Pandemia: NO alla strategia della tensione. “Sapere per Contenere”

18 ottobre 2021 – (di Pier Luigi Ciolli, coordinatore editoriale Nuove Direzioni)

Riceviamo e condividiamo il documento aggiornato sul SAPERE PER CONTENERE la pandemia e sul cosa il Governo deve tempestivamente attivare per contenere la pandemia rilanciando l’economia.

Firenze, 18 ottobre 2021
PANDEMIA
SAPERE PER CONTENERE
NO ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

In assenza di progetti chiari e fattibili, per non perdere la loro poltrona, alcuni politicanti cercano di mettere i cittadini in contrapposizione tra loro, attivando le vecchie ideologie dell’essere di sinistra, di centro oppure di destra, quindi, l’invito è quello di evitare le ideologie che non servono al Paese e che sono state sconfessate dalla storia ma di essere pragmatici.
Per fare un esempio concreto di come occorre comportarsi vale ricordare che, chi invade la sede di un sindacato e/o di una sede di rilevanza pubblica è un teppista e/o un provocatore e come tale deve essere indicato dai Media nonché perseguito dalle autorità.
Il Governo, come abbiamo ripetutamente chiesto, deve tempestivamente varare una legge che consenta alle Forze dell’Ordine di arrestare chi viola e/o occupi un edificio sia pubblico sia privato, portandolo rapidamente davanti a un giudice monocratico per la relativa condanna. Una legge indispensabile per perseguire anche chi occupa, come succede spesso, la casa di un anziano che viene ricoverato in ospedale e al suo ritorno non può rientrare in possesso della sua abitazione.
Pertanto, in occasione di atti di teppismo che, purtroppo sempre, accompagnano le manifestazioni, è doveroso condannare chiunque attizzi i cittadini a rispondere con manifestazioni e odi che erano alla base di vecchie ideologie.
Inoltre, è doveroso rammentare a tutti e, in particolare, chi attiva e partecipa alle manifestazioni che:
• non deve MAI offendere o colpire le Forze dell’Ordine perché sono in servizio pubblico per impedire avvicinamenti a zone definite protette;
• deve aver presente che la manifestazione ha successo anche se si scioglie davanti a uno schieramento delle Forze dell’Ordine perché può sempre riproporre in altra data, in altri luoghi oppure allestendo dei gazebo per mettersi a disposizione dei cittadini, informandoli e ascoltando le loro istanze e proposte;
• deve intervenire quando, chi le attacca le Forze dell’Ordine e/o incentiva a farlo, dev’essere isolato, fotografato e denunciato perché è un provocatore e/o un malato di mente o di protagonismo.
Riguardo ai dannosi effetti della strategia della tensione, ne abbiamo rilevati alcuni e, in particolare: o ci hanno rivolto l’accusa di essere “un organo di propaganda antigovernativa a prescindere.” Ovviamente, abbiamo tempestivamente risposto che molti di noi, che come associazione siamo politici perché interveniamo nel vivere civile ma siamo apartitici perché non ci schieriamo con alcuna forza politica ma acquisiamo informazioni, elaboriamo analisi, produciamo soluzioni, inviandole a Governo, parlamentari, autorità e Media, senza essere mai stati smentiti. Non solo, ma operiamo in modo trasparente perché i documenti prodotti li inseriamo sempre tempestivamente nel sito https://www.coordinamentocamperisti.it;
o ci hanno invitato a lasciar perdere il tema pandemia perché “la guerra contro la pandemia deve essere diretta da esperti in sanità”. Anche in questo caso gli abbiamo ricordato che detti esperti hanno studiato e si sono formati riguardo alla loro specifica attività sanitaria mentre, per creare un Piano di Difesa contro qualsiasi attacco (aggressioni armate, con i virus, con il dumping eccetera) servono esperti nell’organizzazione delle risorse esistenti e avere il potere di attivare tempestivamente detto Piano per una tempestiva difesa sia dei cittadini sia dell’economia.

