GUIDO RASI, EX DIRETTORE GENERALE EMA: “LA QUARTA DOSE NON SERVE, CREA PIÙ DOMANDE CHE RISPOSTE”. “STOP ALLE VACCINAZIONI DI MASSA, NON È SCONTATO CHE NON CREINO PROBLEMI AL CORPO”. IL SISTEMA IMMUNITARIO ANDREBBE IN DIFFICOLTÀ

17 Gennaio 2022 – Redazione

Il professor Guido Rasi, ex Ema e oggi consigliere del commissario Figliuolo, dice in un’intervista a Repubblica che la quarta dose di vaccino contro il Coronavirus potrebbe non servire. Ed è scettico anche sulla possibilità di un richiamo permanente dei vaccini: «Non ha senso mantenere il sistema immunitario continuamente attivato. Abbiamo una memoria che ci aiuta anche quando gli anticorpi calano. Forse non sarà in grado di evitare l’infezione, ma la malattia grave sì. E per il futuro sarebbe meglio elaborare una nuova risposta, più strutturata, piuttosto che continuare a organizzare vaccinazioni di massa in regime di emergenza».

Per Rasi la quarta dose, attualmente, «ci pone più domande che risposte. Al momento la consiglierei alle persone immunocompromesse, ai pazienti oncologici, a chi ha una riduzione rapida degli anticorpi perché è in dialisi». Mentre non conosciamo la durata della protezione della terza dose: «Ma ora ci sta chiaramente proteggendo dai sintomi gravi. E non torniamo mai al punto di partenza. Gli anticorpi calano come è naturale che sia. Ma la memoria immunitaria, la risposta cellulare, restano attive ancora oggi. È per questo che ci possiamo contagiare, ma ci ammaliamo meno». Anche se la quarta dose sarà sicura, per Rasi «non è scontato che una stimolazione continua e ripetuta dopo un po’ non crei problemi al sistema immunitario. In ogni caso non possiamo andare avanti con campagne vaccinali di massa ogni pochi mesi. Non è sostenibile. Bisognerebbe pensare a una risposta più strutturata».

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EMA: “VACCINAZIONI E BOOSTERS CAUSANO PROBLEMI AL SISTEMA IMMUNITARIO”. E ADESSO?

12 gennaio 2022 – di Redazione Co.Te.L.I.

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ammette che le VACCINAZIONI e i BOOSTERS causano problemi con la risposta immunitaria e affaticano il sistema immunitario della popolazione che le riceve.
Guarda il VIDEO: ⤵️

https://www.ilmattino.it/video/ema_non_possiamo_continuare_con_booster_ogni_3_4_mesi-6434660.html

E adesso? Cosa farà l’Italia? Continuerà imperterrita in questa sua “follia”? Attendiamo speranzosi nuovi “sviluppi”…

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia MC Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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Esplode un nuovo Pfizergate: “Oltre 1.200 decessi mai dichiarati al termine delle sperimentazioni”

18 Dicembre 2021 – Redazione Co.Te.Li

Proprio nei giorni in cui è stato annunciato l’imminente arrivo delle cosiddette “pillole anti-Covid” prodotte da Pfizer, il colosso del settore farmaceutico, che più di tutti si è arricchito con l’esplosione dell’emergenza Covid, ecco scoppiare l’ennesimo scandalo che vede coinvolta proprio l’azienda americana, accusata ancora una volta di poca trasparenza nel rendere noti al mondo i dati relativi alle sperimentazioni effettuate.


Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del Farmaco (Ema) e consulente del commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, ha annunciato ai microfoni di Sky Tg24:


Probabilmente le pillole per curare il Covid saranno disponibili in Italia da gennaio. L’Ema ha dato il via libera, il farmaco della Pfizer sembra molto utile rispetto al molnupiravir. Arriverà a giorni il via libera e la disponibilità ai primi di gennaio, probabilmente”.
Tutto pronto, quindi, per un nuovo e sostanzioso business. Nel quale si è prontamente tuffata una multinazionale che, però, in questi giorni è finita nuovamente nel mirino.


A chiamare in causa Pfizer è Trial Site News digital media che si occupa al 100% della trasparenza dei trial clinici e della ricerca clinica in tutto il mondo, che ha pubblicato un’inchiesta firmata da Sonia Elijah che svela l’esistenza di “documenti Pfizer altamente riservati, sinonimo dell’estrema mancanza di trasparenza avallata dal comportamento delle agenzie governative negli ultimi 20 mesi”. Dossier sui quali il mondo della scienza si interroga da tempo, relativi alle sperimentazioni dei vaccini dell’azienda americana e per i quali, a fine agosto, è stata presentata una richiesta di accesso ufficiale.


