LA SCUOLA DI OGGI

di Tomaso Bozzalla

Ci siamo ritrovati divisi in due fazioni che faticano ad ascoltarsi. C’è una resistenza al confronto. La motivazione “per il bene della salute di tutti” ha facilmente convinto l’opinione pubblica, tuttavia il concetto di bene comune è complesso e il dialogo non decolla. Siamo quindi bloccati all’accusa reciproca di egoismo e la discussione si protrae su frasi fatte. Se qualcuno prova a dare spazio a riflessioni oltre gli slogan, è probabile venga attaccato. In un contesto simile, la scuola può rimanere in silenzio senza prendere una posizione? Il Ministro dell’istruzione Bianchi dichiara di volere una scuola “più consapevole di se stessa”: che si invitino allora professori e studenti a riflettere in modo critico sulla condizione in cui ci ritroviamo oggi.

Facendo riferimento ai grandi Maestri, dalla disobbedienza civile di Don Milani, secondo il quale ognuno doveva crescere consapevole del proprio essere cittadino, all’idea di libertà collettiva raggiungibile attraverso la libertà di ciascuno di Lamberto Borghi, dall’antroposofia di Rudolf Steiner all’assoluto pedagogico di Raffaele Laporta, dove si colloca la scuola in tutto questo?

Il Ministro Bianchi esorta chi non è ancora in possesso del green pass a vaccinarsi e lo fa chiedendo agli insegnanti reticenti di “agire per il bene della comunità”. Si passa dunque il messaggio che nelle scuole chi non è vaccinato è contro la comunità. Come professore sento la necessità di un pensiero che abbracci quanto sta avvenendo in maniera più organica e completa, proprio come si farebbe per qualsiasi argomento trattato con competenza all’interno di una classe. La conoscenza, il dibattito critico, la ricerca, l’ascolto sono alla base del processo formativo. Attraversiamo un periodo storico che verrà studiato sui libri scolastici: la scuola dovrebbe affrontarlo.

Il Ministro dichiara che “stiamo lavorando ad una scuola nuova, più inclusiva e affettuosa”, ma questo tipo di scuola nuova che insegna ad allontanare chi non si omologa non può essere inclusiva, tantomeno affettuosa. Il Ministro, inoltre, ci chiede di fidarci della scienza, ma stando alle statistiche, se dovessimo essere coerenti, la cosa più sicura sarebbe che anche quelli vaccinati si facessero il tampone prima di entrare in aula. Promuovere slogan contro la dad per sollecitare una vaccinazione di tutto il corpo scolastico o incitare a vaccinare i propri figli così da poter creare classi “sicure”, è a mio avviso una comunicazione diseducativa. 

Il Ministro fa leva sul termine solidarietà, perchè “torni ad essere il punto fondamentale della nostra sicurezza”, elogia pertanto gli insegnanti vaccinati che garantiscono la non diffusione del virus nelle scuole e proteggono ragazzi e professori non vaccinati o immunodepressi. Così espresso il concetto di solidarietà è tuttavia polarizzato in una sola direzione. Sarebbe giusto, a mio parere, adottare uno spirito solidale nei confronti di tutta la comunità, senza discriminazioni, e garantire la possibilità di insegnare senza dover pagare i tamponi. 

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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Niente scatti di anzianità per il dipendente pubblico che non ha il green pass. Ecco cosa prevedono le linee guida del ministro Brunetta

LASCIAMOLI SFOGARE! IL LORO DELIRIO MASSONICO, COSTRUITO SU UNA CARICA DI CATTIVERIA FUORI LUOGO VERSO L’ESSERE UMANO LI STA CONDUCENDO SU UN BINARIO UNICO CHE NON LI PORTERA’ MOLTO LONTANO, SE NON AD UNO SCONTRO FRONTALE CONTRO IL POPOLO RISVEGLIATO, E IN PARTE MAI ADDORMENTATO, CHE HA CAPITO DOVE QUESTI “ ILLUSTRI” MASNADIERI INTENDEREBBERO COLLOCARE IL L’UMANITÀ SUBALTERNA (SECONDO LORO). MA QUANTO E’ GRANDE LA TORTA DA SPARTIRE TRA TUTTI I VENDUTI DEL NOSTRO PAESE? MA I NOSTRI POLITICANTI DA 4 SOLDI, CREDONO DAVVERO CHE RIMARRANNO IN ETERNO SU QUELLO SCRANNO PARLAMENTARE CON TUTTI I BENEFIT CHE LA POSIZIONE ELARGISCE? MA COME RECITA UN ADAGIO POPOLARE:

Il più grande nemico della Conoscenza non e’ l’ignoranza, ma l’illusione della Conoscenza”

Marzia MC Chiocchi

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FONTE: orizzontescuola.it

L’ultima bozza delle linee guida firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza e da quello della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che attuano il decreto approvato il 16 settembre (127/2021), prevedono alcune novità per i dipendenti pubblici.

Nel testo si ribadisce che i lavoratori che non possono accedere al lavoro perché sprovvisti di green pass (non sono cioè in grado di esibirlo in formato cartaceo o digitale) sono considerati assenti ingiustificati: per ciascun giorno di mancato servizio non avranno diritto non solo alla retribuzione ma neanche al contributo previdenziale, oltre a perdere l’anzianità di servizio.

Così come segnala il Sole 24 Ore, le linee guida precisano che “in relazione alle giornate di assenza ingiustificata, al lavoratore non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, intendendosi qualsiasi componente della retribuzione (anche di natura previdenziale) avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario comunque denominato, previsto per la giornata di lavoro non prestata”.

Inoltre “i giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio”.

Niente lavoro agile per il personale scolastico senza Green pass, Ministero: dal 15 ottobre in presenza tutta la PA

Il personale privo di certificazione verde COVID-19 ha diritto di richiedere di svolgere la propria attività lavorativa in smart working? No, non esiste questo diritto: a precisarlo il ministero con una FAQ. Il diritto allo smart working è previsto, ad ora, fino al 31 ottobre 2021 per i lavoratori fragili ai sensi dell’art. 26 co. 2 bis del decreto-legge n. 18/2020.

Il restante personale che non ha la certificazione verde non ha diritto di svolgere la propria prestazione in modalità agile per ovviare alla mancanza della certificazione – chiarisce ancora il ministero. L’organizzazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile, infatti, spetta esclusivamente al dirigente scolastico ai sensi dell’art. 263 del decreto-legge n. 34/2020.

Peraltro, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2021 prevede che, a decorrere dal 15 ottobre 2021, la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni sarà di regola quella in presenza.

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