IL PROF. SCEUSA: “DISERTARE LUOGHI E MEZZI PUBBLICI, La FACCIANO GIRARE LORO QUESTA ECONOMIA MALATA”

26 Novembre 2021 – Redazione Co.Te.Li

Paolo Sceusa, già magistrato, ex presidente il Tribunale per i minorenni di Trento, risponde a chi gli chiede come affrontare l’attuale apartheid imposto per forzare l’inoculazione del farmaco genico sperimentale a chi è riluttante.

«Tanti mi chiedono: e adesso? Sono obbligato/a… devo pensare ai miei figli, cosa posso fare, Presidente?”
Io non ho una soluzione che sia insieme legale, rapida e di sicuro e universale successo».
«Ma ho una proposta:
Che nessuno degli obbligati al vaccino vecchi (i sanitari) e nuovi (insegnanti, forze dell’ordine, militari) frequenti più i luoghi del tempo libero. Tutti gli obbligati smettano di andare al ristorante, al bar, al cinema, a teatro, in pizzeria, nei musei, in palestra, in piscina, a sciare ecc…

A MENO CHE, IN TUTTI QUESTI POSTI GLI ESERCENTI NON RINUNCINO A CHIEDERE IL GREEN PASS.


Nessuno salga più su treni, aerei , corriere, bus e metropolitane. Si va in auto, in moto, in bici, in monopattino, a piedi. Anche al lavoro.
Si arriva tardi? Pazienza.
I costretti mantengano alta la testa e fiero lo sguardo.
Non accettino le catene per un caffè.
Cultura e svago possiamo regalarcelo organizzando fra noi queste attività. Forse non tutte, ma almeno saremo fra amici e non regaleremo più un soldo a nessuno dei collaborazionisti del greenpass.
Lasciamo tutta questa roba solo ai volontari entusiasti della terza dose e delle altre che verranno (che Iddio salvi loro e i loro bambini).
Saranno abbastanza?»


FORSE QUESTE CATEGORIE COMMERCIALI CAPIRANNO UNA VOLTA PER TUTTE CONTRO CHI DEVONO LOTTARE…IL POPOLO O IL GOVERNO? A CASI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI!

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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MUSUMECI, GOVERNATORE DELLA SICILIA IN DELIRIO DI ONNIPOTENZA. LE GRAVI AFFERMAZIONI RILASCIATE DURANTE LA TX OMNIBUS SU “LA7”

24 Novembre 2021 – di Marzia MC Chiocchi – Redazione Co.Te.Li

IN QUESTO PERIODO I NOSTRI POLITICANTI AL SERVIZIO DEL GLOBALISMO MONDIALE, STANNO DANDO IL MEGLIO DI LORO CON UNA SEQUELA DI ESTERNAZIONI, COME SE FOSSERO IN GARA TRA LORO, PER CHI DEVE METTERSI PIÙ IN EVIDENZA PER IDIOZIA. È COME SE FOSSE STATO LORO PROMESSO UN PREMIO (E COSÌ SENZA DUBBIO SARÀ), PER SBEFFEGGIARE E BARATTARE LA DEMOCRAZIA, LA VITA E L’INTEGRITÀ MENTALE DELLE PERSONE, PROTAGONISTI SCELTI DI UN GIOCO COME IL “MERCANTE IN FIERA”. UNA VERA FUCINA DI DERIVA AUTORITARIA BORDERLINE, DI BIPOLARITÀ DELLA PERSONALITÀ MANIFESTA…MA DI BASSISSIMO LIVELLO! TRA QUESTI, NELLO MUSUMECI, GOVERNATORE DELLA SICILIA.


LEGGETE, NEL RIQUADRO, COSA È STATO CAPACE DI DIRE!!! ⤵️⤵️⤵️


NELLA STORIA MOLTI ARTISTI, SCRITTORI, POLITICI E GIORNALISTI SONO STATI AFFETTI DA TALI DISTURBI, MA LE LORO MANIFESTAZIONI SFOCIAVANO IN FOLLIA CREATIVA (VEDI CARAVAGGIO, BEETHOVEN, CHURCILL ETC…)…OGGI ABBIAMO IL PEGGIO DELLA RAPPRESENTAZIONE UMANA, INCARNATA SOPRATUTTO IN 4 OMINICCHI CHE RISPONDONO AL NOME DI MUSUMECI, TOTI, ZAIA E DE LUCA, SEGUITI DA IBRIDI LUOGOTENENTI GOVERNATORI, CHE OGNI TANTO FANNO SENTIRE IL LORO BELATO! SI AVETE CAPITO BENE…BELATO, PERCHÉ DI PECORE E PECORONI SI TRATTA, TUTTI AL SEGUITO DEL LORO PASTORE MASSONE DRAGHI.

