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22 Marzo 2023 – Redazione – Articolo a cura di Imogen Foulkes

 

La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 è nata dal desiderio di garantire che gli orrori della Seconda guerra mondiale non si ripetessero. Nell’anno del 75° anniversario del documento, SWI swissinfo.ch analizza le sue origini e la sua validità nel contesto attuale.

La Seconda guerra mondiale è stata la più letale della storia. Morirono circa 70 milioni di persone, tra cui 50 milioni di civili. La Germania nazista sterminò circa sei milioni di ebrei ed ebree – due terzi della popolazione ebraica europea – che furono sistematicamente perseguitati, depredati delle loro proprietà e deportati con la forza, insieme ad altre minoranze considerate indesiderabili, per morire nei campi di concentramento. Le popolazioni civili sono state bombardate. I Paesi sono stati invasi e i loro cittadini e cittadine sono stati costretti al lavoro forzato. Ci furono stupri di massa, uccisioni e distruzioni.

Lottando per emergere da tale disumanità, e con le Nazioni Unite che subentravano alla screditata Società delle Nazioni che non era riuscita a fermare la guerra, i leader mondiali dissero: “Mai più”. Decisero di completare la Carta delle Nazioni Unite con una serie di principi che garantissero i diritti di ogni individuo ovunque nel mondo.

COME NACQUE LA DICHIARAZIONE?

La questione fu affrontata nella prima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1946 e affidata alla Commissione per i diritti umani, predecessore del Consiglio per i diritti umani con sede a Ginevra.

La Commissione per i diritti umani si riunì per la prima volta nel gennaio 1947 a New York e istituì un comitato per la redazione della Dichiarazione, presieduto da Eleanor Roosevelt, vedova del presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt. Tutti i membri del comitato svolsero ruoli chiave, ma Eleanor Roosevelt fu riconosciuta come la forza trainante per l’adozione della Dichiarazione. La descrisse come una “Magna Carta” per i diritti umani.

Anche altre donne hanno avuto un ruolo. Ad esempio, all’indiana Hansa Mehta, membro della sottocommissione per lo statuto delle donne, si attribuisce il merito di aver fatto cambiare le prime parole della Dichiarazione da “tutti gli uomini nascono liberi e uguali” a “tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali”.

La bozza finale fu presentata alla Commissione per i diritti umani, riunita a Ginevra. Il documento fu inviato a tutti i 58 Stati membri dell’ONU dell’epoca per eventuali commenti. Il 10 dicembre 1948, durante una sessione a Parigi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione universale dei diritti umani.

Un “testo miracoloso”

La Dichiarazione afferma che “tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti”. Aggiunge che devono agire gli uni verso gli altri in uno spirito di fratellanza e che a ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella Dichiarazione “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”. La Dichiarazione sancisce che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona” e che “nessun individuo può essere tenuto in stato di schiavitù”. La Dichiarazione considera inoltre la libertà di movimento, di parola e di associazione un diritto umano.”

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’austriaco Volker Türk, l’ha definita “un testo molto completo e miracoloso”. Per la giurista sudafricana Navanethem Pillay, Alto Commissario ONU dal 2008 al 2014, la Dichiarazione è una fonte di ispirazione. “Immaginate cosa ha significato per me e per tutti e tutte noi che eravamo sotto l’apartheid e conoscevamo solo le leggi razziste”, ha dichiarato in un’intervista a SWI swissinfo.ch.

Phil Lynch, direttore della ONG International Service for Human Rights (ISHRLink esterno), con sede a Ginevra, afferma che la Dichiarazione “ha avuto un impatto trasformativo sulle persone e sulle comunità di tutto il mondo, informando e ispirando lo sviluppo di leggi e politiche nazionali, sostenendo le richieste dei movimenti sociali e degli attori della società civile, fornendo un importante strumento per chi difende i diritti umani e sancendo valori universali che uniscono l’umanità e stabiliscono le condizioni affinché tutte le persone possano vivere con dignità”.

