, HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE CHE QUELLO ATTUALE, È IL PERIODO PIÙ FLORIDO PER LA NOSTRA ECONOMIA! MA CHE CI HA PRESI PER IDIOTI? DONNA RIPROREVOLE E MARCIA!

Marzia MC Chiocchi

LA NOTIZIA ⤵️⤵️⤵️

Sono almeno 24 milioni coloro che hanno scelto di non partire (48%). Ben 8 milioni hanno addirittura cancellato la prenotazione dopo la notizia della variante.

Poco più della metà degli italiani (52%) avrebbe deciso di andare in vacanza per le festività di fine anno, con il 24% che ha già prenotato. Indecisi a parte (15%), gli italiani pronti a fare le valigie sarebbero 18 milioni e 9 su 10 sceglieranno mete italiane. Lo dicono i dati di Demoskopika, che evidenziano come, sul versante opposto, siano 24 milioni gli italiani che hanno scelto di non partire (48%). Otto milioni hanno cancellato la prenotazione.

Le paure di chi non parte – Il 12,4% di chi ha deciso di non partire per le festività lo ha fatto per timori legati al Covid e alla variante Omicron: si tratta, infatti, di persone che vorrebbero viaggiare ma hanno ancora paura per via della situazione pandemica. Il 16% (ben 8 milioni) di chi ha deciso di rimanere a casa, ha cancellato la prenotazione proprio dopo le notizie legate alla variante Omicron.

E ADESSO IMPIEGATE QUALCHE MINUTO ANCHE PER LEGGERE QUESTO ⤵️

https://corrieredirieti.corr.it/video/video-news-by-vista/29845775/von-der-leyen-alla-cattolica-di-milano-saluta-gli-studenti-in-italiano-buongiorno-.html

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MILANO: AD AGOSTO PERSERO LA CASA IN UN INCENDIO, MA DEVONO PAGARE L’IMU

18 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li


Una beffa terribile, un’ingiustizia nell’ingiustizia che ha colpito 80 famiglie residenti a Milano, quelle che, il 29 agosto 2021, hanno perso la casa in un incendio le cui cause sono ancora tutte da chiarire, e sulle quali sta indagando la Procura. Ma, beffa tra le beffe, sono state costrette a pagare l’IMU su quegli stessi immobili andati al rogo!

E perché il pagamento di una tassa che compete solo alle seconde case? Il Comune di Milano, a questa domanda, ha risposto con senso cinico e criminale, dicendo che, essendo gli appartamenti classificati come prima casa ma non agibili per l’accaduto, e quindi non fruibili dai proprietari, l’unica agevolazione possibile da applicare, è stata lo sconto del 50% sul totale, della tassa di una seconda casa! Una richiesta da far rabbrividire…altro che agevolazione!


Con il risultato, grottesco e paradossale, che le famiglie che non pagavano l’Imu in passato in quanto vivevano nella casa in cui erano residenti, ora, dopo l’incendio, dovranno invece mettere mano al portafogli. Una vera e propria follia.


La delucidazione è arrivata dal Comune di Milano, che ha spiegato come “l’attuale normativa IMU” stabilisce per i fabbricati inagibili la riduzione della base imponibile del 50%, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussiste la condizione. Questo anche per gli immobili che costituivano abitazione principale del soggetto, prima dell’evento.

L’incendio, comportando l’inagibilità dell’immobile, ha fatto venir meno il requisito della dimora previsto dalla norma. Pertanto, per l’anno 2021, a partire dalla data dell’evento, in assenza di specifici interventi normativi statali, il tributo è dovuto nella misura ridotta del 50%”.


Il Comune ha precisato che la situazione dovrebbe sanarsi per il 2022. Nel 2021, invece, la situazione è questa, assurda. Rabbiosa la reazione dei condomini, guidati da Mirko Berti:⤵️


Abbiamo chiesto di poter utilizzare gli appartamenti destinate al social housing per un anno almeno, fino a che il grattacielo non verrà ripristinato, ma l’amministrazione comunale ci ha detto di no perché non abbiamo i requisiti di reddito. Poi abbiamo visto la dichiarazione della giunta sui sostegni economici che sarebbero stati stanziati per aiutarci a pagare momentaneamente l’affitto, ma al momento non abbiamo ancora ricevuto nulla. Per ora ringraziamo solo l’assicurazione privata che ci sta sostenendo, e le banche che ci hanno sospeso il mutuo”. Nel frattempo, però, è arrivata l’Imu da pagare.