MA LA SICILIA STA RISORGENDO E, IN POCO TEMPO, STA DIMOSTRANDO AL CENTRO NORD CHE COSA VUOL DIRE ANDARE OLTRE LA PIAZZA. QUALCUNO CRITICHERÀ LA MIA AFFERMAZIONE, MA, LA SICILIA, HA ALMENO COSTITUITO UN PIANO CONCRETO DI ATTACCO CON LA FONDAZIONE DEL “MOVIMENTO SICILIANO D’ AZIONE”, CHE RACCHIUDE MOLTE REALTÀ, UNITE DA UN UNICO INTENTO. E A CHI AVRÀ INTENZIONE DI SINDACARE SULLA COSA, RISPONDO…”I SICILIANI BUONI, PERBENE E ONESTI, STANNO DIMOSTRANDO CARATTERE E BUONA VOLONTÀ DI INTENTI! E RIBADISCO…CENTRO/NORD DOVE SEI?

IL GRANDE SCRITTORE SICILIANO SCIASCIA, CHE TANTO LUSTRO HA DATO ALLA CULTURA DEL NOSTRO PAESE, STIMATISSIMO E LETTO ANCHE OLTRECONFINE, SI STARÀ RIVOLTANDO NELLA TOMBA PER IL LIVELLO INFINO IN CUI STA CADENDO UNO DEI SUOI CONTERRANEI…IL NEGUS DI NUOVA GENERAZIONE…NELLO MUSUMECI…

AL TUO SPROLOQUIO MANCAVA NEL FINALE..IPSE DIXIT...MA PURTROPPO PER TE, NON TI CHIAMI CICERONE

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COVID: ECCO CHI VORREBBE IMPORRE L’OBBLIGO VACCINALE IN ITALIA

21 Novembre 2021 – Redazione Co.Te.Li – Fonti: varie e citate

I MASSONI CHE CI GOVERNANO NON DEMORDONO E NOI… MENO DI LORO. CONTINUANO, QUOTIDIANAMENTE, A FARE LE STESSE, IDENTICHE E FERALI DICHIARAZIONI, PENSANDO CHE, IL LAVAGGIO DEL CERVELLO INDOTTO CON MESSAGGI SUBLIMINALI (ES:PUBBLICITÀ) IN TUTTI QUESTI ANNI, POSSA ESSERE ANCORA EFFICACE PER LA TOTALITÀ DELLE PERSONE. MA I CONTI SENZA L’OSTE NON SI FANNO, E ARRIVA UN MOMENTO IN CUI, SUBIRE NON VA BENE PIÙ BENE A NESSUNO. RISULTATO…MAI SOTTOVALUTARE IL POPOLO SOVRANO! DIVENTA ATTO DI LESA MAESTÀ. TRAETE VOI IL “ DADO”!

E COSÌ ⤵️

In prima linea nella battaglia per l’obbligo vaccinale è il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti , il quale si sta facendo portavoce di una richiesta sempre più pressante proveniente dalle regioni del nord. Richiesta che, negli ultimi giorni, ha raccolto anche Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, erede di Grisù lanciafiamme, che ha dichiarato: «Mi sembra il minimo». (Affari Italiani)

Anche il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa è sulla stessa linea: «Siamo stati il primo Paese in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l’obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico, le forze dell’ordine, coloro che operano nella grande distribuzione».

A ruota Francesco Boccia, deputato del Partito Democratico: «Non vedo altra strada rispetto all’obbligo vaccinale. La scelta dell’Austria a favore dell’obbligo da febbraio è una dura e disperata rincorsa dopo le scelte parziali fatte nei mesi scorsi. Evitiamo di trovarci nella stessa condizione. Per quanto ci riguarda, lo diciamo da mesi e abbiamo sempre sostenuto iniziative improntate sul massimo rigore».

Tramite SkyTg24 si leggono le seguenti opinioni:

Walter Ricciardi

Walter Ricciardi, consigliere del ministro alla Salute Roberto Speranza, sottolinea: è giusto l’obbligo «per i professionisti della sanità ma andrebbe introdotto anche per chi lavora nella scuola».

Così anche Guido Rasi, consulente del Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo: «Se si deve arrivare all’obbligo di vaccinazione, ci si arrivi! Non è tollerabile riempire di nuovo gli ospedali di Covid quando ci sono migliaia di patologie che aspettano ormai da due anni, non è proprio più morale».

A favore anche Sergio Abrignani, immunologo all’Università statale di Milano e membro del Cts: «Proporrei l’obbligo vaccinale perché le malattie infettive le contieni quando vaccini tutti e lo abbiamo visto con la polio, il vaiolo e altre malattie».

