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31 Marzo 2023 – Redazione – dal libro “Scoperte Mediche non autorizzate” di Marco Pizzuti

“I luminari del determinismo genetico avevano negato qualsiasi relazione tra la psiche e il funzionamento dei geni ma, l’ EPIGENETICA, ha dimostrato che i geni obbediscono alle informazioni captate dalla membrana cellulare, che provengono sia dall’ambiente sia dalla nostra stessa mente. La parte capace di influenzare maggiormente la biologia e’ il subconscio, che controlla ben il 95% della nostra vita. Si tratta di una specie di pilota automatico che entra in funzione ogni volta in cui il cervello conscio è impegnato, per svolgere attività di routine (guidare, camminare, lavorare etc.) in cui non è necessaria l’attenzione allo Stato cosciente. Se possiamo eseguire più azioni contemporaneamente, come conversare e guidare, le dobbiamo proprio alla componente subconscia, che è anche molto più potente, visto che può elaborate 20 milioni di informazioni al secondo, contro le 40 della mente allo Stato conscio. La differenza tra le due funzioni e’ immensa perchè il subconscio si limita a scegliere le azioni ripetitive ormai imparate a memoria con cui agiamo in automatico, la mente conscia deve prendere della decisione sulle novità.
Il predominio della mente subconscia di ripercuote anche a livello biologico. Solo che non ne siamo consapevoli.

PURTROPPO LA MENTE SUBCONSCIA È STATA PROGRAMMATA PER ANNI A CREDERE DI NON POTER AGIRE SUL FUNZIONAMENTO DEI GENI.

Se ci venisse chiesto di autoguarirci solo con le innate capacità della mente, non otterremmo alcun risultato apprezzabile. La mente conscia ci ripeterà che l’epigenetica ha scoperto che di può’ fare, ma nello stesso tempo la mente subconscia, più influente, manterrà il convincimento opposto e agirà di conseguenza. Se invece avessimo un forte mal di testa e ci venisse offerto un finto farmaco, la fiducia che il subconscio ripone nelle sue presunte proprietà curative basterebbe a renderlo efficace, producendo l’effetto placebo. Per poter sperimentare il potenziale della nostra mente sull’organismo dovremmo riprogrammare completamente la mente subconscia. Una scorciatoia è l’inno terapia, che si avvale dell’ipnosi per manipolare il subconscio del paziente e usarlo per favorire la guarigione.

Nel lontano Oriente, il potere della psiche sul corpo era già noto migliaia di anni fa, ed è alla base sia delle arti marziali, sia delle tecniche di meditazione yoga e dei loro straordinari risultati.  Basti pensare al maestro di Kung Fu che riesce a spezzare materiali ben più resistenti del suo pugno senza riportare traumi. Al di là delle interpretazioni mistiche e religiose, la volontà di un asceta educato fin dall’infanzia (quindi anche a livello subconscio) a credere nella forza della psiche, ha innescato processi biologici che la scienza medica non può spiegare.

Anche i casi di guarigione spontanea avvenuti nei luoghi sacri possono ora trovare spiegazione, indipendentemente dal tipo di confessione, nella chiave di lettura offerta dall’epigenetica. I “miracoli della fede” costituirebbero, in realtà, un esempio di guarigione determinata dalla volontà psichica del soggetto, grazie alla sua profonda fede nell’intervento divino. Un’ipotesi che trova conforto nella moderna fisica quantistica, da quando è stato scoperto che la nostra mente interagisce attivamente con le particelle elementari della materia visibile e quindi con la biologia dell’organismo”.

Marco Pizzuti

 

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30 Marzo 2023 – Redazione – Le fonti in fondo all’articolo

Fibromialgia: che cos’è?

La fibromialgia è una malattia caratterizzata da un dolore cronico muscoloscheletrico diffuso, sonno non riposante, stanchezza, mal di testa, scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, parestesia e una limitazione generale nelle funzioni sociali e lavorative.

La gravità del dolore è generalmente più costante di altre forme, può comparire e andare via rapidamente, o spostarsi a varie parti del corpo peggiorando al tatto. Per esempio, alcuni pazienti fibromialgici sentono il contatto con i propri abiti, soprattutto se stretti, come doloroso.


Incidenza

La fibromialgia è il secondo disturbo più osservato dai reumatologi, con un’incidenza sul 2% della popolazione negli Stati Uniti e l’1,4% in Francia. Sono colpite soprattutto le donne di mezza età: l’incidenza è del 3,1% tra le donne e dello 0,5% tra gli uomini. La percentuale dei malati aumenta con l’età e la diagnosi è più comune nelle persone tra i 60 e i 79 anni. L’incidenza della malattia è maggiore nelle famiglie con parenti malati fibromialgia con un rischio 8,5 volte maggiore.


Diagnosi


La diagnosi di fibromialgia si fa sulla base di criteri specifici dell’American College of Rheumatology e dopo l’esclusione di altre possibili condizioni. Prima di prendere in considerazione la patologia si effettua un approfondito esame fisico e neurologico, un’esame della funzione tiroidea, e la diagnosi si stabilisce in
presenza di dolore diffuso per un periodo di almeno tra mesi:

1. In 11 dei 18 punti di dolore

2. o in presenza almeno di 4 dei seguenti sintomi:
– stanchezza generalizzata
– mal di testa
– disturbi del sonno
– problemi neuropsichiatrici
– parestesie (NUMBNESS e/o TINGLING)
– sindrome dell’intestino irritabile


Co-morbidità

Alcune patologie si presentano insieme alla fibromialgia tra cui l’osteoartrite, patologie autoimmunitarie, lupus, sindrome da stanchezza cronica, emicrania, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi del sonno, disturbi dell’umore, disturbi neuroendocrini e ipotiroidismo.

I sintomi non specifici più diffusi sono:

  • Mal di testa ricorrenti 47%
  • Artrite 46%
  • Spasmi muscolari 46%
  • Problemi di equilibrio 45%
  • Sindrome dell’intestino irritabile 44%
  • Dolori diffusi 44%
  • Stanchezza cronica 40%
  • Depressione 40%
  • Ansia 38%
  • Problemi sinusali 37%
  • Disturbi ai denti 32%
  • Sindrome delle gambe senza riposo 32%
  • Acufeni 30%
  • Dolore alla mascella 29%
  • Problemi alla vescica 26%
  • Rash cutanei 25%.


Cause

La causa della fibromialgia non è ancora compresa a pieno, ma si pensa che ci siano anomalie nel sistema sensoriale periferico e centrale; queste potrebbero essere scatenate da infezioni virali, dal morbo di Lime, dall’epatite e da cambiamenti ormonali ed endocrini, da farmaci, vaccini e da trauma fisico.

La sensibilizzazione del sistema nervoso centrale porta a cambiamenti funzionali che abbassano la soglia del dolore, aumentano i campi recettivi nervosi e l’eccitabilità dei neuroni spirali. Quando parte la sensibilizzazione centrale, serve solo un minimo stimolo per aumentare la risposta al dolore e mantenere lo stato di dolore cronico.


Spect scan

Con la tomografia computerizzata ad emissione singola di fotoni (spect) è stata trovata nei pazienti fibromialgici un’alterazione nella perfusione cerebrale associata alla gravità dei sintomi. Un altro studio basato sulla Spect ha scoperto che giovani donne con fibromialgia mostravano un’assimilazione significativamente più alta in percentuale del nucleo condotto destro e sinistro. .

Proteina Gi

La proteina Gi funziona meno del normale nella fibromialgia ed è inalterata nel dolore neuropatico, nell’artrite reumatoide e nella ostroartrite. I pazienti fibromialgici, peraltro, mostrano livelli basali di CAMP più alti rispetto al gruppo di controllo.