Fonti: ➡️https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEdDdG3

➡️https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/ora-la-casa-e-inagibile-e-devono-pagare-limu-1.7157440/amp

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Un emendamento notturno del Governo apre le porte alla privatizzazione dell’acqua!

17 Dicembre 2021 – di Valeria Casolare (L’Indipendente.it) – Redazione Co.Te.Li

L’esecutivo Draghi ha presentato nella serata di mercoledì 15 dicembre un emendamento dell’ultimo minuto che impone una deadline per valutare se i criteri in base ai quali ad alcuni comuni è stata affidata la gestione autonoma del Servizio Idrico sono ancora validi. In caso contrario, questa tornerà nelle mani di un gestore unico il quale, nell’ottica del Pnrr e delle politiche di privatizzazione di Draghi, potrebbe con tutta porbabilità essere una Spa anche ad azionariato privato. Per opporsi al rischio di una deriva privatistica nella gestione dell’acqua, il parlamentare Giovanni Vianello, insieme al gruppo Alternativa, depositerà la prossima settimana una proposta di legge costituzionale che inserisca il diritto all’acqua potabile in Costituzione.


Sono molti i comuni che in Italia godono di una amministrazione propria del Sistema Idrico Integrato, gestito da un servizio giuridico di diritto pubblico. Acqua pubblica gestita da enti pubblici. Nonostante si fosse già tentato di sfilarne loro la gestione con il decreto “Sblocca Italia” di Renzi (legge 133/2014), venne prevista una clausola di salvaguardia a tutela dei comuni con meno di mille abitanti e il cui approvigionamento provenisse da “fonti qualitativamente pregiate”, “sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette” o che presentino “utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico” (art. 147, comma 2-bis del decreto legislativo 152/2006).

Con la riformulazione dell’emendamento 22.6 al dl Recovery, presentato mercoledì sera viene aggiunto un ulteriore comma a tale articolo, che prevede una data perentoria di scadenza, fissata per il 1° luglio 2022, per la rivalutazione di tali criteri: nel caso in cui i “requisiti per la salvaguardia” non venissero confermati, la gestione del Servizio Idrico confluirà “nella gestione unica” individuata dall’Ente di Governo dell’Ambito, che si occupa di affidare le gestioni. In linea con la corsa alle privatizzazioni del Governo Draghi, vi è il concreto rischio che questa passi nelle mani di aziende private.


«Una norma similare era già spuntata nel vecchio decreto Semplificazioni, qualche mese fa, ma i piccoli comuni vennero a protestare vicino al Parlamento, a Roma, facendo pressione affinchè fosse ritirata. «Ora che hanno imparato non l’hanno più messo nella bozza del decreto, ma l’hanno inserito all’ultimo minuto mercoledì sera, con un emendamento.
Si tratta di una questione preoccupante dal punto di vista democratico, perchè si è fatto in modo di azzerare il dibattito con gli enti locali.
È questo il nuovo modo di fare».

Non si tratta di certo di una novità nel modo di agire del Governo Draghi, che fa spesso ricorso a voti blindati e decreti emergenziali per impedire il dibattito circa le iniziative di governo. Inoltre, aggiunge Vianello, si è cercato di far passare tutto «sotto traccia»: «Per contrastare le resistenze interne al partito della maggioranza, dei deputati del PD e del M5S che non volevano questa norma, l’hanno inserita in un emendamento che riguarda i bacini idrici. Come a dire “Se volete la salvaguardia dei bacini idrici, dovete includere anche questo”». 