Giorgio Palu’

Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e componente del Comitato tecnico scientifico, si è espresso in modo chiaro a favore della vaccinazione obbligatoria: «Credo che sia necessario interrogarsi sull’opportunità di introdurre l’obbligo vaccinale per chi ricopre una funzione pubblica: operatori sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e altra categorie. Ricordiamo che la salvaguardia del bene pubblico è tutelata anche dall’articolo 2 della Costituzione».

«Sono favorevole ad esplorare tutte le soluzioni che consentano di mettere quanto più possibile in sicurezza gli italiani», ha aperto alla possibilità di introdurre l’obbligo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Netta la presa di posizione del leader della Cisl Luigi Sbarra: «La Cisl chiede al governo e al Parlamento un’assunzione forte di responsabilità approvando subito una legge che preveda l’obbligo alla vaccinazione per tutti i cittadini».

Dura anche la linea del presidente di Federmeccanica, Federico Visentin: «Obbligo di green pass per andare al lavoro, per chi non vuole vaccinarsi il costo dei tamponi non deve essere sostenuto dalle aziende, e chi non accetta né vaccini ne tamponi resta a casa senza stipendio».

Anche il segretario del Pd Enrico Letta ha affrontato la questione in maniera netta: «Sono fra i favorevoli all’obbligo vaccinale».

Matteo Renzi

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ritiene «giusto l’obbligo della vaccinazione per i docenti e servono regole, perché se non siete vaccinati fate un danno a voi, all’economia e in più potete contagiare qualcuno».

Per il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci «servono il buon senso e una più capillare campagna di informazione». Ma – sottolinea – «per alcune categorie l’obbligo è essenziale».

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DOSSIER PFIZER CONFERMA ESPERIMENTI GENICI SU BIMBI DI 5 ANNI: “Rischi Miocarditi da Vaccini, Pochi Dati: Studieremo poi…”

18 Novembre 2021 – Redazione Co.Te.Li – Fonte: di Giuseppe Carlo Carisio ( Gospanews)

Quando circa due settimane fa negli USA la Food and Drug Administration l’autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino antiCovid Comirnaty di Pfizer-Biontech anche per i bambini dai 5 agli 11 anni (in precedenza era già stato approvato per gli adolescenti tra 12 e 15) i media di mainstream si sono aggrappati a quel 90,7 % di efficacia per decantare la bontà della decisione.


Quelli di contro-informazione, invece, tra cui va il quotidiano Il Tempo, si sono concentrati sui pareri dei medici scettici del Comitato Consultivo FDA ma quasi nessuno è andato a leggere il documento ufficiale fornito dalla Pfizer inc – la multinazionale americana che produce il siero genico con la tedesca Biontech ma è pure partner della londinese GSK, un’altra famosa Big Pharma di vaccini – per poter ottenere quell’autorizzazione (Emergency Use Authorization).


Nelle 82 pagine del dossier da noi reperito c’è un’affermazione davvero esplosiva. E’ infatti la stessa Pfizer di fatto ad ammettere che sui bambini da 5 anni in sà sarà condotta una vera sperimentazione genica poiché i dati di due studi (uno condotto negli Usa e l’altro in Israele) hanno coinvolto circa 3mila bambini. Un campione in realtà molto piccolo, non sufficiente a registrare possibili eventi avversi gravi come le temute infiammazioni al cuore (la miocardite del tessuto muscolare interno o la pericardite del rivestimento esterno) così diffuse tra gli adolescenti tanto da indurre Raiwan a sospendere la seconda dose di Pfizer per i giovani e alcuni paesi scandinavi a stoppare le somministrazioni del vaccino a RNA messaggero di Moderna, tecnicamente analogo a quello di Pfizer, per il medesimo motivo ⤵️
https://www.gospanews.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG-20211117-WA0000.jpg

Il numero di partecipanti all’attuale programma di sviluppo clinico è troppo piccolo per rilevare potenziali rischi di miocardite associati alla vaccinazione. La sicurezza a lungo termine del vaccino COVID-19 nei partecipanti di età compresa tra 5 e <12 anni sarà studiata in 5 studi di sicurezza post-autorizzazione, incluso uno studio di follow-up di 5 anni per valutare le sequele a lungo termine di miocardite/pericardite post-vaccinazione» scrive Pfizer a pagina 11 della sua relazione del 26 ottobre denominata “Briefing Document” per il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC).

