Green pass dal 15 ottobre, mondo del lavoro in ginocchio.

Allarme certificato verde nei luoghi di lavoro. A una settimana dall’obbligo del green pass crescono caos e preoccupazione.

Dopo infiniti dibattiti e polemiche dentro la stessa maggioranza  lo scorso 16 settembre il governo ha approvato il decreto. Che rischia di paralizzare il mondo del lavoro. Green pass obbligatorio per tutti i tutti i lavoratori,  pubblici e privati. Dipendenti, professionisti e autonomi. La misura scatterà dal 15 ottobre e durerà fino al 31 dicembre. Termine di cessazione dello stato di emergenza.

Green pass, fallisce il ricatto del governo

Conti alla mano, il governo ha fallito l’obiettivo di rendere la vita difficile ai no vax incrementando la vaccinazione. Invece di indurre i riluttanti a vaccinarsi per mantenere il posto di lavoro e una normale vita di relazioni, ha spinto le persone a tamponarsi. Così scatterà la corsa forsennata ai tamponi? Ma chi li pagherà? E qui si annida il problema che rischia la paralisi aziendale. Testimoniata dal grido d’allarme degli imprenditori. Che rischiano di perdere il personale se non si accollano i costi dei tamponi. Che hanno validità per solo 48 ore.

Zaia: controlli in azienda o sarà paralisi

CARI VENETI, NON SIETE STUFI DELLO STRAPARLARE DI QUESTO INETTO? NON CEDETE AL RICATTO E ALLA PAURA!!!!

Il govenatore del veneto Luca Zaia fotografa con preoccupazione il caos che scoppierà nelle aziende il 15 ottobre. “Perché – dice – non saremo in grado di offrire a tutti i non vaccinati un tampone ogni 48 ore. Gli imprenditori con cui parlo io sono preoccupatissimi”.  Non si tratta di contestare il Green Pass – sottolinea – ma di guardare in faccia la realtà: gran parte di questi 590 mila non vaccinati probabilmente non si vaccineranno mai. E del resto una quota di scettici c’è in tutti i paesi per qualsiasi vaccinazione”.

Confindustria fa marcia indietro

Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra.  Confindustria, favorevole al certificato verde, si è amaramente pentita. Dopo aver invitato gli imprenditori a non spendere una lira in tamponi, ora l’associazione degli industriali avanza l’ipotesi che assumersi il costo sia, purtroppo e controvoglia, l’unica strada praticabile. In Emilia Romagna dal numero uno di Confindustria, Valter Caiumi, arriva la proposta di  ridurre la spesa attraverso accordi specifici.

Trema BIG PHARMA. Primi arresti in Giappone. Sequestrati milioni di vaccini contenenti sostanze pericolose

GIAPPONE SEQUESTRA 2,6 MILIONI DI VACCINI MODERNA PER CONTAMINAZIONE. BIG PHARMA TREMA: INIZIANO I PRIMI ARRESTI…

03/09/2021 – La notizia degli arresti è da verificare…  (cosa non poco complicavista la censura del main stream…). Ma quanto affermato da Marcello Pamio sembra essere abbastanza plausibile.

Fonte: Marcello Pamio /Disinformazione

1 settembre 2021 – Qualche giorno fa il Giappone aveva sospeso ben 1,63 milioni di dosi del vaccino Moderna per contaminazione. Le sostanze estranee sono state confermate – afferma il ministero della salute – in 39 fiale inutilizzate in 8 siti di vaccinazione in 5 prefetture. 

L’affare è molto più serio di quello che i media ci raccontano perché adesso le autorità giapponesi ne hanno sospese un altro milione, dopo la morte di due uomini di 30 e 38 anni avvenute poco dopo la vaccinazione.

Ovviamente il problema non è la contaminazione: questi sieri sono tossici a prescindere.

La malafede traspare sempre in chi vuole far ammalare le persone: le sostanze estranee sono state confermate il 16 agosto eppure la Takeda Pharmaceutical Co., che si occupa della vendita e distribuzione del Moderna ha aspettato il 25 agosto per segnalare il problema al ministero. Sarà solo per questo il motivo per cui sono iniziati gli arresti?

Marcello Pamio

La notizia è stata anche rilanciata in un VIDEO di Enzo Mazzara su TikTok…

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

Gli studenti de La Sapienza di Roma contro vaccini e green pass

Siamo un gruppo di studenti dell’Università La Sapienza e vorremmo rispondere alla Sua lettera – (n.d.r. la lettera della rettrice è consultabile qui: https://www.uniroma1.it/it/notizia/lettera-della-rettrice-alla-comunita-studentesca-sulla-ripresa-delle-attivita-0) – rivolta alla Comunità studentesca, con cui Ella ci informa che il piano vaccinale deciso dal Governo è l’unica via d’uscita dalla pandemia.

E’ con un senso di profonda delusione che rileviamo come tale argomentazione, portata avanti dal Governo e dai media a reti unificate, venga riproposta in ambito accademico con una modalità assertiva volta a negare qualsiasi opinione che possa anche solo mettere in dubbio l’assunto su cui essa si fonda.

Come Lei sa, da medico e donna di scienza, il progresso delle conoscenze passa attraverso l’analisi obiettiva e trasparente delle evidenze scientifiche, che tenga in debito conto le posizioni critiche, minoritarie e dissenzienti.

Poiché, in qualità di studenti della Sapienza, abbiamo avuto il privilegio di apprendere questo metodo nelle aule di uno dei più antichi Atenei del mondo, non possiamo fare a meno di rilevare che, ad oggi, le evidenze scientifiche disponibili contraddicono le apodittiche affermazioni del Governo, tenuto conto del semplice fatto che, nel corso del mese di agosto 2021, si è registrato un numero di contagi e di decessi superiore rispetto a quello registrato nel mese di agosto 2020.

