Stato d’emergenza: ecco come si preparano a prorogarlo oltre il limite stabilito per legge

Un’espressione che ci accompagna ormai dall’inizio della pandemia: “Stato d’emergenza”. Ovvero, la possibilità da parte del governo, vista la straordinarietà della situazione che si è venuta a creare con la diffusione del Covid-19, di scavalcare il Parlamento e legiferare in fretta, adottando in tutta fretta i provvedimenti ritenuti necessari per far fronte alla crisi. Una situazione che continua a prolungarsi nel tempo, facendo sorgere negli italiani una domanda, tutt’altro che banale: per quanto ancora si potrà andare avanti così?

A provare a rispondere a questo interrogativo è stata l’Adnkronos, che ha spiegato di aver trovato “una sola legge a cui fare riferimento: un decreto legislativo del 2008, il numero 1, approvato prima che arrivasse la Befana. Formalmente, si tratta del Codice della Protezione civile. Ed è l’unico che parla di come ci si deve comportare con lo stato di emergenza”. Per quanto riguarda la durata, all’articolo 24 si legge che “non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”.

In totale, quindi, lo stato di emergenza non può, per legge, superare i 24 mesi di durata. Dal 31 gennaio 2022, dunque, in teoria non potrà più essere prorogato. In teoria, appunto. Perché di certezze, con i chiari di luna a cui ci hanno abituato gli ultimi governi, ce ne sono poche. Alla scadenza del termine, specifica il decreto, “le amministrazioni e gli enti ordinariamente competenti, subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi, nei procedimenti giurisdizionali pendenti”. Regioni e Comuni, dunque, dovrebbero riprendere i poteri al momento delegati al governo. O forse no.

Sì perché se è vero che lo stato di emergenza attuale può essere prorogato soltanto fino al 31 gennaio 2022, è possibile, come sottolineato già da alcuni giuristi, che il governo decida di proclamare uno nuovo di zecca, per far fronte a una crisi inedita. Basterebbe, in fondo, dire che ora siamo di fronte a una nuova minaccia, quella costituita dalla varianti del Covid-19, per dare vita a un secondo stato di emergenza. Con l’incognita di un possibile intervento della Corte Costituzionale. Che non è detto, però, arrivi.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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