COSA ABBIAMO FATTO E COSA STIAMO FACENDO

Dal gennaio 2020 abbiamo subito chiamato PANDEMIA l’attacco del Covid19 ma ci contestavano, scrivendoci che l’OMS dichiarava solo EPIDEMIA. Poi, l’OMS tardivamente dichiarava la PANDEMIA. Noi, da subito, essendo coscienti che eravamo in guerra e visto che la previsione ottimistica era di una
pandemia che avrebbe comportato oltre 200.000 morti, siamo tempestivamente intervenuti per analizzare i dati e produrre documenti, indispensabili per predisporre il Piano pandemico che sarà utile oggi e indispensabile domani allorquando saremo attaccati da altre pandemie, inviandoli al Governo di turno, a tutti i parlamentari, ai Media.

Analisi soluzioni per individuare, contenere il Covid19 (documenti mai sconfessati e via via confermati dai fatti occorsi dal gennaio 2020 a oggi e consultabili aprendo.

https://www.coordinamentocamperisti.it/cliccando su pandemia

Relazioni e istanze inviate al Governo, affinché provvedesse a:
1. varare una legge con la nomina di uno staff permanente che, di concerto con il Presidente del
Consiglio in carica, assuma il comando centrale e abbia l’autorità di ordinare e coordinare tutti i settori, compresi quelli militari e civili, assumendo il relativo personale affinché sia operativo H24. Dotare detto staff di risorse finanziarie, in modo che le spese connesse siano un investimento e non un costo, in modo da acquisire tutte le informazioni inerenti gli strumenti, i materiali e i tecnici, in modo da poterli utilizzare in modo ottimale al fine di individuare e contenere la pandemia, mettere le persone sane di poter lavorare;
2. attivare un’intelligence, cioè la raccolta, il mantenimento, l’analisi e la diffusione di notizie e dati dalla cui elaborazione vengono ricavate informazioni utili alla tutela della sicurezza nazionale e alla prevenzione di attività destabilizzanti di qualsiasi natura, consentendo la valutazione di tutti gli aspetti inerenti al tempestivo intervento;
3. approvare una norma per obbligare Comuni, Regioni e società partecipate a trasmettere immediatamente quali sono i dipendenti in servizio, aggiornando tempestivamente in caso di variazione. Obbligo essenziale perché, quale esempio, a oggi non ci è dato conoscere nemmeno i dati degli appartenenti alle Polizie Locali/Municipali dei 7.904 comuni;
4. emanare il Piano di Difesa Sanitaria Nazionale che, mantenendolo aggiornato, consentirà di essere sempre pronti a circoscrivere i danni di presenti e future epidemie, pandemie e bioterrorismi.
NESSUNA RISPOSTA, nemmeno da uno dei 1.000 parlamentari!

In sintesi, il mettere in circolazione una quantità eccessiva di pareri e di dati soggettivi e/o dar risalto a informazioni non vagliate con accuratezza,
omettere di pubblicare e/o segnalare i link sulle fonti e documenti.

L’INFODEMIA funziona, fa dimenticare al cittadino chi è stato smentito e/o non ha attivato
quanto indispensabile a individuare e contenere il Covid19. Non solo, induce il cittadino a non leggere le analisi e i documenti che non sono mai stati smentiti.

Un esempio concreto dell’utilizzo di detto sistema è il focalizzarsi solo sul SÌ VAX – NO VAX Infatti, sui giornali e nelle televisioni non trovano uguale spazio i cittadini che NON sono dei NO-VAX
ma che NON vogliono farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma. Cittadini che vanno dai pensionati ai medici, dagli appartenenti alle Forze dell’Ordine ai professionisti, ai lavoratori di tutti i settori, che si sono visti cancellare diritti costituzionali da uno stato di emergenza sanitaria quando la Costituzione Italiana non lo prevede. Inoltre, un temporale e limitato stato di emergenza che giustificherebbe un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che sono trascorsi tantissimi mesi dall’inizio della pandemia.