Il senso può ben essere compreso anche da un bambino di 5 anni. “FDA ci dia la sua autorizzazione all’uso di emergenza anche se mancano dati sulle reazioni avverse più pericolose, noi proseguiremo gli studi”: ovviamente grazie alle campagne di vaccinazione avviate negli Stati Uniti d’America con il consenso dei Centers of Diseases Control and Prevention, finito nell’occhio del ciclone

Come riportò il quotidiano Il Tempo (link a fondo pagina), l’allarme sugli scarsi dati per i rischi miocarditi fu confermato da Leslie Ball, un ufficiale medico della FDA, che ha ribadito proprio questo concetto, sostenendo che gli studi non erano abbastanza ampi da raccogliere necessariamente un effetto collaterale non comune come la miocardite

Nonostante ciò FDA aveva approvato l’uso di Comirnaty per i bambini dai 5 anni in sù come in precedenza annunciato dal presidente americano in relazione ai circa 2,2 milioni di dollari ricevuti da Pfizer per la campagna elettorale presidenziale del Partito Democratico.

Alla luce di quanto scoperto non stupisce quanto potrete leggere nel post sottostante, nonostante i dati clinici non siano ancora stati esaminati dall’European Medicines Agency per la concessione dell’uso commerciale di emergenza. Probabilmente proprio i dati austriaci potrebbero servire alla multinazionale farmaceutica americana per incrementare il volume delle statistiche sui rischi di reazioni avversi nei bambini ⤵️⤵️⤵️

Nelle sue “Conclusioni complessive rischio-beneficio”, sempre a pagina 11, Pfizer ha ribadito i motivi di necessità dei sieri genici

«COVID-19 continua a essere un’infezione grave e potenzialmente fatale o pericolosa per la vita per i bambini e vi è un’esigenza medica significativa insoddisfatta nella popolazione di età compresa tra 5 e <12 anni. Due dosi primarie del vaccino BNT162b2 da 10 μg somministrate a distanza di 3 settimane in un’età compresa tra 5 e <12 anni hanno mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole, risposte immunitarie robuste contro tutte le varianti di preoccupazione e un’elevata VE contro il COVID-19 sintomatico in un periodo in cui la variante delta era predominante» scrivono i medici della Big Pharma.

«I database di sorveglianza della sicurezza israeliani suggeriscono che i tassi di incidenza della rara miocardite post-vaccinazione raggiungono i picchi negli individui di età compresa tra 16 e 19 anni di sesso maschile e diminuiscono negli adolescenti dai 12 ai 15 anni. Inoltre, la dose per i bambini di età compresa tra 5 e <12 anni è 1/3 della dose somministrata ai vaccinati più anziani (10 μg contro 30 μg). Sulla base di queste informazioni, è ragionevole prevedere che i tassi di miocardite post-vaccino saranno probabilmente ancora più bassi tra 5 e <12 anni di età rispetto a quelli osservati negli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni».

L’avverbio “probabilmente” è la più palese conferma di una sperimentazione genica in atto.

«Data l’esperienza post-autorizzazione e ipotizzando un’efficacia del 90% come mostrato nello studio clinico descrittivo, il numero stimato di casi COVID-19 e ricoveri associati prevenuti oltre 120 giorni per milione di bambini completamente vaccinati di età compresa tra 5 e <12 anni è ~ 33.600 e 170, rispettivamente. Al contrario, il numero di casi di miocardite post-vaccinazione (incluse miocardite, pericardite e miopericardite) previsti nello stesso periodo di tempo per milione di secondi di dosi è 21 (assumendo che i bambini di età compresa tra 5 e <12 anni sperimentino gli stessi tassi di -vaccinazione miocardite/pericardite negli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni negli Stati Uniti)» aggiunge Pfizer pubblicando nella sezione 4 un grafico poco rassicurante sull’incidenza delle infiammazioni al cuore.


«Pertanto, possiamo aspettarci un numero sostanzialmente inferiore di casi di miocardite post-vaccinazione tra i 5 e <12 di età, maschi e femmine, rispetto ai ricoveri associati a COVID-19, dati gli attuali casi COVID-19 specifici per età e le stime del tasso di ospedalizzazione. La prevenzione delle potenziali sequele a lungo termine della malattia da COVID-19 e di altri impatti sulla società aumenterebbe ulteriormente il beneficio della vaccinazione per la salute pubblica. Alla luce di tutto quanto sopra, i benefici del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 per prevenire COVID-19 somministrato come dose a due dosi, 10 μg, serie primarie nei bambini di età compresa tra 5 e <12 anni superano i rischi noti o potenziali» è la conclusione dell’azienda produttrice di Comirnaty.

Ma proprio in relazione ai presunti benefici si erano espressi con scetticismo alcuni membri del Comitato FDA. 