Questa semplice evidenza sembra confermare l’opinione, ormai largamente diffusa tra la popolazione, che il Green Pass rappresenti uno strumento di natura politica, più che di natura sanitaria, e che detto strumento sia volto, prioritariamente, a spingere gli italiani verso la vaccinazione di massa, aggirando in modo surrettizio l’art. 32, secondo comma, della Costituzione.

La stessa campagna vaccinale ha ormai messo in luce i rischi dei vaccini immessi in commercio dall’Unione europea in aperta violazione dei principi di precauzione, di consenso informato, di beneficienza, di non maleficenza e di giustizia; e confidiamo nel fatto che la Magistratura opererà per accertare il nesso di causalità tra vaccinazioni e reazioni avverse.

A questo punto non possiamo fare a meno di chiederLe se Lei sarà disposta, in quanto donna di scienza e in quanto medico, a prendersi la responsabilità di avallare uno strumento scientificamente rischioso e politicamente liberticida come il Green Pass, che peraltro determinerà il collasso della società civile come fino ad oggi ci è stato dato di conoscere, o se, invece, vorrà mettere argine a questa deriva.

Perché è evidente, Magnifica Rettrice, che, nel caso Lei scegliesse di avallare lo strumento del Green Pass, noi studenti saremo costretti a cercare altri luoghi, diversi dalla Sapienza, dove la ricerca, la conoscenza e la cultura si ispirino ai principi che il Green Pass intende sopprimere.

La ringraziamo per l’attenzione e la salutiamo cordialmente.”

Un gruppo di studenti della

FISI: il green pass è illegittimo. Sospendere gli operatori sanitari e’ inutile e dannoso

Nonostante il Presidente dell’Ordine dei Medici abbia confermato che il GREEN PASS non ha alcuna logicità sanitaria e nonostante i dati di altri Paesi (ad esempio Inghilterra e Israele) dimostrino come essere vaccinati non significa morire di meno (anzi), continua la morsa mediatica e si impedisce ogni contraddittorio.

La “sospensione dal lavoro e da ogni retribuzione” per chi, Operatore Sanitario, per libera scelta e ritenuto eroe quando tutti scappavano, non intende sottoporsi ad una pratica che non protegge se stessi nè l’utenza, è una disposizione inutile e dannosa, prima ancora che illegittima ed incostituzionale. Infatti è riportato negli stessi bugiardini dei ”vaccini” che coloro ai quali vengono somministrati non si immunizzano, possono ugualmente infettarsi e trasmettere l’infezione.

La sospensione da ogni diritto costituzionale (e diritto al lavoro ed ad una equa retribuzione lo sono!) la si utilizza quando si realizza un colpo di Stato e si è in presenza di una dittatura. In questo momento non è dunque peregrino affermare che è proprio di fronte a questo che ci troviamo…

La FISI, Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali, scrive ai Presidenti delle Regioni: sospendere gli operatori sanitari free vax è inutile – ai fini del contenimento della Pandemia –  e dannoso per il sistema sanitario e per i cittadini .

L’adozione di idonei protocolli e linee guida comportamentali e di igiene bastano da sole ad evitare le infezioni, così come dimostrato in oltre un anno di pandemia negli Ospedali e nelle strutture sanitarie.  La FISI, ancora una volta, cerca dunque di La FISI , ancora una volta, cerca dunque di sensibilizzare la parte politica con un documento in cui si chiede ai Presidenti delle Regioni di congelare le sospensione in attesa, anche, dei numerosi contenziosi esistenti.

Il documento inviato ai Presidenti delle Regioni ➡️Link clicca qui

dati della pandemia disegnano un panorama diverso da quello che viene rappresentato dal Mainstream: i morti da COVID 19 e degenti in Terapia Intensiva (unici dati su cui poter far affidamento) sono addirittura superiori, a quelli dello scorso anno ed evidenziano come la pratica vaccinale si stia dimostrando non soltanto inefficace ma in alcuni casi addirittura dannosa (solo a titolo di esempio in Italia sono state segnalate 2.262 sospette reazioni avverse gravi al vaccino Pfizer-BioNTech a fronte di 6.994.739 dosi somministrate, tasso di segnalazione di 33 per 100.000 dosi. Fonte Società italiana di farmacologia.) .

Per ulteriori INFO visita il sito: FISI NAZIONALE

Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, fra cui anche Marzia Chiocchi di Mercurius5, e Monica Tomasello di Catania CreAttiva, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale

A un martire della verità

di Massimo Citro

Medico Chirurgo, Specialista in Psicoterapia, Dottore in Lettere Classiche a indirizzo storico

Autore di “Eresia, riflessioni politicamente scorrette sulla pandemia”, Byoblu Ed. 2021 (25.000 copie).

Giuseppe De Donno è un martire del Fronte di Liberazione Nazionale che spontaneamente si costituiscefra i cittadini che si oppongono all’odierna oligarchia di governo e reclamano verità e giustizia. Primario di Pneumologia all’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, De Donno ha salvato moltissime vite applicando l’antica e collaudata terapia con il plasma iperimmune. Durante un’epidemia mortale, ha avuto il coraggio di curare i pazienti che il Sistema oligarchico, asservito agli interessi delle élite finanziarie sovranazionali, non voleva che guarissero. Per accrescere il numero di morti che avrebbero legittimato le restrizioni illegali, il regimedi polizia e l’approvazione di sostanze iniettabili, impropriamente spacciate per vaccini, che altrimenti non l’avrebbero mai ottenuta, se non in una situazione di emergenza, che non c’era. Inscenata sulla pelle della gente sacrificata sull’altare di un crimine mondiale eugenetico.