Per evitare confusioni, volute o casuali, occorre aver presente che l’infodemia in atto cerca convincere i cittadini a farsi inoculare i farmaci delle Big Pharma (business miliardario che ha alla base contratti e dati grezzi secretati), attribuendogli l’appellativo positivo SÌ VAX e, allo stesso momento, creandogli un nemico, attribuendogli l’appellativo negativo di NO VAX. Non solo, omettendo di raccontare che:
• chi viene inserito nei SÌ VAX si è fatto inoculare i farmaci delle Big Pharma per motivi molto diversi: dalla paura alla opportunità di non perdere il lavoro, dalla necessità di non essere messi all’indice al voler fruire dei servizi pubblici e privati;
• chi è un NO VAX rifiuta di farsi inoculare tutti i vaccini;
• ci sono cittadini che si sono sempre fatti vaccinare ma, visto che detti farmaci non sono stati testati secondo in normali protocolli e i produttori non hanno fornito i dati grezzi ai revisori esterni indipendenti nonché attivano effetti dannosi collaterali che possono anche portare alla morte e/o invalidità senza attivare alcun risarcimento, non si fanno inoculare i farmaci delle Big Pharma.

L’infodemia quale sistema per impedire e/o rendere difficile al cittadino il farsi una propria opinione.

Un esempio concreto da rappresentare può essere il mio*. (*n.d.r.: di Pier Luigi Ciolli)

Ho 74 anni e ho lavorato nella sanità per oltre 30 anni, conoscendone tutti gli aspetti organizzativi. Sono stato e sono sempre a favore al vaccinarsi tanto che mi vaccinerò anche per la prossima influenza Ma non mi farò inoculare i farmaci delle Big Pharma perché:
1. farsi inoculare gli attuali “vaccini” NON immunizza dal Covid19. Dicono che, una volta
vaccinati, contrarlo comporterebbe effetti dannosi più lievi ma i dati oggettivi aggiornati per verificare tali dichiarazioni non esistono. Infatti, per comprendere sia l’andamento della pandemia sia la valenza di qualsiasi cura e farmaco serve che ci sia (lo abbiamo chiesto ripetutamente a Governo, Ministri e parlamentari) un DATABASE (per renderlo meglio comprensibile, lo chiameremo Archivio dove registrare tutti i contagiati, tutti i vaccinati, chi esegue un tampone e/o un test sierologico) con l’obbligo per tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale gli effetti collaterali che insorgono, i tipi di cura erogati eccetera. Registrazioni che non violano la privacy dei cittadini e che consentono di avere a disposizione dati aggiornati in tempo reale per far conoscere in modo oggettivo sia l’andamento della pandemia sia la valenza dei farmaci e/o di vaccini e/o delle cure. Esistono delle banche dati create da soggetti diversi (ce le hanno segnalate) ma una volta esaminate sono risultate tutte parziali, pertanto, chi ne trae conclusioni sono ipotesi e non certezze, tanto che dal gennaio 2020 a oggi, sia chi era ed è al Governo sia chi appare in televisione ha fatto dichiarazioni poi purtroppo smentite dalla realtà giornaliera.
2. preferisco rischiare di contrarre il Covid19 che rischiare di avere un effetto collaterale dannoso (ho 74 anni) che potrebbe anticipare il mio passaggio all’altra dimensione mentre il mio obbiettivo e il poter vivere con i miei pronipoti;
3. i produttori hanno cambiato ripetutamente posizioni riguardo al fatto che bastava una sola inoculazione e poi siamo arrivati a quattro e altre ne seguiranno e hanno cambiato ripetutamente le percentuali di efficacia del loro prodotto sia come “immunità” sia riguardo alle fasce di età alle quali potevano essere somministrati;
4. non si effettuano a cadenza di 15 giorni i controlli per verificare se, nonostante la vaccinazione, si contrae il Covid19, trasformandosi involontariamente in un portatori di pandemia. Non solo, da rilevare che, ancora una volta, i conti non tornano come dimostra l’articolo: 11 ottobre 2021 “Qualcosa non torna”. I sospetti di Crisanti sui numeri – ilGiornale.it
