VACCINI ANTI-COVID. M.BOLOGNETTI: “LA STRAGE SILENZIATA…”

SEGNALAZIONI EVENTI AVVERSI COLLEGATIALL’INOCULAZIONE DEI NON VACCINI ANTI-COVID.

(a cura di Maurizio Bolognetti)

DATI UFFICIALI USA, VAERS, AGGIORNATI AL 15 OTTOBRE 2021

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DATI UFFICISLI EUROPEI, EMA, AGGIORNATI AL 19 OTTOBRE 2021.

VACCINO PFIZER


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ED E’ SOLO LA PUNTA DI UN ICERBERG

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LA PROTESTA ITALIANA DALLA CRONACA ALLA STORIA

25/10/2021

25/10/2021

Si potrebbe dire che è stata una rivoluzione. Il fatto che il ministro Patuanelli, ingegnere civile, ma prestato all’agricoltura nell’ambito di un governo ferino e surreale insieme, abbia incontrato a Trieste il Coordinamento 15 ottobre, ci dice che è ormai impossibile per l’esecutivo e i suoi megafoni mediatici fare finta che chi si oppone al green pass sia una infima minoranza di pazzi negazionisti e di no vax per giunta fascisti.

Il governo è stato costretto a prendere atto che la protesta coinvolge un grande numero di italiani, assai più ampio di quello che si poteva pensare e non più limitato al bacino dei non vaccinati, si tratta dunque di un area che costituisce un interlocutore obbligato. Del resto nell’ultimo mese si è assistito a una crescita esponenziale dei partecipanti alle manifestazioni di protesta contro il green pass, mentre si è verificato una caduta abissale della partecipazioni alle elezioni e per giunta proprio a Trieste si è cominciata a saldare la protesta con le lotte dei lavoratori per il posto di lavoro e per il loro diritti, insomma con le questioni sociali che ormai incombono. In un primo momento si è tentato e si tenta ancora lo sputtanamento della lotta con la gestione intensiva dei fascisti di pronto intervento agli ordini dei servizi nel tentativo di mobilitare contro gli anti green pass i ceti clientelari e parassitari che afferiscono ai partiti di potere, ma ci si è accorti che alla fine quest’area e probabilmente più piccola di quella della protesta e si sta riducendo, man mano che la gente comprende come si voglia far durare la pandemia all’infinito.

Il governo non molla

Certo il governo non molla e del resto Draghi esiste solo per non mollare e gettare il Paese in pasto ai pescecani di varia natura che nuotano attorno all’ambita preda, ma ha fallito, come del resto è accaduto altrove, ma forse più che altrove, nel consolidare l’appoggio alle politiche di eccezione con il pretesto pandemico. A questo punto forse diventa più conveniente fingere un dialogo piuttosto che esercitare sempre e comunque la demonizzazione anche perché a Trieste, ma si potrebbe dire dovunque lungo lo stivale la contestazione del governo sta diventando contestazione di sistema il che cambia completamente la dinamica politico.

Da molti anni il malcontento e le aspirazioni in qualche modo inespresse politicamente da gran parte dell’elettorato sono state assorbite prima dalla falsa lotta tra berlusconismo e prodismo, poi dopo la parentesi montiana si è espressa prima con i Cinque Stelle e poi in parte anche con la  Lega e con la Meloni, ma dopo  le elezioni comunali si è scoperto che queste forze hanno perso la presa su gran parte degli elettori che ne hanno ormai sgamato il doppio gioco e fatto giustizia degli illusionismi da falsa opposizione.

E dall’altra parte sono ormai pochi gli illusi giocatori delle tre carte che chiedono un’inesistente destra ” civile”, un disco rotto fin dai tempi del berlusconismo, ma che ancora gira come un patetico e poso disco rotto. Ma a questo vuoto di opposizione di comodo Draghi cercherà di porre rimedio cercando di ridare fiato ai due cavalli stremati leghisti e fratellisti escludendoli dalla gang band della maggioranza per farli meglio individuare come contrapposti al governo. Questo però è difficile da fare se non si patteggia in qualche modo con la protesta reale la quale rappresenta un’Italia che non ha più nulla a che vedere con quella rappresentata in Parlamento e che sta creando nuove visioni politiche e una nuova dinamica di scontro.

E’ possibile che si stiano creando logiche del tutto inedite rispetto a quelle tradizionali che oppongono alla galassia di potere delle corporazioni e delle lobby a cui la gran parte della politica costituta è subalterna, coloro che rifiutano le imposizioni anticostituzionali, del resto ormai del tutto ingiustificate come attesta anche l’Istituto superiore di sanità , ma che nel fare questo portano avanti le istanze di una nuova equità sociale. Ed ecco che la cupola capital globalista nel tentativo di cancellare la democrazia, sta favorendo una rinascita della politica liberandola dalla pelle morta di partiti e posizioni che non rappresentano più nulla. Non si tratta solo di dissenso rispetto ai metodi ingannevoli con cui si tenta di piegare le persone con paure create ad arte, il dissenso è verso un sistema dove tutto questo può accadere e non a caso i fatti di trieste e ciò che accade in Italia cominciano a fare notizia dovunque. In qualunque modo si evolverà la situazione questo germe non potrà più essere cancellato.