«L’approccio deve cambiare. Dobbiamo fare come hanno fatto altre democrazie, e riconoscere il diritto all’acqua potabile in Costituzione: per questo motivo stiamo elaborando una proposta di legge costituzionale, che dovrebbe essere depositata la settimana prossima, che inserisca il diritto all’acqua in Costituzione, esattamente negli stessi termini in cui è stato dichiarato dalle Nazioni Unite, garantendo anche il quantitativo minimo vitale» dichiara Vianello. «Ricordiamo che stiamo parlando di acqua, uno dei diritti umani fondamentali dell’uomo. Garantire in Costituzione tale diritto è l’unica maniera di agire per contrastare la privatizzazione. Con una norma ordinaria sarebbe più complicato».

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Assalto dell’Ue al vino italiano. Etichette e tasse, ecco la strategia per boicottarci

11 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li

Dopo l’assalto al made in Italy, l’Ue tenta un altro colpo basso nei confronti dell’Italia: L’ATTACCO AL NOSTRO VINO Come? Imponendo più tasse, etichette choc come per le sigarette e limitazioni alla sponsorizzazione degli alcolici durante gli eventi sportivi. Il blitz dei Socialisti, Democratici e Verdi è avvenuto inserendo nel report del comitato speciale Beca per la lotta al cancro, una serie di misure che, se venissero attuate in futuro, rischiano di penalizzare i produttori italiani di vino. Un vero e proprio assalto mirato e guidato da logiche facilmente comprensibili.

Come riporta Il Giornale, “giovedì il testo del dossier di oltre cento pagine, che traccia le linee guida sulla lotta ai tumori, è stato approvato dalla commissione parlamentare europea per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare (Envi) con 29 voti a favore, uno contrario e quattro astenuti. Il report passerà poi al vaglio della sessione plenaria del Parlamento europeo, a febbraio del 2022, e sarà proprio su questa relazione che la Commissione Ue si baserà per emanare le prossime direttive in materia”.

Gli emendamenti voluti dalla sinistra Ue preoccupano gli operatori del settore vinicolo. L’impostazione del documento, che chiede tolleranza zero sugli alcolici, compresi vino e birra, con tasse più alte, “health warning” sulle etichette e divieto di sponsorizzazione nelle manifestazioni sportive, impensierisce i produttori. “La relazione – scrive la Coldiretti in una nota – non si limita a proporre aumenti delle tasse ma spinge ad introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche come per i pacchetti di sigarette”.

È del tutto improprio – attacca il presidente Ettore Prandini – assimilare l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino”. La relazione del Parlamento Ue, è convinto, “colpisce ingiustamente il vino Made in Italy che ha conquistato la leadership in Europa per produzione ed esportazioni con un fatturato record di 12 miliardi nel 2021”.

Infine parliamo di un nuovo pericoloso scenario!!! La Coldiretti ha sottolineato come in un documento circolato al Consiglio dei ministri agricoli Ue è emersa la possibilità non solo di produrre vino dealcolato (ovvero con un minore contenuto di alcol) ma soprattutto si è affacciata anche l’ipotesi di aggiungere acqua al vino al fine di abbassarne la gradazione alcolica.

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NON SOLO COVID. LA FRODE DEL FLUORO PERPETRATA NEGLI ANNI AI DANNI DEL CONSUMATORE

8 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li

IL DIBATTITO SUI PRESUNTI “BENEFICI” DEL FLUORO, VA AVANTI DA MOLTI ANNI. TANTI PRODOTTI DI USO COMUNE, IN PARTICOLARE I DENTIFRICI, CONTENGONO, INFATTI, QUESTA SOSTANZA. MA TANTI ALTRI SONO I PRODOTTI A BASE DI FLUORO, IL CUI USO, PER QUESTO, DOVRÀ ESSERE BILANCIATO ( VEDI TABELLA IN FOTO). CERCANDO TRA GLI SCAFFALI DEI SUPERMERCATI O DEI NEGOZI DEDICATI ALL’IGIENE PERSONALE, È DIFFICILE INDIVIDUARE UNA PASTA DENTIFRICIA CHE NON LO CONTENGA! PER TROVARLA OCCORRE ENTRARE IN UN’ERBORISTERIA O ESERCIZIO COMMERCIALE CHE SMERCIA IL “BIO”! E A CHE PREZZI! COSÌ A POTERSI PERMETTERE UN BUON LIVELLO DI SALUTE SONO SEMPRE I SOLITI NOTI…BENESTANTI E FAVORITI DA TUTTO E TUTTI.