De Donno ha osato curarli e il Sistema non gliel’ha perdonato, l’ha perseguitato senza tregua, umiliandolo oltre misura, fino a che il suo animo buono e ipersensibile non ha più retto. Il Sistema è responsabile della sua morte, come lo è di quei tre milioni nel mondo, che già costituiscono mezzo olocausto. Con De Donno l’oligarchia si è spinta oltre ogni limite tollerabile: centinaia di Colleghi sono caduti sul campo per salvare vite umane, ma quello che è stato fatto a Giuseppe è la goccia che fa traboccare il vaso e forse l’inizio della reazione popolare per riconquistare la libertà. Non si dimentichi che fu proprio l’assassinio dell’ammiraglio Coligny a scatenare la Notte di San Bartolomeo. La CoViD-19 si cura benissimo e facilmente, se la si cura subito e bene, a casa, e non necessita né di “vaccini” nédi monoclonali. La cura c’è già, c’è sempre stata, e su questo il Sistema ha mentito e continua a mentire, per giustificare il crimine. I responsabili dovranno risponderne alla sbarra di un Tribunale italiano o internazionale o del popolo, magari con i parenti delle vittime come giurati.

De Donno era un medico nel senso sacrale della parola enon un sanitario, termine che nella neolingua vorrebbe apparentare i medici agli accessori dei bagni per desacralizzarli e asservirli agli interessi industriali. L’ho ricordato nel mio libro “Eresia”: Giuseppe dichiarò, più di un anno fa che “la scienza deve essere gratuita, uno scienziato pagato non è credibile e noi medici siamo imissionari della scienza”. Se il Sistema ha creduto, eliminando Giuseppe, di aver neutralizzato i medici missionari, fedeli al giuramento ippocratico e non ai decreti di un regime illegale, si sbaglia di grosso: siamo un fronte unito di medici che hanno giurato, fedeli alla sacralità del ruolo e del dolore, al rispetto per la personae per le leggi divine, e che mai si piegheranno a questa oligarchia. Il dottor De Donno è con noi, nei nostri cuori, ogni giorno, fino alla fine. Al Sistema d’ora in poi non resta che tremare e ripensare ai peccati di Riccardo III che fanno ressa alla sbarra gridando: “Traditori! Spergiuri oltre ogni limite! Assassini! Assassini crudeli oltre ogni limite!”.

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Comunicato Stampa Associazione Partite IVA

COMUNICATO STAMPA dell’Associazione Nazionale Partite Iva:

Ci lasciano perplessi le dichiarazioni che arrivano dal Viminale, la cui linea, come apprendiamo, sembra essere di non vietare i raduni, imponendo tuttavia delle regole severe e soprattutto pesanti sanzioni.

Come riportano alcune fonti di informazione, inerenti le indicazioni date dal Ministro Lamorgese , le manifestazioni dovranno essere “statiche”.

La strategia del Viminale vorrebbe andare nella direzione di “dimostrare che non c’è alcuna dittatura sanitaria, ma nemmeno la libertà di muoversi senza precauzioni”.

Sono proprio certe precauzioni, che hanno messo in ginocchio il comparto delle partite IVA, che abbiamo già visto in altre situazioni non essere rispettate da chiunque, si-vax, no-vax, pro-vax , in pratica tutte le categorie e non solo quelle categorie che oggi scendono in piazza a reclamare dei precisi diritti.

Una serie di controsensi, da parte del Ministro, dal momento che prima ha parlato di “manifestazioni inaccettabili che indignano“, poi ha evidenziato che le manifestazioni di sabato “non erano autorizzate“. Dichiarazioni di dubbia interpretazione che potrebbero lasciare intravedere altro.

Così la decisione della Questura di Roma che ha dato notizia della scelta di spostare il sit-in da Montecitorio in accordo con la Prefettura, dopo aver analizzato la questione in sede di Comitato di ordine e sicurezza pubblica, a Piazza del Popolo.

“Non è prevedibile ipotizzare il numero di partecipanti che potrebbe aderire all’iniziativa che potrebbe essere superiore a quello indicato dai promotori in quanto la stessa è stata ampiamente pubblicizzata anche sui canali social, non solo dai diretti organizzatori“.

La risposta a Sangalli di Confcommercio, che dice No alle manifestazioni anti-pass come quella organizzata l’ altro ieri a Roma, sì ai vaccini e al ricorso massiccio al certificato verde per uscire dall’emergenza e azzerare i fattori di rischio che minacciano la ripresa dell’economia. «Solo profilassi e certificato ci faranno uscire dal tunnel», è formulata direttamente dal Presidente delle Partite IVA, Angelo Di Stefano.

“Caro Sangalli, anziché criticare le nostre manifestazioni ed iniziative si incominci a chiedere perché sono nate associazioni come ” Le partite iva “, ci avete lasciato da soli a chiedere di lasciarci vivere.”

E conclude: “A volte a tacere si fa più bella figura”.

Desideriamo ricordare che questa organizzazione è apartitica e rappresenta le migliaia di Partite IVA che hanno subito pesanti perdite, ed in troppi casi la chiusura delle attività, negli ultimi due anni.

Le nostre proteste diventano quindi legittime, dal momento che il Governo ci ha abbandonati.

Ufficio Stampa Associazione Nazionale Partite I.V.A.