Fonte: Immagini di Catania CreAttiva, Testo di Semplicissimus2

https://ilsimplicissimus2.com/2021/10/25/la-protesta-dalla-cronaca-alla-storia/amp/

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ANCORA IMBARAZZO IN RAI: A “CHE TEMPO CHE FA IL CANTAUTORE ED SHEERAN DICHIARA “SONO VACCINATO E HO IL COVID”.

LA VERITÀ FA MALE! MA LA RAI DOVRÀ FARSENE UNA RAGIONE DINANZI ALLE DICHIARAZIONI DI ALCUNI OSPITI CHE, IN DIRETTA TELEVISIVA, CONFERMANO CIÒ CHE I MEDICI DI COSCIENZA HANNO SEMPRE DETTO, RIGUARDO AL SIERO SPERIMENTALE…”DOPO LA VACCINAZIONE CI SI PUÒ AMMALARE E ESSERE CONTAGIOSI”. TUTTO STA VENENDO SEMPRE PIÙ VELOCEMENTE A GALLA!!! FREEDOM💫

Sono positivo al Covid-19, in verità non sto benissimo. L’ho scoperto stamattina, devo stare molto, molto attento e devo stare in quarantena con mia figlia”. Ha esordito così Ed Sheeran aprendo il collegamento in diretta con Fabio Fazio nella puntata di Che Tempo Che Fa di ieri domenica 24 ottobre. La notizia della sua positività è arrivata proprio in un momento in cui il Regno Unito sta affrontando un aumento di casi che potrebbero portare a nuove strette nel Paese.

Il cantantautore britannico ha quindi spiegato che “sono anche vaccinato, sono imbarazzato e sto malissimo. Per questo, anche se non dovrei vergognarmi perché succede a migliaia di persone ogni giorno, voglio dire che è una cosa a cui dobbiamo stare davvero attenti. Mia moglie non c’era e non è positiva, lei starà altrove, non vogliamo che stia male anche lei, le ho detto di farsi dei bei bagni, tornerà tra 10 giorni. Siamo positivi io e la bambina, staremo 10 giorni insieme da soli, è una cosa meravigliosa, non l’ho mai vista così a lungo, stavo due giorni e poi andavo via. Mia figlia e io stiamo bene insieme, il frigorifero è pieno e non facciamo altro che mangiare“, ha quindi scherzato Ed Sheeran.

Ed Sheeran si è scusato con il pubblico di Rai 3

“Mi dispiace non essere lì con voi, c’era già la macchina pronta (il cantante avrebbe dovuto essere presente nello studio di Che Tempo Che Fa, ndr), ho fatto il test, il tampone e me ne sono accorto stamane. Spero di tornare a Natale e ogni giorno faccio una lezione di italiano. Adoro l’Italia e ho una casa qui, siamo entusiasti dell’Italia, è un luogo meraviglioso e con la famiglia cerchiamo di venirci il più possibile”, ha concluso.

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INTERCETTATA SCOTTANTE VIDEOCONFERENZA IN CINA. LEGGETE E ASCOLTATE CON ATTENZIONE

24 ottobre 2021 (di Davide Donateo, Fonte: Database Italia)

Un’orribile videoconferenza (video sotto) dall’interno della Cina è stata intercettata da fonti di intelligence e in essa, i capi del Partito Comunista Cinese (PCC) discutono del futuro degli Stati Uniti dopo la distribuzione del vaccino: “Tutti coloro che hanno preso il vaccino sono morti che camminano” dicono.

Il segmento trapelato della videoconferenza intercettata inizia con il capo del PCC che ha organizzato la videoconferenza che dice agli altri partecipanti “Ciò che il PCC vuole di più è che le truppe statunitensi vengano vaccinate”.

L’oratore prosegue dicendo: “Una volta vaccinati, l’esercito americano crollerà e il PCC trionferà”.

La conversazione continua con l’oratore principale che dice: “Dopo che le truppe statunitensi saranno vaccinate, vi dico, la vaccinazione contro il virus del PCC sarà sostanzialmente vicina alla fine”.

Continua “Quando la società d’élite degli Stati Uniti, a causa della paura della morte, della mancanza di fede, e perché questi politici canaglia, di basso livello, opportunisti, intendevano eludere le responsabilità; specialmente quando Wall Street, le celebrità di Hollywood, la Casa Bianca e le truppe saranno vaccinate, posso assicurarvi che non ci saranno problemi a sconfiggerli”.

Continua ” La vaccinazione sta per finire. Coloro che stanno spingendo la vaccinazione dietro le quinte, probabilmente avranno raggiunto i loro obiettivi”.

Poi scandalosamente nello stesso video, sotto, parlano di . . . UN ANTIDOTO?!?!?!?

“La vaccinazione non verrà più spinta e l’ANTIDOTO sarà sicuramente offerto”.

A questo punto, uno dei partecipanti alla videoconferenza, scioccato, interrompe e chiede “Spunterà l’antidoto?” e un altro entra chiedendo “A cosa serve l’antidoto?”

Il principale relatore in videoconferenza risponde “Non è per curare i danni portati dai vaccini, è per impedirti di trasmettere il virus, invece che un rimedio per i vaccini”.