James Hildreth, membro del comitato consultivo FDA e anche presidente del Meharry Medical College di Nashville, Tennessee, alla fine ha votato per autorizzare il vaccino, ma ha affermato che si trattava di una “decisione impegnativa”. Hildreth si è detto sorpreso di apprendere i dati della CDC (autorità sanitaria americana) secondo cui fino al 40% dei bambini in questa fascia di età è stato finora infettato dal coronavirus, il che, secondo lui, potrebbe significare che fino a 30 milioni di bambini potrebbero già avere una qualche forma di immunità negli Stati Uniti. “Mi sembra in qualche modo che stiamo vaccinando i bambini per proteggere gli adulti. Dovrebbe essere il contrario”, ha detto Hildreth.

Anche Eric Rubin, membro della Commissione consultiva FDA, e professore di immunologia alla Harvard T. H. Chan School of Public Health e al Brigham and Women’s Hospital, ha ammesso che “abbiamo deciso di votarlo con la coscienza pesante”, secondo quanto riportato dal Time. Mentre, Michael Kurilla, che dirige una divisione all’interno del National Institutes of Health, è stato l’unico membro a non votare a favore delle vaccinazioni pediatriche. Alla votazione si è astenuto, mentre tutti gli altri 17 membri hanno votato sì.

sì.

«Kurilla ha espresso preoccupazione per il fatto che Pfizer-BioNTech non ha fornito dati dettagliati su ciò che accade agli anticorpi contro il virus che i bambini generano dopo essere stati vaccinati, e se questi diminuiscono come fanno negli adulti. Si è anche preoccupato della possibilità di vaccinare bambini che potrebbero essere già stati infettati naturalmente dal virus e potrebbero non aver bisogno di ulteriore protezione da un’iniezione» ha scritto ancora Il Tempo.

È importante capire quali siano i rischi reali per i bambini che contraggono il COVID, e per farlo si può citare un estratto del documento ufficiale del Board sui vaccini della Gran Bretagna (JCVI): “I sintomi che si osservano nei bambini e nei giovani, sono tipicamente lievi e poco diversi dalle altre infezioni virali respiratorie lievi che circolano ogni anno. I bambini si riprendono rapidamente da queste infezioni e, secondo molti studi, sviluppano una robusta immunità ad ampio spettro”.

MAIN SOURCES:

http://www.gospanews.net/category/wuhan-gate/

http://www.gospanews.net/category/investigazioni-dossier/corona-virus/

http://www.gospanews.net/wp-content/uploads/2021/11/download.pdf

https://www.iltempo.it/attualita/2021/11/04/news/vaccino-pfizer-bambini-quanti-anni-dosi-miocardite-anticorpi-fda-leslie-ball-medici-americani-29321370/amp/

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CESENA: SCONSIGLIA IL VACCINO AD UNA DONNA INCINTA. LICENZIATA CENTRALINISTA AUSL

FONTE: La Pressa -1 novembre 2021

E PENSARE CHE UNA VOLTA ALLE DONNE INCINTA ERA SCONSIGLIATA PURE L’ASPIRINA

E’ stata licenziata per aver sconsigliato a una donna incinta di vaccinarsi contro il Covid. Protagonista, come riporta il Resto del Carlino, è una telefonista di Cattolica di 51 anni, dipendente di una cooperativa che gestisce per conto dell’Ausl Romagna il servizio di prenotazione telefonica Cuptel a Cesena. Una giovane di Faenza in gravidanza, due mesi fa, durante una telefonata avrebbe espresso i suoi timori per il vaccino alla centralista e, come risposta, è arrivato il consiglio di evitare l’ inoculazione.
Ricordo di questa donna in gravidanza molto combattuta – ha spiegato l’operatrice telefonica – che esprimeva il suo sfogo e le sue indecisioni sul vaccino, ed io, forse peccando di ingenuità, mi sono lasciata sfuggire le parole ‘io se fossi in lei non lo farei’. Ma alla fine le ho prenotato comunque la prima dose’.

Il marito della giovane incinta ha però sollevato il caso, sottolineando come la Società italiana di ginecologia e ostetricia si sia espressa a favore dell’inoculazione in gravidanza, e che l’operatrice rischiava, così, di recare danni a sua moglie. A seguito delle proteste del marito, l’Ausl Romagna, ha segnalato il caso alla cooperativa presso cui la riminese era dipendente, chiedendo che venissero fatte le opportune verifiche.
Di qui il licenziamento della telefonista, che la Ausl Romagna ha archiviato come “ giusta causa”, cui ha fatto seguito l’esclusione di socio dalla cooperativa.
“La situazione è stata gestita dai nostri legali – afferma Cristina Gallinucci, presidente della Cooperativa Asso – che hanno preso questo provvedimento–. La Gallinucci si è inoltre giustificata dicendo “Facciamo un lavoro molto delicato e, nel gestire le prenotazioni sanitarie, nessuno può permettersi di dare consigli senza avere le competenze necessarie”.
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A REPORT SU RAI 3 – IN ONDA UNA PUNTATA DEDICATA A MORTI E DANNI DA VACCINO. CORRELAZIONI SEMPRE PIÙ CHIARE E EVIDENTI

Lunedi 25 Ottobre la puntata di Report su Rai 3 e’ stata dedicata ai danni e le morti da vaccino anti covid 19 . Sotto accusa AstraZeneca, i decessi correlati, le responsabilità della politica, di AIFA e EMA.