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Matteo Bassetti, quando la scienza sposa la dittatura

di Marzia MC Chiocchi

Durante il processo di Norimberga i 24 più importanti capi nazisti, catturati o allora ancora in vita, sottoposti a pressanti interrogatori, seppero solo giustificare i loro crimini contro l’Umanità rispondendo, laconicamente, “Abbiamo solo eseguito gli ordini”. Da quando ho raggiunto l’età della ragione, non è stato difficile capire, ad esempio, che è ladro chi ruba e chi regge il sacco e così, anche per i gerarchi del Terzo Reich, non ci poteva essere giustificazione per i crimini di cui si erano macchiati. In quegli anni l’Europa era al centro di una guerra mondiale in cui le armi, le bombe, i rastrellamenti della popolazione ebraica, dei “diversi” e i campi di concentramento, davano il senso concreto di cio’ che stava accadendo. OGGI NO! Un dì ci siamo svegliati e i nostri governi ci hanno comunicato che eravamo sotto scacco di un virus nuovo, proveniente da un Paese lontano, che avrebbe mietuto molte vittime. La storia dell’ultimo anno e mezzo, con le sue verità e le sue innumerevoli bugie ci ha portato fino a qui, nella consapevolezza di un Piano programmato da tempo, per buona parte della popolazione, e nella creduloneria dei più, dormienti di un sonno profondo, profeti di una nuova religione: il “bigottismo scientifico“, il cui motto e’: credere, credere, credere incondizionatamente, ad una congrega di massoni senza Dio, o per meglio dire contro Dio. E così ci siamo imbattuti in virologi di lungo corso, ma anche parvenu, testimonial di quel pensiero dispotico e totalitarista che speravamo dissolto come polvere al vento. E invece quel pulviscolo, un po’ luciferino e un po’ hitleriano (che poi sono la stessa cosa), è caduto nuovamente sulla Terra, nello strenuo tentativo di imporre nuove forme di dittatura aggiornate e rieditate, sottoforma di filantropia sanitaria, nel forzare la mano verso un SIERO GENICO SPERIMENTALE, a tutela di una salute pubblica di cui non interessa affatto ai politicanti da 4 soldi che ci ritroviamo sul groppone, e ai Baroni della medicina di nuova concezione mass@nica. Tra questi ultimi i surrogati del dott. Menghele, tra i quali eccelle per attività e solerzia Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Trattasi del piu’ indigesto e agguerrito tra i virologi! Forse per i numerosi contratti firmati con le più importanti aziende farmaceutiche? Il fascistello, che trascorre più tempo in TV che in corsia, non manca di regalarci perle di saggezza quotidiane, infarcite di nazifascismo, che pubblichiamo a seguire:

Classi con studenti e docenti vaccinati. I non vaccinati in Dad. La politica dovrà fare una riflessione”. Questo lo ha dichiarato a L’aria che tira – Estate evidenziando l’importanza di procedere con la campagna di vaccinazione in vista del nuovo anno scolastico. “Io ho 2 figli, uno di 12 e uno di 16 anni: li ho vaccinati senza alcun dubbio. I ragazzi hanno il diritto di tornare a scuola in presenza e sicura, con docenti e studenti vaccinati. Ragioneremo a settembre, vedremo quale è la circolazione del virus e quanti sono i ragazzi vaccinati: la politica dovrà prendere una decisione”, dice.

Avrà vaccinato i suoi figli col Placebo, con l’acqua fisiologica o con cos’altro? Il povero Ippocrate si rivolterà nella tomba, mentre consigliamo a piccolo despota, di rileggere, studiare e fare propria la Storia, per capire che sponsorizzare le dittature non ha mai portato bene. Ma l’essere umano, adulato dal canto delle Sirene, come accadde a Ulisse nell’Odissea, e’ da sempre caduto nella trappola del delirio di onnipotenza e dell’immortalità’! Un film cult di fine anni novanta “L’Avvocato del diavolo” lo insegna. La bestia e’ sempre in agguato, sotto mentite spoglie, pronta a stuzzicare la preda senza Dio dei Cieli, ma seguace del Dio denaro.
e così il Matteo delirante continua:

“Faremo classi con studenti e docenti vaccinati, oppure in presenza ci saranno i vaccinati e in Dad i non vaccinati: è una riflessione che deve fare la politica. L’obbligo di vaccinazione rimane l’extrema ratio, Serve un’attività di moral suasion, dobbiamo dire alle persone che l’unico modo per combattere il virus è il vaccino. Credo sia giusto che nelle classi in presenza ci sia il più alto numero di vaccinati. Se ci riusciamo, bene”, aggiunge.” Altrimenti la scelta spetta al ministro dell’Istruzione. Ci accontentiamo di classi con 3 studenti vaccinati su 4 e ai non vaccinati mettiamo la mascherina? Oppure, se c’è alta circolazione del virus, è bene che i non vaccinati seguano le lezioni a distanza? Io da medico spero di vedere classi con il 100% di vaccinati. Come arrivarci? Spetta alla politica decidere. Resto basito quando sento che ci sono 200mila docenti non vaccinati. Sono basito da questo atteggiamento, non mi aspettavo così tanta avversione nei confronti dei vaccini”, afferma ancora.

E adesso rinfreschiamo la memoria sui suoi legami e accordi con le più importanti industrie farmaceutiche e affini.

BASSETTI SAREBBE NEL COMITATO CONSULTIVO DELLE LOBBIES CHE PRODUCONO VACCINI. E’ il medico più ricercato dal mainstream. Risulta membro del Global advisory board and International delle seguenti industrie: Pfizer, MSD, Astellas, Angelini, Aventis, Tetraphase, Bayer, Paratek, The Medicine Company, Achaogen, Cidara, Menarini e Nabriva. Quindi collabora con i produttori di farmaci e vaccini! E’ lecito che un medico avente simili conflitti di interesse con le industrie farmaceutiche venga interpellato sui vaccini? Fatevi una domanda e datevi una risposta, a meno che non vi abbiano ottenebrato la parte frontale della vostra testa. E a questo punto…tutto e’ possibile!

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA

( Dante Alighieri)

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Grafene: sempre più presente nella nostra vita

di Marco Lehnus

La sua scoperta, è attribuita nel 2004 agli scienziati sovietici Andrej Gejm ed al suo discepolo Kostantin Novoselov, che nel 2010 vinsero il premio Nobel per la fisica. Essi cercarono di ottenere delle strutture molto sottile dalla grafite, con l’intento di confrontarne le proprietà con quelle dei nanotubuli di carbonio, entità peraltro già conosciute da tempo. Con metodo dalla semplicità quasi sconcertante, frapposero delle scaglie di grafite tra due nastri di scotch, ottenendo, nella fase della loro separazione, frammenti sempre più sottili di grafite, via via che si andava ripetendo la metodica ed al termine della quale veniva aggiunto, a supporto, uno strato di silicio. Riuscirono cosi a realizzare fogli estremamente sottili di grafene, dello spessore di un solo atomo di carbonio, dei quali iniziarono a studiarne le proprietà elettriche.