Come ha dato vita a trattati internazionali

La Dichiarazione è considerata la base del Diritto internazionale dei diritti umani. I suoi principi sono stati precisati in una serie di trattati internazionali riguardanti, ad esempio, l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione (1965), i diritti civili e politici (1966), i diritti economici, sociali e culturali (1966), l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (1979), la lotta contro la tortura (1984) e i diritti dell’infanzia (1989).

Navanethem Pillay considera la Dichiarazione come “la nostra legge fondamentale”, che stabilisce i principi fondamentali da cui derivano queste convenzioni. Alcuni Paesi, come il Sudafrica di Mandela, ne hanno incorporato i principi nella loro Costituzione nazionale.

TUTTAVIA , RESTA IL PROBLEMA DI CONVINCERE I GOVERNI A RISPETTARLI. IN TROPPI CASI UNA MERA ILLUSIONE!!!!!!

“Stiamo perdendo l’essenza di ciò che la Dichiarazione universale dei diritti umani era e doveva essere in risposta agli eventi catastrofici della Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato Türk a SWI swissinfo.ch in una recente intervista esclusiva. “In tante situazioni nel mondo c’è di nuovo questo disprezzo per le altre persone, il disprezzo per l’essere umano, il disprezzo per la dignità umana”.

Chi vigila?

Nel giugno 1993, le Nazioni Unite organizzarono la Conferenza mondiale sui diritti umani a Vienna, in Austria. Il risultato principale furono la Dichiarazione e il Programma d’azione di Vienna, volti a rafforzare il lavoro sui diritti umani in tutto il mondo. La Dichiarazione di Vienna chiedeva anche di rafforzare la capacità di monitoraggio dell’ONU, istituendo tra le varie cose la carica di Alto Commissario per i diritti umani. Questa posizione è stata istituita ufficialmente nel dicembre 1993.

Oggi l’ONU dispone di numerosi modi per monitorare la situazione e cercare di far sì che ogni Stato rispetti i diritti umani. Gli “Organi dei trattati” controllano il modo in cui i Governi applicano le convenzioni sui diritti umani, mentre i relatori e le relatrici speciali, così come le missioni d’inchiesta composte da esperti ed esperte indipendenti, esaminano questioni specifiche sui diritti umani o situazioni nei Paesi.

Ad esempio, il Comitato per i diritti dell’infanzia ha recentemente esaminato l’attuazione del trattato omonimo da parte di sette Paesi, esprimendo serie preoccupazioni sulle punizioni corporali in Azerbaigian e sulla violenza sessuale contro le ragazze in Bolivia. I Paesi sono chiamati a riferire su come hanno seguito le raccomandazioni delle Nazioni Unite.

Un altro esempio è quello dei relatori e relatrici speciali che recentemente hanno esortato il presidente dello Zimbabwe a respingere un disegno di legge che, secondo loro, limiterebbe fortemente lo spazio civico e il diritto alla libertà di associazione.

Questi organismi ed esperti/e riferiscono al Consiglio per i diritti umani, che si riunisce almeno tre volte l’anno a Ginevra.

La Dichiarazione necessita di un aggiornamento?

“Direi che c’è bisogno di aggiornarla, per enunciare altri diritti che non sono stati sanciti come avrebbero dovuto: i diritti delle popolazioni indigene, i diritti delle donne, i diritti dei bambini”, afferma Navanethem Pillay. “Per il resto, ho la massima fiducia nella Dichiarazione come standard. Non si possono contestare questi principi”.

Phil Lynch sostiene dal canto suo che più che di un aggiornamento, la Dichiarazione avrebbe bisogno di essere attuata, in modo che gli Stati e gli attori non statali che violano i diritti umani siano chiamati a risponderne. Ciò richiede leggi e Costituzioni nazionali che sanciscano i diritti, tribunali e corti indipendenti e “una società civile vivace e indipendente e persone che difendono i diritti umani”.