Oggi in Italia abbiamo 30-40 decessi al giorno per Covid, ma abbiamo un numero ridicolo di contagi, evidentemente c’è una discrepanza ingiustificabile”. Con queste parole, durante un’intervista a 24 Mattino su Radio 24, Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia Molecolare di Padova, ha lanciato una sorta di allarme sui conteggi che giornalmente vengono fatti in italia sui nuovi infetti da Covid. Secondo il microbiologo: “In tutti gli altri paesi d’Europa e del mondo c’è un rapporto di uno a mille rispetto ai numeri dei casi e dei decessi, quindi dovremmo avere anche noi un numero molto più grande di contagi e non si capisce questa situazione”. A dare i dati è lo stesso Crisanti: “In genere bisogna prendere il numero di decessi, dividerlo per due e moltiplicarlo per 1000, quindi avendo tra i 30 e 40 decessi avremmo tra i 15mila e i 20 mila contagiati in Italia”. Numeri impressionanti, molto lontani da quelli comunicati giornalmente dal Ministero della Salute. “La gente pensa: ‘abbiamo 1000 casi, è finito tutto’, invece non è finito tutto. Quello che conta è chi fa i tamponi, se noi nel computo mettiamo tutta la gente che si fa il tampone perché deve andare a lavorare, fa il tampone per lasciapassare sociale, è chiaro che le incidenze sono bassissime. Invece se i tamponi vengono usati, ad esempio per la sorveglianza nelle classi, il risultato è completamente diverso”.
Idee chiare anche per quanto riguarda il Green Pass definito come nelle precedenti interviste “un’anomalia” in quanto “la protezione del vaccino per quanto riguarda l’infezione dopo sei mesi, passa dal 95 al 40%. Quindi aver protratto la validità del vaccino da 6 mesi ad un anno non ha nulla di scientifico, ma è una misura per indurre la popolazione a vaccinarsi”.
Stessa idea sull’allungamento della validità del tampone rapido a 72 ore, ipotesi comunque scartata dal ministro della Salute Speranza: “Non c’è nulla che giustifichi misure di questo genere, perché una persona si può infettare il giorno dopo, oppure quando fai il tampone puoi essere ancora infetto a livelli bassi, e dopo tre giorni hai una carica pazzesca“.
5. essendo un maledetto fiorentino, non voglio passare da bischero partecipando il business delle Big Pharma che hanno mentito e occultato i dati grezzi che consentirebbero al cittadino di meglio poter scegliere se inoculare i loro farmaci o meno. Qualcuno ci ha scritto che ci sono archivi dove registrano i dati ma abbiamo effettuato i controlli e non sono archivi completi come abbiamo ripetutamente chiesto;
6. sono cosciente che posso contrarre il Covid19 e anche morire ma sono e sarò sereno perché ho fatto e sto facendo insieme ad altri (da solo non avrei potuto e non posso, acquisire informazioni-analizzarle-redigere documenti sempre completi e mai smentiti nonostante siano e sono inviati a tutte le autorità, compresi i membri del CTS e ISS, a tutti gli organi di informazione e tutti i parlamentari) tutto il possibile per far comprendere al Governo di turno e ai parlamentari che abbiamo inviato a rappresentarci, che nella guerra serve una strategia con alla base l’organizzazione. Gli abbiamo inviato dal gennaio 2020 analisi e soluzioni fattibili, per salvare più concittadini possibile dal Covid19 ma non le hanno messo in campo, rifugiandosi in una onerosa tattica che, cambiando ogni giorno, ha stressato e stressa i cittadini e l’economia nonché li rendi ridicoli come appare leggendo: 14 ottobre 2021, la disorganizzazione è evidenziata, infatti, Farsa green pass, col tampone scaduto si può lavorare.