QUESTO IL LINK DELLA PUNTATA 👇👇👇👇👇

https://rumble.com/vo8wvn-puntata-report-25-10-21-astrazeneca.html

Questi alcuni dei passaggi più importanti con il relativo minuto del video:

19’45”:

Il racconto della moglie di Stefano Paternó, 43 anni, il militare morto 16 ore dopo il vaccino. Conclusione dei consulenti della procura : nesso causale fra vaccino e decesso.

27’:

Studio su una delle possibili reazioni  avverse da parte di un centro di ricerca tedesco. Il medico afferma che le reazioni che hanno portato all’abbassamento delle piastrine sono sicuramente dovute a una proteina contenuta nei vaccini a vettore virale.

32

EMA ha autorizzato la vaccinazione per gli over 18 pur sapendo che il rischio di episodi trombotici era più alto sotto i 40 anni. Inquietante le dichiarazioni del medico tedesco che afferma “non potevamo sprecare nessuna dose”.

37

In Italia prima AstraZeneca e’ stato raccomandato agli under 55, poi agli under 65, poi sospeso 3 giorni, poi per “uso preferenziale per over 60” e siccome le dosi comprate erano tante, il Generale Figliuolo chiede di allargare l’uso agli over 50. Il CTS risponde il 12 maggio dando il via libera agli open day per tutti i maggiorenni. La Liguria organizza gli open day per gli over 18 perché gli over 60 non si vaccinavano più con astrazeneca. Si prenotano 20.000 persone fino a quando Camilla Canepa muore per emorragia cerebrale dopo la prima dose del vaccino. Nesso causale da vaccino.

Inizia lo scarica barile : il Presidente Toti cita un verbale CTS del 12 maggio che  autorizza gli open day per gli over 18. Il CTS a supporto mette uno studio inglese EMA in cui si parla di 8 morti evitate contro il rischio di 1.1 da vaccino. Peccato che questo dato citato dal CTS vale per la fascia 50-59 anni e non nei giovani. Negli under 30 NON CI SONO DECESSI PER COVID mentre nella vaccinazione sono previsti 2 casi di coaguli ogni 100.000 dosi.

43’:

Anche la regione Sicilia autorizza gli open day ma la politica prende le distanze dicendo che sono state seguite “le indicazioni di AIFA”. Guido Rasi conferma che dallo studio EMA fino ai 40 anni non sarebbe stato auspicabile fare vaccinazioni open day nei giovani con astrazeneca. E allora? Perché?

GUARDATE CON ATTENZIONE LA PUNTATA CLICCANDO SUL LINK ALL’INIZIO DELL’ARTICOLO

Il governo pronto a fare marcia indietro sul green pass. Ecco quando e come potrà essere eliminato

Green pass addio? Non è un miraggio. Parola del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che intervistato da ansa.it non esclude che “sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”.

Una revisione del green pass “potrebbe significare mantenere l’attuale carta verde per alcune circostanze e non per altre. Mentre ora siamo di fronte ad una applicazione totale del green pass, si potrebbe passare ad una sua applicazione parziale. Dunque, se l’andamento dell’epidemia di Covid-19 continuerà ad essere positivo, è ragionevole pensare che con l’anno nuovo ci potrà essere una revisione delle misure e anche del green pass, che potrà dunque essere ridotto nella sua applicazione. Cruciale sarà proprio la valutazione dell’andamento epidemico che dovrà essere fatta a fine anno. Davanti a noi, pertanto, abbiamo ancora due mesi che si dimostreranno decisivi”.