Secondo l’attuale Alto Commissario dell’ONU Volker Türk, (A PAROLE SCRIVIAMO NOI) la Dichiarazione non deve essere vista “come una reliquia”, ma come un insieme di principi fondamentali che forniscono risposte ai problemi attuali e futuri.

Durante una conferenza stampa tenutasi in dicembre, alla domanda se avrebbe cambiato qualcosa nella Dichiarazione redatta 75 anni fa, Türk ha risposto che avrebbe piuttosto chiesto che il documento venisse inteso alla luce delle preoccupazioni attuali. “Vorrei dire a tutti i leader di oggi: leggete la Dichiarazione universale dei diritti umani, usatela e consideratela come un obbligo ad agire”.

VORREMMO DIRE ALL’ONU, INVECE, CHE DOVREBBE VIGILARE E FAR METTERE IN ATTO TALI DIRITTI, E SMETTERE DI PONTIFICARE AL VENTO. VORREMMO RICORDARE ALL’ONU CHE E’ NATA PER AGIRE CONCRETAMENTE LADDOVE NECESSARIO!

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1 Aprile 2022 – Redazione- FONTE: Byoblu

Ai tempi di Wikipedia riscrivere la storia a proprio piacimento è semplicissimo. È sufficiente entrare a fare parte dell’élite degli utenti autorizzati e si possono modificare eventi storici acclarati secondo i propri gusti personali.

Da “massacro” a “incendio casuale”

È quello che è successo alla pagina Wikipedia dedicata al rogo di Odessa, un evento che risale al 2 maggio 2014 e strettamente collegato all’attuale conflitto tra Russia e Ucraina. Bene fino a circa un mese fa Wikipedia fornivauna precisa versione dei fatti. Il rogo di Odessa veniva infatti definito come un massacro presso la Casa dei sindacati in Ucraina ad opera di estremisti di destra, neonazisti e nazionalisti filo occidentali ucraini ai danni dei manifestanti sostenitori del precedente governo filo russo.

È bastato un mese, inframmezzato dall’inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina insieme ad un allineamento della stampa occidentale su posizioni anti russe, per far riscrivere la pagina Wikipedia sulla strage di Odessa. Ora la versione fornita dall’enciclopedia della Wikimedia Foundation è completamente diversa.

Adesso il rogo di Odessa non è più un massacro, ma un semplice incendio verificatosi presso la Casa dei sindacati a seguito di violenti scontri armati tra le fazioni di militanti filo russi e di sostenitori del nuovo corso politico ucraino che ha portato alla morte di 42 persone.

La nuova versione di Wikipedia in contrasto con le fonti ufficiali

Insomma secondo il nuovo corso dell’enciclopedia online sembra che l’incendio scoppiato alla casa dei sindacati di Odessa sia stato un evento casuale, scaturito non si sa bene per quale fenomeno: un po’ di vento? Un improvviso processo di autocombustione? O un fulmine che casualmente ha colpito proprio la casa dei sindacati?

Lascia stupefatti poi l’incredibile piroetta che Wikipediacompie nel descrivere i gruppi ucraini coinvolti negli scontri di Odessa. Da estremisti e neonazisti sono infatti diventati degli innocui sostenitori del nuovo corso politico ucraino. Una versione dei fatti decisamente in contrasto con quanto emerge da tutti i rapporti ufficiali sulla vicenda, compreso il report dell’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU.

Secondo questo documento tra i gruppi ucraini c’erano diversi esponenti del partito politico Pravyj Sektor, che è anche un gruppo paramilitare dichiaratamente neonazista. Non solo. Secondo le ricostruzioni ufficiali i militanti filo russi, numericamente inferiori, si sono rifugiati all’interno della casa dei sindacati di Odessa e sono stati poi circondati dai gruppi ucraini. Sempre secondo le ricostruzioni, dai gruppi ucraini sono partiti diversi colpi di pistola contro l’edificio, nonché un fitto lancio di molotov.

