SPIAGGE NEL MIRINO DI RUSSI E CINESI. I COSTI SFRATTERANNO LE FAMIGLIE ITALIANE

14 Novembre 2021 – Redazione Co.Te.Li.

NEI GIORNI SCORSI ABBIAMO AFFRONTATO L’ARGOMENTO SPIAGGE CON UN ARTICOLO CHE PONEVA L’ACCENTO SUL RISCHIO DI ACQUISIZIONE DELLE NOSTRE AREE DEMANIALI COSTIERE, DA PARTE DELLE MULTINAZIONALI. ADESSO L’IMMAGINE DI CIÒ CHE POTREBBE ACCADERE È MOLTO NITIDA SI NOSTRI OCCHI; METTERE IL CAPPELLO SU MOLTE DELLE NOSTRE SPLENDIDE COSTE, DI CUI POTREBBERO GODERNE SOLO I PIÙ RICCHI!

ENTRIAMO ADESSO NELLO SPECIFICO. Grandi problemi e preoccupazioni stanno per arrivare ai gestori che, da decenni, stanno pagando la concessione di tratti demaniali di spiagge, per attrezzarle con tutti i comfort necessari a rendere appetibile ogni stagione balneare. Tutto parte dai canoni di affitto, attualmente di poche migliaia di euro all’anno che, l’UNIONE EUROPEA, vorrebbe rincarare, in quanto ficcare il naso nelle questioni organizzative di ogni singola nazione, è diventato il suo “sport” preferito, ancor più se si parla di Italia. Secondo i dati di Legambiente e Nomisma i fatturati delle spiagge supererebbero di 100 volte il canone che i gestori pagherebbero. Sono 115, secondo quanto riportato da TgCom24, i milioni che lo Stato dovrebbe incassare annualmente, di cui 83 effettivamente riscossi. Gli stabilimenti balneari in Italia sarebbero 12.166 e dovrebbero fruttare molto di più.


Come sappiamo, la sentenza del Consiglio di Stato si ripromette di liberalizzare le concessioni dal 2024, ma nell’attesa della mappatura delle spiagge e dei lidi in concessione, il governo ha alzato il canone annuale minimo, come stabilito dal decreto di agosto, a 2.500 euro annui anziché i 363 precedentemente previsti.

Il grande timore di molti balneari è che in troppi non riusciranno a far fronte all’aumento previsto col rischio che gruppi stranieri, tra cui russi e cinesi, possano mettere le mani sulle nostre coste.
Per non parlare delle tariffe che, nella sfortunata ipotesi, i clienti degli stabilimenti balneari, non potrebbero più permetterdi per l’aumento vertiginoso degli ingressi giornalieri, noleggio lettini/sdraio e ombrelloni, oltre all’abbonamento estivo per la cabina, a cui molte famiglie italiane medie potrebbero rinunciare, dopo anni di fidelizzazione.

Un provvedimento, questo, che appare punitivo per i balneari e che non prospetta niente di buono neanche per l’italiano medio, che ha sempre ricevuto un buon trattamento qualità/prezzo con le sue spiagge. Purtroppo il nostro tempo non ci deve far pensare solo al COVID, ma anche alle innumerevoli conseguenze negative, che tutto questo potrebbe portare in ciascun ambito della nostra vita economica. Derive progettare a tavolino dai Massoni del Grande Reset, e che molti connazionali ancora non vogliono capire!

Di seguito, per chi non l’avesse ancora letto, l’articolo pubblicato pochi giorni fa sull’argomento, dal comitato Co.Te.Li 👇👇👇

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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