Poi non elemosina schiettezza : “Chi è stato vaccinato è condannato a morte. L’antidoto per i vaccini è ancora nelle mani del PCC. Dal momento che il PCC vuole che tu muoia, come potrebbero offrire l’antidoto a te, il Lao Baixing della Cina?”

Il segmento trapelato termina bruscamente lì.

L’intercettazione video trapelata è stata resa pubblica da Jarome Bell.

Il repubblicano Jarome Bell, è in corsa nel secondo distretto congressuale della Virginia. Venerdì ha twittato: “Controlla tutti i 50 stati. Arrestate tutte le persone coinvolte. Condannare tutte le persone coinvolte. Esecuzione per i coinvolti. #MaricopaCountyFraud.”

Bell, che ha prestato servizio nella Marina come sottufficiale capo per 27 anni, si candida come candidato conservatore “America First” nel distretto swing suburbano che comprende l’area di Virginia Beach, secondo il sito web della sua campagna. La democratica Elaine Luria rappresentava attualmente il distretto.

Bell ha caricato il video su Twitter. Letteralmente pochi minuti dopo aver rivelato la videoconferenza intercettata dall’interno della Cina, l’account Twitter di Bell è stato sospeso in modo permanente.

Un contatto dell’intelligence all’interno di Twitter è stato in grado di accedere all’account dall’interno di Twitter e di acquisire la schermata del tweet e del video, inviandocelo di nascosto.

https://cataniacreattiva.it/wp-content/uploads/2021/10/IMG_2958.mov

FONTE: 👇👇👇👇👇

https://www.databaseitalia.it/i-capi-del-partito-comunista-cinese-discutono-dellimpatto-del-vaccino-sulle-forze-militari-usa-tutti-quelli-che-hanno-fatto-il-vaccino-sono-morti-video/

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MILANO: GLI SQUADRISTI NAZIFASCISTI DELLA DIGOS TRASCINANO UN MANIFESTANTE PER IL COLLO FINO A FARGLI PERDERE I SENSI

Cronaca – Milano, 23 ottobre 2021 – (di Monica Tomasello)

Durante la manifestazione No Green Pass tenutasi sabato appena trascorso a Milano, in contemporanea alle altre piazze d’Italia, è accaduto qualcosa che quasi si stenterebbe a credere, se non fosse per il fatto che la scena è stata immortalata in un video e poi diffusa facendo così il giro del web.

Un manifestante viene braccato da diversi uomini, presumibilmente agenti della DIGOS in borghese ed in missione anti-sommossa,  preso per il collo e da lì trascinato finché la pressione esercitata sulla vena carotidea non gli fa perdere i sensi. A quel punto il malcapitato era ormai stato reso “inoffensivo”…, ma incuranti dell’accaduto gli agenti continuano a trascinarlo via in malo modo. 

Questi sono fatti raccapriccianti e di estrema violenza, esercitati su esseri umani disarmati, che non dovrebbero mai accadere.

Ci rendiamo conto di dove siamo arrivati?
Ma soprattutto… dove arriveremo di questo passo?

ECCO IL VIDEO (fonte: Local Team)👇

https://cataniacreattiva.it/wp-content/uploads/2021/10/IMG_2952.mov

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CAOS A “BALLANDO CON LE STELLE”. LA VELENOSA SELVAGGIA LUCARELLI CONTRO MIETTA POSITIVA AL COVID, CHIEDE IN DIRETTA SE E’ VACCINATA.

Le polemiche su Covid e vaccini investono anche Ballando con le stelle. “Colpa” di Mietta, cantante e concorrente del talent vip di Rai1 costretta a collegarsi da casa per la seconda puntata perché risultata positiva al Covid. Il suo partner e insegnante di danza, Maykel Fonts, almeno per ora è invece positivo dopo tre tamponi, due rapidi e uno molecolare. Vista la situazione, Mietta e Fonts non sono ancora stati eliminati ma semplicemente “congelati”, in attesa del decorso sanitario. Il problema nasce però dalla domanda un po’ indiscreta di Selvaggia Lucarelli: “Mi auguro che tutti i concorrenti e i ballerini siano vaccinati”, ha sottolineato rivolgendosi a Mietta. Il silenzio imbarazzato della cantante, che ha preferito non rispondere, ha scatenato l’opinionista e giurata: “Questo mi preoccupa”. Secca la replica di Mietta: “Ma perché dobbiamo parlare di questo?”. Una risposta stizzita che dà il là alla intemerata di Selvaggia contro i no vax: “Mi auguro che tutti i concorrenti e i ballerini siano vaccinati. Questo è un programma diverso dagli altri, in cui ci si tocca, si suda, si sta tutti insieme. L’anno scorso non c’era il vaccino ma quest’anno sì. Chi non è vaccinato può mettere a rischio la salute di tutti noi. Mi auguro che questo programma si faccia con grande senso di responsabilità”.