Andrea Costa sottosegretario alla Salute

Costa chiarisce la strada per il futuro: “Per il green pass resta ovviamente la validità di 12 mesi, a partire dalla data di somministrazione della terza dose per chi la farà o della seconda dose per chi non rientra nelle categorie indicate per il richiamo. Rispetto poi alla scadenza del green pass per gran parte della popolazione, abbiamo comunque davanti un ragionevole tempo per valutare quello che sarà il quadro, augurandosi che da qui a pochi mesi il green pass magari non serva più perché siamo usciti dalla pandemia. La scadenza dei green pass, che per la gran parte avverrà a 2022 inoltrato, è cioè un problema per il quale – ha specificato Costa – abbiamo sufficiente tempo davanti che ci consentirà di affrontarlo ed eventualmente trovare soluzioni. Non siamo in altre parole davanti a un problema imminente. Al momento – conclude – non è sul tavolo un’ipotesi di obbligo per la terza dose anti-Covid. In generale, non c’è alcun tabù rispetto all’obbligo vaccinale ed il governo lo ha già previsto per alcune categorie, ma nel frattempo abbiamo deciso di avviare un percorso dando fiducia ai cittadini che hanno dimostrato grande disponibilità alla vaccinazione e attualmente proseguiamo su questa strada. Poi è chiaro che se nelle prossime settimane saremo davanti a problemi cogenti, allora si potranno valutare eventualmente obblighi specifici per categorie specifiche, ma oggi non è il tema”.

FONTE: il Tempo

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Giacomo Venuto, infermiere deceduto dopo il vaccino a Messina il 5 agosto Parla il medico di famiglia: “Nessuna malattia pregressa”

30 agosto 2021

Nessun segnale precedente di vasculite prima del vaccino. E’ quanto emerge sulla morte dell’infermiere Giacomo Venuto, deceduto il 5 agosto, venti giorni prima la morte di Antonio Mondo, l’infermiere il cui cuore ha smesso di battere domenica mattina, per il quale sono in corso accertamenti e non si esclude la segnalazione all’Aifa.

La morte dei due colleghi è stata messa in possibile relazione con la vaccinazione anticovid anche se il direttore sanitario dell’ospedale Papardo, Giuseppe Trimarchi, ha escluso la correlazione nel caso di Giacomo Venuto attribuendola invece ad una vasculite di cui ci sarebbero stati sintomi pregressi.u

Una circostanza esclusa categoricamente dal medico curante, Sebastiano Tamà, che di Venuto è anche cognato.

“Mio cognato – spiega il dottore Tamà – era nel mio elenco pazienti fin da quando esercito la professione di medico di famiglia a Messina. Ha sempre goduto di ottima salute, è stato anche un discreto sportivo che esercitava attività anfibica. Infermiere che ha lavorato al pronto soccorso del Piemonte e poi in rianimazione nonché al 118, non ha mai preso un giorno di malattia, anche quando aveva la canonica influenza se ne andava a lavorare perchè era un soggetto sano. Segnali di vasculite zero”.

Tamà ricostruisce anche le tappe della vaccinazione.

Giacomo Venuto, 55 anni, è stato fra i primissimi a ricevere la somministrazione della prima dose, quando il vaccino arrivò a Palermo già a fine dicembre, perchè faceva parte di quel team organizzato dall’Irccs Neurolesi che si è spostato nel capoluogo per le prime vaccinazioni. La seconda dose del Pfizer invece fu somministrata a gennaio, nell’hub del Piemonte.

I primi disurbi arrivano però a maggio inoltrato. Dolori alla spalla, al ginocchio, un po’ di faringite. Malesseri che si accentuarono via via con otite e altri disagi. Per questo fu sottoposto a vari consulti medici specialistici che però non hanno portato inizialmente a nessuna diagnosi precisa fino al ricovero in Neurologia del Piemonte dove è stato curato per una ipotetica condizione settica. “Nonostante tamponi e ulteriori accertamenti sierologici e clinici – continua Tamà – non correlavano lo stato settico ad infezione dimostrabile e accertata”.

Ma la situazione si aggravava di giorno in giorno, fino a quando non è stato necessario il trasferimento d’urgenza alla rianimazione all’azienda Papardo – con un transito dalla pneumologia – per l’ulteriore peggioramento della condizione respiratoria e renale.

Ed è in rianimazione che si incrocia anche con il ricovero del collega Antonio Mondo.

Venuto muore poco dopo le 11 del 5 agosto. “L’ipotesi vasculite – spiega Tamà – o meglio della sindrome di Wegener è stata avanzata solo in una fase medio terminale del paziente. Per avere una conferma certa occorreva almeno un esame istologico polmonare o renale che non è stato effettuato perchè a detta degli specialisti in quella fase non avrebbe aggiunto nulla di utile. Venuto è stato cremato ma esistono cartelle cliniche e medici che possono documentare quanto dichiarato”.

Anche Venuto, come Mondo, lascia moglie e due figli che nella prima fase di elaborazione del lutto non hanno chiesto ulteriori accertamenti, così come la direzione sanitaria dell’ospedale non ha ritenuto di effettuare alcuna segnalazione all’Aifa.

“C’è da dire – conclude Tamà – che dall’ospedale nessuno ha ritenuto opportuno rapportarsi né con la famiglia né con me che sono stato il medico curante, segnalato come l’interlocutore con l’area sanitaria che aveva in carico il paziente. Su questa vicenda andrò fino in fondo segnalando tutte le anomalie agli organi sanitari regionali”.