ANDIAMO NELLO SPECIFICO ⤵️

Il ruolo, dicono benefico, del fluoro, per il mantenimento di una buona salute orale, è noto da molti decenni e fortemente evidenziato dalla ricerca scientifica. Tuttavia, va sottolineato, che la carie dentale non è causata da carenza di fluoro e l’integrazione di fluoro non invertirà mai le lesioni cariose attive o grossolane.

Poiché il livello di sicurezza del fluoro è basso, i prodotti che ne contengono un livello elevato devono essere conservati e utilizzati secondo la raccomandazione, oltre che essere monitorati da un dentista qualificato, specialmente nei bambini e nelle donne in gravidanza.


Nei bambini il riflesso della deglutizione non è molto sviluppato e i prodotti dentali contenenti fluoro sono aromatizzati, aumentandone così la possibilità di consumarne una dose eccessiva. Nelle aree con alti livelli di fluoro nell’acqua potabile, dovrebbero essere prescritti e monitorati prodotti dentali alternativi con bassi livelli di questa sostanza.

A SEGUIRE POSTIAMO DUE LINK CHE VI SPIEGHERANNO LE MOLTE LEGGENDE METROPOLITANE SUL RUOLO DATO AL FLUORO IN TUTTI QUESTI ANNI.

Fonti: CLICCA SUL LINK ⤵️⤵️⤵️

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5651468/?fbclid=IwAR2nsXKEkWZHkj6ycBrMoreNfrXYvEHKXNwCHTMsc1MCaeAMzUWycTQ3dAk

LEGGETE ANCHE ⤵️⤵️⤵️


CLICCA SUL LINK ⤵️⤵️⤵️
https://www.altroconsumo.it/salute/farmaci/news/fluoro-nei-dentifrici-nulla-di-preoccupante

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16 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE DI CGIL E UIL CONTRO LA MANOVRA DRAGHI. “INSODDISFACENTE ANCHE NELLA SCUOLA” -IL GOVERNO “SCELTA INCOMPRENSIBILE”

7 Dicembre 2021 – di Marzia MC Chiocchi-Redazione Co.Te.Li

DRAGHI COLPISCE ANCORA! E QUESTA VOLTA A CADERE TRA LE SUE SPIRE SONO STATI I SINDACATI CHE FINO A IERI ELOGIAVANO, OSANNAVANO FINO ALLA NAUSEA IL “GENERALISSIMO” PREMIER GLOBALISTA ED IL SUO CODAZZO DI YESMEN. RICORDO IL 9 OTTOBRE SCORSO, IL MALDESTRO TENTATIVO DELLA MINISTRA LAMORGESE, DI ATTRIBUIRE L’IRRUZIONE ALL’INTERNO DELLA CGIL DI CORSO D’ITALIA A ROMA, AL POPOLO CHE MANIFESTAVA PACIFICAMENTE IN PIAZZA DEL POPOLO. LA SERA STESSA SI SCOPRI CHE LE COSE ERANO ANDATE DIVERSAMENTE, E CHE L’ASSALTO FU ORGANIZZATO DA FORZA NUOVA! IL GIORNO DOPO IL SEGRETARIO CGIL MAURIZIO LANDINI E QUALCHE NOSTALGICO DELLA BANDIERA ROSSA, AFFIANCÒ MR. DRAGHI, PENSANDO CHE, INGRAZIARSELO, AVREBBE FAVORITO E SANCITO IL RUOLO SOCIALE DEL SINDACATO, SULL’ORLO DEL TRAMONTO!

ILLUSI! DRAGHI NON CONOSCE NE’ AMICI NE’ MORALE. LUI, ALLE DIRETTIVE DI PADRONI POTENTI, NON GUARDA IN FACCIA A NESSUNO, E SE DEVE, TI GAMBIZZA, ASFALTA E POLVERIZZA, ANCHE SE IL GIORNO PRIMA TI HA DATO L’IMPRESSIONE DI AVERTI GIURATO FEDELTÀ.

