Vaccini a partire dai 5 anni. FAR RISCHIARE I BAMBINI PER PROTEGGERE GLI ANZIANI – Carlo D’Angio’ “ È questa roba qui che cercate di giustificare in nome della scienza?”

19 novembre 2021 – di Monica Tomasello – Redazione Co.Te.L.I.

Adesso vogliono far vaccinare i bambini a partire dai cinque anni d’età… Ma, dico io…, PERCHÉ? Perché mettere a rischio la salute dei più piccoli?

I bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni corrono, infatti, rischi estremamente bassi di ospedalizzazione, morte o contrazione grave del Covid. A fronte di questi limitatissimi rischi restano invece alti quelli per reazioni avverse.

Posto che è ormai ampiamente dimostrato, anche dai fautori della vaccinazione, che gli attuali vaccini anti Covid non prevengono affatto la trasmissione del virus, e che quindi il “sacrificio” dei nostri figli non ha alcun senso ai fini del controllo sul contagio, ci si chiede, in ogni caso, dove sia l’etica nella decisione di proteggere anziani e adulti facendo correre rischi gravi ai minori!

Inoltre, anche dagli studi delle case farmaceutiche e degli stessi enti regolatori non sappiamo nulla dei pericoli sul medio e lungo periodo, mentre sono già state riscontrate numerose miocarditi e pericarditi in giovani vaccinati e che, prima dell’inoculazione, erano perfettamente sani…

A tal proposito voglio condividere con Voi le parole di Carlo D’Angiò, da lui stesso pubblicate su Facebook:


Il siero non è mai stato una soluzione, ma sempre e solo un grosso problema. Tuttavia, quando era pensato per i bambini, nella logica perversa di chi legiferava al riguardo, c’era comunque una retorica (finta) costruita per loro. 

Esempio: usiamo il siero per proteggerli dal morbillo, dalla pertosse, dal tetano e così via. 

Il siero veniva presentato come una protezione per i bambini, anche se non ha mai realmente protetto nessuno. Perché almeno a livello di narrazione, pur fingendo di agire nel loro bene, le regole del vivere civico e dell’etica imponevano la tutela dei bambini prima di ogni altra cosa.

Il sentire comune è che per i bambini si fa di tutto. I bambini vanno salvati sempre e prima di ogni altra persona. A costo della vita di un adulto. Perché sono bambini, perché sono i nostri figli, perché sono il futuro.

Oggi, invece, abbiamo ribaltato le più elementari regole dell’etica. Tra Burioni e Fazio, e con loro tutti quelli del partito vacci-nazista, siamo arrivati al punto di prospettare – senza vergogna – una nuova finestra di Overton: quella secondo cui i bambini vanno sacrificati prima degli altri, perché sono untori e possono contagiare gli anziani.

Loro, i bambini, se lo mangiano a colazione il coronavirus, lo masticano e poi lo sputano (o lo cagano), senza neanche accorgersene. Fossimo in una società fatta solo di bambini, il coronavirus se ne poteva tornare tranquillamente nella provetta da cui è uscito. 

Ma non siamo in una società fatta solo di bambini. Ci sono anche gli adulti. Ci sono anche gli anziani. Ed è per questo che un esercito di covidioti li costringe – i bambini – a tenere una mascherina permanente, a perdersi gran parte dell’aria che respirano e dell’infanzia o della giovinezza che dovrebbero vivere, giocando con i loro amici.

Ora, si vuole inoculare nei loro corpicini un siero genico che ha già ampiamente dimostrato di essere nocivo e mortale a livelli incredibili. Avremmo quindi una serie di bambini danneggiati o uccisi da un siero che viene loro iniettato per proteggere… gli altri?

Sia chiaro, ho perso mia madre pochi giorni fa, ed era una persona anziana. Mio padre è una persona anziana, ancora più anziana di mia madre. Dal mio punto di vista dobbiamo proteggere gli anziani con tutte le risorse che abbiamo.

Ma credo che forse ci stava sfuggendo di mano questa piccola cosa: stiamo cioè sacrificando i bambini per proteggere i vecchi?

È così che deve andare? È questa roba qui che cercate di giustificare in nome della scienza?

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Il siero non è mai stato una soluzione, ma sempre e solo un grosso problema. Tuttavia, quando era pensato per i bambini, nella logica perversa di chi legiferava al riguardo, c’era comunque una retorica (finta) costruita per loro.

Esempio: usiamo il siero per proteggerli dal morbillo, dalla pertosse, dal tetano e così via.

Il siero veniva presentato come una protezione per i bambini, anche se non ha mai realmente protetto nessuno. Perché almeno a livello di narrazione, pur fingendo di agire nel loro bene, le regole del vivere civico e dell’etica imponevano la tutela dei bambini prima di ogni altra cosa.

Il sentire comune è che per i bambini si fa di tutto. I bambini vanno salvati sempre e prima di ogni altra persona. A costo della vita di un adulto. Perché sono bambini, perché sono i nostri figli, perché sono il futuro.

Oggi, invece, abbiamo ribaltato le più elementari regole dell’etica. Tra Burioni e Fazio, e con loro tutti quelli del partito vacci-nazista, siamo arrivati al punto di prospettare – senza vergogna – una nuova finestra di Overton: quella secondo cui i bambini vanno sacrificati prima degli altri, perché sono untori e possono contagiare gli anziani.

Loro, i bambini, se lo mangiano a colazione il coronavirus, lo masticano e poi lo sputano (o lo cagano), senza neanche accorgersene. Fossimo in una società fatta solo di bambini, il coronavirus se ne poteva tornare tranquillamente nella provetta da cui è uscito.

Ma non siamo in una società fatta solo di bambini. Ci sono anche gli adulti. Ci sono anche gli anziani. Ed è per questo che un esercito di covidioti li costringe – i bambini – a tenere una mascherina permanente, a perdersi gran parte dell’aria che respirano e dell’infanzia o della giovinezza che dovrebbero vivere, giocando con i loro amici.

Ora, si vuole inoculare nei loro corpicini un siero genico che ha già ampiamente dimostrato di essere nocivo e mortale a livelli incredibili. Avremmo quindi una serie di bambini danneggiati o uccisi da un siero che viene loro iniettato per proteggere… gli altri?

Sia chiaro, ho perso mia madre pochi giorni fa, ed era una persona anziana. Mio padre è una persona anziana, ancora più anziana di mia madre. Dal mio punto di vista dobbiamo proteggere gli anziani con tutte le risorse che abbiamo.

Ma credo che forse ci sta sfuggendo di mano questa piccola cosa: stiamo cioè sacrificando i bambini per proteggere i vecchi?

È così che deve andare? È questa roba qui che cercate di giustificare in nome della scienza?

(Carlo D’Angiò)


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