Oltre 30 scienziati e accademici hanno, infatti, intoltrato all’FDA (l’agenzia del farmaco americana) una domanda per visionare i documenti che hanno portato al via libera per il vaccino Pfizer, finito poi sui mercati di tutto il mondo con lautissimi guadagni per l’azienda che lo produce. Con fatica, il gruppo di esperti, sta riuscendo a rendere note le pagine ufficiali di quei dossier, per quanto vengano rese note con estrema lentezza, per poi renderle pubbliche. A far discutere è soprattutto il report di 38 pagine intitolato “Analisi cumulativa dei rapporti di eventi avversi post-autorizzazione di PF-07302048 (BNT162B2) ricevuti fino al 28 febbraio 2021”, basato su dati provenienti da vari Paesi del mondo (Italia compresa).


Tra i dati emersi, dopo aver esaminato i documenti, secondo Trial Site News, a preoccupare sarebbero le informazioni parziali fornite al mondo e 1.228 decessi registrati entro tre mesi dall’assunzione del vaccino, mai resi noti. Il tutto a conferma della poca trasparenza, durante un trial in cui non è nemmeno stato comunicato il genere dei partecipanti.


Per tutte le tipologie di eventi avversi riscontrati, inoltre, sarebbe emerso come le donne siano mediamente 3 volte più colpite rispetto agli uomini, in particolare per quanto riguarda le reazioni allergiche. 


Allo stesso modo, Trial Site News evidenzia come dall’analisi originale presentata alla FDA per ottenere il via libera sarebbero stati esclusi i dati sui rischi durante la gravidanza e allattamento. Numeri, che “sottolineano 413 casi avversi di cui 84 classificati come gravi” e che sembrano in nettro contrasto con l’analisi ottimista di Pfizer, che aveva affermato di non aver riscontrato pericoli per neo-mamme e future mamme.

FONTI: ➡️➡️➡️https://www.transparimed.org/amp/pfizergate

➡️https://bit.ly/33zvszz

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PARESTESIE: EMA RICONOSCE I BRUCIORI DA VACCINO. INFRANTO UN TABÙ. UN ALTRO PASSETTO IN AVANTI NEL RICONOSCIMENTO DEGLI EVENTI AVVERSI

FONTE: Andrea Zambrano (La Nuova Bussola Quotidiana)

Li hanno presi per nevrotici imbottendoli di ansiolitici, ma il loro dolore è vero. Nell’aggiornamento sulla farmacoviglanza del Comirnaty, l’EMA per la prima volta inserisce quasi 22mila casi di parestesie come possibile correlazione post vaccino. Sono i “misteriosi” bruciori riferiti da moltissimi – soprattutto donne – che in questi mesi hanno avuto la vita sconvolta e sono stati ignorati senza una diagnosi. Il patologo Bellavite alla Bussola: «Riconoscimento importante per accertare l’evento avverso, ora bisogna cercare le cause di questi sintomi per capire se sono di natura vascolare o neurologica». 
– DECESSI E RICOVERI: I NUMERI NON TORNANO di Nando Sanvito

Nell’ultimo aggiornamento sulla sicurezza vaccinale del 6 ottobre scorso, l’EMA ha riferito tra le reazioni avverse per il vaccino Comirnaty di Pfizer anche i casi di parestesie. In particolare, come scritto nella scheda redatta dal Comitato di valutazione rischi per la farmacovigilanza(PRAC) sono stati segnalati quasi 22mila casi di parestesie e ipoestesie su circa 1 miliardo e 220mila dosi somministrate nel mondo del vaccino Pfizer. La scheda riferisce che si tratta di casi segnalati spontaneamente che riguardano sospetti effetti correlati anche se «non necessariamente relativi o causati dal vaccino».

Il 75% di queste segnalazioni, però, riferiscono di una comparsa dei sintomi il giorno dopo la vaccinazione. In ragione di questo, il PRAC ha detto che le parestesie «dovrebbero essere aggiunte alle informazioni sul prodotto come effetti collaterali di Comirnaty».

Si tratta di un’informazione che apre uno squarcio importante sulla condizione di tante persone che da mesi lamentano reazioni avverse e dolorose al vaccino e non diagnosticate: bruciori, sensibilità alterata dei nervi, degli arti, dolori diffusi. In questi mesi la Bussola ha raccontato le storie delle tante – soprattutto donne – le quali, dopo aver fatto il vaccino, si sono ritrovate la vita sconvolta da questo tipo di sintomi invalidanti, col timore che siano permanenti.