https://www.nicolaporro.it/farsa-green-pass-col-tampone-scaduto-si-puo-lavorare/amp/

7. in caso di effetto collaterale dannoso non c’è alcun risarcimento visto che ti fanno firmare un consenso informato che esclude dalle responsabilità il produttore del farmaco e condivido l’articolo Green pass, esiste il diritto a non vaccinarsi: se così si perde la retribuzione, qualcosa non va – Il Fatto Quotidiano. 25 settembre 2021 – di Vincenzo Camaioni.
In uno Stato libertario e di diritto, i diritti si definiscono in negativo, ovvero: tutto ciò che non è vietato è consentito. Qualcuno potrà storcere il naso, ma esiste il diritto a non vaccinarsi, proprio perché non è (ancora) vietato. Quando poi l’esercizio di un diritto (che, per definizione, deve essere libero e non discriminatorio) comporta la privazione della retribuzione, c’è qualcosa che non va. Partendo da questo assunto, la strada è breve per l’assurdo del Green Pass 3.0.
Ascoltavo il direttore Mentana in uno dei suoi “100 secondi”, mentre parlava del Green Pass come “incentivo” alla vaccinazione. “Incentivo” sarebbe un qualcosa che si dà e non che toglie; quello si chiama “disincentivo”. E, come detto, il Green Pass rappresenta un disincentivo ad esercitare un diritto; un assurdo giuridico. Obiezione più comune: “si possono sempre fare i tamponi rapidi”. Quarantacinque euro a settimana (circa 180-200 euro al mese) a carico del singolo “dissidente” rappresentano sempre un costo per l’esercizio di un diritto (vedi premessa) che ci riporta ad un danno economico (limite all’esercizio di un diritto) equiparabile alla perdita della retribuzione. Molti obietteranno che è l’attuale emergenza sanitaria che impone tali misure. Le ragioni sono condivisibili e giuridicamente valide per introdurre un obbligo. Ma così non è (se vi pare…)! Perché non si impone l’obbligo vaccinale? A mio modesto avviso prolifererebbero delle responsabilità che la politica non vuole accollarsi: la prima politica pura (di consenso elettorale), la seconda di tipo strettamente patrimoniale (soldi). Con l’obbligo vaccinale, cioè, si configurerebbe una responsabilità di tipo patrimoniale (risarcimento dei danni) a carico dello Stato in tutti quei casi in cui si presentassero reazioni avverse alla vaccinazione. Reazioni che oggi rimangono silenti, in primis, per l’errata convinzione del cittadino che a nulla serva segnalare e, in secondo luogo, nell’inefficace catena comunicativa della farmacovigilanza che parte dai medici di base: basti verificare l’andamento delle segnalazioni in rapporto alle dosi somministrate che, a rigor di logica, dovrebbe essere pressoché costante, ma che invece inverte la tendenza tra l’inizio della campagna vaccinale (operatori sanitari) e le successive fasi (sino ad oggi). La politica vuole fare le nozze coi fichi secchi, “vaccinare tutto il mondo” (come dice Draghi) scaricando le responsabilità sul singolo con il “consenso informato”.

Entra in azione affinché non siano morti invano gli oltre 131.000 morti e gli oltre 1.000 che muoiono ogni mese a causa del Covid19; uccisi soprattutto da chi non aveva predisposto il Piano di Difesa Pandemica e dalla impreparazione di chi è pagato o stato da noi eletto per gestire la nazione e la sicurezza di noi cittadini.
Chiedi al Governo di intervenire tempestivamente per:
1. allestire tempestivamente un archivio informatizzato con l’obbligo a tutto il personale sanitario di inserire in tempo reale i dati dei contagiati, dei vaccinati, di chi esegue un tampone e/o un test sierologico, di chi viene ricoverate le cure che riceve, gli effetti collaterali dannosi che insorgono eccetera… in modo da consentire a tutti di valutare l’andamento della pandemia e gli effetti dei vaccini e dei provvedimenti limitativi nel contenerla;
2. evitare di emanare leggi che blocchino la circolazione dei veicoli, in particolare le autocaravan, perché nello spostarsi dentro un veicolo NON si contribuisce a diffondere la pandemia. Infatti, contribuisce a diffondere l’epidemia solo il comportamento che abbiamo con le persone, con i luoghi e con le merci;
3. detassare i beni e servizi, eliminando in particolare l’IVA che arriva al micidiale 22% che incentiva il lavoro a nero, facendo pagare al cittadino e alle imprese solo le imposte sui guadagni come avviene ogni anno;
4. sospendere l’esazione dell’IVA e di ogni tassa sulla vendita di beni e servizi, sostenendo così i cittadini dall’impennata dei prezzi e consentendo alle imprese una migliore competitività sui mercati. Ricordiamo che le TASSE colpiscono erroneamente il cittadino e le imprese a prescindere dalla loro capacità contributiva mentre le IMPOSTE sono il giusto contributo, prelevato in percentuale sui loro guadagni;
5. far adottare per il ritiro della spesa il sistema “GUIDAeRITIRA” per coloro che possono ritirare autonomamente la spesa (ciò consente: ai clienti di ordinare e pagare online, provvedendo con il proprio veicolo al ritiro; ai supermercati di ottimizzare il personale che può essere destinato in parte al confezionamento e alla consegna anziché alle operazioni di cassa e di riservare il servizio di consegna a domicilio agli anziani e ai portatori di disabilità; di ridurre notevolmente le code e i contatti tra persone e quindi il rischio di contagio);
6. approvare una legge per sanificare le merci in distribuzione perché il Covid19, resistendo per giorni sulle superfici, le trasforma in portatrici di pandemia;
7. obbligare l’ISTAT a fornire dati giornalieri sui vivi e i morti complessivi che ricevono dai Comuni, inserendoli nella tavola demo istat.it – vista per singola area – Bilancio demografico anno 2020 e 2021. Si tratta di un dato essenziale per comprendere sia l’andamento della pandemia sia le incidenze in tutti i settori dei provvedimenti emanati;
8. far eseguire tempestivi controlli sugli Ospedali di Eccellenza per la Ricerca e Assistenza perché, grazie al lavoro di alcuni giornalisti (vedi:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/ospedali-come-marchio-eccellenza-irccs-puo-ingannare-paziente-mappa/5e8a0186-57ec-11ea-a2d7-f1bec9902bd3-va.shtml