A SEGUIRE IL VIDEO👇👇👇👇👇CLICCATE PER VEDERE E ASCOLTARE LE PAROLE DI UNA VIPERA RAGGELANTE 👇👇👇👇👇

https://fb.watch/8Q-4zod_5p/

IMMEDIATA LA RISPOSTA DEL CODACONS CONTRO “BALLANDO CON LE STELLE”. IERI INACCETTABILE INQUISIZIONE IN DIRETTA TV SUlLLA VACCINAZIONE DI MIETTA E IL SUO BALLERINO. QUESTO IL COMUNICATO INVIATO ALLA RAI

“Una gravissima violazione del diritto alla privacy avvenuta ieri nel corso della puntata di “Ballando con le stelle” che ha scatenato una caccia alle streghe su web e social network a danno di una concorrente del programma (Mietta), e che porta oggi il Codacons a chiedere interventi urgenti ai vertici Rai.
Dobbiamo stigmatizzare il comportamento aggressivo di chi, SELVAGGIA LUCARELLI in diretta tv, ha lanciato una “inquisizione” per sapere se concorrenti e ballerini della trasmissione si fossero sottoposti al vaccino – spiega il Codacons – La normativa vigente in Italia tutela il diritto alla privacy, con particolare riferimento alla riservatezza dei dati sanitari dei cittadini, e chiedere in diretta televisiva, davanti a milioni di spettatori, dettagli circa aspetti riservati legati alla salute e alle scelte private di una concorrente, appare un gesto molto grave e sanzionabile nelle sedi opportune.
Senza contare – ricorda il Codacons – che in Italia nessuna legge impone la vaccinazione anti-Covid obbligatoria, e nessun cittadino può essere discriminato sulla base delle scelte in tema di vaccini.
Le affermazioni di Selvaggia Lucarelli nel corso della puntata di ieri di “Ballando con le stelle” hanno avviato una pericolosissima caccia alle streghe su web e social network, con migliaia di insulti e minacce ai danni della cantante Mietta che, giustamente, ha ritenuto di non fornire risposta a domande che violavano in diretta tv la sua privacy.
Ci appelliamo a Milly Carlucci, a cui riconosciamo indiscussa serietà e professionalità, e ai vertici della Rai affinché intervengano su quanto accaduto ieri, riportando equilibrio nella trasmissione ed evitando discriminazioni legate alle scelte personali dei concorrenti di “Ballando con le stelle” e intollerabili cacce alle streghe che generano un pericoloso clima di odio e di violenza”

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DRAGHI IL MENZOGNERO: I DATI E I NUMERI INVENTATI E RACCONTATI IN PARLAMENTO.

FONTE: Thomas Fazi (L’Anridiplomatico)

Il 20 ottobre, rispondendo alle critiche del deputato Pino Cabras, Mario Draghi ha difeso l’introduzione dell’obbligo del green pass per tutti i lavoratori letteralmente inventandosi di sana pianta tutta una serie di dati e di numeri. 
Stavolta le bugie sparate da Draghi erano così grosse – anche rispetto alla media a cui ci ha abituato il nostro beneamato leader – che persino Pagella Politica (PP) ha sentito il bisogno di smontarle una a una (link nei commenti). Cosa ha detto Draghi, allora? 

La prima menzogna che ha detto (e che ci sentiamo ripetere da giorni a reti unificate su tutti i media) è quella secondo cui il green pass avrebbe determinato un’impennata nelle vaccinazioni. Peccato che – come fa notare PP e come diciamo da tempo -, anche accettando la premessa inaccettabile secondo cui obbligare surrettiziamente la gente a vaccinarsi per mezzo del green pass sia accettabile, la realtà sia diametralmente opposta: ad agosto si facevano circa 120mila prime dosi di vaccino al giorno; in seguito all’introduzione del green pass, si assiste a un tracollo verticale delle vaccinazioni che nel tempo è leggermente rallentato, assestandosi sulle circa 60mila prime dosi di vaccino al giorno di oggi. Praticamente la metà del periodo antecedente all’introduzione del GP. Alla faccia dello stimolo alla vaccinazione. Come commenta eufemisticamente PP: «I conti non tornano». E non tornano no. Insomma, il green pass fallisce anche rispetto ai suoi stessi obiettivi. 

La seconda favoletta di Draghi – ancora più clamorosa – è quella secondo cui grazie al green pass i morti per Covid-19 sarebbero calati del «94 per cento», i ricoveri del «95 per cento» e le ospedalizzazioni del «92 per cento». Qui siamo al surrealismo puro. Come scrive PP: «Queste percentuali non trovano riscontro nei numeri registrati dal 16 settembre in poi. Non sono però dati inventati: fanno riferimento alle stime dell’Istituto superiore di sanità (ISS) sull’efficacia dei vaccini nel ridurre il rischio di morte e ricovero nei vaccinati. … I dati dell’ISS sull’efficacia dei vaccini mostrano che la campagna vaccinale ha avuto un forte impatto sulla riduzione di ricoveri e ospedalizzazioni, ma è scorretto lasciare intendere che questi risultati siano integralmente merito dell’estensione dell’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro [e anzi si potrebbe sostenere il contrario, nella misura in cui il green pass ha rallentato la campagna vaccinale]». Insomma, Draghi ha preso dei dati veri ma li ha poi utilizzati per tracciare una correlazione inesistente con il green pass. A questo punto viene anche il dubbio su dove finisca la malafede e dove inizi il riconglionimento senile.