Greg van Avermaet: “Combatto contro un nemico sconosciuto, forse è il vaccino. Qualcosa non va nel mio sistema immunitario”

Continuano ad arrivare le testimonianza di gente comune, ma anche di personalità’ Greg van Avermaet ha palesato dubbi importanti sulla validità del vaccino anti-Covid. Il ciclista belga ha infatti affermato che alcune approfondite analisi hanno fatto emergere che “c’è qualcosa che non va nel suo sistema immunitario“. Il 36enne ha disputato una stagione sottotono rispetto ai suoi standard, il miglior piazzamento è stato il terzo posto al Giro delle Fiandre e non vince una gara addirittura da due anni (GP di Montreal, 15 settembre 2019). Il Campione Olimpico di Rio 2016 si è sottoposto a una serie di esami per comprendere da cosa potesse dipendere la sua attuale mancanza di forma e alla Gazzetta di Anversa ha palesato tutti i suoi dubbi.

L’alfiere della AG2R Citroen ha affermato: “I valori dimostrano che c’è qualcosa che non va nel mio sistema immunitario. Il mio corpo sta combattendo contro un nemico sconosciuto e potrebbe essere il vaccino […] I risultati degli esami del sangue non sono proprio buoni. I valori del sangue sono quelli di sempre e questo conferma la mia forma, ma altri valori mostrano che c’è qualcosa che non va con il sistema immunitario”.

Greg van Avermaet, che ha ricevuto una doppia dose di Pfizer, ha proseguito: “A quanto pare c’è un problema. Dormo bene, mi alleno bene e mi sento bene, ma mi manca quel 3% per essere al meglio. Normalmente, crono come quella del Benelux Tour sono nei primi venti (ieri è stato invece 104mo, con un ritardo di 1’31” dal vincitore, ndr). La buona notizia è che so cosa non va, ma dall’altro lato non è stata fatta molta ricerca riguardo gli effetti del vaccino sul corpo degli sportivi“. Il ciclista dovrebbe anche rinunciare ai Mondiali, in programma nelle Fiandre dal 19 al 25 settembre: “Nei prossimi giorni andrò a vedere qualche medico per chiedere consigli. Se questo vuol dire che mi devo fermare, lo farò. In questo momento non ha senso pensare ai Mondiali. Ci sono molti belgi che vanno più forte di me e che quindi meritano più di me di essere convocati”.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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COVID: all’orizzonte la terza dose di vaccino! E Speranza, parla di obbligo per gli statali!

La terza dose, sarà necessaria? A quale distanza, dal richiamo, dovrà essere fatta? Per chi sarà obbligatoria?

Sono tutte domande alle quali si sta cercando di rispondere in questi giorni, forti dell’esempio di nazioni, come gli Stati Uniti, che stanno procedendo con una nuova inoculazione dopo la seconda e che potrebbero offrire all’Italia alcune linee guida su come mandare avanti la campagna di immunizzazione.

Terza dose: le dichiarazioni del viceministro Pierpaolo Sileri. Ecco quando si comincerà

Sileri ha dichiarato che un terzo giro di iniezioni di vaccino anti-covid è necessario, sulla base di quanto dimostrano gli studi rispetto a un’immunità vaccinale che cala nel tempo. Per Sileri si partirà dagli immunodepressi. “Ma questo non significa che la terza dose occorre farla a tutti ad ottobre, l’autunno sarà un punto di partenza per i richiami degli immunodepressi o perché sono passati 10 mesi”.

Cosa ha detto Speranza? sarà obbligatoria per gli statali?

Le parole del ministro della Salute Roberto Speranza riecheggiano i contenuti espressi da Sileri: “La nostra comunità scientifica, sta facendo le sue valutazioni e presto arriveranno le sue determinazioni – ritengo molto probabile che andremo nella direzione di assumere la terza dose e con tutta probabilità partiremo dai più anziani e dai più fragili”.

Di date ufficiali non ce ne sono, ma il mese cerchiato in rosso sarebbe ottobre: la tabella di marcia vede in pole position medici e fragili, ai quali il vaccino è stato somministrato prima. Poi Speranza ha parlato di Pubblica Amministrazione: il ministro intende prima capire quali saranno gli effetti della riapertura delle scuole sulla curva epidemiologica e solo a quel punto si potrebbe ragionare di Green Pass per i dipendenti degli uffici pubblici.

La terza dose agli statali è un dossier sul tavolo anche del ministro della PA, Renato Brunetta: “Questa crescita potrebbe essere addirittura superiore – ha detto- commentando le stime sul Pil, se si ripristinerà la modalità di lavoro ordinaria in presenza, tanto nel pubblico quanto nel privato”.

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