Solo un ristretto gruppo può modificare la pagina

Le indagini non hanno ancora portato ad accertare la responsabilità dell’incendio al 100%, tuttavia non si può negare che un gruppo di filonazisti abbia preso d’assalto un palazzo con molotov e pistolettate, creando quindi tutti i presupposti per la morte di quelle 42 persone. Insomma una versione dei fatti evidentemente occultata dall’enciclopedia del web.

Ora la pagina Wikipedia dedicata al rogo di Odessarisulta bloccata, questo significa che le modifiche possono essere fatte solo dalla stretta cerchia di rollbacker, di utenti convalidati e autoverificati. Si tratta di un ristretto gruppo di persone, spesso nascoste dietro l’anonimato e generalmente scelte dagli amministratori. Ecco come la storia può essere oggi facilmente manipolata da una fondazione con sede a San Francisco.

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06 Marzo 2022 – Redazione

IN QUESTO FINE SETTIMANA, NEL NOSTRO PAESE ED ANCHE IN MOLTE PIAZZE EUROPEE, NON SONO MANCATE NUMEROSE MANIFESTAZIONI, COSIDETTE PACIFISTE, DAL SAPORE TUTTO IPOCRITA E VOMITEVOLE DOVE, NON PERSONE MA PECORE E PECORONI, HANNO SFILATO CON LE BANDIERE DELLA PACE E ANCHE DEI SINDACATI, PER GRIDARE CONTRO UNA GUERRA DI CUI NON SANNO NIENTE, DI CUI NON SI SONO ACCORTI IN QUESTI ULTIMI 8 ANNI, URLANDO, GRIDANDO E RECLAMANDO, COME DEI FORSENNATI, LA PACE. TRA LA FOLLA ABBIAMO INDIVIDUATO ANCHE I POLITICI, AL FIANCO DI QUEL POPOLO COGLIONE CHE NON SI È RESO ANCORA CONTO CHE LA GURRA E’ FOMENTATA PROPRIO DA LORO, UOMINI DI POTERE! NOI, GENTE COMUNE, SOPRATUTTO DOPO LE SOFFERENZE E LE COERCIZIONI SUBITE IN QUESTI ULTIMI DUE ANNI, AVREMMO DOVUTO GIA’ CAPIRE TUTTO, OLTRE AL FATTO CHE, VANTANDOCI AD OGNI PIE’ SOSPINTO DI AVER RAGGIUNTO MASSIMI LIVELLI D’ISTRUZIONE, AVREMMO DOVUTO IMPARARE A NON FARCI INFINOCCHIARE DA QUESTI QUATTRO BARBAGIANNI. MA NON E’ COSI! I TITOLI DI STUDIO BEN SIGLATI DALLA CHINA SU PREZIOSE PERGAMENE, SVENTOLANO INSIEME ALLE BANDIERE ARCOBALENO, CON UN VALORE PIU’ EFFIMERO CHE CONCRETO E REALE! IN PIAZZA NON DOVREMMO SCENDERE PER MANIFESTARE CONTRO UN POPOLO PIUTTOSTO CHE UN ALTRO, MA DECISAMENTE CONTRO I NOSTRI GOVERNANTI, I POTENTI DELLA TERRA CHE SCATENANO I CONFLITTI! SONO LORO CHE, PERIODICAMENTE, FANNO SCOPPIARE L’INFERNO SULLA TERRA PER AFFAMARE I POPOLI! RUSSIA E UCRAINA SONO LE VITTIME DI UOMINI MALEFICI CHE STANNO BEN PIU IN ALTO DEL SINGOLI CAPI DI STATO! QUESTI ULTIMI, SONO SOLO PEDINE AL SERVIZIO DEL NUOVO ORDINE MONDIALE! NON PARTEGGIATE PER ZELENSKY PIUTTOSTO CHE PER PUTIN! ANDIAMO CONTRO I VERI MANDANTI, STUDIAMO E INFORMIAMOCI SU TESTI E FONTI GIUSTE! SOLO UN PENSIERO LIBERO, CHE VADA OLTRE IL MALDESTRO REVISIONISMO STORICO, PUO’ CRESCERE VERI UOMINI E DONNE, E NON MAMMALUCCHI ERUDITI DA 4 NOZIONI SCOLASTICHE E UNIVERSITARIE DI REGIME! LA CULTURA E’ ALTRA COSA! E NELLE PIAZZE SI DOVREBBE URLARE SOLO SE CONSAPEVOLI DI CIO’ CHE SAPPIAMO E STIAMO FACENDO, NON SEGUENDO LA CORRENTE DI CHI CI VUOL FAR VEDERE LUCCIOLE PER LANTERNE! IN GUERRA COME NELLA VITA NON ESISTONO SOLO BIANCO E IL NERO, MA ANCHE QUELLE SFUMATURE DI COLORE, CHE SPESSO FANNO LA DIFFERENZA! E PER INDIVIDUARLE OCCORRONO ATTENZIONE E ACCORTEZZA! MEDITIAMO!