Neurotrasmettitori

Nel flusso cerebrospinale dei soggetti con fibromialgia sono stati scoperti livelli ridotti di dopamina, di norepinefrina e di serotonina. La dopamina è un importante trasmettitore (messaggero) che facilita alcune funzioni cerebrali critiche. Un disequilibrio dei livelli di dopamina può causare una disfunzione cerebrale e una malattia. Studi mostrano un’associazione tra fibromialgia e una disfunzione della neurotrasmissione dopaminica che produce un ridotto metabolismo della dopamina nell’ambito dell’origine nervosa del dolore.

La serotonina inibisce il rilascio della sostanza P e di altri neurotrasmettitori che elaborano il dolore. I livelli elevati di sostanza P cerebrospinale rilevata nei pazienti con fibromialgia possono essere correlati alla riduzione di serotonina (33, 34). I pazienti fibromialgici sentono la pressione e gli stimoli allo stesso livello dei gruppi di controllo.


Fattori ambientali

Vari fattori di stress, come infezioni virali, trauma fisico e l’esercizio, possono dare inizio e scatenare la fibromialgia. Una malattia o un danno di origine ambientale possono danneggiare il sistema nervoso che rilascia la corticotrapina e che attiva il sistema nervoso simpatico e riduce la funzione immunitaria cellulare. I fattori ambientali possono scatenare lo sviluppo di disturbi cronici del dolore negli individui con predisposizione genetica.

L’intolleranza a certi alimenti e a certe sostanze è correlata alla fibromialgia. Alcuni studi hanno trovato un miglioramento dei sintomi con la dieta chetogenica.

La fibromialgia può essere correlata anche ad uno stato infiammatorio cronico che parte da problemi intestinali.

A tal proposito si consiglia di leggere il libro “Alimentazione antidolore” di Jaqueline Lagacé, che parla proprio della risoluzione di patologie dolorose e infiammatorie attraverso un’alimentazione volta ad abbassare l’infiammazione cronica.

La ricerca scientifica ha trovato che le persone con fibromialgia possono stare molto meglio con un’alimentazione chetogenica che serve proprio a ridurre l’infiammazione.


Terapie

I farmaci da soli non hanno generalmente effetto per la Fibromialgia. L’American Pain Society Fibromyalgia Panel, infatti, raccomanda un approccio multidisciplinare per il trattamento della malattia. La Fibromialgia può essere trattata usando sia la medicina convenzionale che alternativa per migliorare i sintomi e generalmente è utile educare il paziente, fare esercizio fisico, fisioterapia, integratori e terapia farmacologia. .

I pazienti possono anche avere giovamento dall’assistenza sociale, dall’educazione riguardo la malattia, dai gruppi di supporto, dal miglioramento del sonno, dall’aiuto della famiglia, dal riposo, dall’adozione di uno stile di vita sano che eviti l’esposizione a sostanze chimiche (fragranze, pesticidi, ecc.) e il fumo di sigaretta e l’alcol. Uno studio spagnolo del 2020 ha trovato che tecniche di rimodulazione del sistema nervoso centrale, come il Programma Gupta, aiutano a ridurre significativamente i sintomi riducendo anche alcuni fattori di infiammazione nervosa.

Fonte: info amica.it

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24 Marzo 2023 – Redazione – Fonte: osservatoriomalattierare.it

 

La sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle origine ancora oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale. I sintomi per definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per anni.

Dall’Università di Firenze uno studio internazionale ipotizza che la malattia sia la conseguenza dell’esposizione al Cadmio

Il gruppo di ricerca della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze guidato dai Prof. Gulisano e Ruggiero, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico sulla prestigiosa rivista Medical Hypotheses dove si ipotizza per la prima volta una relazione tra esposizione al Cadmio e Sindrome da Fatica Cronica (definita anche Encefalomielite Mialgica). Questa sindrome neurologica invalidante colpisce milioni di persone nel mondo e si calcola che in Italia i malati siano nell’ordine delle centinaia  di migliaia anche se purtroppo in molti di loro la malattia non è correttamente  diagnosticata. Infatti la diagnosi risulta incerta, lunga e complessa e spesso i malati  sono costretti a subire esami diagnostici per mesi e mesi prima di arrivare alla diagnosi. Come per molte malattie neurodegenerative, le cause non sono note e la terapia, spesso soltanto palliativa, ha scarsi risultati. Il gruppo di ricerca fiorentino, nell’articolo pubblicato, ipotizza per la prima volta un legame tra la malattia ed esposizione al Cadmio.

Il Cadmio è un metallo pesante cancerogeno molto diffuso nei paesi industrializzati, che si produce nell’inquinamento urbano, nell’incenerimento dei rifiuti, nell’elettronica da consumo (batterie al Cadmio), nei processi industriali, nell’edilizia e nel fumo di tabacco.

I ricercatori fiorentini, dopo aver dimostrato i danni indotti dal Cadmio sui neuroni umani, hanno messo a punto una tecnica ecografica semplice e priva di rischi che permette di studiare la corteccia cerebrale senza l’uso di radiazioni, in modo da evidenziare fenomeni di infiammazione o di danno cerebrale nei pazienti affetti da Sindrome da Fatica Cronica e nei soggetti esposti al Cadmio. In questa maniera, sarà possibile diagnosticare precocemente i danni neurotossici conseguenti all’esposizione al Cadmio (ad esempio nei fumatori o nelle persone che vivono in prossimità di aree inquinate, di impianti industriali o inceneritori) ed individuare i sintomi della Sindrome da Fatica Cronica in modo da intervenire il prima possibile. Sarà anche possibile monitorare la malattia e la risposta alle diverse terapie in via di sperimentazione nel mondo, con l’auspicio di poter osservare una reversione del danno cerebrale.

Il prestigio internazionale della rivista dove i ricercatori fiorentini hanno pubblicato questo studio all’avanguardia è testimoniato dalla presenza nel comitato editoriale dei Premi Nobel Arvid Carlsson, John Eccles, Frank Macfarlane Burnet e Linus Pauling, e del pioniere della filosofia della scienza, Sir Karl Popper.

L’articolo, con le immagini relative, è reperibile online sul sito della rivista Medical Hypotheses ed è inoltre stato immediatamente inserito nel database della National Library of Medicine (NIH) del Governo degli Stati Uniti d’America.

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03 Marzo 2023 – Marzia MC Chiocchi – Fonte: Associazione CORVELVA

Nei giorni scorsi l’Associazione CORVELVA (Coordinamento della Regione Veneto per la libertà delle vaccinazioni) presente sul territorio dal 1993 ha organizzato, via streaming, un incontro con Cristiano Lugli, cofondatore di Renovation 21, associazione che lotta per la vita e la civiltà. Lugli ha parlato del Decreto Lorenzin approvato in piena estate il 31 Luglio 2017 di cui alleghiamo, a seguire, il link per correttezza e giusta informazione nei confronti di coloro che stanno leggendo e vorranno approfondire ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️
https://www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/legge-119-2017-conversione-in-legge-con-modificazioni-del-decreto-legge-7-giugno-2017-n-73-recante-disposizioni-urgenti-in-materia-di-prevenzione-vaccinale.html

La riflessione ha avuto come punto di partenza l’aspetto etico – religioso che ha riguardato gli obblighi vaccinali, e che ha visto coinvolta la Chiesa e il Vaticano.

COSA AVVENNE IL 31 LUGLIO 2017?