abbiamo letto che in Italia il Ministero della Salute ha assegnato nel tempo il riconoscimento Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) a 51 ospedali tra pubblici e privati ma in detto articolo si evidenzia anche che abbiamo disperso milioni di euro, visto che: almeno 17 hanno una produttività scientifica irrilevante e un’attività clinica scarsa, altrettanti non ricevono nessun finanziamento Ue e 4 non hanno pazienti reclutati in sperimentazioni cliniche. Pertanto, poiché la lotta contro le epidemie, pandemie e bioterrorismo ha come baluardo strategico proprio gli ospedali di eccellenza per la ricerca e l’assistenza, il Governo deve intervenire tempestivamente per stabilire gli standard minimi e dirottare i finanziamenti alle strutture veramente operative tipo lo Spallanzani di Roma, i cui ricercatori sono riusciti a isolare il Coronavirus, e il Sacco di Milano, dov’è stato isolato il ceppo italiano.
9. non rinnovare alla scadenza lo stato di emergenza sanitaria che cancella i diritti costituzionali, perché un assetto normativo “in deroga” viene meno visto che saranno trascorsi oltre 24 mesi dall’inizio della pandemia;
10. non utilizzare il voto di fiducia, riportando il Parlamento alla sua vitale funzione. Il ricorso alla fiducia deve avvenire in situazioni eccezionali perché preclude gli emendamenti e l’unica possibilità di intervento si riduce al dibattito in aula.

13 ottobre 2021, ecco le sintesi estratte da Il ritorno della questione di fiducia – Openpolis. L’avvento del governo Draghi era stato valutato positivamente da molti analisti e anche da una parte degli addetti ai lavori. Tra gli effetti positivi dell’arrivo a Palazzo Chigi dell’ex presidente della banca centrale europea in molti avevano auspicato anche il ritorno a una maggiore dialettica con il parlamento. Sotto questo aspetto Draghi si era impegnato a rinunciare allo strumento del decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) privilegiando quello del decreto legge. Ciò proprio con l’obiettivo di garantire un maggiore potere di intervento a deputati e senatori. In questo quadro si inserisce però anche un altro aspetto, quello delle questioni di fiducia. Come noto infatti il governo può legare il proprio destino all’approvazione di un provvedimento. In circa 8 mesi l’attuale esecutivo ha fatto ricorso allo strumento in 20 occasioni. Tale dato pone il governo Draghi al secondo posto per numero medio di questioni di fiducia poste al mese a partire dal momento del suo ingresso in carica, superato solo dall’esecutivo guidato da Mario Monti.

Non ti far rubare la speranza di cambiare,
entra in azione con il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà.
La pandemia continua: rilancia il documento a quanti hai in rubrica mail, perché anche uno solo può fare la differenza.
A leggervi, Pier Luigi Ciolli

Qui è possibile scaricare l’intero documento👇

https://cataniacreattiva.it/wp-content/uploads/2021/10/000-pandemia-2021-10-18.pdf

______________________
[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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