Oggi le loro storie sono diventate il Comitato Ascoltami (QUI la pagina Facebook), che chiede di essere preso sul serio dai medici ai fini anzitutto di ottenere una diagnosi sul loro disturbo. Per la verità, un grosso ascolto non l’hanno ancora ottenuto, salvo alcuni servizi televisivi di Marianna Canè della trasmissione Fuori dal Coro condotta da Mario Giordano, che ha dato loro voce cercando di rompere quel muro di omertà che impedisce a questi malati speciali di essere considerati tali, diagnosticati e curati.

Fino a ieri l’assenza di un qualunque riferimento negli atti degli enti regolatori, Aifa e Ema in primis, ha sempre inibito, infatti, qualunque iniziativa medica per arrivare a una diagnosi vaccino-correlata. Come a dire: questi sintomi non sono riportati in letteratura, dunque scordatevi qualunque tipo di riferimento al vaccino. Il refrain che molte si sono sentite ripetere è stato «esclusa correlazione» o al massimo, «non posso escluderla, ma non mi azzardo a dirlo». 

Ebbene: pur trattandosi di “appena” 22mila pazienti nel mondo su più di un miliardo, e per giunta su segnalazioni spontanee quindi sottostimate, questi casi oggi esistono, sono segnalati e sono riferiti. È un segnale inequivocabile che ogni medico che visita questi pazienti, ora può basarsi su una “pezza d’appoggio” per poter ricondurre una diagnosi al vaccino.

In questo modo potrebbe cominciare il secondo step, quello dell’indagine sulle cause di queste parestesie, che sono disturbi della sensibilità o sofferenze di tipo irritativo delle fibre nervose sensitive, quasi sempre di tipo infiammatorio. La letteratura medica associa le parestesie – ad esempio formicolio, punture di spilli, bruciore, scossa elettrica, parte addormentata – a numerose malattie. Si tratta di un elenco sterminato per gravità e portata che, viene circoscritto prevalentemente a due macroaree: quella neurologica e quella vascolare.

Prof. Paolo Bellavite

«La parestesia è sicuramente un sintomo da non sottovalutare – spiega alla Bussola il professor Paolo Bellavite (in foto) – soprattutto se intensa e dura nel tempo. In generale, può dipendere da varie alterazioni dei tessuti, come ad esempio da problemi vascolari (di minore circolazione) o neurologici. Queste patologie si curano tanto meglio quanto prima sono riconosciute».

Secondo Bellavite, l’inserimento di queste parestesie tra le reazioni avverse nel vaccino è importante – al pari delle miocarditi e delle trombocitopenie già riportate – per andare a completare il quadro degli elementi che servono per arrivare a una correlazione da vaccino.

«Nell’algoritmo OMS che valuta le reazioni avverse ci sono tre passaggi: la ricerca di altre cause per la malattia (QUIBellavite aveva contestato proprio questo aspetto troppo limitante ndr), il secondo step è legato a una plausibilità biologica che spieghi il meccanismo per cui il vaccino possa aver sviluppato questi sintomi: un’infiammazione di un nervo è un plausibilità».

Ma perché si possa concludere il quadro degli elementi a disposizione, oltre alla coincidenza temporale con la somministrazione del vaccino, serve un riferimento alla letteratura scientifica. Ed è questo il terzo passaggio indispensabile per poter elaborare una vaccino-correlazione: «L’OMS impone la ricerca in letteratura di casi segnalati di quella specifica malattia. Se fossimo di fronte al primo caso al mondo, sarebbe difficile sostenere che potrebbe essere stato il vaccino.

Ebbene: il fatto EMA abbia incluso e riconosciuto le parestesie come sospetto evento avverso, è indice che questo terzo passaggio non può più essere invocato come una stranezza o una semplice coincidenza. È un riferimento utile a livello clinico per arrivare a una diagnosi perché le schede EMA fanno letteratura».

Dunque, è il caso di dire che le tante persone che vagavano nel buio, tra visite specialistiche e esami spesso negativi, possono finalmente chiedere di ricevere un trattamento più approfondito di quello che spesso molte di loro hanno ricevuto, a base di tranquillanti e ansiolitici. 

«Ci prendono per pazze», era il loro grido di allarme. Adesso ascoltarle è un imperativo, campagna vaccinale permettendo perchè il riconoscere questi disturbi che possono essere anche invalidanti, soprattutto se non curati subito, può mandare in crisi la narrazione sbilanciata del rapporto rischi/benefici che ha spinto indiscriminatamente alla vaccinazione di massa.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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