Marzia MC Chiocchi

LA NOTIZIA ⤵️– FONTE: R2020

25,8 miliardi di euro di spesa militare. 8,3 miliardi di euro per i nuovi armamenti. È un record per il nostro Paese. Cifre mostruose in sé, e ancora più vergognose se si considera il momento storico in cui versa il popolo italiano.

«Ci dobbiamo dotare di una difesa molto più significativa e bisognerà spendere molto di più di quanto fatto finora». Aveva dichiarato Mario Draghi il 29 settembre scorso. Detto fatto. Oggi, secondo i dati riportati dall’Osservatorio Mil€x, «Il Bilancio del Ministero della Difesa per il 2022 sfiora i 26 miliardi di euro con un aumento di 1,35 miliardi, a cui vanno poi aggiunti gli stanziamenti di altri ministeri». Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, mai come in questi anni si è dato da fare per far approvare dal Parlamento un numero senza precedenti di programmi di riarmo. Nel solo 2021 parliamo di un valore di ben 15 miliardi di euro e un onere complessivo di oltre 30 miliardi di euro.

C’è di tutto: F35, caccia Tempest, eurodroni classe Male,  aerei Gulfstream per la guerra elettronica, batterie missilistiche antiaeree per missili Aster, blindati Lince, cacciatorpedinieri lanciamissili classe Orizzonte (prodotti da Fincantieri), navi supporto per le operazioni subacquee… E si potrebbe andare avanti così ancora per molto.

Un giro di soldi e di sangue mai visto. Portato avanti sulle spalle dei cittadini, dai soliti (poco) noti.

Proprio in questi giorni trapela infatti l’ennesimo scandalo. Massimo D’Alema, già Ministro degli esteri e vicepresidente del Consiglio del governo Prodi e presidente del Consiglio dal ’98 al 2000 (quando, con Sergio MattarellaVicepresidente del Consiglio con delega ai Servizi di Sicurezza, in aperta violazione della Costituzione e senza alcun mandato dell’ONU, aveva scaricato sulla Jugoslavia più bombe di quante mai sganciate su una nazione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale), sarebbe oggi al centro di un affare miliardario inerente una commessa offerta al governo colombiano di navi, sommergibili e aerei da guerra prodotti dalle aziende di Stato italiane. In particolare da Leonardo, l’ex Finmeccanica presieduta dall’ex banchiere di area Ulivo Alessandro Profumo, tra l’altro indagata per frodi elettorali internazionali e nazionali. Lo stesso che – guarda caso – partecipò alla cena da mille euro a coperto per finanziare la fondazione di D’Alema. Era il 2015, e la cena andò molto bene.