Fu approvato il Decreto Legge con cui inizialmente si passava da 4 vaccini obbligatori per l’infanzia a 12 paventando, anche se fievolmente, la possibile ed eventuale sospensione della Patria Potestà, qualora i genitori non avessero ottemperato all’obbligo di legge, o, in alternativa, avrebbero dovuto pagare una multa di €. 7.500,00.  Per questa seconda opzione furono in molti ad ipotizzare anche una reiterazione annuale dell’ammenda stessa. Il governo era quello di Matteo Renzi, il cui Ministro della Salute era Beatrice Lorenzin. In quell’estate del 2017 l’ansia e lo smarrimento travolse milioni di genitori italiani, compresi quelli che, negli anni precedenti, avevano già vaccinato i figli, ma con la quadrivalente! Con il Decreto avrebbero dovuto inoculare anche i vaccini mancanti alla lista. Furono numerose le manifestazioni di famiglie intere che si sentirono abbandonate a se stesse! In pochi casi, infatti, vennero appoggiate da qualche medico di scienza e coscienza, disposto a far conoscere il suo pensiero dissonante con l’Istituzione.

L’ansia fu accompagnata anche da un altro fattore. IN QUELLO STESSO GIORNO (31 luglio 2017) il DL Lorenzin entrò a gamba tesa non solo nel panorama legislativo, ma anche in quello etico/religioso. Ad avallarlo si espresse, con una nota senza precedenti, La Pontificia Accademia per la Vita”, istituzione che si occupa, per conto del Vaticano, di tutti quei temi  legati alla Teologia, alla Morale, all’Etica, e al rapporto con la Scienza. Le dichiarazioni lasciarono senza parole anche buona parte della comunità cattolica, in quanto la Chiesa si era espressa in maniera del tutto nuova.                      

ECCO IL LINK PER APPROFONDIRE ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️
https://www.academyforlife.va/content/pav/it/the-academy/activity-academy/note-vaccini.html

LEGGETE ANCHE LA PARTE EVIDENZIATA IN ARANCIONE ⤵️

Facciamo, però, un passo indietro. Tra il 2005 e il 2008, dall’Accademia Pontificia, furono redatti due importanti documenti: DIGNITATIS PERSONAE N^34/35 dove si affrontavano il tema e le responsabilità di coloro che utilizzano feti abortivi nella ricerca e produzione dei vaccini, e di chi se li fa inoculare (questi ultimi per la Chiesa, sarebbero senza colpe in quanto inconsapevoli). ⬅️ E su quest’ultima affermazione ci sarebbe qualcosa da dire!
ECCO IL LINK A CONFERMA ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️

https://www.bioeticaefamiglia.it/2020/11/24/dignitas-personae-nn-33-37/

Nel 2017, in questo nuovo documento, si legge qualcosa di diverso, e invito a cliccare sul link o allargare la foto qua sotto ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️
https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20201221_nota-vaccini-anticovid_it.html

Da qui la scesa in campo del Comitato Renovatio 21, un grande movimento che sta portando avanti, ancora oggi, la sua lotta su vari temi. La contemporaneità di pubblicazione del DL LORENZIN e del documento dell’ACCADEMIA PONTIFICIA, a molti non sembrò casuale. Per questo, alcuni movimenti cattolici di livello mondiale che si occupano di temi etici, firmarono una petizione che inviarono a Papa Bergoglio, affinché intervenisse sul tema, ma l’iniziativa, pare, non abbia sortito effetto alcuno!

TORNIAMO AI VACCINI 

Come si legge nei documenti che ho postato e linkato qua sopra, per realizzare questi vaccini sarebbe stata utilizzata una linea embrionale “immortalizzata”, ormai risalente al 1966/‘69. Dinanzi a questo scenario, si sarebbe così scaricato l’obbligo morale nell’utilizzo degli embrioni, per far sì che fossero garantite le coperture vaccinali necessarie. E da qui sarebbe partito anche l’obbligo morale a vaccinarsi. Da evidenziare, quindi, che la Chiesa fino a quel momento aveva sempre sottolineato che occorreva opporsi e contrastare le aziende farmaceutiche che proponevano questi vaccini, per poi appoggiare il DL LORENZIN del 2017.

La prima vaccinazione obbligatoria fu quella contro il morbillo, che arrivò nel 2014 dopo il rientro della Lorenzin dal suo viaggio negli USA (ospite dell’allora Presidente Obama), dove firmò un accordo per far diventare l’Italia capofila delle teorie vaccinali, con i conseguenti obblighi che ne sarebbero derivati. Nello stesso anno, I DEM californiani, ad esempio, per dare un segnale forte, cominciarono a togliere l’esenzione alla vaccinazione per motivi etico/religiosi, aprendo una strada a grandi malumori e dissensi.

VACCINI COVID – 19

Le ultime linee cellulari utilizzate sarebbero state molto più recenti. Per questo RENOVATIO 21, ha preso in esame i sieri Johnson & Johnson, Astrazeneca e Pfizer, controllandone la percentuale utilizzata che sarebbe stata alta, per poi porre, ancora una volta, l’accento sulla questione etico/morale. Questione che non ha impedito, al Vaticano in primis, di imporre l’obbligo ai propri dipendenti, pena il licenziamento in tronco. Il mondo del lavoro, in particolare, si è piegato al Sistema, seguendo come forma di ricatto la LEVA MORALE. Stesso sistema che fu adottato per far vaccinare, dal 2017, i bambini sani, per tutelare, diceva lo Stato, i piccoli immunodepressi. E a bombardarli non è stato l’elisir di lunga vita, ma un insieme di sostanze di cui abbiamo ampiamente scritto in un articolo nei giorni scorsi.

Il DL LORENZIN VENNE APPROVATO IL 31 LUGLIO 2017, CONVERTITO IN LEGGE N^119  E IN GAZZETTA UFFICIALE N^182 Il 5 AGOSTO 2017.

Entro’ in vigore il 9 settembre 2017 ( sabato) e  l’anno scolastico inizio’ lunedì 11 settembre, mettendo in grandissima difficoltà i genitori indecisi, che avrebbero visto rifiutare l’ingresso a scuola dei propri figli, senza diritto di replica. Una vera e propria folle debacle, su cui è inutile aggiungere altro! Il resto è cronaca dei giorni nostri!

CON QUESTO ARTICOLO SPERIAMO DI ESSERE STATI DI AIUTO ALLE MAMME DI BAMBINI PICCOLI, NON ANCORA IN ETÀ SCOLARE. CORVELVA È A DISPOSIZIONE DELLE FAMIGLIE, PER AIUTARLE IN SCELTE CONSAPEVOLI E SENZA OBBLIGHI! 

In ogni caso riteniamo opportuno pubblicare, comunque, anche il link relativo alla streaming dell’Associazione Corvelva, per approfondire le tematiche affrontate in questo articolo ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️
https://youtu.be/cUZ1RZkdaxY

 

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15 Marzo 2023 – Redazione – comunicato stampa   “Comitato Ascoltami”


In 15 città d’Italia banchetti informativi 
con personale sanitario e avvocati

Sabato 18 marzo 2023 iniziativa del Comitato Ascoltami! 

www.comitatoascoltami.it  

Reazioni Avverse Vaccino Anti Covid-19? Sabato 18 Marzo 2023 nelle principali piazze italiane il Comitato Ascoltami! sarà presente con dei banchetti informativi dove personale sanitario e giuristi saranno a disposizione dei cittadini dalle ore 10 alle ore 18 per dare informazione a tutti, danneggiati e non, vaccinati e non.  

Verrà anche proposta una raccolta firme per portare in Parlamento quattro richieste specifiche a tutela dei danneggiati da ‘vaccino’.