 Che dire? Viva i competenti! 😂😂😂

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INPS PREDONA. PER RISPARMIARE TOGLIE L’ASSEGNO AGLI INVALIDI CHE SVOLGONO UN “LAVORETTO”

FONTE: Alessandra Servidori/Il Sussidiario.net

L’Inps, facendosi scudo con la giurisprudenza, ha deciso di cancellare l’assegno per gli invalidi che hanno un lavoretto con compenso fino a 400 euro al mese.

Invalidi e disabili sempre più lasciati soli. L’Inps in difficoltà finanziaria batte cassa e così ritarda su tutto e cannibalizza là dove si apre un varco. In ritardo con l’Assegno unico per i figli, in ritardo con le pratiche di richiesta di invalidità di prima istanza e revisione (sono due milioni giacenti presso Inps) che devono essere espletate da Inps e commissioni Asl; in ritardo sull’assunzione di medici promessi (sono solo 300 in tutta Italia che dovrebbero fare le visite di controllo per falsi certificati di malattia – che ora aumentano a dismisura per la lotta contro il vaccino); in ritardo sui controlli di chi percepisce indebitamente il Reddito di cittadinanza. In ritardo e confuso l’Istituto come mai prima d’ora. E però si affretta a infierire su chi svolge dei lavoretti togliendo il “sostanzioso assegno” di invalidità.

Lo dice l’Inps nel messaggio 3495 del 14 ottobre scorso. In altri termini, a partire da quella data l’Istituto di previdenza non erogherà più i 287,09 euro al mese per 13 mesi a chi ha una percentuale di invalidità tra il 74% e il 99% (dunque invalido non totale) e nel frattempo lavora. Dove per lavoro si intende lavoretto da 400 euro mensili al massimo. Una cifra che consente di stare nel tetto annuo di 4.931 euro, considerato sin qui compatibile con l’assegno di invalidità. Ora non più. Ma cos’è cambiato dal 2008 quando lo stesso Inps ammetteva che «l’esiguità del reddito impedisce di ritenere che vi sia attività lavorativa rilevante». Ovvero: se il lavoro non è stabile e non viene superata la soglia di reddito minimo personale, allora lavoretto e assegno possono convivere. L’istituto oggi però si adegua alle numerose sentenze della Corte di Cassazione, che sul requisito dell’inattività lavorativa di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, come modificato dall’articolo 1, comma 35, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, affermano che “il mancato svolgimento dell’attività lavorativa integra non già una mera condizione di erogabilità della prestazione ma, al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale, la mancanza del quale è deducibile o rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio”.

Dunque l’assegno mensile di assistenza sarà liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario, il cui onere della prova è a suo carico. Una decisione illogica, giuridica e sociale che preclude al disabile disoccupato o inoccupato, ma svolge una piccola attività lavorativa percependo un reddito bassissimo, la possibilità di ricevere una prestazione economica istituita proprio per sostenere la persona disabile che è in cerca di un lavoro stabile e risulta completamente privo di reddito. Si punisce chi svolge attività occasionali, precarie con un reddito inferiore a quello già previsto per avere diritto all’assegno di invalidità civile.

La persona disabile che ha un reddito ad esempio proveniente dalla locazione di un appartamento, e che non raggiunge la soglia di accessibilità al beneficio dell’assegno mensile, ha diritto a ottenerlo. Mentre chi ha un reddito da lavoro, seppur basso, e che non raggiunge il limite previsto dalla legge invece non ne avrà diritto. Inoltre, avrà conseguenze negative sulle possibilità dei giovani disabili di intraprendere un percorso di inclusione sociale grazie a brevi occasioni di lavoro. In pratica, a migliaia di ragazzi verrà impedito di svolgere minimi lavoretti. Precari e poco pagati. Lavori che preludono magari a un’occupazione stabile e compiutamente remunerata. Ciò consentirebbe loro di rinunciare all’assegno di invalidità e di avviare una reale integrazione.

Inps appoggiandosi alla giurisprudenza si fa scudo e modifica il contenuto sociale di norme che hanno grande valore per la dignità dei disabili. Un comportamento di discriminazione nei confronti degli invalidi civili, per i quali è necessario impostare azione di tutela contro tale decisione e per l’approvazione di una norma interpretativa che ponga fine a un comportamento illegittimo.

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MORTI COVID: I DATI CON GRAFICI E SUDDIVISIONI PER PATOLOGIE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Covid-19, Dati SHOCK: i veri numeri della pandemia nell’ultimo rapporto ISS

22 ottobre 2021 (di Fabio Giuseppe Carlo Carisio – GospaNews) – Un articolo di Franco Bechis sul quotidiano Il Tempo ha sollevato per primo l’inquietante questione riguardante i morti reali di Covid-19. Da mesi si discute infatti su coloro che sono deceduti con Covid e le persone che sono davvero morte di Covid. Il Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza per parecchi mesi ha vietato le autopsie impedendo così ai medici di appurare quale fosse la percentuale reale di persone deceduto a causa delle complicazioni da SARS-Cov-2 e quale quella da altre patologie aggravate dalla Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) ma comunque con condizioni di salute gravemente compromesse.

Secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19. Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé. Perché tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie che secondo l’Iss dunque lasciavano già loro poca speranza. Addirittura il 67,7% ne avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme» ha scritto Franco Bechis su Il Tempo gettando un’ombra sull’affidabilità delle statistiche con un titolo sibillino “Gran pasticcio nel rapporto sui decessi. Per l’Iss gran parte dei morti non li ha causati il Covid”.


Credere ai dati di fatto è drammatico per chi è stato parte della narrazione del mainstream che ha predicato il devastante effetto Covid-19 senza specificare, come fatto dal biologo Franco Trinca e dall’avvocati Alessandro Fusillo nelle loro denunce alla Procura della Repubblica per strage di stato, che una delle principali cause dei decessi di persone con o senza patologie sono state le cure domiciliari efficaci ignorate dal governo. Ecco nel dettaglio il rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità che certifica il numero dei morti di Covid pari al 2,9 %. Una percentuale che, se diffusa prima, non avrebbe mai giustificato i vaccini obbligatori delle Big Pharma partner del Partito Democratico e nemmeno i contestatissimi Green Pass indispensabili per poter lavorare. 

Ma il quotidiano romano non ha scritto la seconda e forse ancor più inquietante parte del rapporto Epicentro dell’Istituto Superiore della Sanità che abbiamo voluto analizzare nel dettaglio. «I risultati qui presentati indicano chiaramente che le persone decedute dopo il completamento del ciclo vaccinale hanno un elevato livello di complessità clinica, significativamente superiore rispetto alle persone che non hanno potuto beneficiare dell’effetto del vaccino a causa di un contagio precoce o perché non hanno neanche iniziato il ciclo vaccinale. È possibile ipotizzare che i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. Queste persone molto fragili e con una ridotta risposta immunitaria, sono quelle che possono maggiormente beneficiare di una ampia copertura vaccinale dell’intera popolazione in quanto ciò ridurrebbe ulteriormente il rischio di infezione».

Lo leggiamo tradotto in linguaggio semplice con un po’ di buonsenso? I vaccini non servono proprio a quelle persone più fragili esposte al rischio di patologia grave da Covid-19!

Ecco nel dettaglio il rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità👇

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

Il presente report descrive le caratteristiche di 130.468 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia dall’inizio della sorveglianza al 5 ottobre 2021 riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile-IQR (1° quartile=74; 3° quartile=88)). Le donne decedute sono 56.792 (43,5%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di oltre 35 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (pazienti deceduti: età mediane 82 anni; pazienti con infezione: età mediana 45 anni).


La figura mostra il numero dei decessi per fascia di età. Solo nella fascia di età ≥90 anni il numero di decessi di sesso femminile è superiore a quelli di sesso maschile. Questo dato è da mettere in relazione al fatto che la popolazione di età ≥90 anni in Italia è costituita per circa il 72% da donne. Complessivamente, le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 anni – uomini 80 anni).

Al 5 ottobre 2021 sono 1.601, dei 130.468 (1,2%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 399 di questi avevano meno di 40 anni (245 uomini e 154 donne con età compresa tra 0 e 39 anni).

La figura successiva mostra l’andamento dell’età media dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 per settimana di calendario, a partire dalla 3° settimana di febbraio 2020 (la data del primo decesso risale al 20 febbraio 2020).


L’età media dei decessi settimanali è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1° settimana di luglio 2020) per poi calare leggermente; un’ulteriore riduzione dell’età media dei decessi è stata rilevata a partire dai mesi di febbraio-marzo 2021 (80 anni nella 2° settimana di febbraio 2021), fino a raggiungere i 72 anni nella 2° settimana di luglio 2021. Questa riduzione nell’età media dei decessi è verosimilmente conseguenza dell’effetto protettivo delle vaccinazioni nella popolazione più anziana cui è stata data priorità nell’ambito del “Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2”. Dalla seconda settimana di luglio 2021 l’età media dei decessi è aumentata leggermente restando comunque sotto gli 80 anni. Si segnala che i dati delle ultime settimane di osservazione devono essere consolidati e pertanto potrebbero subire variazioni.

2. Patologie preesistenti in un campione di deceduti

L’istogramma presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) in un campione di pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 7.910 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Le cartelle cliniche sono inviate all’ISS dagli ospedali secondo tempistiche diverse, compatibilmente con le priorità delle attività svolte negli ospedali stessi. Il campione è quindi di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero, e le Regioni sono rappresentate cercando di conservare una proporzionalità rispetto al numero di decessi. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1). Complessivamente, 230 pazienti (2,9% del campione) presentavano 0 patologie, 902 (11,4%) presentavano 1 patologia, 1.424 (18,0%) presentavano 2 patologie e 5.354 (67,7%) presentavano 3 o più patologie.



Nelle donne (n=3.218) il numero medio di patologie osservate è di 3,8 (mediana 4, range 0-12, Range InterQuartile – IQR (1° quartile=2; 3° quartile=5).

Negli uomini (n=4.692) il numero medio di patologie osservate è di 3,6 (mediana 3, range 0-12, Range InterQuartile – IQR (1° quartile=2; 3° quartile=5)).

3. Complicanze

L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente riportata nel campione di deceduti per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (93,6%), seguita da danno renale acuto (24,9%), sovrainfezione (20,1%) e danno miocardico acuto (10,2%).