Il grafene, è il materiale più sottile al mondo, che pare essere destinato a stravolgere il futuro di moltissimi settori della vita umana, ivi compresa, per le sue stupefacenti proprietà e conseguenti potenziali applicazioni, quello nella ricerca ed applicazione medica. A questo proposito è interessante rilevare la dichiarazione fatta nel 2016 dagli scienziati dell’Università di Manchester, con la quale affermano di aver scoperto che l’ossido di grafene, può sconfiggere il cancro.

Questo nanomateriale, neutralizzerebbe le cellule staminali tumorali, non risultando tossico per le cellue sane. Se i fatti confermeranno queste evidenze, è probabile che chemio e radioterapia potranno, almeno in parte, essere accantonate o ridimensionate, giacché il loro effetto, per quanto utile nella distruzione delle cellule neoplastiche, risulta però nefasto anche per le cellule adulte sane e per le cellule staminali (le cosiddette cellule totipotenti, pronte ad evolversi in una delle varie linee cellulari (muscolari, ossee, cardiache, polmonari, epatiche…) del nostro organismo.

Gli iniziali tentativi di ricavare dalla grafite il grafene, la cui struttura è bidimensionale, risalgono al 19° secolo e l’intento attuale è di essere utilizzato, quest’ultimo, per creare oggetti tridimensionali, sapendo che nello allo spessore di un millimetro di grafite, sono contenuti tre milioni di strati di grafene, ognuno dei quali ha lo spessore di un atomo di carbonio. La struttura chimica del grafene, appare quindi come 1 foglio di atomi di C (carbonio) disposti in forma di “reticolo esagonale simmetrico”.  Per meglio comprendere il rapporto tra grafene e grafite, possiamo immaginare quest’ultima come un libro, nel quale ogni singola pagina sia costituita dal grafene, con il particolare che, pur essendo la pagina parte del libro, essa presenta proprietà molto diverse dal libro intero!  

Perche’ assottigliare la grafite per ottenere il grafene?

Perché ciò costringe gli elettroni a muoversi lungo il piano di questi “fogli”, il reticolo esagonale simmetrico, la cui struttura influenza il comportamento degli elettroni stessi, facendoli divenire equivalenti a particelle prive di massa, simili, quindi, a neutrini (particelle subatomiche elementari di massa quasi irrilevante) ma, a differenza di questi, elettricamente carichi. Il “percorso forzato” all’interno del reticolo, fornisce agli elettroni stessi, una elevata mobilità che conferisce loro la caratteristica di particelle “balistiche”, ovvero di proiettili non deviabili e capaci di viaggiare su distanze microscopiche elevate.

Le proprietà del grafene, sono quelle di un materiale ultraleggero, flessibile e tra le cento e le duecento volte più resistente dell’acciaio, risultando  inoltre, essere un ottimo conduttore di calore e corrente. Quasi trasparente ed impenetrabile anche da un solo atomo di elio (gas nobile), si lascia però attraversare dalle molecole d’acqua, risultando, peraltro, un ottimo filtro per la depurazione di acque reflue e acqua di mare, dalla quale ricavare acqua potabile. All’umanità sono stati necessari circa centossessanta anni per ricavare il grafene dalla grafite, ora molto resta ancora per poterlo impiegare su vasta scala industriale.

Le sue caratteristiche lo vedono già impiegato per le batterie delle auto elettriche e degli smartphone, con tempi di ricarica estremamente veloci, ma anche nella costruzione di veicoli, quali automobili ed aerei più leggeri e più resistenti.

Nel settore medico?

Nel campo medico, si attendono le sue future applicazioni, trattandosi di nanotecnologie con le quali sviluppare sensori intelligenti ed ultrasensibili capaci, una volta introdotti nell’organismo per via subdermica od intravascolare, di monitorare le varie attività di tessuti e degli organi  – fra i quali il cervello – raggiungendoli, al fine anche del recapito diretto di un eventuale principio farmacologicamente attivo per la cura di una specifica affezione.

Ma, allo stato attuale, la realtà potrebbe essere meno edificante e rassicurante, rispetto alla narrazione fin qui fatta, poiché da vari studi recenti condotti in Spagna ed in altri Paesi, sembra che  l’ ossido di grafene  sia contenuto nelle mascherine chirurgiche, che il mondo intero, obbligatoriamente, si trova costretto ad utilizzare dall’inizio dell’era covid. Inoltre, le stesse fonti universitarie pubbliche spagnole, dichiarano che con la microscopia elettronica e la spettroscopia, nei tamponi utilizzati per la PCR (reazione a catena per la polimerasi) e nei test antigenici, siano presenti nanoparticelle di ossido di grafene. Allo stesso modo, tutte le varianti dei “dispositivi genici” della BigPharma inoculati fino ad oggi alle popolazioni del pianeta, conterrebbero una stessa considerevole quantità di ossido di grafene. Non ne sarebbero stati esenti nemmeno i vaccini antinfluenzali degli anni precedenti, nei quali l’ossido di grafene sarebbe stato utilizzato come adiuvante, come pure i nuovi vaccini anti-inflenza comune ed i cosiddetti “nuovi vaccini” anti-covid intranasali.