Il Comitato Ascoltami! che è impegnato anche nella proiezione del docufilm Invisibili di PlayMasteMovie in tutta Italia, si è formato per volontà di un gruppo di persone vaccinate che hanno subito danni gravi dopo il ‘vaccino’ e si sono ritrovate ignorate e denegate dalle istituzioni, in un profondo senso di sgomento e disperazione. Lo slogan “Reazioni avverse. Uniti per guarire” esprime la mission:  fare in modo che nessuno possa più girarsi dall’altra parte di fronte a un essere umano che soffre, aldilà di ogni ideologia e divisione sociale. I valori dichiarati sono Cura, verità e Giustizia attraverso l’Unione di persone vaccinate e non vaccinate, danneggiate e non danneggiate. Lo scopo del Comitato è senza fini di lucro, non si danno consigli, si vuole informare, sensibilizzare società e istituzioni e la comunità scientifica, si mettono in relazione persone. Tutto per arrivare ad avere delle diagnosi e delle cure.

La presidente è Federica Angelini, maestra elementare di Verona, vaccinata a marzo 2021 e da subito vittima di una reazione avversa.

ECCO DOVE TROVARE GLI INFO-POINT ⤵️

Asti, piazza Alfieri portici Anfossi

-Bologna, via Indipendenza 54

Cagliari, corso Vittorio Emanuele 32

Como, via Caio Plinio 30

Genova, via Colombo incrocio Via San Vincenzo

-Mestre, piazzetta XXII Marzo

-Milano, piazza Argentina angolo Via   Mercadante

-Napoli, Salita della grotta (accanto all’ufficio postale e alla metropolitana di Mergellina)

-Perugia, piazza della Repubblica

-Rimini, piazza Tre Martiri

Roma, viale Marconi 186

Torino, via Roma 4

Varese, piazza Carducci

Vercelli, via Cavour

Verona, piazza Bra zona Liston

Ecco le richieste al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni,  Presidente della Camera Lorenzo Fontana, Presidente del Senato Ignazio La Russa e  tutti i membri del Parlamento:

1. Partecipazione di un rappresentante del Comitato Ascoltami! alla Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulla gestione pandemica per ciò che concerne i danni dai  «vaccini anti Covid-19».  Inoltre chiediamo da subito una raccolta dati presente e futura più accurata e verosimile attraverso una farmacovigilanza attiva e un’indagine retrospettiva.

2.
Creazione ad hoc di un codice esentivo specifico rilasciato dal MMG per sospetti eventi avversi da c.d. «vaccini anti Covid-19», con conseguente prestazione a carico TOTALE del SSN o sgravio fiscale del 100% della spesa sostenuta per la prestazione diagnostico/terapeutica, nel caso in cui il paziente afferisca ad una prestazione privata (effettuata per libera scelta o per tempi di esecuzione più brevi). Istituzione entro brevissimo tempo, di un Ambulatorio Internistico dedicato agli eventi avversi in ogni Regione italiana, per la cura dei danneggiati da vaccino. Questi Ambulatori saranno rivolti a tutti coloro con diagnosi/correlazione/presunta correlazione di evento avverso da  «vaccino anti Covid-19». Questi ambulatori dovranno avere al centro il paziente nella sua complessità, potendo essere promotori di un lavoro di equipe multidisciplinare volto all’ottenimento della miglior cura in situazioni estremamente complesse che potrebbero richiedere l’intervento di molteplici specializzazioni a confronto: cardiologia, pneumologia, neurologia, nefrologia, oculistica, psicologia, medicina complementare, infettivologia, medicina fisica e riabilitazione, oncologia, ginecologia, immunologia, ematologia e qualsiasi altra specializzazione utile a costruire il percorso di cura migliore per ogni singolo caso.

3.
Stanziamento di fondi per la ricerca sui danni da  «vaccino anti Covid-19», con priorità ai centri di ricerca che da mesi se ne stanno occupando o che hanno come responsabile del progetto/collaboratori danneggiati da vaccino, oltre a fondi per le Università e dottorati di ricerca dedicati sempre con priorità per gli studenti/dottorandi/professori/ricercatori con sospetta o certificata reazione avversa al  «vaccino anti Covid-19».

4.
Snellimento, deburocratizzazione, e istituzione di una Commissione Tecnica Scientifica Indipendente (infra denominata pure CTSI)per la valutazione del risarcimento del danno da c.d. «vaccini anti Covid-19». Valutazione in ordine alla L. n. 210/92 ed alla L. 229/2005: possono le misure in esse previste essere considerate adeguate per la situazione sui generis dei danneggiati dal c.d. vaccino anti Covid-19 o data la straordinarietà e numerosità delle reazioni avverse, in una campagna vaccinale a tutt’oggi in corso, sia auspicabile legiferare ad hoc, ai fini della previsione di una più congrua valutazione delle strategie di verifica e ristoro del danno, in combinato disposto con il punto 2) anzi esposto e con l’istituzione della CTSI reclamata.


“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In effetti, è l’unica cosa che è sempre accaduta”. Margaret Mead

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12 Marzo 2023 – Redazione – Fonte: Sito Corvelva

Nel 2014 in Kenya alcuni medici e 27 vescovi denunciarono il governo, l’OMS e l’UNICEF per aver somministrato a oltre un milione di donne un vaccino contro il tetano contenente un antigene che produce anticorpi abortivi.

In un momento in cui tutti i riflettori sono puntati sul vaccino contro il Covid-19 e i media mainstream si accollano l’onere di evidenziare tutta la misericordiosa filantropia di personaggi come Bill Gates e la ricerca dei vaccini che salverà l’umanità dall’estinzione; in un momento in cui il dr. Tedros Ghebreyesus, direttore dell’OMS, è impegnato nel raccogliere fondi da varie Nazioni per poterli mettere a disposizione dell’industria farmaceutica, twittando ringraziamenti ai capi di Stato che aderiscono a questa sorta di grande evento filantropico mondiale; noi vogliamo ripescare invece qualche scheletro nell’armadio che, fatalmente, coinvolge gli stessi attori in campo.

In particolare la mente torna a ciò che accadde nel 2014 in Kenya, quando alcuni medici e 27 vescovi denunciarono il Governo, l’OMS e l’UNICEF per aver somministrato a un milione di donne un vaccino contro il tetano contenente un antigene che produce anticorpi abortivi. Queste donne (tra cui molte ragazze) ricevettero a loro insaputa un vaccino sperimentale che si scoprì essere in grado di sterilizzare la popolazione femminile. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di ricostruire i fatti, tenendo bene a mente i nomi e le istituzioni coinvolte.
Perché indagarono? Cosa non quadrava? Anzitutto le modalità di gestione dei vaccini e delle loro somministrazioni: le fiale arrivavano scortate dalla polizia, venivano somministrate da operatori anch’essi scortati, anzichè dall’usuale personale medico ospedaliero; in più, le dosi previste erano ben 5 in 6 mesi, a fronte delle solite 3 dilazionate negli anni e, soprattutto, le destinatarie della campagna straordinaria erano solo donne e solo in età fertile (14-49 anni).