4. Caratteristiche decessi per fascia di età

La tabella presenta le più comuni patologie croniche preesistenti e le complicanze legate all’infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti deceduti distinte in 4 fasce di età (16-59, 60-69, 70-79, 80+ anni). Le prevalenze di cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, ipertensione arteriosa, demenza, aumentano con le età; diminuiscono, invece, con l’avanzare dell’età, le prevalenze di epatopatia cronica, delle patologie per cui è necessaria la dialisi, di infezione da HIV e di obesità; per diabete, BPCO e tumore si riscontra una diminuzione solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla generale crescita con l’età; per malattie autoimmuni, al contrario, si riscontra un aumento solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla diminuzione con l’età. Per quanto riguarda il numero di patologie, la prevalenza di coloro che hanno 3 o più patologie aumenta con le età, mentre diminuiscono con le età le prevalenze di coloro che hanno meno di 3 patologie. Per tutte le patologie considerate il trend è statisticamente significativo.

Per quello che riguarda le complicanze legate all’infezione da SARS-CoV-2 è possibile osservare come a eccezione delle complicanze respiratorie che sono presenti in maniera omogenea in tutte le fasce di età, le complicanze non respiratorie sono più comunemente osservate nei deceduti di età <70 anni. Questo dato indica che, se nelle persone molto anziane i decessi nei SARS-CoV-2 positivi sono legati a una maggiore vulnerabilità causata dalle patologie preesistenti, nella popolazione più giovane, che presenta un minor numero di patologie croniche, il decesso è spesso associato alla compresenza di complicanze respiratorie e non respiratorie dell’infezione.

Patologie e complicanze più comuni osservate nei pazienti deceduti SARS-COV-2 positivi per fascia di età.


Se restringiamo la valutazione agli ultimi 6 mesi, notiamo come sia aumentato il tempo mediano dall’insorgenza dei sintomi al decesso, in particolare per coloro che vengono ricoverati in rianimazione; si è ridotto il tempo mediano dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale. Questi dati sono indicativi di un miglioramento nella capacità diagnostica e nell’organizzazione delle cure ai pazienti SARS-CoV-2 positivi.


6. Confronto caratteristiche decessi SARS-COV-2 positivi nei ‘non vaccinati-nessuna dose’, nei ‘vaccinati con contagio precoce’ e in quelli con ‘ciclo vaccinale completo’

Dal 01/02/2021 al 05/10/2021 sono 38.096 i decessi SARS-COV-2 positivi. Tra questi 1.440 sono i decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con ‘ciclo vaccinale completo’ (3,7% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi nel periodo in esame).

La tabella seguente presenta le caratteristiche cliniche più comuni nei pazienti deceduti SARS-COV-2 positivi ‘non vaccinati-nessuna dose’, in quelli ‘vaccinati con contagio precoce’ e in quelli con ‘ciclo vaccinale completo’: patologie croniche preesistenti e complicanze.

Tabella 1. Caratteristiche cliniche osservate nei pazienti deceduti SARS-COV-2 positivi ‘vaccinati con contagio precoce’ e con ‘ciclo vaccinale completo’.

In questa analisi sono classificati come ‘non vaccinati-nessuna dose’ i deceduti con tampone positivo per SARS-CoV2 documentato che non avevano ancora ricevuto alcuna dose di vaccino di qualsiasi tipo. Questi sono soggetti che hanno contratto l’infezione prima della vaccinazione.

Sono classificati come ‘vaccinati con contagio precoce’ i deceduti con tampone positivo per SARS-CoV2 documentato entro 14 giorni dopo l’inizio del ciclo vaccinale (quindi entro 14 giorni immediatamente successivi la prima dose dei vaccini Pfizer-Biontech, Moderna e AstraZeneca o nei 14 giorni immediatamente successivi l’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson). Questi sono soggetti che hanno contratto l’infezione prima di completare il ciclo di vaccinazione o in un periodo in cui questa non aveva ancora stimolato una risposta immunitaria specifica tale da ridurre la suscettibilità all’infezione.

Sono classificati come ‘vaccinati con ciclo completo’ tutti i decessi con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale (quindi 14 giorni dal completamento della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Astra Zeneca o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson). Questa definizione è in linea con quanto suggerito del Center for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti. Un ciclo vaccinale completo non garantisce comunque una efficacia vaccinale del 

100%. Infatti, gli studi clinici controllati hanno evidenziato una efficacia vaccinale dei vaccini in uso in Italia con valori tra l’88 e il 97% (“Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 29 settembre 2021”).

Questo tipo di analisi viene proposta con l’intenzione di paragonare i deceduti SARS-COV-2 positivi a ‘ciclo vaccinale completo’ con due campioni di deceduti SARS-COV-2 positivi: coloro che non avevano ricevuto alcuna dose di vaccino e coloro che, pur avendo ricevuto una dose di vaccino, non hanno potuto godere dei benefici dello stesso in quanto hanno contratto l’infezione prima di completare la vaccinazione o in un periodo in cui questa non aveva ancora stimolato una risposta immunitaria specifica tale da ridurre la suscettibilità all’infezione. Questo ultimo gruppo, definito come ‘vaccinati con contagio precoce’, è pertanto assimilabile da un punto di vista biologico alla popolazione di non vaccinati. Attraverso il paragone tra deceduti ‘vaccinati con contagio precoce’ e con ‘ciclo vaccinale completo’ viene ridotto il possibile bias legato al fatto che inizialmente sia stata data priorità vaccinale alle persone molto anziane e fragili.