Da studi medici qualificati e certificati, sembra che i tristemente noti effetti trombotici in corso di patologia acuta da covid, si debbano ascrivere all’ossido di grafene per il suo elevato effetto coagulativo sul sangue. Allo stesso tempo, l’ossido di grafene risulterebbe immuno-soppressore in conseguenza agli effetti di scompenso sullo squilibrio ossidativo, indotto da questo tossico, in termini di carenza di riserve di glutatione, il cui stoccaggio è a livello epatico.

Un carico maggiore di ossido di grafene somministrato, determinerebbe il collasso del sistema immunitario con inevitabile  “tempesta citochinica”, proprio come accade nella malattia conclamata attorno al 4° / 5° giorno, qualora – rispetto al consumato mantra della “tachipirina e vigile attesa”, responsabile di innumerevoli morti per omicidio di stato –  non venga instaurata una adeguata e tempestiva terapia delle fasi iniziali con presidi farmacologici, quali idrossiclorochina o ivermectina associate ad altre variabili terapeutiche, quali aspirina, azitromicina (od altri antibiotici specici) ed eparine a basso peso molecolare.

L’osservazione clinica ed il riscontro autoptico, confermerebbero come l’ossido di grafene, sia responsabile del quadro di polmonite interstiziale bilaterale. Sintomi legati alla sua presenza nel corpo sono il sapore metallico in bocca e la perdita parziale o totale del gusto (ipogeusia o ageusia) e dell’olfatto (iposmia o anosmia) seppur generalmente temporanee. Gli stessi sintomi si possono iniziare ad avvertire intorno alla fine della prima settimana di malattia da covid 19 conclamata. Per inalazione, l’ossido di grafene, provoca infiammazione delle mucose delle prime vie respiratorie ed anche in questo caso ageusia ed anosmia.

Sono oramai acclarati gli effetti magnetici cutanei, conseguenti alla proprietà elettromagnetica dell’ ossido di grafene, che è stato inequivocabilmente obiettivato su milioni di persone, nelle ore immediatamente successive all’inoculazione del dispositivo genico e che ora trova una concreta  risposta al “curioso fenomeno” dopo l’identificazione del tipo di tossico presente nello pseudo vaccino.  

A completare il quadro iniziale delle acquisizioni di queste ultime ore, vi sarebbe l’acquisizione che questo tossico, sia il presunto Sars-Cov-2 dal quale avrebbe preso l’avvio della malattia nota come Covid – 19 .  Notizia, a mio parere, ancora nebulosa che necessita di conferme che dovrebbero provenire da più laboratori di ricerca universitaria, per poter godere di credito.

Se ciò dovesse essere confermato, prenderebbe consistenza maggiore quel sospetto che da oltre un anno aleggia nel mondo scientifico emarginato, delegittimato e deriso, circa il non ancora dimostrato isolamento del virus che, qualora identificato ed isolato, avrebbe consentito la preparazione di un vero vaccino secondo i canoni classici, riconducibili agli insegnamenti della microbiologia (materia del 2° anno del corso di laurea in medicina e chirurgia).   Le mie reminiscenze di quegli studi, mi confermano che la preparazione di un vaccino, avviene partendo dall’isolamento del virus, per procedere poi ad una delle seguenti successive fasi: fase di uccisione o attenuazione del suo potere virulento o alla predisposizione della sua totale avirulenza.

Al termine di dette fasi, sarà possibile predisporre la fase finale, ovvero la preparazione del vaccino purificato, da inoculare in via preventiva alla popolazione esposta al contagio, qualora non già protetta naturalmente per aver contratto l’affezione in modo sintomatico od asintomatico, che ne abbia conseguentemente stimolato le difese attraverso la produzione di anticorpi specifici.

Da ultimo, è interessante ricordare che esiste una banda di frequenza elettronica specifica, in funzione della quale il grafene, come moltissimi altri materiali, viene sollecitato ad ossidarsi molto rapidamente, andando così a rompere quell’equilibrio nell’organismo, che consente la produzione e l’accumulo, a livello epatico, delle riserve di glutatione, il più potente e rappresentato anti-ossidante del nostro organismo.  Sembra oramai evidente che la banda di frequenza in grado di scatenare questo effetto negativo sul rapporto ossido di grafene / glutatione, venga emessa con le nuove larghezze di banda di trasmissione della tecnologia wireless 5G.   Ad maiora!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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VACCINI CON PLACEBO? SEMBRA DI SI

di Fabio d’Angelo

I vaccini sono in sperimentazione clinica?

Sembra di si, ma non solo, risulterebbe che Astrazeneca sia con placebo, a doppio cieco ed a singolo con Pfizer, Moderna e Janssen. Tutte le case produttrici avrebbero l’obbligo di presentare la relazione finale fra fine 2022, fine 2023 ed inizio 2024. Queste cose sono scritte nelle determine di approvazione delle sperimentazioni cliniche, rilasciate all’AIFA. Si tratta, rispettivamente, delle determine n.154 del 23 dicembre 2020 per Pfizer (C4591001), N.1 del 07 gennaio 2021 per Moderna (mRNA-1273-P301), n.18 del 31 gennaio 2021 per Astrazeneca e n. 49 del 27 aprile 2021 per Janssen (VAC31518COV3001).

Il prospetto della tabella di scadenze di presentazione e degli step clinici ed il fatto che si tratterebbe di sperimentazioni cliniche randomizzato con uso placebo in cieco per osservatore, sono trascritti sic et simpliciter, anche nelle schede tecniche dei medicinali autorizzati. L’unica eccezione e’ la scheda tecnica di Astrazeneca che menziona, solamente, il numero della sperimentazione autorizzata. Per Astrazeneca, quindi, si e’ proceduto ad una ricerca sul codice di autorizzazione n. D8110C00001, da cui e’ emerso un provvedimento di adesione del sant’Orsola di Bologna a quello studio clinico. Nel provvedimento dell’ospedale bolognese, si e’ rilevato che si tratterebbe di una sperimentazione di fase III multicentrico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo in adulti.