A lanciare l’allarme in aprile era stata l’Associazione dei medici cattolici e la Conferenza episcopale del Paese che, insospettita dalla prassi e della mancanza di un’emergenza tetano, aveva fatto analizzare 6 campioni di vaccini in laboratorio, scoprendo così che questi vaccini erano prodotti unendo al tossoide tetanico anche l’ormone Beta-Hcg, ormone necessario per la gravidanza. In questo modo l’organismo avrebbe attivato una risposta anticorpale contro lo stesso ormone, impedendo futuri concepimenti. Riuscirono ad inviare diversi campioni del vaccino in diversi laboratori e a trovare così conferma ai loro sospetti.
Un comunicato dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya ha reso noto infatti che i risultati confermarono la loro peggiore paura:

“La campagna dell’OMS non mira a sradicare il tetano neonatale ma è un ben coordinato ed efficace tentativo di sterilizzazione di massa per il controllo della popolazione”

Va notato che l’UNICEF e l’OMS distribuiscono vaccini gratuitamente in diversi Paesi in via di sviluppo e che sono previsti anche incentivi finanziari per i governi a partecipare a questi programmi.

Quando i fondi delle Nazioni Unite non sono sufficienti per acquistare le quote annuali di vaccini, un’organizzazione avviata e finanziata dalla Bill and Melinda Gates Foundation, il GAVI, fornisce finanziamenti extra per molti di questi programmi di vaccinazione nei “paesi poveri”.

Corvelva si è sempre chiesta: i grandi benefattori che oggi si sono spesi per propinarci un farmaco sperimentale contro quella che a sentir loro sembra essere stata l’epidemia del millennio, sono gli stessi che solo pochi anni fa perpetravano questi crimini contro l’umanità?
Cosa ci riportano alla mente questi fatti? Un interessante parallelo è forse possibile con quanto accaduto in Italia, a seguito delle analisi che Corvelva ha eseguito su diverse fiale e lotti vaccinali: il comune denominatore è il prodotto, il vaccino, che non si vuole e quindi non si deve mai mettere in discussione. Le analogie aumentano quando leggiamo un comunicato dei medici kenioti, che denunciano i tentativi di intimidazione subìti, con minacce di azioni disciplinari ai medici stessi. Molto familiare, se pensiamo all’atteggiamento inquisitorio degli ultimi anni contro coloro che si sono permessi in Italia di esprimere dubbi rispetto alla pratica vaccinale massificata.
Lì però la storia ha avuto un epilogo diverso, in quanto il Governo si è visto costretto a mettere fine alla sperimentazione in atto. D’altro canto i medici stessi sembrano meno propensi a pendere dalle labbra delle case farmaceutiche e delle organizzazioni internazionali di quanto non avvenga qui.
Suona strano per un occidentale pensare che in Africa vi siano medici e cittadini che non si fidano ciecamente dell’OMS e delle organizzazioni “umanitarie” (ONG), perché noi siamo abituati ad una narrazione che prevede che istituzioni come l’OMS siano salvifiche, che la popolazione, soprattutto nei Paesi più poveri, preghi per ottenere più vaccini e più aiuti. Siamo stati abituati ad immaginare una popolazione che non aspetta altro che essere inondata di programmi vaccinali, anche sperimentali, perché questa per loro sarebbe l’unica salvezza. Questo è ciò di cui tentano di convincerci. E invece ecco le parole di Stephen Karanja, presidente dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya:

“La Chiesa africana è consapevole che non ci si può fidare dell’OMS… La campagna cominciata qui è identica a quella che fu portata avanti nelle Filippine, in Messico e in Nicaragua, sponsorizzata dagli stessi enti.”

Ricordiamo infatti che le medesime dinamiche si erano già presentate in questi Paesi negli anni ‘90.

Quindi, sembrerebbe che, chi ci viene da sempre presentato come più bisognoso di aiuto, sia anche avvezzo a diffidare dei cosiddetti benefattori e questo per un motivo molto semplice e chiaro: queste istituzioni sarebbero state protagoniste nella storia recente di nefandezze di cui però il resto del mondo viene difficilmente a conoscenza. Allora, visto che oggi stanno tutti finanziando questi stessi personaggi, aspettandosi il loro aiuto, è doveroso approfondire un po’ di più.

Per chi volesse, alleghiamo all’articolo che trovate sul sito un’intervista ufficiale del settembre 2017 di Raila Odinga (https://youtu.be/qrSnNwoVS-g), primo ministro del Kenya dal 2008 al 2013, che spiega l’accaduto e conferma la veridicità delle accuse: ascoltatelo, le sue dichiarazioni sono piuttosto pesanti.

In conclusione siamo a ribadire che l’aumento della sfiducia verso le istituzioni nazionali ed internazionali, verso le ONG filantropiche e verso alcune politiche sanitarie, è il risultato di un sistema che per anni ha elaborato e sponsorizzato programmi anche in contrasto con le libertà personali. In questo preciso periodo storico in cui la politica è indebolita, l’idea che la stessa oligarchia scientocratica, o peggio filantropia dittatoriale, riesca a dettare le politiche sanitarie mondiali, ci spaventa non poco.

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Fonti:

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11 Marzo 2023 – Redazione – Fonte: Corvelva ( Tutte le altre fonti e chi ha tradotto il testo, in fondo all’articolo)

1. Che cos’è l’alluminio?

L’alluminio è un metallo leggero di colore bianco-argenteo, plasmabile e resistente. Queste qualità lo rendono utile in numerosi settori e prodotti, tra cui macchinari, costruzioni, magazzini, pentole, utensili da cucina, tessuti, coloranti e cosmetici. L’alluminio è anche il metallo più abbondante nella crosta terrestre e praticamente tutto l’alluminio presente nell’ambiente si trova nel suolo. Tuttavia, l’alluminio non si trova naturalmente in quantità significative negli organismi viventi (come piante e animali) e non ha alcuna funzione biologica nota. Nell’ultimo secolo, l’uso dell’alluminio in alcuni prodotti ha portato a una maggiore esposizione umana. Le maggiori fonti di esposizione sono gli alimenti contenenti alluminio (ad esempio, lievito in polvere, alimenti trasformati, formule per bambini, ecc.), i prodotti medici (ad esempio, antitraspiranti, antiacidi, ecc.), le iniezioni di allergia e i vaccini.1-3


2. Perché l’alluminio è presente nei vaccini?

Alcuni vaccini utilizzano composti di alluminio (idrossido di alluminio e fosfato di alluminio) come coadiuvanti, ovvero ingredienti che aumentano la risposta immunitaria a un antigene (sostanza estranea).4-5 La Food and Drug Administration (FDA) statunitense afferma che se alcuni vaccini non includessero l’alluminio, la risposta immunitaria che scatenano potrebbe diminuire.6


3. Quali vaccini contengono alluminio?

I seguenti vaccini contengono alluminio e vengono somministrati a neonati, bambini e adolescenti (Fig. 1):

  • Epatite B (HepB)
  • Esavalente
  • Difterite, tetano e pertosse (DTaP e Tdap)
  • Haemophilus influenzae tipo b (PedvaxHIB)
  • Pneumococco (PCV)
  • Epatite A (HepA)
  • Papillomavirus umano (HPV)
  • Meningococco B (MenB)

4. L’esposizione all’alluminio è sicura?

La FDA considera l’alluminio generalmente riconosciuto come sicuro (GRAS) dal 1975.9Tuttavia, prima del 1990, non esisteva la tecnologia per rilevare accuratamente piccole quantità di alluminio somministrate ai soggetti negli studi scientifici.10 Di conseguenza, non si conosceva la quantità di alluminio che poteva essere assorbita prima dell’insorgenza di effetti negativi.