Per questa analisi è stata scelta la data dello 01/02/2021 come data indice perché corrisponde alle cinque settimane necessarie per il completamento del ciclo vaccinale a partire dall’inizio della campagna vaccinale avvenuto il 27/12/2020.

Fino al 05/10/2021 sono 33.620 i decessi SARS-COV-2 positivi in coloro che non avevano ancora ricevuto alcuna dose di vaccinazione (‘non vaccinati-nessuna dose’), 2.130 i decessi SARS-COV-2 positivi in ‘vaccinati con contagio precoce’ e 1.440 i decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con ‘ciclo vaccinale completo’ (3,7% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi avvenuti nel periodo dal 01/02/2021 al 05/10/2021). Si segnala che questo dato non può fornire informazioni circa l’efficacia della vaccinazione ma viene fornito con finalità puramente descrittive. Si segnala inoltre che al 05/10/2021 erano 42.835.902 le persone vaccinate con ciclo completo (14 giorni dal completamento della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Astra Zeneca o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson).

L’analisi qui presentata è basata su un campione di 671 cartelle cliniche relative ai decessi ‘non vaccinati-nessuna dose’ (2,0% dei 33.620 decessi SARS-COV-2 positivi in ‘non vaccinati-nessuna dose’),  239 cartelle cliniche relative ai decessi ‘vaccinati con contagio precoce’ (11,2% dei 2.130 decessi SARS-COV-2 positivi in ‘vaccinati con contagio precoce’) e di 171 cartelle cliniche dei decessi con ‘ciclo vaccinale completo’ (11,9% dei 1.440 decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con ‘ciclo vaccinale completo’) avvenuti fino al 05/10/2021.

Rispetto ai deceduti ‘non vaccinati-nessuna dose’ quelli con ‘ciclo vaccinale completo’ avevano un’età media notevolmente superiore (85,5 vs 78,3). Il numero medio di patologie osservate è significativamente più alto nel gruppo di vaccinati con ‘ciclo vaccinale completo’ (5,0 vs 3,9 patologie pre-esistenti) ed in particolare la presenza di cardiopatie (cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco), di demenza e di cancro si è dimostrato più alto in questo campione; il contrario accade per l’obesità. Inoltre, nella popolazione di ‘vaccinati a ciclo completo’ il decesso avviene più frequentemente come conseguenza di complicanze extrarespiratorie (danno miocardico acuto) e meno frequentemente per insufficienza respiratoria.

Rispetto ai deceduti ‘vaccinati con contagio precoce’ quelli con ‘ciclo vaccinale completo’ avevano un’età media leggermente superiore (85,5 vs 83,9). Il numero medio di patologie osservate è comunque più alto nel gruppo di vaccinati con ‘ciclo vaccinale completo’ (5,0 vs 4,1 patologie preesistenti), ancora più presenti in questo campione la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco ed il cancro; meno presente l’obesità. Similmente al confronto precedente, nella popolazione di ‘vaccinati a ciclo completo’ il decesso avviene più frequentemente come conseguenza di complicanze extrarespiratorie (danno miocardico acuto soprattutto) e meno frequentemente per insufficienza respiratoria.

Anche in questo caso, come per l’analisi dei decessi presentata nei paragrafi da 2 a 6, si segnala che il campione è di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi avvenuti in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero in ospedale e si riferisce al campione per cui sono disponibili cartelle cliniche inviate all’ISS dagli ospedali. In questo contesto occorre segnalare che l’età media nel campione di cartelle cliniche dei decessi ‘non vaccinati-nessuna dose’ è di 78,3 contro un’età media di tutti i decessi appartenenti a questo gruppo di 77,9; l’età media dei ‘vaccinati con contagio precoce’ è di 83,9 anni contro un’età media di tutti i decessi appartenenti a questo gruppo di 82,4 anni e l’età media nel campione di cartelle cliniche dei decessi con ‘ciclo vaccinale completo’ è 85,5 anni contro un’età media di 84,0 delle persone decedute nelle stesse condizioni vaccinali nella popolazione. La proporzione di donne nel campione di cartelle cliniche analizzate nel gruppo dei decessi ‘non vaccinati-nessuna dose’ è di 42,3% contro il 42,0% nella popolazione; quella dei decessi ‘vaccinati con contagio precoce’ è 39,7% contro il 41,8% nella popolazione e quella dei decessi con ‘ciclo vaccinale completo’ è 43,3% a fronte del 44,2% nella popolazione.

I risultati qui presentati indicano chiaramente che le persone decedute dopo il completamento del ciclo vaccinale hanno un elevato livello di complessità clinica, significativamente superiore rispetto alle persone che non hanno potuto beneficiare dell’effetto del vaccino a causa di un contagio precoce o perché non hanno neanche iniziato il ciclo vaccinale. È possibile ipotizzare che i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati.

Fonte: ISTITUTO SUPERIORE SANITA’ Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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