Allora i vaccini sono in sperimentazione e clinica?

Da quanto si legge nelle determine autorizzative e nelle relative schede tecniche sembrerebbe, quindi, che questi medicinali, siano realmente in sperimentazione e clinica randomizzato. Pertanto, alcune questioni si pongono alla nostra attenzione e riflessione. Perche’ l’AIFA nelle determine chiama medicinali, cio’ che da altre parti del sito chiama vaccini? Poi, se e’ vero che siamo in sperimentazione, perche’ la popolazione italiana  non e’ stata adeguatamente ed opportunamente informata di stare partecipando a trial clinici, attraverso comunicazioni ufficiali ed attraverso il co senso informato di ogni singolo cittadino, che ha partecipato? Si possono tenere allo scuro gli italiani su delle informazioni cosi importanti, specie se meta’ di essi sono stati forse trattati con placebo?

In conclusione si può dire che

Molti dubbi nascono, poiche’ effettivamente i segnali sono contrastanti. Infatti da un lato dovremmo essere in presenza di sperimentazioni cliniche, come si evince dai documenti ufficiali. Mentre dall’altro, tutto cio’ viene presentato come una campagna di immunizzazione di massa. La questione resta aperta.

NELLE PROSSIME ORE, PROVVEDEREMO A PUBBLICARE LE DETERMINE UFFICIALI IN FORMATO PDF, PER UN AGEVOLE ED EVENTUALE ARBITRARIA LETTURA.

IN SCIENZA E COSCIENZA

di Marzia MC Chiocchi

E’ una delle tante storie di medici di scienza e coscienza, di cui abbiamo letto e sentito parlare in questi ultimi mesi. Il protagonista della vicenda che andremo a raccontare e’ il dott. Ennio Caggiano, medico di base della provincia di Venezia. Della sua lunga esperienza professionale ha molto da rivelare, non solo per le mille storie di vita quotidiana vissute seguendo i suoi pazienti, ma anche per i numerosi attacchi subiti da alcuni colleghi, non proprio in linea con il suo operato, sempre teso a proteggere i propri assistiti. Tralasciando, però,  il passato, arriviamo al 2020 anno nefasto e infausto per i motivi che ben conosciamo. Caggiano, uomo dallo spiccato senso dell’umorismo e dell’ironia, nelle pagine dei social, così come nel suo ambulatorio, non ha mai nascosto la voglia di prendere in giro alcune scelte del sistema sanitario, pubblicando e appendendo vignette e frasi ironiche come forma di denuncia. Così, sopratutto in quest’ ultimo anno, sono state varie le visite di ispezione dei cosidetti “verificatori “, alias ambasciatori del potere costituito pronti ad attaccare il malcapitato medico, reo, questa l’accusa, di aver utilizzato metodi poco professionali all’interno di una struttura pubblica ( ambulatorio ), per esprimere il proprio dissenso.

Così, è arrivato il 5° richiamo della sua carriera. Dagli altri ne è uscito sempre abbastanza bene, non perché i “controllori” ritenessero che avesse ragione, ma più che altro perché, considerandolo una persona scomoda, punirlo, avrebbe peggiorato la situazione sollevando un polverone che a loro, in quel momento, non avrebbe portato beneficio.  Poche settimane fa, invece, l’ultimo procedimento a suo carico, ha visto applicare, per tre mesi, la riduzione dello stipendio del 10%, come avviso di ciò che potrebbe accadere nell’immediato futuro: sospensione dello stipendio e risoluzione del contratto.

Perche’ proprio adesso una punizione cosi estrema?

Perché probabilmente gli ispettori amano “ vincere facile”, come recita un famoso spot pubblicitario, e solo adesso hanno trovato terreno fertile per attaccare duramente, sostenuti da una politica che trova nutrimento nel terrore, che il governo sta seminando a piene mani. I pazienti del dott. Caggiano, per questo, oltre ad avere espresso tutta la loro solidarietà, si sono detti preoccupati, perché se il loro medico non potrà più esercitare, se ne vedranno assegnare uno, che qualcun altro avrà scelto per loro.

Il dott. Caggiano, al momento in cui il lettore scorrera’ questo articolo, si troverà davanti al Collegio Arbitrale dove illustri giustizieri, decideranno la sua possibile radiazione dall’Albo dell’Ordine dei Medici per eccesso di libera espressione, comunicazione e per aver abusato del diritto di parola e satira. Nel frattempo, poi, si è  permesso di affrontare,  con i suoi pazienti, l’argomento “vaccini“, tema divenuto ormai dogma, su cui non si puo’ e non si deve assolutamente discutere. Ma occorre puntualizzare che, le idee del dott. Caggiano sono sempre state critiche, spesso ironiche, a volte polemiche, discutibili, ma mai in assoluto contrarie. Un esempio per tutti: in una vignetta ha scritto. ..il vaccino rende liberi…attirandosi l’accusa di farsi gioco dell’olocausto ( in riferimento alla frase che campeggiava sul cancello d’ingresso di Auschwitz…il lavoro rende liberi…). Ma il senso di ciò che ha scritto, indubbiamente e cinicamente crudo, era quello di prendere in giro quella forma di comunicazione, inizialmente velata, per cui farsi il vaccino ti rende libero,  permettendoti di circolare senza impedimenti (vedi pass). Caggiano, infatti, ha spiegato che i vaccini non si dovrebbero fare per amore di qualcuno (il prossimo), ma per  consapevolezza, nella piena libertà di scelta. E queste parole lo hanno isolato dai colleghi, lasciandolo solo, in compagnia dei propri pazienti e di qualche giornale e TV che ancora gli danno spazio (non il mainstream).Il Collegio Arbitrale ( il plotone d’esecuzione dell’età contemporanea, come lo definisco io), non fa paura al dott. Caggiano, che ritiene di doversi difendere dal niente, cosciente  che esprimere il proprio pensiero non sia un reato (Art. 21 della Costituzione Italiana, testo che i nostri politicanti hanno deciso di riporre in qualche scaffale di un fornito rigattiere).