Dal 1990, grazie ai progressi tecnologici, si è osservato che le piccole quantità di alluminio che rimangono nel corpo umano interferiscono con una serie di processi cellulari e metabolici nel sistema nervoso e nei tessuti di altre parti del corpo.1-10-11 I maggiori effetti negativi dell’alluminio sono stati osservati nel sistema nervoso e vanno dalla compromissione delle abilità motorie all’encefalopatia (alterazione dello stato mentale, cambiamenti di personalità, difficoltà di pensiero, perdita di memoria, convulsioni, coma e altro).2-12

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) riconosce l’alluminio come una neurotossina nota.2 Inoltre, la FDA ha messo in guardia sui rischi della tossicità dell’alluminio nei neonati e nei bambini.13

5. Quanto alluminio orale non è sicuro?

Nel 2008 l’Agency for Toxic Substances and Disease Registry (ATSDR), una divisione dell’HHS, ha utilizzato gli studi sugli effetti neurotossici dell’alluminio per stabilire che non si dovrebbe assumere per via orale più di 1 milligrammo (1.000 microgrammi) di alluminio per chilogrammo di peso corporeo al giorno per evitare gli effetti negativi dell’alluminio.2


6. Quanto alluminio iniettato non è sicuro?

Per determinare la quantità di alluminio che può essere iniettata in modo sicuro è necessario convertire il limite di alluminio orale dell’ATSDR. Il limite ATSDR per l’alluminio orale (1.000 microgrammi di alluminio per chilogrammo di peso corporeo al giorno) si basa sullo 0,1% dell’alluminio orale che viene assorbito nel flusso sanguigno, poiché il tratto digestivo blocca quasi tutto l’alluminio orale.2 Al contrario, l’alluminio iniettato per via intramuscolare bypassa il tratto digestivo e il 100% dell’alluminio può essere assorbito nel flusso sanguigno nel corso del tempo (cioè, la proporzione di alluminio assorbito è 1.000 volte maggiore). Per tenere conto di queste diverse quantità di assorbimento, il limite di alluminio orale dell’ATSDR deve essere diviso per 1000. Questa conversione porta a un limite di alluminio nel sangue derivato dall’ATSDR di 1 microgrammo di alluminio (0,1% di 1.000 microgrammi) per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Di conseguenza, per evitare gli effetti neurotossici dell’alluminio, non più di 1 microgrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo dovrebbe entrare nel flusso sanguigno su base giornaliera. La Figura 3 mostra il limite di alluminio nel sangue derivato dall’ATSDR per i neonati di varie età in base al loro peso.


7. Quanto alluminio c’è nei vaccini?

La quantità di alluminio nei vaccini varia.16 Nel 1968, il governo federale americano ha fissato il limite per la quantità di alluminio nei vaccini a 850 microgrammi per dose, in base alla quantità di alluminio necessaria per rendere efficaci alcuni vaccini.6-17 Di conseguenza, la quantità di alluminio nei vaccini infantili contenenti alluminio varia da 125 a 850 microgrammi per dose. La Figura 4 mostra il contenuto di alluminio di una dose di vari vaccini somministrati ai bambini.


8. Alcuni studi hanno confrontato la quantità di alluminio nei vaccini con il limite derivato dall’ATSDR (Agency for Toxic Substances and Disease Registry)?

Nel 2011 è stato pubblicato uno studio che intendeva confrontare la quantità di alluminio nei vaccini con il limite per il flusso sanguigno stabilito dall’ATSDR.18 Tuttavia, questo studio ha erroneamente basato i suoi calcoli sullo 0,78% di alluminio orale assorbito nel flusso sanguigno, anziché sul valore dello 0,1% utilizzato dall’ATSDR nei suoi calcoli.19-20 Di conseguenza, lo studio del 2011 ha ipotizzato che quasi 8 volte (0,78%/0,1%) l’alluminio possa entrare in sicurezza nel flusso sanguigno, e questo ha portato a una conclusione errata.


9. L’esposizione all’alluminio dei vaccini è sicura?

I vaccini vengono iniettati per via intramuscolare e la velocità con cui l’alluminio dei vaccini migra dal muscolo umano al flusso sanguigno non è nota. Gli studi condotti sugli animali suggeriscono che l’alluminio dei vaccini può impiegare da un paio di mesi a più di un anno per entrare nel flusso sanguigno, a causa di molteplici variabili.21-23 Poiché l’esposizione cumulativa all’alluminio dei vaccini nei bambini di età inferiore a un anno supera di diverse centinaia il limite giornaliero stabilito dall’ATSDR (Fig. 3 e 4), il limite sarebbe comunque superato se l’alluminio dei vaccini entrasse nel flusso sanguigno nel corso di circa un anno. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che l’alluminio dei vaccini viene assorbito dalle cellule immunitarie e raggiunge parti del corpo lontane dal sito di inoculo, compreso il cervello.24

L’entità degli effetti negativi dell’alluminio nei vaccini non è nota, poiché non sono stati condotti studi sulla sicurezza che confrontino una popolazione vaccinata con vaccini contenenti alluminio con una popolazione non vaccinata con tali vaccini.

Limite di alluminio del flusso sanguigno derivato dall’ATSDR2-14-15

categorie mpr 2Figura 3: questo grafico mostra il limite di alluminio per i bambini di varie età, come derivato dall’Agenzia per le sostanze tossiche e il registro delle malattie, una divisione del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti. Il limite indica che non più di 1 microgrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo dovrebbe entrare nel flusso sanguigno su base giornaliera per evitare gli effetti neurotossici dell’alluminio