Maurizio Landini CGIL


MA BEN VI STA, ESIMI SINDACATI!!! ORA URLATE, SBANDIERATE, SBRACCIATEVI E SCRIVETE SLOGAN SU CARTELLI, LENZUOLA, E QUANTO DI PIÙ VISIBILE POTRETE TROVARE! ADESSO CHE IL PREMIER VI HA PESTATO I PIEDI VI ARRABBIATE?! OHHH…ADESSO CHE ANCHE VOI SIETE FIGLI DI UN DIO MINORE FATE ESPLODERE TUTTO IL VOSTRO DISSENSO?!

E IL POPOLO CALPESTATO QUOTIDIANAMENTE NEI SUOI DIRITTI? QUELLO LO AVETE AGGREDITO IN APPOGGIO ALLA NASCITA DI UN PERICOLOSISSIMO REGIME! LO AVETE MASSACRATO NEL SUO DIRITTO A MANIFESTARE! ADESSO STATE TRA L’INCUDINE E IL MARTELLO, COME IL VOSTRO VESSILLO INSEGNA! NOI STAREMO A GUARDARE, ANCHE SE SIAMO SICURI CHE VI VENDERETE UN’ ALTRA VOLTA. CHISSÀ SE IL VOSTRO POPOLO CAPIRÀ!

Pierpaolo Bombardieri UIL

ECCO LE RAGIONI DELLO SCIOPERO⤵️⤵️⤵️

Sarà dunque un fine anno all’insegna dello sciopero: subito dopo quello previsto per il 10 dicembre organizzato dai sindacati della scuola, arriva l’annuncio delle confederazioni Cgil e Uil che annunciano uno fermo generale di 8 ore per il prossimo16 dicembre, con manifestazione nazionale a Roma e il contemporaneo svolgimento di analoghe e interconnesse iniziative interregionali in altre 4 città contro la manovra economica del governo. 

Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno del Premier Draghi e del suo esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente”, dicono all’unisono le due confederazione affidando le critiche ad un lunghissimo elenco di punti dolenti: fisco, pensioni, scuola, politiche industriali e contrasto alle delocalizzazioni, contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, non
autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile
, dicono.

Mario Draghi

Saranno i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri, ad intervenire dalla manifestazione di Piazza del Popolo.

La Cisl, invece, considera sbagliato ricorrere allo sciopero generale e radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese, ancora impegnato ad affrontare una pandemia.

Replica il Governo dicendo “La Manovra è fortemente espansiva e il governo ha sostenuto lavoratori, pensionati e famiglie con fatti, provvedimenti e significative risorse. Non è vero- osserva- che chi ha meno ha avuto meno. Si è scelto di varare una manovra fortemente espansiva per accompagnare il Paese fuori dalla drammatica emergenza Covid, fronteggiando disagio e potenziale impoverimento. Sciopero incomprensibile”.

VEDREMO COME ANDRÀ A FINIRE!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Manovra economica non soddisfacente malgrado gli sforzi del governo (n.d.r😂😂😂)-CGIL E UIL proclamano sciopero di 8 ore il 16 dicembre

6 dicembre 2021 – di Redazione Co.Te.L.I.

Ultim’ora: (Fonte: ANSA)

Cgil e Uil considerano “insoddisfacente” la manovra economica del governo Draghi e hanno deciso di proclamare per giovedì 16 dicembre uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma.

“Venerdì scorso, la Cgil, e questa sera, la Uil – si legge in una nota – hanno riunito i propri singoli organismi statutari per una valutazione sulla manovra economica varata dal Governo.

Pur apprezzando lo sforzo (n.d.r.😂) e l’impegno (n.d.r😂😂😂) del Premier Draghi e del suo Esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente (n.d.r. ma va???) da entrambe le Organizzazioni sindacali, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile”.

La replica di Palazzo Chigi: ‘Facciamo tanto per famiglie, lavoratori e pensionati’ (n.d.r. 😂😂😂)

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]