Da quanto riportato dal giornale La Verità, a metà febbraio l’ambasciatrice colombiana a Roma ha chiamato il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè per comunicargli di aver ricevuto una chiamata da D’Alema (oggi santo protettore di Speranza) che si offriva come mediatore della fornitura per incarico di Leonardo. Alla richiesta di spiegazioni di Mulè, Leonardo nega tutto. Il problema è che l’ex premier, in barba alla legge 185 che vieta l’utilizzo di mediatori nelle forniture di armi e nonostante una trattativa ufficiale già in corso, quell’incarico dalla azienda del suo amico Profumo l’ha ricevuto davvero. Leonardo ha infatti dato mandato allo studio di Miami “Robert Allen Law”, società che in realtà è di copertura di D’Alema.

Insomma, se la cantano e se la suonano, da decenni, e oggi – Con il fumo negli occhi della pandemia, progettata come una vera e propria operazione militare, l’annebbiamento delle menti, lo scontro sociale sempre più acceso, la crisi economica, che avanza imperterrita e le sirene di una nuova emergenza, già annunciata – ancora di più.

In Italia si sta consumando una guerra tragica: è quella di chi ci governa, contro il suo popolo. Le macerie, i morti e i danni, che ora si stanno iniziando a vedere presto saranno talmente evidenti da non poterli più nascondere sotto un tappeto di qualche studio televisivo. La Resistenza è da fare qui e ora, contro questi mostri, che di umano non hanno nulla.   

IN CHIUSURA, POSTIAMO UNA FAMOSA POESIA DI TRILUSSA SULLA GUERRA, SCRITTA 108 ANNI FA E MUSICATA NEGLI ANNI SETTANTA DA CLAUDIO BAGLIONI ⤵️

Trilussa

LA NINNA NANNA DELLA GUERRA

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
.

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

Trilussa

________________________
[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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26 Febbraio 2022 – Di Marcello Pamio (Disinformazione.ti)

RIASSUNTO (PER CHI NON SA E GIUDICA) DELLE DINAMICHE TRA RUSSIA E L’OCCIDENTE.

1) Forze ucraine di matrice neonazista, di origine golpista, uccidono quotidianamente la popolazione di origine russa in Donbass dal 2014. Il mondo occidentale, l’ONU e i media tacciono.

2) La Russia chiede garanzie legali. Zero risposte.

3) NATO, USA e UE finanziano impunemente l’Ucraina. L’ONU tace.

4) La Russia chiede all’Ucraina di impegnarsi a rispettare gli accordi di Minsk 1 e 2 e di smettere di attaccare i russi nel Donbass. L’Ucraina lo ignora e Francia e Germania restano in silenzio.

5) La Russia chiede che la NATO non si estenda ai suoi confini, e che non si unisca all’Ucraina o alla Georgia. L’Europa risponde che hanno tutto il diritto di fare quello che vogliono. Non rispondono alle garanzie legali che la Russia ha concordato con gli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90.

6) Gli Stati Uniti, mentre inviano più di 300 tonnellate di armi lunghe in Ucraina e miliardi di dollari alle forze armate ucraine, minacciano costantemente la Russia di sanzioni. 

7) Nel 2020 e nel 2021 è stata approvata all’ONU una risoluzione che condannava il nazismo, il neonazismo e il fascismo in tutte le sue forme. Gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno votato contro. Quasi tutta l’Europa si è astenuta. Silenzio da parte dell’ONU.

Conclusioni: hanno chiuso tutte le opzioni diplomatiche alla Russia, ignorato tutte le sue richieste legali e dimenticato i civili di lingua russa del Donbass.Ora che Putin sta prendendo in mano la situazione con un fatto compiuto, sono scioccati. 

La russofobia distorce l’Occidente.

RIEPILOGO STORICO ⤵️