Quantità di alluminio nei vaccini

categorie alluminio5

Riferimenti

  1. American Academy of Pediatrics, Committee on Nutrition. Aluminum toxicity in infants and children. Pediatrics. 1996 Mar;97(3):413.
  2. Agency for Toxic Substances and Disease Registry (ATSDR). Toxicological profile for aluminum. Washington, D.C.: U.S. Department of Health and Human Services; 2008.3, 13-24, 145, 171-7, 208.
  3. Yokel RA. Aluminum in food—the nature and contribution of food additives. In: El-Samragy Y, editor. Food additive. Rijeka (Croatia): InTech; 2012. 203-28.
  4. Marrack P, McKee AS, Munks MW. Towards an understanding of the adjuvant action of aluminium. Nat Rev Immunol. 2009 Apr;9(4):287.
  5. Volk VK, Bunney WE. Diphtheria immunization with fluid toxoid and alum-precipitated toxoid. Am J Public Health Nations Health. 1942 Jul;32(7):690-9.
  6. Baylor NW, Egan W, Richman P. Aluminum salts in vaccines—U.S. perspective. Vaccine. 2002 May 31;20 Suppl 3:S18-22.
  7. U.S. Food and Drug Administration. Silver Spring (MD): U.S. Food and Drug Administration. Vaccines licensed for use in the United States; [updated 2018 Feb 14; cited 2018 Feb 27]. https://www.fda.gov/BiologicsBloodVaccines/Vaccines/ApprovedProducts/Ucm093833.htm.
  8. Centers for Disease Control and Prevention. Washington, D.C.: U.S. Department of Health and Human Services. Recommended immunization schedule for children and adolescents aged 18 years or younger, United States, 2018. https://www.cdc.gov/vaccines/schedules/downloads/child/0-18yrs-child-combined-schedule.pdf.
  9. U.S. Food and Drug Administration. Silver Spring (MD): U.S. Food and Drug Administration. SCOGS (Select Committee on GRAS Substances); [cited 2018 Aug 16]. https://www.accessdata.fda.gov/scripts/fdcc/?set=SCOGS.
  10. Priest ND. The biological behaviour and bioavailability of aluminium in man, with special reference to studies employing aluminium-26 as a tracer: review and study update. J Environ Monit. 2004;6:376,392.
  11. Poole RL, Pieroni KP, Gaskari S, Dixon TK, Park KT, Kerner JA. Aluminum in pediatric parenteral nutrition products: measured versus labeled content. J Pediatr Pharmacol Ther. 2011;16(2):92-7.
  12. Sedman A. Aluminum toxicity in childhood. Pediatr Nephrol. 1992 Jul;6(4):383-93.
  13. U.S. Food and Drug Administration, Department of Health and Human Services. Rules and regulations. Fed Regist. 2003 Jun;68(100):34286.
  14. Centers for Disease Control and Prevention. Washington, D.C.: U.S. Department of Health and Human Services. National Center for Health Statistics: Data table for boys length-for-age and weight-for-age charts; [cited 2019 April 2]. https://www.cdc.gov/growthcharts/who/boys_length_weight.htm.
  15. Centers for Disease Control and Prevention. Washington, D.C.: U.S. Department of Health and Human Services. National Center for Health Statistics: Data table for girls length-for-age and weight-for-age charts; [cited 2019 April 2]. https://www.cdc.gov/growthcharts/who/girls_length_weight.htm.
  16. U.S Food and Drug Administration, Department of Health and Human Services. Revision of the requirements for constituent materials. Final rule. Fed Regist. 2011 Apr 13;76(71):20513-8.
  17. Office of the Federal Register, National Archives and Records Service, General Services Administration. Rules and regulations. Fed Regist. 1968 Jan; 33(6):369.
  18. Mitkus RJ, King DB, Hess MA, Forshee RA, Walderhaug MO. Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination. Vaccine. 2011 Nov 28;29(51):9538-43.
  19. Miller S, Physicians for Informed Consent. Erratum in ‘Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination.’ In: ResearchGate. Berlin (Germany): ResearchGate GmbH; 2020 Mar 6 [cited 2020 Mar 6]. https://www.researchgate.net/publication/51718934_Updated_Aluminum_pharmacokinetics_following_infant_exposures_through_diet_and_vaccines/comments.
  20. Physicians for Informed Consent. Newport Beach (CA): Physicians for Informed Consent. Erratum in ‘Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination’; [cited 2020 Mar 6]. https://physiciansforinformedconsent.org/mitkus-2011-erratum/.
  21. Flarend RE, Hem SL, White JL, Elmore D, Suckow MA, Rudy AC, Dandashli EA. In vivo absorption of aluminium-containing vaccine adjuvants using 26Al. Vaccine 1997 Aug-Sept;15(12-13):1314-8.
  22. Verdier F, Burnett R, Michelet-Habchi C, Moretto P, Fievet-Groyne F, Sauzeat E. Aluminium assay and evaluation of the local reaction at several time points after intramuscular administration of aluminium containing vaccines in the Cynomolgus monkey. Vaccine. 2005 Feb 3;23(11):1359-67.
  23. Weisser K, Göen T, Oduro JD, Wangorsch G, Hanschmann KO, Keller-Stanislawski B. Aluminium in plasma and tissues after intramuscular injection of adjuvanted human vaccines in rats. Arch Toxicol. 2019 Oct;93(10):2787-96.
  24. Masson JD, Crépeaux G, Authier FJ, Exley C, Gherardi RK. Critical analysis of reference studies on the toxicokinetics of aluminum-based adjuvants. J Inorg Biochem. 2018 Apr;181:87-95.

Articolo tradotto da Physicians for Informed Consent

 

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08 Marzo 2023 – Redazione – Fonte: Andrea Caldart di QuotidianoWeb

La tagliola che mette a rischio l’intero comparto delle imprese del settore forniture ospedaliere, preparata da Renzi nel 2015 e avvallata da Draghi con il decreto “Aiuti Bis” del luglio scorso, oggi, con il governo Meloni, è servita. Il problema principale è che migliaia di aziende e di lavoratori del comparto potrebbero rischiare di finire per strada dal 30 aprile prossimo.

Purtroppo, l’attuale esecutivo sembra non essersi preoccupato di questa scadenza perché ha pensato di utilizzare il meccanismo di conversione del Milleproroghe, inserendou il comma 8 all’art. 4, con il quale non ha fatto altro che confermare la data del “30 aprile 2023” di cui all’art. 9-ter, comma 9-bis del D.L.n. 75/2015 (come conv. L.n. 125/2015).

Di fatto, non essendo scaduto il decreto, con questa mossa l’ha mantenuto, permettendo alle Regioni, dopo il 30 aprile, di attivare il meccanismo di compensazione dei crediti maturati da payback. In sostanza, da quella data in poi, le Regioni, potranno chiedere alle aziende fornitrici dei dispositivi sanitari, di rendere per il solo periodo 2015-2018, 2 miliardi di euro di “eccedenze”, che il decreto “Aiuti Bis”, ha chiamato extra profitti. Una divisione targata Renzi, Draghi, che considerano extra profitto quanto in più hanno pagato le Regioni sulle forniture ospedaliere, ma non perché qualcuno ci abbia marciato sopra, bensì perché le Regioni non erano state in grado di redigere correttamente i Forecast budget, cioè le previsioni d’acquisto dei materiali sanitari.

Errori creati dai burocrati delle aziende sanitarie, spesso nominati proprio dai politici, che oggi si vogliono far pagare alle aziende fornitrici. Abbiamo parlato con la Dottoressa Cristina Cattini Amministratore Delegato di Novamedisan Italia Srl di Bologna, la quale per prima, a gennaio 2023, nella trasmissione di Nicola Porro “Quarta Repubblica”, ha lanciato l’allarme.

Dottoressa Cattini cosa sta succedendo?

“A quanto ne so, ma è quello che mi riferisce la mia associazione FIFO, Federazione Italiana Fornitori Ospedalieri, esiste da parte dell’attuale Governo, sia una condivisione sull’iniquità della legge, sia una consapevolezza sui rischi della sua applicazione per la tenuta del SSN pubblico, accompagnate da una volontà (almeno esplicitata a parole) di voler abrogare il payback sui dispositivi medici”. Il problema fondamentale e di difficile soluzione, riguarda come compensare i “buchi” o meglio le “voragini” che si verrebbero a creare nei bilanci sanitari delle Regioni”. Il Governo “dovrebbe” trovare qualche centinaio di milioni di euro, parte dei quali verrebbe “rimandata” alle Regioni – secondo quanto ancora dichiarato dalla dott.ssa Cattini – e un’altra parte che dovrebbe essere coperta dalle aziende più grandi, ovvero quelle da un fatturato dai 20 miliardi in su, ma non dalle PMI”.

Confindustria DM, in quanto federazione che tutela questo tipo di grandi aziende, ha espresso il proprio disaccordo. A tal proposito l’onorevole Lucaselli di FDIdemandata ad occuparsi del problema, al convegno di Confindustria DM del 21 febbraio, ha ventilato di far pagare sull’utile e non sul fatturato, ottenendo in risposta, un’alzata di scudi da parte di tutti, e in particolare da parte di FIFO, e PMI Sanità. Insomma, la situazione è ancora parecchio ingarbugliata e il 30 aprile è alle porte.


Il 13 giugno vedremmo come si pronuncerà in merito il TAR che probabilmente rimanderà tutto alla Corte costituzionale (che difficilmente prenderà la decisione di illegittimità normativa).

Quindi un’ulteriore proroga potrebbe dare un poco di respiro alle PMI coinvolte in questa follia?

Assolutamente no.

Purtroppo, se la sospensiva concessa venisse riferita ai soli “incassi” da parte delle Regioni, le Aziende sarebbero comunque costrette in Giugno a iscrivere a bilancio le cifre pazzesche richieste dalle Regioni. Di fatto molte PMI si troverebbero con bilanci in forte perdita. Non potrebbero più partecipare alle gare pubbliche e avrebbero sicuramente problemi con gli istituti di credito. Di fatto sarebbero costrette a chiudere e a licenziare i propri collaboratori.