Caggiano spiega come il caos della classe medica, derivi da una strategica decisione presa molti anni fa dallo Stato italiano con il blocco dei contratti, con la nascita del PATTO AZIENDALE, che ha posto il medico di base o di famiglia in una condizione di ambiguità, non essendo piu’ un libero professionista né un dipendente. Lavora su un accordo manageriale nel quale sono elencati i suoi compiti che, se rispettati, non gli arrecheranno alcun fastidio.  Nel testo sono previsti una serie di accordi, grazie ai quali, il medico, può  guadagnare di più. Es: (prescrivendo una visita specialistica ad un paziente, deve indicare la motivazione, per la quale ricevera’ un compenso  extra, dal momento che lo dirigerà verso uno specialista). Ma secondo Caggiano, la motivazione, dovrebbe far parte della coscienza deontologica,  per la quale, come accadeva molti anni fa, non si percepiva ( in quel caso) una lira in più. La sua scelta libera e personale non è stata presa bene dai suoi colleghi, che lo hanno criticato e attaccato per non volersi allineare al “ Sistema “. Cosi, anziché pensare alle proprie decisioni in merito, i medici del Sistema lo hanno messo  in difficoltà, segnalandolo alla dirigenza sanitaria territoriale.

Con l’introduzione del patto aziendale sono entrati in gioco anche nuovi percorsi come: la medicina in rete, che dà la  possibilita’ di controllare dal web la scheda anamnestica del paziente, laddove il proprio medico di famiglia non sia presente e occorra usufruire della professionalità di un sostituto. Le medicine integrate e di gruppo, con ambulatori collocati, di frequente, a fianco o nello stesso palazzo in cui trovano sede le farmacie, dove lavorano più medici, e nascono maggiori collaborazioni. Fungendo da poliambulatorio, la struttura, spesso, si avvale di una segretaria che, svolgendo il ruolo di filtro, ha notevolmente allentato il rapporto diretto e fiduciario tra paziente e medico, privando sempre di più  la famiglia di una risposta veloce, in caso di emergenza.

E’ certo che la storia del dott. Ennio Caggiano non è isolata, e come lui, altri validissimi medici, si trovano nelle sue stesse condizioni e stanno vivendo momenti di estrema difficoltà, perche’ si pongono domande su cosa sia giusto e sbagliato,  non accettando che, ad esempio, un siero sperimentale, definito in maniera volutamente erronea, “ vaccino”, sia inoculato facendo firmare fogli di consenso a chi si sottopone alla sperimentazione, senza che ne sia fino in fondo consapevole. Così le persone, per paura o per ritorsioni sul posto di lavoro, abbandonano la difesa dei propri diritti e si lasciano convincere della bontà ed efficacia della “ fiala magica” , subendo i conseguenti effetti collaterali, a volte leggeri, a volte gravi. Sono tante, purtroppo, le persone che, dopo l’inoculazione stanno male, in qualche caso ricoverate sotto flebo, senza trovare il coraggio di raccontare l’accaduto, per timore o anche perché ignare dell’esistenza di associazioni che, da anni, affrontano la difesa di persone che portano su se stesse, i segni degli eventi avversi anche della malasanita’.

Come il dott. Caggiano stesso ha affermato “Se avessi aderito al Patto Aziendale, tradendo il Giuramento di Ippocrate, i miei pazienti, e lavorando in un poliambulatorio, oggi il mio compenso mensile sarebbe di €.3000,00 in più. Capite perche’ tutti i medici stanno zitti?”

Tra le associazioni che sono da tempo in prima linea per la difesa dei diritti umani in tema sanitario, voglio ricordare,  in particolare, la CORVELVA ( che da oltre 25 anni opera per la liberta’ di scelta delle vaccinazioni) con sede a Vicenza, e la COMILVA (associazione dalle stesse finalità, con sede in varie regioni italiane). Chi avesse bisogno di consigli può rivolgersi direttamente a loro.

La situazione, come dichiara il dott. Caggiano, è peggiorata lo scorso anno con il Covid, a causa del quale, sono stati sospesi gli screening per le diagnosi precoci di malattie che, se affrontate con tempestività, avrebbero potuto arrecare minori costi per i pazienti, in  termini di denaro e spesso di vite perdute. Con il Covid e’ stata fermata la prevenzione, non si e’ mai parlato di adeguata alimentazione, di rafforzamento delle difese immunitarie, di adottare uno stile di vita sano, che comporti una dieta ricca di frutta e verdura, senza fumo ed eccessi di sostanze alcoliche. E ancor peggio, e’ stato precluso l’esercizio fisico. Tutto ciò che poteva rappresentare beneficio per il corpo e la mente ( e qui e’ la giornalista che scrive) e’ stato eliminato, a partire dalla chiusura ( siamo arrivati al traguardo dei 7 mesi ) delle palestre e ancor peggio delle piscine, che con il quantitativo di cloro presente, a detta degli esperti, non avrebbe creato problematiche di alcun genere. Ma il “Piano” doveva inglobare ogni malefatta pur di creare tensione e disagio. Si contano e si conteranno ancor di più  nel prossimo futuro coloro che, nella difficoltà cognitiva sempre più incalzante, per antidepressivi, ansiolitici e porcherie simili assunte, per tamponare attacchi di ansia, depressioni e sbalzi umorali,  cammineranno, si sposteranno e viaggeranno come automi.

Per concludere, non resta che aspettare l’esito del colloquio che il dott. Caggiano ha affrontato davanti al Collegio Arbitrale della sua ASL, pronti a seguire gli sviluppi di questa antidemocratica vicenda, assurda, paradossale e priva di logica.