Al contrario, se la proroga fosse concessa nell’ottica di guadagnare tempo per poter giungere a una soluzione equa, il Governo dovrebbe prorogare le richieste di pagamento da parte delle Regioni. Solo in questo modo, nel caso di un ulteriore rinvio, si rispetterebbero le PMI. FIFO Sanità auspica che la soluzione venga trovata prima della prossima scadenza del 30 aprile, per scongiurare il rischio concreto che la paralisi dell’apparato pubblico sanitario costringa i cittadini bisognosi a rivolgersi al sistema privato per curarsi.

Il SSN sarebbe, quindia rischio crack. Le Regioni a Schillaci e Giorgetti hanno fatto sapere che non ci sono soldi, e senza interventi di dovrebbero tagliare i servizi”.
DAL GOVERNO IN QUESTE ORE ARRIVA IL BENESTARE PER AVVIARE UN TAVOLO DI CONFRONTO, MA ANCHE UNA DOCCIA GELATA, IN QUANTO CI SAREBBERO POCHI MARGINI PER ATTINGERE A NUOVE RISORSE.
Tra le richieste quello di non far andare in Piano di rientro o commissariare le Regioni che dovessero presentare conti in rosso. E poi: ripianare in 10 anni i disavanzi causati dal mancato ristoro dei fondi per il Covid, rivedere tetto di spesa per il personale e su privato accreditato, incremento retribuzioni e regole più stringenti per i medici a ‘gettone’. E poi sul payback dei dispositivi medici: “Se Governo vorrà revisionare norma dovrà garantire le coperture”.

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2 Marzo 2023 – Redazione – Fonte: La Stampa

Il Covid ha finito la sua corsa vera o presunta, gli italiani hanno deciso di non vaccinarsi più e i magazzini sono pieni di dosi di elisir di lunga malattia destinate al macero. A fine 2023 potrebbero essere 173 milioni le dosi inutilizzate, visto che ora dai contratti secretati spunta a sorpresa una clausola capestro che obbliga l’Europa ad acquistare quest’anno da Pfizer altri 450 milioni di dosi, 61,1 destinate all’Italia, alla quale spetta il 13,6% del totale. Uno spreco che alla fine rischia di costarci oltre tre miliardi di euro, che sarebbe stato utile investire nella nostra sanità pubblica in grande difficoltà. Sarebbe ora di porre fine a questa farsa da 4 soldi a cui fin troppo hanno creduto. Nessuno e’ obbligato ad acquistare dosi inutili! Che l’Italia facesse sentire la sua voce e si rifiutasse! E che nessuno dica che l’accordo e’ determinato da un Pnnr altrettanto inconcludente, incantatore di serpenti senza costrutto, perché è vero come un ologramma!

Delle fiale arrivate a fine estate, quelle aggiornate sulle viarianti Omicron 4 e 5, resterebbero da inoculare 15 milioni di dosi acquistate nel 2022, più altri 61,2 milioni che dovrebbero arrivare dalla Pfizer nel corso del 2023. Mah! Per farle a chi? A coloro che hanno deciso di anestetizzare la ghiandola pineale, per non pensare e credere agli sono che volano. Purtroppo dal 6 al 12 febbraio, la media delle somministrazioni è stata di 3.421 al giorno per le quarte dosi, anche se, per fortuna, il numero dei vaccinati e’ sempre più in discesa.

Ieri è trapelata la notizia che il New York Times avrebbe deciso di portare la Commissione Ue in tribunale per non aver reso pubblico lo scambio di messaggi tra la presidente von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, riguardo al negoziato che ha portato all’acquisto dei vaccini anti-Covid. Certo è che resta difficile comprendere come mai in questi 76 e passa milioni di dosi siano compresi i 19 milioni aggiornati su Omicron 1. Acquistati dall’Ue e autorizzati dall’europea Ema appena una manciata di giorni prima che venisse accesa la luce verde a quelli aggiornati sulle nuove sottovarianti di Omicron 4 e 5. Come se non si fosse saputo che a quel punto quasi tutti avrebbero preteso i «nuovi modelli», nonostante gli esperti dell’ex Cts si affannassero a dire che erano più o meno simili a quelli tarati sulla versione originaria di Omicron, ormai scomparsa in Italia.

La conta non è comunque finita qui, perché al fardello vanno aggiunte 9 milioni di dosi della francese Sanofi, acquistate nel lontano 2020 ma in consegna solo ora. Così si arriva a un totale di 80 milioni. Fin qui per restare all’era Omicron. Perché alla conta degli antidoti inutilizzati vanno poi aggiunti i 28 milioni andati in scadenza a fine 2022, secondo quanto affermato a suo tempo dallo stesso generale Tommaso Petroni, a capo della task force per il completamento della campagna vaccinale. A questi vanno infine sommati i 60 milioni di dosi donate all’Africa. Rimaste in larga parte inutilizzate, soprattutto per problemi logistici, visto che spesso sono arrivate dove non c’erano nemmeno i frigoriferi per conservarle.

Fatta la somma si arriva a 173,1 milioni di dosi inutilizzate. I contratti con le case farmaceutiche sono secretati ma il vaccino Pfizer nella prima versione è costato 16 euro a dose, quello aggiornato su Omicron 19 euro. In tutto fanno oltre tre miliardi di euro buttati alle ortiche.  Vero è che i sieri sono sempre stati acquistati direttamente dall’UE, che poi ha pensato a smistarli in tutti gli Stati membri, ma in ogni caso, l’Italia, ha dovuto firmare, seppur indirettamente, un contratto pesante con Big Pharma. Per questo, sulla carta, l’Italia sarà comunque chiamata a pagare il conto, di fatto…chissà!

L’Europa ha puntato a garantire la massima copertura vaccinale possibile, hanno sempre ricordato in passato Aifa e Css. Ma resta da capire perché si sia deciso a settembre di partire subito con milioni di vaccini che sarebbero stati superati a breve da prodotti più aggiornati, pur avendo in deposito ancora milioni di dosi inutilizzate di antidoti tarati sul ceppo originario di Wuhan. Ma soprattutto non si comprende per quale motivo la Commissione europea abbia dovuto accettare da Pfizer clausole capestro che la vincolano all’acquisto di centinaia di milioni di dosi, 450 nel 2022 e altrettante quest’anno, indipendentemente dall’andamento epidemico o dallo spuntare di nuove varianti. I più istituzionali diranno che queste spiegazioni sono valide a pandemia finita, ma i più preparati (inascoltati per due anni) consapevoli e che conoscono realmente la Storia, avevano già compreso quale fregatura fosse dietro l’angolo.  il potere contrattuale delle aziende si sarebbe dovuto in qualche misura attenuare, considerando che Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, Novavax e Astra Zeneca hanno ricevuto complessivamente quasi 10 miliardi di finanziamenti pubblici per sostenere la ricerca da Usa, Gran Bretagna e Ue. E che anche senza clausole vessatorie alle industrie non sarebbe comunque andata male lo dicono i ricavi 2021: circa 45 miliardi Pfizer, 16 miliardi per Moderna, che nel 2019 non andava oltre i 55 milioni.

Che non tutto abbia funzionato per il meglio deve averlo pensato del resto anche la Corte dei Conti europea, che a settembre ha bacchettato von der Leyen in un report che menziona come «un caso di cattiva amministrazione» il «rifiuto della Commissione europea di concedere l’accesso del pubblico ai messaggi di testo scambiati tra la presidente della Commissione e l’amministratore delegato di Pfizer durante i negoziati preliminari». Manchevolezze pagate a caro prezzo anche dall’Italia.

Vedremo……

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